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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

09/02/20

TEATRO - Gea Martire, con "Il motore di Roselena" , nel segno dell'emancipazione femminile ad "Obiettivo T"

di Emilio Spiniello

BENEVENTO - “Con i motori ci parla, li sente, il suo immaginario passa attraverso i pezzi dell’auto”. Roselena è appassionata del mondo dei motori, nonostante sia una donna e venga vista in malo modo per questa sua naturale ed attrattiva passione.
Matrimonio, maternità ed erotismo passano  in quel suo mondo magico. Tutto questo è stato “Il motore di Roselena”, spettacolo con Gea Martire, scritto da Antonio Pascale e diretto da Nadia Baldi, presentato al Mulino Pacifico di Benevento, nell’ambito della rassegna “Obiettivio T” della Solot – Compagnia Stabile.
Una metafora,  l’importanza di avere un motore acceso e saper aggiustare il danno quando qualcosa va storto.
Emerge la forza delle donne che resistono nel quotidiano,  a significare come la donna sia potenza e ricchezza come il motore di un’auto di grossa cilindrata.
Per lei, termini come carburatori, testate, pistoni, aerodinamicità sono davvero tutto.
È una storia in forma monologata di una donna napoletana che ha una insolita vocazione per le auto: è addirittura capace di comprenderle, capirle, rimediando anche a guasti terribili.
Un lavoro ben strutturato, con uno stile tragicocomico che mette l’accento sull’emancipazione femminile, attraverso pensiero e l’opera della protagonista, la quale  supera ogni pregiudizio e combatte il sessismo imperante nella società.
Roselena, dalle piste di Modena fino ad Imola,  è piena di sentimenti e sogna di diventare una pilota di Formula 1, seguendo le proprie ambizioni ed ignorando le convenzioni che ci chiudono in una gabbia, come una carcassa di una vecchia vettura. Diverrà collaudatrice, ma dietro angolo l’attende un improvviso “pit stop”, segnalato da luci di scena che cambiano a seconda delle emozioni di Roselena. La nota attrice napoletana Gea Martire ha saputo dare spessore e sostanza ad una donna che crede nella sua “corsa” di vita deridendo i luoghi comuni.

25/01/20

TEATRO - "Quante spose per quanti fratelli" , le atmosfere della west coast americana al Bolivar

NAPOLI - Rivivere le atmosfere della West coast americana in pieno ‘800. Al Teatro Bolivar approda "Quante spose per quanti fratelli". L’appuntamento è per domenica 26 gennaio, ore 17.30, con la Compagnia “N.Venezia Arte”, diretta di Nunziana Venezia che debutterà negli spazi di via Bartolomeo Caracciolo con una commedia musicale che ha già fatto registrare un boom di vendite al botteghino. Ispirato al celeberrimo film americano Sette spose per sette fratelli, il musical sarà portato in scena da una compagnia composta da ben 27 elementi tra adulti e ragazzi, ballerini, cantanti e attori.  Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Manuel Frattini, cantante e attore italiano scomparso nell'ottobre del 2019. Un ensemble di professionisti per rivivere le avventure della protagonista Milly, interpretata da Nunziana Venezia, che sarà costretta a governare una squadra di uomini indomabili e un po’ “selvaggi", instradandoli verso il corteggiamento e forse un sentimento condiviso d’amore. Ci riuscirà nel poco tempo a sua disposizione? Catapultati nelle atmosfere dell’America del 1850, sulle montagne dell'Oregon, il musical sarà l’occasione per potersi gustare una storia divertente, a tratti esilarante, dove non mancheranno, come da tradizione, momenti emozionali di puro romanticismo. Assisterete a una versione in chiave moderna del Ratto delle Sabine. A voi il gusto di scoprire come andrà a finire.  

Info e prenotazioni: 0815442616 – info@teatrobolivar.com 


L'INCONTRO - Il Liceo "Urbani" incontra Giorgio Balzoni, per riscoprire la figura di Aldo Moro

di Maria Ricca

S.GIORGIO A CREMANO - Incontro molto partecipato ed interessante, questa mattina alla Biblioteca di Villa Bruno, in San Giorgio a Cremano. Il Liceo “Urbani” , con le classi quinta A e quinta  H dell’istituto di via Buongiovanni, per le iniziative collegate a Cittadinanza e Costituzione, ha offerto ancora una volta ai propri allievi l’opportunità di sperimentare forme di

“didattica trasferita” , questa volta per i temi della Storia Contemporanea, partecipando alla presentazione del volume di Giorgio Balzoni, “Aldo Moro, il professore”.
Una figura, quella dello statista,  che ha segnato la storia del nostro Paese e che oggi si rivela in tutta la sua sorprendente attualità, appassionando i giovani per l’onestà del proprio
agire e per l’assoluta modernità delle proprie posizioni ideologiche, che già all’epoca si aprivano a quella dimensione europea del dibattito politico, quando ben lontana era ancora la definizione dell’Unione
come la conosciamo oggi, nucleo di sintesi culturale ed umana, oltre che squisitamente economica.
Fu questa capacità di guardare in prospettiva, probabilmente, e di vedere oltre, che costò la vita, secondo Balzoni, allievo fra i più attenti e collaborativi di Moro, all’uomo politico.
Lo scrittore ha così recuperato nel volume  lo spessore tridimensionale dell'abile statista e soprattutto del professore appassionato e partecipe della vita dei suoi studenti e delle sue studentesse e non si è sottratto al fuoco di fila di domande dei giovanissimi, che del politico hanno appreso non solo dai libri di storia e dalle lezioni dei docenti, ma anche dalle testimonianze dei propri familiari, che vissero allora quei giorni terribili, ascoltando la Tv e leggendo i giornali, con incredulità ed apprensione. Chiarendo così, grazie agli studi svolti e alle deduzioni compiute, le responsabilità materiali, ma anche morali di chi ha voluto la fine di Moro, ipotizzando scenari ben più ampi e circostanziati, che quelli politici di allora.


Insomma, un incontro davvero propositivo e costruttivo, che ha consentito ai giovanissimi di ascoltare dalla viva voce di chi ha vissuto e ha letto, attraverso le esperienze personali e dell’intera comunità, eventi che hanno sconvolto il Paese e determinato molti degli accadimenti successivi. 

08/01/20

IL BANDO - La Solot seleziona progetti culturali e performativi per il 2020. Scadenza l'8 febbraio



La Solot Compagnia Stabile di Benevento è lieta di annunciare la pubblicazione di un bando per la selezione di progetti artistici e culturali in genere, da svolgersi al Nuovo Teatro Mulino Pacifico nell’anno 2020.
Il bando è aperto a singoli artisti o gruppi. Possono essere presentati progetti performativi, letterari, mostre, seminari, in genere progetti culturali da realizzare negli spazi del Mulino Pacifico.
La Compagnia offrirà a ciascun Artista\Gruppo, selezionati a suo insindacabile giudizio, la consulenza e assistenza per sviluppare il progetto, la promozione dello stesso; a tal fine saranno messi a disposizione la struttura organizzativa, la sala destinata agli spettacoli e gli altri spazi, le attrezzature tecniche, compatibilmente con lo svolgimento delle altre attività della Solot.
Gli Artisti\Gruppi dovranno inviare la propria candidatura, entro il 08/02/2020 , esclusivamente per posta elettronica, all’indirizzobandi@solot.it;
Per il testo e tutte le informazioni utili sul bando n.1/2020 emesso dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento, consultare la pagina face book della stessa, alla sezione eventi.

06/01/20

TEATRO - "Napucalisse": Mimmo Borrelli racconta Partenope, fra rabbia impietosa e indomita speranza

di Emilio Spiniello

BENEVENTO - Partenza col botto per il  primo appuntamento di “Obiettivo T”, la  rassegna teatrale promossa dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento, presso il Nuovo Teatro Mulino Pacifico.
Mimmo Borrelli, drammaturgo, attore e regista teatrale, ha portato in scena “Napucalisse”  (oratorio in lettura),  con musiche dal vivo di Antonio della Ragione.
Un concentrato di Napoli e dell’essere napoletano, “guardati a vista“ dal vulcano Vesuvio,  che domina sulla città. Dalla lingua dialettale, una fiumana viva e verace , il monologo prende vita per rapire e folgorare il pubblico. Una bufera di parole si schianta sullo spettatore, fatte di disperazione e vita, di pace e guerra. Emergono le viscere e la carnalità di un popolo e di una città che si completano da sole, con i tanti pregi e difetti.
Una rabbia impietosa che Borrelli sa far “scoppiare” come un’invocazione dolente alla sua città ed un grido di speranza destinato ad esplodere come il Vesuvio.
Si grida ad una condizione con parole e gesti  veritieri ,che affascinano e ipnotizzano:  passione e paura, orrore e amore.
“Napucalisse”  è la tumultuosità di Napoli dominata da un diffuso senso di tragedia o di catastrofe, che regna sulle cose e sulle persone.
Le due facce racchiuse in una struggente emotività caratterizzano un momento intimo e magico dove il vesuvio (anima creatrice e distruttrice) incontra Pulcinella, senza maschera e L’Assassino ‘i Cartone.
E cosi un racconto leggero e disteso, cambia verso quando si fa spazio alle storie di malavita e cattiveria.
Borrelli, un vero fuoriclasse, dopo un’ora serrata ed intensa, richiude quelle libere emozioni ed il pubblico spirigiona un caloroso applauso.
Prossimo appuntamento,  venerdì 17 gennaio 2020,  ore 20.30,  con “WET FLOOR” di Fabio Pisano,  con Antimo Casertano e  Fabio Cocifoglia.

29/12/19

L'EVENTO - La V C dell' I.T. per Geometri "Galilei" dell'a.s. 1988 festeggia il 31° dal Diploma

BENEVENTO - Nella vita ci sono emozioni e persone che non si dimenticano mai, soprattutto quelle che appartengono ai periodi che consideriamo i più felici e spensierati della nostra esistenza, come gli anni della scuola.  E così che gran parte del gruppo di quella famosa V C, si è riunito in un noto locale della città “GINO E PINA”, per gustare una buona cena ma, soprattutto, per fare un bel tuffo nel passato ormai lontano, rivivendolo attraverso i racconti che avevano caratterizzato una fase della nostra esistenza vissuta all’insegna della spensieratezza e della goliardia. La serata è stata suggellata da abbracci e da alcuni scatti fotografici della ritrovata “Quinta sezione C” dell’Istituto per Geometri che con grande commozione ha ricordato anche due cari compagni di classe scomparsi prematuramente qualche anno fa: “Lello Caporaso e Mario Della Marca”. Ecco i nomi dei protagonisti della “reunion natalizia”: Mauro Ambrosino, Antonio Attanasio, Giuseppe Fragola, Roberto Corrieri, Paolo Delli Carri, Giovanni Giangregorio, Enzo Intorcia, Raffaele Iele, Ivan Maraviglia, Massimo Melillo, Enrico Melone, Pierluigi Minicozzi, Antonio Muto, Salvatore Palmieri, Alfredo Salzano, Alessandro Signoriello e Giuseppe Sparaneo.






18/12/19

L'EVENTO - Il "Liceo Urbani" incontra il mondo: serata per "Hurobo", didattica europea, fra tradizione ed innovazione

di Maria Ricca

Si scrive “Hurobo”, si intende  “Humanoid  Robots for a future World”.
E’ il  titolo del progetto Erasmus plus 2019, a cui ha aderito il Liceo Scientifico “Carlo Urbani” di San Giorgio a Cremano.  Divenendo, così,  parte integrante di un gruppo internazionale di scuole, provenienti dall’ Austria,  Paese coordinatore del percorso, con il professor Anton Edl dell’ HTL Weiz, dalla Grecia,  con il 2nd General Lyceum of Ierapetra, dal Portogallo, con l’EscolaSecundária/3 de Barcelinhos, dalla Turchia, con la “Sehitmustafayamananadoluimamhatiplisesi”, e dalla Francia, con il Lycée Saint Cricq.
Ci si è ritrovati tutti insieme  appassionatamente, a parlare del progetto e a festeggiare ospiti italiani e stranieri, nel segno dell’accoglienza,  per il meeting conclusivo, alla Fonderia Righetti di San Giorgio a Cremano.
Sul palco la dirigente del Liceo Urbani Mariarosaria De Luca ha salutato e ringraziato tutti i protagonisti di questa cinque giorni di lavoro, di incontri culturali, di visite di istruzione guidate, “che hanno consentito agli ospiti stranieri – ha sottolineato - di vivere appieno la realtà  del territorio, e di conoscerne tutti i suoi aspetti più interessanti.”
Il presidente del Consiglio Comunale  Giuseppe  Giordano e il vicesindaco della Città di San Giorgio a Cremano Michele Carbone hanno portato il saluto dell’Amministrazione Comunale e confermato come il Liceo Urbani sia fra le realtà più interessanti e propositive del territorio, in termini di esperienze didattiche innovative per la formazione dei giovanissimi.
Ciascuno dei referenti stranieri ha, dunque, raccontato delle proprie sensazioni a contatto con il territorio, dell’entusiasmo dei propri allievi, ospitati dalle famiglie degli alunni italiani del Liceo, del piacere di scambiarsi esperienze ed opinioni e dei numerosi momenti di condivisione, attraverso intere giornate, trascorse fra escursioni a Napoli, Pompei e Sorrento e sessioni di didattica innovativa.
Ogni partner di progetto pianificherà e costruirà almeno un robot umanoide, secondo i risultati del suo campo di studi, con lo scambio di buone pratiche,  e si intenderà favorire  l’inclusione di studenti con difficoltà di apprendimento e con problemi socio-emotivi.
Le impressioni positive sono state condivise dalla docente Mariarosaria Morra, referente Erasmus per il Liceo Urbani, che ha curato nei minimi dettagli la regia organizzativa e culturale  della fase italiana del percorso, con il  prezioso supporto del Vicepreside del Liceo Urbani Dario Capasso, e con l’ingegner Francesco Parisi, docente referente per il progetto Hurobo, illustrato in italiano e in inglese dalla prof.ssa Maria Ricca, conduttrice della serata.
Inesauribile collante internazionale, infine,  è stata la musica, che ha unito gli animi ed elevato i cuori. Spazio vi è stato, quindi, per le esibizioni di  Eleonora Pocch,  Simona Fascia, Martina Esposito, Arianna Moffa, cantanti e chitarriste, accompagnate da Matteo Borrelli (violino), Giuseppe Di Franco (tastiera), Gianluigi Esposito (chitarra), Marco Gioiello (chitarra), Marcello Coppola (tastiera), Elena De Palma (tastiera).
Introdotti  da Roberta Capasso e Roberto Balzamo, preziosi ambasciatori Erasmus plus degli studenti, e protagonisti di divertenti duetti, fra scherzi, giochi di parole e presentazioni semiserie, sempre in italiano e in inglese, i musicisti si sono esibiti in un vero e proprio mini-concerto, preparato con la guida del M° Mario Ascione, anch’egli docente del Liceo Urbani.
Performance  canora, strumenti e voci, dunque, per “Tu sì na cosa grande”,  “Back to black”, “Merry Christmas”, per un brano di Ed Sheran, interpretato da Simona Fascia, per “Dance Monkey” e ”We will rock you” dei “Queen”, straordinaria sferzata di energia.
Commozione e saluti finali per tutte le delegazioni, a cui la preside De Luca ha consegnato attestato di partecipazione all’evento, che  si rivedranno il prossimo giugno 2020 in Francia, poi nel Settembre del 2020 in Grecia e nel Marzo del 2021 in Portogallo.
L’appuntamento più vicino resta, però,  fissato per domenica 19 gennaio 2020 al Liceo Urbani, con l’Open Day dell’Istituto, che presenterà al territorio la propria completa offerta formativa, il Liceo Scientifico Tradizionale e delle Scienze Applicate ed il Liceo Classico,  contestualmente all’ “Erasmus plus Day”, proseguendo nella progettualità didattica di dimensione europea che lo contraddistingue.


05/12/19

CITTADINANZA E COSTITUZIONE – Il ruolo sociale della nuova nobiltà: Beatrice di Borbone, principessa contemporanea, incontra gli studenti del Liceo”Urbani”.

di Maria Ricca

E’ dal confronto che nascono nuovi stimoli all’apprendimento. Quando la Storia si fa viva e vitale,  attraverso gli ultimi testimoni di un’epoca che accettano di incontrare giovanissimi allievi, allora più produttivo diviene il compito  della Scuola, che si apre così all’esperienza concreta della vita reale, “trasferendo” la propria didattica dalle aule al territorio e rendendo i propri alunni sempre più consapevoli.
Nell’ottica del percorso di Cittadinanza e Costituzione, parte fondamentale dei contenuti richiesti all’Esame di Stato, si iscrive, così,  l’incontro degli studenti delle classi quarte e quinte del Liceo Statale “Carlo Urbani” di San Giorgio a Cremano, retto dalla dirigente Mariarosaria De Luca,  con  la principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, altezza reale.  
Accolta dal Sindaco Zinno, dall’assessore alla Cultura Pietro De Martino, dal presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Giordano, dalla prof.ssa Loredana Di Franco, docente referente di Cittadinanza e Costituzione e PCTO, per il Liceo "Urbani", la principessa non si è sottratta al serrato fuoco di fila di domande  rivolte a lei dai liceali, in  italiano ed in francese, sua lingua madre. 
Così, dopo l’intervento dell’avvocato Costantino D’Aulisio Garigliota, che ha introdotto in termini storico-giuridici il percorso della casata dei Borbone, e la proiezione di un filmato sull’impegno di Carlo, erede maschio della dinastia, Beatrice ha ribadito come il proprio ruolo, oggi, sia soprattutto quello di una donna moderna che lavora, impegnata in progetti volti alla valorizzazione delle eccellenze del Sud della Penisola italiana, in particolare quelle attive nell’artigianato.
Un nuovo modo, quindi,  di intendere il ruolo della nobiltà, che utilizza nome e privilegi non per farsene un vanto, quanto piuttosto per metterli al servizio della collettività, attraverso la promozione di opere benefiche.
E se all’ Unione Europea la principessa, come ha dichiarato, chiederebbe sicuramente maggiore attenzione per l’Italia ed in particolare per il Sud, dalla politica, in senso ideologico,  i Borbone di oggi preferiscono restare fuori, preferendo alle connotazioni classiche destra-sinistra, conservatori-progressisti, un impegno che si direbbe “bipartisan”,  al fianco di chi ha bisogno di aiuto.
La principessa Beatrice è, infatti,  da sempre impegnata in molteplici attività di beneficenza, cultura e volontariato, è dedita al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, è stata nominata Gran Cancelliere,  Presidente del Real Consiglio Araldico Magistrale e infine  Gran Prefetto dell'Ordine.
E’ spesso all’estero, ma, ha detto,  vorrebbe tornare “a casa”. Ama Napoli ed abiterebbe volentieri al centro storico, cuore pulsante della città, per la quale ha dichiarato di volersi impegnare a fondo, promuovendone l’immagine.

Applausi dei presenti, infine, conquistati da una persona che  ha scelto di vivere il proprio ruolo non in maniera imbalsamata, ma attiva e propositiva nel segno della produttività e dell’attenzione al sociale. 

16/11/19

PREMIO NAPOLI - I finalisti Maria Pace Ottieri, Giulio Cavalli e Andrea Pomella incontrano il pubblico di lettori e giudici all'Arcimovie

di Maria Ricca

LIBRI - Ancora una serata speciale per l’Associazione Arcimovie del quartiere Ponticelli, estrema periferia nord-est di Napoli, presidio di legalità da trent’anni ormai, con le sue iniziative di carattere socio-culturale. 
La sede  di  via Purgatorio ha ospitato , infatti, i finalisti del Premio Napoli, edizione 2019,  Giulio Cavalli,  attore, drammaturgo, scrittore, regista teatrale e politico, Maria Pace Ottieri,  scrittrice e giornalista, e Andrea Pomella,  scrittore, interpreti letterari dei loro percorsi di “viaggio” reali e metaforici,  così diversi fra loro e così ugualmente avvincenti, attraverso realtà che finiscono per divenire profondamente emblematiche.
In apertura vi è stato  l’intervento del l’assessore alla VI  Municipalità Ippolito Braccini, che ha ringraziato l’Arcimovie per il proprio impegno al servizio del territorio, “in un periodo – ha detto - in cui i limiti delle istituzioni sono evidenti e molto si fa proprio grazie all’associazionismo”.
“Non un salotto élitario, dunque, quello della struttura, ma piuttosto un luogo di condivisione”, come ha tenuto ha ricordare il presidente della Fondazione Premio Napoli Domenico Ciruzzi, “creato in funzione del pubblico, nel segno di quella crescita culturale indispensabile, che si realizza solo attraverso l’interazione fra centro e periferia.”
L’appuntamento di Ponticelli, infatti, è stato l’ultimo dei momenti di incontro a cui il trio dei finalisti ha partecipato sul territorio partenopeo, dopo essersi confrontati in dibattito con studenti e docenti al Liceo “Imbriani”,  e detenuti , presso la Casa Circondariale di  Secondigliano.
“Domande diverse, prospettive diverse, persone diverse ogni volta”, ha sottolineato  il vicepresidente della Fondazione “Premio Napoli”,  Alfredo Contieri.  Un unico filo conduttore: la varia umanità. Quella che è altresì al centro della “proposta culturale dell’Arcimovie, che insiste su una periferia sempre difficile, in cui si cerca di fare cultura attraverso il cinema ed il sociale. E per questo non è scontato che il Premio Napoli sia approdato anche in questa periferia, a testimonianza della voglia di offrire sempre nuovi ed interessanti spunti ad un territorio problematico, dove però c’è davvero tanta voglia di fare.“, ha concluso il presidente di Arcimovie Roberto D’Avascio.
 In sala appassionati, studiosi e giudici popolari del Premio Napoli, che hanno letto e commentato i libri, prima di intervenire all’incontro.
Ad introdurre e coordinare il dibattito la professoressa Imma Colonna, presidente del Consiglio Direttivo di Arci Movie: “Una cifra antropologica – ha sottolineato – quella del libro della Ottieri, autrice de “Il Vesuvio Universale”, edizioni Einaudi, che ha compiuto nel volume il suo  Grand Tour, quasi alla maniera ottocentesca, un viaggio esplorativo nell’universo dei  700 mila abitanti, che è il territorio vesuviano,  attraversando le tradizioni delle dimore principesche, il fascino dei casolari di campagna e l’orrore delle strutture di cemento che popolano l’hinterland napoletano e parlando con mille persone, allo stesso tempo orgogliose della propria storia e fataliste, rispetto al proprio destino.”
“Che il Vesuvio possa da un momento all’altro risvegliarsi, non è improbabile, lo sappiamo tutti – ha ricordato  la Ottieri, viaggiatrice di lungo corso, che ha raccontato la cintura partenopea  con passione e trasporto, colmando probabilmente un vuoto letterario in merito e restituendo così anche un ‘identità ai vesuviani, che molto hanno di particolare e di caratteristico rispetto agli abitanti del capoluogo.
Un libro che racconta una realtà a vocazione agricola e marinara, per la quale  il Vesuvio è  un pericolo lontano, oppressa com’è dall’urgenza della criminalità, della mancanza di lavoro, del disastro ambientale. E in senso metaforico,  viviamo tutti, così, davvero, “in bilico sul cratere”,  più o meno consapevolmente.
Quindi l’intervento di Giulio Cavalli, finalista con il suo libro “distopico” “Carnaio”, edizioni  Fandango, già autore di testi di denuncia, che lo hanno costretto a viaggiare scortato per parecchio tempo, assesta un vero “pugno allo stomaco” con la sua scrittura potente e suggestiva al pubblico dei lettori. Un libro politico, di denuncia, che parte dalla realtà dei migranti morti in mare, per denunciare in termini surreali e grotteschi (l’invasione di ondate di cadaveri in un paesino di mare del Sud, che poi vengono usati oltre ogni umanità, come materiale combustibile, cibo e pelle da concia) la pericolosa china sulla quale si rischia di scivolare, anzi di precipitare sempre più. Una riflessione complessa sul “cannibalismo” a cui siamo giunti, rompendo ogni argine di empatia verso l’altro.
Infine , il viaggio complicato attraverso il dramma psicologico della depressione compiuto da Andrea Pomella, ne “L’uomo che trema”, edizioni Einaudi, in cui l’autore racconta la propria vicenda umana, senza sconti. Una scrittura autobiografica, ma non terapeutica , condotta con gli occhi del reportagista attraverso le macerie della propria vita. Per ritrovarsi alla fine, appunto, di fronte ad un uomo che trema, ma vivo, in una realtà complessa e difficile da affrontare , con pochi punti di riferimento. Il più importante di tutti, però, è  “il piccolo filosofo”, suo figlio, nei confronti del quale lo scrittore decide di non usare alcuna forma di reticenza, per realizzare con lui  un rapporto autentico e verace .
Interventi appassionanti, quelli degli autori, che hanno suscitato più di una domanda nel pubblico, affascinato dalle letture condotte con sapienza e sensibilità da Luigi Migliaccio, Maria Teresa Panariello, Milena Pugliese.  
E si è così discusso sul rifiuto da parte loro dell’etichetta di narratore tradizionale, in favore di una forma narrativa meno consueta, ovvero il dispiegarsi di un originalissimo e personale flusso di coscienza . Poi ci si è soffermati sul  ruolo dello scrittore, che ha il compito di denunciare  i problemi della società , ma non di fornire soluzioni, a cui solo la politica ha il dovere di  pensare.

Infine la consapevolezza, da parte degli  autori, di aver potuto conoscere,  in diversi incontri con pubblici diversi,  uno spaccato interessante del territorio partenopeo,  con la possibilità di penetrare davvero nella realtà delle sue innegabili qualità , ma anche delle sue infinite contraddizioni.  

08/11/19

BENEVENTO - "Il Pozzo di Giacobbe" accoglie Luca Trapanese, papà single di Alba, alla Chiesa del S. Cuore


L'EVENTO  - Il 10 novembre si terrà dalle ore 8,30 alle 13,30 presso il Santuario Sacro Cuore di Benevento l’OPEN DAY, organizzato dalla Caritas Parrocchiale “Il Pozzo di Giacobbe”.
La giornata nasce dall’idea di aprirsi e condividere con il rione, e non solo, le iniziative che il gruppo cura e porta avanti durante tutto l’anno. Gli stand della Caritas parrocchiale “Il Pozzo di Giacobbe” accoglieranno tutti coloro che vorranno avere notizie e partecipare alla vita del volontariato.
Il Pozzo di Giacobbe” è una realtà parrocchiale che si impegna ogni giorno nell’aiuto del prossimo, donando il proprio tempo libero alle necessità della comunità. I componenti del direttivo, con in capo il parroco Frate Giampiero Canelli, desiderano invitare e coinvolgere il maggior numero di volontari; perché solo così si potranno aiutare i più bisognosi.
Le collaborazioni in corso attualmente sono con l’Associazione Famiglie Adottive “La Casa di Giuseppe” e l’Associazione Italiana Persone Down.
Il programma prevede, al termine della Messa delle ore 10,30, la testimonianza di Luca Trapanese, che racconterà la sua storia di papà single e le tante difficoltà per adottare la piccola Alba, bimba con sindrome di down. Sul sacrato della Chiesa, alle ore 11,30, è previsto un momento di condivisione con il Caffè delle Famiglie, curato da: Commissione Catechesi, Commissione Famiglia e Azione Cattolica.
I servizi che il gruppo Caritas cura sono: Centro di ascolto - prima risposta ai bisogni della comunità; Banco alimentare - raccolta e distribuzione alimenti; Vincenziane - raccolta e distribuzione indumenti; Banco farmaceutico, raccolta e distribuzione farmaci da banco.
La sede de’ “Il Pozzo di Giacobbe” è in via Galganetti (adiacente bocciofilo Ferrini), recapito telefonico :3420289862, e mail : ilpozzodigiacobbebeneventi@gmail.com .
Cominciate col fare il necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile. (San Francesco d’Assisi)


06/11/19

NAPOLI - "Il traditore" di Bellocchio, candidato all'Oscar, apre al Pierrot il trentennale del Cineforum Arcimovie, nel segno della cultura e della solidarietà.


In sala la sceneggiatrice Vania Santella, per commentare l' opera interpretata magistralmente  da Favino


di Maria Ricca

CINEMA - Buona la prima, come sempre, e consueto avvio di stagione al fulmicotone, per la rassegna Cineforum Arcimovie, promossa al Pierrot di Ponticelli, Napoli. L’esordio, affidato alla forza narrativa della drammatica parabola umana di Tommaso Buscetta ne “Il Traditore”, firmato da Marco Bellocchio ed interpretato da un Pierfrancesco Favino in stato di grazia, ha visto riempirsi la sala di via De Meis, per la trentesima stagione consecutiva, “per costruire cultura e solidarietà”, da quel 6 novembre 1990, quando nella Casa del Popolo si tenne la prima delle interessanti proiezioni che hanno accompagnato tante generazioni di appassionati. 
E’ toccato a Roberto D’Avascio, presidente di Arci Movie, docente di Letteratura Inglese presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale" e di Storia del Teatro presso l'Università degli Studi di Salerno,. aprire il nuovo anno, ricordando l’impegno costante dell’Assciazione,  in prima linea  nella promozione della cultura cinematografica, e nella realizzazione di rassegne, laboratori, concorsi, festival e produzioni . 
Fra i titoli più interessanti del Cineforum 2019-2020, sicuramente spiccano “Martin Eden”,  premiato a Cannes, “Yesterday”, “Il sindaco del Rione Sanità” di Martone, per citare
solo alcuni dei venticinque film in programma, in abbonamento a prezzi ridottisimi, in uno sforzo soprattutto sociale di condivisione della cultura. 
Ciascuno dei film sarà commentato e dibattuto, alla presenza significativa di uno dei membri del cast o della produzione, il che consentirà agli spettatori di approfondire i contenuti della pellicola appena vista. 
Per “Il traditore” di Bellocchio, in sala c'è stata Vania Santella, sceneggiatrice del film, presentata da Antonella Di Nocera, docente, operatrice culturale, produttrice cinematografica, da una vita impegnata nel sociale e nella formazione. La Santella ha ripercorso il cammino intrapreso per la realizzazione della pellicola attraverso la difficile ricostruzione della vicenda di Tommaso Buscetta che, nel lungo interrogatorio  condotto dal  giudice Falcone, consentì di smascherare le trame più importanti della criminalità organizzata siciliana, fino all’arresto di Totò Riina. 
L’interpretazione magistrale di Pierfrancesco Favino, che dà corpo ed anima al personaggio, fino alla più totale immedesimazione, è stata sottolineata dalla sceneggiatrice che per due anni e mezzo, con i propri collaboratori, ha raccolto documenti fondamentali e ha incontrato molte persone che avevano conosciuto e parlato con Buscetta, fino al giornalista Francesco La Licata de “L’Ora di Palermo”, testimone fedele delle vicende narrate. 
La presenza di un efficacissimo Salvatore Lo Cascio e la lingua palermitana, che è l’idioma in cui si esprimono i personaggi, ricostruito attraverso la sceneggiatura e le battute degli attori in maniera filologica e certosina, hanno dato incisività e verità all’opera. Dopo i Nastri d’Argento e la presentazione a Cannes, la pellicola è candidata italiana all’Oscar per il miglior film in lingua straniera. 
Prossimo appuntamento il 13 e 14 novembre, con "Mio fratello rincorre i dinosauri", di Stefano Cipani, che interverrà alla presentazione. 

30/10/19

ON LINE - Social Film Fest ArTelesia, ecco i nuovi bandi d concorso

CINEMA - La dodicesima edizione del Social Film Festival ArTelesia, si apre con la pubblicazione dei nuovi bandi di concorso. Tra le novità il Concorso Nazionale del Cinema Comico finalizzato a promuovere film e cortometraggi che trattano, in chiave umoristica, tematiche diverse. Il Concorso Internazionale del Cinema Sociale è articolato nei seguenti bandi: School and University, FilmmaKer e Divabili. Queste le tematiche: I CARE - ambiente e sostenibilità; INTEGRAZIONE – rispetto dell’identità etnica e culturale contro ogni forma di discriminazione; IO MI APPARTENGO – rispetto della propria individualità, saper essere oltre ogni apparire, coltivare la propria libertà contro ogni dipendenza; CINELIBRIAMOCI: per favorire la traduzione cinematografica di opere della narrativa italiana e mondiale. Per tutte le categorie è comunque previsto il tema libero. L'evento è promosso dall’Associazione Culturale Libero Teatro, con il patrocinio ed il sostegno di diversi Ministeri, Atenei ed Enti pubblici e privati. La deadline per l’invio dei lavori seguirà la seguente scansione temporale: Sessione autunnale entro e non oltre il 15 dicembre 2019 per le opere realizzate nell’anno 2019; Sessione primaverile entro e non oltre il 15 aprile 2020 per le opere realizzate da novembre 2019 ad aprile 2020. Il Social Film Festival si articolerà in diversi eventi: Movie therapy: rassegna di film e cortometraggi presso le strutture sanitarie nel corso dell'anno, Social Film Festival School and University, concorso cortometraggi che vedrà protagonisti in qualità di Giurati migliaia di studenti, Drinkorto, rassegna di film e cortometraggi in diversi locali pubblici della città. L'evento conclusivo, previsto per il mese di luglio 2020 vedrà protagonisti registi e attori professionisti del panorama cinematografico nazionale e internazionale. E’ possibile scaricare i bandi e le schede di iscrizione dal sito www.socialfilmfestivalartelesia.it. L’iscrizione delle opere al concorso è gratuita. I lavori possono essere inviati caricandoli su una piattaforma internet (preferibilmente Vimeo) e inviandone il link al seguente indirizzo di posta elettronica: sffaed12@gmail.com. Le modalità di preselezione e selezione delle opere, improntate a criteri di originalità, efficacia del tema trattato e qualità tecnica, sono esposte nei bandi di concorso. Ancora una volta protagonista la diversità intesa come risorsa e ricchezza in una società che tende sempre più alla massificazione culturale e alla deriva sociale. Il Festival continua grazie all’entusiasmo e alla professionalità di coloro che contribuiscono ogni anno a reinventarlo.

NAPOLI - "Monday Dance 2019 - I lunedì della danza", da lunedì 4 novembre, undici spettacoli al Teatro Nuovo


DANZA  - Prenderà il via lunedì 4 novembre 2019 alle ore 21.00, al Teatro Nuovo di Napoli, la rassegna Monday Dance 2019, undici appuntamenti (suddivisi in più performance per ogni serata), che, nei mesi di novembre e dicembre, “invaderà” il palcoscenico partenopeo per quattro serate, esclusivamente di lunedì.
La rassegna, che s’inserisce in un'ampia proposta del Teatro Pubblico Campano dedicata alla danza, è divenuta, ormai, un appuntamento fisso nella stagione della sala di Via Montecalvario, in particolar modo per il giorno cui è destinata la programmazione.
Giunta alla quarta edizione, la naturale evoluzione della rassegna è rappresentata dall’impegno costante di una programmazione sempre più in sintonia con il pubblico, rendendolo partecipe anche oltre le performance, con incontri, discussioni e interazioni post spettacolo con gli artisti ospiti.
Monday Dance nasce dalla funzione di antenna della danza contemporanea campana, che il Teatro Pubblico Campano svolge all'interno della Rete Anticorpi XL, prima rete italiana dedicata alla Giovane Danza d’Autore, e che, da oltre dieci anni, rappresenta una delle più significative “buone pratiche” della scena coreutica in Italia.
La rete, esempio concreto e indicativo di promozione della “più nuova” generazione di coreografi italiani, è composta di operatori che condividono l’ideazione e l’attuazione di azioni, attraverso la condivisione delle risorse di ciascun partner.
Nell'ottica di questa collaborazione, Monday Dance è una rassegna nella quale il Teatro Pubblico Campano seleziona un gruppo di giovani "danzautori" che hanno partecipato al Bando di selezione nella Vetrina della Giovane Danza d'Autore ANTICORPI XL. 
L’inaugurazione della rassegna, programmata per lunedì 4 novembre, è affidata ad Adriano Bolognino in RM94978 From Paris to Tenerife, con Rosaria Di Maro e Giorgia Longo, presentato da Compagnia Simona Bucci in collaborazione con il Network Anticorpi XL.
RM94978 From Paris to Tenerife è la storia dell'imprevedibilità. Routine di due assistenti di volo che si trovano alle prese con passeggeri, indicazioni e imprevisti, esplorando i comportamenti e le azioni di questo mestiere.
A seguire Art Garage presenta Macia Del Prete in Be Alice, Un'istantanea autobiografica sull'atto di coraggio di una giovane e minuta donna che, svestendo i panni di un'adolescenza introspettiva e solitaria, dà inizio al processo di consapevolezza del proprio Io più intimo.
A chiudere il primo appuntamento della rassegna sarà Korper, che presenterà Nicolas Grimaldi Capitello e Francesco Russo in Lost in this (un)stable life, un “assolo” a due corpi, una continua inversione di ruoli, invasione di spazi, capovolgimento di condizioni. In scena due facce della stessa medaglia impegnate nell’affermazione del proprio essere di fronte all’altro, a se stessi e agli altri.
La rassegna proseguirà, lunedì 18 novembre, con Sleeping Beauty "break time", coreografia di Nyko Piscopo e danza di Leopoldo Guadagno, Bluebell - Clean it or leave it, coreografia e danza di Francesco Russo, e Go with the flow, ideazione e coreografia di Mariagiovanna Esposito e danza di Erica Bravini, Mara Capirci, Mariagiovanna Esposito, Michael Incarbone, Elisa Quadrana.
Sleeping Beauty "break time", presentato da Interno 5, è un manifesto politico contro la schiavitù del sistema lavorativo. La frenesia è delirio, desiderio smanioso di successo. Riappropriarsi del proprio tempo è necessario per mantenere alta l’energia vitale.
Bluebell - Clean it or leave it, presentato da ARB Dance Company, è un assolo di teatro fisico e danza, nato dalla riflessione sul rapporto madre-figlio, che analizza la figura di una casalinga presa dalla frenesia delle pulizie e di un uomo in fallimento nell’intento di risollevarsi.
Go with the flow è un’esperienza ipnotica, una serie di scenari dei quali è difficile riconoscere i confini. Idee, ambientazioni, situazioni, si fanno liquidi. Si plasmano e sono plasmati dall’atto performativo dei cinque performers, che, in scena, sono intenti a modificare il tempo e lo spazio, il tema e lo stato emotivo.
Ancora due appuntamenti, lunedì 25 novembre, con Last, coreografia di Marco Di Nardo, e danza di Carlos Aller, Diego De La Rosa, Marco Di Nardo, Juan Tirado, e Saved Dreams - Trilogia animali e sogni (estratto), di Chiara Alborino e Fabrizio Varriale
Last, presentato da Frantics Dance Company, è come un film offuscato, come ricordi in una persona amnesica, quando la realtà e i sogni iniziano a essere contorti e mescolati. Si gioca con le immagini sfocate del passato o del futuro, cercando di avvicinare più approfonditamente il modo in cui la memoria nell'uomo si comporta quando ricorda, ricrea o immagina situazioni.
Saved Dreams, presentato da Danza Flux, è una scrittura coreografica e drammaturgica che ha, come focus principale, l’animalità e l’alterità espresse attraverso la figura emblematica del cavallo, associata all’essere umano nel suo desiderio di libertà e aspirazione al sogno.
Il programma di Monday Dance si concluderà, lunedì 9 dicembre, con Body Island, di Sara Lupoli e Roberta Fuorvia e la danza di Sara Lupoli, Metamorphosis, coreografia e danza di Michela Tartaglia, e Pulse, coreografia ed esecuzione di Andrea Zardi, Giovanfrancesco Giannini, Samuele Arisci.
Body Island, a cura di Body Island Project, è una performance multimediale che indaga il tema del rapporto tra l’uomo e l’isola. Un percorso spaziale ed emotivo, nel quale il pubblico ha l’occasione di incontrare e percepire alcune tracce dell’intimo rapporto tra corpo e insularità, come metafora della condizione dell’essere umano e del suo modo di conoscere il mondo.
Metamorphosis, proposto da Gruppo E-Motion, è una personale interpretazione della trasformazione del personaggio di Kore, che da bambina ingenua e innocente, intimamente legata alla figura materna, diviene Persefone, regina dell’Ade. Uno spettacolo che sprona il pubblico a estraniarsi dalla realtà e a concedersi pochi minuti per osservare e ascoltare la propria interiorità.
Presentato da ArtGarage, Pulse prende ispirazione dalla cruenta vicenda del 2016, avvenuta nell’omonimo locale di Orlando, in Florida. La strage, avvenuta in una serata gay-friendly e fu perpetrata da un uomo che faceva parte della comunità LGBT. In scena una riflessione sul concetto di comunità oggi, una messa in discussione dell’identità individuale, circoscritta in un luogo al di fuori della realtà sociale quotidiana.
Per ulteriori informazioni e programmi della manifestazione consultare il sito del Teatro Nuovo, www.teatronuovonapoli.it, e del Teatro Pubblico Campano, www.teatropubblicocampano.com.

TEATRO - Enrico Torzillo, attore sannita, in scena con Ludovico Fremont a Roma con "Per favore, non uccidete Cenerentola"

BENEVENTO - Enrico Torzillo, giovane attore beneventano, ormai nella capitale da un po’ di anni, debutterà, il prossimo 8 Novembre, al Teatro dei Servi di Roma con lo spettacolo “Per favore non uccidete Cenerentola”, insieme a Ludovico Fremont, attore di cinema e di teatro, diplomato all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e noto al grande pubblico per il suo ruolo nella storica serie Mediaset “I Cesaroni”, che, per anni, ha tenuto incollate al televisore generazioni di adulti, ragazzi e bambini. Walter Masetti, la “testa gloriosa” della Garbatella dei Cesaroni, è ormai, per Fremont, il passato, dato che nel prossimo spettacolo interpreterà il padre del giovane Enrico Torzillo,  Glauco, vedovo di un piccolo paese di provincia. Quando il figlio Michele (Torzillo) e la sorella Anna (Susanna Laurenti) iniziano a parlargli di progetti lontani dal nido familiare, scatterà in lui un timore lancinante: tornare ad essere solo. Glauco però è tutt’altro che solo: a tenergli compagnia ci sono il suo inseparabile amico Leonardo (Sebastiano Colla) e il fantasma delll’adorata estrosa moglie Teresa (Valeria Monetti)! Ma chi è Cenerentola? Chi è la principessa di questa intricata favola? Uno spettacolo sull'amore in tutte le sue declinazione e sulla fragilità di ognuno che, con un delicato tono da commedia, riesce ad affrontare un tema difficile, e lo fa seriamente: un piccolo inno alla diversità, un invito a cercare di racimolare quanta più felicità possibile!
Lo spettacolo, scritto da Riccardo Mazzocchi e diretto da Roberto Marafante, debutterà a Roma, per poi andare in scena a Milano e, di seguito, in tournée per l’Italia. 
Continuano, insomma, i successi per Enrico che, da piccolissimo, ha iniziato i suoi studi di recitazione frequentando Teatro Studio, la scuola della Solot, compagnia stabile di Benevento. Con un brillante curriculum artistico che lo vede coinvolto in contesti formativi eccellenti, collaborazioni con maestri del calibro di Lorenzo Salveti, Ugo Gregoretti, Massimiliano Civica e molti altri, nonostante la sua giovane età, l’attore sannita si sta affermando sempre più nel panorama dello spettacolo italiano: oltre alla sua presenza fissa nella Compagnia del Teatro dell’Orologio di Roma, il prossimo anno lo vedremo su Sky nella serie di Matteo Rovere “Romulus”; durante le festività natalizie, inoltre, sarà proprio a Benevento a lavoro con un laboratorio formativo condotto da lui aperto a giovani e adulti della città.

26/10/19

TEATRO - Alessandro Haber, "vivo e vegeto", apre S. Sofia in S.Sofia, rileggendo Neruda e Prévert

Dopo "Maledetti amici miei", su Raidue, e l'annuncio (fake) sulla sua dipartita, domenica 27 interpreta poesie d'autore

di Maria Ricca

BENEVENTO - Qualche sera fa il "drammatico" (e discutibile!) tweet, falso, per fortuna, che ne annunciava la dipartita in diretta su Raidue, nell'ambito di "Maledetti Amici Miei", il programma, a metà, fra talk e spettacolo, andato in onda sulla seconda rete Rai, con Giovanni Veronesi, Sergio Rubini e Rocco Papaleo. E domenica 27 ottobre, alle 19, arriva in città l'attore Alessandro Haber, interprete appassionato, con la sua carica di "nevrotica intensità", come si legge nelle note di regia, per  il primo appuntamento della quarta edizione di "Santa Sofia in Santa Sofia".  
Ruoli straordinari, disturbati e disturbanti, fragili e grotteschi, commoventi e divertenti nel suo bagaglio di mattatore di razza, eclettico interprete di cinema e di teatro, che  al cinema ha lavorato con tutti o quasi, Bellocchio, Bertolucci, Moretti, i Taviani, Monicelli, Salvatores, Lizzani, Avati, Veronesi, Tornatore, Olmi e tanti altri. Solo il teatro, tuttavia, dice, "mi fa sentire veramente libero e a casa".
Al pubblico di Benevento regalerà un reading di straordinario impatto emotivo, dedicato alla poesia mondiale da Neruda a Prevert.
La performance sarà preceduta dalla "Conversazione Storica", "Da Port'Aurea al largo di Pontile", a cura di Marcello Rotili.Ogni appuntamento è ad ingresso libero.