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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

05/08/19

LE BELLE LETTURE – Grazia Luongo- “Razi” e il suo “Arraccuntm”, vissuti e sentimenti della Benevento più vera


di Maria Ricca

“Arracuntm”. Sì, raccontami di quella volta che…Di quella persona, di quel luogo, di quell’emozione…Va dritta al cuore la poesia delle parole di Grazia Luongo, che narra, con passione e speranza,  la sua Benevento, nel volume edito per i tipi di Arturo Bascetta Editore, presentato lo scorso giugno in città, nella rassegna “StregArti” della Pro Loco Samnium.
Una dichiarazione d’amore, che si anima nello sguardo penetrante, che già in copertina, sullo sfondo dell’immortale Rocca dei Rettori, chiarisce l’intento dell’autrice, “artista poliedrica”, appassionata di pittura, di teatro e del sociale.
E così, via via, in un volume che si legge tutto d’un fiato, Grazia Luongo, “Razi”, in arte, tocca  l’animo di chi si avvicina alle sue liriche, frutto di una passione ereditata da Pellegrino, suo padre,  e nel tempo profondamente radicatasi in lei.
Il dialetto beneventano, l’idioma, da cui le quarantaquattro liriche prendono vita, è qui “nudo e crudo”, in queste poesie “sciolte”, dice l’Autrice,  e pertanto profondamente incisivo. Il guizzo emotivo alla radice di queste  poesie ritorna tutto negli affreschi vivaci, che la Luongo disegna della realtà e riporta dai suoi occhi su carta, anzi su Internet, da cui nascono quei post su Facebook, che ne testimoniano la genialità.
“Che v’è ‘na poesia? E’ ‘n’amica ca te vol bben…E’ nu cammin ‘e condivisione…”, dice la Luongo. con le persone del cuore. Come papà Pellegrino, “ ‘a scrittura toja, i m’arricord’, scriviv’, scriviv’, scriviv’. Addò capitava.”  Per non perdere il filo e “P’ chi nun sapev leggr, a vita e a verità:” (“Resilienza”). L’amore per il Teatro, ritorna nell’omonima lirica: “’O teatro, ‘a vita è vita: è teatro”, “Ma che v’aggia spiegà, che v’aggia dì,…sul chi prov e pel ‘nguoll, oppò capì…”, ricordando l’esperienza artistica vissuta qualche anno fa  e conclusasi con la realizzazione del video “Le trenta sorelle”, sulla leggenda delle janare, per la regia del video maker Fabrizio Martini.  E, ancora, l’attenzione al sociale: “Nun zò ciuciuliarie…E’ nuie chi simm, è nuie ca simm…S’adda tuccà chian’, co’ delicatezza, pecché stat’ tuccann l’anima e a fragilità…”. ”.
Infine,l’amore per la città delle Streghe e dell’ “Sdrega”, che, una volta, “Ir aspettà a Dicembre, p puté assaggià”:  “ Quant’ è nbella Bnvient, quand a vuard cu l’uocchie divers, cu l’uocchie n’anmmurat…quand da copp u cors t truov e facc a DURMIENT, cu sol ca t rir e chillu fil e vient, ca’ dic: chiur l’uocchie io stong ancora cca…”. La Bella Dormiente, simbolo immortale di Natura e Cultura…


23/07/19

IL PROGETTO – Le “Stregonerie” di Isabella Pedicini e Melania Petriello: un anno intero nel segno del riconoscimento letterario più ambito



di Maria Ricca

Se il primo sorso affascina e il secondo…Strega, come recitava un vecchio adagio, allora questa mattina nello spazio incontri e conferenze della Fabbrica Alberti, impossibile, sin da subito,  è stato resistere all’attrazione fatale per le “Stregonerie”  della scrittrice Isabella Pedicini e della giornalista Melania Petriello, che hanno presentato l’omonimo progetto, che mira a spalmare per l’intero anno gli effetti migliori del riconoscimento, nato a Roma,  nel 1947 da un’idea di  Maria Bellonci e di Guido Alberti, proprietario della casa produttrice del Liquore che vanta più tentativi di imitazione al mondo. E così, da settembre in poi, nei luoghi beneventani dove l’inconfondibile elisir dal colore giallo si produce, si alterneranno presentazioni di libri, incontri con le scuole,bookcrossing, mostre,  concerti e proiezioni cinematografiche.  
“Con "Stregonerie", "Premio Strega tutto l'anno", intendiamo aprire gli spazi della Fabbrica ad incontri letterari che pongano al centro gli autori più interessanti che hanno vinto nei diversi anni il Premio Strega, con la presentazione di libri e pubblicazioni affini ai temi  trattati e ispirati agli scrittori che ottennero il riconoscimento, per raccontarne la storia in maniera accattivante e compiuta. Ricostruendo la storia del Premio, ricostruiremo la storia del nostro Paese.”, ha sottolineato la scrittrice Isabella Pedicini.
Un incontro ogni trenta giorni o giù di lì, da settembre in poi, per affrontare, nel corso dei mesi,  i racconti di Elsa Morante e Alberto Moravia, di  Goffredo Parise, di Carlo Cassola, parlandone di volta in volta con nomi interessanti del panorama letterario, fra cui  Melania Mazzucco e Dacia Maraini. Vi sarà cinema all’aperto, con film tratti dai volumi vincitori, “book crossing” dei libri non vincitori, ma in gara ed egualmente appassionanti, spazi interessanti sui social, con “blogger” agguerritissimi, in primis “La Contessa Rampante”, appassionati di letteratura, che parteciperanno con le proprie riflessioni agli eventi, recensendo libri e organizzando incontri. Splendido il logo, disegnato da Aurora Lobina, rilettura in chiave moderna dei manifesti tradizionali legati al Premio.
“Era questa un’idea alla quale volevamo dare concretezza già da tempo e che ci ha unito sempre di più noi due, amiche e compagne dì avventura, diversissime fra noi, ma unite da sensibilità e passione per la cultura – ha ribadito Melania Petriello.  Abbiamo così immaginato di promuovere i diversi incontri, considerandoli per aspetto tematico e dedicandoli rispettivamente alla lingua italiana, alle migrazioni, agli amori, ai diritti delle donne. Collaboreranno al progetto anche il conduttore Pino Strabioli, Eva Giovannini, giornalista Rai, Giulia Garbi, conduttrice Sky, esperta di immobili e di cultura, che parerà del “Gattopardo”, e così via. In maggio, vi sarà un reading musicale  del Morgana Music Club e nella prossima estate, come detto, cinema all’aperto.” Molte le collaborazioni con enti ed associazioni culturali, fra cui l’ArTelesia Film Festival e la stessa Città Spettacolo che ospiterà a fine agosto il vincitore dello “Strega” di quest’anno, Antonio Scurati, in un’anteprima di “Stregonerie”.

22/07/19

IL FESTIVAL - L'ArTelesia Social Film Festival chiude nel segno di "Lisca Bianca", progetto di inclusione e di rinascita


di Maria Ricca

BENEVENTO - Chiusura d’emozione per l’Artelesia Social Film Festival, organizzato dall'Associazione "Libero Teatro", presieduta dalla prof. Mariella De Libero e ideato dal giovane Francesco Tomasiello.
Domenica 21 luglio, dopo  gli eventi dei giorni precedenti, con gli artisti di “Made in Sud”, il conduttore Pino Strabioli, l’attrice Giuliana De Sio e l’attore Andrea Roncato, nel segno dell’inclusione e della valorizzazione del sociale, di grande suggestione è stato l’appuntamento conclusivo, intitolato al progetto “Lisca Bianca:  navigare nell'inclusione”, a cura di Elio Lo Cascio e Francesco Belvisi.
Melania Petriello, giornalista Rai, alla Rocca dei Rettori, ha condotto gli spettatori alla scoperta di una vicenda contemporanea, di grande emozione e dal sapore di una fiaba.

IL BILANCIO - "BCT" , successo di pubblico e di critica per il giovane Festival, vetrina e volano economico. Ma bisogna "fare squadra" nell'interesse della città


di Maria Ricca

BENEVENTO - Leit motiv: grazie a tutti. Parte così, semplicemente, Antonio Frascadore, direttore del BCT, nel suo bilancio conclusivo del Festival delle meraviglie e dei grandi numeri (70 ospiti, 1000 opere filmiche in concorso, iscritte da 29 Paesi, tutti gli eventi “sold out”, con almeno 2500 presenze da fuori regione)  che nella sua terza edizione ha convinto tutti, pubblico e critica e raccolto il sostegno degli Enti istituzionali, su tutti la Camera di Commercio, che è diventata la casa della rassegna. “Abbiamo riempito ogni spazio – ha detto il direttore artistico - riuscendo a coniugare qualità e grande partecipazione, in un Festival elegante, dallo stile sobrio, al quale abbiamo cominciato a lavorare sin dalla fine della scorsa edizione, convogliando l’interesse della stampa nazionale ad ogni livello.  Grandi meriti ha, però, anche la stampa locale, primo tramite con il pubblico per la presentazione dei nostri eventi, che hanno raccontato quanto di più interessante vi è al momento nel panorama cinematografico e televisivo.  E però occorre fare squadra, collaborare tutti nell’interesse della città – ha chiarito Frascadore -   alla quale molto in termini di visibilità porta questo Festival, nato appena tre anni fa e divenuto  il secondo, per importanza, dopo Giffoni, che ha, tuttavia,  una storia quarantennale. Per far questo occorre entrare nella mentalità che una rassegna del genere costituisce una “vetrina” e dunque un volano economico per la città.”

20/07/19

TEATRO - Applausi per "Made in Sud" e "ArTelesia", nel segno del sorriso e in nome del sociale


di Alessio De Toma

BENEVENTO - "Al sociale e aiutare le persone speciali è sempre stato il nostro motto". Sono le parole di Fatima Trotta, classe 86, 33 anni, attrice e conduttrice del famoso "Made in Sud" di Rai 2. Un successo di pubblico ieri sera a Piazza Roma per l'undicesima edizione del Social Film Festival Artelesia. Tutto esaurito per seguire le performance dei giovani attori di "Made in Sud", chiamati per l'occasione ad aiutare il giovanissimo Vito di Pago Veiano, paesino in provincia di Benevento, costretto su una sedia a rotelle a causa di una malattia
Sul palco il primo cittadino, Mauro De Ieso, insieme alla responsabile dei Servizi Sociali, i quali hanno illustrato l'iniziativa benefica "Un ascensore per Vito". Lo slogan per aiutare a raccogliere fondi per un ragazzo costretto a vivere su una sedia rotelle da diversi anni. Accompagnata dalla mamma che ogni giorno è costretta a sacrifici enormi per badare a Vito che non può raggiungere la propria abitazione. Fatima Trotta ha fatto un appello alla città di Benevento per aiutare Vito tra un tripudio di applausi in quel di Piazza Roma. Sul palco anche la presidente di Libero Teatro Mariella De Libero e l'ideatore del festival, Francesco Tomasiello. Un saluto veloce anche da parte della senatrice Sandra Lonardo.
Al via lo spettacolo tanto amato dal pubblico che quest'anno ha avuto un grande successo su Rai 2 con la conduzione affidata a Stefano De Martino e alla stessa Fatima Trotta.

19/07/19

IL FESTIVAL - Città Spettacolo 2019, presentazione “vivace”, fra scelte popolari, teatro di qualità e polemiche social


di Maria Ricca

BENEVENTO - Città Spettacolo compie quarant’anni, dunque. E l’anniversario tanto atteso si celebra fra lo scatenarsi di polemiche social e decise rivendicazioni delle scelte compiute. Una conferenza stampa dai toni accesi, quella che nel pomeriggio, a Palazzo Paolo V, è valsa ad illustrare i contenuti (peraltro già diffusi nelle anticipazioni stampa dei giorni scorsi)  del Festival, nato dalla felice intuizione del regista e scrittore Ugo Gregoretti, nel 1980.
“Un’edizione nevralgica, questa – ha  sottolineato l’assessore comunale agli spettacoli Picucci, parlando dei  contenuti e soprattutto delle ragioni delle scelte compiute per  “Il senso dell’essenza”, questo il tema della rassegna, in programma da domenica 25 a sabato 31 agosto. Abbiamo voluto conservare l’impostazione già data in questi anni, nei quali abbiamo saputo riportare in vita ciò che era ormai in oblìo, impostando un format in grado di suscitare un importante coinvolgimento, per offrire una scelta variegata di eventi, che possano attirare gli spettatori dai gusti più diversi. Una rassegna per famiglie, nel senso che questa può incontrare l’interesse delle diverse generazioni.

18/07/19

MUSICA - "I Concerti della Bottega, nona edizione: dal 25 luglio jazz, danza, world music e teatro


di Maria Ricca

BENEVENTO - Presentata  questa sera,  al  Chiostro di S. Francesco, la manifestazione “I Concerti della Bottega”, diretta dal M° Enrico Minicozzi. Nella fresca quiete della struttura di piazza Dogana, gli organizzatori della rassegna hanno via via illustrato gli appuntamenti  in cartellone, offrendo un gustoso aperitivo. Molti gli sponsor che hanno dato il proprio contributo alla manifestazione, fra cui il pastificio Rummo e i vini La Guardiense
Nona edizione per la rassegna , nata dalla passione per la musica e dall’amore per il territorio , per il desiderio di offrire una piccola finestra di bellezzza gratuita e fruibile nel calendario delle attività cittadine. Quest’anno gli appuntamenti riguardano due “quasi-fine settimana” consecutivi, giovedì 25 e venerdì 26 luglio, giovedì 1  e venerdì 2 agosto. 
Si parte il 25 con i Solis String Quartet, formazione napoletana, abile a mescolare la tradizione classica con il jazz, world music, pop e musica contemporanea e che vanta collaborazioni con Elisa, Avion Travel, Bennato. A Benevento presenteranno il progetto “4or Solis”, diario di bordo che raccoglie il meglio delle esperienze e degli incontri artistici dei suoi 28 anni di attività.

BCT - Il carisma del M° Ezio Bosso, "direttore" per una notte al Teatro Romano dell'Orchestra Filarmonica di Benevento


di Maria Ricca

BENEVENTO - Il carisma del Maestro d’arte e di vita  e la sensibilità dell’uomo di cultura. Un mix incredibile che ha affascinato già in conferenza stampa di presentazione dell’evento giornalisti e pubblico presenti all’incontro con la stampa. Sono le qualità del M° Ezio Bosso, protagonista domani sera, alle 21,30, del Concerto di chiusura del BCT, al Teatro Romano, al vertice, per una sera, dell’Orchestra Filarmonica di Benevento.  
“Entusiasmo e determinazione le qualità che mi hanno colpito dei giovani della compagine musicale – ha detto il M° Ezio Bosso, nell’incontro condotto dalla giornalista Melania Petriello, che presenterà anche lo spettacolo di domani sera. Artisti animati dalla voglia di cambiare il proprio destino, di superare ogni difficoltà, nel nome di un progetto, che seguono per ogni evento dall’inizio alla fine, sia dal punto di vista musicale che tecnico-organizzativo.” 

17/07/19

LE BELLE LETTURE - "Grand Tour Sannio", come i viaggiatori stranieri raccontavano Benevento

Michela Renna
Presentati a "StregArti", in giugno, i volumi di Michela Renna, Teresa Zeppa e Virgilio Iandiorio affascinano appassionati e addetti ai lavori

di Maria Ricca

Cos’era il “Grand Tour” ? Il “master on the road” si potrebbe quasi dire, per i giovani nobili e colti dell’Ottocento, che completavano la propria preparazione universitaria, sperimentando un  viaggio in Italia. Pellegrini, mercanti, artisti, predicatori, studiosi, ma anche banditi, nullafacenti e avventurieri percorrevano le strade d’Italia, sin dal Medioevo. Ma solo nell’Ottocento il viaggio di istruzione acquisì il suo senso più pieno, e l’Italia divenne tappa privilegiata di un 'giro' che i giovani rampolli dell'aristocrazia europea, gli artisti, gli uomini di cultura, cominciarono a intraprendere con regolarità.
Il tour,  particolarmente lungo e ampio e senza soluzione di continuità, con partenza e arrivo nello stesso luogo, aveva come meta privilegiata l’Italia e si fermò anche nel Sannio.
E’ di questi giorni l’uscita nelle librerie dei volumi “Grand Tour Sannio”, parte prima e parte seconda, per i tipi di Arturo Bascetta Editore, redatti a sei mani dalla professoressa Michela Renna, docente universitaria ed anglista, dallo studioso Virgilio Iandiorio e dalla professoressa Teresa Zeppa, che hanno analizzato, nei particolari, gli scritti dei viaggiatori inglesi in città e nel territorio, in generale. 

12/07/19

EVENTI - "Social Film Festival ARTELESIA", chiusura con Giuliana De Sio e Luigi Lo Cascio. Conferenza di presentazione.

di Maria Ricca


BENEVENTO - Ultima settimana, ultimo atto per il progetto "Social Film Festival ARTELESIA", organizzato dall'Associazione "Libero Teatro", presieduta dalla prof. Mariella De Libero, giunto nel 2019, alla sua undicesima edizione,  il più importante evento cinematografico del territorio e fra i più rilevanti della Campania. 
Questa mattina al Cesvob, la conferenza stampa di presentazione del tratto conclusivo della manifestazione, che si avvale del sostegno del MIbact, del patrocinio del Miur, dell'UNAR, della Film Commission della Regione Campania, dell'Università degli Studi del Sannio, del Suor Orsola Benincasa, dell'UCAM spagnola e della Provincia, dell'Ept, della Camera di Commercio e del Comune di Benevento. 
L'evento rappresenta il traguardo di un percorso culturale e formativo che ha visto protagonisti i giovani delle scuole di ogni ordine e grado e delle università in veste di giurati dei cortometraggi in concorso. La selezione dei film, invece, è stata affidata alla giuria tecnica.

03/06/19

SAN GIORGIO A CREMANO - "Da Massimo in poi...". Il 4 giugno, la presentazione del progetto "Una cineteca per la Campania" a Villa Bruno


SAN GIORGIO A CREMANO  -  Una giornata intera dedicata al grande MassimoTroisi e il progetto di una Cineteca per la Campania che digitalizzerà il ricco patrimonio cinematografico di proprietà dell'Ente. Sono gli eventi che l'amministrazione,  guidata dal sindaco Giorgio Zinno, attraverso l'assessore alla Cultura Pietro De Martino, mette in campo nella ricorrenza del 25esimo anniversario della scomparsa dell'illustre attore, il 4 giugno.  
Nel ricordo del compianto cittadino saranno due gli appuntamenti previsti martedì 4 giugno.  Il primo alle ore 10.00 presso il cimitero cittadino, dove si svolgerà la consueta cerimonia pubblica con la deposizione di fiori sulla tomba a lui dedicata. Di pomeriggio, alle ore 18.30  cittadini, appassionati e amanti di Massimo e del suo cinema sono invitati nella biblioteca Padre Alagi, in Villa Bruno per l'evento: "Da Massimo in poi..."
Un incontro che va oltre il ricordo di Massimo. Infatti prima vi sarà un commosso ritratto dell'attore , del suo successo professionale e della sua vita privata con immagini e interviste inedite, alla presenza di Giuseppina Scognamiglio, docente di Letteratura teatrale italiana dell'Università Federico II di Napoli. Successivamente, grazie all'associazione OCV (Osservatorio Cinematografico Vesuviano), verrà proiettato il primo corto digitalizzato nell'ambito del progetto "Una Cineteca per la Campania". Si tratta di una delle prime opere del regista premio Oscar, Paolo Sorrentino che partecipò al Premio Massimo Troisi nel 1998.
Un evento che introduce la più ampia e prestigiosa attività che l'Osservatorio, presieduto da Alessandra Borgia, sta realizzando per la città di San Giorgio a Cremano e che consiste nella trasformazione in digitale di tutte le pellicole, tra cui lavori inediti realizzati da registi, oggi noti e pluripremiati come Paolo Sorrentino appunto, Saverio Costanzo - autore dell'Amica Geniale, Paolo Virzì ed Edoardo De Angelis. Tutti artisti che hanno partecipato nel corso degli anni alle diverse edizioni del Premio Troisi e i cui lavori sono ora di proprietà dell'ente, costituendone un immenso e inedito patrimonio culturale.
Nel corso dell'incontro "Da Massimo in poi..."   saranno proiettati anche altri due corti, tra cui quello di Pasquale Cangiano, giovane regista sangiorgese che con il suo "Le Sconfessioni",  è stato selezionato per progetti di legalità nelle scuole italiane.   
E non è tutto. Durante l'evento verrà anche annunciata la prima edizione del "Cremano Film Festival", una kermesse che l'amministrazione realizzerà con l 'obiettivo di mettere in evidenza le capacità e i talenti cinematografici del territorio, arricchendo sempre più la schiera di artisti e professionisti nostrani. 
"Questa ricorrenza è l'occasione per raccontare i progetti che stiamo realizzando nell'ambito cinematografico e culturale - spiega il sindaco Giorgio Zinno. Un patrimonio di tutti che resterà per sempre in eredità alla città e che pertanto deve essere valorizzato e preservato. Troisi rappresenta indubbiamente un'eccellenza che può fare anche da volano per il riconoscimento di un più ampio patrimonio artistico sviluppatosi nella nostra città.  "Massimo Troisi non era solo un attore - aggiunge Pietro De Martino - e non era solo un comico. Le sue doti artistiche investono anche la regia, la scrittura e la drammaturgia. Per questo intendiamo offrire una visione più ampia e completa della sua grande genialità. perchè come disse Ettore Scola, "Era un intellettuale che restituiva nobiltà all'animo meridionale".

01/06/19

LIBRI - L'emozione di "Una furtiva lacrima", tra struggimento e disincanto

di Maria Ricca

BENEVENTO - Una serata speciale per un libro speciale. È “Una furtiva lacrima”, primo romanzo del drammaturgo e regista Manlio Santanelli, al centro dell' incontro promosso alla Libreria Guida dalla giornalista Elide Apice ed animato dall'intensa e funambolica interpretazione di Roberto Azzurro. Dopo l'introduzione, gli interventi  di chi scrive e del dott. Lucio Luciano, direttore dell'Asl n.1, che ha analizzato nel profondo i nuclei tematici dell'opera. Che si legge tutta d’un fiato, com’è  nello stile perfetto del romanzo nato dal “flusso di coscienza”. Ed è un ultimo lungo incontro fra Maestro ed allievo, che diventa una sorta di percorso, quasi un romanzo di formazione, per il protagonista che vive, suo malgrado, una sorta di avventura e finisce per ritrovare se stesso.
Manlio Santanelli, con una scrittura intensa ed accattivante, leggera e travolgente, coinvolge il lettore nel viaggio ideale compiuto dal personaggio, Giorgio Rinaldi, giovane, ma non giovanissimo collaboratore del Maestro Tarquinio Follini, regista ed autore.
E l’immedesimarsi  con il protagonista è inevitabile.
Chi legge entra effettivamente nella vicenda e segue i passi di Giorgio Rinaldi, come nello scorrere di un film, come seguito dalla macchina da presa, che sono gli occhi di chi guarda, ne avverte i turbamenti, non può fare a meno di condividerne emozioni e sensazioni.
Ma andiamo con ordine.
Giorgio Rinaldi, il protagonista, è un uomo disincantato, che ne ha viste già troppe. Lavora nel mondo del cinema, dove, come a teatro, si è detto,  tutto è finto,  ma niente è falso. E’ al fianco di Tarquinio Follini, suo maestro e mentore, in un mondo difficile a cui Giorgio approda, sfuggendo alla grigia esistenza tranquilla di impiegato da posto fisso, in cui l’accorata attenzione dei genitori, del padre, soprattutto, avrebbe voluto relegarlo.
E’ al mare, ad Ischia, con la frivola Linda, quando è raggiunto dalla telefonata che nessuno vorrebbe mai ricevere.
Gli amici lo avvertono che Tarquinio è in Normandia, a Caen, in una “clinica della speranza”, dove è approdato, per tentare le ultime cure per la più innominabile delle malattie. E’ verosimilmente il suo ultimo viaggio. Anche Flora, la compagna, lo ha lasciato al suo destino. Gli amici si dileguano. Tocca a Giorgio raggiungerlo.
Arriva, in effetti,  il momento di restituire quanto ottenuto dalla vita,  e Giorgio parte.
L’arrivo nel paesino francese dove si apre l’asettica clinica, un Ospedale Santuario, ove Giorgio può soggiornare per restare accanto all’amico, è l’approdo in una realtà sospesa, dove tutto appare lieve, dove le infermiere sono amorevolmente professionali, angeli che si muovono per alleviare le pene altrui ed hanno una soluzione per tutto.
Certo non vi è umanità, nel senso in cui siamo abituati ad intenderla, tutto  regolato da un preciso “do ut des”, economicamente parlando, ma  il confronto con la sanità nostrana è impietoso.
Da noi, si sa, almeno nella sanità pubblica, spesso l’individuo comune che approdi ad un nosocomio, si trova a fare i conti con una sorte di girone dantesco, malgrado la professionalità dei medici e la buona volontà degli infermieri.
Il compito di Giorgio è difficile, ma non impossibile e lui riesce a restituire al Maestro qualche ora di buonumore, ricordando aneddoti divertenti del loro passato comune, sopportando la sua drammatica ironia, “Sto morendo al di sopra delle mie possibilità”, dice, ad esempio Tarquinio, e così via.
Si immagini quale può essere il loro rapporto:  come si legge nelle note critiche,  Giorgio è un  intellettuale meridionale, Tarquinio è  meneghino di nascita,  ma è aperto agli stimoli di una cultura internazionale, i due si intendono a meraviglia. Vi è una complicità goliardica, ma sempre rispettosa, reciprocamente, e c’è ancora la voglia di commentare tutto, dalla bellezza delle infermiere che si alternano al capezzale dell’ammalato, alle vicende del loro passato, in un’amara consapevolezza di cose dette e non dette.
In serata Giorgio è accolto dalla virginale bellezza del letto candido che è riservato a lui, nella camera degli ospiti, nella quale si trattiene fino a notte fonda per scrivere le sue sceneggiature, modificare copioni, e così via.
Di mattina, però, per gli ospiti, l’ospedale è off-limits. Ed è proprio qui, fuori da quell’ambiente asettico, dov’è costretto a trascorrere le sue mattinate, in attesa di rientrare nel tardo pomeriggio, in clinica dall’amico, c’è un mondo inesplorato che attende Giorgio e le sue esigue finanze. E  di questo mondo il protagonista diviene sempre più consapevole.
Novello Leopold Bloom, Giorgio non si muove attraverso le strade di Dublino come l’Ulisse di Joyce, ma attraverso le vie del sonnolento paesino di Caen /Kon/, quasi impronunciabile, e vive il suo flusso di coscienza.
Non ha nulla da fare, eppure, ogni giorno sperimenta nuove sensazioni.
Innanzitutto c’è un irresistibile duello da combattere, quello che Giorgio ingaggia dapprima inconsapevolmente, poi consapevolmente con il Capitano, per aggiudicarsi  l’unica copia del giornale italiano, che Giorgio vuole portare ogni giorno a Tarquinio, per consolazione…
Il Capitano è l’unico italiano in zona, rimasto in Francia per amore, anche dopo la dipartita precoce della sua compagna e di lui Giorgio diverrà amico e con lui condividerà con lui riflessioni ed ironie.
Altri personaggi curiosi, poi,  popolano l’universo a metà fra la sofferenza e l’anelito alla vita.
Vi è la signora salernitana, che veglia il marito, è che vorrebbe fare della figlia una starlette del cinema e per questo tenta di avvicinare Giorgio, che cortesemente tenta di ridimensionarne le aspettative.
Vi è la seducente infermiera Evelyn.
Vi è soprattutto Mireille, infermiera specializzata anche lei.
E’ con lei che Giorgio entra in contatto. E’ lei che si rivela appassionata cultrice di cinema, è lei che veglia il Maestro Tarquinio ed è con lei che Giorgio, naturalmente, tenta un approccio coinvolgente.
I due si vedono, si incontrano…Ma, ad un certo punto,  Mireille gli rivela inaspettatamente di essere innamorata di Tarquinio, affascinata dalla sua personalità.
“Una furtiva lagrima” , dall’ Elisir d’Amore di Donizetti, come quella che solca il volto di Adina e rivela il suo amore per Nemorino, è la rivelazione della passione per il Maestro, che resta carismatico anche nel proprio letto d’ospedale. La splendida romanza di Donizetti è stata interpretata, alla fisarmonica e in voce da Eduarda Iscaro.
 “Giorgio – si legge -  a quel punto si sentì inspiegabilmente perso.
Dal centro degli eventi che aveva occupato finora realizzò di essere stato scagliato alla sua periferia, la stessa distanza lo separava da Tarquinio come da Mireille, era un attore che per due atti di uno spettacolo ha creduto di manovrarne lo sviluppo e nel terzo si vede relegato al ruolo di generico, se tutto va bene gli toccherà dare l’annuncio di rito. Il pranzo è pronto.”
E’ il terremoto. Quando Giorgio lo rivela al Maestro, quest’ultimo nega con tutte le sue forze l’estrema possibilità offertagli dalla vita
Quasi impazzisce Tarquinio. Si alza dal proprio letto, vaga per la stanza, si agita moltissimo, dà di matto. E’ un crescendo, fin quando non gli viene somministrato un sedativo.
Giorgio si sente profondamente colpevole. Ma è il professor Angelini, l’esimio medico curante di Tarquinio, a spiegare a Giorgio quanto avvenuto.
Semplicemente l’ io del  Maestro, dopo aver salito le scale della vita è arrrivato adesso alla sua parabola discendente, ne è consapevole, è proiettato verso la fine, ed ora non è più disposto a riaprire questo processo.
E, infatti, Tarquinio, a questo punto, chiede, esige con forza di andar via, di ritornare a Roma. Nessuno si può opporre alla sua volontà. Non si può che accontentarlo.
Mireille, che pure, presa dalla sindrome di “Io ti salverò”, si dichiara disposta a curarlo, a seguirlo, ad amarlo nonostante tutto e tutti, dovrà  accompagnare i due uomini per un tratto.
Alla fine Giorgio, rimasto sullo sfondo, descriverà, come in un film, la scena dell’addio fra i due. Il Maestro impaziente di andar via, lei commossa e dolente.
Cambia lo scenario.
Qualche tempo dopo Giorgio  rivedrà Mireille, giunta inaspettatamente a Roma.
Quando lei chiederà perché le sue lettere a Tarquinio non hanno ricevuto risposta e e anzi sono tornate indietro, lui non si sentirà di dirle la verità, ovvero che Tarquinio non l’ha più nominata. Dirà invece che il Maestro, vinto dal Gran Cimento della Morte, poco prima dell’ultimo dell’anno, si era sempre rammaricato di aver avuto l’opportunità di un incontro felice come quello con Mireille solo troppo tardi. Lei pare appagata.
Il resto è naturale. Giorgio e Mireille trascorrono dapprima la sera, poi la notte insieme a casa di lui, si amano, forse si consolano a vicenda, nell’atto fisico.
All’indomani lei parte, per sempre.
“Tout passe, tout lasse, tout casse e tout se remplace”.
Giorgio, alla fine di questo romanzo di formazione,  non è più quello che era all’inizio del libro, è estremamente consapevole del dolore dell’esistenza, della sua fugacità, ma anche della necessità di attraversarla con un filo di sagace ironia.
E senza voltarsi indietro.
Applausi ed in programma la presentazione del nuovo libro di Manlio Santanelli, a breve, dal titolo "Miranda".

29/05/19

SCUOLA E CULTURA - Il Liceo Urbani chiude il "Maggio dei Monumenti" a Villa Tufarelli

di Maria Ricca

S. GIORGIO A CREMANO - Pomeriggio di “full immersion” nella Storia e nella Cultura, per gli allievi della classe IV CS del  Liceo “Urbani” di San Giorgio a Cremano, diretto dalla preside Mariarosaria De Luca.
Scenario la settecentesca Villa Tufarelli, animata dalla folta presenza di docenti e studenti, nell’ultimo atto del percorso collegato all’Alternanza Scuola Lavoro, sul tema “Cittadini del sito Unesco", e inserito nella  manifestazione “Maggio dei Monumenti”. 
Il Sindaco Zinno , l’assessore comunale alla Cultura De Martino, il Sindaco Vincenzo Cuomo di Portici, nell’incontro coordinato dal responsabile dell’Ufficio Stampa del Comune Valeria Di Giorgio, hanno accolto gli allievi del territorio per l'evento, ripreso dalle telecamere di Rai Tre Regione.
Per il Liceo “Urbani” è toccato all’alunno Elia Cortini illustrare il progetto studentesco, che si è proposto di sviluppare nelle nuove generazioni la consapevolezza del valore del grande patrimonio storico dei siti tutelati dall’ Unesco. Con disinvoltura ed entusiasmo, lo studente ha ripercorso, nei tratti salienti, il contenuto delle lezioni, guidate ed articolate dalla docente Loredana Di Franco, sul tema del “Tempo”, che tutto trasforma e tutto deteriora, come le opere d’arte, che però  l’amore e la cura dell’uomo possono riportare a nuova vita. Proprio come è accaduto per “Villa Tufarelli – ha sottolineato l’alunno – che fu costruita per essere bella, ma poi, trascurata, decadde; grazie all’amore, al lavoro e alla passione della famiglia Tufarelli che nella prima metà del '700 la acquistò e la riqualifico, la Villa riconobbe il suo splendore, che ha conservato e che conserva tutt’ora."

Convincente l’intervento, che ha riscosso il plauso unanime. L’invito al Liceo “Urbani” è stato a proseguire nell’impegno nelle prossime edizioni del “Maggio dei monumenti” di  San Giorgio ed in consimili progetti. In quest’ambito gli studenti, anche con la collaborazione delle docenti Maria De Marinis e Roberta Varriale,  hanno svolto inoltre il ruolo di guide per un giorno, dopo aver approfondito ugualmente la storia delle altre dimore del Miglio d’Oro, come “Villa Bruno” e “Villa Vannucchi”. 

15/05/19

TEATRO - Serena Autieri e "La menzogna", per il finale di stagione di Palcoscenico Duemila

di Emilio Spiniello

Al teatro Massimo di Benevento, il duo Serena Autieri e Paolo Calabresi.
“La Menzogna”, una commedia di Florian Zeller, per la regia e l’adattamento di Piero Maccarinelli, ha chiuso la rassegna teatrale “Palcoscenico Duemila”.
L’uno vuol farsi desiderare dall’altro, una coppia che vuole mettere alla prova il sentimento d’amore reciproco. Per questo scattano in scena meccanismi relazionali fatti di  tradimento, verità e menzogna in amore.
I confini e i lineamenti della trama si confondono nella narrazione, che appare soprattutto energica ed intrigante.
Due coppie di amici hanno in comune un aspetto particolare: l’adulterio.
Dietro questi compagni “affiatati”, si nascondono frustrazioni e risentimenti, bugie e sensualità.
Paolo e Alice, Lorenza e Michele, di scena in scena, giocano ruoli opposti rispetto a chi davvero sta mentendo. Lo spettatore si abbandona e non è “obbligato” a distinguere la verità dalla menzogna.
Battute, allusioni, metafore e giri di parole fanno da cornice ad uno spettacolo leggero e piacevole, reso tale anche dalla bravura degli attori in scena, i quali danno piena idea dei loro personaggi ambigui.
Amici – amanti danno corpo ad un intrigo di ipocrisie, paure ed insicurezze.
Platea non pienissima.

14/05/19

IL ROMANZO - “Cento grammi di sole” e quelle scelte di vita, nel segno del coraggio

recensione di Emilio Spiniello

Il romanzo "Cento grammi di sole" di Fabiana Zollo è un regalo per l’anima, soprattutto quella sensibile, quella esposta ai graffi delle delusioni. Annusiamo il paradigma di vicende attuali, che potrebbero riguardare noi tutti. Scelte di vita, certo, a volte difficili, ma sicuramente coraggiose ed inevitabili. Il bivio, in questa seconda fatica letteraria dell’autrice sannita, ci lascia inizialmente spiazzati e senza fiato. Un viaggio che rende partecipe il lettore, lo fa immergere e dubitare di quel vissuto che diviene esperienza e quindi passato. Il sorriso della protagonista ci travolge, ci fa compagnia nella costanza parallela degli eventi, a volte infausti. L’essenza del sorridere, non come mero esercizio abituale, ma vero propulsore di spinta per quella speranza di svolta intrinseca del guardare avanti, oltre l’ostacolo: sempre. Con tenacia e determinazione, Ronnie, la protagonista, attorniata dagli affetti, ci scuote e nel contempo ci rassicura in questo suo percorso di consapevolezza dei suoi sentimenti e delle intime relazioni. Non siamo invincibili nella nostra corazza. Ciò è sottolineato perfettamente dal linguaggio e dalla narrazione impressi, eppure, in “direzione ostinata e contraria”, ci dirigiamo gradualmente verso quello splendore conclusivo, delicato ed intimistico, che ognuno si augura di avere nella propria vita. Un po’ come l’impulso dei brillamenti solari sulla Terra, esplosioni di luce ed energia. Il lettore trova piacevolezza nel modo di essere e di mostrarsi della protagonista, con grazia e freschezza, senza veli o ipocrisie, ma con tutti i dubbi e le insicurezze frutto della giovane età. Per svoltare, forse, «divoriamoci il mondo», abbozzando un sorriso, come ci insegna a fare Ronnie.
Per far si che questo volume diventi realtà e venga stampato è possibile preordinare la copia all’indirizzo https://bookabook.it/libri/cento-grammi-sole/