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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

20/06/18

SCUOLA VIVA - Il "rève de liberté" del Liceo Urbani, nel segno della legalità e della cittadinanza attiva



di Maria Ricca

S. GIORGIO A CREMANO - Energia positiva, inarrestabile, produttiva. Sprigionatasi potente dalle anime dei giovani allievi del Liceo Statale “Carlo Urbani”, retto dalla Dirigente Scolastica Mariarosaria De Luca, impegnati nell’atto conclusivo del POR  “Scuola Viva”, “Incomincio da me”, modulo “Un rève de liberté – Diritti al Cuore”.  
Le Fonderie Righetti di Villa Bruno, in San Giorgio a Cremano, hanno così ospitato, nella calda serata del 19 giugno, il “Sogno di libertà” di questi studenti, specchio della voglia di vivere e di indipendenza della loro generazione, interpretato in Italiano ed in Francese. La performance ha percorso un ampio arco storico, delineando un iter ispirato al diritto alla felicità di ciascuno, incarnato in quell’anelito alla libertà, che infiamma gli eroi e pervade ogni individuo. 
In apertura ed in chiusura di performance, l’intervento della Preside De Luca, che ha  ribadito l'impegno del Liceo "Urbani"  in progetti sui temi di legalità e cittadinanza attiva, e ha poi presentato e ringraziato gli studenti coinvolti, i docenti-tutor Maria Francesca Mangone e Mario Ascione,  che con intelligenza e sensibilità hanno guidato gli allievi, e gli esperti dell’Associazione “Cremano Giovani”, operando tutti in sinergia  preziosa e significativa.  A questi ultimi, Arcangelo Santoro e Martina Giardulli per la parte recitativa, e Maria Rosa Zeno, con Ausilia Bozzaotre, per la parte musicale (con Alessandro Monaco-violino, Francesco e Eleonora-voci, nei costumi d’epoca, curati da Canzanella)  il compito di tirare le fila di un discorso culturale ed artistico, che si apre da anni alle scuole del territorio, per incoraggiare i giovani ad individuare in sé quei talenti che spesso non si sa
di possedere, nel segno di quella genuinità espressiva, che è un tutt’uno con lo sviluppo pieno ed attivo della personalità.
In avvio di performance, subito giovani “popolani”, di bianco vestiti, a gridare a squarciagola la voglia di opporsi all’ordine costituito, ma solo  per lanciare il “guanto di sfida” contro ogni forma di ingiustizia. Geniale la scelta di affidare l’esecuzione dell’intera colonna sonora della performance all’orchestra “live” in palcoscenico, che ha reso estremamente vivo e vivace l’intero allestimento.
Al centro la parabola intensa  e drammatica di Masaniello, suggellata dall’immortale “Io so’ pazzo!” di Pino Daniele, in una efficace commistione tra antico e moderno, a sottolineare l'universalità senza tempo di valori e passioni.  
E poi la follia della “Gioventù hitleriana” e il dramma di Anna Frank, che sogna una libertà ormai per sempre perduta, simbolo immortale dell’adolescenza spezzata.
“Personne n’est plus libre…”, hanno sospirato gli studenti-attori, ripensando, poi, a Martin Luther King e al suo disperato “I have a dream!”, ma anche al coraggio di Rosa Parks , che negli anni Cinquanta non volle cedere il proprio posto ad un bianco sull’autobus che la riportava a casa, stanchissima, dopo il lavoro. Fino all’attivismo di Nelson Mandela e alla sua infaticabile lotta contro l’apartheid.
E, poi, ancora, scarpe rosse  dinanzi ai piedi degli interpreti, ad incarnare la lotta alla violenza nei confronti delle donne, in nome dei diritti di ciascuna a non essere discriminata e ad essere rispettata dal marito o dal fidanzato, mai “padrone”, quanto piuttosto affettuoso compagno alla pari,  nel difficile percorso dell’esistenza.
“Non bisogna aver paura di parlare…”, però, hanno  affermato i giovani in scena ed anzi occorre combattere anche per chi non ce l’ha fatta a resistere e adesso non ha più voce. 
Affascinantissimo e coinvolgente, infine, un vero “inno alla vita” e alla libertà, il ballo “tarantolato” di una delle giovani  attrici, simbolo della voglia di ribellarsi ad ogni ingiusta costrizione. Applausi  sinceri, da parte della folta platea di docenti e genitori,  ed il fuoriprogramma di uno scatenato assolo di batteria,  hanno  chiuso l’intensa e partecipatissima serata.  
Questo il "chi è chi" degli interpreti
Stefania Acampa, Flavia Amitrano, Chiara Autiero, Anna Belfiore, Vittorio Borrelli, Vincenzo Borriello, Gaia Bottone, Antonella Carbone, Lorenza Cavaliere, Adelaide Ciardi, Sabrina Cirillo, Lorenzo Ercolano, Michele Franzese, Giulia Guadagno, Latif Kone, Riccardo Leone, Giovanni La Ferola, Vincenzo Micciché, Alessia Nocera, Serena Otero, Claudia Pennino, Sofia Pisacane,  Alessandra Piscopo, Vittorio Pollice, Sara Raia, Sara Rusciano, Simona Rusciano, Concetta Toscano, Simona Ugliano. 














16/06/18

CINEMA INTORNO AL VESUVIO - Buona la "prima" della 25a stagione, la terza in Villa Bruno: folla per "Ammore e Malavita"


di Maria Ricca


S. GIORGIO A CREMANO - E’ stata subito folla delle grandi occasioni all’esordio della stagione cinematografica estiva di Villa Bruno, che ha scelto l’irresistibile “Ammore e Malavita”,  dei Manetti Bros., per aprire un ciclo di eventi che si annuncia meta estiva serale fra le preferite, per chi non rinuncia alla qualità e non intende  allontanarsi dal territorio. 
Terza edizione di seguito in San Giorgio a Cremano, sessantadue serate nell’estate del 2018, dal 15 giugno al 15 agosto, per il “Cinema intorno al Vesuvio” la rassegna  di Arci Movie che compie in questa stagione 25 anni di attività.
Complice il tepore della serata, appena appena sfiorata da qualche goccia di pioggia, che non ha impensierito più di tanto né il pubblico né gli organizzatori, la rassegna ha celebrato il suo avvio, richiamando moltissimi appassionati ad un appuntamento sempre molto apprezzato ed evidentemente piuttosto atteso. Dopo l’introduzione di Roberto D’Avascio, che ha presentato il ciclo di proiezioni, l’intervento del Sindaco Zinno, che ha accolto volentieri in Villa Bruno la rassegna, per favorire occasioni culturali di qualità. Infine la 
(foto di repertorio)
presentazione del film, nelle parole di Nelson, autore della colonna sonora di “Ammore e malavita”,  divertente musical, a metà fra parodia “splatter” di “Gomorra” e sceneggiata, ironica presa in giro dei luoghi comuni sulla napoletanità, storia di un sentimento che resiste alla violenza, fra sorrisi ed autoironia.  “Tornare nella città di Massimo Troisi – ha sottolineato Nelson – è sempre fonte ispiratrice per chi fa il nostro mestiere.” Ha chiuso Antonio Bonomo, fra i protagonisti del divertente “crime movie”, premiato dal David di Donatello, ricordando la sua esperienza di cantante e attore, da Giacomo Rondinella alle sue partecipazioni cinematografiche, diretto da Patierno e da Risi, senza dimenticare gli esordi nella sceneggiata. Prossimi appuntamenti in cartellone, quelli con le novità che hanno caratterizzato la stagione cinematografica 2017-2018, e la proiezione, fra l’altro,  di “Loro 1” e “Loro 2” di Paolo Sorrentino, “Napoli velata” di Ozpetek, “Nato a Casal di Principe”, “120 battiti al minuto”ed il recente “Dogman”, che, con il protagonista
Marcello Fonte, ha ottenuto il premio per il "migliore attore" al Festival di Cannes 2018
Tutte le proiezioni saranno precedute da conversazioni con i protagonisti dei film in programmazione. 
Parallelamente alla rassegna cinematografica, l’avvio della seconda edizione degli incontri ravvicinati con personalità del mondo del cinema e della cultura sulla terrazza di Villa Bruno. Le serate, a cura di Roberto D’Avascio e Imma Colonna, inizieranno alle ore 19.00 e vedranno gli interventi di Luciana Castellina , Valerio Caprara, Massimiliano Virgilio , Giorgio Amitrano , Roberto Silvestri e Mariuccia Ciotta.  

11/06/18

TEATRO - "La Casa di Alessandra" celebra "La libertà di esistere...Ove nessuno è diverso"

di Maria Ricca

S. GIORGIO A CREMANO (NA) - Buio. Poi voci. Che emergono sempre più distintamente, quasi sgorgassero dal profondo dell’anima. Incarnate da corpi che si muovono sullo sfondo nero di un palcoscenico ad esprimere verità eterne, ma troppo spesso dimenticate. “Dobbiamo liberarci dall’ansia di essere sempre i più bravi, quelli invincibili, che non sbagliano mai. Dobbiamo combattere perché ciascuno possa avere la propria libertà di esistere.”
Vestiti di sole maschere bianche sono andati in scena, sabato 9 e domenica 10 giugno,  gli attori de “La casa di Alessandra”, sul palco della sede dell’ omonima associazione culturale di San Giorgio a Cremano, fondata da Giovanna De Luca ed Enrico Cosentini.
Personaggi che hanno dato voce e volto alle nostre paure, invocando il rispetto delle differenze, la saggezza di saper con quelle convivere, riconoscendo l’amore come necessità reciproca.
Tutti insieme, i ragazzi della “Compagnia della Casa” di Alessandra, a parlare di libertà e diversità, nel reading di poesia e musica “La libertà di esistere... Ove nessuno è diverso”. Un  afflato emotivo e corale, intorno alla professoressa Giovanna De Luca, che li ha diretti magistralmente , coadiuvata dall’attenta e professionale Camilla Imperato. In scena Laura Amorico, Gaia Salzano, Christian Sarno, Giuseppe Di Franco, Ludovica Leone, Serena Petrucci. 
La regista ha firmato lo spettacolo,  cucendo insieme i passi scelti dai vari autori, in una efficace sintesi espressiva delle parole di Gregory Bateson, di Paulo Coehlo, Pablo Picasso, Silvia Plath, e di Ben E. King e John Lennon, nell' interpretazione canora suggestiva e coinvolgente di Irene Isolani. Al piano Giuliano Masdea. 
Sul palco l’ “immagine” di una donna musulmana, che ha raccontato la sua “diversità” come un valore. “Extra”comunitario è colui che ha “qualcosa in più”, all’ “immi-grato”dovremmo esser tutti “grati”, appunto, per il suo valore aggiunto e il “clan – destino”è colui che porta con sé la responsabilità del “destino” della sua comunità. E di riflesso della nostra.
Non si può giudicare sbagliato per forza ciò che è diverso, solo perché non lo si conosce,  ed occorre agire “prima che sia troppo tardi.
Le splendide parole di “Beautiful that way”, scritte per “La vita è bella”  hanno sottolineato l’atmosfera.
In scena, poi,  il piccolo “Giancarlo Catino”, “che crede nell’amicizia” ed è continuamente bullizzato.
Quindi, una donna maltrattata, vittima del compagno violento. “Con me sarà diverso…”, aveva detto.
Non va meglio al giovane “transgender” interrogato dalla polizia,  deluso e disilluso dal mondo e dalla vita, e che ha punito nel modo peggiore l’amante, squallido e grigio protagonista di una vita familiare di finzione, preferita ad un sentimento reale.
Ma c’è sempre spazio per la speranza, per quel filo rosso,  condiviso da attori e spettatori, che  ha chiuso la performance, legando tutti in un abbraccio ideale, nel segno della condivisione. Perché, in fondo, “I see true colors...”, dice Cyndi Lauper, nei suoi versi,  quei colori veridellamore, intravisti  oltre loscurità degli animi.

Resta agli spettatori, che hanno riempito la sala ed applaudito lungamente,  una piccola candelina rossa a forma di cuore, che la regista De Luca, ha invitato ad accendere ed esporre, “per testimoniare la propria voglia di superare diversità e differenze”.

04/06/18

ARTE - Allo Spoleto Festival Art To Napoli e allo Spoleto Meeting Art l’artista e giornalista campana Rosa Leone




(comunicato stampa) NAPOLI - Lo "Spoleto Festival Art To Napoli" , rinomata kermesse di Spoleto sotto la presidenza del Prof. Luca Filipponi, giunta alla sua II edizione a Napoli, ha visto quest’anno per lo Spoleto Meeting Art, inserito nello stesso cartellone della manifestazione, sei artisti provenienti da varie parti d’Italia e selezionati dal direttore artistico dello Spoleto Meeting Arte curatrice delle arti visive Paola Biadetti. Tra questi l’artista Rosa Leone, nonché giornalista e direttore del quotidiano ilGRE.it, presidente dell’Associazione ilGREcultura&comunicazione di Benevento, quale
vincitrice del prestigioso Premio Spoleto Art Festival 2018, la cui cerimonia di premiazione avverrà sabato 7 luglio 2018 a Spoleto, Perugia. Ad esporre le opere nell’antichissimo e suggestivo Santuario dell’Immacolata, chiesa ottocentesca della Città Metropolitana di Napoli, anche l’affermato artista Silvio Craia, direttore della
Pinacoteca Civica di Macerata, IallussiSevasti di Roma, Federica Rampazzo del Friuli Venezia Giulia, Elisabetta Serafini di Viterbo, e Luciano Vetturini dell’Umbria. Lo Spoleto Festival Art To Napoli ha preso il via, sabato 2 giugno, con il concerto sull’Unità d’Italia del sopranoTania Di Giorgio, direttore artistico musicale, affiancata dai soprani Noris Caserta e Federica Carducci, accompagnate dal direttore d’orchestra Marco Scialo e dalla tromba Salvatore Liotti. Mentre per quanto riguarda i salotti letterari coordinati e diretti dal prof. Luca Filipponi, è stato protagonista del primo appuntamento il Sen. Cosimo Sallustio Salvemini, direttore del mensile L’Attualità, con il suo ultimo libro “Non Mollare”, che sarà premiato allo Spoleto Art Festival come Speciale Letteratura. La manifestazione che durerà fino al 10 giugno,mentre la mostra dello Spoleto Meeting Art rimarrà aperta fino al 30 giugno, continuerà con i suoi appuntamenti letteraridiretti dal prof. Luca Filipponi e con i suoi concerti diretti dal soprano Tania Di Giorgio, come da programma.

11/05/18

CINEMA - Al Social Film Festival "ArTelesia", Giancarlo Giannini e la giovane Marial Bajma Riva. Partita la X edizione

Marial Bajma Riva
BENEVENTO - E' cominciata questa mattina e proseguirà per tutto il fine settimana la decima edizione del Social Film Festival "ArTelesia". Dopo quella di oggi anche la matinée di domani, 12 maggio,  saranno dedicate alle scuole, con la proiezione di un film cult del cinema italiano “La Vita è bella” di Roberto Benigni e a seguire una masterclass sulla cinematografia a cura del giovane regista Fabio Massa. 
La serata di gala del 12 maggio,condotta da Pino Strabioli, dopo le premiazioni dei film vincitori, vedrà ospite d’onore Giancarlo Giannini che si racconterà attraverso le fasi della sua carriera di attore, regista e doppiatore in una serata ricca di sorprese.Oltre a Giancarlo Giannini parteciperà alla serata di gala anche il regista Giorgio Cantarini, che ha interpretato il ruolo del piccolo Giosuè nel film premio Oscar “La vita è bella” di Roberto Benigni. In linea con gli obiettivi dell’iniziativa e con il tema di questa edizione, il 13 maggio andrà in scena alle 20.30 lo spettacolo di teatro -danza “L’altro di me”, curato dalla Modern Dance Academy di Enzo Mercurio con le coreografie di Paola Ievolella e in collaborazione con il comitato “Insieme per” che ha coinvolto alcuni bambini disabili.La serata sarà, come ricordato anche da Veronica Caruso, per la prima volta in Campania e la seconda in tutto il Sud Italia, tradotta simultaneamente nel linguaggio dei segni. Fino al 13 maggio nel foyer del Teatro De Simone sarà allestita la mostra “Suoni di luce” a cura dell’artista Gabriella Cusani.
Fra le presenze più interessanti al Festival "ArTelesia" c'è l'attrice Marial Bajma Riva, con il suo ultimo lavoro "La regina dei salotti", da lei diretto ed interpretato. 

IL PROGETTO - "NutriArte", in S. Angelo a Sasso, con tele di frutta e verdura, per educare i più piccoli alla Dieta Mediterranea

L'iniziativa dell'Associazione "Donne alla Difesa della Dieta Mediterranea", diretta dalla dott.ssa Pina Pedà

BENEVENTO - L’associazione Donne alla Difesa della Dieta Mediterranea ha appena portato a termine il progetto pilota “NutriArte” in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Sant’Angelo a Sasso e la calorosa ospitalità del dirigente Michele Ruscello, di tutto il personale docenti ed in particolare dell’insegnante Mariuccia Cremone.
Il progetto, diretto dalla Dott.ssa Pina Pedà (nella foto), Presidente 3dm, nasce dall’analisi dello stile di vita quotidiano di tutti noi ed in particolare dei ragazzi, ricco di attività e di impegni, che è spesso la causa di abitudini alimentari sbagliate, aggravate dalla sedentarietà dei bambini sempre presi dal cellulare, i videogames, sport estremi e il nostro intento è senz’altro quello di ritornare allo stile di vita di una volta attraverso una vera e propria rieducazione che parte dalla tavola e arriva ai giochi all’aperto, i lego, le costruzioni, la lettura di favole, le passeggiate in bicicletta, gli sport sani ed equilibrati, ponderati in base alle
caratteristiche degli atleti. “Se i nostri ragazzi non sanno nutrirsi è perché una volta i pasti ricchi si cucinavano solo nelle festività, oggi c’è abbondanza in tavola tutti i giorni. La tavola fa più vittime di una calamità e per il 2030 le statistiche prevedono che saremo tutti obesi. Allora ci chiediamo : perché non combattere contro le statistiche e le previsioni agendo prima che sia troppo tardi? Perché non fare un salto nel passato per proiettarci verso un futuro più roseo?”, questo il pensiero della dott.ssa Pedà, che insieme ad un gruppo di socie, ha ideato “NutriArte”, un progetto dedicato ai più piccoli, per poter trasmettere loro elementi base di educazione alimentare attraverso la realizzazione di tele con l’utilizzo di frutta e verdura di
stagione, accostando frammenti vegetali e naturali, per poter diffondere la cultura del mangiar sano, insegnando loro a riconoscere il cibo e le proprietà nutrizionali degli alimenti, soprattutto quelli verso i quali i bambini nutrono più diffidenza o avversione.
Durante il primo incontro, tenutosi l’8maggio, è stato presentato il progetto ai bambini, che lo hanno subito accolto con grande entusiasmo, realizzando praticamente poi le tele durante il secondo e il terzo incontro, il 9 e il 10 maggio.
La dott.ssa Pina Pedà e la nutrizionista Miriam Mandato hanno spiegato ai bambini i principi fondamentali della Dieta Mediterranea, sottolineando l’importanza e il valore nutrizionale degli alimenti che poi sono stati utilizzati per la rappresentazione artistica, mentre l’architetto Angela Vasaturo ha presentato un excursus sulla rappresentazione del cibo nell’arte dall’asarotosoikos del IIsec.a.C. alla pop art di Andy Warhol, passando per la natura morta del XVII sec., successivamente l’avvocato Giusy Landi e il chimico Ida Duro hanno argomentato sullo sviluppo sostenibile, mediante il riuso ed il riciclo creativo dei rifiuti ed infine l’artista Maria Patrizia Cocchiarella ha illustrato e trasmesso la propria meravigliosa passione per questa splendida forma creativa ai piccoli grandi artisti, col supporto della psicologa Valentina Ricci, che ha aiutato i bambini a gestire le dinamiche di gruppo createsi durante la produzione artistica e li ha accompagnati in un percorso sensoriale per avvicinarli alla cultura degli alimenti impiegati  per creare la tela.
Si ringrazia Ivana Tresca per aver immortalato l’attività, con la sua preziosa riproduzione fotografica del progetto e “Gelati Baronia” per aver sponsorizzato l’evento con la distribuzione di gelati alla frutta, che avverrà nei prossimi giorni per allietare i piccoli allievi, in segno di gratitudine per aver risposto con grande entusiasmo all’offerta formativa proposta e per aver iniziato già a cambiare le proprie abitudini alimentari, riferendo alle insegnati di aver assunto il latte a colazione e aver mangiato frutta  e verdura che prima rifiutavano, grazie al riavvicinamento a tali alimenti dopo averci giocato.
E’ questo il vero successo del progetto, il riscontro di anche solo due o tre dei 100 bambini delle classi quarte coinvolti, che avranno imparato a mangiare sano e la prevenzione volta a tutela della loro salute è partita proprio dai banchi di scuola, come ci auspichiamo avverrà presto anche in altri istituti.


03/05/18

CINEMA - "-M-", il film: si comincia. Cinzia Susino entra nel cast e "si gira" a Benevento e Montella

BENEVENTO - Mancano ormai poche settimane all’avvio delle riprese, in terra sannita e non solo, per "- M -" il film, la pellicola del regista Lorenzo D’Amelio.
Entusiasti gli sponsor, che hanno volentieri concesso logo, location ed oggetti di scena per sostenere la realizzazione dell’opera cinematografica, che va suscitando sempre maggior interesse fra gli addetti ai lavori e presto verrà presentata nell’ambito dei festival dedicati.
Le riprese si effettueranno, infatti, nei luoghi del centro storico cittadino di Benevento.
Grande disponibilità è stata offerta anche dal paese irpino di Montella, la cui Amministrazione ha dato il proprio patrocinio al progetto cinematografico, anche in considerazione dell’interesse storico-culturale dell’operazione, che si riferirà ad importanti figure storiche originarie della cittadina.
Il film vedrà quale sfondo, fra l’altro,  anche il centro commerciale “Buonvento”, con la Tavola Calda di Vincenzo Ucci, Masseria Olivola, la Bottega d’Arte Antica, e il Dionisio Bistrot. La produzione si avvarrà inoltre dei  veicoli “Great Wall” della concessionaria “Mobility Service”. Trucco e parrucco saranno affidati rispettivamente a Ivana Napoli make up artist e a “Roberto Petroccia – l’arte di creare”.
Nei ruoli di protagonisti, lo ricordiamo, i giovanissimi Glauco Rampone e Silvia Di Bernardo, emersi dal lungo percorso di casting, di cui 130 effettuati nelle scuole e 50 nelle giornate aperte al pubblico, e ai quali hanno preso parte circa 180 ragazzi provenienti da Campania, Lazio, Basilicata, Toscana, Puglia.
Una bella, piacevolmente inaspettata novità,  riguarda, invece, il principale ruolo femminile.
Dopo la recente, forzata rinuncia, per motivi di forza maggiore, da parte di Rosalia Porcaro, arriva nel cast la dinamica Cinzia Susino, attrice siciliana formatasi con Beatrice Bracco, Massimiliano Bruno, Paola Tiziana Cruciani, Alessandra Fallucchi e all'Actors Centre di Londra. Ha studiato con la acting coach Ivana Chubbuck, con Elio Germano e con David Warren (regista di ''Desperate Housewives'').
Dopo gli esordi in Sicilia e il periodo di studio-lavoro all'estero, dal 2009 è tornata a Roma, dove si divide tra teatro, cinema e fiction (''Provaci ancora prof!7''. ''Il cacciatore'', ''Gli ultimi saranno ultimi'', ''Confusi e felici'', ''Il mio nome è Thomas'', ''I Medici'').
Bilingue (italo-inglese), ha recitato per The English Theatre of Rome, balla, canta e recita anche in spagnolo, francese, tedesco e russo.
Confermatissimi, nei ruoli maschili, Peppe Barile e Corrado Taranto, protagonisti della scena teatrale partenopea, in opere con Mariano Rigillo, Luisa Conte, Mario Scaccia, Carlo Cecchi, i fratelli Giuffré, Luigi De Filippo.
Completa il cast l’amichevole partecipazione di Antonio Fiorillo, attore comico e cabarettista napoletano, fra gli interpreti di “Un posto al sole”, “La seconda notte di nozze” di Pupi Avati,  “Dio ci ha creato gratis” di Angelo Antonucci , e in Tv con “Ciao Darwin”,”La sai l'ultima?”, “Affari tuoi” .
Coprotagonisti saranno Francesco Pio Rescigno,  Marian Valentin Zvînc, Chiara Attanasio, Jacopo Castiello.
"- M -" il film vede al centro la storia di Giorgio, studente al primo anno delle superiori.
Un mistero inspiegabile attende lui e l’amica del cuore Cristina, ed una specie di giallo da risolvere, per comprendere vicende che hanno radici nella persecuzione ebraica della seconda guerra mondiale. Sullo sfondo i tanti dubbi e le poche certezze dell’adolescenza, divisa fra scuola e vita sociale,  amicizie ed antipatie, con le inevitabili afflizioni dell’età ed un immancabile trio di bulli  che non smette di dargli il tormento.
Ulteriori informazioni al sito www.emmeilfilm.it.


                                                                                  

30/04/18

TEATRO - La “Coppia che scoppia” chiude la stagione de "Il Cilindro Nero", diretta da Angelo Sateriale

di Francesco D'Alessio

S. GIORGIO DEL SANNIO (BN) - Il tempo si sa, scorre inesorabile: non c'è nulla che tu possa fare per rimediare agli errori commessi. Il desiderio di tornare indietro e alterare gli eventi è troppo grande ma è solo un'idea effimera. Tutto ciò che resta è ripercorrere gli episodi salienti dell'esistenza e osservarli per quel che sono. Un tuffo nel passato possibile soltanto attraverso un viaggio fra i ricordi. Ed è ciò che fanno una coppia ormai nel fiore dell'età che per una serie di incomprensioni, caratteri vivaci e disattenzioni, si sono ritrovati sempre, loro malgrado, in situazioni rocambolesche e al contempo esilaranti (per il pubblico!). Ed è qui che comincia “Coppia che scoppia” per la regia di Simona Epifani, commedia comica e paradossale in scena al 4° e ultimo appuntamento della stagione teatrale “Il Cilindro Nero” a San Giorgio del Sannio. Oreste (Andrea Trovato) e Adelina (Francesca Epifani) discutono fra di loro seduti su di una panchina. Quella stessa panchina su cui erano adagiati in una giornata piovosa di molti anni fa e Oreste, da galantuomo opportunista, offrì un passaggio alla ragazza per un “occasione”. Mai avrebbe pensato che con quella stessa persona ci avrebbe vissuto per tutta la vita! E se ne pente amaramente. Dello stesso avviso è Adelina che ripercorre assieme al marito alcuni particolarissimi episodi della loro vita di coppia. Un ricordo di un pomeriggio in salotto. Oreste è seduto sul divano a leggere il giornale, Adelina gli porta una bevanda, gliela offre, nessuna reazione, nessuna risposta. Non importa cosa faccia o cosa gli dica: Oreste non ascolta. Non perché non abbia tempo, semplicemente non ascolta. E' troppo assorto nelle sue piccole cose ossia la lettura del quotidiano. Tutto ciò con cui Adelina può comunicare è “Zampa”, il piede destro di Oreste che ascolta e comunica a gesti con la donna senza perdere una sola parola. Nulla è più problematico in una coppia quanto l'assenza di comunicazione. Si passa poi alla rievocazione di una notte insonne alle prese con il loro primo figlio durante una vacanza a Parigi. L'incapacità del marito di gestire il figlio irrita la donna che non trova nemmeno conforto sotto le lenzuola per via di problemi di erezione. L'ultimo episodio che ripercorrono fa parte della loro giovinezza. Prima ancora di sposarsi, organizzano una cena con amici e per errore invitano una coppia da poco separata e il nuovo fidanzato di lei. Ne succedono di tutti i colori. Si viene a creare una situazione esasperata dove ogni cosa non è gestibile ma per fortuna tutto finisce bene. Ancora una volta emerge la stoltezza di Oreste, l'irascibilità di Adelina e l'incomprensione di coppia che rende ogni cosa difficile. Si torna al presente e i due si accingono ad andare in due direzioni diverse. Comincia a piovere. Oreste si copre con il giornale, Adelina apre l'ombrello. Dopo alcuni tentennamenti, la donna ripara con l'ombrello Oreste. I due decidono di tornare a casa sempre comunicando con qualche insulto, battibecco, accuse e persino due calci nel sedere del marito.

16/04/18

INCONTRI - Fiera di Venticano: si parla di "Salute e Benessere", con Pina Pedà, presidente dell'Associazione Donne alla Difesa della Dieta Mediterranea

di Maria Ricca

VENTICANO (AV) - Il cibo protagonista delle tavole, ma anche di opere artistiche. Di quadri, nello specifico. E’ l’idea, che si ispira ad una forma d’arte divertente ed inusuale, proposta dall’Associazione Donne alla Difesa della Dieta Mediterranea"3DM", presieduta dalla dott.ssa dietista Pina Pedà. 
Il progetto è curato dalle associate  Patrizia Cocchiarella, Sara Meola, Valentina Ricci ed Angela Vasaturo, dello stand "NutriArte", presente alla 41esima edizione della Fiera Campionaria di Venticano, dal tema "La forza delle idee". 
Domenica 22 aprile alle 10, relazionerà al convegno “Salute e Benessere”, in programma in Fiera, la stessa presidente Pedà, con la vicepresidente Mariaserena Pellegrini e la gastroenterologa Francesca Russo. Interverranno Luigi Villani, presidente della Pro Loco di Venticano, l'avvocato Angelina Scala, presidente Forum delle Donne di Venticano, Michele Mogavero, presidente della Polisportiva Castello, e naturalmente il sindaco della cittadina Luigi De Nisco. Introdurrà i lavori Emanuela Ciarcia, presidente del Forum Comunale della Gioventù di Venticano. Modererà il giornalista Andrea Festa. 
La Fiera, dunque,  seconda sola a quella del  Levante di Bari, vetrina d’eccellenza dell’Irpinia e dell’intera Campania, offrirà  anche spazio di riflessione sulla tutela della salute, attraverso una sana e corretta alimentazione. Come ogni anno, la manifestazione si conferma, quindi, indiscussa protagonista del territorio e dell'economia, dando ampio spazio anche  numerosi convegni nella sala dedicata.

L’iniziativa è della Pro Loco di Venticano presieduta da Luigi Villani, il comune di Venticano e tutta l'organizzazione con il patrocinio della Regione Campania, dell'Ente Provincia di Avellino e Ept Avellino.

TEATRO - "Dimentica il tuo nome": al Cilindro Nero le riflessioni di Angelo Sateriale su vita quotidiana ed ipotesi trascendenti

di Francesco D'Alessio

SAN GIORGIO DEL S. - E se un giorno dovessi dimenticare il tuo nome? E se un giorno dovessi annullare la tua identità per nascere a nuova vita? E se un giorno la tua coscienza dovrà fondersi con l'Infinito Celeste? Cosa faresti, se un giorno, con la tua esistenza ormai dilaniata dall'incapacità di adattarti alla quotidianità, schiavo dei pensieri deliranti, soggiogato da un'incrollabile fede di un culto senza nome, dovessi scegliere tra il restare dannato nel mondo terreno e l'abbandono alla Libertà Perpetua? Avresti il coraggio di scegliere chi sei nel Giorno del Giudizio? 
Tante riflessioni fioriscono con “Dimentica il tuo nome”, 3° appuntamento della 4° stagione teatrale “Cilindro Nero”, di Francesca R. Ciretti. Cugino (Angelo Sateriale) e Fratello (Alessandro Gorgoni) sono gli ultimi due irriducibili fedeli di un culto senza nome il quale venerano Padre Divino, che ha dato origine al tutto ed egli è Uno. E Uno sono i fedeli che si uniscono a Lui sottoponendosi al Rito. Quel Rito che li ha decimati tutti. Quel Rito in atto nel Giorno del Giudizio. Quel Rito che promette di concedere la Libertà Perpetua per abbandonarsi alla gaiezza dell'Infinito, per liberarsi dai fardelli struggenti dell'esistenza e fuggire finalmente da quella vita che non li ha mai saputi accogliere. Ma è davvero così? Per Fratello non vi è alcun dubbio ma Cugino è turbato e sembri voler temporeggiare l'atto finale della loro esistenza per velata viltà. I due hanno frequenti dialoghi, battibecchi, esasperazioni ma qualcosa non torna. Si considerano una famiglia ma prontamente vi sono smentite e, nel momento delle spiegazioni razionali, ecco che si ritorna al postulato di partenza annullando così la contraddizione come se il dialogo fosse solo frutto di un delirio incosciente. Fratello sembrerebbe essere il “dritto” e Cugino il “fesso” che parla tanto e a vanvera esasperando l'erudito e assennato compagno di setta il quale da sfogo ai suoi dissidi interiori che riesce a placare solo con il delirio di onnipotenza accusando l'altro di essere vile e peccatore e per questo va punito, umiliato, disonorato, abbattuto, ostracizzato al fine di conseguire la catarsi: questo è il requisito per presentarsi al cospetto divino.

04/04/18

LIBRI - "Vita ardimentosa di una prof.": Isabella Pedicini ed il racconto dell'amata professione, fra cavilli burocratici e varia umanità

Doppia presentazione, in città ed in provincia, dell'ironico volume, edito da Laterza

di Maria Ricca

BENEVENTO - Conversazione brillante, graffiante ironia, amara consapevolezza.
La "Vita ardimentosa di una prof.", a dispetto della considerazione comune che della bistrattata professione docente si ha, non può che essere descritta con questi toni, com'è stato per la presentazione, condotta al Museo del Sannio, dell'omonimo volume, edito per i tipi di Laterza e scritto da Isabella Pedicini, docente, saggista e scrittrice, guidata da Melania Petriello, giornalista. 
Ai giovani Gianluigi Cirocco, Francesca Collarile, e Anna Chiara Serino, tre studenti del Liceo Classico “Giannone” di Benevento, il compito di leggere brani tratti dal testo. La seconda tappa dell' "ardimentour" si è svolta, invece, martedì 3 aprile, alle ore 18:30, presso il circolo ARCI “Il Bibliofilo” di San Giorgio del Sannio (BN). In quest’occasione, Isabella Pedicini ha conversato  con il fotografo Lorenzo Palmieri, mentre il medico Angelo Nenna ha chiuso l’incontro con una “recensione dada” del libro della giovane scrittrice.
Forti di un'antica complicità, maturata negli anni universitari, le due giovani intellettuali Pedicini e Petriello, interpreti del loro e del nostro tempo, hanno attraversato i temi più interessanti del volume presentato, narrazione, fra serio e faceto, delle peripezie della prof. Pedicini di Storia dell'Arte, nei meandri delle leggi e dei cavilli imposti dal Miur. Dedicato a chi si avvicina ad una professione affascinantissima, ma divenuta oggi quasi "pericolosa" per chi la intraprende. 
E non solo e specialmente per i recenti fatti di cronaca, che ci restituiscono le immagini di insegnanti sfregiate, maltrattate o derise, ma per il percorso irto e ad ostacoli che tocca a chi intende fare dell'insegnamento la propria professione. Nulla sembra mai abbastanza per il Miur e la lunga trafila tra corsi, tirocinio e concorsone pare non terminare mai. 
Nel mezzo, le splendide figure degli allievi, che "da Roma in gù ti chiamano "pressoré" e da Roma in su "pròf", con la "ò" che più aperta non si può. Molti fra loro sono "diamanti pazzi", considera la Pedicini, che andrebbero valorizzati e scelti come esempio di intelligenza brillante e non repressi nella loro esuberanza, espressione di vivacità intellettuale, non di maleducazione. Altri, la maggior parte forse, sono piuttosto passivi e disincantati. Tutti cercano disperatamente qualcuno che li ascolti. 
La docente Isabella attraversa questi mondi paralleli, muovendosi fra gli alunni e i colleghi prof. , che si disperano nei gruppi Facebook, in attesa del bando, e compulsano i siti dedicati, informatissimi su ogni "respiro" del legislatore, mai rassegnati o domi.
"Una generazione, questa, mortificata dai padri -  dice la Pedicini - costretta alla flessibilità e alla precarietà e dunque alla resistenza culturale, se si decide di restare in questo Paese a mettere a frutto studi ed intelligenza. Sullo sfondo un'intera famiglia di docenti, quella d'origine e d'approdo di Isabella, che affettuosamente sostiene l' "ardimentosa prof.", un "humus", ricorda la Pedicini, "da cui provengo", che si rende parte diligente nell'aiutarla ad emergere dalle onde burocratiche in cui si trova a nuotare suo malgrado, a cui reagisce con un innaturale "sentimento zen". Un racconto ironico che si fa denuncia, quando la Pedicini ricorda il "bullismo" addirittura, che si sviluppa nella classe del TFA a cui approda, scoprendo come il fenomeno sia diffuso in ogni generazione e a tutti i livelli, laddove la posta in palio (l'agognato "ruolo") è altissima. "Homo homini lupus", concetto fin troppo chiaro. Ma fra educatori sembra impossibile si possa arrivare a ciò.
Cosa chiede, dunque, oggi, Isabella Pedicini alla Scuola? "Chiedo di ritornare all'essenza di questa Istituzione, che ridiventi opportunità di riscatto sociale per ragazzi in difficoltà, che prenda in considerazione il punto di vista dei ragazzi davvero, che sia non solo luogo di acquisizione di competenze, com'è diventata, ma anche, com'è sempre stata, di conoscenze." Eppure, conclude, "la Scuola italiana è e resta una buona scuola e l'istruzione, lo ripeto sempre ai ragazzi, non è mai tempo perso. E se non ti ascoltano, ribadisco: "L'occasione la state perdendo voi, io credo in quello che faccio!" Se avessi avuto Internet all'epoca in cui ero studentessa io, altroché. Ma non tutti i giovani ne comprendono le vere potenzialità. Io insisto che debbano diventare persone con un'idea, che sappiano argomentare. Brillanti, com'erano i miei compagni di classe delle superiori, ma non birbanti, però...". 

25/03/18

TEATRO - Alessandro Preziosi e il carisma maledetto di Van Gogh, ne "L'odore assordante del bianco"

di Maria Ricca

NAPOLI - Il bianco come candore, come pudore, come ingenuità, come annullamento totale della personalità. Il bianco che anestetizza ed avvolge in un’atmosfera solo apparentemente “incolore”, ma in realtà profondamente densa di significati. Così Alessandro Preziosi si confronta con il carisma maledetto di Vincent Van Gogh, protagonista dello spettacolo “L'odore assordante del bianco”, scritto da Stefano Massini e diretto da Alessandro Maggi,  che al Mercadante incanta gli spettatori e restituisce, in un’ora fitta fitta ed intensa di scambi verbali, il dramma di un artista enigmatico e profondissimo, “perduto” dalla sua stessa genialità, egocentrico e folle, mai ingabbiabile in uno stereotipo che sia uno. 
Ci prova Alessandro Preziosi, forte di uno studio d’attore alla Stanislavkij, che però sa abilmente rielaborare a suo personalissimo modo, a dare al suo personaggio le contorsioni mentali e fisiche di un individuo stravolto da un’infanzia infelice e poi preda delle esperienze più diverse, incapace di uscire dalla prigione in cui egli stesso si  rinchiude, per la feroce sensibilità che lo anima e che infine lo annichilisce. 
Nella stanza candida dell’ospedale in cui Van Gogh è ricoverato, al Saint-Paul-de-Manson, in Provenza, nel 1889, i fantasmi dell’anima gli compaiono davanti uno via l’altro, in un costante alternarsi fra verità ed illusione, realtà e fantasia, continuamente in sospensione: il fratello Theo ed il rapporto conflittuale con lui, che ne conosce ogni piega dell’animo e  ne è parimenti affascinato ed impaurito, il medico sadico che lo umilia, gli infermieri che si vendono per due soldi al miglior offerente, l’illuminato psicologo che, attingendo alle più moderne teorie, tenta di risolvere l’enigma della sofferenza di Vincent, senza l’ausilio di infernali vasche di decompressione o di maledetti elettrochoc. 
E allora lui, stranito, consapevole di essere il primo nemico di se stesso,  si aggrappa disperatamente alla vita, che gli è negata innanzitutto e volutamente, per ridurlo “alla ragione”,  nell’ospedale dei matti, proprio da quella tabula rasa che è il biancore candido delle pareti.  
I colori fanno paura a chi ha la “sindrome della corona”, come i medici, che si credono onnipotenti, e allora scelgono il bianco per dominare gli ammalati. 
Van Gogh chiede solo, disperatamente, di ritornare alla vita. E chiede, dunque, innanzitutto, quei colori negati, quelle tele che potrebbero restituirgli l’anima, per lasciare su ognuna un pezzetto di sé. Perché chi dipinge “si lascia attraversare dai colori”,  per ricostruire la realtà. E perciò c’è da aver paura degli artisti. 
Mirabili, infatti,  le sue descrizioni di Parigi, fra l’odore di pane e i profumi dei più vari, fra cafè chantant di artisti e donne di malaffare, e poi di Londra, “grigia e plumbea”, e infine di Anversa, che odia . 
Su tutto l’ombra della follia che confonde il pubblico attento, in una conclusione per nulla risolutiva, in cui sanità e pazzia si mescolano sapientemente. Ciascuno degli spettatori è costretto, infine, a fare i conti con il proprio “io”, con la propria psicologia, con i propri interrogativi irrisolti, affascinati dalla maestrìa interpretativa di Preziosi, sostenuta da una potente scrittura teatrale che lascia senza fiato. 

TEATRO - "Curiosi assaggi d'assurdo": irriverente spettacolo apripista della IV Stagione Teatrale “Cilindro Nero”

di Marco D'Alessio

S. GIORGIO DEL SANNIO - Ha avuto inizio questa sera, 25 Marzo 2018, la IV Stagione Teatrale “Cilindro Nero” nel comune di San Giorgio del Sannio con lo spettacolo teatrale “Curiosi assaggi d'assurdo” dell'autore di fine '800 Georges Courteline con gli attori Stefano Serra, Marco Micheli, Giorgia Lepore.
Una serie di atti unici diversi tra loro, ma accomunati dalle ambientazioni francesi della belle epoque, dalle rappresentazioni della vita quotidiana di coppia e le amicizie.
Episodi caratterizzati da momenti comici, apparentemente felici, divertenti e grotteschi, ma che nascondono personalità e contesti crudi e amari: un quadro tipico del contesto di fine '800 pieno di contraddizioni. Tutti i racconti evidenziano una spiccata verve dialogica e satirica dei personaggi, ben interpretati dagli attori. Un percorso che parte dalle rappresentazioni di scene di vita di coppia con i litigi, i tradimenti, gli intrighi e i fraintendimenti, passando per l'episodio di due amici in cui uno dei due, apparentemente disponibile nei confronti dell'altro, ad ogni richiesta posta si rifiuta sempre. Spazio anche alle grottesche rappresentazioni di una messa in scena di un'uccisione di un orso che non è andata come programmata. Infine ultimo episodio la lite di due coniugi che ha coinvolto un loro amico che provava a destreggiarsi e ad allontanarsi in ogni modo senza successo.
Un primo spettacolo irriverente ed entusiasmante che ha divertito i numerosi spettatori che hanno preso parte a questo primo appuntamento con l'augurio che l'alto numero di presenze e l'ottima pièce siano spia di una prospera stagione teatrale.
Si ricorda che il secondo spettacolo della IV Stagione Teatrale “Cilindro Nero” sarà “Inferno Mediterraneo” di Riccardo Corcione con Laura Tedesco, Laura De Sanctis, Azzurra Cavicchia e avrà luogo l'8 Aprile alle ore 18 nell'Auditorium “Cilindro Nero”.

23/03/18

MUSICA - "Santa Sofia in Santa Sofia", Mario Iadanza parla de "Il Canto beneventano. Una testimonianza della longobardia meridionale"



BENEVENTO -  Nuovo appuntamento per la seconda edizione della rassegna “Santa Sofia in Santa Sofia”, promossa dall’Accademia di Santa Sofia di Benevento, con la direzione artistica di Marcella Parziale.
Domenica 25 marzo, sarà proposto un evento fuori programma. Il concerto del quartetto di Santa Sofia, previsto da cartellone, sarà infatti sostituito da un'interessante conversazione - ascolto sul tema: "Il Canto beneventano. Una testimonianza della longobardia meridionale". L'appuntamento è per le ore 20.00 sempre nella splendida cornice della Chiesa di Santa Sofia, Patrimonio Unesco. "L'incontro, ha dichiarato il direttore artistico, Marcella Parziale, sarà curato da Don Mario Iadanza, tra i massimi studiosi e conoscitori della materia, nonché punto di riferimento e motivo di orgoglio per il nostro panorama culturale". Un appuntamento dunque da non perdere.

16/03/18

MUSICA - "Le sinfonie giovanili di Mendelssohn", sabato 17 marzo per l'Orchestra dell'Accademia di S. Sofia


BENEVENTO - Prosegue la Stagione Concertistica 2018-20 dell’Orchestra da Camera Stabile dell'Accademia di Santa Sofia di Benevento, per la direzione artistica di Filippo Zigante e la consulenza artistica di Marcella Parziale e che sta ottenendo un grande plauso del pubblico. Nella Basilica di San Bartolomeo di corso Garibaldi, prossimo appuntamento da non perdere quello di sabato 17 marzo, alle 19.30, con “Monumenti della Musica, i concerti brandeburghesi. Le sinfonie giovanili di Mendelssohn”.

Saranno eseguite musiche di Bach e Mendelssohn, eseguite dai Violini Marco Serino (konzertmeister), Alessia Avagliano, Francesco Norelli, Alina Taslavan, Rocco Roggia, Emanuele Procaccini e Valentina Del Re, dalle Viole Francesco Solombrino ed Antonio Mastroianni, dai Violoncelli Gianluca Giganti ed Alfredo Pirone, dal Contrabbasso Vincenzo Lo Conte ed i Flauti Tommaso Rossi e Serena Agosti e dal Clavicembalo Debora Capitanio
Il concerto è presentato dall’Università degli Studi Giustino Fortunato e dalla Prefettura, Ufficio Territoriale del governo di Benevento.