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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

11/12/17

CINEMA - Lorenzo D'Amelio seleziona giovani aspiranti attori per "M", il nuovo film, dedicato al mondo dell'adolescenza.

BENEVENTO - Il 27 e 28 dicembre, alla Good Academy di Benevento,  si terranno selezioni e casting per giovani aspiranti interpreti (12-14 anni), del nuovo film di Lorenzo D’Amelio, “M” .

L’autore e regista de “L'EVENTO”, che fu utilizzato anche per la raccolta fondi in favore delle famiglie danneggiate dalla recente alluvione che colpì Benevento ed il Sannio, ha deciso di esplorare, con il suo nuovo film, il mondo sempre nuovo degli adolescenti, realizzando una storia che si divide tra i problemi che i ragazzi vivono ogni giorno ed i loro sogni, in un’atmosfera da thriller.
 Scenario della pellicola, ancora  la città di Benevento, per valorizzarne caratteristiche e potenzialità.
Grande studio ed uno staff snello sono gli strumenti scelti per la produzione, al cui progetto hanno aderito già molte scuole.
Sarà questa l’occasione, infatti, per gli studenti, non solo di partecipare all’esperienza di un casting per la selezione di protagonisti, coprotagonisti, figure speciali, ma anche per saperne di più sull’iter di realizzazione di un film. La Good Academy, oltre ad essere accademia di doppiaggio con corsi per i mestieri dello spettacolo, è anche partner del progetto.
L’iniziativa, diretta ai giovanissimi,  è, per questo,  naturalmente,  presente sui “social”, con la pagina Facebook e quella di Instagram, oltre che sul sito www.emmeilfilm.it,  ove gli appassionati di cinema avranno l’occasione di seguirne le fasi di evoluzione.

Il regista Lorenzo D’Amelio, già musicista, artista e arrangiatore, negli ultimi anni ha deciso di dedicarsi compiutamente alla sua grande passione per il cinema, coltivata sin da ragazzo. Il suo film “L'EVENTO", realizzato dopo la produzione di diversi cortrometraggi, ha partecipato, prima dell’uscita nelle sale cinematografiche,  all’Ischia Film Festival del 2015, ottenendo il plauso del Maestro Ugo Gregoretti: “Sono incappato – disse quest’ultimo -  con sorpresa in un bel film, non una delle tipiche e convenzionali storie di camorra,  ma piuttosto un romanzone popolare napoletano del tardo Ottocento, pieno di sotto-storie e di colpi di scena, che fa pensare ai “Misteri di Napoli” di  Francesco Mastriani, con la fertilità narrativa delle sue pagine, i suoi ritmi e anche gli eccessi…”.



MOSTRE - "Shen 0.2", oggi l'apertura, alle 18, alla Rocca dei Rettori


BENEVENTO - Lunedì, 11 dicembre, dalle ore 18, presso la Rocca dei Rettori, a Benevento, si svolgerà l’apertura di Shen 0.2, mostra collettiva di Illen Aria, Giammarco Biele, Errico Baldini, Vito Chianca, Sara Cancellieri, Daniela Conte, Vincenzo D'Argenio, Flaviano Esposito, Roberta Feoli, Graziana Greta Zampetti. Shen è un progetto a cura di Mario Francesco Simeone, tratto da un racconto collettivo realizzato in collaborazione con Luigi De Cicco, Carmine Ranaldo, Gabriele Toralbo e Gianluca Ucci.
S.H.E.N. è una multinazionale che gestisce e coordina enormi flussi economici e di informazioni la cui potenza è minacciata dalla creazione di un logo che, immesso nel mercato, porterebbe a effetti imprevedibili. Quando il suo Servizio di Hacking e Spionaggio intercetta alcune trasmissioni criptate, si avvia un programma di ricerca capillare, per trovare l’organizzazione anonima che sta lavorando alla creazione del logo, una minuscola cellula dispersa nella corrente del web. La storia è raccontata esclusivamente attraverso le fonti rintracciate dal Servizio di Hacking, comprendendo brani di chat reperiti sui social network e sui servizi di messaggistica, recensioni e prenotazioni sui portali di booking, fatture e ordini dai siti di e-commerce, gallerie fotografiche e video caricati su diverse piattaforme di condivisione. Qualunque elemento reperito sulla rete può dare forma alla struttura narrativa, contribuendo allo sviluppo della trama e della ricerca. 
Le opere in mostra ibridano pittura, disegno e scultura con i nuovi linguaggi virtuali, scandendo i temi e i nuclei narrativi della storia di Shen, disgregati e disseminati assecondando il flusso di informazioni generato nel contesto della realtà del web e dei mass media. 
"Shen 神" è una parola chiave nella cultura cinese, riferita agli ambiti della medicina e della filosofia. Sottoposto nel corso del tempo a diversi cambiamenti grafici, l’ideogramma 神 è attualmente composto da una parte fonetica shēn (甲, spiegare) e dal radicale shì (示, mostrare, indicare), con le due linee orizzontali che rappresentano il cielo e le tre verticali ciò che ne discende. Con tutte le riserve e le incertezze del caso, il termine si può tradurre con “spirito” e indica la radice della forza vitale, che risiede nel cuore e si dirama a tutti gli altri organi. Nei testi medici il significato assume sfumature diverse in base al contesto e alcune volte è riferito allo Yin e lo Yang, oppure, ancora, si allude all’illuminazione e all’intelligenza, con il concetto di Shenming.

La mostra alla Rocca dei Rettori è il secondo capitolo.

08/12/17

TEATRO - "Nando Varriale show" chiude "GioVediamoci"


di Emilio Spiniello

"Un Comico In Famiglia": Nando Varriale chiude "GioVediamoci"
Almeno per l’anno corrente si è chiusa la rassegna comica “Giovediamoci” per la direzione artistica di Giovanni Perfetto, svoltasi in quattro diversi appuntamenti al Nuovo Magnifico Visbaal Teatro di Benevento. L’ospite della serata è stato il cabarettista napoletano Nando Varriale con "Un Comico In Famiglia".
Con aria da capofamiglia d’esperienza, si è percepita fin da subito la sua “saggezza” di comico navigato, vincitore del Premio Charlot nel 1994. La tipica famiglia del “Mulino Bianco”, insomma quella moderna, messa alla berlina al centro del suo monologo, caratterizzato da un fare garbato nel proporre le battute al folto pubblico. Il ruolo del marito tra le mura di casa, fa quasi pena e pietà secondo Varriale.
Contenuti senza volgarità, ma densi di attualità viscerale. Con il suo accurato linguaggio ha ripercorso un passato nostalgico, rivedendo nelle abitudini e negli stili di vita generazioni opposte e molto diverse. Le contraddizioni ed i paradossi contemporanei fanno da cornice ad uno show brillante. “Oggi è tutto diverso”, la frase ricorrente dell’artista.
Chiusura con diverse freddure lette ed un semplice giornale cartaceo, spunto per notizie assurde e davvero comiche. Il direttore artistico Perfetto ha dato appuntamento al prossimo gennaio per continuare con una scommessa sicuramente vinta, quella di portare il cabaret in città donando buonumore.


07/12/17

L'EVENTO - "ArTelesia" promuove la Festa del Cinema a Benevento: Pino Strabioli intervista Sandra Milo


BENEVENTO - Il prossimo 16 Dicembre 2017 alle ore 20.30 presso il Teatro De Simone di Benevento avrà luogo la “Festa del Cinema di Benevento”, un evento promosso dal Social Film Festival ArTelesia e dedicato alla celebrazione del Cinema italiano.
I protagonisti della serata saranno Pino Strabioli – regista teatrale, attore e conduttore televisivo – e Sandra Milo – diva del grande schermo degli anni ’60 e musa felliniana per eccellenza.
Dopo i saluti di rito e la presentazione dei lavori del Social Film Festival, si proietterà il film documentario “Salvatrice – Sandra Milo si racconta“, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma lo scorso 04 Novembre.
60 minuti intensi, nei quali Sandra Milo apre il baule dei suoi ricordi tirando fuori foto, lettere e ritagli di giornale che parlano di amori, successi e scandali.
Al termine della proiezione andrà in scena un’intervista spettacolo a Sandra Milo tratta dalla pièce teatrale “Caro Federico“.
L’idea dell’intervista-spettacolo nasce da un libro scritto dall’attrice ed edito nel 1982 dal titolo “Caro Federico” in cui racconta la storia d’amore con il Maestro.
Su idea dell’amico ed attore Pino Strabioli – con lei in scena nel doppio ruolo di intervistatore e di voce di Fellini – si è tradotto in forma di spettacolo.
La Festa del Cinema di Benevento proseguirà con la consegna del premio alla carriera a Sandra Milo.

L'INTERVISTA - Peppe Fonzo ed il "Magnifico Visbaal": cuore antico ed entusiasmo rinnovato, fra rassegna teatrale, laboratori scenici, danza orientale e corsi di yoga

di Maria Ricca

BENEVENTO - Una splendida realtà finalmente ritrovata. E' quella del "Magnifico Visbaal", che in queste sere di fine autunno, inizio inverno, ha ripreso contatto con il proprio pubblico beneventano (legame pur conservato con altre modalità, in questi ultimi due anni, nonostante lo stop forzato), dopo  aver perso la sede di via Ponticelli, attrezzeria e strumenti di lavoro in generale, a causa dell'alluvione dell'ottobre 2015. Nella sede di via Fimbro al Triggio ogni volta c'è il tutto esaurito, per le proposte in cartellone di "Magnifico Teatro", che quest'anno si arricchiscono di cabaret, con la scelta di "GIOvediamoci", la rassegna nella rassegna, curata dall'attore Giovanni Perfetto. Questa sera in programma l'ultimo appuntamento con l'ironia e, per l'occasione, con Nando Varriale. "Magnifico Teatro", invece, torna il 15 e 16 dicembre prossimo, con "Chiromantica", di Teatro Civico 14. 
Ne parliamo con Peppe Fonzo, direttore artistico del "Magnifico Visbaal", attore e regista. 
- Cuore antico, ma immagine ed entusiasmo rinnovati. Avete il pienone tutte le volte e siete circondati da affetto ed entusiasmo...
Avete aperto a scelte diverse. Il cabaret piace, incontra il gusto del pubblico...E' forma d'arte diversa e lontana dalla vostra primigenia idea artistica, indubbiamente. L'averla accolta nella rassegna ed aver visto quanto piace equivale ad una rivalutazione di questo genere da parte vostra?
"Cuore antico mi spiazza, ma se intendi  che, in quanto teatranti siamo legati a quel rito arcaico che è “fare” teatro, allora sì, il nostro è un cuore antico. L’entusiasmo è quello di sempre! L’immagine, invece è diversa,  per fortuna  siamo messi decisamente meglio di prima, con la nuova sala possiamo puntare più in alto. 
Ma veniamo al dunque: la rassegna "Magnifico Teatro 2017/18" è molto bella, ricca di proposte, varie, diversificate e di un certo livello, questo il pubblico lo percepisce, dimostrandolo attraverso le presenze.  Riprova che il teatro di un certo tipo fa bene, è piacevole e soprattutto non è un mostro da cui scappare. Esistono mille sfaccettature, noi cerchiamo di essere attenti nelle scelte e fin ora stiamo andando bene. Siamo orgogliosi dell’affetto mostrato, siamo gonfi di gioia per questo nuovo avvio così confortevole. Dopo quello che abbiamo passato poi…
Il discorso del cabaret…  Sinceramente era da tanto che pensavo di esplorare questa strada, io in primis ho desiderio di ridere con gusto! Ho corteggiato per molto tempo Giovanni Perfetto, il fantastico direttore artistico di "Giovediamoci", (nome che “aborro”, ma che oramai è diventano il nostro tormentone).  Giovanni ha portato al "Magnifico" spettacoli degni di applausi e ricchi di vita. Oggi posso dire che, grazie alla sua sensibilità e alla sua passione, ho scoperto  un genere che fino a poco tempo fa snobbavo, per colpa dei miei pregiudizi, che tra l’altro restavano tutti in superficie.  Ho conosciuto invece un mondo fatto di lavoro, umiltà, dedizione. Non siamo diversi."
-Interessante e partecipato l’appuntamento con le letture, curato dalla collega giornalista Elide Apice. E’ stato un’eccezione oppure avrà un seguito, diventerà incontro abituale e sistematico?
"Il gruppo di lettura è itinerante, sceglie luoghi diversi per portare la lettura in giro per questa città ormai assopita. La formula mi piace molto, anche questa è  una realtà  sommersa come tante, fatta di gente che ha passione, sensibile, che ha voglia di stare bene, ma soprattutto divertita. Ho assistito al primo incontro in disparte e devo dire che l’atmosfera era davvero godibile. Elide poi è un portento di donna. Il "Magnifico" è a loro disposizione (come chiunque necessiti di un luogo per portare avanti qualsiasi progetto a noi affine), abbiamo comunque parlato di una serie di incontri che si ripeteranno nel tempo."
- Progetti in corso, anticipazioni?
"Siamo in ballo per un gran bel lavoro da fare prossimamente, che se va in porto ci riempirà di orgoglio.  Poi, dopo due anni di fermo coatto, ritorna in questi giorni il laboratorio teatrale permanente, linfa vitale per il nostro studio… . Attualmente nella nostra sede ha luogo il corso di danza orientale tenuto dalla Maestra Vladia Villani , anche questa una realtà che esiste da dieci anni nel sottobosco della città. Abbiamo anche il corso di yoga tenuto da Alessandro Morante.
 Approfitto per invitare chiunque abbia voglia o desiderio di  confrontarsi innanzitutto con un’esperienza di vita, immediatamente dopo con un percorso artistico e la creazione di un progetto di scena. Inoltre stiamo lavorando sulla riscrittura di “Sorores Animae”, che debutterà a febbraio nella nostra stagione.
Poi credo che dovremo preparare una replica straordinaria di "Fuje Filumena", perché  molte persone che non l’hanno visto vogliono vederlo e c’è anche qualcuno che lo vuole rivedere…." 
- Proposte vostre per la politica culturale in città?
Il nostro  lavoro. La nostra presenza è già una proposta. Se un giorno la politica si accorgerà di noi, ma la vedo difficile, allora saremo lieti di interagire. Condizioni permettendo.


06/12/17

EVENTI - Arisa a Benevento per il Capodanno 2018. Presentate le iniziative di "InCanto" di Natale, in programma dal 7 dicembre al 7 gennaio

BENEVENTO - Sarà Arisa, nome d'arte di Rosalba Pippa, a salutare il nuovo anno, 2018, a Benevento, il prossimo 31 dicembre, nel corso di una serata promossa con Radio Company, presentata da Renato Giordano, sul tema "Wonder Company 2017.  Sono stati presentati, infatti, questa sera, in San Vittorino, gli eventi del cartellone "InCanto di Natale", in programma per un mese in città, dal 7 dicembre al 7 gennaio. 
L'artista, nata a Genova, è cresciuta, però a Pignola, paese d'origine della famiglia a pochi chilometri da Potenza. Vincitrice a Sanremo (che ha anche condotto nel 2015)  fra le Nuove Proposte e i Big, ha ottenuto vari riconoscimenti dal pubblico e dalla critica. 
Domani, intanto, giovedì 7 dicembre, alle ore 16.30, in piazza IV Novembre, un coro di 1000 bambini darà il via alla manifestazione, realizzata in collaborazione con l’EPT.
Al termine del concerto “Mille voci per il Natale”, a cura delle scuole della città, verranno accese le luminarie e il grande Albero tecnologico di piazza IV Novembre, alto circa 20 metri, che si animerà ogni 30 minuti con uno show di luci, fumo e musica di volta in volta diverso. Novità di quest’anno, poi, le spettacolari proiezioni sulla Rocca dei Rettori e sulla facciata del Palazzo del Governo.
A partire dalle ore 17.30, lungo il corso Garibaldi, ci sarà l’arrivo di Babbo Natale con il balletto itinerante della “Modern Dance Academy”, coreografato da Enzo Mercurio, e lo spettacolo di “Antiche Melodie” con il concerto di Zampogne. Alle ore 19, inoltre, si terrà il “Gran Concerto sotto l’Albero”, a cura del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento.
Da segnalare che, a partire da domani e per tutto il periodo natalizio, in piazza Federico Torre ci sarà il Villaggio di Babbo Natale con una enorme sfera luminosa, alta 7 metri, e, sempre per la gioia dei più piccini, ma non solo, le giostre in piazza IV Novembre. In piazza Roma, invece, fino al 26 dicembre, sarà allestito “Il mercatino di Natale”, a cura dell’Associazione di Promozione Turistica del Territorio “Sannitamania”, oltre alla pista di pattinaggio sul ghiaccio, curata dalla “Betelgeuse”, che resterà aperta fino a gennaio. Sempre dal 7 e fino al 22 dicembre, il sabato e la domenica, dalle ore 17.30 alle ore 20.30, in Piazza Dogana, presso il Chiostro della Chiesa di San Francesco, sarà allestito un ulteriore Villaggio di Babbo Natale, a cura della Cooperativa Sociale “Un Passo in Più”. Nella Galleria Bosco Lucarelli, infine, dall’8 dicembre al 7 gennaio, sarà allestito un Mercatino Solidale a km 0, “Sale della Terra”, a cura della Caritas, e tutti i lunedì e venerdì, dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 19, sarà possibile fare la “spesa solidale”, partecipando al progetto
“Aggiungi un posto a tavola”.

Di seguito il programma dettagliato, dall'8 dicembre al 7 gennaio:

04/12/17

L'INCONTRO - Dino Falconio, notaio e scrittore, presenta "La mattonella di Caravaggio", racconto enigmatico, fra storia ed invenzione

di Maria Ricca

BENEVENTO - Metti una storia alla Dan Brown, un mistero di quelli appassionanti, fra enigmi e personaggi storici di grande fascino e suggestione. Metti Napoli sullo sfondo, bella e dannata anch'essa. 
E'  Dino Falconio, notaio e letterato, appassionato d'arte e di scrittura, a cucire sapientemente fra di loro gli ingredienti, ne "La mattonella di Caravaggio", il volume presentato questa sera alla Biblioteca Provinciale di Benevento, nell'ambito della rassegna promossa dall'Accademia di Santa Sofia, diretta da Marcella Parziale, giornalista, interprete lirico ed operatrice culturale. 
Molti gli intervenuti alla presentazione, guidata dal docente e politico Aldo Trione, con letture affidate all'attore Pier Paolo Palma.
L'opera di Falconio, si legge nelle note critiche, "ricostruisce con perizia ed eleganza ed un pizzico di fantasia uno spaccato del soggiorno partenopeo di Caravaggio. Ne emerge una figura di artista geniale immerso negli umori, nei colori e nei suoni di questa Napoli, affascinante allora come ora. Le ombre e le luci che caratterizzano le opere del grande artista sono il riflesso dei chiaroscuro della sua vita e dell’umanità , che anima la città."
Ne parliamo con l'Autore.
- Dino Falconio, notaio e scrittore,  è a suo agio fra gli archivi e documenti storici. Come nasce questa passione per la scrittura?
"Ho ritrovato una serie di documenti del passaggio di Caravaggio a Napoli e da lì ho ricavato una serie di episodi verosimili, non storici, ambientati fra il 1606 e il 1607."
- Dopo Ferrante d'Aragona,  ora questa storia alla Dan Brown, in salsa partenopea. Il pretesto è la mattonella di Caravaggio, innestata, unico pezzo, nel pavimento del Chiostro maiolicato dell'Oratorio dei Girolamini a Napoli. L'anziana Titina, che pulisce tutti i giorni quel tassello, ne conosce mistero ed enigma, segreto di famiglia. Può inaugurare un filone, questo romanzo?
"In effetti l'editore mi chiede proprio di seguire il personaggio di Caravaggio,  con un secondo  ed un terzo romanzo. Ma se individuarne le tracce a Napoli è stato, tutto sommato abbastanza semplice, avendo a disposizione gli archivi e i documenti del suo passaggio, non altrettanto è proseguire nelle ricerche in Sicilia e a Malta, gli altri luoghi dell'artista, Richiede un approfondimento particolare, ma sto comunque facendo ricerche in tal senso. 
- Il personaggio di Caravaggio è affascinante e fertile di spunti ed amava confondersi fra la gente, per raccontarne drammi e felicità. Cosa l'ha affascinata di più?
"Affascinano di Caravaggio il genio e la sregolatezza. Le due componenti romantiche in lui si fondono e danno con lui, maestro e quindi innovatore, l'avvio di una nuova scuola."
- Rivive nel libro anche la Napoli del primo Seicento. Che punti di contatto si ritrovano con la Napoli di oggi, tra cultura alta e Gomorra?
"Dualismo e contraddizioni sono le cifre caratteristiche di Napoli. Prestigio culturale ed abiezioni criminali, sfarzo di corte e manto plebeo sono gli elementi significativi del cuore della città.
Se "Gomorra" faccia male a Napoli e al Sud in generale? Certo qui il discorso si fa complesso, perché tacere l'esistenza di efferati crimini è un male, come lo è, altresì, identificare Sud con camorra e mafia. Ciò che manca in queste narrazioni è la presenza di un personaggio positivo, che ridia ottimismo e speranza." 
- Il prossimo lavoro, a parte la trilogia su Caravaggio?
"L'antologia di scrittori napoletani, diretta da Maurizio de Giovanni, sui "Diversamente amici", diretta da Maurizio de Giovanni, e presentata nei giorni scorsi al Pan di Napoli. Un'esperienza significativa ed interessante- 

03/12/17

TEATRO - "Magicomico" chiude la stagione del Cilindro Nero, tra incantesimi e cabaret

di Emilio Spiniello

S. GIORGIO DEL SANNIO - Lo spettacolo  “Magicomico” , in sostituzione della   compagnia del Teatro Kopò di Roma, è stato  l’ultimo appuntamento della III° Stagione Teatrale Cilindro,  diretta da Angelo Sateriale.
Grazie alla collaborazione del comico beneventano Giovanni Perfetto, si è riusciti a dar vita a un pomeriggio brillante e leggero.
In una prima parte Giuseppe Esposito alias Mago Pepe ha intrattenuto, divertendo ed interagendo con il pubblico.
Il mago cabarettista campano ha messo in scena  diversi giochi di prestigio.
Sono spuntati dal nulla un coniglio ed una tortora; e ancora le carte magiche, improvvisando riuscite gag con i presenti.
A seguire è toccato all’elegante comico Stefano Russo con le più note canzoni classiche napoletane, offrendo poi un monologo incentrato sui ritmi di vita di una coppia media  ed una quotidianità in cui ognuno si è rispecchiato tra grandi e piccole divergenze ed abitudini comuni.
Un buon riscontro ha avuto anche quest’anno la stagione tetrale con i suoi quattro appuntamenti  e si spera di potenziare maggiormente la rassegna, proponendo magari anche repliche degli spettacoli.
C’è la volontà di tenere la quarta edizione, che dovrebbe partire nei mesi primaverili del 2018.
La Stagione Teatrale Cilindro Nero è stata organizzata dall’Associazione Cicolocchio,  con la collaborazione di UnipolSai Subagenzia, guidata da Gianluca Boniello e con il patrocinio del Comune di San Giorgio del Sannio.

Un doveroso ringraziamento, da parte degli organizzatori, agli sponsor e al pubblico abbonato e non.

TEATRO - "Aspettando Medea", Nadia Baldi e la rilettura ironico-grottesca del dramma euripideo


di Emilio Spiniello

BENEVENTO - “Aspettando Medea”, con Franca Abategiovanni e Antonella Ippolito, è stato molto apprezzato durante la due giorni al Magnifico Visbaal del rione Triggio di Benevento. Due attrici impegnate in una sala nelle prove di uno spettacolo incentrato sulla figura tragica di Medea ed il suo dolore familiare. Il comico che interagisce con il dramma in scena, nel mentre le protagoniste, Franca ed Antonella, ci tengono affinchè ne possa uscire un buon lavoro. Un testo esilarante, dove entrambe escono ed entrano continuamente dai loro personaggi.

Antonella è quella bacchettona e perfettina, che non perde occasione per correggere il vistoso accento napoletano della collega. Simpatici i confronti tra le due, alle prese con un testo classico di difficile attuazione e con timori e preoccupazioni normali di chi fa tale mestiere. La regista Nadia Baldi sperimenta con ironia un tema cosi forte, avvicinando il pubblico alla nota opera di Euripide. Entrambe si sforzano nel rendere al meglio le caratteristica di quella donna, diabolicamente violenta e sanguinaria. Quel copione che hanno in mano lo analizzano, lo interpretano immergendosi in pieno in quel limite fra tragedia e comicità. Un appuntamento al femminile dove si fa uso del corpo, delle sue movenze e di una grossa espressività. Non mancano le antipatie o simpatie per la regista ed i suoi collaboratori. I battibecchi tra le due attrici rapiscono i presenti. Un esperimento riuscito per una resa davvero brillante. Il 15 e 16 dicembre prossimi spazio a “Chiromantica ode telefonica agli abbandonati amori”, diretto e interpretato da Roberto Solofria e Sergio Del Prete, con testi di Enzo Moscato, Giuseppe Patroni Griffi, Annibale Ruccello e Francesco Silvestri. Invece il cabaret terminerà il 7 dicembre prossimo con Nando Varriale.

02/12/17

L'INCONTRO - "Minchia di mare" di Arturo Belluardo, moderno romanzo di formazione, attraverso la storia di un'epoca e di una comunità

Presentato alla Rocca dei Rettori dalla giornalista Elide Apice e dalla scrittrice Tulla Bartolini 

di Maria Ricca


BENEVENTO - Si scrive "Minchia di mare", si legge "percorso esistenziale", "parabola di vita", "romanzo di formazione".  È la storia del giovane ed ingenuo Davide Buscemi, narrata nel volume, edito da Elliot, di Arturo Belluardo. Siracusano d'origine, romano d'adozione,  bancario innamorato della sua terra e delle sue peculiarità, l'Autore rilegge, attraverso gli occhi di un ragazzino che si fa uomo, il significativo decennio degli anni Settanta, vissuto attraverso la prospettiva siciliana, nell'isola in cui l'eco degli eventi drammatici degli anni di piombo arrivava in qualche modo attutita dal filtro del tragico binomio mafia-politica, cosí familiare alla  comunità siciliana. 
Il volume è stato presentato questa sera, nella sala dell'Acquedotto alla Rocca dei Rettori, che accoglierà fino a domani, 3 dicembre, la suggestiva esposizione di tele "Woman", di Mariella Perifano, molto apprezzata dal pubblico. 

L'introduzione della giornalista Elide Apice ha messo in risalto, fra l'altro, la capacità  dell'Autore di raccontare, fra leggerezza ed intensità,  le suggestioni dell'immaginario collettivo di quegli anni e il diverso ruolo genitoriale vissuto nella famiglia del protagonista, con un padre autoritario ed una madre fragile e sognatrice, che ama Pasolini. Ventuno capitoli, ha ricordato la Apice, che si leggono tutti d'un fiato e che potrebbero essere altrettante scene di un film.
Per la scrittrice Tullia Bartolini, nel romanzo son portati alla luce i due archetipi presenti in tutti gli individui, il padre, qui castrante,  e la madre, debole, alla quale il marito non consente l'autodeterminazione. Inutile dire che per crescere occorrerà metaforicamente uccidere il genitore più forte. 
L'elemento della sicilianità, poi, con la lettura disincantata della realtà, che è tipica degli scrittori di quella terra è l'altro elemento sottolineato dalla Bartolini, insieme con la particolarità della scrittura e della lingua in sé, estremamente musicale e significativa nella sua espressività. 
Infine l'intervento dell'Autore, che ha letto le pagine ironiche dedicate alla vita di relazione del suo personaggio, in particolare con la figura tipica dell'amico perdigiorno, ma sicuro di sé in tutto e soprattutto nei rapporti con l'altra metà del cielo. 
Si è chiuso, sottolineando il ruolo della scrittura, che non si impara nelle scuole, come ha ricordato l'Autore, ma che è dote innata, eppure si può esercitare, e serve a calarsi dentro di sé, ha funzione psicoanalitica e comunque si può modellare a proprio piacimento, per esprimere ciò che si vuole. E' la potenza e la bellezza della parola. 

TEATRO - Claudia Cardinale ed Ottavia Fusco, "La strana coppia" serenamente insieme, nel ricordo di Pasquale Squitieri


di Emilio Spiniello

BENEVENTO - Al teatro Massimo continua la rassegna “Palcoscenico Duemila”.
Claudia Cardinale ed Ottavia Fusco sono state le protagoniste dello spettacolo “La strana coppia”, per la regia di Antonio Mastellone, in una cornice di pubblico non foltissima.
Una versione speciale e tutta al femminile dell’omonima commedia di Neil Simon. Si prende spunto dalla realtà, visto che entrambe le attrici sono state realmente legate sentimentalmente al defunto regista Pasquale Squitieri.
Vera, Michi e Silvia spesso vanno a trovare la loro amica Olivia, oramai rimasta sola dopo che il marito l’ha lasciata.
La stessa sorte toccata ad un’altra amica, Fiorenza, anch’ella alle prese con i postumi della separazione coniugale. Quest’ultima ha preso davvero male la fine della sua storia d’amore con Sidney, trovando sollievo soltanto tra le amiche del cuore.
Tanti sono gli incontri comuni, le chiacchierate, i progetti di vita, le giocate a poker e le frasi sarcastiche.
Due donne amiche, molto diverse caratterialmente, decidono di “sorprendersi” a vicenda. Decidono, infatti,  di iniziare a convivere assieme. Si scopriranno ancor meglio con  le proprie diversità e le opposte posizioni, arrivando spesso allo scontro.
È un ritrovarsi nel “lutto”, la stessa sorte che le ha unite inaspettatamente. Nulla, neanche dei giovani aitanti, potranno risollevare il morale della disperata 80enne Claudia Cardinale.
Altri interpreti: Patrizia Spinosi, Lello Giulivo, Cinzia Cordella, Nicola d’Ortona ed Angela Russo.

Prossimo appuntamento è con la tradizione eduardiana;  in scena “Filumena Marturano” con Mariangela D’Abbraccio e Geppy Gleijeses il 24 gennaio del prossimo anno.

01/12/17

TEATRO - "Valani", fra antico (e moderno!) sfruttamento minorile. La Solot del trentennale punta l' "Obiettivo T" sui problemi sociali

di Emilio Spiniello

BENEVENTO - Strapieno il Mulino Pacifico di Benevento per il ritorno, in grande stile, della rassegna “Obiettivo T”, curata dalla Solot - Compagnia Stabile di Benevento. Una serie di appuntamenti per festeggiare i 30 anni di attività con alcuni degli spettacoli più amati della compagnia teatrale beneventana. Per l’esordio spazio allo spettacolo “Valani” in una nuova chiave. Un argomento certamente non felicissimo per un “compleanno”, però pur sempre insito nella storia della nostra città. Prendendo spunto dal volume di Elisabetta Landi “Il mercato dei valani a Benevento”, si racconta lo schiavismo dei bambini nella nostra città e nel Sud Italia, tra gli anni 1940/1960. Le precari condizioni economiche, in pieno periodo bellico (seconda guerra mondiale), costringono molte famiglie ad usare i propri figli come merce di scambio (grano o soldi) per poter vivere.
In scena gli attori Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia, accompagnati alla fisarmonica da Saverio Coletta, il quale ha eseguito le musiche della band sannita “Sancto Ianne”. Una realtà non lontanissima dai giorni nostri, fatta di sfruttamento e schiavitù. Nel giorno dell’Assunta, ogni 15 agosto, in piazza Duomo, ogni acquirente poteva scegliersi il proprio piccolo schiavo, sfruttato per un anno di lavoro nei lavori dei campi o come pastore, bifolco, stalliere. Avveniva quindi, dinanzi a tutti e soprattutto ai poveri familiari addolorati, la “verifica” dell’idoneità fisica dei piccoli , privati di una vera infanzia.
Un padre capofamiglia venuto meno in modo brutale ed una madre sola e povera con uno dei figli malati da accudire. Ed ecco quindi la soluzione. Un bimbo divenuto “valano”, con i sogni ed i primi amori bruscamente interrotti. I compratori li trattavano malissimo nelle loro masserie e sovente li umiliavano.
Loro, quei piccoli che si sentivano oramai “uomini”, perché con le loro sofferenze davano un po’ di sollievo economico ai propri cari, ne pativano tante ed erano pronti, dopo 12 mesi, a cambiare padrone.
Una storia che si porta dietro tanta vergogna, perché il mercato dei “Ualani” o “Gualani” ha segnato in negativo queste vite in vendita. A fine spettacolo un buon bicchiere di vino, con assaggio di diversi formaggi.
Prossimo appuntamento il 21 dicembre con il divertente “Pecorari”.


29/11/17

L'INTERVISTA - Michelangelo Fetto e trent'anni di Solot: teatro colto, fra impegno sociale ed intelligente ironia

di Maria Ricca

Il 30 novembre, al Mulino Pacifico, "Obiettivo T" riparte dai "Valani" (new version)


BENEVENTO - Riparte dai “Valani” (“new version”, però) la stagione “Obiettivo T” della Solot, compagnia che compie trent’anni e li celebra con le produzioni più interessanti delle sue stagioni.
Al Mulino Pacifico di via Appio Claudio, da domani, 30 novembre, andranno in scena alcuni degli spettacoli che hanno segnato le tappe salienti della storia della Compagnia. 
Protagonisti del primo appuntamento, racconto fra parole e musica, i minori del nostro entroterra, bambini fra il 1940 e il 1960, a cui l’infanzia fu negata, perché assoldati come pastori, bifolchi, stallieri e piegati a compiere qualsiasi tipo di incarico, con il consenso della famiglia, per pochi quintali di grano e poco denaro,  in cambio di un anno di lavoro.
Una pratica vergognosa, che tuttavia sparì solo all’inizio degli anni Sessanta, con l’esodo migratorio verso le città del Nord ormai industriali ed il processo di meccanizzazione del mondo agricolo.
Ne parliamo con Michelangelo Fetto, regista, autore, attore.
- Chi sono oggi i moderni “Valani”? E cosa possiamo fare per evitare il reiterarsi di situazioni di sfruttamento ed ingiustizia come quella?
“Valani”, rispetto alla rappresentazione di qualche anno fa, è un altro spettacolo ...In scena io, Antonio Intorcia e Saverio Coletta, con le musiche dei “Sanctoianne”. Il problema è sempre quello però ...Il lavoro ed il mercato che se ne fa sulle spalle dei disperati, che sono sempre più disperati, anche se non sono solo di un colore solo, come negli anni 50 .
-Ritorna, dunque,  “Obiettivo T”, giunto alla ventiseiesima edizione. Dopo un inizio “brillante”, forse anche, in qualche modo, in risposta alle stagioni paludate di una volta, la rassegna ha volutamente perso nel corso degli anni un po’ il tono scanzonato, per concentrarsi sulle rievocazioni storico-sociali.
Da “Memoria” a “La partigiana”, fino ai “Valani”, che apre appunto la stagione del trentennale della Solot, vi è alla base della rassegna e delle vostre scelte una nuova, del tutto diversa, filosofia…
“Ci siamo fatti un regalo di compleanno! Scherzi a parte : abbiamo rimesso mano ad alcuni spettacoli per noi molto significativi, che hanno scandito i tempi e la crescita umana, culturale e scenica del nostro gruppo. Tu mi domandi dell'inizio brillante della rassegna .... E dunque mi chiedi di fare uno sforzo di memoria equivalente ad un quarto di secolo .... Tuttavia ti rispondo che aver dato spazio, nel corso di questi anni, ad autori come Chiti, Manfridi, Bertolucci ( me ne sfugge sicuro qualcun altro) o Pino Carbone, non ha "settorializzato" la nostra rassegna alla sola proposizione, come dici tu, “brillante”.
Le nostre scelte sono sempre state orientate da un altro criterio: la qualità, al di là del genere. Aggiungo sommessamente che il teatro deve essere politico, non nel senso di schieramento, ma in quello più lato di servizio alla POLIS ... Quando parlo dei valani o dei bombardamenti del '43 credo di dare un contributo alla conoscenza della nostra storia che per esempio non è contemplata nei programmi scolastici, per cui per i nostri ragazzi resterebbe un mistero. D'altra parte, per tornare ai generi, la Solot ha sempre fatto un percorso legato all'umorismo, nel senso di studio del meccanismo comico. La nostra lettura di "Mandragola", a detta di molti spettatori, è esilarante. Lo stesso ti dirò di “Pecorari” e “Marcolfa”, presenti in cartellone ...Certo non facciamo cabaret, e non mi riferisco a quello espressionista tedesco o a Petrolini ( magari!), ma a quella roba televisiva fatta da gente con un repertorio di barzellettine che a me non interessa per niente ( e sono buono!). Per me i comici sono Antonio Rezza o la “buonanima” di Daniele Luttazzi...Tutto il resto è noia.”
- “Mi faccia ridere”, alla scoperta di nuovi talenti, ebbe la sua stagione fortunata in “Obiettivo T”. Sembrava comunque uno spunto interessante, poi scomparve … Non c’è dunque nulla da salvare in quella esperienza?
“Mi faccia ridere”? Ti rispondo con un paragone calcistico. Perchè l'Italia non si è qualificata per i Mondiali? Perché i poveri non giocano più a pallone. Il calcio è monopolizzato dalle scuole calcio, dove per giocare devi pagare 1000 euro all'anno. Stessa cosa per i comici che per fare le serate nei bar, nei teatrini, o in tv, anche nei programmi più orribili devono seguire obbligatoriamente dei corsi/laboratori tenuti dalle varie agenzie che producono pure quei programmi che sfornano personaggi a go go, e durano il tempo di una stagione ...Insomma polli da batteria tutti uguali. L'unica cosa che salverei di quell'esperienza sono i pomodori ...che gli lancerei prima di farli esibire!”
 - Teatro tradizionale versus teatro di ricerca. Come si risolve il dissidio fra qualità delle scelte e necessità (se c’è!)di venire a patti con opzioni più condivisibili da una platea allargata?
“Per me il teatro di tradizione vs il teatro di ricerca è una contrapposizione che fa sorridere. Era desueta negli anni ‘80, figuriamoci oggi. Che cos'è la ricerca? Qualcosa che ha a che fare con lo studio? E allora sono uno che fa ricerca, che sperimenta nuovi linguaggi. E’ recente il nostro incontro con Vacis, con il quale abbiamo lavorato per mesi alla sperimentazione di forme di narrazione, che ponessero al centro della questione, anzi superassero, la naturale postura attore- spettatore. Ma ...Divento troppo pesante ...Vorrei essere più brillante!
Resta l’esigenza di dire qualcosa quando facciamo gli spettacoli, quando facciamo i laboratori, quando andiamo nelle scuole o le scuole vengono da noi ..e di farlo, preparandoci al meglio e con tutta la professionalità di cui siamo capaci.
Vi aspettiamo a teatro dove vedrete anche una nostra nuova produzione, a Gennaio, oltre alla nuova versione di nostri spettacoli e tanti eventi a sorpresa teatrali, musicali e cinematografici, che annunceremo là per là .... Per una stagione "aperta" più che mai alle novità.”

26/11/17

TEATRO - Sal Da Vinci, appassionato "Italiano di Napoli" apre Palcoscenico Duemila


di Emilio Spiniello

BENEVENTO - Sal Da Vinci con lo spettacolo “Italiano di Napoli” ha ridato anima ad una Napoli tanto maltrattata negli ultimi anni. Spesso il capoluogo campano viene visto come esempio negativo, soprattutto nelle altre zone d’Italia. Ed è qui che emerge il rapporto reciproco vivo, perché “l’Italia senza Napoli non è niente”. Ad aprire la rassegna “Palcoscenico Duemila” la commedia musicale, con la regia di Alessandro Siani, che ci ha portato ad una riflessione in musica. Menzione speciale per gli ottimi acrobati e ballerini, affiancati da una scenografia dirompente e tecnologica ed un'orchestra dal vivo composta da 6 elementi. Sal Da Vinci ha affascinato con il suo repertorio musicale, dalle canzoni classiche del repertorio napoletano, senza tralasciare le ultime uscite e gli omaggi a Battisti, Ranieri e Renato Zero. Con quest’ultimo ha collaborato nell’ultimo album “Non si fanno prigionieri”.
Gli ‘stacchi’ comici sono stati sostenuti dalla nota bravura di Davide Marotta (l’anima di Napoli), Ernesto Lama e Lorena Cacciatore(l’Italia, vestita col tricolore). Gli ingredienti per un viaggio suggestivo c’erano tutti, in questo spazio astratto che raffigurava una vecchia fabbrica dei sogni, ormai dismessa. Presi dalle difficoltà e dalla tecnologia ossessiva tutti noi abbiamo perso la bellezza, per questo il cantautore partenopeo ci richiama al senso di appartenenza con tanta passione.
Nulla è perduto, fino a quando la fabbrica riparte sulle note “ ’A città ‘e Pullecenella”, per tornare a sognare lo splendore. Il primo dicembre spazio a Claudia Cardinale ed Ottavia Fusco in “La Strana Coppia”.


25/11/17

L'INTERVISTA - “Cervello, cuore, coraggio” al Mulino dei Piccoli, per appassionare al teatro, unendo svago e creatività

Parla Assunta Maria Berruti, della Solot

di Maria Ricca

BENEVENTO - “Cervello, cuore, coraggio, episodio 1". E’ il titolo dello spettacolo, ispirato alle vicende del Mago di Oz,  che oggi e domani, nel tardo pomeriggio, ore 18, darà appuntamento al “Mulino dei Piccoli” a tutte le famiglie che vorranno partecipare all’iniziativa artistica della Solot Compagnia Stabile di Benevento, partita con entusiasmo, per coinvolgere i bimbi della città in una proposta culturale ed artistica, che unisse la creatività allo svago.
Ma sono anche le doti messe in campo, ormai da tre anni, da Carlotta Boccaccino e Assunta Maria Berruti, le  attrici  divenute ormai un vero punto di riferimento per i loro piccoli spettatori, forti di un bel successo personale, frutto di sacrificio e tanto impegno.
Insieme "affrontano" il pubblico dei bambini, quello più esigente.
Ne parliamo con Assunta Maria Berruti.

-Anche quest'anno un bel successo di pubblico per la vostra rassegna...
 “Il Mulino dei Piccoli è alla sua III edizione. La prima intervista ce l’hai fatta proprio tu 3 anni fa... siamo al terzo spettacolo e stiamo avendo un buon seguito di pubblico. Abbiamo ormai i nostri fruitori fedeli, ma stiamo notando, soprattutto quest’anno, che di settimana in settimana c’è sempre gente nuova che magari non ci conosceva ancora o che non era mai venuta al Mulino, e questo non può che renderci felici e insistere e resistere ad andare avanti. C’è ancora tanta gente che non ci conosce, lavoriamo molto sulla comunicazione e ci affidiamo al passaparola e devo dire che oggi, dopo 3 anni iniziamo a raccogliere i primi frutti. É dura, durissima ma non molliamo.”
 - Come scegliete i testi da proporre?
“L’idea delle fiabe che vogliamo portare in scena la decidiamo inizialmente insieme, a seconda di quello che ci ispira, di ciò che potrebbe piacere ai nostri bambini e anche di ciò che stuzzica la nostra fantasia, poi stabiliti temi e fiabe passa tutto nelle mani di Carlotta Boccaccino, autrice dei testi. Li riscrive completamente daccapo.”
-Come si fa ad appassionare i bambini di oggi, sedotti soprattutto dalla tv e dai cartoni animati? Il segreto?
“La risposta è: inizialmente incuriosire e poi far appassionare i bambini ma anche e soprattutto i genitori; il messaggio è rivolto a loro. I nostri spettacoli, come ben sai, sono tutti interattivi e dall’anno scorso, visto che aumenta sempre di più il numero degli adulti che segue con piacere i nostri spettacoli, abbiamo deciso di interagire anche con loro e devo dire che giocano volentieri con noi. E poi, secondo me il segreto per far appassionare il pubblico è semplicemente divertirsi sul palco e noi ci divertiamo molto. Amiamo quello che facciamo, in questa rassegna c’è tutto il nostro lavoro, il nostro tempo, la nostra fatica e questo i bambini lo notano e ci ripagano divertendosi con noi. Poi, dopo lo spettacolo, c’è sempre un’attività manuale diversa che cerchiamo di contestualizzare allo spettacolo stesso, e “staccarli” dalle attività manuali è sempre molto difficile, non smetterebbero mai E vederli così sereni è tanto bello.”
- In giorni di infanzia negata e maltrattata, come si può intervenire perché si prenda coscienza del valore dell'ascolto delle esigenze dei bambini. Da dove occorre ripartire?
“In un momento del genere, in cui si sentono tante, troppe notizie di bambini maltrattati negli asili o tra le mura delle loro case, ti senti impotente davanti a tanta violenza. E provi solo tanta rabbia. Io non so da dove si possa ripartire, posso dirti che i bambini vanno ascoltati. A volte, dopo gli spettacoli vogliono parlare con noi, ci fanno domande o affermazioni talmente intelligenti che ci spiazzano. Sono attenti, sono sensibili, sono bambini... nel nostro piccolo il messaggio che vogliamo dare è che il Mulino Pacifico è un ambiente semplice e familiare, e il teatro è un gioco sano, ma fatto di regole precise. Ecco perché la figura del genitore durante gli spettacoli è importante. Ci teniamo molto che loro siano presenti, perché diventa un momento intimo, di gioia, di condivisione con il proprio figlio e se i genitori a fine pomeriggio ci ringraziano, vuol dire che piano piano stiamo riuscendo nel nostro intento. Il Mulino non è un parcheggio dove si mollano i figli, è e deve essere un contenitore di attività per le famiglie, (non a caso a breve ripartiranno anche gli incontri sulla genitorialitá e l’anno scorso abbiamo avuto confronti molto belli e delicati tra genitori e figli) E piano piano lo stiamo facendo comprendere a tante famiglie nuove. Ecco, forse si dovrebbe ripartire dalla famiglia e osservare e ascoltare un figlio e tutto questo cerchiamo di offrirlo e farlo comprendere quotidianamente. Ma ripeto, è molto difficile.”
- Quali sviluppi intravedete per la vostra rassegna, cosa cambiereste?
“Per ora non cambieremmo nulla; abbiamo solo il desiderio di riuscire a coinvolgere sempre più bambini e famiglie nelle nostre tante attività che aiutano la crescita e stimolano il dialogo e la fantasia.

Eh si, ci vuole cervello, cuore, coraggio e aggiungo anche serietà e perseveranza e noi cercheremo di crescere giorno per giorno aggiungendo un tassello alla volta in questo progetto in cui fortemente crediamo.”