PALCOSCENICO IN CAMPANIA.it



INFO@PALCOSCENICOINCAMPANIA.IT

a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

05/12/19

CITTADINANZA E COSTITUZIONE – Il ruolo sociale della nuova nobiltà: Beatrice di Borbone, principessa contemporanea, incontra gli studenti del Liceo”Urbani”.

di Maria Ricca

E’ dal confronto che nascono nuovi stimoli all’apprendimento. Quando la Storia si fa viva e vitale,  attraverso gli ultimi testimoni di un’epoca che accettano di incontrare giovanissimi allievi, allora più produttivo diviene il compito  della Scuola, che si apre così all’esperienza concreta della vita reale, “trasferendo” la propria didattica dalle aule al territorio e rendendo i propri alunni sempre più consapevoli.
Nell’ottica del percorso di Cittadinanza e Costituzione, parte fondamentale dei contenuti richiesti all’Esame di Stato, si iscrive, così,  l’incontro degli studenti delle classi quarte e quinte del Liceo Statale “Carlo Urbani” di San Giorgio a Cremano, retto dalla dirigente Mariarosaria De Luca,  con  la principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie, altezza reale.  
Accolta dal Sindaco Zinno, dall’assessore alla Cultura Pietro De Martino, dal presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Giordano, dalla prof.ssa Loredana Di Franco, docente referente di Cittadinanza e Costituzione e PCTO, per il Liceo "Urbani", la principessa non si è sottratta al serrato fuoco di fila di domande  rivolte a lei dai liceali, in  italiano ed in francese, sua lingua madre. 
Così, dopo l’intervento dell’avvocato Costantino D’Aulisio Garigliota, che ha introdotto in termini storico-giuridici il percorso della casata dei Borbone, e la proiezione di un filmato sull’impegno di Carlo, erede maschio della dinastia, Beatrice ha ribadito come il proprio ruolo, oggi, sia soprattutto quello di una donna moderna che lavora, impegnata in progetti volti alla valorizzazione delle eccellenze del Sud della Penisola italiana, in particolare quelle attive nell’artigianato.
Un nuovo modo, quindi,  di intendere il ruolo della nobiltà, che utilizza nome e privilegi non per farsene un vanto, quanto piuttosto per metterli al servizio della collettività, attraverso la promozione di opere benefiche.
E se all’ Unione Europea la principessa, come ha dichiarato, chiederebbe sicuramente maggiore attenzione per l’Italia ed in particolare per il Sud, dalla politica, in senso ideologico,  i Borbone di oggi preferiscono restare fuori, preferendo alle connotazioni classiche destra-sinistra, conservatori-progressisti, un impegno che si direbbe “bipartisan”,  al fianco di chi ha bisogno di aiuto.
La principessa Beatrice è, infatti,  da sempre impegnata in molteplici attività di beneficenza, cultura e volontariato, è dedita al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, è stata nominata Gran Cancelliere,  Presidente del Real Consiglio Araldico Magistrale e infine  Gran Prefetto dell'Ordine.
E’ spesso all’estero, ma, ha detto,  vorrebbe tornare “a casa”. Ama Napoli ed abiterebbe volentieri al centro storico, cuore pulsante della città, per la quale ha dichiarato di volersi impegnare a fondo, promuovendone l’immagine.

Applausi dei presenti, infine, conquistati da una persona che  ha scelto di vivere il proprio ruolo non in maniera imbalsamata, ma attiva e propositiva nel segno della produttività e dell’attenzione al sociale. 

16/11/19

PREMIO NAPOLI - I finalisti Maria Pace Ottieri, Giulio Cavalli e Andrea Pomella incontrano il pubblico di lettori e giudici all'Arcimovie

di Maria Ricca

LIBRI - Ancora una serata speciale per l’Associazione Arcimovie del quartiere Ponticelli, estrema periferia nord-est di Napoli, presidio di legalità da trent’anni ormai, con le sue iniziative di carattere socio-culturale. 
La sede  di  via Purgatorio ha ospitato , infatti, i finalisti del Premio Napoli, edizione 2019,  Giulio Cavalli,  attore, drammaturgo, scrittore, regista teatrale e politico, Maria Pace Ottieri,  scrittrice e giornalista, e Andrea Pomella,  scrittore, interpreti letterari dei loro percorsi di “viaggio” reali e metaforici,  così diversi fra loro e così ugualmente avvincenti, attraverso realtà che finiscono per divenire profondamente emblematiche.
In apertura vi è stato  l’intervento del l’assessore alla VI  Municipalità Ippolito Braccini, che ha ringraziato l’Arcimovie per il proprio impegno al servizio del territorio, “in un periodo – ha detto - in cui i limiti delle istituzioni sono evidenti e molto si fa proprio grazie all’associazionismo”.
“Non un salotto élitario, dunque, quello della struttura, ma piuttosto un luogo di condivisione”, come ha tenuto ha ricordare il presidente della Fondazione Premio Napoli Domenico Ciruzzi, “creato in funzione del pubblico, nel segno di quella crescita culturale indispensabile, che si realizza solo attraverso l’interazione fra centro e periferia.”
L’appuntamento di Ponticelli, infatti, è stato l’ultimo dei momenti di incontro a cui il trio dei finalisti ha partecipato sul territorio partenopeo, dopo essersi confrontati in dibattito con studenti e docenti al Liceo “Imbriani”,  e detenuti , presso la Casa Circondariale di  Secondigliano.
“Domande diverse, prospettive diverse, persone diverse ogni volta”, ha sottolineato  il vicepresidente della Fondazione “Premio Napoli”,  Alfredo Contieri.  Un unico filo conduttore: la varia umanità. Quella che è altresì al centro della “proposta culturale dell’Arcimovie, che insiste su una periferia sempre difficile, in cui si cerca di fare cultura attraverso il cinema ed il sociale. E per questo non è scontato che il Premio Napoli sia approdato anche in questa periferia, a testimonianza della voglia di offrire sempre nuovi ed interessanti spunti ad un territorio problematico, dove però c’è davvero tanta voglia di fare.“, ha concluso il presidente di Arcimovie Roberto D’Avascio.
 In sala appassionati, studiosi e giudici popolari del Premio Napoli, che hanno letto e commentato i libri, prima di intervenire all’incontro.
Ad introdurre e coordinare il dibattito la professoressa Imma Colonna, presidente del Consiglio Direttivo di Arci Movie: “Una cifra antropologica – ha sottolineato – quella del libro della Ottieri, autrice de “Il Vesuvio Universale”, edizioni Einaudi, che ha compiuto nel volume il suo  Grand Tour, quasi alla maniera ottocentesca, un viaggio esplorativo nell’universo dei  700 mila abitanti, che è il territorio vesuviano,  attraversando le tradizioni delle dimore principesche, il fascino dei casolari di campagna e l’orrore delle strutture di cemento che popolano l’hinterland napoletano e parlando con mille persone, allo stesso tempo orgogliose della propria storia e fataliste, rispetto al proprio destino.”
“Che il Vesuvio possa da un momento all’altro risvegliarsi, non è improbabile, lo sappiamo tutti – ha ricordato  la Ottieri, viaggiatrice di lungo corso, che ha raccontato la cintura partenopea  con passione e trasporto, colmando probabilmente un vuoto letterario in merito e restituendo così anche un ‘identità ai vesuviani, che molto hanno di particolare e di caratteristico rispetto agli abitanti del capoluogo.
Un libro che racconta una realtà a vocazione agricola e marinara, per la quale  il Vesuvio è  un pericolo lontano, oppressa com’è dall’urgenza della criminalità, della mancanza di lavoro, del disastro ambientale. E in senso metaforico,  viviamo tutti, così, davvero, “in bilico sul cratere”,  più o meno consapevolmente.
Quindi l’intervento di Giulio Cavalli, finalista con il suo libro “distopico” “Carnaio”, edizioni  Fandango, già autore di testi di denuncia, che lo hanno costretto a viaggiare scortato per parecchio tempo, assesta un vero “pugno allo stomaco” con la sua scrittura potente e suggestiva al pubblico dei lettori. Un libro politico, di denuncia, che parte dalla realtà dei migranti morti in mare, per denunciare in termini surreali e grotteschi (l’invasione di ondate di cadaveri in un paesino di mare del Sud, che poi vengono usati oltre ogni umanità, come materiale combustibile, cibo e pelle da concia) la pericolosa china sulla quale si rischia di scivolare, anzi di precipitare sempre più. Una riflessione complessa sul “cannibalismo” a cui siamo giunti, rompendo ogni argine di empatia verso l’altro.
Infine , il viaggio complicato attraverso il dramma psicologico della depressione compiuto da Andrea Pomella, ne “L’uomo che trema”, edizioni Einaudi, in cui l’autore racconta la propria vicenda umana, senza sconti. Una scrittura autobiografica, ma non terapeutica , condotta con gli occhi del reportagista attraverso le macerie della propria vita. Per ritrovarsi alla fine, appunto, di fronte ad un uomo che trema, ma vivo, in una realtà complessa e difficile da affrontare , con pochi punti di riferimento. Il più importante di tutti, però, è  “il piccolo filosofo”, suo figlio, nei confronti del quale lo scrittore decide di non usare alcuna forma di reticenza, per realizzare con lui  un rapporto autentico e verace .
Interventi appassionanti, quelli degli autori, che hanno suscitato più di una domanda nel pubblico, affascinato dalle letture condotte con sapienza e sensibilità da Luigi Migliaccio, Maria Teresa Panariello, Milena Pugliese.  
E si è così discusso sul rifiuto da parte loro dell’etichetta di narratore tradizionale, in favore di una forma narrativa meno consueta, ovvero il dispiegarsi di un originalissimo e personale flusso di coscienza . Poi ci si è soffermati sul  ruolo dello scrittore, che ha il compito di denunciare  i problemi della società , ma non di fornire soluzioni, a cui solo la politica ha il dovere di  pensare.

Infine la consapevolezza, da parte degli  autori, di aver potuto conoscere,  in diversi incontri con pubblici diversi,  uno spaccato interessante del territorio partenopeo,  con la possibilità di penetrare davvero nella realtà delle sue innegabili qualità , ma anche delle sue infinite contraddizioni.  

08/11/19

BENEVENTO - "Il Pozzo di Giacobbe" accoglie Luca Trapanese, papà single di Alba, alla Chiesa del S. Cuore


L'EVENTO  - Il 10 novembre si terrà dalle ore 8,30 alle 13,30 presso il Santuario Sacro Cuore di Benevento l’OPEN DAY, organizzato dalla Caritas Parrocchiale “Il Pozzo di Giacobbe”.
La giornata nasce dall’idea di aprirsi e condividere con il rione, e non solo, le iniziative che il gruppo cura e porta avanti durante tutto l’anno. Gli stand della Caritas parrocchiale “Il Pozzo di Giacobbe” accoglieranno tutti coloro che vorranno avere notizie e partecipare alla vita del volontariato.
Il Pozzo di Giacobbe” è una realtà parrocchiale che si impegna ogni giorno nell’aiuto del prossimo, donando il proprio tempo libero alle necessità della comunità. I componenti del direttivo, con in capo il parroco Frate Giampiero Canelli, desiderano invitare e coinvolgere il maggior numero di volontari; perché solo così si potranno aiutare i più bisognosi.
Le collaborazioni in corso attualmente sono con l’Associazione Famiglie Adottive “La Casa di Giuseppe” e l’Associazione Italiana Persone Down.
Il programma prevede, al termine della Messa delle ore 10,30, la testimonianza di Luca Trapanese, che racconterà la sua storia di papà single e le tante difficoltà per adottare la piccola Alba, bimba con sindrome di down. Sul sacrato della Chiesa, alle ore 11,30, è previsto un momento di condivisione con il Caffè delle Famiglie, curato da: Commissione Catechesi, Commissione Famiglia e Azione Cattolica.
I servizi che il gruppo Caritas cura sono: Centro di ascolto - prima risposta ai bisogni della comunità; Banco alimentare - raccolta e distribuzione alimenti; Vincenziane - raccolta e distribuzione indumenti; Banco farmaceutico, raccolta e distribuzione farmaci da banco.
La sede de’ “Il Pozzo di Giacobbe” è in via Galganetti (adiacente bocciofilo Ferrini), recapito telefonico :3420289862, e mail : ilpozzodigiacobbebeneventi@gmail.com .
Cominciate col fare il necessario, poi ciò che è possibile e all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile. (San Francesco d’Assisi)


06/11/19

NAPOLI - "Il traditore" di Bellocchio, candidato all'Oscar, apre al Pierrot il trentennale del Cineforum Arcimovie, nel segno della cultura e della solidarietà.


In sala la sceneggiatrice Vania Santella, per commentare l' opera interpretata magistralmente  da Favino


di Maria Ricca

CINEMA - Buona la prima, come sempre, e consueto avvio di stagione al fulmicotone, per la rassegna Cineforum Arcimovie, promossa al Pierrot di Ponticelli, Napoli. L’esordio, affidato alla forza narrativa della drammatica parabola umana di Tommaso Buscetta ne “Il Traditore”, firmato da Marco Bellocchio ed interpretato da un Pierfrancesco Favino in stato di grazia, ha visto riempirsi la sala di via De Meis, per la trentesima stagione consecutiva, “per costruire cultura e solidarietà”, da quel 6 novembre 1990, quando nella Casa del Popolo si tenne la prima delle interessanti proiezioni che hanno accompagnato tante generazioni di appassionati. 
E’ toccato a Roberto D’Avascio, presidente di Arci Movie, docente di Letteratura Inglese presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale" e di Storia del Teatro presso l'Università degli Studi di Salerno,. aprire il nuovo anno, ricordando l’impegno costante dell’Assciazione,  in prima linea  nella promozione della cultura cinematografica, e nella realizzazione di rassegne, laboratori, concorsi, festival e produzioni . 
Fra i titoli più interessanti del Cineforum 2019-2020, sicuramente spiccano “Martin Eden”,  premiato a Cannes, “Yesterday”, “Il sindaco del Rione Sanità” di Martone, per citare
solo alcuni dei venticinque film in programma, in abbonamento a prezzi ridottisimi, in uno sforzo soprattutto sociale di condivisione della cultura. 
Ciascuno dei film sarà commentato e dibattuto, alla presenza significativa di uno dei membri del cast o della produzione, il che consentirà agli spettatori di approfondire i contenuti della pellicola appena vista. 
Per “Il traditore” di Bellocchio, in sala c'è stata Vania Santella, sceneggiatrice del film, presentata da Antonella Di Nocera, docente, operatrice culturale, produttrice cinematografica, da una vita impegnata nel sociale e nella formazione. La Santella ha ripercorso il cammino intrapreso per la realizzazione della pellicola attraverso la difficile ricostruzione della vicenda di Tommaso Buscetta che, nel lungo interrogatorio  condotto dal  giudice Falcone, consentì di smascherare le trame più importanti della criminalità organizzata siciliana, fino all’arresto di Totò Riina. 
L’interpretazione magistrale di Pierfrancesco Favino, che dà corpo ed anima al personaggio, fino alla più totale immedesimazione, è stata sottolineata dalla sceneggiatrice che per due anni e mezzo, con i propri collaboratori, ha raccolto documenti fondamentali e ha incontrato molte persone che avevano conosciuto e parlato con Buscetta, fino al giornalista Francesco La Licata de “L’Ora di Palermo”, testimone fedele delle vicende narrate. 
La presenza di un efficacissimo Salvatore Lo Cascio e la lingua palermitana, che è l’idioma in cui si esprimono i personaggi, ricostruito attraverso la sceneggiatura e le battute degli attori in maniera filologica e certosina, hanno dato incisività e verità all’opera. Dopo i Nastri d’Argento e la presentazione a Cannes, la pellicola è candidata italiana all’Oscar per il miglior film in lingua straniera. 
Prossimo appuntamento il 13 e 14 novembre, con "Mio fratello rincorre i dinosauri", di Stefano Cipani, che interverrà alla presentazione. 

30/10/19

ON LINE - Social Film Fest ArTelesia, ecco i nuovi bandi d concorso

CINEMA - La dodicesima edizione del Social Film Festival ArTelesia, si apre con la pubblicazione dei nuovi bandi di concorso. Tra le novità il Concorso Nazionale del Cinema Comico finalizzato a promuovere film e cortometraggi che trattano, in chiave umoristica, tematiche diverse. Il Concorso Internazionale del Cinema Sociale è articolato nei seguenti bandi: School and University, FilmmaKer e Divabili. Queste le tematiche: I CARE - ambiente e sostenibilità; INTEGRAZIONE – rispetto dell’identità etnica e culturale contro ogni forma di discriminazione; IO MI APPARTENGO – rispetto della propria individualità, saper essere oltre ogni apparire, coltivare la propria libertà contro ogni dipendenza; CINELIBRIAMOCI: per favorire la traduzione cinematografica di opere della narrativa italiana e mondiale. Per tutte le categorie è comunque previsto il tema libero. L'evento è promosso dall’Associazione Culturale Libero Teatro, con il patrocinio ed il sostegno di diversi Ministeri, Atenei ed Enti pubblici e privati. La deadline per l’invio dei lavori seguirà la seguente scansione temporale: Sessione autunnale entro e non oltre il 15 dicembre 2019 per le opere realizzate nell’anno 2019; Sessione primaverile entro e non oltre il 15 aprile 2020 per le opere realizzate da novembre 2019 ad aprile 2020. Il Social Film Festival si articolerà in diversi eventi: Movie therapy: rassegna di film e cortometraggi presso le strutture sanitarie nel corso dell'anno, Social Film Festival School and University, concorso cortometraggi che vedrà protagonisti in qualità di Giurati migliaia di studenti, Drinkorto, rassegna di film e cortometraggi in diversi locali pubblici della città. L'evento conclusivo, previsto per il mese di luglio 2020 vedrà protagonisti registi e attori professionisti del panorama cinematografico nazionale e internazionale. E’ possibile scaricare i bandi e le schede di iscrizione dal sito www.socialfilmfestivalartelesia.it. L’iscrizione delle opere al concorso è gratuita. I lavori possono essere inviati caricandoli su una piattaforma internet (preferibilmente Vimeo) e inviandone il link al seguente indirizzo di posta elettronica: sffaed12@gmail.com. Le modalità di preselezione e selezione delle opere, improntate a criteri di originalità, efficacia del tema trattato e qualità tecnica, sono esposte nei bandi di concorso. Ancora una volta protagonista la diversità intesa come risorsa e ricchezza in una società che tende sempre più alla massificazione culturale e alla deriva sociale. Il Festival continua grazie all’entusiasmo e alla professionalità di coloro che contribuiscono ogni anno a reinventarlo.

NAPOLI - "Monday Dance 2019 - I lunedì della danza", da lunedì 4 novembre, undici spettacoli al Teatro Nuovo


DANZA  - Prenderà il via lunedì 4 novembre 2019 alle ore 21.00, al Teatro Nuovo di Napoli, la rassegna Monday Dance 2019, undici appuntamenti (suddivisi in più performance per ogni serata), che, nei mesi di novembre e dicembre, “invaderà” il palcoscenico partenopeo per quattro serate, esclusivamente di lunedì.
La rassegna, che s’inserisce in un'ampia proposta del Teatro Pubblico Campano dedicata alla danza, è divenuta, ormai, un appuntamento fisso nella stagione della sala di Via Montecalvario, in particolar modo per il giorno cui è destinata la programmazione.
Giunta alla quarta edizione, la naturale evoluzione della rassegna è rappresentata dall’impegno costante di una programmazione sempre più in sintonia con il pubblico, rendendolo partecipe anche oltre le performance, con incontri, discussioni e interazioni post spettacolo con gli artisti ospiti.
Monday Dance nasce dalla funzione di antenna della danza contemporanea campana, che il Teatro Pubblico Campano svolge all'interno della Rete Anticorpi XL, prima rete italiana dedicata alla Giovane Danza d’Autore, e che, da oltre dieci anni, rappresenta una delle più significative “buone pratiche” della scena coreutica in Italia.
La rete, esempio concreto e indicativo di promozione della “più nuova” generazione di coreografi italiani, è composta di operatori che condividono l’ideazione e l’attuazione di azioni, attraverso la condivisione delle risorse di ciascun partner.
Nell'ottica di questa collaborazione, Monday Dance è una rassegna nella quale il Teatro Pubblico Campano seleziona un gruppo di giovani "danzautori" che hanno partecipato al Bando di selezione nella Vetrina della Giovane Danza d'Autore ANTICORPI XL. 
L’inaugurazione della rassegna, programmata per lunedì 4 novembre, è affidata ad Adriano Bolognino in RM94978 From Paris to Tenerife, con Rosaria Di Maro e Giorgia Longo, presentato da Compagnia Simona Bucci in collaborazione con il Network Anticorpi XL.
RM94978 From Paris to Tenerife è la storia dell'imprevedibilità. Routine di due assistenti di volo che si trovano alle prese con passeggeri, indicazioni e imprevisti, esplorando i comportamenti e le azioni di questo mestiere.
A seguire Art Garage presenta Macia Del Prete in Be Alice, Un'istantanea autobiografica sull'atto di coraggio di una giovane e minuta donna che, svestendo i panni di un'adolescenza introspettiva e solitaria, dà inizio al processo di consapevolezza del proprio Io più intimo.
A chiudere il primo appuntamento della rassegna sarà Korper, che presenterà Nicolas Grimaldi Capitello e Francesco Russo in Lost in this (un)stable life, un “assolo” a due corpi, una continua inversione di ruoli, invasione di spazi, capovolgimento di condizioni. In scena due facce della stessa medaglia impegnate nell’affermazione del proprio essere di fronte all’altro, a se stessi e agli altri.
La rassegna proseguirà, lunedì 18 novembre, con Sleeping Beauty "break time", coreografia di Nyko Piscopo e danza di Leopoldo Guadagno, Bluebell - Clean it or leave it, coreografia e danza di Francesco Russo, e Go with the flow, ideazione e coreografia di Mariagiovanna Esposito e danza di Erica Bravini, Mara Capirci, Mariagiovanna Esposito, Michael Incarbone, Elisa Quadrana.
Sleeping Beauty "break time", presentato da Interno 5, è un manifesto politico contro la schiavitù del sistema lavorativo. La frenesia è delirio, desiderio smanioso di successo. Riappropriarsi del proprio tempo è necessario per mantenere alta l’energia vitale.
Bluebell - Clean it or leave it, presentato da ARB Dance Company, è un assolo di teatro fisico e danza, nato dalla riflessione sul rapporto madre-figlio, che analizza la figura di una casalinga presa dalla frenesia delle pulizie e di un uomo in fallimento nell’intento di risollevarsi.
Go with the flow è un’esperienza ipnotica, una serie di scenari dei quali è difficile riconoscere i confini. Idee, ambientazioni, situazioni, si fanno liquidi. Si plasmano e sono plasmati dall’atto performativo dei cinque performers, che, in scena, sono intenti a modificare il tempo e lo spazio, il tema e lo stato emotivo.
Ancora due appuntamenti, lunedì 25 novembre, con Last, coreografia di Marco Di Nardo, e danza di Carlos Aller, Diego De La Rosa, Marco Di Nardo, Juan Tirado, e Saved Dreams - Trilogia animali e sogni (estratto), di Chiara Alborino e Fabrizio Varriale
Last, presentato da Frantics Dance Company, è come un film offuscato, come ricordi in una persona amnesica, quando la realtà e i sogni iniziano a essere contorti e mescolati. Si gioca con le immagini sfocate del passato o del futuro, cercando di avvicinare più approfonditamente il modo in cui la memoria nell'uomo si comporta quando ricorda, ricrea o immagina situazioni.
Saved Dreams, presentato da Danza Flux, è una scrittura coreografica e drammaturgica che ha, come focus principale, l’animalità e l’alterità espresse attraverso la figura emblematica del cavallo, associata all’essere umano nel suo desiderio di libertà e aspirazione al sogno.
Il programma di Monday Dance si concluderà, lunedì 9 dicembre, con Body Island, di Sara Lupoli e Roberta Fuorvia e la danza di Sara Lupoli, Metamorphosis, coreografia e danza di Michela Tartaglia, e Pulse, coreografia ed esecuzione di Andrea Zardi, Giovanfrancesco Giannini, Samuele Arisci.
Body Island, a cura di Body Island Project, è una performance multimediale che indaga il tema del rapporto tra l’uomo e l’isola. Un percorso spaziale ed emotivo, nel quale il pubblico ha l’occasione di incontrare e percepire alcune tracce dell’intimo rapporto tra corpo e insularità, come metafora della condizione dell’essere umano e del suo modo di conoscere il mondo.
Metamorphosis, proposto da Gruppo E-Motion, è una personale interpretazione della trasformazione del personaggio di Kore, che da bambina ingenua e innocente, intimamente legata alla figura materna, diviene Persefone, regina dell’Ade. Uno spettacolo che sprona il pubblico a estraniarsi dalla realtà e a concedersi pochi minuti per osservare e ascoltare la propria interiorità.
Presentato da ArtGarage, Pulse prende ispirazione dalla cruenta vicenda del 2016, avvenuta nell’omonimo locale di Orlando, in Florida. La strage, avvenuta in una serata gay-friendly e fu perpetrata da un uomo che faceva parte della comunità LGBT. In scena una riflessione sul concetto di comunità oggi, una messa in discussione dell’identità individuale, circoscritta in un luogo al di fuori della realtà sociale quotidiana.
Per ulteriori informazioni e programmi della manifestazione consultare il sito del Teatro Nuovo, www.teatronuovonapoli.it, e del Teatro Pubblico Campano, www.teatropubblicocampano.com.

TEATRO - Enrico Torzillo, attore sannita, in scena con Ludovico Fremont a Roma con "Per favore, non uccidete Cenerentola"

BENEVENTO - Enrico Torzillo, giovane attore beneventano, ormai nella capitale da un po’ di anni, debutterà, il prossimo 8 Novembre, al Teatro dei Servi di Roma con lo spettacolo “Per favore non uccidete Cenerentola”, insieme a Ludovico Fremont, attore di cinema e di teatro, diplomato all’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e noto al grande pubblico per il suo ruolo nella storica serie Mediaset “I Cesaroni”, che, per anni, ha tenuto incollate al televisore generazioni di adulti, ragazzi e bambini. Walter Masetti, la “testa gloriosa” della Garbatella dei Cesaroni, è ormai, per Fremont, il passato, dato che nel prossimo spettacolo interpreterà il padre del giovane Enrico Torzillo,  Glauco, vedovo di un piccolo paese di provincia. Quando il figlio Michele (Torzillo) e la sorella Anna (Susanna Laurenti) iniziano a parlargli di progetti lontani dal nido familiare, scatterà in lui un timore lancinante: tornare ad essere solo. Glauco però è tutt’altro che solo: a tenergli compagnia ci sono il suo inseparabile amico Leonardo (Sebastiano Colla) e il fantasma delll’adorata estrosa moglie Teresa (Valeria Monetti)! Ma chi è Cenerentola? Chi è la principessa di questa intricata favola? Uno spettacolo sull'amore in tutte le sue declinazione e sulla fragilità di ognuno che, con un delicato tono da commedia, riesce ad affrontare un tema difficile, e lo fa seriamente: un piccolo inno alla diversità, un invito a cercare di racimolare quanta più felicità possibile!
Lo spettacolo, scritto da Riccardo Mazzocchi e diretto da Roberto Marafante, debutterà a Roma, per poi andare in scena a Milano e, di seguito, in tournée per l’Italia. 
Continuano, insomma, i successi per Enrico che, da piccolissimo, ha iniziato i suoi studi di recitazione frequentando Teatro Studio, la scuola della Solot, compagnia stabile di Benevento. Con un brillante curriculum artistico che lo vede coinvolto in contesti formativi eccellenti, collaborazioni con maestri del calibro di Lorenzo Salveti, Ugo Gregoretti, Massimiliano Civica e molti altri, nonostante la sua giovane età, l’attore sannita si sta affermando sempre più nel panorama dello spettacolo italiano: oltre alla sua presenza fissa nella Compagnia del Teatro dell’Orologio di Roma, il prossimo anno lo vedremo su Sky nella serie di Matteo Rovere “Romulus”; durante le festività natalizie, inoltre, sarà proprio a Benevento a lavoro con un laboratorio formativo condotto da lui aperto a giovani e adulti della città.

26/10/19

TEATRO - Alessandro Haber, "vivo e vegeto", apre S. Sofia in S.Sofia, rileggendo Neruda e Prévert

Dopo "Maledetti amici miei", su Raidue, e l'annuncio (fake) sulla sua dipartita, domenica 27 interpreta poesie d'autore

di Maria Ricca

BENEVENTO - Qualche sera fa il "drammatico" (e discutibile!) tweet, falso, per fortuna, che ne annunciava la dipartita in diretta su Raidue, nell'ambito di "Maledetti Amici Miei", il programma, a metà, fra talk e spettacolo, andato in onda sulla seconda rete Rai, con Giovanni Veronesi, Sergio Rubini e Rocco Papaleo. E domenica 27 ottobre, alle 19, arriva in città l'attore Alessandro Haber, interprete appassionato, con la sua carica di "nevrotica intensità", come si legge nelle note di regia, per  il primo appuntamento della quarta edizione di "Santa Sofia in Santa Sofia".  
Ruoli straordinari, disturbati e disturbanti, fragili e grotteschi, commoventi e divertenti nel suo bagaglio di mattatore di razza, eclettico interprete di cinema e di teatro, che  al cinema ha lavorato con tutti o quasi, Bellocchio, Bertolucci, Moretti, i Taviani, Monicelli, Salvatores, Lizzani, Avati, Veronesi, Tornatore, Olmi e tanti altri. Solo il teatro, tuttavia, dice, "mi fa sentire veramente libero e a casa".
Al pubblico di Benevento regalerà un reading di straordinario impatto emotivo, dedicato alla poesia mondiale da Neruda a Prevert.
La performance sarà preceduta dalla "Conversazione Storica", "Da Port'Aurea al largo di Pontile", a cura di Marcello Rotili.Ogni appuntamento è ad ingresso libero.

CINEMA - “Il giovane Pertini combattente per la Libertà”, si presenta il nuovo film di Giambattista Assanti

Il film sarà proiettato alla presenza di Chiara Ingrao che nel pomeriggio presenterà il suo libro “Migrante per sempre” alla libreria Masone - Alisei
BENEVENTO - Sarà presentato al Cinema San Marco di Benevento, il film "Il giovane Pertini combattente per la Libertà", prodotto dalla Genoma film, per la regia di Giambattista Assanti.
L'appuntamento è per le scuole del territorio il 28 ottobre alle 10:00 alla presenza di Chiara Ingrao, mentre dal 31 ottobre al 3 novembre, il film sarà proiettato sempre al Cinema San Marco alle  17:00, 19:00, 21:00.
Nel film, tratto in gran parte dal libro di Stefano Caretti e Maurizio Degl'Innocenti, "Sandro Pertini, combattente per la Libertà", dedicato ad uno dei più amati presidenti della Repubblica Italiana, il regista Giambattista Assanti ha inserito molti riferimenti a luoghi e persone del Sannio, dell'Irpinia e della Puglia.
Tra le località scelte per le riprese Benevento, Santa Croce del Sannio, Colle Sannita,Taurasi, Montefusco, Vieste, Ferrazzano.
Tante le comparse sannite che hanno partecipato alle riprese come, ad esempio, il segretario generale della Provincia di Benevento, Franco Nardone, Dodo Gagliarde e Amerigo Ciervo.
Nella pellicola che ha scopo divulgativo ed è stata pensata soprattutto per le giovani generazioni, si evidenzia attraverso le lettere di Sandro Pertini,  il suo entusiasmo di attento e generoso socialista e il sentimento di sofferenza vissuto dalla madre Maria Muzio Pertini.
Tra i tanti ricordi anche l'amicizia con  Claudio Treves, Filippo Turati, Adriano Olivetti, Ferruccio Parri.
Le musiche, sono di Guido De Gaetano, allievo di Ennio Morricone.
I protagonisti del film sono: Dominique Sanda nel ruolo di Maria Muzio Pertini; Gabriele Greco è il giovane Pertini; Massimo Dapporto è Pertini adulto; Cesare Bocci è Adriano Olivetti; Gaia Bottazzi nel ruolo di Matilde; Andrea Papale è Cuttano; Massimiliano Buzzanca nel ruolo di Giuseppe Saragat; Nicola Acunzo nel ruolo di Gramsci; Roberto Nobile e Ivana Monti.
Chiara Ingrao, inoltre, sempre lunedì 28 ottobre alle 17:30, alla libreria Masone Alisei, presenterà il suo ultimo libro "Migrante per sempre" edito da Baldini&Castoldi. All'incontro organizzato in collaborazione con l'associazione Culture e Letture parteciperanno anche Elide Apice e Angelo Miraglia, le letture sono affidate a Alda Parrella.

LIBRI - Melania Mazzucco alle "Stregonerie" di Isabella Pedicini e Melania Petriello, stasera all'Azienda Alberti


BENEVENTO - Secondo appuntamento, da questa sera, con la rassegna letteraria Stregonerie - Premio Strega tutto l'anno, ideata e diretta da Isabella Pedicini e Melania Petriello, con l’Azienda Strega Alberti e la Fondazione Bellonci, e dedicata ai libri che, negli anni, hanno ottenuto il Premio Strega.
Sabato 26 ottobre, alle ore 18:30, la storica fabbrica del liquore di Benevento, che dà il nome al più prestigioso premio letterario italiano, apre nuovamente le porte alle lettrici e ai lettori, agli appassionati, ai curiosi e ospita una protagonista d'eccezione: la scrittrice Melania Mazzucco, che ha vinto lo Strega con il suo romanzo “Vita” nell'edizione del 2003.
In conversazione con l’autrice, la giornalista Claudia Marchionni, caporedattrice Mediaset.
Un'occasione di incontro aperto a tutta la città, per omaggiare un classico della narrativa contemporanea, riscoprire le storie di emigrazione e umanità che quelle pagine raccontano. E per godere del fascino dell’Azienda Alberti, tra erbe antiche e misture letterarie.
Il romanzo di Melania Mazzucco ricostruisce la migrazione italiana in America nei primi del Novecento attraverso le vicende di due ragazzini, Vita e Diamante, catapultati dalla povertà della campagna del Mezzogiorno in una grande città, frenetica e ostile: New York. Un libro denso e commovente, poetico e amaro, in cui la scrittrice tesse memorie personali e universali, cariche delle grandi speranze per l’avvenire che caratterizzano chiunque sogni una vita migliore.
Ma “Vita” è anche un importante documento storico, basato sulle testimonianze del padre e di uno zio dell’autrice, su corrispondenze private, documenti e indizi dei giornali dell’epoca, archivi della polizia di Brooklyn e liste dei passeggeri dei piroscafi.
Un romanzo straordinario, epico e fiabesco, sul tema della migrazione che si conferma, mai come oggi, profondamente attuale.
 "Diamante consegnò un quarto di dollaro, e si misero in posa davanti all'apparecchio a fisarmonica. Impettiti, con un sorriso forzato sulle labbra. Lui con la cravatta di pelle e la bombetta, vestito di nero come un pipistrello, lei con il nastro ciliegia che le tira indietro i capelli e le lascia scoperti gli orecchini d'oro. Lui con l'espressione tesa di un giocatore dopo una puntata troppo alta, lei con la smorfia scugnizza di chi ha violato le regole ed è certo di scamparla in qualche modo.
Ricevettero un cartoncino color seppia. I loro visi erano un alone indeciso, sfocato come se all'ultimo momento avessero preferito non lasciarsi catturare, non consegnare a un ricordo morto l'attimo irripetibile che stavano vivendo.
Diamante era un lampo nero, Vita una macchia chiara. I loro lineamenti sovrapposti e indistinguibili, come appartenessero a una persona sola.”


25/10/19

LIBRI - I "Ritratti beneventani" di Rito Martignetti alla Rocca dei Rettori il 26 ottobre

BENEVENTO - Saranno i "Ritratti beneventani", "disegnati" da Rito Martignetti, i protagonisti dell'incontro di sabato 26 ottobre, alle 17.30, nella Sala consiliare della Rocca dei Rettori di Benevento. Per i tipi delle edizioni ABE, il volume sarà presentato dall' architetto Francesco Bove, con l'autore e dell’editore. Coordinerà l’incontro il giornalista Antonio De Lucia. Con il volume “Ritratti Beneventani”, che gode del patrocinio della Provincia di Benevento e dell'Associazione “Amici dei Musei e dei Beni Culturali del Sannio”,  Rito Martignetti sceglie la formula delle spigolature erudite da lui già utilizzata con il testo “Arie da Baule”, dato alle stampe nel 2006. Sbaglia chi pensa a intimistiche storie minime, a malinconiche atmosfere gozzaniane. La narrazione procede con altro tono e problematicità di inquadramento, dimostrandosi di indubbia attualità, essendo diretta a ricordare ciò che non avremmo dovuto dimenticare o trascurare del passato delle nostre comunità. Scrive nella prefazione lo storico Francesco Bove: “Pur richiamando il genere di saggistica per frammenti introdotta in Benevento da Alfredo Zazo e da Giovanni Giordano, il libro se ne distacca perché mantiene nello sviluppo degli argomenti una sua specificità analitica, una precisa strategia comunicativa, oltre ad un filo conduttore critico-interpretativo che gli conferisce unitarietà. Partendo da oggetti e fatti poco conosciuti o noti in prevalenza agli specialisti della materia, Martignetti riesce, attraverso una meticolosa rilettura dei loro significati, a dimostrarne la rilevanza nell’ottica di un’organica e più attenta consapevolezza delle risorse che il nostro patrimonio culturale riserva. L’obiettivo che persegue diventa palese col progredire della narrazione. Egli intende contribuire non solo alla divulgazione della più aggiornata conoscenza di alcuni aspetti delle vicende del passato e delle opere artistiche che lo connotano, purtroppo carente nella maggioranza popolazione, ma, essenzialmente, richiamare i beneventani e i loro rappresentanti all’interno delle istituzioni alle loro responsabilità per tutelare con maggiore efficacia e completezza le testimonianze storiche che sono alla base dell’identità dei centri abitati sanniti e, in particolar modo del capoluogo. In questa direzione è mosso da un’autentica passione civile. Cosicché il lavoro accurato di ricerca e di selezione degli argomenti che compongono il libro non si presenta come un semplice mosaico di bozzetti, bensì come un utile e stimolante apporto al dibattito sulle politiche di valorizzazione del nostro patrimonio culturale.”

TEATRO - Peppe Fonzo presenta "100 volte sì", per il "Magnifico Visbaal Teatro", il 26 ottobre

BENEVENTO - Il Magnifico Teatro 2019/20 presenta  "100 volte sì" di e con Peppe Fonzo.
L’appuntamento è per sabato  26 ottobre 2019 al Magnifico Visbaal Teatro, Vico Felice Fimbrio 6 Benevento (nei pressi del Teatro Romano). Questa la storia. Michele Fierro è un bambino come tanti, vivace, curioso, innamorato. Seduto al banco di scuola in un giorno qualsiasi desidera solo giocare con il suo amico del cuore e ha poca voglia di affrontare il compito in classe che la maestra ha assegnato. Tema: "Sono un bambino felice?" I suoi occhi piombano nel baratro e in quei secondi interminabili passa tutto il suo vissuto, ma poi Michele si esalta: “Si! Io sono un bambino felice! Figlio di un padre felice e di una mamma felice che mi vollono taaaanto bene! Tutto intorno a me è felice .. tutto... tutto!". "Sono un bambino felice” ripete, quasi come un mantra, il piccolo per farsi coraggio, per negare una realtà che lo corrode, nascondendosi in un'altra realtà parallela, apparentemente perfetta fatta di vacanze, giochi e suepereoi. La verità arriva, come uno schiaffo, all’improvviso. Viene fuori il suo vissuto nero, abitato dal mostro che gli sta divorando la vita. E da quel mostro Michele cerca di scappare, almeno nella sua immaginazione, almeno in classe, almeno nel luogo neutro e sicuro del suo banco di scuola. Ma non tutto è perduto. Questo monologo arriva direttamente al cuore senza filtri, senza edulcorare niente, raccontando quel mondo sommerso e mai del tutto indagato della violenza infantile. Si alternano momenti di leggerezza e ilarità a momenti di buio, creando un corto circuito continuo, dentro e fuori la tragedia, che trascina lo spettatore nel mondo ingenuo crudelmente violato del nostro piccolo "uometto".

Info e prenotazioni 333 6304056  331 2232691

23/10/19

CULTURA E STORIA - All'Unifortunato il Laboratorio su Shoah, Memoria, Didattica e Diritti


All’Unifortunato, dal 26 ottobre,  per imparare ad  interpretare il genocidio ebraico
Giustino Fortunato, Benevento
BENEVENTO - Al via il laboratorio interdisciplinare sul tema ‘Shoah, memoria, didattica e diritti’: sabato 26 ottobre alle ore 10.30 si terrà presso l’Aula Magna dell’Università Giustino Fortunato la conferenza stampa di presentazione e il primo dei sette incontri previsti dall’iniziativa.
Il laboratorio didattico, coordinato dal Prof. Paolo Palumbo, docente di diritto ecclesiastico e canonico dell’Unifortunato, punta a fornire la capacità di raccogliere e interpretare i dati storici con il duplice obiettivo di comprendere le dinamiche giuridiche, sociali e culturali di un episodio cruciale del XX secolo e di formulare giudizi autonomi su un fenomeno di rilevanza attuale. Lo scopo è permettere allo studente di avere gli strumenti interpretativi e le capacità critiche per una conoscenza approfondita della storia del genocidio ebraico, delle persecuzioni razziali e delle politiche pubbliche della memoria. L’approccio è di tipo interdisciplinare e mira a mostrare l’uso delle fonti documentarie, rendere gli studenti consapevoli della complessità delle interpretazioni storiografiche sul tema, sviluppare l’uso di un linguaggio disciplinare appropriato. Collaborano al progetto del laboratorio anche i docenti dell’Unifortunato delle cattedre di Didattica, Storia della pedagogia, Filosofia del Diritto, Fondamenti del diritto europeo, Diritto dell’antico oriente mediterraneo, psicologia dinamica e filosofia nonché esperti e studiosi di altri atenei ed associazioni. Al ciclo di laboratori prenderà parte anche un gruppo di studenti degli ultimi anni delle scuole superiori della Provincia. Alle attività didattiche si assoceranno anche testimonianze, cineforum, un percorso sulla “Benevento ebraica” ed una mostra itinerante a cura dell’Associazione “Figli della Shoah”

Di seguito il calendario degli appuntamenti.

26 OTTOBRE 2019 – ore 10.30/12.30
'Perché questo non accada più'. La mediazione didattica della Shoah
Intervengono:
Prof.ssa Laura Sara Agrati, Associato di Pedagogia presso l’UniFortunato
Prof. Maria Teresa Santacroce e Prof. Aldo Mucciaccia, studiosi e collaboratori dell'IPSAIC - Istituto Pugliese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea.

12 NOVEMBRE 2019 – ore 10.30/12.30
La formazione di una coscienza imperiale, razzista e antisemita nell'Italia fascista. La legislazione antiebraica e la scuola italiana
Intervengono:
Prof.ssa Daria Gabusi, Associato di Storia della pedagogia  presso l’Unifortunato
Dott. Valerio Di Porto,  Osservatorio sulla legislazione della Camera dei Deputati

11 DICEMBRE 2019– ore 10.30/12.30
I prodromi dello sterminio
Interviene:
Prof. Aniello Parma, Aggregato di Filosofia del Diritto presso l’UniFortunato

15 GENNAIO 2020 – ore 10.30/12.30
Chiesa, Ebrei, Shoah
Intervengono:
Prof. Paolo Palumbo, Docente di diritto ecclesiastico e canonico presso l’Unifortunato
Prof. Leonardo Lepore, Docente di diritto dell’antico oriente mediterraneo presso l’UniFortunato
Prof.ssa Anna Foa, Docente di Storia moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma

10 FEBBRAIO 2020  – ore 10.30/12.30
Thomas Mann e gli anni del nazismo
Intervengono:
Prof. Giuseppe Maccauro, Docente di Filosofia presso l’UniFortunato
Prof. Domenco Conte, Ordinario Storia della Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli

14 MARZO 2020 – ore 10.30/12.30
La condizione giuridica degli Ebrei nel mondo antico
Interviene:
Prof. Alessio Guasco, Docente di diritto romano e fondamenti del diritto europeo presso l’UniFortunato

22 APRILE 2020 – ore 10.30/12.30
La costruzione dei confini. Dalla recinzione e segregazione dell’uomo alla costruzione di legami e relazioni significative.
Riconsiderazioni in chiave semiotico-psicologica della funzione dei confini.
Interviene:
Prof. Raffaele De Luca Picione, Associato di Psicologia dinamica presso l’UniFortunato




MUSICA ED EVENTI CULTURALI - Santa Sofia in Santa Sofia, si apre il 27 ottobre con "Alessandro Haber legge poesie"


BENEVENTO - Ritorna in forma smagliante  “Santa Sofia in Santa Sofia” giunta alla sua quarta edizione.
Presentata oggi mercoledì 23 ottobre 2019 alle ore 12.30, presso l’Auditorium Santa Caterina di Palazzo Paolo V a Benevento, l’attesa rassegna di incontri culturali e musicali organizzata dall’ “Accademia di Santa Sofia”.
Svelato il ricco calendario della nuova stagione che si dipanerà con cadenza mensile fino a giugno 2020 e vedrà avvicendarsi appuntamenti eterogenei di grande valenza artistica e culturale, sempre coerenti con lo spirito divulgativo e la determinazione che da anni caratterizzano le proposte dell’ “Accademia di Santa Sofia”, dalla lirica alla musica da camera, dalla letteratura alla storia, dai percorsi di fede alla musica contemporanea, dall’architettura alla scienza fino alla poesia e al teatro, per un eclettico percorso nelle infinite potenzialità dell’ingegno umano .
Affidata all’ardente talento e alla rassicurante maestria di Alessandro Haber la prestigiosa apertura della kermesse domenica 27 ottobre 2019 alle ore 19, con “Haberleggepoesie” un recital di straordinario impatto emotivo dedicato alla poesia mondiale da Neruda a Prevert.
La performance sarà preceduta da una “Conversazione Storica” a cura di Marcello Rotili.
Un appuntamento da non perdere dunque quello della prossima domenica a Santa Sofia, sia per gli amanti del teatro e del cinema sia per coloro che volessero scoprire per la prima volta e sentire da vicino il richiamo della voce di un grande attore echeggiare tra le volte di una sorprendente ambientazione  come la Chiesa di Santa Sofia.
All’incontro sono intervenuti Salvatore Palladino, Presidente dell’ “Accademia di Santa Sofia”, Giovanni Cardona Albini, Presidente onorario, Maria Bonaguro Presidente degli “Amici dell’Accademia”, Marcella Parziale Direttore artistico, e Marcello Rotili consulente scientifico.

21/10/19

MUSICA - Autunno Chitarristico, 'UniversoArte" presenta "Art-Week", dal 23 ottobre

BENEVENTO - Nell'ambito del vasto programma dell'Ottava edizione dell'Autunno Chitarristico organizzato dal Consevatorio Nicola Sala di Benevento, l'associazione UniversoArte organizza la mostra d'arte Art -Week per la curatela della direttrice artistica Antonella Botticelli.
Alla mostra che sarà inaugurata alle 17:30 del prossimo 23 ottobre presso il Complesso di San Vittorino, parteciperanno: Agostino Colella, D’Alupa, Roxana Esposito, Angela Maria Marotti, Giovanni Orlacchio, Paola Paesano, Patrizia Pansi, Sandro Pontillo, Maurizio Rillo, Susanna Yang,
La mostra sarà visitabile dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 20:00 fino al 27 ottobre 2019