PALCOSCENICO IN CAMPANIA.it



INFO@PALCOSCENICOINCAMPANIA.IT

a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

16/04/18

INCONTRI - Fiera di Venticano: si parla di "Salute e Benessere", con Pina Pedà, presidente dell'Associazione Donne alla Difesa della Dieta Mediterranea

di Maria Ricca

VENTICANO (AV) - Il cibo protagonista delle tavole, ma anche di opere artistiche. Di quadri, nello specifico. E’ l’idea, che si ispira ad una forma d’arte divertente ed inusuale, proposta dall’Associazione Donne alla Difesa della Dieta Mediterranea"3DM", presieduta dalla dott.ssa dietista Pina Pedà. 
Il progetto è curato dalle associate  Patrizia Cocchiarella, Sara Meola, Valentina Ricci ed Angela Vasaturo, dello stand "NutriArte", presente alla 41esima edizione della Fiera Campionaria di Venticano, dal tema "La forza delle idee". 
Domenica 22 aprile alle 10, relazionerà al convegno “Salute e Benessere”, in programma in Fiera, la stessa presidente Pedà, con la vicepresidente Mariaserena Pellegrini e la gastroenterologa Francesca Russo. Interverranno Luigi Villani, presidente della Pro Loco di Venticano, l'avvocato Angelina Scala, presidente Forum delle Donne di Venticano, Michele Mogavero, presidente della Polisportiva Castello, e naturalmente il sindaco della cittadina Luigi De Nisco. Introdurrà i lavori Emanuela Ciarcia, presidente del Forum Comunale della Gioventù di Venticano. Modererà il giornalista Andrea Festa. 
La Fiera, dunque,  seconda sola a quella del  Levante di Bari, vetrina d’eccellenza dell’Irpinia e dell’intera Campania, offrirà  anche spazio di riflessione sulla tutela della salute, attraverso una sana e corretta alimentazione. Come ogni anno, la manifestazione si conferma, quindi, indiscussa protagonista del territorio e dell'economia, dando ampio spazio anche  numerosi convegni nella sala dedicata.

L’iniziativa è della Pro Loco di Venticano presieduta da Luigi Villani, il comune di Venticano e tutta l'organizzazione con il patrocinio della Regione Campania, dell'Ente Provincia di Avellino e Ept Avellino.

TEATRO - "Dimentica il tuo nome": al Cilindro Nero le riflessioni di Angelo Sateriale su vita quotidiana ed ipotesi trascendenti

di Francesco D'Alessio

SAN GIORGIO DEL S. - E se un giorno dovessi dimenticare il tuo nome? E se un giorno dovessi annullare la tua identità per nascere a nuova vita? E se un giorno la tua coscienza dovrà fondersi con l'Infinito Celeste? Cosa faresti, se un giorno, con la tua esistenza ormai dilaniata dall'incapacità di adattarti alla quotidianità, schiavo dei pensieri deliranti, soggiogato da un'incrollabile fede di un culto senza nome, dovessi scegliere tra il restare dannato nel mondo terreno e l'abbandono alla Libertà Perpetua? Avresti il coraggio di scegliere chi sei nel Giorno del Giudizio? 
Tante riflessioni fioriscono con “Dimentica il tuo nome”, 3° appuntamento della 4° stagione teatrale “Cilindro Nero”, di Francesca R. Ciretti. Cugino (Angelo Sateriale) e Fratello (Alessandro Gorgoni) sono gli ultimi due irriducibili fedeli di un culto senza nome il quale venerano Padre Divino, che ha dato origine al tutto ed egli è Uno. E Uno sono i fedeli che si uniscono a Lui sottoponendosi al Rito. Quel Rito che li ha decimati tutti. Quel Rito in atto nel Giorno del Giudizio. Quel Rito che promette di concedere la Libertà Perpetua per abbandonarsi alla gaiezza dell'Infinito, per liberarsi dai fardelli struggenti dell'esistenza e fuggire finalmente da quella vita che non li ha mai saputi accogliere. Ma è davvero così? Per Fratello non vi è alcun dubbio ma Cugino è turbato e sembri voler temporeggiare l'atto finale della loro esistenza per velata viltà. I due hanno frequenti dialoghi, battibecchi, esasperazioni ma qualcosa non torna. Si considerano una famiglia ma prontamente vi sono smentite e, nel momento delle spiegazioni razionali, ecco che si ritorna al postulato di partenza annullando così la contraddizione come se il dialogo fosse solo frutto di un delirio incosciente. Fratello sembrerebbe essere il “dritto” e Cugino il “fesso” che parla tanto e a vanvera esasperando l'erudito e assennato compagno di setta il quale da sfogo ai suoi dissidi interiori che riesce a placare solo con il delirio di onnipotenza accusando l'altro di essere vile e peccatore e per questo va punito, umiliato, disonorato, abbattuto, ostracizzato al fine di conseguire la catarsi: questo è il requisito per presentarsi al cospetto divino.

04/04/18

LIBRI - "Vita ardimentosa di una prof.": Isabella Pedicini ed il racconto dell'amata professione, fra cavilli burocratici e varia umanità

Doppia presentazione, in città ed in provincia, dell'ironico volume, edito da Laterza

di Maria Ricca

BENEVENTO - Conversazione brillante, graffiante ironia, amara consapevolezza.
La "Vita ardimentosa di una prof.", a dispetto della considerazione comune che della bistrattata professione docente si ha, non può che essere descritta con questi toni, com'è stato per la presentazione, condotta al Museo del Sannio, dell'omonimo volume, edito per i tipi di Laterza e scritto da Isabella Pedicini, docente, saggista e scrittrice, guidata da Melania Petriello, giornalista. 
Ai giovani Gianluigi Cirocco, Francesca Collarile, e Anna Chiara Serino, tre studenti del Liceo Classico “Giannone” di Benevento, il compito di leggere brani tratti dal testo. La seconda tappa dell' "ardimentour" si è svolta, invece, martedì 3 aprile, alle ore 18:30, presso il circolo ARCI “Il Bibliofilo” di San Giorgio del Sannio (BN). In quest’occasione, Isabella Pedicini ha conversato  con il fotografo Lorenzo Palmieri, mentre il medico Angelo Nenna ha chiuso l’incontro con una “recensione dada” del libro della giovane scrittrice.
Forti di un'antica complicità, maturata negli anni universitari, le due giovani intellettuali Pedicini e Petriello, interpreti del loro e del nostro tempo, hanno attraversato i temi più interessanti del volume presentato, narrazione, fra serio e faceto, delle peripezie della prof. Pedicini di Storia dell'Arte, nei meandri delle leggi e dei cavilli imposti dal Miur. Dedicato a chi si avvicina ad una professione affascinantissima, ma divenuta oggi quasi "pericolosa" per chi la intraprende. 
E non solo e specialmente per i recenti fatti di cronaca, che ci restituiscono le immagini di insegnanti sfregiate, maltrattate o derise, ma per il percorso irto e ad ostacoli che tocca a chi intende fare dell'insegnamento la propria professione. Nulla sembra mai abbastanza per il Miur e la lunga trafila tra corsi, tirocinio e concorsone pare non terminare mai. 
Nel mezzo, le splendide figure degli allievi, che "da Roma in gù ti chiamano "pressoré" e da Roma in su "pròf", con la "ò" che più aperta non si può. Molti fra loro sono "diamanti pazzi", considera la Pedicini, che andrebbero valorizzati e scelti come esempio di intelligenza brillante e non repressi nella loro esuberanza, espressione di vivacità intellettuale, non di maleducazione. Altri, la maggior parte forse, sono piuttosto passivi e disincantati. Tutti cercano disperatamente qualcuno che li ascolti. 
La docente Isabella attraversa questi mondi paralleli, muovendosi fra gli alunni e i colleghi prof. , che si disperano nei gruppi Facebook, in attesa del bando, e compulsano i siti dedicati, informatissimi su ogni "respiro" del legislatore, mai rassegnati o domi.
"Una generazione, questa, mortificata dai padri -  dice la Pedicini - costretta alla flessibilità e alla precarietà e dunque alla resistenza culturale, se si decide di restare in questo Paese a mettere a frutto studi ed intelligenza. Sullo sfondo un'intera famiglia di docenti, quella d'origine e d'approdo di Isabella, che affettuosamente sostiene l' "ardimentosa prof.", un "humus", ricorda la Pedicini, "da cui provengo", che si rende parte diligente nell'aiutarla ad emergere dalle onde burocratiche in cui si trova a nuotare suo malgrado, a cui reagisce con un innaturale "sentimento zen". Un racconto ironico che si fa denuncia, quando la Pedicini ricorda il "bullismo" addirittura, che si sviluppa nella classe del TFA a cui approda, scoprendo come il fenomeno sia diffuso in ogni generazione e a tutti i livelli, laddove la posta in palio (l'agognato "ruolo") è altissima. "Homo homini lupus", concetto fin troppo chiaro. Ma fra educatori sembra impossibile si possa arrivare a ciò.
Cosa chiede, dunque, oggi, Isabella Pedicini alla Scuola? "Chiedo di ritornare all'essenza di questa Istituzione, che ridiventi opportunità di riscatto sociale per ragazzi in difficoltà, che prenda in considerazione il punto di vista dei ragazzi davvero, che sia non solo luogo di acquisizione di competenze, com'è diventata, ma anche, com'è sempre stata, di conoscenze." Eppure, conclude, "la Scuola italiana è e resta una buona scuola e l'istruzione, lo ripeto sempre ai ragazzi, non è mai tempo perso. E se non ti ascoltano, ribadisco: "L'occasione la state perdendo voi, io credo in quello che faccio!" Se avessi avuto Internet all'epoca in cui ero studentessa io, altroché. Ma non tutti i giovani ne comprendono le vere potenzialità. Io insisto che debbano diventare persone con un'idea, che sappiano argomentare. Brillanti, com'erano i miei compagni di classe delle superiori, ma non birbanti, però...". 

25/03/18

TEATRO - Alessandro Preziosi e il carisma maledetto di Van Gogh, ne "L'odore assordante del bianco"

di Maria Ricca

NAPOLI - Il bianco come candore, come pudore, come ingenuità, come annullamento totale della personalità. Il bianco che anestetizza ed avvolge in un’atmosfera solo apparentemente “incolore”, ma in realtà profondamente densa di significati. Così Alessandro Preziosi si confronta con il carisma maledetto di Vincent Van Gogh, protagonista dello spettacolo “L'odore assordante del bianco”, scritto da Stefano Massini e diretto da Alessandro Maggi,  che al Mercadante incanta gli spettatori e restituisce, in un’ora fitta fitta ed intensa di scambi verbali, il dramma di un artista enigmatico e profondissimo, “perduto” dalla sua stessa genialità, egocentrico e folle, mai ingabbiabile in uno stereotipo che sia uno. 
Ci prova Alessandro Preziosi, forte di uno studio d’attore alla Stanislavkij, che però sa abilmente rielaborare a suo personalissimo modo, a dare al suo personaggio le contorsioni mentali e fisiche di un individuo stravolto da un’infanzia infelice e poi preda delle esperienze più diverse, incapace di uscire dalla prigione in cui egli stesso si  rinchiude, per la feroce sensibilità che lo anima e che infine lo annichilisce. 
Nella stanza candida dell’ospedale in cui Van Gogh è ricoverato, al Saint-Paul-de-Manson, in Provenza, nel 1889, i fantasmi dell’anima gli compaiono davanti uno via l’altro, in un costante alternarsi fra verità ed illusione, realtà e fantasia, continuamente in sospensione: il fratello Theo ed il rapporto conflittuale con lui, che ne conosce ogni piega dell’animo e  ne è parimenti affascinato ed impaurito, il medico sadico che lo umilia, gli infermieri che si vendono per due soldi al miglior offerente, l’illuminato psicologo che, attingendo alle più moderne teorie, tenta di risolvere l’enigma della sofferenza di Vincent, senza l’ausilio di infernali vasche di decompressione o di maledetti elettrochoc. 
E allora lui, stranito, consapevole di essere il primo nemico di se stesso,  si aggrappa disperatamente alla vita, che gli è negata innanzitutto e volutamente, per ridurlo “alla ragione”,  nell’ospedale dei matti, proprio da quella tabula rasa che è il biancore candido delle pareti.  
I colori fanno paura a chi ha la “sindrome della corona”, come i medici, che si credono onnipotenti, e allora scelgono il bianco per dominare gli ammalati. 
Van Gogh chiede solo, disperatamente, di ritornare alla vita. E chiede, dunque, innanzitutto, quei colori negati, quelle tele che potrebbero restituirgli l’anima, per lasciare su ognuna un pezzetto di sé. Perché chi dipinge “si lascia attraversare dai colori”,  per ricostruire la realtà. E perciò c’è da aver paura degli artisti. 
Mirabili, infatti,  le sue descrizioni di Parigi, fra l’odore di pane e i profumi dei più vari, fra cafè chantant di artisti e donne di malaffare, e poi di Londra, “grigia e plumbea”, e infine di Anversa, che odia . 
Su tutto l’ombra della follia che confonde il pubblico attento, in una conclusione per nulla risolutiva, in cui sanità e pazzia si mescolano sapientemente. Ciascuno degli spettatori è costretto, infine, a fare i conti con il proprio “io”, con la propria psicologia, con i propri interrogativi irrisolti, affascinati dalla maestrìa interpretativa di Preziosi, sostenuta da una potente scrittura teatrale che lascia senza fiato. 

TEATRO - "Curiosi assaggi d'assurdo": irriverente spettacolo apripista della IV Stagione Teatrale “Cilindro Nero”

di Marco D'Alessio

S. GIORGIO DEL SANNIO - Ha avuto inizio questa sera, 25 Marzo 2018, la IV Stagione Teatrale “Cilindro Nero” nel comune di San Giorgio del Sannio con lo spettacolo teatrale “Curiosi assaggi d'assurdo” dell'autore di fine '800 Georges Courteline con gli attori Stefano Serra, Marco Micheli, Giorgia Lepore.
Una serie di atti unici diversi tra loro, ma accomunati dalle ambientazioni francesi della belle epoque, dalle rappresentazioni della vita quotidiana di coppia e le amicizie.
Episodi caratterizzati da momenti comici, apparentemente felici, divertenti e grotteschi, ma che nascondono personalità e contesti crudi e amari: un quadro tipico del contesto di fine '800 pieno di contraddizioni. Tutti i racconti evidenziano una spiccata verve dialogica e satirica dei personaggi, ben interpretati dagli attori. Un percorso che parte dalle rappresentazioni di scene di vita di coppia con i litigi, i tradimenti, gli intrighi e i fraintendimenti, passando per l'episodio di due amici in cui uno dei due, apparentemente disponibile nei confronti dell'altro, ad ogni richiesta posta si rifiuta sempre. Spazio anche alle grottesche rappresentazioni di una messa in scena di un'uccisione di un orso che non è andata come programmata. Infine ultimo episodio la lite di due coniugi che ha coinvolto un loro amico che provava a destreggiarsi e ad allontanarsi in ogni modo senza successo.
Un primo spettacolo irriverente ed entusiasmante che ha divertito i numerosi spettatori che hanno preso parte a questo primo appuntamento con l'augurio che l'alto numero di presenze e l'ottima pièce siano spia di una prospera stagione teatrale.
Si ricorda che il secondo spettacolo della IV Stagione Teatrale “Cilindro Nero” sarà “Inferno Mediterraneo” di Riccardo Corcione con Laura Tedesco, Laura De Sanctis, Azzurra Cavicchia e avrà luogo l'8 Aprile alle ore 18 nell'Auditorium “Cilindro Nero”.

23/03/18

MUSICA - "Santa Sofia in Santa Sofia", Mario Iadanza parla de "Il Canto beneventano. Una testimonianza della longobardia meridionale"



BENEVENTO -  Nuovo appuntamento per la seconda edizione della rassegna “Santa Sofia in Santa Sofia”, promossa dall’Accademia di Santa Sofia di Benevento, con la direzione artistica di Marcella Parziale.
Domenica 25 marzo, sarà proposto un evento fuori programma. Il concerto del quartetto di Santa Sofia, previsto da cartellone, sarà infatti sostituito da un'interessante conversazione - ascolto sul tema: "Il Canto beneventano. Una testimonianza della longobardia meridionale". L'appuntamento è per le ore 20.00 sempre nella splendida cornice della Chiesa di Santa Sofia, Patrimonio Unesco. "L'incontro, ha dichiarato il direttore artistico, Marcella Parziale, sarà curato da Don Mario Iadanza, tra i massimi studiosi e conoscitori della materia, nonché punto di riferimento e motivo di orgoglio per il nostro panorama culturale". Un appuntamento dunque da non perdere.

16/03/18

MUSICA - "Le sinfonie giovanili di Mendelssohn", sabato 17 marzo per l'Orchestra dell'Accademia di S. Sofia


BENEVENTO - Prosegue la Stagione Concertistica 2018-20 dell’Orchestra da Camera Stabile dell'Accademia di Santa Sofia di Benevento, per la direzione artistica di Filippo Zigante e la consulenza artistica di Marcella Parziale e che sta ottenendo un grande plauso del pubblico. Nella Basilica di San Bartolomeo di corso Garibaldi, prossimo appuntamento da non perdere quello di sabato 17 marzo, alle 19.30, con “Monumenti della Musica, i concerti brandeburghesi. Le sinfonie giovanili di Mendelssohn”.

Saranno eseguite musiche di Bach e Mendelssohn, eseguite dai Violini Marco Serino (konzertmeister), Alessia Avagliano, Francesco Norelli, Alina Taslavan, Rocco Roggia, Emanuele Procaccini e Valentina Del Re, dalle Viole Francesco Solombrino ed Antonio Mastroianni, dai Violoncelli Gianluca Giganti ed Alfredo Pirone, dal Contrabbasso Vincenzo Lo Conte ed i Flauti Tommaso Rossi e Serena Agosti e dal Clavicembalo Debora Capitanio
Il concerto è presentato dall’Università degli Studi Giustino Fortunato e dalla Prefettura, Ufficio Territoriale del governo di Benevento.

12/03/18

TEATRO - Paolo Caiazzo, successo strepitoso per "No grazie, il caffè mi rende nervoso 2"

di Rosa Leone

NAPOLI - E’ appena calato il sipario sul nuovo spettacolo di Paolo Caiazzo dal titolo "No grazie, il caffè mi rende nervoso 2", andato in scena prima al Teatro Augusteo e poi alCileadiNapoli. Dopo il successo ottenuto nel programma Made in Sud con il personaggio Cardamone, Paolo Caiazzo ha voluto ora vestire i panni di Michele Giuffrida, prigioniero del carcere di Poggioreale, nella sua commedia in due atti scritta da Lello Arena, Caiazzo e Francesco Velonà, con la regia di Lello Arena. Questo spettacolo, una sorta di omaggio-sequel al film originale “No grazie, il caffè mi rende nervoso”, interpretato daLello Arena e Massimo Troisi, è stato la continuazione del primo capitolo, infatti la storia è partita 35 anni dopo l'arresto.
Il Commissario e il Giudice lo hanno accusato per aver ucciso Massimo Troisi e James Senese…durante il Primo (e unico) Festival Nuova Napoli. La gente crede che si tratti del terribile FuniculìFuniculà, il micidiale serial killer protettore dei più vieti stereotipi che la città di Napoli si porta addosso da secoli e secoli. Ma Caiazzo giura di dire finalmente solo la verità, nient’altro che tutta la verità.
Grande successo di pubblico dunque per la nuova commedia di Paolo Caiazzo che ha visto nel cast, oltre all’autore, attori come Susy Del Giudice, Francesco Procopio, Nicola Pavese, Maria Chiara Centorami e Salvatore Misticone. Anche l’artista comico Enzo Guariglia ha preso parte allo spettacolo interpretando non solo il poliziotto come attore fuori campo, ma anche le voci fuori campo di Vincenzo Salemme, Enzo Avitabile e Paolo Sorrentino, doppiate per la prima volta in assoluto.Lo stile teatrale di Caiazzo e quel suo modo innovativo di fare commedia è stato sempre apprezzato dal pubblico ed ora ha fatto del caffè un piccolo classico.

11/03/18

TEATRO - Al "Magnifico Visbaal", Roberto Azzurro e "Scarrafunera", tra suggestioni colte e grotteschi accenti

di Maria Ricca

“È questa la regione, è questo il suolo,  è questo il clima, questa la sede che abbiamo guadagnato eternamente?  E sia. Meglio regnare all’ inferno che servire in Paradiso.” Salvo poi accorgersi che il terreno conquistato non è migliore del “Paradiso perduto”. Insomma, "è ‘n'ata "Scarrafunera".
Conclude la sua interpretazione citando Milton, tra accenti colti e potente senso del grottesco, Roberto Azzurro, che ha riportato al "Magnifico Teatro" di Benevento il testo di Cristian Izzo, al debutto, l'estate scorsa, alla Rassegna Pausilypon dell’omonimo Parco Archeologico ambientale. Il ritorno alle scene beneventane dell’attore, che già ha ripreso a Napoli la propria attività artistica, dopo i noti e drammatici eventi di cronaca dell’agosto scorso, è coinciso con la riproposizione di un testo recitato tutto d’un fiato ed interpretato con energica voluttà, in un intenso, ma non asperrimo, dialetto napoletano.
Giacca nera con lurex, cappello a tesa larga e valigia, è andata in scena con Azzurro, la metaforica sofferenza di un’anima che tenta rabbiosa di emergere dalla propria condizione, e non accetta di soccombere alla propria realtà . E allora si dibatte fra mille difficoltà e fra mille altri come lui, in un mondo che non ammette nulla se non  lurida fisicità, senza l’ombra di un sentimento che sia uno, e dove anche la “madre”, per cosí dire, tradisce il proprio ruolo, diventando l’ennesima, indifferente nemica. Bando ai proverbi buonisti, dunque, lo “scarrafone”, che qui non è bello "manc' a mamma soja", lotta con gli altri per emergere e per ritrovare un proprio posto al sole, salvo poi scoprire che c’è sempre spazio per sentirsi superiore ad un altro, per essere migliore, meno “scarrafone” di chi sta sotto di te. Triste consolazione.  La metamorfosi, il riscatto, infatti,  non riesce che a metà. Si affaccia nella mente la consapevolezza che nulla possa cambiare e che ciascuno sia costretto nella propria condizione.
Una bella prova d'attore, dunque,  quella di Roberto Azzurro, che ha strappato infine applausi di ammirazione e di affetto per un interprete colto e coraggioso, miracolosamente sopravvissuto per raccontare ancora mille storie.

14/02/18

CINEMA - Rosalia Porcaro, con i giovanissimi Glauco Rampone e Silvia Di Bernardo, interprete di "M-il film" di Lorenzo D'Amelio

Glauco Rampone
Rosalia Porcaro, Peppe Barile, Corrado Taranto ed i giovanissimi Glauco Rampone e Silvia Di Bernardo.
Questo il cast di “-M-" il film, la pellicola firmata da Lorenzo D’Amelio, regista già musicista, artista e arrangiatore.
Professionisti affermati e giovani esordienti, emersi dal lungo percorso di casting a cui hanno preso parte circa 180 ragazzi provenienti da Campania, Lazio, Basilicata, Toscana, Puglia, di cui 130 nelle scuole e 50 nelle giornate aperte al pubblico,  costituiranno il nucleo attoriale essenziale intorno a cui ruoterà la storia di Giorgio, studente al primo anno delle superiori, tanti dubbi e poche certezze, fra cui l’amore per Cristina, e l’antipatia per il trio di bulli che a scuola gli dà il tormento. Un mistero inspiegabile li attende ed una specie di giallo da risolvere, per comprendere vicende che hanno radici nella persecuzione ebraica della seconda guerra mondiale.
“Giorgio” sarà Glauco Rampone, nato a Benevento nel 2004, studente della prima liceo scientifico presso l’istituto “Galilei-Vetrone”. É allievo della scuola di Teatro “Solot” di Benevento dal gennaio 2012. Nonostante la giovane età, vanta la partecipazione a spot pubblicitari e spettacoli. Nel 2013 compare in uno spot diretto dal regista Valerio Vestoso e nel 2014 partecipa allo spettacolo teatrale “King Arthur” presso l’Auditorium del Seminario di Benevento, con la regia di Mark Dunton.
Rosalia Porcaro
Silvia Di Bernardo, “Cristina”,  è nata a Napoli il nel 2002 ma vive a Benevento. Frequenta il Liceo linguistico G. Guacci. Ha studiato Arpa e Violino al Conservatorio Statale Nicola Sala ed ha frequentato la scuola di recitazione Libero Teatro. Nel 2016 ha recitato nello spettacolo teatrale "Anastasia", per la regia di Mariella De Libero. Oltre a coltivare le sue passioni artistiche pratica il Pattinaggio.
I due giovanissimi saranno tenuti a battesimo da una madrina d’eccezione,  Rosalia Porcaro, attrice teatrale e di cabaret, attiva al cinema e in tv, con “Zelig”, “Convescion”, “Superconvescion” e “L’ottavo nano”. Ha lavorato, tra l’altro, con  Antonio Casagrande e  Rino Marcelli . I suoi personaggi sono ripresi dalla quotidianità proletaria e verace, e impersonano i difetti e le debolezze dell'italiano medio.
Ruolo principale anche per  l’attore e pittore Peppe Barile, in scena con Luca Ronconi, Bob Wilson, Renato Carpentieri, Carlo Cerciello, Walter Manfrè, Mariano Rigillo, Sal Da Vinci. Predilige un teatro narrato spesso legato a siti archeologici. Nei suoi spettacoli usa maschere di cuoio e scenografie dipinte, che egli stesso realizza talvolta dipingendo dal vivo accompagnato da musicisti.
Chiude il trio dei protagonisti adulti Corrado Taranto,  figlio dell'attore Carlo e nipote dell'attore Nino. Attore teatrale dal 1974 con la grande sceneggiata di Nunzio Gallo e Tecla Scarano, continua poi la sua carriera con i fratelli Taranto, Mariano Rigillo, Luisa Conte, Mario Scaccia, Carlo Cecchi, i fratelli Giuffré, Luigi De Filippo.

29/01/18

LIBRI - "Riti, magie e favole su Benevento": Virgilio Iandiorio ancora sulle orme di Eliseo Danza, con la casa editrice Bascetta

di Maria Ricca
BENEVENTO - Presentato ieri sera, in città, il volume “Riti, magie e favole su Benevento. Alchimie di ladroni e mostri del ‘600 nella valle beneventana di Eliseo Danza”, edizioni Arturo Bascetta.  Molti gli appassionati a Palazzo Paolo V, che hanno partecipato all'incontro, nell’ambito della rassegna StregArti, promossa dalla Proloco “Samnium”, diretta da Giuseppe Petito. L’opera è compresa nella collana sui misteri svelati di "Streghe, Dragoni e Santi beneventani", tradotti per intero per la prima volta dal latino dal preside Virgilio Iandiorio, appassionato Latinista, che ha tradotto direttamente in italiano cronache o vicende narrate in toto o in parte, spesso inedite, addirittura, riportando la descrizione che ne resero cronisti e cantastorie dell’epoca. Nelle scorse settimane Iandiorio è stato insignito del Premio Costa d'Amalfi alla carriera per aver tradotto, per la prima volta, per intero, il "De bello Neapolitano" di Giovanni Gioviano Pontano uscito in tre volumetti pubblicati da Abe. Ancora una volta, spirito guida della narrazione e della conversazione culturale tra l’Autore Iandiorio e la giornalista Ricca, è stato Eliseo Danza,  sublime giurista seicentesco, originario di Montefusco, nato  nel 1584. Studiò all’Università di Napoli, fu Governatore e Giudice oltre che Regio Uditore e  Avvocato. Insomma ebbe  una carriera di tutto rispetto nel campo giurisprudenziale . 

19/01/18

LIBRI - ""Papi, Poeti e Putti. Pene e Purghe per Efebi, Satiri e Janare", appuntamento con l'ABE domenica 21 a "StregArti"

BENEVENTO - Torna l'appuntamento con i bei libri e le letture d'autore nella manifestazione "StregArti. Premio Arco di Traiano". Dopo la serata dedicata a "Il Dragone di Eliseo ed altre storie", di Virgilio Iandiorio, la casa editrice Arturo Bascetta Editore propone "Papi, Poeti e Putti. Pene e Purghe per Efebi, Satiri e Janare", secondo volume della collana "Streghe, Dragoni e Santi. Crimini e Miti beneventani del '500", dello stesso autore Iandiorio. L'opera sarà presentata dalla giornalista Elide Apice, responsabile di "Teatri e Culture" ed operatrice culturale, a Palazzo Paolo V di Benevento (sala secondo piano), domenica prossima, 21 gennaio, alle 18.00.
Il testo è incentrato sul terremoto di Benevento del 1348, passando per Niccolò Franco, irriverente letterato. 
Nel corso della presentazione, sarà donato in omaggio ai giornalisti ed ai partecipanti, dei trent'anni della casa editrice, il volume "La fuga di Re Renato d'Angiò da Napoli a Benevento nel 1445, passando per Pietrastornina".

MUSICA - Accademia di S. Sofia, dal 27 gennaio la nuova Stagione Concertistica


BENEVENTO - Nel ricordo di Carlotta Nobile, riprende l’attività concertistica dell’Accademia di Santa Sofia di Benevento e della sua Orchestra da Camera Stabile.  Nel Salone di Rappresentanza della Prefettura di Benevento, si è svolta  la conferenza stampa di presentazione della  “Stagione Concertistica 2018-2020”, una ricca programmazione triennale che si terrà nella Basilica Monumentale di San Bartolomeo Apostolo, lì dove tutto iniziò nel 2010. 
Sono intervenuti: il Vice Prefetto Vicario della Prefettura di Benevento, Giuseppe Canale; il Direttore Artistico, Filippo Zigante; il Rettore dell’Università “Giustino Fortunato”, Augusto Fantozzi; l’assessore comunale all’Istruzione,  Rossella Del Prete;  il Direttore del Conservatorio “Nicola Sala”, Giuseppe Ilario; il Presidente onorario, Giovanni Cardona Albini e il Presidente “Amici dell’Accademia”, Maria Buonaguro. Quest’ultima ha moderato l’incontro.
Un cartellone di livello che partirà sabato 27 gennaio, alle 19,30, con “Le Quattro Stagioni” di Antonio Vivaldi.
Il presidente onorario Cardona Albini  ha commentato con dispiacere l’esclusione di Benevento dalla rosa delle città candidate a Capitale della Cultura, facendo nel contempo un appello alle Istituzioni per collaborare alla realizzazione di un serio progetto di crescita culturale della città.
Il Maestro Ilario ha riassunto le attività poste in essere dal Conservatorio “Nicola Sala”, che sta per festeggiare i 30 anni di autonomia, dicendosi vicino alla produzione artistica dell’Accademia, fiancheggiandola nel dinamismo musicale.
Secondo il direttore artistico Zigante: “Non abbiamo bisogno di riconoscimenti (Capitale della Cultura), ma bisogna invece continuare a credere in quello che si fa.
Ci auguriamo – ha proseguito – che i concerti possano essere apprezzati dal nostro pubblico. Abbiamo dato una tematica ad ogni appuntamento in programma, per  affrontare di volta in volta un momento ben definito della storia della musica”.
Inoltre, ogni iniziativa in cartellone sarà associata e dedicata ad una delle associazioni che collaborano con l’Accademia di Santa Sofia.
 Il Rettore dell’UniFortunato, Fantozzi,  ha elogiato la kermesse, ribadendo la piena disponibilità dell’Università  come partner di questo percorso, con l’obiettivo di portare in giro il nome di Benevento e dello stesso ateneo.
L’assessore Del Prete ha portato i saluti del sindaco Mastella. In seguito ha evidenziato le parole chiave che ben rappresentano il mondo della Fondazione Accademia di Santa Sofia: consapevolezza, competenza e professionalità.
Il Vice Prefetto vicario Giuseppe Canale ha dedicato belle parole per come è strutturata l’Accademia e per quello che propone.


14/01/18

LIBRI - StregARTI presenta "Il dragone di Eliseo Danza ed altre storie" di Virgilio Iandiorio, edizioni ABE

di Maria Ricca

BENEVENTO - Primo appuntamento, domenica 14 gennaio, a Palazzo Paolo V, con la collana "Streghe, Dragoni e Santi. Crimini e Miti beneventani del '500", edita per i tipi di Arturo Bascetta Editore. Il ciclo di volumi è stato presentato nell'ambito della rassegna internazionale di arte contemporanea "StregARTI- Premio Traiano", promossa dalla Proloco Samnium, presieduta da Pino Petito. 
Primo protagonista del ciclo di incontri, lo scrittore e giornalista Virgilio Iandiorio, già preside, ed appassionato latinista, con il volume "Il dragone di Eliseo Danza ed altre storie".
La narrazione si articola su episodi di grande suggestione, che il preside Iandiorio ha voluto proporre all’attenzione degli appassionati.
In apertura  l'intervento dell'editore Bascetta, che ha voluto sottolineare la "mission" della sua casa editrice: ricostruire attraverso documenti storici vivi, traducendoli e commentandoli opportunamente, le vicende più significative ed interessanti, spesso non note ai più, ma fondamentali per la reale conoscenza di un'epoca. Per questo si è avvalso della collaborazione di studiosi quali Iandiorio, direttore della collana presentata questa sera, che ha tradotto direttamente in italiano cronache o vicende narrate in toto o in parte, spesso inedite, addirittura, riportando la descrizione che ne resero cronisti e cantastorie dell’epoca. Nelle scorse settimane lo studioso è stato insignito del Premio Costa d'Amalfi alla carriera per aver tradotto, per la prima volta, per intero, il "De bello Neapolitano" di Giovanni Gioviano Pontano, uscito in tre volumetti pubblicati da Abe.
Con la giornalista Maria Ricca, moderatrice della serata, Iandiorio ha ricostruito, innanzitutto, le vicende narrate dal giurista Eliseo Danza di Montefusco, che riferì dei banditi di Benevento e del famoso drago ucciso nel XV sec. nel bosco tra Montefusco e San Nicola Manfredi. Di esso si fecero ritratti allegati a libri di scienza, storia e fisica. L’episodio a cui Danza fece riferimento nel tomo secondo del suo “De Pugna Doctorum” del 1636, vide protagonista Antonello Castiglione di una nobile famiglia di Montefusco, che affrontò, a costo della vita, ed uccise “un terribile e feroce dragone, che affrontava tutti quelli che passavano ed impediva ogni attività lavorativa e commerciale. 

07/01/18

L'INAUGURAZIONE - Riaperto il San Nicola: sarà nuovo polo di attrazione culturale, fra scuola di teatro e cinema d'essai

di Maria Ricca

BENEVENTO - Riaperto alla fruizione del pubblico cittadino, dopo dodici anni, il Teatro San Nicola, pareti bianchissime, velluti e pelle blu per le poltrone, risanato e ristrutturato,  ha accolto nella sera dell’Epifania il concerto del Conservatorio di Musica “Nicola Sala”, interprete delle melodie natalizie di “A Betlemme nascette ‘nu ninno”, canzoni e poesie della tradizione napoletana.  
Prima del concerto, gli interventi degli Assessori comunali ai Lavori Pubblici Pasquariello e alla Cultura Picucci, che hanno rispettivamente ricordato la fatica e la dedizione caratterizzante i lavori destinati alla riapertura della struttura, e ringraziato per il contributo i responsabili, esprimendo il desiderio di ospitare nella struttura eventi che possano incontrare il gusto di ogni spettatore. Quindi la parola al  Sindaco Mastella, che ha sottolineato la volontà di ospitare, tra l’altro, al San Nicola, eventi di cinema d’essai, per fare della città vero polo di attrazione culturale di qualità, in tal senso.
Se pare tramontata l’idea di avere Vincenzo Salemme al vertice di una Scuola di Teatro cittadina, per i già numerosi impegni dell’artista, che avrebbe suo malgrado declinato la pur gradita offerta, in futuro si deciderà sulla gestione del San Nicola, dopo un avviso pubblico rivolto a tutti gli interessati.
Benevento, infine,  recupererà a pieno anche il De Simone, in cui si svolgeranno lavori di ristrutturazione,  e l’anno prossimo, in primavera,  il Teatro Comunale.