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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

25/07/13

S. ANGELO A CUPOLO – “Teatro…Vagando” , percorso artistico itinerante, nel segno dell’aggregazione



Dal 1 al 24 agosto, in scena le compagnie amatoriali. Il 23, la “Festa di Matrimonio” della Solot. Si chiude con la “Finestra sul mondo”, per denunciare la violenza sulle donne

 

di Maria Ricca



E’ “Teatro…Vagando”, nel senso di “teatro itinerante”, quello che si propone al pubblico, andandolo a cercare dove c’è, e non aspettandolo inerte. Ed è quello che la direzione artistica di Massimo D’Agostino ha inteso promuovere ancora per l’undicesima edizione dell’omonima rassegna a Sant’Angelo a Cupolo. E non poteva essere altrimenti, per una realtà come quella del territorio ospitante, diviso in varie frazioni, ciascuna delle quali coinvolta nel mini Festival, ciascuna con le sue peculiarità. “Il messaggio che lanciamo va nel segno dell’aggregazione, di uno spirito artistico e culturale che unisce e non divide, secondo un obiettivo anche bi-partisan”,  ha sottolineato il direttore artistico D’Agostino, anima anche della compagnia “La Banda degli Onesti”, che a “Teatro Vagando” presenterà “ ‘O Spusarizio”, di Raffaele Viviani, il 20 agosto, in Piazza Garibaldi, a S. Angelo. “Altra finalità – ha continuato d’Agostino – è stata quella di mettere a disposizione delle diverse compagnie amatoriali della zona uno spazio ove rappresentare i propri lavori.Nessuna competitività fra i gruppi teatrali, solo la voglia di partecipare, nel segno dell’amicizia, come ha chiarito don Massimo Borreca, parroco di S. Angelo, anch’egli simpaticamente “arruolato” in una delle compagnie con un piccolo ruolo: “Credo nella valenza educativa del teatro. Se la Chiesa partecipa a queste iniziative è certo un valore aggiunto, nell’ottica dell’unificazione e della collaborazione. Nei piccoli centri, del resto, la Parrocchia ha un impegno aggregativo potente.”

Ma non tutte amatoriali sono le compagnie  coinvolte. Il 23 agosto vi sarà infatti la Solot-Compagnia Stabile di Benevento, ad occupare la scena della rassegna, anzi la Piazza Madonna delle Grazie, nella frazione Panelli, con la rievocazione della “Festa di Matrimonio”, già presentata con successo nei mesi scorsi a Casaldianni, perfetta ricostruzione filologica di una celebrazione anni Cinquanta, con canti e danze tipici del periodo, intervallati da degustazioni delle pietanze caratteristiche, con taglio della torta e distribuzione di confetti in chiusura.  Agli invitati sarà chiesto di indossare almeno un elemento anni Cinquanta nella propria “mise”  e la Compagnia “La Banda degli Onesti” metterà a disposizione anche costumi “ d’epoca”, se dovessero servire.

Si chiude il 24 agosto, a Montorsi, in Piazza s. Donato, con una speciale “Finestra sul Mondo”. Protagoniste le “Femmine Antiche” di Tiziana Maio, della Cooperativa Sociale Immaginaria di Benevento, “donne longobarde e sannite” e “Giuseppina donna del Sud”, monologo  di Pierluigi Tortora, che narra di sua nonna, assurta a simbolo di certa figura femminile del meridione, “donna forte e debole, umile e orgogliosa, madre e moglie, che appartiene alla sua terra, difficile e affascinante”.
Uno spazio voluto proprio per dar voce alle questioni del mondo e della violenza sulle donne, sempre più drammaticamente attuale.
“Spettacoli, soprattutto questi ultimi – ha concluso il commissario straordinario dell’Ente Provincia Aniello Cimitile -  a cui assisterò con molto interesse, per le tematiche affrontate, così come a quelli dell’intera rassegna, apprezzabile per il suo carattere di originalità. Se riusciremo, concluderemo il nostro impegno amministrativo promuovendo un momento importante, anche di riunione, legato alla cultura longobarda e al ruolo della donna, ricordando il culto di Iside, ma pure, per esempio, la bella figura di Adelperga, e così via dicendo.”
Ha concluso l’incontro l’intervento del Sindaco di S. Angelo a Cupolo, D’Orta, il quale, nell’esprimere il plauso per l’iniziativa, “che riesce a creare un clima davvero magico” ha rimarcato la forza di un evento “che ci rende fieri ed orgogliosi, per il suo intento di voler superare la divisione, sempre considerata una penalità, tra i tanti piccoli centri, difficili da raccordare.” Ciascuna Compagnia riceverà, infine, un attestato di partecipazione, il  “Premio Umberto Ingaldi”, consegnato dal papà del giovane prematuramente scomparso, Lamberto, anch’egli apprezzato attore della compagnia “Pro Ecclesia”. Un altro segno a favore della non competitività tra compagnie, come la raccolta fondi durante le serate, che servirà per l’acquisto di un defibrillatore.

Non solo “cultura”, dunque, ma anche serio impegno a favore della comunità.