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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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10/08/13

BENEVENTO TEATRO ROMANO FESTIVAL - L'11 agosto, all'Arco del Sacramento, la violinista Erika Verga per il recital "Viva Verdi"_l'intervista

"Stiamo lavorando alla costituzione di un’orchestra stabile, per valorizzare in modo permanente la Lirica a Benevento"



di Maria Ricca

L’appuntamento con lei è per  l’11 agosto, all’Arco del Sacramento, nell’ultimo concerto  del “Benevento Teatro Romano Festival”. I “riflettori sulla città”, questa volta sono proiettati su Erika Verga , che al violino, accompagnata al pianoforte da Cristina  Stein, proporrà “Viva Verdi”,  recital delle più famose arie, con il Coro Lirico della Transilvania, diretto dal M° Florian George Zamfir.
Erika Verga, diplomatasi al Conservatorio “Nicola Sala” con il massimo dei voti e la lode, si esibisce da anni nei principali teatri italiani ed esteri. Ha conseguito il titolo di professore d’orchestra presso la Scuola di Musica di Fiesole, si è diplomata in Musica d’Insieme all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, ha seguito Masterclass con illustri musicisti, ha fatto parte fra l’altro dell’Orchestra Giovanile “Luigi Cherubini”, diretta dal M° Riccardo Muti, dell’Orchestra dei Teatro Verdi di Salerno, diretta dal M° Daniel Oren. Si è esibita nella rassegna musicale “I rimember”, diretta da Sir Antonio Pappano e in Rai, con l’Orchestra diretta dal M° Renato Serio.  

Erika, ti sei diplomata giovanissima al Conservatorio, dopo una formazione classica, come recita il tuo curriculum. Numerosissime le esperienze concertistiche da allora effettuate, così come diversi i premi ottenuti. Che effetto fa ora tornare a Benevento, da protagonista? Che sapore ha esibirsi nella propria città?
“E’ sempre un’emozione particolare esibirsi davanti ad un pubblico tra cui riconosci tanti amici, volti noti e leggi nei loro occhi la fierezza di una Terra che ha voglia di emergere ed essere protagonista. Oggi un mio pensiero particolare va anche alla  mia cara amica e collega Carlotta Nobile, salita in cielo prematuramente. Anche se  mi sono esibita in tanti concerti in tutto il mondo, riassaporare i profumi della tua terra ed essere circondata da tanto affetto, ti riporta indietro nel tempo e ti fa ricordare i primi debutti, ma ti accende anche la voglia di dare il massimo e di regalare il meglio di te stessa a chi ti ascolta.” 
-Tu che hai avuto l’opportunità di vedere e verificare realtà italiane diverse dalla nostra, che suggerimenti avresti per valorizzare i nostri talenti e le nostre potenzialità, spesso sottovalutati e trascurati?
 “Deve essere  ricostruito lo spirito di  collaborazione per vincere le invidie e i boicottaggi che sono molto diffusi nella nostra mentalità. Invece di dare una mano a chi ha doti e talento, si ama invece far intorno terra bruciata ed alzare palafitte insormontabili, per proteggere la mediocrità. Insomma bisogna aprirsi al confronto e alla sinergia e non coltivare il piccolo orticello che non diventerà mai il giardino di Candido.  Che è il giardino delle qualità personali, che richiede di essere messo a frutto, senza troppo parlare, ma utilizzando la concretezza derivata da conoscenze ed abilità: quando si posseggono veramente.  Vale, nondimeno,  ampliare il discorso dalle doti individuali alle risorse collettive riguardanti  ad esempio quel ricco ed accessibile territorio di cultura e di natura del Mezzogiorno.  Molti tentativi sono stati compiuti, ma è necessario mettere a frutto questo giardino, compiutamente, per creare un volano economico che sappia trovare i giusti procedimenti d’attuazione.”     

-         La tua formazione, cominciata a Benevento, si è poi avvalsa di numerose esperienze. Quale fra queste è stata per te più formativa?
“Tutte le esperienze fatte sono significative nella vita di un’artista. Sicuramente quella con il Maestro Riccardo Muti mi ha arricchito particolarmente con l’Orchestra Giovanile Cherubini, con la quale ho avuto la possibilità di esibirmi nei più importanti teatri italiani ed esteri con repertori sinfonici,  cameristici ed operistici. Il Maestro Muti  ha dato un grande impulso ai grandi autori del settecento napoletano come Paisiello, Pergolesi, Cimarosa, Scarlatti.  Indimenticabili resteranno per me le esibizioni al Ravenna Festival, a Salisburgo, Malta, a San Pietroburgo e Mosca, a Perelada in Spagna,  dove venivamo accolti da  vere e proprie standing ovation da un pubblico entusiasta. Non posso però sottacere anche altre importanti esperienze come quella con i Solisti di Napoli e quella recente con il Teatro Verdi di Salerno con un direttore di grande talento quale Daniel Oren con il quale l’Orchestra del Verdi ha eseguito la maggiore produzione romantica e veristica italiana dell’Opera lirica. “
-         Che ruolo ha la musica nella tua vita e quanto ha contato, per te, venire da una famiglia di musicisti, l’hai sempre sentita nel tuo DNA?
Sin da bambina ho respirato in casa musica  e cultura, perché oltre a mia madre, anche mio nonno era un appassionato pianista jazz, innamorato della musica. E’ quindi una tradizione che continua e che per me è stata quasi istintiva  e naturale, tanto che a quattro anni, senza ancora conoscere la scrittura musicale,  accompagnavo all’organo i canti di Natale alla scuola materna delle Suore Battistine,  che all’epoca frequentavo.”  
-         Progetti futuri?
Sono tanti e spero divengano sempre di più. I miei prossimi impegni riguarderanno a settembre alcune registrazioni per un programma musicale che andrà in onda su un TV canadese. Poi ci sarà il Caudium Festival Park che mi vedrà impegnata come solista con alcune Orchestre italiane e straniere. Infine sto lavorando intensamente insieme ad altri artisti, musicisti e direttori sanniti come Renato Giordano ed il M° Leonardo Quadrini, alla costituzione di un’orchestra stabile, per valorizzare in modo permanete la Lirica a Benevento sia nella versione estiva al Teatro Romano sia a quella invernale in una “location” in grado di  avviare una “startup” di importanti progetti ed iniziative volte ad aumentarne l’attrattività del nostro territorio e consolidare la posizione a livello internazionale della città di Benevento. Un proposta che intende rivolgersi non solo ad appassionati e melomani, ma quale opportunità culturale, in grado di attirare consistenti flussi turistici nel capoluogo e in tutto il Sannio.”