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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

15/09/13

Bn Città Spettacolo, ed. 2013 – La storia di “Nella…”, tango passione e sentimento, seduce il Teatro Romano

di Maria Ricca

L’atmosfera c’era tutta. Alternanza di luci forti e soffuse, canzoni d’autore,  voci potenti ed appassionate,  interpretazioni coinvolgenti…E la voglia di lasciarsi andare. Quasi uno spettacolo “catartico”, la storia di “Nella, canzoni e ricordi di prostitute libere e oneste” , sabato 14 al Teatro Romano,  scritto e diretto da Luciano Melchionna, dal fortunato format “Dignità autonome di prostituzione”, che ha restituito al pubblico, folto nonostante la sottile, penetrante umidità di settembre, il desiderio di abbandonarsi alle suggestioni e alle sollecitazioni di una storia antica quanto la vita, quella di una giovane condotta alla prostituzione per fame e necessità, ma sana dentro e vitale. Solo l’amore, alla fine, riscatterà un passato difficile (la nipote di Nella sposerà un giovane “dabbene”), ma resteranno i pregiudizi e le sofferenze, se non più palesi, di certo sussurrati, a scavare dentro. Una storia narrata senza lacrime, però, ma nella grottesca allegria di un susseguirsi di splendide interpretazioni delle più belle canzoni “di vita”. Sfilano, così,  via via, le immagini evocate dalle melodie di De André e di Vasco Rossi, dai dolenti stornelli  di Gabriella Ferri , ma anche dal sound “maledetto” degli Eurythmics, quegli “Sweet dreams” , incredibilmente  eseguiti al violino, fino al tango delle capinere che coinvolge nel ballo della passione l’incredulo pubblico, “sedotto” senza distinzione dagli irriverenti attori di entrambi i sessi, mescolati tra gli spettatori, per invitare serissimi professionisti, composte signore e giovani più allegri, ad un disinvolto giro di danza. Un rito “dionisiaco” e liberatorio che non risparmia nessuno, allegro e a suo modo spregiudicato, che culmina nella “taranta”  finale, dopo altri spazi di commozione, con “Paloma” e “Todo cambia”, e nell’inno caciarone “Ma ‘ndo vai, se la banana non ce l’hai…” di Albertone, quando il Teatro Romano si trasforma in balera e tutti danzano e cantano sulle note di “New York New York”.
Alla fine dello spettacolo tutti gli attori all’ingresso a salutare e a ringraziare i convenuti, ancora increduli per una perfomance di grande professionalità e molto fuori dalle righe, che ha saputo regalare una serata piacevolissima, attingendo alle “Storie Amare”, ma soprattutto “d’Amore” protagoniste del Festival.