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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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21/04/14

TELESE T. (BN) - "Nerone e l'incendio di Roma", conferenza di Luigi Crimaco, mercoledì 23, alla Fondazione Romano

Mercoledì 23 aprile, alle ore 18.30, la Fondazione Gerardino Romano, presso la sede sociale di Piazzetta G. Romano 15, Telese Terme (BN), ospita il dott. Luigi Crimaco. All’incontro, coordinato dal prof. Felice Casucci, si parlerà di “Nerone e l’incendio di Roma. L’ospite racconterà il tempo e le azioni dell’imperatore Nerone, che rappresentano ancora oggi, per storici ed archeologi, un argomento di controversa attualità. Molti studiosi continuano a vagliare criticamente le fonti, l’attività politica, le ambizioni artistiche e l’incredibile carriera (non solo criminale) del personaggio Nerone, cercando in tutti i modi di fare nuova luce su un periodo storico, apparentemente fatto di sole ombre. Il racconto si snoderà sullo sfondo della Roma di I sec. d.C., quando Lucio Domizio Enobarbo conquistò il potere grazie alla sua bellissima Madre, Agrippina Minore, nipote, sorella, moglie e madre di imperatori romani, e lo esercitò nel terrore e nel lusso sfrenato, giocando a dadi con poste di 400.000 sesterzi, ma promuovendo pure riforme importanti come quella monetaria, capace di guarire l’economia malata di Roma. La narrazione di un qualificato studioso delle fonti archeologiche consente di riflettere su dati apparentemente delineati e acquisiti per veri, sviluppando una disamina critico-letteraria in grado di sollecitare interesse alle nostre origini, nel solco di quella grande tradizione umanistica che da Girolamo Cardano in poi ha fatto di Nerone un simbolo storico.
Tutti i video relativi agli incontri settimanali sono visibili sul sito della Fondazione (www.fondazioneromano.it) nella Sezione “Mercoledì culturali”.
 Luigi Crimaco, dirige il Museo Civico Archeologico “Biagio Greco” della città di Mondragone. Ha ricoperto ruoli di rilievo internazionale, effettuando scavi e ricerche archeologiche in varie regioni d’Italia. Attualmente dirige una missione di scavo sul castello medievale “Rocca Montis Dragonis”, un vasto complesso archeologico fortificato con all’interno due villaggi, chiese affrescate e il Palacium del feudatario.