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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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15/05/14

BENEVENTO - "Biennale di Studi Longobardi", inaugurati oggi i lavori al Museo del Sannio

Inaugurata presso il Museo del Sannio di Benevento la Biennale di Studi Longobardi, promossa dalla Provincia. Tra le Autorità erano presenti tra l'altro: l'Arcivescovo metropolita di Benevento mons. Andrea Mugione, il Prefetto Paola Galeone, il Questore Salvatore La Porta, il sindaco ed il vice sindaco di Benevento Fausto Pepe e Raffaele Del Vecchio. La Biennale, la cui prima Edizione in programma dal 15 al 17 maggio presso l'Istituto culturale di Piazza Matteotti consiste nel Convegno sul tema “Arechi II e il Ducato di Benevento”, è stata aperta da un discorso del Commissario straordinario della Provincia di Benevento Aniello Cimitile.
Salutando a nome della Provincia di Benevento i professori, ricercatori e studiosi per la prima edizione ufficiale della Biennale di Studi Longobardi, Cimitile non ha nascosto “l'ambizione ad averli preziosi amici, cultori e testimoni di una parte importante del nostro passato, del nostro presente e del nostro futuro”. Per Cimitile l’idea di questa biennale è quella “di una Benevento che vuole continuare ad essere, anche oggi, una grande capitale longobarda, anzi la capitale della “Longobardia Meridionale”. Vogliamo continuare ad essere “Ticinum Geminum”, e se qui passò ed operò Paolo Diacono, se questo fu un centro di produzione politica, giuridica, amministrativa, culturale ed artistica, vorremmo che anche oggi trovino qui a Benevento un naturale e attivo luogo di azione ed espressione i “Paolo Diacono” del nostro tempo, gli storici e quanti, nei molteplici settori scientifici e culturali coinvolti, danno a quella produzione modernità di riscoperta e comprensione”.
Secondo Cimitile, la classe dirigente locale, da quando la Chiesa di Santa Sofia è stata inserita nella World Heritage List dell’UNESCO, “ha assunto responsabilità di fronte all’umanità per aprire ed alimentare una nuova stagione di conoscenza e valorizzazione di questo patrimonio”. Il Commissario ha così continuato “l’istituzione della Biennale può essere uno dei fattori più rilevanti nel potenziamento del patrimonio identitario, dell’immagine e dell’offerta culturale della città e della Provincia di Benevento. Si comprende allora come questo convegno e la sua stabilizzazione nel tempo, sia parte importante di uno degli assi strategici, quello della cultura e del patrimonio culturale, di un modello più generale di sviluppo e crescita delle nostre aree”.
Del resto, ha proseguito Cimitile, il territorio sannita ha una enorme quantità di beni culturali che vanno adeguatamente sostenuti. “Benevento è non solo, come diremmo oggi, la grande capitale del mezzogiorno (lo era già come sede di uno dei tre ducati del regno), ma è centro politico di rilevanza mondiale, capace di interlocuzione e mediazione con Carlo Magno e di contrapposizione inter – pares col suo successore (Pipino). E’ con Arechi II che Ticinum geminum raggiunge il suo massimo splendore, da un lato centro di un progetto e di una speranza di rinascita del Regno e dall’altro centro di cultura europea di tale rilevanza da spingere qualche storico ad affermare addirittura che nell’VIII secolo fu lunica luce che risplendè in Italia o che fu la città la più colta e la più magnifica”.
Denunciato l'errore commesso anche da parte dei maggiori studiosi che hanno considerato il Medioevo un'epoca buia e trascurato l'importanza del contributo recato dall'Italia meridionale nella storia sociale, economica, culturale e politica, Cimitile ha detto che “occorre agire, con una strategia di continuità e di lungo periodo ed è in questa direzione che si colloca questa Biennale”. La Biennale “vuole occuparsi conoscere e sapere di più sulle relazioni internazionali, sulle istituzioni, sulla società e sull’economia longobarda; sull’architettura e sull’urbanistica, sulla vita e sulla organizzazione religiosa; sugli “Scriptoria”, sui codici e sulla scrittura beneventana, sulle “Scholae cantorum” e sul canto beneventano, sulla oreficeria e la monetazione, sulla miniaturistica, sulla pittura, sulla scultura, in generale sulla esistenza, definizione e caratterizzazione di un’arte longobarda beneventana”. Cimitile ha infine ringraziato il Comitato scientifico della Biennale, ed in particolare il prof. Marcello Rotili, e quello promotore dell'iniziativa con particolare riferimento all'ex assessore provinciale alla cultura Maria Felicia Crisci.