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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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18/05/14

BENEVENTO - L'appassionata vocalità di M'barka Ben Taleb, regina delle sonorità mediterranee, seduce la platea del San Marco

di Maria Ricca

Fascino da pantera mai doma, padrona della scena, arredata dagli strumenti della tradizione tunisina, il qanun, l'oud, la ladaburka, che si accompagnano al basso e alla batteria, stretta stretta al suo “ensemble”, con Giosi Cincotti, Corrado Paonessa, Michele Maione, Arcangelo Michele Caso, che per lei compiono ogni giorno miracoli musicali, M'barka Ben Taleb è salita sabato sera sul palco del Cinema Teatro San Marco, “cover set” d’emergenza per il concerto più atteso del Forum Universale delle Culture di Benevento, dopo che i tempi incerti avevano convinto gli organizzatori ad abbandonare la location iniziale dell’Arco del Sacramento. Non una scelta peregrina, in verità, che forse ha reso più godibile ancora l’esibizione dell’artista, grazie al clima raccolto.
“Il concerto di stasera – ha sottolineato Gennaro Del Piano, organizzatore dell’evento – è un “unicum” e porta in scena, infatti, accanto alla cantante e musicista tunisina, Raiz degli “Almamegretta” ed Enzo Gragnaniello”, testimoni delle sonorità popolari e poi funk, raggamuffin, che ben si sposano al mondo di ‘Mbarka Ben Taleb e ne completano l’affresco sonoro.
L’attesa di un’ora o quasi, rispetto all’orario di inizio, è presto dimenticata. Avvolti dall’atmosfera, gli spettatori  si lasciano sedurre dalle sonorità mediterranee che emergono dalla potente vocalità di M'barka, ricca di sfumature sempre più intense nelle varie interpretazioni, in un crescendo coinvolgente, che si tinge di rosso, di verde, di azzurro intenso, di stelle luminose, che si muovono vorticose sulle pareti della sala.
I ritmi incalzanti delle canzoni, che lei stessa traduce in lingua araba o in francese, “perché la vera cultura – dice –non la tieni solo per te, ma la doni a tutti”, lasciano poi spazio alle sonorità dolcissime di “Dicitincelle vuje” e “Indifferentemente”. Fino alla “Luna rossa” in francese, interpretata per il film di John Turturro “Gigolò per caso”, che l’ha voluta nel cast come “Mimou”, dopo l’esperienza in “Passione”.
C’è, poi, tempo e voglia per interpretare ben due canzoni di Marcello Vitale, il musicista sannita con il quale l’artista tunisina ha stretto un lungo sodalizio. Lui non c’è, ma è come se fosse presente, evocato dalle parole di lei, che più volte ne celebra il genio, ricordando che “è uno di voi, un vostro “paesano”, cammina per le strade della vostra città, è bravissimo e va apprezzato, ma lui è timido…” Del resto anche lei, dice, “mi sento una di voi”.
L’allegra sensualità di M'barka, di verde lungo vestita, coinvolge il pubblico, che segue la melodia, cantando con lei e  seguendone  il ritmo con le mani.  Ma sono le note suadenti di “Besame Mucho” a rapire le menti degli appassionati . Fino al brano “ex-voto”, dedicato da lei, credente, ma non praticante, al suo “Islam”, che vuol dire “pace”, “perché Dio è uno ed ha creato noi tutti uguali, e dobbiamo vivere nel rispetto reciproco”.
Sale Raiz sul palco ed interpreta due brani da solista ed uno con la “sorella mediterranea” M'barka, quel “Nun te scurdà” eseguito da lui, con l’artista tunisina e Pietra Montecorvino, ancora una volta per John Turturro, in “Passione”.
La struggente intensità delle esecuzioni di Enzo Gragnaniello, anche lui sul palco per tre interpretazioni con l’amica artista, tocca il culmine in “Vaseme”.

C’è spazio per la commozione di M'barka, infine, nell’interpretazione di “ ‘O sole mio”, in arabo (“Sto per lasciare questa città, ma vi porterò sempre nel cuore…”, dice) e, naturalmente, per tentare di condurre con sé, nel suo mondo, Raiz e Gragnaniello, nell’intento di esaltare il legame profondo tra le due culture musicali mediterranee, quella tunisina e quella napoletana, combinandole con sonorità neo-melodiche. Missione compiuta. Applausi.