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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

07/09/14

BENEVENTO CITTA' SPETTACOLO - Iaia Forte "en travesti" e il delirio grottesco dell'eccentrico Tony Pagoda

Dalle pagine di Sorrentino al palcoscenico del De Simone, l’interpretazione della poliedrica artista


di Maria Ricca


Il delirio di Tony Pagoda, reinterpretato da Iaia Forte “en travesti” è un' irresistibile iniezione di energia che cattura gli spettatori di Benevento Città Spettacolo, trentacinquesima edizione, al Teatro De Simone per vivere la prima vera inaugurazione del Festival, dopo la delusione inflitta dalla pioggia che ha fermato la prima serata della rassegna, al Teatro Romano. 
Non ci sono preamboli. Sul palcoscenico, nel lungo monologo, tratto dal testo di Sorrentino “Hanno tutti ragione”, di cui la Forte si è innamorata e che ha voluto portare in scena, tagliato e ritagliato, sotto forma di emozioni, Tony Pagoda è la trasfigurazione di ogni artista messo a confronto con l’occasione della sua vita. L’attesa di entrare al Radio Music Hall è fatta di palpiti e di angosce, ma l’amor proprio e la sfida con se stesso e la voglia di dimostrare a tutti di essereall’altezza costituiscono quella sferzata di adrenalina, di energia, che lo porta al successo. Sono applausi per lui, che non sfugge, ma ricerca il confronto con il mitico
Frank (Sinatra). Una stretta di mani, entrambe adornate di preziosi di valore molto differente, l’uno acquistato al la Fifth Avenue, l’altro alla via Marina, a Napoli, una strizzata d’occhi e poi via. Basta così. E Pagoda rimane solo con i propri pensieri, lui che aveva immaginato lunghe serate in compagnia di Sinatra, distesi sui divani di appartamenti eleganti, arredati alla Billy Wilder. "Ma le celbrità - conclude - sono sempre altrove"...
Non c’è posto, però,  per lo scoramento, nell’eccentrico, presuntuoso, donnaiolo, cocainomane Tony, che anzi decide di concludere la serata in compagnia di tre prostitute, raccattate a caso. Lo soddisferanno, ma lo deruberanno, alla fine, proprio mentre è al telefono con la petulante moglie e l’innocente figliola. Nessun senso di colpa in lui,tuttavia, né dubbi, solo insofferenza e stanchezza.
Lo ritroviamo, nel secondo atto, protagonista di uno squallido concerto di fine anno, in provincia, ad Ascoli Piceno. Anche qui un’avventura sessuale, riuscita a metà, con la corista Antonella, emiliana di belle forme, tornita e disponibile, ma nemmeno tanto, che alla fine si fa prendere da una serie di scrupoli. Quelli che Tony, che nel frattempo tiene al divertito pubblico, una stravagante e grottesca lezione di seduzione, non avrà mai. In lui resterà solo tanta stanchezza, l'unica condizione che, però, restituisce la libertà di dire anche no, quando non si intende fare qualcosa. Applausi convinti, alla fine, per Iaia Forte, che non si è risparmiata nell’interpretazione del singolare personaggio, risultando credibile in panni maschili, per modi, atteggiamenti ed espressioni spesso coloritissime, volutamente esasperate, per rendere a pieno l’identità del personaggio.