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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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21/09/14

BENEVENTO - VideoVarietà, vince l’ironia di Vincenzo De Matteo

Vincenzo De Matteo
Alla fine il piccolo dramma di vivere in una famiglia di attori ha permesso a Vincenzo De Matteo di avere la meglio sugli altri nove finalisti di VideoVarietà, concorso evento che, ieri sera, nella bella cornice della corte di Palazzo Paolo V, ha celebrato la serata finale con la scelta del video vincitore. Un premio di mille euro che la giuria, formata da Gianluca Guidi, Cristina Donadio, Pietro Montone e presieduta da Giulio Baffi ha assegnato al giovane video maker di San Giorgio del Sannio per la divertente idea, ripresa nello spot “Vivere il teatro”, di immortalare la quotidiana sofferenza di un figlio costretto a vivere con un padre attore, nella perenne confusione tra la rappresentazione sul palcoscenico e quella in un comune salotto di una esistenza continuamente invasa dall’esigenza di prosa.
Uno sketch creato dall’autore traendo ispirazione dal proprio vissuto. Figlio di un attore, Vincenzo De Matteo, chiamato a parlare del suo lavoro,  ha raccontato le abituali piccole “sofferenze” che era costretto a sopportare da bambino. Molto divertente, sul tema, il siparietto con Gianluca Guidi, figlio di Johnny Dorelli, che ha condiviso, ridendone, le piccole sconvenienze di un’adolescenza trascorsa in una casa di attori. Tra le note del cantautore Fadà, accompagnato dal violinista, Corrado Ciervo, sono stati proiettati tutti gli spot finalisti, tutti molto apprezzati, che hanno, per la prima volta nella storia del Festival, interpretato e promosso le diversi visioni create sulle “Memorie Con-fuse”, tema di quest’anno della rassegna. “Il concorso-evento VideoVarietà – hanno spiegato Alessandro Paolo Lombardo, Luigi Furno ed Emilio Fabozzi, autori dell’appuntamento - ha inteso contribuire alla sedimentazione di una memoria audiovisiva della kermesse teatrale che è, a sua volta, un’esperienza di memoria collettiva della città. Un archivio video di una pluralità di visioni su un Festival che è da tempo un patrimonio collettivo”.