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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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05/09/14

PETRURO IRP. (AVELLINO) - Tarantella, pizzica, tammurriata per i festeggiamenti di Maria Santissima di Montevergine, oggetto di grande devozione

Come ogni anno da tempi immemori uno dei Feudi più piccoli di tutto il Meridione d’Italia, Petruro Irpino, rinnova i festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Montevergine, in programma per sabato 6 e domenica 7 settembre. Una due giorni tra antichi riti religiosi, nenie e canti Verginiani che si concluderanno, di sera, con i consueti festeggiamenti civili. Sabato 6 settembre sarà la tradizione popolare a “tenere il banco” con il gruppo folkloristico di Montemarano “Baccanali’s – Grande Sud” in concerto: tarantella, pizzica, tammurriata, per ridare colore e allegria “ ‘Nmiezzo Casanti” (piazza san Gennaro) con le antiche mote dei canti che furono dei nostri avi. Domenica 7 settembre, la Piazza (che nell’intento degli organizzatori è quello di ridare valore alla convivialità e alla socializzazione come momento di incontro), ospiterà la musica degli anni 60/70 con Nicola Di Bari in concerto.  I festeggiamenti in onore di Maria Santissima di Montevergine a Petruro Irpino, sono molto più di un tradizionale appuntamento. Lo spirito con cui da decine e decine di lustri si organizza l’evento va oltre ad un consolidato momento di ritrovo: la spiritualità e la devozione alla Madonna di Montevergine vede coinvolti fatti, evoluzioni ed eventi segni determinanti del percorso storico ed antropologico dei luoghi.
E’ ciò che si coglie nel difficile lavoro del Comitato Festa, composto dal Parroco Don Luigi Tortora, dal Sindaco Giuseppe Lombardi, dal capogruppo d’opposizione Armando Orlando, da Giovanni Dentice e dai altri devoti che, vista l’esiguità della popolazione residente, cerca di tenere vivo il canto di lode all’icona bizantina di Mamma Schiavona, segno distintivo della terra Irpina.  La sua venerazione, tramandata da un’antica leggenda e dalla pietà popolare, è in un antico quadro, di autore ignoto, donato nel ‘700 da un monaco dell’Abazia di Montevergine. Il dipinto su tela è portato in processione dal centro abitato alla contrada Lago dove è eretta una piccola cappella rurale a sottolineare il culto Verginiano istituito da San Guglielmo. La particolarità della piccola chiesetta sta nella sua collocazione e nella struttura: è dotata di un solo lucernaio dal quale si può ammirare tutta la maestosità del Santuario eretto sul Monte Partenio. L’attuale fabbricato religioso fu edificato nella prima metà dell’800 su altre strutture precedenti i cui frammenti sono incorporati e conservati nell’attuale costruzione. Le sue origini, presumibilmente, risalgono al XIV secolo.