PALCOSCENICO IN CAMPANIA.it

Spettacoli - Eventi Culturali - Recensioni - Interviste

INFO@PALCOSCENICOINCAMPANIA.IT

a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

29/04/15

PREMIO STREGA - Temi e problemi dei libri in concorso per la 69a edizione, presentati il 30 aprile al San Marco da Dario Vergassola

Sarà dunque trasmessa in streaming da Ntr24, sui siti www.comune.benevento.it e www.premiostrega.it , la serata di domani, giovedì 30 aprile, alle 18, al Teatro San Marco, quando saranno presentati i dodici scrittori candidati alla 69° edizione del Premio Strega, dall’attore e scrittore Dario Vergassola. 
Oltre ai rappresentanti istituzionali, Sindaco Pepe ed Assessore Comunale alla Cultura Del Vecchio, interverranno il Presidente di Strega Alberti, Alberto Foschini, il Direttore della Fondazione  Bellonci, Stefano Petrocchi, il Presidente nazionale di Slow Food,Nino Pascale e la giornalista e scrittrice beneventana Melania Petriello. 
L’opera dedicata alla edizione 2015 del Premio Strega è affidata agli artisti Perino e Vele, mentre le scenografia sono di  Fabio Melillo e Italo Mustone.Vi saranno anche letture di poesie.
Alle ore 20.30 a Palazzo Paolo V, a coronamento della serata dedicata al Premio Strega 2015, si celebrerà la Giornata Internazionale del Jazz, istituita dall'Unesco nel novembre del 2011.   Il Conservatorio di musica “Nicola Sala”, in collaborazione con il Circolo Culturale Manfredi, con l'adesione della Città di Benevento e del Premio Strega, proporrà  l'esecuzione di canzoni americane jazz.  
Molte le polemiche che hanno accompagnato anche questa edizione del riconoscimento. La spunta Elena Ferrante, con la sua “Storia della bambina perduta”. 
 Il secondo titolo più chiacchierato è sicuramente “Dimentica il mio nome”, la graphic novel di Zerocalcare candidata da Bao Publishing. 
Romanziere non ortodosso è anche Vinicio Capossela, noto ai più come cantautore ma già autore di tre opere narrative. 
Tra gli sfidanti più papabili della favorita Ferrante si segnalano anche Mauro Covacich per Bompiani e Nicola Lagioia per Einaudi.
Tra le novità di quest’anno, il sistema di votazione. E’ stata inserita quella che è stata presentata come clausola a tutela della bibliodiversità, secondo la quale se nella Cinquina non è compreso almeno un libro pubblicato da un editore medio-piccolo, si procederà all'inclusione di quel libro che avrà ottenuto il maggior numero di voti, determinando così una finale a sei candidati.
Non saranno  ammessi gli e-book, nonostante l’appello di Luca Fadda e la viralità del suo #Strega Digitale.

Ed ecco titoli e temi dei volumi in concorso.

1. Il paese dei coppoloni (Feltrinelli) di Vinicio Capossela
Presentato da Eva Cantarella e Gad Lerner
Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?” Così si chiede al viandante-narratore nelle terre dei padri. Il viandante procede con il passo dell’iniziato, lo sguardo affilato, la memoria popolata di storie. E le storie gli vengono incontro nelle vesti di figure, ciascuna portatrice di destino, che hanno il compito di ispirati accompagnatori.
Luoghi e personaggi suonano, con i loro “stortinomi”, immobili e mitici, immersi in un paesaggio umano e geografico che mescola il noto e l’ignoto. Scatozza “domatore di camion”, Mandarino “pascitore di uomini”, la Totara, Cazzariegghio, Pacchi Pacchi, Testadiuccello, Camoia, la Marescialla: ciascuno ragguaglia il viandante, ciascuno lo mette in guardia, ciascuno sembra custode di una verità che tanto più ci riguarda, quanto più è fuori dalla Storia. Il viandante deve misurarsi, insieme al lettore, con un patrimonio di saggezza che sembra aver abbandonato tutti quanti si muovono per sentieri e strade, sotto la luna, nella luce del meriggio, accompagnati dall’abbaiare dei cani.
E poi ci sono la musica e i musicanti. La musica da sposalizio, da canto a sonetto, la musica per uccidere il porco, la musica da ballo per cadere “sponzati come baccalà”, la musica da serenata, il lamento funebre, la musica rurale, da resa dei conti. Vinicio Capossela ha scritto un’opera memorabile in cui la realtà è visibile solo dietro il velo deformante di un senso grandioso, epico, dell’umana esistenza, di un passato che torna a popolare di misteri e splendori l’opacità del nostro caos.

2. La sposa (Bompiani) di Mauro Covacich
Presentato da Dacia Maraini e Sandro Veronesi
Diciassette racconti nel segno della grande tradizione novellistica italiana – una linea ideale che dal Decameron di Boccaccio porta fino ai Sillabari di Parise. Due sconosciuti in attesa di sparare durante un safari umano. Un’artista vestita da sposa che attraversa l’Europa in autostop. Un giovane sacerdote, ignaro del suo futuro di papa, in un drammatico corpo a corpo con il desiderio. Gli attentati compiuti nei supermercati da un tranquillo padre di famiglia con la passione per gli esplosivi. Le peripezie di un cuore espiantato, in corsa verso la seconda vita. Un uomo deciso a condividere la casa con un branco di lupi. Fatti realmente accaduti che si fondono a invenzioni folgoranti e brevi digressioni autobiografiche, come la lezione di frisbee al nipotino, nella quale affiora la dolente sterilità di un’intera generazione che ha rinunciato ai figli per le proprie ambizioni personali.


3.Storia della bambina perduta (e/o) di Elena Ferrante
Presentato da Serena Dandini e Roberto Saviano
Storia della bambina perduta è il quarto e ultimo volume dell’Amica geniale, la saga italiana che ha avuto più successo in questi anni, confermando l’autrice, già conosciuta per i precedenti romanzi, come una delle massime scrittrici al mondo.
Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e “rinascite”.  Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l’altro allo scontro con i potenti fratelli  Solara).
Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s’incontrano, s’influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano.
Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell’altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del  loro legame d’amicizia. Intanto la storia d’Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare.

4. Final cut (Fandango) di Vins Gallico
Presentato da Renato Minore e Luca Ricci
Final Cut. L'amore non resiste (Fandango Libri) è l'ultima fatica dello scrittore regginoVins Gallico, candidato allo Strega 2015. Una commedia brillante che parla di ordine, confusione e liberazione, e diventa il ritratto parossistico e ultramoderno di una generazione digitale incapace di affrontare vicinanza e sentimenti.
5. Chi manda le onde (Mondadori) di Fabio Genovesi
Presentato da Silvia Ballestra e Diego De Silva
Ci sono onde che arrivano e travolgono per sempre la superficie calma della vita. Succede a Luna, bimba albina dagli occhi così chiari che per vedere ha bisogno dell'immaginazione, eppure ogni giorno sfida il sole della Versilia cercando le mille cose straordinarie che il mare porta a riva per lei. Succede a suo fratello Luca, che solca le onde con il surf rubando il cuore alle ragazze del paese. Succede a Serena, la loro mamma stupenda ma vestita come un soldato, che li ha cresciuti da sola perché la vita le ha insegnato che non è fatta per l'amore. E quando questo tsunami del destino li manda alla deriva, intorno a loro si raccolgono altri naufraghi, strambi e spersi e insieme pieni di vita: ecco Sandro, che ha quarant'anni ma vive ancora con i suoi, e insieme a Marino e Rambo vive di espedienti improvvisandosi supplente al liceo, cercando tesori in spiaggia col metal detector, raccogliendo funghi e pinoli da vendere ai ristoranti del centro. E poi c'è Zot, bimbo misterioso arrivato da Chernobyl con la sua fisarmonica stonata, che parla come un anziano e passa il tempo con Ferro, astioso bagnino in pensione sempre di guardia per respingere l'attacco dei miliardari russi che vogliono comprarsi la Versilia. Luna, Luca, Serena, Sandro, Ferro e Zot, da un lato il mare a perdita d'occhio, dall'altro li profilo aguzzo e boscoso delle Alpi Apuane.

 6. La ferocia (Einaudi) di Nicola Lagioia
Presentato da Alberto Asor Rosa e Concita De Gregorio
Clara è magnetica. Illumina le stanze in cui entra o le oscura, a seconda della tempesta che l'accompagna. L'ultima volta che l'hanno vista viva, camminava nuda nel centro della statale Bari-Taranto. Questa è la storia di due giovinezze, una famiglia, una città, delle colpe dei padri annidate nella debolezza dei figli, di un mondo dove il denaro può aggiustare ogni cosa fino all'attimo preciso in cui è già troppo tardi. Al centro c'è un corpo di donna chiuso nello sguardo di tutti quelli che hanno creduto di poterlo possedere, e intorno l'abissale cruenta vanità del potere. Mobile e intenso, La ferocia è un libro che costruisce un mondo - il nostro

7. Il genio dell’abbandono (Neri Pozza) di Wanda Marasco
Presentato da Francesco Durante e Silvio Perrella
Un Don Chisciotte napoletano. E' questo Vincenzo Gemito, tra i più grandi scultori italiani vissuti fra Ottocento e Novecento, del quale Wanda Marasco racconta le avventure in quel viaggio nell'arte e nell'animo umano che è il romanzo 'Il genio dell'abbandono', pubblicato da Neri Pozza, con cui è candidata al Premio Strega 2015.
    "Il tema fondamentale della vita di Gemito è la battaglia per l'arte e per l'innocenza dell'arte" spiega la Marasco, autrice di romanzi e raccolte poetiche fra cui 'L'arciere d'infanzia' con la prefazione di Giovanni Raboni che ringrazia, insieme a Cesare Segre, anche nella nota che chiude questo nuovo romanzo.
    Figlio di nessuno, abbandonato sulla ruota dell'Annunziata, Gemito è un reietto. Adottato da una popolana, fa il suo apprendistato nei vicoli, con il pittore Antonio Mancini suo amico-nemico, e ha nove anni quando entra nella prima bottega in cerca di maestri. "Ho seguito la suggestione fiabesca che l'abbandono fosse per lui un'entità magica. In tutto il romanzo lo spinge con grande passione agli accadimenti della vita. Il titolo è un ossimoro perché non è detto che l'abbandono generi il riconoscimento della propria intelligenza e passione. Di solito più si nasce in una situazione di disagio, meno si capisce cosa si vuole essere nella vita" spiega la scrittrice che ha realizzato un perfetto incastro tra invenzione e realtà storica.
   
8. Se mi cerchi non ci sono (Manni) di Marina Mizzau
Presentato da Umberto Eco e Angelo Guglielmi
Dopo il funerale di Leonardo le due mogli, le figlie, le sorelle, il nipote, il cugino, una zia e alcuni amici si ritrovano insieme, intrecciando il ricordo di lui con barzellette e risate, conflitti e vecchie incomprensioni, equivoci e amori incerti. Il gruppo di famiglia si riunisce nella casa dell'uomo, e poi al bar per l'aperitivo, e poi in trattoria, tra divertenti siparietti e rivelazioni e tenerezze conditi dal gusto dei protagonisti per le parole e, soprattutto, per il cibo. Nel computer, ad ognuno di loro, Leonardo ha indirizzato una lettera in cui rievoca storie e sentimenti della vita con lui e senza di lui. Manca quella per la sua ex allieva, la voce narrante che ci accompagna nella giornata, scioglie un rebus, svela ciò che (non) è accaduto con Leonardo.

9. Come donna innamorata (Guanda) di Marco Santagata
Presentato da Salvatore Silvano Nigro e Gabriele Pedullà
Come si può continuare a scrivere quando la morte ti ha sottratto la tua Musa? È questo l’interrogativo che, l’8 giugno 1290, tormenta Dante Alighieri, giovane poeta ancora alla ricerca di una sua voce, davanti alle spoglie di Beatrice Portinari. Da quel momento tutto cambierà: la sua vita come la sua poesia. Percorrendo le strade di Firenze, Dante rievoca le vicissitudini di un amore segnato dal destino, il primo incontro e l’ultimo sguardo, la malìa di una passione in virtù della quale ha avuto ispirazione e fama. È sgomento, il giovane poeta; e smarrito. Ma la sorte gli riserva altri strali. Mentre le trame della politica fiorentina minacciano dapprima i suoi affetti – dal rapporto con la moglie Gemma all’amicizia fraterna con Guido Cavalcanti – e poi la sua stessa vita, Dante Alighieri fa i conti con le tentazioni del potere e la ferita del tradimento, con l’aspirazione al successo e la paura di non riuscire a comporre il suo capolavoro… È un Dante intimo, rivelato anche nella sua fragilità, e nelle sue ambiguità, quello che Marco Santagata mette in scena in un romanzo che restituisce le atmosfere, le parole, le inquietudini di un Medioevo vivido e vicino. Il sommo poeta in tutta la sua umanità: lacerato dall’amore, tormentato dall’ambizione, ardentemente contemporaneo.

10. Via Ripetta 155 (Giunti) di Clara Sereni
Presentato da Massimo Onofri e Domenico Starnone
Via Ripetta: una delle strade più centrali di Roma, in quello che è una sorta di triangolo d'oro fra piazza del Popolo, piazza Navona e il Pantheon. Tutto chiaro? No, perché il 155 si trova nel piccolo tratto dopo l'Ara Pacis che tutti pensano appartenga già a via della Scrofa: bisogna spiegarlo bene perfino a chi guida il taxi, se è proprio lì che si vuole andare.
Un tratto fuori fuoco nello stradario, e quella che si racconta qui è la storia fuori fuoco degli anni fra il ’68 e il ’77, cominciati all'insegna dell'utopia libertaria – compresa l'idea che per la libertà valesse la pena di stare a pancia vuota e di vivere alla meglio in case che cadevano a pezzi – e sfociati nel terrorismo prima, e poi nel riflusso del disimpegno, dei manager rampanti. Per i non rassegnati, restava solo il tentativo di portare dentro i gruppi amicali, e qualche volta dentro una famiglia che si pensava "nuova", la gran massa di elaborazione ideale che via via si era andata producendo.
Una storia vista con lo sguardo sghembo di chi ha vissuto da vicino molte cose senza mai esserne del tutto al centro, e dunque con la possibilità di testimoniare – dolorosamente – una memoria non ingabbiata. Ricordi in prima persona di anni raccontati fin qui poco: perché il terrorismo non fu – come molti ritengono – la conclusione logica di quanto il Sessantotto aveva seminato, ma fu invece la sanzione drammatica della sconfitta di molte speranze, un lutto pungente per chi aveva creduto e si era speso per farle germinare.

11. XXI Secolo (Neo) di Paolo Zardi
Presentato da Giancarlo De Cataldo e Valeria Parrella
In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli.
Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra.
Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.
Opera al contempo intima e universale, XXI Secolo è una domanda fondamentale sull’identità e sulla capacità dell’animo umano di sondarne le profondità più nascoste;
12.  Dimentica il mio nome (Bao Publishing) di Zerocalcare
Presentato da Daria Bignardi e Igiaba Scego
Quando l'ultimo pezzo della sua infanzia se ne va, Zerocalcare scopre cose sulla propria famiglia che non aveva mai neanche lontanamente sospettato. Diviso tra il rassicurante torpore dell'innocenza giovanile e l'incapacità di sfuggire al controllo sempre più opprimente della società, dovrà capire da dove viene veramente, prima di rendersi conto di dove sta andando. 
A metà tra fatti realmente accaduti e invenzione, Dimentica il mio nome è un piccolo gioiello narrativo, la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, di un talento puro e innegabile.