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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

10/07/15

L' INTERVISTA - Marialaura Simeone presenta "L'Estate al Mulino del Cinema", fra riflessioni, confronti ed amarcord


di Maria Ricca

Il "Mulino del cinema" riapre anche d'estate, dunque. Il 22 luglio, "Il sorpasso" di Dino Risi (1962), il 23 luglio, "La spiaggia" di Alberto Lattuada (1954), il 29 luglio, "Estate violenta" , di Valerio Zurlini (1959), il 30 luglio, "Domenica d'agosto", di Luciano Emmer (1949), gli appassionati di cinema ritroveranno il piacere di gustare pellicole d'autore, en plein air, al Mulino Pacifico,  secondo un filo conduttore interessante, quello che Marialaura Simeone, curatrice della manifestazione anche nella versione invernale e del sito "Effetto Kuleshov", docente e critico cinematografico, ha individuato nella scelta delle pellicole.

- Perché hai puntato sull'amarcord, sul "come eravamo" nella scelta dei film? 
La scelta dei film è stata dettata innanzitutto dalla mancata offerta del cinema contemporaneo. In Italia con il Neorealismo e poi, ancora, nel decennio successivo anche con la commedia, è stato raggiunto un livello altissimo, mai più eguagliato. Quindi quel cinema va rivisto, riscoperto, riproposto. A questo, però, si aggiungono sicuramente motivazioni più contingenti: l'estate - a mio avviso - nonostante l'apparente leggerezza che la caratterizza, ha sempre un che di malinconico come tutto ciò che si ripete e da cui ci aspettiamo qualcosa...quindi tornare alle estati passate, non alle nostre personali, ma a quelle di una comunità “storica” più grande, fa bene, funziona quasi da rituale collettivo.
- Cosa ti affascina di quella Italia e cosa c'è ancora di attuale e di coinvolgente per il pubblico di oggi in quelle pellicole? 
Due anni fa puntammo sulla Nouvelle vague, quest'anno abbiamo abbracciato piò o meno gli stessi anni, giocando in casa. Si ha la sensazione che in quell'Italia tutto poteva accadere, o meglio tutto doveva ancora cominciare, dopo la ricostruzione post-bellica. Non è un caso che tra i film scelti ci sia "Estate violenta" di Valerio Zurlini. Uscito nel 1959, guardava all'estate del '43 e a un gruppo di giovani della ricca borghesia lontani dai problemi reali dell'Italia fascista e in guerra, improvvisamente richiamati alla coscienza critica. Domenica d'agosto è, poi, una fotografia dell'epoca, in cui ancora si possono riconoscere dei tipi così come ne "La spiaggia" di Lattuada. Per non parlare di Il sorpasso, manifesto della commedia all'italiana, in cui l'apparente leggerezza ha tutto la carica della critica sociale e di costume. Il perbenismo, il qualunquismo, la disoccupazione, la vitalità degli italiani, temi del resto universali, sono particolarmente raccontati nei film dell'epoca, ma sempre attualissimi.
- Nessun film di oggi, penso all'ironia cruda di "Ferie d'agosto" di Virzì , regge il confronto? 
Sono imparagonabili, purtroppo, i registi di oggi ad un Dino Risi o a un Vittorio De Sica. E per "Ferie d'agosto", girato vent'anni fa, può valere ancora un discorso diverso rispetto agli ultimi anni, in quegli stessi anni avevamo ancora uno Scola ancora in forma e un brillante Monicelli che ci regalava un ritratto impietoso con Parenti serpenti. Poi si sono succeduti film più che dimenticabili. Dipende, certo, anche dalle condizioni completamente diverse dello stesso fare cinema e, del resto, il netto peggioramento è più generale, riguarda anche la letteratura o altre forme d'arte. Ma rischierei di fare un discorso retorico, quindi mi fermo qui.
- Come si svolgeranno le serate? Vi sarà una presentazione tua, un commento finale, un dibattito? Ospiti?
La serata inizierà alle 20.30, in attesa del buio necessario per la proiezione (che si terrà in giardino) allieteremo l'attesa con un aperitivo che avrà il sapore di quelle estati...e farò una piccola introduzione ai film. Per quanto riguarda i commenti dopo, preferisco che si facciano sottoforma di chiacchiere tra chi si tratterrà in giardino. Per quanto riguarda gli ospiti, sono rimasti in pochi i superstiti di quei film e difficili da avere in sala. Avremo qualche sorpresa per questo inverno (spero), ma non vi aspettate Trintignant!