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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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22/09/15

IL 24 SETTEMBRE - "Il Medico dei Pazzi" de "La Casa di Giuseppe": riflessione agrodolce sulla vita e la necessità di superare le apparenze

La Compagnia
Il 24 settembre alle 20,30, presso l’Auditorium Sacro Cuore della Parrocchia PP Cappuccini di Benevento, l’Associazione Famiglie Adottive “La Casa di Giuseppe” presenta “Il Medico dei Pazzi”, libero adattamento di Antonella Strumolo. L’associazione opera in particolare nel settore dell’adozione ma è impegnata anche in altri progetti sociali e umanitari. Lo scopo dei soci fondatori si basa sul sostegno alla famiglia, sulla cultura dell’adozione, sulla lotta al razzismo e sulle tematiche inerenti la crescita sociale del nucleo familiare. Perché la famiglia è il cuore della società, il simbolo di amore e di appartenenza alla quale non si può rinunciare, anzi va salvaguardata e curata con ogni mezzo. La compagnia di teatro amatoriale nasce proprio dalla esigenza di condividere un progetto tra le famiglie che amano questo tipo di espressione artistica e ne fanno strumento per migliorare la propria vita e quella degli altri. 
Ed ecco la trama. 
Pupella, giovane nullafacente, da anni vive a Napoli alle spalle dello zio Felice e della zia Concetta che credono di pagare alla nipote gli studi di medicina. Quando gli zii da Roccasecca, luogo in cui vivono, giungono a Napoli, Pupella mette in scena, insieme all'amico Michele, un nuovo raggiro. Millanta di essere diventata psichiatra e di dirigere una clinica per alienati mentali. Dice di aver bisogno di altri soldi per tenere aperta la struttura. Naturalmente i soldi le servono per onorare un debito, mentre la clinica è in realtà la Pensione Stella, pensione dove Pupella e Michele vivono a sbafo, ed i presunti pazzi non sono altro che gli eccentrici clienti della pensione, del tutto sani ma presentati come pazzi da Pupella quando gli zii pretendono di visitare la clinica. Da tutto questo prenderà corpo una commedia degli equivoci. Alla fine tutto si risolve; Pupella sarà perdonata, e una volta saldati i debiti, tornerà a Roccasecca con gli zii.
Quanto importante sia non farsi lasciare trasportare dalle apparenze in un mondo che ormai si basa solo sull’immagine, traspare in modo evidente in questa messa in scena. Attraverso un momento ludico si vuole lanciare un messaggio importante e attuale, dove la logica della “normalità” è messa in discussione e portata all’estremo. Mai lasciarsi convincere e mai giudicare solo dalla superficialità, da quella esteriorità che tormenta e inganna. L’amore, il bene va oltre l’aspetto di una persona. L’importante e conoscerne l’animo e arrivare al cuore per poter dire: io ti conosco! La regista è entusiasta del progetto e commenta: “La compagnia è la dimostrazione che se si ama un progetto lo si porta avanti con determinazione e amore per quello che si fa. I partecipanti sono quindici io ho dato loro delle minime direttive, il lavoro lo hanno fatto in modo autonomo, incontrandosi e realizzando una performance in sinergia di intenti. Il risultato è dei migliori quando il teatro diventa occasione di unione e condivisione. In scena l’uno sostiene l’altro, una metafora della vita che ci dà l’opportunità di vivere momenti originali e davvero unici”.
Personaggi e interpreti sono: Graziella Salierno– Concetta, Antonio Viola – Felice, Raffaella Preziosi -  Pupella, Sergio Fattore – Michele, Virginia Ricciardi – l’Artista, Anna Castagnozzi - l’Impresaria,Maria Campese – Vedova, Gabriella Debora Giorgione – Amalia, Mariarosaria Preziosi -  Rosina, Elide Parente – Cameriera, Giovanna Serino - la Direttrice, Grazia Liguori - Moglie, Biagio Pepiciello- il Marito, Annamaria Vaiana - la Lettrice, Rosolino Vaiana – il musico. La scenografia è di Ludovico Guerriero, i costumi di Camilla Aversano, luci EMI service, aiuto regia Manuel Cella, regia di Antonella Strumolo.