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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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01/10/15

3 E 4 OTTOBRE - Teatro Civile, a Napoli, con Enzo Moscato e "La Carrozza d'Oro", per "Le Quattro Giornate". Organizzazione "Le Nuvole"

Nel week end di sabato 3 e domenica 4 ottobre 2015, ancora altri due appuntamenti a Napoli nel prossimo week end con la Rassegna di Teatro Civile, ideata e realizzata da "Le Nuvole/Casa del Contemporaneo" e promossa dall’Assessorato alla Cultura e Comune di Napoli nell’ambito delle manifestazioni in celebrazione de Le Quattro Giornate di Napoli.
Sabato 3 ottobre, con inizio alle ore 20:00, in Piazza Forcella (Via Vicaria Vecchia, 23) sarà l’Associazione "La Carrozza d’Oro" a portare in scena Radio Libertà, un racconto che ha il fascino dell’epopea scritto da Alfredo Giraldi in collaborazione con il Prof. Giuseppe Aragno che, nella serata di sabato, sarà presente per una breve introduzione allo spettacolo.  Radio Libertà è la storia di una radio nella Barcellona repubblicana voluta e messa su da un avvocato napoletano, Carmine Cesare Grossi, socialista e antifascista, durante la guerra civile spagnola,  che sceglie di schierarsi, sceglie da che parte stare, e raggiunge Barcellona facendo un giro lungo, molto lungo, passando attraverso l’Argentina, il Belgio e la Francia. Ma Radio Libertà è anche la storia di Ada, una ragazza che ha solo 19 anni quando attraversa l’Oceano Atlantico, con la famiglia, per tornare in Europa e diventare poi la voce della Spagna insanguinata. E’ la storia di Renato, eroe sconfitto e dimenticato, che vede vent’anni di una vita ridotti in cinque righe di un foglio indifferente, alla fine di un interrogatorio. La storia di Aurelio, che segue il fratello maggiore sul fronte spagnolo. La storia di Maria Olandese, ex soprano, capace di fermare i fascisti che vogliono arrestare suo marito con la sola forza del suo sguardo. In scena Alfredo Giraldi e Luana Martucci, che firma anche la regia. 
Domenica 4 ottobre, alle ore 18:00, presso il Nuovo Teatro Sanità, a salire sul palco sarà invece Enzo Moscato, insieme a Cristina Donadio e Giuseppe Affinito, che, con il suo "Patria Puttana", metterà in scena tutto il proprio universo espressivo. Le puttane, le cosiddette ‘donne di piacere’, hanno tutte rappresentato, infatti, un punto fermo e privilegiato nel dare voce e corpo al concetto/prassi di una scena tesa a smascherare – con malinconia ma anche con tanta ilarità – la presunta insufficienza e marginalità di ciò che viene detto il femminile. Soprattutto quello ferito, venduto, comprato, mercificato, ingannato e mistificato da una Storia gestita da millenni, in assoluto, dal maschile. "Patria Puttana", allora, diviene una piccola ma significativa silloge di questa inclinazione e amore di Moscato. Un rapsodico ma profondo omaggio a quella sorta di casa, territorio, comune luogo di giacenza e resistenza – ‘patria’, appunto – che egli ritiene di dividere e con-dividere con la Donna – naturale o artificiale, tale per biologia o per libera, esistenziale scelta – e con la Prostituta – hegelianamente, libera schiava di un padrone incatenato – facce, entrambe, nella sua scrittura, di un ‘materno’ feroce e tenerissimo, nel mettere in moto tutta la sua accesa fantasia di cantore della Differenza e della Contro-serialità. Gli allestimenti sono di Tata BarbalatoQuesti appuntamenti, insieme all’evento La mia città_musica e poesia per Napoli portato in scena lo scorso 30 settembre da Enzo DecaroAntonio Onorato e Marcello Colasurdo, sempre in Piazza Forcella, rappresentano solo un’anteprima della più ampia Rassegna di Teatro Civile a cura di Le Nuvole/Casa del Contemporaneo che proseguirà anche nei prossimi mesi a Napoli.