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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

18/07/16

LA RECENSIONE - A Napoli è "#Riscetamento": l'e-book-pamhplet di Luca Delgado, nel segno dell'orgoglio e contro il pregiudizio

di Maria Ricca

Sceglie la formula della riflessione breve, dell’espressione icastica, del fulminante flash, dell’invettiva, se serve, Luca Delgado, docente , scrittore, regista e traduttore teatrale,  per il suo “#Riscetamento”, l’e-book disponibile su Amazon, che raccoglie i suoi più significativi scritti sui social dell’ultimo quinquennio, 2011-2016.
Storica esperienza napoletana di risveglio
culturale e identitario, “#Riscetamento” è l’hashtag, lanciato dall’Autore per la prima volta in un incontro con gli allievi del Liceo “Alberti” di Napoli,  ed è già associazione culturale.
L’invito è  al “Risveglio”,  alla presa di coscienza, al saper riconoscere i segni di un cambiamento nella città di Napoli,  che è sempre più evidente, superando, finalmente, i clichés, gli stereotipi e le due tipiche chiavi di lettura della realtà partenopea: quella oleografica (sole, cuore, amore e mandolino), e quella disfattista della Gomorra dei quartieri del degrado.
Una nuova consapevolezza, insomma, che può utilizzare ogni mezzo ed Internet, in particolare, per diffondersi  compiutamente.
L’ e-book-pamphlet, diviso in capitoli e temi, per sottolineare momenti e settori diversi in cui il “#Riscetamento”  sembra prendere corpo e forma,  punta dritto al cuore del  lettore, napoletano, certo, ma anche “non oriundo”, e dà vita, con uno stile semplice ed un tono che non fa sconti,  ad un corpo unico e variegato di pensieri che colgono nel segno. 
In copertina c’è  “Gennaro”, il murales dell’artista Jorich, fiero simbolo beneaugurante della lotta (recentemente vinta, a dispetto di tutti!)  per rivendicare alla città il controllo e la gestione del culto e tesoro del Santo, patrimonio di credenti e non credenti.
E allora via, con il ricordo struggente di Pino Daniele, al quale l’Autore promette, in un “post-lettera”  ad un anno dalla scomparsa, di continuare a provare a migliorare la città, “giorno dopo giorno”, magari insieme a chi il cambiamento lo vede e a chi invece non lo vede “e si arrabbia, e pure tanto”, in nome del sentimento comune per quella Napoli che il cantautore amava  con tutto se stesso.
Ma è con Saviano che l’autore idealmente un po’ “si arrabbia”, perché non racconterà forse mai che le piazze di spaccio che lui denunciava, sono diventate in molti casi “piazze della legalità”, che nei luoghi abbandonati ci sono adesso “centri sociali”, che Napoli, contro ogni discriminazione, ha saputo conferire la cittadinanza ad Abu Mazen e Öcalan ed ha istituto, già in tempi non sospetti, il registro delle unioni civili, ha realizzato la nuova, premiata stazione Toledo della metro, e presto accoglierà la Apple.
E i “luoghi comuni” ? “Ecco, diciamo che difendere Napoli (quando si verificano attacchi gratuiti) è per prima cosa un atto dovuto per chi ama la verità o intende ripristinarla” , riafferma Delgado.  Ed è innegabile, a ben guardare, che efferati fatti di cronaca, pur essendo pane quotidiano di tutte le metropoli, siano, invece, stigmatizzati e descritti con un furore ed una straordinaria drammaticità, che non trovano riscontro in analoghe rappresentazioni,  quando si  verificano a Napoli.  
Ma è la malafede che ferisce: quella di certe trasmissioni televisive che, per fare audience, convincono ingenui in cerca di visibilità a prestarsi ad una rappresentazione della città che non corrisponde al vero.
Quelle stesse trasmissioni che chiudono i collegamenti in diretta Tv, quando l’occhio della telecamera inquadra Napoli, perché magari impegnata in una protesta decisa, ma disciplinata, e dunque non coerente con l’immagine della città perennemente “esagitata”, che si è sempre  inteso dare.
Tutto questo mentre Napoli, in questi anni, affollata di turisti, ha ospitato eventi internazionali come il Pizza Village, l’America's Cup, la Coppa Davis, il Giro d'Italia,  fino alla recente celebrazione dei 30 anni della maison Dolce e Gabbana, appena appena riportata dai media nazionali, ma ampiamente ripresa dalla stampa internazionale.
L’Autore ha il pregio di saper condurre anche l’incredulo a comprendere come la città  sia stata vittima,  negli anni,  di un certosino lavoro di smantellamento della sua  immagine, a beneficio di chi aveva tutto l’interesse e tutta la convenienza che Napoli restasse nella palude: “A furia di ripeterci che non valiamo niente, che siamo corrotti e imbroglioni, che siamo ladri e delinquenti – ribadisce Delgado -  non solo hanno demolito la nostra dignità; ce l'hanno detto così spesso, che abbiamo finito col crederci davvero.
Pur non sottacendo i drammi ed i disagi di una realtà indubbiamente problematicissima,  l’appello è dunque a quei napoletani “rassegnati” all’idea che sia giusto screditare un intero popolo, per colpa di una minoranza che si comporta male.  Si può e si deve migliorare, dice Delgado, ma solo riacquisendo nuova consapevolezza.
Malgrado i “simaperò”, quei partenopei vittime di se stessi in fondo, pronti a sottolineare sempre l’aspetto negativo di ogni circostanza.
Non è solo voler considerare il “bicchiere mezzo pieno”, tipico dell’ottimista ad oltranza, è  il desiderio di recuperare il valore dell’ “insistenza”, continuando a  gioire quando le cose vanno bene,  piuttosto che arroccarsi in una semplice, sterile “resistenza”.
Perché la città “si è risvegliata, è viva, è in movimento, è sfuggita al controllo dei narcotizzatori”, scrive il sindaco, da poco rieletto,  Luigi De Magistris, nella breve prefazione all’e-book, è una città che “ama e quindi vive”.
Perché se il Nord non è solo efficienza, Napoli non è solo "Gomorra". E' arrivato il momento di capirlo. Orgoglio sì, ma non pregiudizio.