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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

17/12/16

L'INTERVISTA - Mimmo Soricelli ed il Teatro Eidos, fra Napoli e Benevento: l'arte del palcoscenico per un pubblico giovanissimo, nel segno del riscatto e della promozione culturale

di Maria Ricca

BENEVENTO - Stavolta l'appuntamento è a Napoli, per gli eventi teatrali promossi dal progetto “La cantata dei giorni bambini”, vincitore del bando “Atelier Teatrali Territoriali”, indetto dall’Assessorato alla Cultura del Comune e realizzato dalla compagnia sannita Teatro Eidos, in collaborazione con le associazioni "F. pl. femminile plurale" e Teatri di Seta.
Un impegno importante e di spessore per il gruppo, che,  subito dopo la pausa delle feste natalizie, da domenica 8 gennaio in poi, riporterà in scena "Il Paese dei Sogni", al De Simone di Benevento, con lo spettacolo de "La Mansarda", di Caserta, "La Befana vien di notte". Seguiranno, domenica dopo domenica, le proposte de "I Guardiani dell'Oca", della stessa Eidos, del Teatro Bertolt Brecht, di Fontemaggiore di Perugia, di Arterie Teatro di Molfetta. 
Il cartellone di eventi dedicato alle scuole, invece, è attivo già dal 25 novembre scorso, con grande interesse da parte della platea dei più giovani.
Ne parliamo con Mimmo Soricelli, direttore artistico della Eidos. 
"La cantata dei giorni bambini", per il Comune di Napoli è un'iniziativa molto coinvolgente...
Il nostro impegno più grande al momento è, appunto,  con questo progetto che stiamo realizzando per il Comune di Napoli. “La cantata dei giorni bambini” a Piazza Forcella è uno dei progetti vincitori del bando “ATELIER TEATRALI TERRITORIALI”, indetto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e finanziato dal MIBACT.
Il progetto di attività laboratoriali e di spettacoli ha avuto come obiettivo l’arricchimento culturale, espressivo e creativo, il senso di appartenenza e di integrazione, attraverso i linguaggi della scena, con riferimento all’arte del grande Eduardo.
Ci siamo posti come obiettivo quello di offrire ai fruitori (bambini, adolescenti e comunità di nuovi cittadini) una vasta gamma di opportunità di formazione e di esperienze. Nello specifico, attraverso la teatralizzazione di un testo, abbiamo voluto potenziare nei partecipanti le competenze linguistico-espressive e le capacità di concentrazione. Partendo da tematiche che interessano i giovani e suscitano i loro interessi, abbiamo voluto potenziare gli apprendimenti relativi alle competenze  linguistiche e espressive,  attraverso metodologie quali autoresponsabilizzazione e gestione partecipata, socializzazione e comunicazione delle esperienze. L’intervento è stato strutturato con la realizzazione di tre laboratori teatrali conclusi con un momento di restituzione pubblica: LABORATORIO TEATRALE "Esplorare per Esprimere", diretto ai bambini, LABORATORIO TEATRALE "Shakespeare a modo mio", diretto agli adolescenti e LABORATORIO TEATRALE "Di.Verso Terra di Mezzo", diretto a migranti e italiani, e con la rappresentazione di TRE SPETTACOLI TEATRALI per l’infanzia e la gioventù.
I laboratori e le manifestazioni si sono svolti presso lo Spazio Comunale Piazza Forcella, da cui ha preso nome il progetto, proprio per voler sottolineare il coinvolgimento di un quartiere chiave della città.
Il progetto, cominciato ad ottobre, si concluderà il 20 dicembre.
Nuovo giro, nuova corsa, invece, per il "Paese dei Sogni" e per "AnGHIngò Scuola". 
Che riscontro avete già avuto in termini di attenzione per la vostra iniziativa da quando l’avete presentata?
E’ proprio vero: nuovo giro, nuova corsa! Per noi è sempre così, non diamo mai niente per scontato, quando programmiamo una stagione o quando ci apprestiamo a mettere in scena un nuovo lavoro è sempre l’inizio di qualcosa e affrontiamo ogni inizio con entusiasmo e passione. Anche se ormai la nostra Compagnia compie proprio quest’anno trenta anni di attività; potrebbe sembrare di routine affrontare nuove cose, ma non è cosi e non può essere così. Se non hai entusiasmo e voglia di migliorare sempre anche le piccole cose, soprattutto in questo mestiere,  sei sulla strada sbagliata. Del resto il riscontro che abbiamo con le nostre rassegne ci dimostra che, forse, siamo sulla strada giusta. Non solo il pubblico ci segue con attenzione e affetto ma anche le varie amministrazioni che si sono succedute negli anni hanno ritenuto “necessario” sostenerci e supportarci nell’organizzazione di questi eventi.
La Rassegna domenicale “Il paese dei sogni”, che è giunta alla tredicesima edizione, è ormai una realtà consolidata nella nostra città. Le richieste sempre maggiori e i “tutto esaurito” delle domeniche pomeriggio, ci dimostrano che la città non può farne a meno. La Rassegna dedicata alle Scuole “AnGHInGò”, giunta alla undicesima edizione, è altrettanto consolidata. Nel corso degli anni siamo riusciti a triplicare gli appuntamenti, abbiamo fidelizzato un pubblico non solo della città ma anche della provincia e spesso anche delle limitrofe province di Avellino, Caserta e Campobasso. La nostra formula “trascorri una giornata a Benevento nel segno dell’arte” ci ha premiato. Abbiamo proposto mattinate a teatro e pomeriggi in giro per la città a visitare i nostri superbi e magnifici monumenti. Direi che abbiamo fatto molto per Benevento e per il teatro rivolto alle nuove generazioni, ma ancora tanto ci resta da fare!
Siete stati i primi ad aprire una strada, ormai percorsa da molti, quanto all'attenzione per il teatro dedicato ai giovanissimi. In cosa si differenzia concretamente la vostra proposta da quella degli altri?
La nostra proposta si differenzia nella qualità degli spettacoli proposti e nella varietà delle tematiche che vogliamo affrontare. Selezioniamo gli spettacoli che programmiamo in base al tipo di linguaggio utilizzato dalle compagnie, che sono tra le migliori del panorama nazionale di teatro per ragazzi, e anche in base a ciò che esse vogliono comunicare ed esprimere, seguendo una nostra idea di teatro per le giovani generazioni, che deve spaziare a 360 gradi, dai temi di attualità alle storie di tradizione. In ogni caso visioniamo sempre gli spettacoli prima di programmarli, per poter poi offrire un cartellone vario sia dal punto di vista dei contenuti che dal punto di vista della tecnica teatrale utilizzata: teatro di figura, tecnica mista, teatro d’attore, teatro d’ombre e così via. Inoltre diamo molta importanza anche all’organizzazione dell’evento e all’accoglienza dei piccoli spettatori. Ci preoccupiamo, insomma, di organizzare uno “spazio” che in ogni caso non sia approssimativo ma ben definito e curato, proprio come una normale stagione di prosa. Il fatto che si tratti di piccoli spettatori non vuol dire proporre un piccolo teatro, anzi al contrario bisogna tenere presente che il pubblico a cui è diretta la nostra rassegna è sempre molto esigente e non ha remore nel criticare uno spettacolo e tutto ciò che ruota intorno ad esso.
Parliamo della vostra produzione personale. Com'è stato realizzato il nuovo spettacolo della Eidos e i motivi di questa scelta.
Mettere in scena l’ "Adelchi" è stata una sfida divertentissima e interessantissima. Certo non si tratta di un testo teatrale nel vero senso della parola, ma noi lo abbiamo adattato e lo abbiamo reso tale. Lo abbiamo proposto all’Amministrazione Provinciale di Benevento, la scorsa estate, per i “Percorsi d’arte: I Longobardi e il Sannio”, e la nostra proposta è stata subito accolta. Lo spettacolo è stato rappresentato in diverse località della nostra provincia ed è stato accolto con molto entusiasmo da un pubblico che si è avvicinato dapprima scettico, ma che alla fine si è complimentato per la nostra capacità di rendere comprensibile e appassionante un linguaggio non certo semplice e una storia abbastanza intricata.
Fra poco (a gennaio 2016) gli Stati generali della Cultura a Benevento, per discutere dello stato dell'arte e vagliare nuove proposte. Quale contributo vorreste apportare alla discussione? Le vostre idee...
Sicuramente cercheremo di apportare un contributo, anche grazie alla nostra esperienza trentennale nel teatro, che abbiamo accumulato girando per i vari teatri d’Italia e confrontandoci con molteplici e diverse realtà geografiche. Le nostre richieste saranno incentrate soprattutto verso il Teatro Ragazzi. Siamo davvero convinti che il teatro sia uno degli strumenti più validi per la crescita e l’educazione dei giovani. Il teatro è vivo, comunica, quindi, emozioni e sensazioni, che possono far presa sul pubblico più di ogni altra forma di comunicazione. Perciò è dai “piccoli spettatori” che bisogna cominciare.
Altri vostri impegni?
Al momento, oltre all’impegno delle due rassegne cittadine, siamo alle prese con la messa in scena di due nuovi lavori: “La cicala, la formica e…” che debutterà a fine gennaio presso il Teatro Comunale di Terni e “Don Chisciotte e Sancio Panza” che debutterà agli inizi di febbraio.