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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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27/01/17

“T4 – Un giardino per Ofelia”: alla Solot il racconto sull'Olocausto minore

di Emilio Spiniello

BENEVENTO - In occasione della Giornata della Memoria 2017, presso il Mulino Pacifico di via Appio Claudio, nuovo appuntamento di Obiettivo T, la rassegna teatrale promossa dalla Solot - Compagnia Stabile di Benevento, in collaborazione con l’associazione culturale Motus. Lo spettacolo proposto per questa importante ricorrenza è stato “T4 – Un giardino per Ofelia”, scritto da Pietro Floridia, con Barbara Giordano, Serena Ottardo e Marco Polizzi (al contrabbasso live), per la regia di Daniele Muratore; è stato prodotto da KHORA.teatro con il patrocinio dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Siamo negli anni ’40 e vediamo la nascita di una intensa amicizia tra Ofelia von Plish, una giovane disabile mentale che ama coltivare i fiori nella sua serra e la signorina Gertrud, spietata infermiera nazista, che dovrebbe decidere della sua vita, sottoponendola al programma T4, il cosiddetto ‘Olocausto minore’, cioè l’eliminazione dei disabili che non potevano ‘produrre’, essendo considerate vite ‘indegne di essere vissute’. Assistiamo alla violenza ideologica della dottrina pseudoscientifica hitleriana, contrapposta alle sublimi ed alte emozioni della povera Ofelia, innamorata della natura e dei suoi frutti. Un contrasto netto ed evidente. La forza dell’amore contro il più becero ed insensato odio. Il rapporto si fa sempre più sincero tra le due e l’infermiera comprende sempre più l’animo nobile della dolce e inconsapevole fanciulla, la quale ormai rimasta sola, senza l’amore paterno, non si merita una morte atroce. I tentativi per salvarla dal tragico destino si susseguono. Prima viene spedita volutamente da un’amica in Svizzera, ma il
piano fallisce. Capendo di non poter sfuggire al giudizio della commissione medica che dovrà valutarla, la nostra ferrea operatrice sanitaria cerca di ‘addestrare’ e preparare Ofelia a comportarsi ‘come una persona normale’, per non dare alcun sospetto ai feroci medici nazisti. Vengono fuori le emozioni più vere, tra torture, derisioni e pensieri. Saranno i fiori, inaspettatamente, a mettere Ofelia in buona luce dinanzi agli occhi dei gerarchi nazisti. Le canzoni di Édith Piaf, interpretate dall’attrice in scena, scandiscono i momenti più crudi del racconto. Arriva il giorno della visita medica e purtroppo Ofelia, nonostante le prove e le raccomandazioni, è vittima della sua ingenuità e della sua disabilità. Il futuro appare segnato, ma la ‘nuova ed inaspettata’ amica salverà la nostra coltivatrice di Amburgo, scambiandola con un’altra deportata. Ofelia scompare nel nulla, arricchita però da un legame inatteso. La pièce ha ottenuto i premi “Attilio Corsini” 2009 e “Universo Teatro” 2009.