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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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21/01/17

TEATRO - Peppe Barra e Salvatore Misticone tornano Razzullo e Sarchiapone ne "La Cantata dei Pastori" al Teatro Massimo


di Emilio Spiniello

BENEVENTO - Una delle opere più famose della tradizione cristiana è giunta a Benevento. Al Teatro Massimo, nell’ambito di “Palcoscenico Duemila”, è tornato il Maestro Peppe Barra, con lo spettacolo “La Cantata dei Pastori”, testo scritto alla fine del Seicento (1698) da Andrea Perrucci.
È la storia classica delle burrascose vicende accadute a Giuseppe e Maria nel mentre si recavano a Betlemme per il censimento. Nel difficile viaggio vengono accompagnati da due figure popolari napoletane, Razzullo(Peppe
Barra), scrivano napoletano, e Sarchiapone(Salvatore Misticone), ‘barbiere pazzo e omicida’.
Nella “sacra rappresentazione” vediamo in azione i Diavoli capeggiati da Belfagor , i quali ne tentano diverse per ostacolare la nascita di Gesù. Ad opporsi alle forze del male interverrà l’Arcangelo Gabriele. Caratteristici i costumi utilizzati, che danno risalto ed un tono solenne.
L’accostamento del dialetto napoletano è affidato alle maschere di Razzullo e Sarchiapone, mentre all’italiano arcaico si rifanno tutti gli altri personaggi e ciò rende netta la ‘divisione’ dell’opera.
Irresistibili gli sketch, con il coinvolgimento del pubblico in sala, tra i due simpatici personaggi, lo scrivano ed il barbiere pazzo, i quali assisteranno alla scena della Natività. Dialoghi comicissimi, canti e musiche, si fondono con i testi della tradizione popolare rendendo gradevole la pièce, con un mix di stile cristiano, pagano e magico.
Presente l’orchestra dal vivo, con musiche eseguite da Carmelo Columbro, Roberto De Simone, Lino Cannavacciuolo, Paolo Del Vecchio e Luca Urciuolo. Le scene sono di Tonino Di Ronza, costumi Annalisa Giacci, coreografie Erminia Sticchi, regia Peppe Barra.