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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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05/02/17

TEATRO - Gino Rivieccio ed il legame viscerale con la "sua" Napoli



di Emilio Spiniello

BENEVENTO - “Un mondo senza napoletani è come un piatto insipido”, è questa una frase esplicativa dell’amore verso il capoluogo partenopeo, espresso dal comico campano Gino Rivieccio. Nell’ambito di Palcoscenico Duemila è toccato a lui intrattenere il pubblico presente al Teatro Massimo di Benevento con lo spettacolo “Io e Napoli”.
Accompagnato al piano dal maestro Antonello Cascone ed affiancato in scena dalla potente voce di Fiorenza Calogero, Rivieccio ha percorso un piacevole viaggio tra monologhi, personaggi, aneddoti, caratterizzanti il suo legame con la città di Napoli.
Ha raccontato gli usi, le abitudini, le contraddizioni e l’ironia innata di un grande popolo, che ha subìto influenze diverse sotto vari domìni.
Risate a raffica per l’imitazione dello ‘Zapatero di Afragola’, l’ex presidente della Regione Campania Antonio Bassolino, oppure il personaggio del tassista con problemi linguistici, fino al simpaticissimo cameriere napoletano. Celebra la città della pizza, ma ne vuole sottolineare nel contempo gli aspetti più dissacranti, in un rapporto viscerale con il capoluogo natìo.
36 anni di palcoscenico per il “gentleman della risata” con l’obiettivo sottinteso di dire a gran voce che Napoli è di più rispetto alle tante e troppe pagine di cronaca a lei dedicate(volutamente).
Il dialetto esalta i pregi e i difetti dei napoletani, ben ‘interpretati’ da Rivieccio, il quale mostra tutto il suo talento. Come scenografia troviamo due simboli di quella che fu una delle capitali del Regno delle Due Sicilie : una raffigurazione di San Gennaro (una vera protezione) ed un corno rosso portafortuna. Dalla cucina alle espressioni dialettali, dai problemi sociali alla quotidianità: un modo per “guardandosi allo specchio”.

Lo spettacolo è stato scritto da Gino Rivieccio, con la regia di Giancarlo Drillo.
Prossimo appuntamento il 12 marzo con Claudia Gerini in “Storie di Claudia”.