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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

25/10/17

LIBRI - "Tra le mie Righe" del Gre approda nellla capitale, per il romanzo della scrittrice Elisabetta De Sio

Interventi dello psicologo Antonio Popolizio e dell'attore Claudio Lardo

di Gabriele Collarile
Tra Le Mie Righe da Nord a Sud è ideata, organizzata e diretta da me, con il coordinamento generale del dott. Gabriele Collarile, nonché vice presidente dell’Associazione ilGRE cultura&comunicazione di Benevento, che la promuove su tutto il territorio nazionale. La sua comunicazione è curata dall’Ufficio Stampa ilGRE.Prossimo appuntamento è per Venerdì 6 Ottobre 2017, alle ore 18:00, a Napoli, presso la Mondadori Mooks, in Piazza Vanvitelli 10/A, al Vomero, per presentare il nuovo romanzo della scrittrice partenopea Elisabetta De Sio. “Ho imparato a gestire la pioggia d’estate” è il titolo di quest’opera letteraria, edita da Europa Edizioni, che sta riscuotendo grande successo già dalla sua prima presentazione al pubblico, in occasione del primo incontro della Rassegna Tra Le Mie Righe da Nord a Sud, tenutosi il 24 giugno nel caratteristico Spazio Culturale Il Bibliofilo di San Giorgio del Sannio, in provincia di Benevento. Dunque, Venerdì 6 Ottobre p.v. saremo nella bellissima “Città del Sole”, Napoli, in una delle zone più eleganti del capoluogo: il Vomero, e in una delle più prestigiose location letterarie: la Mondadori Mooks.
Vi aspetto numerosissimi. Non mancate. ….e… terzo appuntamento, Venerdì 20 Ottobre 2017, nella capitale d’Italia ROMA, di cui non vi anticipo altro….
ROMA - Si è appena chiuso il terzo incontro culturale della Rassegna Tra Le Mie Righe” (Teatro, Letteratura, Musica, Rime) da Nord a Sud, in una delle centralissime arterie di Roma: via Piave. Ad ospitare l’evento è stata la Libreria Mondadori Via Piave, che ha visto la partecipazione di ospiti illustri come il prof. dott. Antonio Popolizio, noto psicologo e psicoterapeuta di Roma, presidente onorario Gruppo Cenpis (Ente Nazionale di Valorizzazione del Talento e Promozione della Qualità di Vita), presidente e direttore Cenpis Orion (Centro di Psicologia e Psicosomatica), vincitore del “Leone d’oro alla Carriera” al Gran Premio Internazionale di Venezia, e personaggio RAI. Dopo i saluti e l’introduzione della giornalista Rosa Leone, il prof. Popolizio ha relazionato a lungo sul tema principale del romanzo autobiografico “Ho imparato a gestire la pioggia d’estate” (Europa Edizioni), della scrittrice napoletana Elisabetta De Sio, che narra le vicende dei rapporti familiari stravolti dall’Alzheimer nel momento in cui colpisce uno dei componenti del nucleo di appartenenza: la madre. Dolore, emozioni, analisi di eventi drammatici che, nell’insieme, conducono l’autrice ad amalgamarsi con i fatti in pieno svolgimento. Apparentemente inerme, sconfitta dal male, riesce a destreggiarsi tra dovere domestico e ambiente professionale, costruendo una rete di affetti e solidarietà che si mostrerà utile sostegno per affrontare le inevitabili conseguenze della malattia. La De Sio, in questo romanzo, si dona al lettore, senza remore, trascinandolo all’interno della storia con composta commozione e lucida forza d’animo. Delinea un ritratto dei propri genitori mettendo a nudo pregi e difetti, da cui si evince un forte legame d’amore profondo che riesce a prevalere sull’atrocità degli eventi.
Il poliedrico attore di cinema, teatro, e tv, Claudio Lardo, ha scandito, con le letture di alcuni brani del libro, l’intervallare della serata tra i vari interventi. Poi, lo stesso attore ha rilasciato anche un’intervista nello “Spazio delle Interviste”, novità di questa appuntamento, curato dalla giornalista Rosa Leone e moderatrice dell’incontro.
Tu vieni da numerosi programmi e fiction RAI e Mediaset come “Un posto al sole“, “Il bello delle donne“, “La Squadra“, “Incantesimo“, “Grandi Domani“; e dalla nota trasmissione radiofonica “Ho perso il trend” su Radio RAI Uno, hai anche girato molti film, ricordiamo “Ladri di barzellette”, “La consegna”, “Guerra” di Antonello Novellino, “Lady Joya” ed altri, ma il tuo amore più grande resta il teatro?
E’ vero, come si dice “il primo amore non si scorda mai”! In effetti, fiction e cinema rispetto al teatro, pur essendo universi tra loro affini e contigui, sono di fatto sostanzialmente diversi, con dinamiche differenti e tecniche di recitazione specifiche. Il teatro ha una sua magia particolare data da tanti fattori: innanzitutto perché si tratta di performance dal vivo, dove non c’è possibilità di replica né di appello e dove gli attori riescono a percepire la presenza del pubblico e quindi a vivere e respirare empaticamente con le persone in sala.
Hai fatto cabaret ed hai scritto e interpretato monologhi di satira sociale, politica e di costume. L’ultimo tuo lavoro come autore qual è?
L’ultimo “esperimento” che ho compiuto come attore e come autore è stato uno spettacolo di teatro di narrazione (sullo stile, per intenderci, degli spettacoli di Marco Paolini o di Ascanio Celestini).  “Il pallone di pezza”, un monologo in cui racconto alcuni fatti realmente accaduti il 16 settembre del 1943 a Buccino, un piccolo paese in provincia di Salerno. Questa storia è insolita, perché quasi sempre, le storie sulla Seconda Guerra Mondiale raccontano di eccidi compiuti dai tedeschi sugli italiani o sugli ebrei; in questo caso, invece, si parla di una strage perpetrata dagli inglesi, che da alcuni giorni erano diventati nostri alleati, i quali mitragliarono con un aereo ricognitore 14 ragazzini tra i 6 e i 14 anni. Nessun revisionismo storico, per carità: saremo sempre grati ai partigiani e agli Alleati per averci liberato dal giogo nazi-fascista, ma dopo settant’anni mi è sembrato corretto rendere giustizia a quelle piccole vittime incolpevoli e a tutti quei civili caduti a causa del fuoco amico, dimenticati nell’oblio della storia e di cui, per questo, pochissimo si è saputo: un po’ perché la storia la scrivono i vincitori e un po’ perché la “ragion di Stato” a volte sembra essere superiore a qualsiasi verità storica.

Hai vinto numerosi premi ed hai iniziato la tua carriera artistica lavorando con nomi importanti come Walter Santillo, Paolo Orlando, Giacomo Capuano, Michele Lambiase, Fabio Rufolo…, di recente per il teatro con Riccardo Garrone, Edoardo Siravo, Vanessa Gravina, Nathalie Caldonazzo, Eva Grimaldi, Emiliano De Martino, Vito Cesaro, ed altri, ora i tuoi prossimi impegni professionali quali sono?
Da giovedì 26 a domenica 29 ottobre, sarò in scena al Teatro Cyrano di Roma, con lo spettacolo “Emozioni”: un viaggio teatrale e musicale nella Napoli di fine ‘800 – inizio ‘900, con brani teatrali e canzoni tratti dalla tradizione classica partenopea. In scena siamo: l’attore Vito Cesaro che ha curato anche la regia dello spettacolo, Carmine Monaco, baritono di fama internazionale che si presterà a fare anche l’attore, ed io che oltre a recitare, suonerò il pianoforte per accompagnare le canzoni. Rispetto alle altre repliche, qui a Roma, avremo il piacere di offrire al pubblico una partecipazione speciale, quella del piccolo Valerio Monaco, figlio di Carmine, e già protagonista del programma TV “Ti lascio una canzone”. A novembre, sarò in scena a Trapani in un’opera lirica in cui vi sono anche due attori, uno dei quali sono io, ma non posso svelare di più al momento; a dicembre sarò a Napoli al Teatro Totò, con la ripresa dello spettacolo “Nati 80” di Claudio Tortora per la regia di Antonello Ronga; a gennaio sarò a Battipaglia (SA) al teatro “Aldo Giuffré”, al “Delle Arti” di Salerno e a Civitavecchia con lo spettacolo “Marzabotto” scritto e diretto da Vito Cesaro; a febbraio, ancora al “Delle Arti” di Salerno con uno spettacolo di varietà; poi a marzo sempre a Salerno al Teatro del Giullare con uno spettacolo scritto e diretto da Andrea Bloise; infine, ad aprile, probabilmente, ancora a Roma.
Dopo l’intervento della prof.ssa e attrice di teatro Elisabetta De Sio, autrice dell’opera letteraria, ha risposto alle domande dell’intervistatrice:
C’è qualche momento o immagine nella tua memoria che ti ha spinto a scrivere? Perché hai deciso di diventare una scrittrice?
La mia memoria è piena di immagini in continuo movimento. I ricordi scorrono, come in ognuno di noi, in modo inesorabile, però c’è qualcosa che mi spinge a scrivere che va oltre il controllo. Tutto ciò che appartiene alla realtà trova in me uno spazio che viene colmato dalla scrittura. Scrivo mentalmente mentre osservo, mentre provo sensazioni forti e dolorose, mentre sorrido. Scrivo mentre vivo. Quando mi avvicino alla tastiera del computer i “giochi” sono già fatti. Non ho deciso di “diventare” una scrittrice. Mi sento tale. Scrivo perché fa parte di me. Vivo la scrittura come qualcosa di naturale. Mi piace raccontare.
Quando scrivi a quali lettori pensi? Quale può essere il tuo pubblico?
Mi indirizzo verso tutti i lettori. Non ho un target specifico a cui mi rivolgo. Durante le fasi di stesura dei miei romanzi penso esclusivamente all’emozione che voglio far provare al lettore, perché lo desidero nella storia. Voglio fortemente che ne faccia parte e spero di trascinarlo nei luoghi e nei fatti che descrivo. Sono convinta che questo debba essere l’obiettivo primario di ogni scrittore. Le pagine scritte non possono essere sterili, devono vivere. Ciò accade soltanto se punti lo sguardo verso un lettore universale. La lettura è patrimonio culturale e non dovrebbe essere appannaggio di pochi eletti.
Da quando hai iniziato a scrivere ad oggi è cambiato qualcosa? Qual è il tuo rapporto con la scrittura nel tempo?
Sono cambiate tante cose. Sono più a mio agio. Utilizzo nuove tecniche narrative. Ho iniziato con il racconto breve, avvicinandomi con naturalezza e timore alla scrittura. Poi sono passata alla poesia, genere che definivo “non mio”, non mi apparteneva. Sono arrivati, con grande sorpresa, premi letterari che mi hanno spinto verso l’idea di scrivere il primo romanzo “Mangio solo cioccolato fondente” (edito da Graus), ma ero acerba. Adesso mi sento padrona della narrazione. Mi basta avere la storia in mente e, dopo una prima stesura di getto del testo, mi avvicino al lavoro duro e certosino della correzione delle bozze. Il manoscritto che invio alle case editrici deve essere “pulito”.
Secondo te che relazione c’è tra la scrittura e la società, con le sue influenze politiche e culturali?
Un forte connubio. La letteratura va, da sempre, di pari passo con l’evoluzione dello scenario socio-culturale. Credo siano aspetti imprescindibili. L’autore subisce l’influenza del tempo che vive e, inevitabilmente, filtra attraverso le proprie opere il pensiero dell’attualità che lo circonda.
Esprimi un tuo pensiero sulla letteratura italiana nel contesto europeo. 
La letteratura italiana nel contesto europeo ha il suo giusto peso. Molte opere di autori italiani sono tradotte in varie lingue e occupano un panorama letterario di tutto rispetto. Non mi riferisco soltanto ad autori che hanno occupato la scena del passato e sono passati alla storia. Abbiamo giovani talenti che si stanno facendo strada grazie a scritti degni di nota.
Circa la fruibilità del web e dei nuovi canali di comunicazione cosa ne pensi? Possono aiutare secondo te?
I nuovi canali di comunicazione ci hanno stravolto la vita. La rapidità della trasmissione delle notizie ne facilita la diffusione e le rende fruibili in tempo reale. L’accesso veloce è una caratteristica fondamentale per favorire il successo del contatto diretto tra le persone. Basta stare attenti a non finire nella cosiddetta trappola dell’“apprendista stregone”. La tecnologia va usata con intelligenza.
Che consigli daresti ai giovani per stimolarli alla lettura, poiché oggi soprattutto la fascia giovanile legge molto poco.
Scendiamo su un campo fertile quando si parla di giovani e lettura. Rispondo in qualità di educatrice. La lettura è un’attività formativa molto importante. I giovani non la amano. Spesso dichiarano di non aver mai letto un libro oppure di non aver mai sfogliato un quotidiano o una rivista. Bisogna educare alla lettura, cercando strategie accattivanti per favorire l’avvicinamento naturale, spontaneo direi. Bisogna puntare su motivazione e interesse: la lettura va presentata come un gelato, deve assecondare i gusti. Una volta “assaporata” e percepita come un piacere non la si lascia più.
Stai già pensando a un nuovo romanzo?
Non sto pensando a un nuovo romanzo, lo sto scrivendo. Ancora una volta metterò in evidenza una tematica sociale forte. Racconterò storie che avranno in comune un unico filo conduttore, con sfumature diverse. Non abbandonerò il mio stile narrativo e non ho intenzione di cambiare genere. Credo che scrivere sia una missione. La trasmissione del messaggio attraverso il codice scritto deve avere la sua identità, che corrisponde con la personalità e il vissuto dello scrittore.
A chiudere lo “Spazio delle Interviste” è stato il prof. Popolizio, che ci ha raccontato del suo importante premio: il “Leone d’oro alla Carriera”, ricevuto il 30 settembre scorso al Gran Premio Internazionale di Venezia, grazie ad alcuni progetti presentati dall'Associazione Cenpis alla Camera dei Deputati nel 2014. Progetti: “Genitori e figli nella scuola Europea del 2000” con il coinvolgimento di 60 scuole; “Promuovere la salute fisica e mentale nell’Europa del 2000” con il coinvolgimento di una rete di medici, scuole e strutture socio sanitarie; “Europa, Psicologia e Sport” con il coinvolgimento di una rete di società sportive in rappresentanza di tutti gli sport; “Stress, Ansia e Crisi di Panico nel lavoro e nella vita personale” con il coinvolgimento di vari comuni d’Italia.
L’evento ha visto anche la partecipazione della dott.ssa Cristina Caramaica, responsabile segreteria di presidenza Gruppo Cenpis (Accademia Talento e Qualità di Vita). Intanto lTra Le Mie Righe da Nord a Sud è ideata, organizzata e diretta da me, con il coordinamento generale del dott. Gabriele Collarile, nonché vice presidente dell’Associazione ilGRE cultura&comunicazione di Benevento, che la promuove su tutto il territorio nazionale. La sua comunicazione è curata dall’Ufficio Stampa ilGRE.Prossimo appuntamento è per Venerdì 6 Ottobre 2017, alle ore 18:00, a Napoli, presso la Mondadori Mooks, in Piazza Vanvitelli 10/A, al Vomero, per presentare il nuovo romanzo della scrittrice partenopea Elisabetta De Sio. “Ho imparato a gestire la pioggia d’estate” è il titolo di quest’opera letteraria, edita da Europa Edizioni, che sta riscuotendo grande successo già dalla sua prima presentazione al pubblico, in occasione del primo incontro della Rassegna Tra Le Mie Righe da Nord a Sud, tenutosi il 24 giugno nel caratteristico Spazio Culturale Il Bibliofilo di San Giorgio del Sannio, in provincia di Benevento. Dunque, Venerdì 6 Ottobre p.v. saremo nella bellissima “Città del Sole”, Napoli, in una delle zone più eleganti del capoluogo: il Vomero, e in una delle più prestigiose location letterarie: la Mondadori Mooks.
Vi aspetto numerosissimi. Non mancate. ….e… terzo appuntamento, Venerdì 20 Ottobre 2017, nella capitale d’Italia ROMA, di cui non vi anticipo altro….
’Associazione ilGRE cultura&comunicazione di Benevento che sta promuovendo  in vari luoghi d’Italia la rassegna, ideata, organizzata e diretta dalla giornalista Rosa Leone, presidente dell’associazione, e con il coordinamento generale di Gabriele Collarile, sta già lavorando al quarto incontro culturale.