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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

PARLIAMO DI...

05/07/18

BENEVENTO - Al Festival BCT Luciano Ligabue racconta al pubblico il suo "Made in Italy": la "legge del furiere", "metafora" dell'esistenza

Stasera i fan attendono Riccardo Scamarcio


di Claudio Donato

La prima delle cinque serate del Festival Bct si apre nel miglior modo possibile: in quel di Piazza Roma è Luciano Ligabue a farla da padrone. 
Il cantante di Correggio ha parlato del suo ultimo film "Made in Italy", interpretato dall’attore Stefano Accorsi. 
Un film, vincitore del nastro d’argento (il quarto dopo i 3 vinti con Radiofreccia nel 1999),  venuto fuori da una canzone nella quale Ligabue affronta il delicato tema del lavoro, ma non solo. 
Riko (diminutivo di Riccardo, che è il vero nome di Ligabue) è  il nome del personaggio che Stefano  interpreta nel film. Quest’ultimo  si ritrova  a svolgere un lavoro che non ha scelto. Ha una moglie, il cui ruolo è interpretato da una superba Kasia Smutniak, diversi amici e un figlio ambizioso che frequenta l’università. Come spesso accade, però, la vita offre periodi di ‘crisi’ che ti portano ad odiare un po’ tutto. La cosiddetta crisi di mezza età: ed è ciò accade a Riko, il quale si vede costretto ad abbandonare  un paese che ama, dove ha fondato le sue radici. Questo, però, gli consentirà di essere visto sotto altri aspetti, di ritornare a casa e non vendere la propria abitazione.
“Fare un film è cosa ben diversa dal cantare – sostiene Liga - . Il ruolo del regista è molto faticoso, ha bisogno di molto studio. Non è cosa facile.  Nel mio primo film Stefano Accorsi era molto giovane, avevo la sensazione che di me avesse soggezione. Nel tempo è poi maturato ed ora noto che fa tutto con divertimento. Credo che viva bene questa professione”. 
La vita è comunque molto difficile e non ti regala mai nulla. Liga l’ha evidenziato prendendo come esempio la legge del furiere. Una legge che chi ha svolto il sevizio di leva conosce molto bene. Il furiere è colui che decide chi deve essere di turno. Un parallelo che il cantante di Correggio ha voluto fare per spiegare che nelle vita esistono due categorie di persone “quelle brave, che fanno il proprio lavoro senza mai lamentarsi, e quelle che ‘assillavano’ continuamente il povero furiere, il quale si vedeva costretto a mettere di turno chi faceva il proprio lavoro senza protestare mai”.  Ed è quello che succede spesso nella nostra società, attraverso raccomandazioni e soprusi di ogni genere.
Stasera al Festival, l'attesissimo Riccardo Scamarcio. E poi, Stefania Sandrelli, Euridice Axen, Michael Redford, Maurizio Casagrande. Luoghi e programma, al link: http://www.festivalbeneventocinematv.it/index.php.