In uno scambio delicato ed intenso fra intervistatrice ed autrice sono emersi i temi più significativi della "Libertitudine" di Elisa De Falco, per la quale la poesia non è mai mero esercizio di stile, ma piuttosto necessità vitale e sincerità emotiva.
Lettura, dopo lettura, si è delineato così il delicato universo della "Libertitudine" di Elisa De Falco, a partire dai ricordi di infanzia, con il ricordo struggente della figura femminile scomparsa a lei più cara, la nonna, a cui l'autrice ancora dedica pensieri e parole, riconoscendone l'eredità spirituale ed affettiva. La poesia diventa così, per Elisa De Falco, il rifugio dei pensieri, opponendosi al tempo "che scorre intrepido" , salvando i ricordi da custodire nella "valle del cuore' e liberando le emozioni trattenute troppo a lungo.
Quando il rifugio si apre improvvisamente, è tempo per l'autrice di dedicare i suoi versi al "Palcoscenico delle emozioni", il teatro, altra sua enorme passione, l’opposto del nascondimento, e proprio per questo luogo di libertà.
Salire sul palcoscenico, si legge nelle sue poesie, significa accettare il rischio, l’esposizione, lo sguardo dell’altro. La libertà, in questo testo, coincide con il coraggio di essere visti, di trasformare l’emozione in presenza.
Elisa De Falco è stata, infatti, allieva dei laboratori teatrali dell'attore e regista Peppe Fonzo, presente fra il pubblico in sala con l'artista e docente Vladia Villani ed altri amici ed esponenti culturali cittadini.
Ma la vita è per Elisa De Falco anche e soprattutto amore. A questo sentimento lei dedica alcune delle sue poesie più belle, come "Fiamme gemelle" e "A Giorgio" , in cui esplora sentimenti e sensazioni del cuore, affermando l'esistenza del riconoscimento reciproco. Ovvero la possibilità di non doversi spiegare, di “conoscersi dentro anche senza parlare”, di ritrovarsi come anime destinate le une alle altre, anche attraverso i secoli, senza parlare. C'è spazio anche per un piccolo momento di leggerezza, l'incontro casuale, ma intenso, con le persone semplici e sincere, al cui atteggiamento sempre sereno, anche in un semplice saluto, basta fare riferimento per cambiare l'umore di una giornata, come "Il signor Buonciù".
In chiusura d'incontro, spazio alle domande del pubblico, per chiarire alcuni aspetti fondamentali della poesia di Elisa De Falco, non solo genere letterario, ma gesto umano, nel suo fermarsi, guardare, ricordare, dare forma a ciò che altrimenti resterebbe muto. Ai lettori rimane il silenzio, dopo l'ultima parola, lo spazio raro in cui ciò che si ascolta continua a lavorare dentro di noi e trova finalmente ascolto.



