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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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11/05/14

BENEVENTO - A proposito di "UFO": presenze aliene fra noi? Se n'è discusso in un convegno presieduto da Angelo Carannante

di Maria Ricca


Siamo soli nell’universo?Beh, sarebbe quantomeno presuntuoso, da parte nostra, ipotizzarlo. Della possibilità dell’esistenza di forme aliene che desiderino condizionarci per carpirci informazioni e, magari, per appropriarsi delle nostre risorse, e poi di rapimenti alieni, “abductions” in gergo, si è parlato nel corso di una piacevolissima serata, "UFO, un fenomeno globale", condotta dal presidente del Centro Ufologico Mediterraneo Angelo Carannante, al Palazzo del Volontariato, al viale Mellusi. A lui, più volte ospite in programmi Rai e Mediaset sull’ argomento, il compito di introdurre la complessa problematica.  Che si sia scettici, aperti ad ogni possibilità o pienamente convinti dell’esistenza degli alieni, certo non  si può fare a meno di interrogarsi sulle testimonianze di semplici cittadini che hanno avvistato luci notturne in cielo non riconducibili a velivoli o ad altre manifestazioni di carattere militare o civile,  ma soprattutto sulle dichiarazioni di coloro che sostengono di essere stati “addotti”, cioè “rapiti”, appunto, dagli alieni, che non hanno fatto loro del male, ma ne hanno analizzato ogni micro particella dell’organismo, evidentemente per informarsi sulle condizioni di vita sulla Terra.
Famosissime sono rimaste le testimonianze, mostrate anche dalla trasmissione “Mistero” dello scorso 20 marzo, di Pierfortunato Zanfretta, Alessandra Fadda, Diego Ciriello, protagonisti di inspiegabili episodi, e più volte oggetto di denunce per diffamazione o procurato allarme. Non è facile, infatti, credere e farsi credere da chi si avvicina all’argomento. Nelle loro parole la conferma che la rotta privilegiata degli alieni in Italia sarebbe la costa occidentale, dal Sud e fino alla Liguria, e poi l’esistenza di alieni “buoni” ed amichevoli e di alieni “cattivi” che, probabilmente, sono nascosti in basi sotterranee accanto a noi, e non esitano a maltrattare gli addotti per ottenere informazioni .
La ricercatrice Genny Bosco ha parlato della possibilità di “impianti alieni” presenti nell’organismo dei rapiti , la cui esistenza è verificata da indagini strumentali, come TAC ed RMN, e di alterazioni endocrinologiche.
L'universitario Pompeo Di Franco ha, invece, analizzato i fenomeni paralleli delle pericolose scie chimiche, che rilasciano materiali dannosi per l’uomo,  presenti nel cielo, in genere attribuite al passaggio di aerei e, invece, per forma e disposizione, se non riferibili ad alieni, certo ad operazioni terrestri militari per il controllo del Pianeta e del clima su di esso. Una campagna di disinformazione creata ad arte sarebbe mirata,secondo il giovane studioso, a distrarre l’attenzione della gente comune, esposta al pericolo di lenta intossicazione, contro cui i “grandi della Terra” sarebbero stati preventivamente vaccinati.
Infine l’intervento dello psicologo Nino Capobianco, sull’impatto psicologico che la notizia di eventuali civiltà extraterrestri in arrivo sul Pianeta potrebbe provocare, anche con la sommistrazione di un questionario sull’argomento. La necessità di credere in un “eskaton”, ovvero in qualcosa di ancestrale che vada oltre la semplice vita dell’uomo, connotandosi di elementi e convinzioni religiose, il bisogno di conoscere meglio se stessi, conducono la maggior parte delle persone a non escludere del tutto la possibilità dell’esistenza degli alieni ma, comunque, a non averne paura. Il primo extraterrestre da conoscere, del resto,  rimane quello che abita dentro di noi. Da lì tutto parte e lì tutto torna.