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12/05/26

BENEVENTO - "IVA Inclusa", dall'11 al 14 maggio le riprese del corto di Sartore e Rotondaro





A partire da lunedì 11 maggio e fino al 14 maggio, in diversi luoghi di Benevento, si terranno le riprese del cortometraggio "IVA Inclusa" ideato e diretto da Marianna Sartore e Mariella Rotondaro, prodotto da Libero Teatro.

Una storia di partecipazione e riscatto che si snoda tra i vicoli della città e location d’eccezione, come la sede dell’AIPD, l’Officine Lombardi Music Wine Drink e il Teatro San Nicola. Il progetto mette al centro il talento dei ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down, che reciteranno insieme agli attori delle Officine in Scena di Nola e di Libero Teatro. Attraverso una narrazione ironica e profonda, il corto esplora il tema dell'abbattimento delle barriere, trasformando questi spazi quotidiani in un set dove l’inclusione diventa la vera protagonista della scena. Per le riprese di alcune scene, si cercano ragazze e ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Per info contattare i numeri 324 633 5766 - 329 063 4308


BENEVENTO, 14 e 15 maggio - Alla "Giustino Fortunato", studiosi a confronto sul tema della stregoneria, in ambito storico ed antropologico

 


CONVEGNIL’Università Giustino Fortunato di Benevento si prepara a diventare per due giorni il centro mondiale della riflessione storica e antropologica sulla stregoneria. 

Il 14 e 15 maggio 2026 l’Università Giustino Fortunato ospiterà a Benevento il convegno internazionale “Sopra l’acqua e sopra il vento, portami al noce di Benevento”, primo appuntamento scientifico interamente dedicato al fenomeno del volo delle streghe, dalla tarda antichità all’età moderna. 

L’evento è organizzato dal Laboratorio di Ateneo intitolato all’insigne studioso siciliano “Giuseppe Bonomo” – unico centro di ricerca in Italia esclusivamente dedicato allo studio storico della stregoneria e della caccia alle streghe –. Le sessioni si svolgeranno in presenza e online, con partecipazione gratuita previa iscrizione all’indirizzo eventi@unifortunato.eu.


Il convegno parte dalla leggenda del noce maledetto, intorno al quale – tra longobardi, miti e riti notturni – si è costruita una delle più potenti radici europee della credenza nella strega volante. L’obiettivo è restituire rigore scientifico a un fenomeno spesso ridotto a folklore, esplorandone le fonti classiche, medievali e moderne, il rapporto con teologia, genere, sostanze psicoattive, e persino i legami con la proto-scienza e la successiva storia dell’aviazione.

Al convegno internazionale di Benevento è prevista la partecipazione di alcuni tra i più autorevoli studiosi della materia a livello globale. Tra questi spiccano:

·       Rita Voltmer (Universität Trier, Germania): storica tra le massime esperte europee di caccia alle streghe e giustizia penale nella prima età moderna, presidente della Friedrich Spee Society e vincitrice del Premio Caspar Olevian. Terrà la keynote lecture inaugurale sul volo sabatico in area germanica.

·       Marina Montesano (Università di Messina): professoressa ordinaria di Storia medievale, nota per gli studi sul folklore, la magia e la costruzione culturale della figura della strega. Autrice di volumi come Caccia alle streghe e Andare per i luoghi della stregoneria, interverrà con una lectio dal titolo Il volo prima della caccia alle streghe.

·       Matteo Duni: insegna Storia del Rinascimento e Storia della caccia alle streghe per la Syracuse University e la New York University nelle loro sedi italiane. Le sue ricerche si concentrano su storia intellettuale e religiosa della prima età moderna, con un focus particolare sulla caccia alle streghe, l'Inquisizione romana, magia e stregoneria tra tardo Medioevo e prima età moderna. Claudia Santi (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”): ordinaria di Storia delle religioni, formatasi alla scuola storico-religiosa romana. Studiosa del simbolismo del volo nelle religioni del mondo classico e in area norrena, interverrà su Il simbolismo del volo nella religione norrena.

·       Fabrizio Conti (John Cabot University, Roma): specialista di storia medievale e della stregoneria, autore per Brepols della monografia Witchcraft, Superstition, and Observant Franciscan Preachers. Il suo intervento esplorerà la realtà del volo stregonico tra predicatori e inquisitori nel XV secolo.

·       Luigi Canetti (Università di Bologna): ordinario di Storia del cristianesimo, direttore del Dipartimento di Beni Culturali (Ravenna), noto per gli studi su agiografia, culto dei santi e memoria rituale. 

·       Alessandro Testa (Charles University, Praga e UC Berkeley): antropologo ed etnologo europeo, professore associato a Praga e visiting professor a Berkeley (2025). Studioso dei fenomeni religiosi e identitari nell’Europa contemporanea

·       Paolo Portone (coordinatore del Laboratorio “Giuseppe Bonomo” – Unifortunato): storico dell’Inquisizione e della repressione della secta strigiarum, direttore scientifico del CI-RE e ideatore del Museo Etnostorico della Stregoneria di Triora, prima esposizione permanente in Italia sul tema. Tra le sue pubblicazioni principali il recente Montagne stregate (2024) pubblicato insieme a Valerio Giorgetta per la WriteUp di Roma. 

·       Debora Moretti (University of Hertfordshire – University of York): storica e archeologa, ricercatrice per il progetto ESRC ‘Alternative Healers’ con Owen Davies, specializzata in medicina popolare, magia folklorica e interazione tra fonti scritte ed evidenze archeologiche.

·       Vincenzo Tedesco (Università di Messina): assegnista di Storia medievale, già fellow dell’Institute for Advanced Study (CEU Budapest), allievo di Adriano Prosperi. Autore di Inquisizione, eresia e magia nel tardo Medioevo e L’anima di Traiano tra inferno e paradiso.


Oltre alle sessioni accademiche che vedranno due lezioni magistrali affidate a Rita Voltmer e Marina Montesano, il convegno offre una visita guidata a Benevento “città delle streghe” e un’escursione allo Stretto di Barba. La partecipazione è gratuita sia in presenza sia online, previa iscrizione a eventi@unifortunato.eu. Per informazioni: laboratoriobonomo@unifortunato.eu.

L’iniziativa restituisce a Benevento non solo il suo mito, ma il ruolo di crocevia epistemologico tra folklore, storia e metodo, confermando il Laboratorio “Giuseppe Bonomo” come centro di riferimento unico in Italia per lo studio della stregoneria come fenomeno storico totale.

10/05/26

CAPUA (CE) , fino al 10 maggio - Al FaziOpen Theatre, il viaggio onirico e suggestivo di Antonio Iavazzo, attraverso "Le dimore dell'anima"


di Maria Ricca

TEATRO - Dare un corpo alle proprie suggestioni culturali, catturandone l'essenza più vera per indurre in chi guarda riflessione e  riconoscimento del sé è una sfida complessa e affascinante. Che Antonio Iavazzo raccoglie e vince, conducendo per mano gli spettatori del FaziOpen Theater di Capua attraverso "Le dimore dell'anima", di cui è ideatore e regista, in scena fino a stasera, 10 maggio, ore 19, nella rassegna di prosa in programma nella sala "Andrea Vinciguerra". Interpreti, per  l'Associazione "Il Colibrì" di Sant'Arpino (CE), Stefania Aulicino, Daniele Cardone, Mario Di Fraia, Raffaele Di Raffaele, Licia Iovine, Gennaro Marino, Annamaria Renna, Chiara Russo, Eliodoro Vagliviello, Antonio Villano. Special guest la danzatrice Giada Tibaldi. Assistenti alla regia Elena Patrizia Scialla, Angelica De Maio e Simona Caruso. Audio e luci di Vincenzo Pece. Organizzazione generale di Gianni Arciprete.

E così il pubblico accetta di disporsi in cerchio, "perché il cerchio è la forma dell'amore" e di lasciarsi avvolgere dalle suggestioni evocate dallo spirito guida, che, novello Caronte, lo conduce in un percorso che tocca ogni riferimento letterario, teatrale e cinematografico dell'autore e che non può non tradursi poi in emozione profonda per chi recita e per chi guarda. Quindi l'avvio, con le parole del viaggiatore avido di sapere per eccellenza, l'Ulisse omerico, ma anche dantesco, nell'orizzonte di quella terra, che è approdo necessario ed ineludibile per tutti e per cui tutti hanno il diritto di combattere, non sapendo se ne usciranno vivi, come enigmaticamente ricorda la Sibilla: "Ibis redibis...". 

È un attimo, però, e il viaggio prosegue per archetipi, individuando in primis l'amore come punto di riferimento. E quale amore, però, se non quello che unisce Dracula a Mina, immortale e disperato attraverso i secoli, ma anche delicato come quello che solo il cinematografo, "l'ottava meraviglia del mondo", può raccontare, un po' surreale un po' naif, attraverso  la storia del vagabondo Charlot e della sua fioraia cieca, che alla fine apre gli occhi sul mondo. Proprio come l'angelo volontariamente caduto de "Il Cielo sopra Berlino", che sceglie di diventare umano, accogliendo gioie e sofferenze di questa condizione, impagabile balsamo rispetto alla neutralità della sua natura eterea, solo apparentemente privilegiata. 


Perché la vita è un viaggio, ma anche un combattere infinito, spesso contro i mulini a vento, in nome di una giustizia negata. È Cervantes ed il suo don Chisciotte, sognatore romantico, contro ogni ragionevole dubbio,  il riferimento culturale imprescindibile del quadro successivo, in compagnia e del suo pragmatico Sancho Panza e dell'incredula Dulcinea. Un anelito all'ideale che drammaticamente si scontra con la crudezza della realtà e si trasforma nella sofferenza profondamente umana del Cristo della Pietà michelangiolesca e della lirica di Quasimodo, figura dell' "Uomo del mio tempo",  ineluttabile richiamo alla verità delle divisioni, dei conflitti, delle sofferenze, pane quotidiano della vita, oltre ogni epoca e ragionevolezza. 

Ma non si puo rinunciare a sperare e non lo fa Ipazia, filosofa ed astronoma,  donna di scienza e martire della libertà di pensiero, che fino allo spasimo proclama l'indipendenza da ogni pregiudizio, pagando però con la vita il proprio slancio, in odore di stregoneria.  


Il  viaggio onirico a tappe fra le "Dimore dell'Anima" non può non condurre ad un approdo che è insieme intimo, personale, ma talmente condivisibile da divenire poi corale e dunque ad un racconto, spoglio da ogni sovrastruttura, in cui ciascuno fa riferimento alla scomparsa di una persona amata,  importante in maniera diversa per colui o colei che resta. In sottofondo non solo il rimpianto, il ricordo, ma anche la consapevolezza, la voglia di farcela, ripartendo da quelle suggestioni. 


Un valzer liberatorio, sull'onda emotiva delle impressioni cinematografiche che vanno da Fellini ad Ozpetek, chiude idealmente l'opera, con l'idea di un finale aperto, mai consolatorio, ma piuttosto consapevole e resiliente.  

08/05/26

TEATRO - Torna "Racconti per ricominciare". Al Mulino Pacifico di Benevento, "Marginali esistenze" di Amerigo Ciervo. In scena la Solot


TEATRO
- Dal 22 maggio al 7 giugno torna #Racconti per Ricominciare, il green festival di teatro diffuso nei tesori della Campania. Giardini, palazzi, sentieri, cortili e paesaggi si trasformano ancora una volta in luoghi di incontro tra pubblico, natura e drammaturgia. "Anche quest’anno - spiegano i promotori di Vesuvioteatro e Geppi Liguoro, con direzione artistica di Claudio Di Palma, consulenza artistica di Giulio Baffi, organizzazione di Dora De Martino,  -  attraverseremo il territorio al tramonto - con spettacoli itineranti, voci internazionali, nuove scritture e artisti capaci di raccontare il presente attraverso il teatro."  Spazio a spettacoli in ville e comuni vesuviani, ma anche a Caserta, e ad eventi speciali a Summonte, Lettere, Capri e Anacapri ed in particolare a Benevento, che ospita 4 diversi interessanti appuntamenti. Protagonista la Rocca dei Rettori ed il Mulino Pacifico, con lo spettacolo della Solot "Marginali esistenze" di Amerigo Ciervo, a cura di Michelangelo Fetto, anche interprete, dal 3 al 7 giugno, con Viviana Altieri, Antonio Intorcia e Nicola Nicchi. Il programma è online e su www.raccontiperricominciare.com. 



07/05/26

S. GIORGIO DEL SANNIO, 8 maggio - La Dante Alighieri ricorda Giuseppe Tomaciello, presentando "Vita scolastica_Cronache di un maestro del 1950" di M.Teresa De Angelis


LIBRI 
- Il giorno 8 maggio 2026, alle ore 17.00, presso l’aula magna della Scuola dell’Infanzia “S. Agnese” di S. Giorgio del Sannio, la Società Dante Alighieri comitato di Benevento e il Comune di S. Giorgio del Sannio, con il supporto dell’Università degli Studi del Sannio e della sede centrale della Società Dante Alighieri, presentano il libro “Vita scolastica_ Cronache di un maestro del 1950” di Giuseppe Tomaciello, curato dalla professoressa Maria Teresa De Angelis.

Il libro è pubblicato dal comitato nell’ambito del progetto “Libertà va cercando”, nella collana Biblioteca LA REGINA DEL SANNIO istituita proprio dal compianto preside Tomaciello, rifondatore della Dante di Benevento negli anni ’90.

Le Cronache sono il diario di bordo dell’esperienza didattica e metodologica ispirata al metodo Freinet, che il giovane maestro Tomaciello sperimentava in una prima elementare di S. Giorgio.

Ai saluti istituzionali della Dirigente scolastica Anna Polito, del Sindaco Giuseppe Ricci, dell’Assessore alla Cultura Gianluca Melillo , seguiranno la relazione di Maria Teresa De Angelis e le testimonianze di Giorgio Nardone ( alunno), Sandro D’Alessandro ( medico personale) Mario Pedicini ( già Provveditore agli Studi di Benevento).



06/05/26

CEPPALONI, 22-23-24 maggio - FeLiCe 2026: il Festival del Libro cresce. Il sindaco Cataudo: “La cultura rende liberi”


IL FESTIVAL
  - Il Comune di Ceppaloni, insieme alla libreria UbikLiberitutti di Benevento, in collaborazione con l’Associazione Parole in Circolo, la Biblioteca Comunale e il Patto per la Lettura di Ceppaloni, presenta la terza edizione di FeLiCe – Festival del Libro di Ceppaloni, la rassegna dedicata alla promozione della lettura, alla creatività e al dialogo con autori, studiosi e protagonisti della cultura contemporanea.

L’edizione 2026 propone tre giornate (22-23-24 maggio) di incontri, laboratori, presentazioni e momenti musicali, con un programma pensato per coinvolgere lettori di tutte le età e valorizzare il patrimonio culturale, sociale e identitario del territorio.

Il sindaco Claudio Cataudo evidenzia come la rassegna abbia ormai superato i confini comunali, attirando interesse da tutta la Campania e anche da fuori regione. Un risultato che, secondo il primo cittadino, produce ricadute positive economiche, sociali e culturali, rafforzando l’immagine del territorio.  

Cataudo sottolinea che l’amministrazione ha puntato fin dall’inizio sulla cultura come strumento di crescita collettiva: “Una comunità che cresce culturalmente è più aperta, più libera e capace di confrontarsi”.  

Il festival coinvolge soprattutto le scuole ed i più giovani, con attività dedicate alle diverse fasce d’età. Per il sindaco, questo è un punto decisivo: “La cultura rende liberi mentalmente. I ragazzi devono essere in grado di scegliere senza farsi influenzare da messaggi distorti che arrivano dai media”.

Accanto al Festival del Libro, l’amministrazione lancia un secondo progetto culturale di grande rilievo: due fine settimana di eventi nel mese di giugno dedicati alle Janare, figura centrale della tradizione ceppalonese.  

Cataudo ricorda che il mito delle Janare nasce proprio a Ceppaloni, nello Stretto di Barba, e che merita di essere valorizzato con rigore storico: “Non parliamo di streghe folkloristiche. Le Janare sono parte della nostra identità e vanno raccontate con serietà, attraverso storia, antropologia e memoria”.

Il percorso prevede dibattiti, incontri, ricostruzioni storiche e il coinvolgimento diretto dei giovani, chiamati a riscoprire e promuovere le proprie radici. L’obiettivo è costruire una rete stabile tra istituzioni, associazioni e realtà locali, trasformando le ricchezze culturali del territorio in leve di sviluppo e attrattività.

Di seguito il programma completo. 


22 MAGGIO

Ore 17:00 — Presentazione del libro Fascistissima  

• Autore: Giovanni Mari  

• Interviene: Mario Cataudo  

Ore 18:00 — Tavola rotonda “La prova dei fatti / La verità dei fatti”  

• Ospite: Walter Veltroni  

• Interviene: Zerihun Tranfa  

23 MAGGIO 

Ore 10:30  

- Laboratorio di scrittura creativa "Il labirinto delle storie" (8–10 anni) su prenotazione, a cura di Zaira Marinella  

- Laboratorio di lettura dialogica 0–6 anni, a cura dell’Associazione Semi di Storie  

Ore 11:00  

- Tavola rotonda sulla creatività circolare, promossa da Geotecnic S.r.l. con la partecipazione degli alunni dell’I.C. Settembrini  

  A seguire, premiazione dei ragazzi che hanno partecipato al concorso  

Modera Margherita De Blasio  

Ore 16:00  

- Evento itinerante nel borgo storico: Passeggiando fra storia e leggende, a cura dell’Associazione Parole in Circolo  

Ore 17:00  

- Incontro con Vanessa Roghi: Smontare i falsi racconti sui giovani  

    dialoga con Raffaella Morone

Ore 18:30  

- Reading teatrale: Ma io ho deciso. Storia di Lia Pipitone  

     Con Daniele Aristarco  e Anna De Giovanni  

 Introduzione a cura dei giovani lettori e lettrici del libro Storia di Lia  

24 MAGGIO

Ore 11:00  

- Presentazione del volume I confini del territorio pontificio di Benevento. Di Alfredo Rossi, dialoga con Marika Porcaro

Ore 12:00  

- Presentazione del romanzo L’ultima Janara di Pasquale Rosati in dialogo con Aurora Pugliese  

Ore 16:00  

- Presentazione di Euthymios, il medico greco che incontrò Yeshua di Nicola Sguera  in dialogo con Marika Pinto  

Ore 17:30  

- Incontro con Susanna Mattiangeli sul libro La casa di Lea  

  Ore 20:00  

- Concerto dei Vulim’, con la partecipazione della piccola orchestra di organetti Il Respiro dell’anima

05/05/26

FILM INDIPENDENTE - "Ho visto un sogno": Carlo Della Volpe e Naomi Posillipo raccontano la boxe come metafora, tra sconfitte e rinascite


CINEMA – Un ring, una caduta, e poi il buio. Ma soprattutto una scelta: arrendersi o ricominciare. È da qui che prende forma “Ho visto un sogno”, il nuovo film indipendente diretto da Carlo Della Volpe e Naomi Posillipo, un’opera intensa che parte dalla boxe ma va ben oltre lo sport.

Al centro della storia c’è Daniele Di Maio, un giovane cresciuto in un contesto difficile, segnato dal peso di un passato familiare complicato. Per lui la boxe non è solo una disciplina, ma una via di fuga, una possibilità concreta di riscatto. Tutto cambia dopo un incontro truccato che gli costa la vista: da quel momento il film abbandona i confini del racconto sportivo per diventare un viaggio interiore profondo e doloroso.

A sostenere la narrazione è un cast corale che unisce esperienza e autenticità: Gianluca Di Gennaro e Gianni Parisi guidano un gruppo di interpreti composto da Giuseppe Cascella, Gigi Attrice, Rossella Ianniello, Giovanni Esposito e Davide Aiello. Personaggi veri, segnati da fragilità e scelte difficili, che restituiscono sullo schermo una realtà senza filtri.

La regia di Carlo Della Volpe e Naomi Posillipo sceglie uno stile diretto, essenziale, capace di valorizzare silenzi e sguardi più delle parole. Un approccio rafforzato dal lavoro dell’aiuto regia Swami Di Giovanni, che contribuisce alla costruzione di un racconto coerente e immersivo.

Fondamentale anche il comparto sonoro: le musiche di Solo2025, artista dalla voce intensa e riconoscibile, accompagnano emotivamente il percorso del protagonista, mentre le colonne sonore firmate da Aldo Pacifici amplificano la tensione e la profondità delle scene.

Girato con un forte legame con il territorio, il film coinvolge realtà locali e location significative, tra cui Villa Oro Bianco Eventi, la palestra Boxe Gladiator Giugliano e il Palazzetto dello Sport, teatro della scena finale.

“Ho visto un sogno” non offre scorciatoie né illusioni. Racconta la caduta, il dolore e la possibilità di rialzarsi quando tutto sembra perduto. Un film che parla ai giovani, ma non solo, a chiunque abbia dovuto affrontare una battaglia interiore.

Perché, come suggerisce il titolo, i sogni non si guardano soltanto. Si combattono.

04/05/26

BUCCIANO (BN), 9 e 10 maggio - Midora Teatro con Doriano Rautnik presenta "Trittico" (divinità, streghe e altre storie)


TEATRO - Va in scena sabato 9 e domenica 10 maggio alle ore 19 alla Sala Teatro Midora di Bucciano l'ultimo lavoro di Midora Teatro in anteprima Nazionale. È “TRITTICO” di Anna Hurkmans (divinità, streghe e altre storie), autrice olandese pluripremiata, la regia è di Doriano Rautnik, in scena con Nunzia Campanile, Miriam Iuliucci, Clemente Rossi, Emanuele Troisi, Clemente Vairo.


La storia è singolare e accattivante, ricca di spunti ironici e di riflessione. Dalle note di regia: "Tre V.I.P., che più V.I.P. non si può, si rivolgono ad uno psicanalista per tentare di sciogliere i nodi delle ansie che li tormentano da molto… molto tempo… anzi, da “un’eternita”! Sembrerebbero casi impossibili da curare e il povero medico, sopraffatto dall’importanza dei personaggi, osa proferire solo qualche sporadica parola mentre i “pazienti”, interrompendo la seduta, sembrano – a modo loro – aver trovato da soli l’agognato beneficio e la strada della guarigione. Ma… quanto durerà questo sollievo? Chissà… forse, nuovamente molto… moltissimo tempo. E quanto può durare la definizione di “strega”, per una donna che non ha mai barattato la sua reale e genuina  integrità interiore, ma solo adeguato l’aspetto esteriore, risultando poi molto simile a tante altre donne? Quindi, perché "strega"? E come fa un barista, benché molto perspicace, a leggere così bene il passato e prevedere il futuro della vita dei suoi avventori? E soprattutto, questa “dote”… porta bene? Tutti questi ”misteri” alla fine si risolveranno ma, come spesso capita, si confonderanno tra una riflessione ed un sorriso. Ed un finale a sorpresa."

Info e prenotazioni 334.1277400 


PROFILI - Fortuna Cestari, tra impegno letterario e sociale con il libro "La Mia Cucina è Poesia" e l'Associazione Aps "Una vita sospesa", di sostegno a chi soffre



LIBRI
- Torna ad appassionare i propri lettori, con un nuovo viaggio letterario Fortuna Cestari, figura poliedrica , che coniuga  sensibilità artistica, rigore intellettuale ed impegno sociale, attraverso i propri ruoli di attrice con interessanti qualità introspettive, formatasi tra Roma e Napoli, docente di recitazione cinematografica, scrittrice e dottoressa. 

Tra fede, tradizione e filosofia, nasce, infatti,  "La Mia Cucina è Poesia", un vero e proprio inno d’amore verso la terra natia dell’autrice, Pietrelcina, il paese di Padre Pio, oggi luogo che l’accoglie e la ispira quotidianamente. Con la sua terza opera letteraria, Fortuna Cestari  invita i lettori a compiere un viaggio unico tra i sapori e le emozioni che solo la cucina può regalare, intessendo una narrazione in cui la fede, la tradizione e la filosofia si fondono armoniosamente. 


“La Mia Cucina è Poesia” rappresenta un autentico canzoniere gastronomico che si snoda tra i profumi e i colori della costiera napoletana, le atmosfere sognanti delle isole partenopee, e la profondità delle radici sannite di Benevento. Ogni ricetta e ogni racconto sono il risultato di un incontro tra culture, storie di famiglia e memorie personali, come un filo rosso che unisce il mare e la collina, la sacralità della tradizione e la leggerezza della poesia.


Attraverso la cucina, Fortuna Cestari mostra come il cibo possa essere non solo nutrimento per il corpo, ma anche per l’anima. In ogni pagina, si respira la spiritualità dei luoghi, il calore delle case di Napoli, l’incanto delle isole, già esplorato nel suo primo volume di poesie, "Femmena 'e curaggio", e poi la forza della terra beneventana e l’intensa religiosità di Pietrelcina. L’autrice si “perde” ancora una volta tra vicoli, antiche ricette e ricordi, regalando ai lettori un’opera che è molto più di un semplice ricettario: è una dichiarazione d’amore verso la vita, la memoria e la fede. “La Mia Cucina è Poesia” è, dunque, un invito a sedersi attorno a una tavola imbandita di storie, sapori e riflessioni. Un libro che profuma di pane appena sfornato, di mare e di basilico, e che insegna che, come dice un antico proverbio napoletano, “’A tavula nun s’invecchia mai”. Un’opera che fa bene al cuore, all’anima e al palato: il perfetto connubio tra passato e presente, tra Napoli e il Sannio, tra la poesia della cucina e la filosofia della vita.


Accanto alla sua produzione letteraria, Fortuna Cestari, grazie anche alla propria formazione accademica e alla sua determinazione nello studio, guida, poi, con perseveranza e determinazione le attività della associazione APS “Una Vita Sospesa”, nome ispirato al suo secondo libro, nel quale affrontava con realismo narrativo e consapevolezza sociale non comuni le ripercussioni psicologiche della pandemia. Questa associazione, da lei presieduta e fondata con l’obiettivo di offrire sostegno concreto alle persone affette da malattie rare, genetiche e non, oltre che a chi combatte contro patologie gravi come leucemia, cancro, malattie renali, urologiche ed epilessia, da anni si distingue per il suo impegno nel promuovere la ricerca, sensibilizzare l’opinione pubblica e creare una rete di supporto per famiglie e pazienti spesso lasciati ai margini della società.

“Una vita Sospesa”, dunque, non rappresenta solo un punto di riferimento per chi affronta quotidianamente la difficoltà di una diagnosi rara o complessa, ma è anche una voce autorevole nella difesa dei diritti e nell’inclusione sociale. 

L’associazione organizza incontri, campagne informative, eventi di raccolta fondi e supporto psicologico, regalando speranza e strumenti pratici a chi vive una realtà sospesa tra incertezza e coraggio, affinché nessuno si senta solo di fronte a una malattia. Perché, come recita un noto proverbio italiano, “la speranza è l’ultima a morire”. APS “Una vita Sospesa” è la prova quindi che, insieme, si può costruire un futuro migliore, anche nelle situazioni più difficili.






CAPUA, 8-9-10 maggio - Al FaziOpenTheater, le "Dimore dell'Anima", viaggio emotivo di Antonio Iavazzo fra "stupore" e suggestioni di generi, stili e linguaggi artistici


TEATRO - Nasce come un omaggio devoto e grato dell'autore e regista Antonio Iavazzo a precisi riferimenti e miti artistici nei vari campi della creatività, il nuovo spettacolo del direttore artistico della rassegna internazionale di teatro ed arti figurative "FaziOpen Theater", in questi mesi in programma a Capua, presso la sala "Vinciguerra" dello storico palazzo Fazio. Parliamo de "Le Dimore dell'Anima", che andrà in scena venerdì 8 e sabato 9 maggio, alle 20, e domenica 10 maggio alle 19. Una pièce, racconta l'autore Iavazzo che è "un' immersione, extra ordinaria, multisensoriale, tra visioni, suoni, che narrano di sensi smarriti e che anelano al sogno, all’armonia. Un viaggio tra generi e stili attraverso linguaggi multipli (cinema, teatro, danza, poesia, letteratura, arti figurative, ecc.) che esortano all’epoché, ad una sospensione di giudizio che lasci spazio allo stupore. Un invito a rendersi vulnerabili alla poesia e a tutto ciò che, nella nostra caducità, può rendere il nostro transito, immortale. Se non noi, l'attimo. Fosse anche solo per una lacrima, un riverbero di nostalgia, un sorriso compiaciuto, una risonanza emozionale, uno squarcio al cuore. I magnifici spazi e le location di Palazzo Fazio accoglieranno i nostri sguardi." Iavazzo è profondamente ispirato in quest'opera dalle sue suggestioni culturali, il  "Dracula" di F.F. Coppola, a "Il cielo sopra Berlino" di Wenders, e poi Chaplin, Keaton e il cinema muto, Don Chisciotte, la Commedia dell'Arte, Artaud, Barba, Carmelo Bene, Beckett, il mondo onirico, poetico e trasfigurato delle installazioni di Bill Viola, Kavafis, Eluard, Pessoa, Borges, Gibran, Desnos, Schiller, "e tanti altri miei amati poeti, Lao Tzu e i miei aneliti taoisti. Ed ancora la musica classica, Ivano Fossati, Karaindrou, Kate Bush, il blues. E il mio adorante amore per la Danza e per Pina Bausch." In scena andrà l' Associazione "Il Colibrì" di Sant'Arpino (CE), con Stefania Aulicino, Daniele Cardone, Mario Di Fraia, Raffaele Di Raffaele, Licia Iovine, Gennaro Marino, Annamaria Renna, Chiara Russo, Eliodoro Vagliviello, Antonio Villano. Special guest la danzatrice Giada Tibaldi. Assistenti alla regia Elena Patrizia Scialla, Angelica De Maio e Simona Caruso. Audio e luci di Vincenzo Pece. Organizzazione generale di Gianni Arciprete

01/05/26

LIBRI - Marinella Sorrentino e "La nostra imperfetta umanità", drammatico ed agrodolce affresco narrativo, nel segno dei diritti al femminile

 


di Maria Ricca

Sceglie di tornare a raccontare l'animo femminile Marinella Sorrentino, nel suo nuovo romanzo "La nostra imperfetta umanità", Guida Editori, presentato alla Biblioteca "Alagi" di Villa Bruno, con Myriam Gison della "Bottega delle Parole" e la giornalista Floriana Narciso. E lo fa stavolta non affidandosi alle atmosfere di un passato remoto, ma piuttosto rievocando le suggestioni di un'epoca così lontana, eppure così vicina, come quella degli Anni Ottanta del 1900, che l'hanno vista adolescente, proprio come la protagonista del romanzo, Alice Salemi. "Cambia il periodo storico – ha ricordato la Gison, che segue la produzione della Sorrentino sin dall'inizio – ma resta la sua capacità di narrazione, attraverso i decenni rappresentati, del bisogno di emanciparsi di una donna." Ricostruire la "contemporaneità" nella quale si svolge il romanzo e i rapidi progressi tecnologici che hanno caratterizzato l'ultima era, con l'avvento del cellulare e di Internet, non è stato tuttavia meno facile delle ricerche storiche compiute in passato per rendere credibile lo sfondo dei suoi romanzi precedenti, ambientati in altre epoche. A sottolineare l'intensità delle tematiche del romanzo, le emozionanti interpretazioni canore del Maestro Faenza e di Silvia Lanci, su musiche della tradizione e della contemporaneità.

Alice Salemi, donna ormai matura, torna a Napoli dopo un lungo periodo a Londra ed una "psicoterapia che non è servita ad alleviare il dolore che si porta dentro", per fare i conti con i propri fantasmi. Ma l'atmosfera non è di quelle tristi, anzi. Si direbbe piuttosto che, riavvolgendo il filo dei ricordi, la protagonista rilegga con (tragica?) ironia i rapporti intrattenuti con le figure principali della sua vita. L'azione si sposta così dagli anni Duemila agli anni Ottanta e nel racconto tornano le figure della madre intransigente, iperprotettiva e, suo malgrado, tiranna nei confronti della prole, del padre, succube della moglie, lavoratore, ma a suo modo libertino, come se "divertirsi" fuori dalle mura domestiche fosse un suo diritto, il compenso per una vita dedicata al lavoro e alla famiglia. Un contesto domestico tutto italiano, stereotipato, tipico degli anni Ottanta, soprattutto in provincia. E poi gli insegnanti, dall'incattivita professoressa Palladino, che però rinasce a nuova vita dopo la vedovanza da un uomo meschino, probabilmente da lei stessa provocata, alla giovane supplente sognatrice e dunque ingenua preda di chiunque, fino al professor Martinelli, docente "predatore", troppo incline a lasciarsi sedurre dalle grazie delle studentesse, una sorta di "orco" in pectore, pronto ad approfittare delle loro fragilità.

Scrive, dunque, in maniera estremamente attrattiva Mariella Sorrentino, come ha sottolineato Myriam Gison, offrendo un brillante "incipit in media res", che cattura immediatamente l'attenzione del lettore".

Il libro nasce per raccontare anche il difficile percorso compiuto dalle donne nel tempo, attraverso la sofferenza delle discriminazioni, delle violenze pure oggi spesso taciute per timore o per convenienza e per difendere le nostre figlie, perché le giovani non abbassino mai la guardia, continuino a combattere per i diritti, senza mai darli per scontati, in un periodo in cui i femminicidi si susseguono, a testimonianza della difficoltà di certi uomini di accettare l'emancipazione delle proprie donne. In sala, come in ogni presentazione dei libri di Marinella Sorrentino, è tornata ad esserci una sedia solo apparentemente vuota, un "posto occupato", idealmente destinato ad una vittima di femminicidio, in linea con l'omonima campagna di sensibilizzazione sociale, virale e gratuita contro la violenza sulle donne.

Per Floriana Narciso, il libro della Sorrentino è un romanzo corale di formazione, nella quale Alice sembra essere, in qualche modo, la rappresentazione di tutti i tipi di donna raccontati, comprese le due amiche londinesi libere e "liberate", ciascuno dei quali, attraverso varie fasi, trova la sua indipendenza. L'indole di Alice, però, fuggita a Londra, in un "altrove" che sa di rinnovata consapevolezza dei propri diritti, è diversa da loro e saprà non perdere la sua nobiltà d'animo e, infine, risorgerà. E' lei una figura nella quale identificarsi sembra fin troppo facile. La Sorrentino, del resto, ha la capacità, come hanno sottolineato le relatrici, di saper avvicinare alla lettura i non-lettori, quelli che non aprono abitualmente un libro, poiché scrive di getto, vivendo ella stessa le vicende dei suoi personaggi, mentre produce, partendo da uno spunto e poi lasciandosi trascinare dal filo del racconto. E così ogni lettore, ciascuno di noi, ha il diritto di accogliere dalla storia, riflettendoci su, le emozioni che vuole, nella legittime reciproche differenze, e nel segno della propria "imperfetta umanità".

30/04/26

L'INTERVISTA - "Festival di Primavera", la direttrice Carmen Castiello: "Cultura è investimento a lungo termine per la crescita del territorio"


di Maria Ricca

L'INTERVISTA - Il "Festival di Primavera - Una Finestra sulla Danza", in svolgimento in questi giorni a Benevento, offre l'occasione di svolgere alcune riflessioni sulle opportunità offerte dall'evento in relazione a nuove prospettive culturali e formative.  Ne parliamo con Carmen Castiello (nella foto), direttrice artistica del Festival, con il suo Centro Studi, BenArt e Balletto di Benevento, presso il Teatro Libertà, da sempre promotrice nel Sannio di preziosi eventi culturali.


- Diciannove anni di festival: che bilancio tracci oggi di "Una Finestra sulla Danza" e cosa è cambiato rispetto alla prima edizione? 

"Diciannove anni di festival rappresentano un traguardo importante. Il bilancio è sicuramente molto positivo: nel tempo la manifestazione è cresciuta sia in termini di qualità artistica sia di partecipazione del pubblico. Siamo riusciti a coinvolgere tanti giovani, a ospitare artisti di valore e a rendere la danza un elemento centrale della nostra proposta culturale. Questo risultato è frutto di un grande lavoro di squadra e ci spinge a guardare al futuro con entusiasmo, puntando a migliorare ancora e a offrire nuove opportunità di crescita e confronto. Quando è nato il festival nel 2007 si investiva di più nella danza come forma d’arte. Oggi il contesto è cambiato, ma questo ci ha spinto a reinventarci e a continuare a valorizzarla con ancora più determinazione."

- A Benevento il festival si propone come spazio di dialogo tra danza e cultura: il pubblico ha risposto a questa visione?

"Il nostro Festival è, per vocazione, uno spazio di dialogo profondo tra la danza e la cultura. In questi anni abbiamo compiuto un importante lavoro di ‘alfabetizzazione’: abbiamo cercato di ‘educare’ il pubblico a comprendere la complessità dei linguaggi coreutici, ricevendo una risposta straordinaria in termini di partecipazione intellettuale ed emotiva.

Oggi viviamo in città abituate a grandi eventi , dominati dalla logica dei grandi numeri. Tuttavia, una manifestazione come la nostra non cerca il riscontro statistico a ogni costo, perché la cultura non è un bene di consumo rapido, ma un investimento a lungo termine sulla sensibilità delle persone.

Proprio per questo, ritengo sia urgente orientare l’attenzione verso iniziative che valorizzino la città nella sua essenza più autentica. Musica, danza e teatro non sono semplici intrattenimenti, ma strade fondamentali per riscoprire l’identità di un territorio. La nostra sfida è sostituire la quantità con l’intensità: non puntiamo a riempire solo le piazze, ma a nutrire la consapevolezza dei cittadini, convinti che il rispetto della bellezza e dell'arte sia l'unico vero motore per una crescita sociale sostenibile."


- Oltre 300 allievi e numerosi insegnanti coinvolti: quanto pesa oggi la "formazione" nella crescita del movimento coreutico?

"La formazione nel linguaggio coreutico è fondamentale. L’improvvisazione e una conoscenza superficiale della disciplina possono avere effetti negativi sull’educazione del corpo: si rischia di confondere i giovani danzatori e di portarli a utilizzare il corpo in modo non corretto. Oggi, con l’influenza di ciò che si vede sul web e in televisione, è ancora più importante offrire riferimenti solidi, competenza e qualità."

-Il programma dedica ampio spazio alla pedagogia e alla danza per l’infanzia: è questa la chiave per il futuro della danza?

"Credo fermamente che l’educazione all’infanzia sia la vera chiave di volta per il successo della società di domani. Ma per aprire questa porta, dobbiamo partire dalla formazione di chi educa: formare i docenti a una didattica e a una pedagogia della danza corretta non è solo una questione tecnica, è un atto di responsabilità civile.

Insegnare danza correttamente significa, innanzitutto, creare danzatori consapevoli che sanno abitare il proprio corpo con rispetto e dignità. Tuttavia, il nostro obiettivo va ben oltre il palcoscenico: attraverso il rigore e la grazia, formiamo cittadini capaci di trasferire quel senso di equilibrio e di ascolto nella vita quotidiana. La sala danza diventa così una palestra di democrazia e di umanità.

Quando un insegnante sa trasmettere l’essenza profonda del movimento, educa il giovane alla bellezza e, di riflesso, al rispetto per tutto ciò che è arte e cultura. In un mondo che spesso corre verso la superficialità, noi abbiamo il compito di difendere la centralità dell'essere umano. In ultima analisi, educare alla danza significa seminare bellezza per raccogliere una società più consapevole, sensibile e, soprattutto, capace di riconoscere e proteggere il valore della vita in ogni sua forma."

- Il convegno finale parla di “urgenza della danza contemporanea”: qual è, oggi, questa urgenza secondo te?

"Oggi l’urgenza della danza non è più solo estetica, ma profondamente etica  e sociale.In un mondo sempre più virtuale e frammentato, la danza contemporanea, e non solo,ha  il compito vitale di riportarci alla verità del corpo e alla concretezza del presente. Avere ospiti ricercatrici e storiche della danza come Francesca Falcone del Teatro dell’Opera di Roma e Maria Venuso dell’Università Federico II ci aiuterà a comprendere la strada da percorrere."

-Guardando avanti: quale sarà il prossimo passo del Festival di Primavera?

"Per le prossime edizioni continuerò a cercare coloro che possono indirizzarci verso un compito importante: difendere l’essenza dell’essere umano. Quando un bambino impara a danzare con consapevolezza, impara a riconoscere la bellezza e la fragilità della vita. Ecco perché investire nella formazione coreutica di qualità è un atto politico: significa seminare oggi quel senso di empatia, rigore e armonia che sono le uniche basi possibili per la società del futuro."

CEPPALONI (BN), 22-23-24 maggio - FeLiCe 2026, Festival del Libro. Fra gli ospiti Walter Veltroni


LIBRI
- Torna a Ceppaloni la terza edizione di FeLiCe – Festival del Libro di Ceppaloni, rassegna dedicata alla promozione della lettura e al dialogo con autori, studiosi e protagonisti della cultura contemporanea.
La manifestazione è organizzata dal Comune di Ceppaloni (Benevento). 

Il programma prevede tre giornate di incontri:

Venerdì 22 maggio

• Giovanni Mari, ore 17:30

• Walter Veltroni, ore 18:30

Sabato 23 maggio

• Vanessa Roghi, ore 17:30

• Daniele Aristarco, ore 18:30

Domenica 24 maggio

• Susanna Mattiangeli, ore 17:30

• Concerto di organetti con Alessandro Parente

Il festival conferma la volontà dell’amministrazione comunale di investire nella cultura come strumento di crescita, partecipazione e identità per l’intera comunità.

29/04/26

BENEVENTO - Presentato il "Festival di Primavera - Una Finestra sulla Danza", "linguaggio universale" dice Carmen Castiello, direttrice artistica


DANZA
 - Si è tenuta stamattina presso il Teatro Libertà di Benevento,  l’inaugurazione del Festival di Primavera Una Finestra sulla Danza con la direzione artistica di Carmen Castiello.

Con 300 allievi iscritti e tanti insegnanti da tutta la regione per i corsi di formazione, l’evento è nato come uno spazio di dialogo tra la danza e la cultura.

Carmen Castiello accogliendo il pubblico ha sottolineato “i 19 anni di storia della manifestazione iniziata nel 2007. L’appuntamento si è così consolidato negli anni con ospiti di spessore come Luciana Savignano, Rossella Brescia, Raffaele Paganini solo per citarne alcuni – ha continuato la direttrice artistica. Dopo aver ringraziato il Comune di Benevento per aver concesso alla BenArt di occuparsi del Teatro Libertà, la coreografa ribadisce l’importanza di sostenere la danza come linguaggio universale da far conoscere a tutti. Il Teatro Libertà è diventato, infatti, un punto di riferimento per la città e per tutti coloro che amano l’arte tersicorea.”

Ha poi preso la parola l’architetta Giovanna Panarese che ha ristrutturato la location, evidenziando “la storia dell’antico edificio e la bellezza del progetto della Castiello nel rinnovo degli allestimenti all’interno della struttura. Ma non solo. Panarese ha confermato che l’idea vincente è sicuramente curare un bene anche dal punto di vista della vitalità come motore di sviluppo culturale, sociale e economico. La BenArt ha centrato in pieno l’idea originaria di Paolo Petti, scenografo tra i maggiori artisti e professionisti della cultura italiana che riportò il luogo alla vita, conservandone inalterato il suo valore architettonico.”

Felice di partecipare alla prestigiosa manifestazione di Benevento si è detta Elena Viti, docente all’Accademia Nazionale di Danza di Roma. “L’iniziativa sostiene e difende la danza concentrandosi sulla preparazione di insegnanti e allievi. Positivo anche l’approccio dell’Amministrazione comunale che appoggia la strada intrapresa dalla direttrice artistica.”

In conclusione Mara Franzese, presidente della Commissione Cultura di Benevento, portando i saluti del Sindaco Clemente Mastella, ha evidenziato “il fermento culturale che si vive in città ogni giorno. La Castiello con la sua opera mette in campo operatività e passione realizzando momenti culturali importanti. L’Amministrazione Comunale è felice di vedere che il Teatro Libertà è vivo e efficiente. Poi ribadisce che sarebbe importante per il futuro intercettare compagnie di balletto importanti da invitare a Benevento per poter creare uno spettacolo nel Sannio attraverso audizioni e collaborazioni in città.”

I corsi hanno avuto inizio presso il Teatro Libertà alle 11 con la lezione a cura di Elena Viti. Già docente di Metodologia e Tecnica della Propedeutica e della Danza Educativa all’Accademia Nazionale di Roma, la studiosa e ricercatrice si concentra sulla danza per l’infanzia e la pedagogia del movimento. Cura, inoltre, i tirocini e la formazione degli insegnanti. Nel pomeriggio, invece dalle 14.30 alle 16, il programma proseguirà con Riccardo Riccardi e il corso avanzato di danza classica tecnica Viganova. Il maestro di danza classica e pedagogo specializzato nel metodo Vaganova è diplomato maìtre de ballet presso l’Accademia Russa di Danza di San Pietroburgo.

Domani la seconda giornata al Teatro Libertà si aprirà alle 10 con il corso di formazione per insegnanti a cura di Elena Viti che terminerà alle 12. Le lezioni riprenderanno alle 16 fino alle 17.30 con il laboratorio di Danza Contemporanea – corso intermedio - a cura di Irma Cardano. L’insegnante ha collaborato con diverse istituzioni culturali, università e compagnie di danza in tutto il mondo. Nella sua carriera ha ricevuto oltre 200 premi ed è stata membro di giuria in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali.

Sempre il 30 aprile al Teatro Comunale in centro storico dalle 16.30 alle 18.00, Francesca Grimieri curerà il laboratorio di Danza Contemporanea e improvvisazione. La danzatrice, insegnante e coreografa è specializzata in composizione e coreografia con particolare attenzione allo studio dell’improvvisazione.

Il festival si concluderà con il Convegno dal tema “L’urgenza della danza contemporanea di oggi tra linguaggi, forme e principi”, alle 18.30 al Teatro Comunale, con Francesca Falcone, già docente di Teoria della Danza presso l’Accademia Nazionale di Danza, attualmente insegna Storia della Danza presso la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Interverranno all’incontro Elena Viti, docente di Metodologia e Tecnica della Propedeutica e della Danza Educativa all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e Maria Venuso, docente di Storia della Danza e del Mimo all’Università “Federico II” di Napoli.

L’evento è organizzato dal Centro Studi Carmen Castiello, BenArt e Balletto di Benevento.

Per info: Centro Studi Carmen Castiello, Via G. Piermarini, 32 – Benevento.


28/04/26

BENEVENTO, 1° e 2 maggio - "Concerto Barocco a Maria di Nazareth" in memoria di Mario Rauso


MUSICA E ARTE
- La musica di 300 anni fa per riflettere sui tempi che stiamo vivendo. È l'idea del Maestro Vanni Miele,  per un particolare "Concerto Barocco a Maria di Nazareth", realizzato con strumenti particolari, in programma venerdì 1 maggio, alle 19, presso la Chiesa di San Modesto, al Rione Libertà e sabato 2 maggio, alle 18,30,alla Chiesa dell'Annunziata. Con il M° Miele, al contrabbasso, si esibiranno Cristiano Della Corte, Alice Riccardi, Maria Cristina La Rocca (violoncelli), Nadezdha Khomutova (viola). In programma musiche di Gabrieli, Bolognini, Supriani, Lanzetti, Bach, Breval, Romberg. Il concerto sarà dedicato alla memoria del Maestro Mario Rauso, scomparso recentemente. Sua l'immagine della Vergine Maria in locandina, realizzata in tecnica olio su tavola. 


27/04/26

BENEVENTO, 29 e 30 aprile - Carmen Castiello dirige il "Festival di Primavera - Una Finestra sulla Danza"


DANZA
- In occasione della Giornata Internazionale della Danza il 29 e 30 aprile si terrà a Benevento la VII Edizione del "𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗱𝗶 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮𝘃𝗲𝗿𝗮 - 𝙐𝙣𝙖 𝙛𝙞𝙣𝙚𝙨𝙩𝙧𝙖 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙖 𝙙𝙖𝙣𝙯𝙖".

L’evento, organizzato dal Centro Studi Carmen Castiello, BenArt e Balletto di Benevento vedrà la partecipazione di danzatori, professori e docenti che consentiranno di vivere un’occasione unica di confronto e approfondimento.

Il festival partirà mercoledì 29 aprile alle 10 con l’apertura ufficiale della manifestazione e la presentazione del programma della due giorni, presso il Teatro Libertà in via Santa Colomba, alla presenza di Clemente Mastella, Sindaco della città; sempre del Comune di Benevento interverranno: Antonella Tartaglia Polcini, assessore alla Cultura e Biblioteche; Carmen Coppola, assessore alle Politiche Sociali; Enzo Lauro, consigliere con delega allo Sport; Mara Franzese, presidente Commissione Cultura. Inoltre, relazioneranno: Carmen Castiello, direttrice artistica di “Una finestra sulla danza”; Giovanna Panarese, architetta che ha seguito la ristrutturazione del Teatro Libertà; Elena Viti, docente di Metodologia e Tecnica della Propedeutica e della Danza Educativa all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e gli insegnanti che seguiranno i corsi di formazione durante il festival.

Dedicato all’arte coreutica che unisce formazione e riflessione, il programma propone lezioni, laboratori e convegni. Ha l’obiettivo di coinvolgere danzatori, coreografi e studiosi in un dialogo aperto tra pratica e teoria, valorizzando la danza come linguaggio contemporaneo e strumento culturale.

La manifestazione, infatti, si rivolge a professionisti, studenti e appassionati con l’obiettivo di creare uno spazio di incontro e crescita. Attraverso la sua offerta multidisciplinare, “Una Finestra sulla Danza” nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento per il territorio, promuovendo la partecipazione e lo scambio artistico.

Per info: Centro Studi Carmen Castiello, Via G. Piermarini, 32 – Benevento.

      


24/04/26

BENEVENTO, 30 aprile e 1° maggio - Festa di San Giuseppe Artigiano a Piano Cappelle


EVENTI 
- Ritorna l'evento annuale della Festa in onore di San Giuseppe Artigiano in contrada Piano Cappelle a Benevento con momenti di preghiera e appuntamenti gastronomici e musicali.

Il programma prevede: Giovedì 30 aprile alle ore 17 - Festa per i bambini con tre spettacoli di teatro delle marionette; alle 18.30 - Santo Rosario al quale seguirà la Santa Messa delle 19, celebrata da frate Angelo Piscopo. Alle 20, invece, si terrà la serata "Aspettando il 1° maggio" musica in piazzetta con “Jonathan e la Buona Musica”.

Venerdì 1° maggio alle 10.30 Processione – lato Chiesetta San Giuseppe Artigiano e alle 12 Santa Messa. Mentre nel pomeriggio alle 17 si terrà Processione per la Contrada e a seguire Santa Messa con la partecipazione del Coro della Chiesa di Maria SS. della Neve di Morroni (Av). Invece, la serata prevede musica dal vivo con l’Orchestra Spettacolo “Musica e Simpatia”; alle 22 - Estrazioni dei Premi della lotteria e alle 23 i fuochi pirotecnici concluderanno la manifestazione.

La chiesetta è curata dai frati della parrocchia dei Cappuccini, in particolare da frate Angelo Piscopo che, insieme al parroco fra Gianluca Manganelli e al guardiano fra Raffaele Viola, portano avanti la comunità del Sacro Cuore di Gesù. Ogni anno i residenti si impegnano con amore e dedizione ad animare la piazza per festeggiare e pregare insieme. La festa è anche l’occasione per portare San Giuseppe tra le case, tra le famiglie, tra la vita quotidiana delle persone. Questa festa, infatti, non è solo un evento celebrativo, ma un momento che unisce, fa sentire meno soli e ricorda a tutti quanto sia straordinario appartenere a una comunità unita e solidale. È per questo che partecipare all’evento significa poter vivere insieme un momento collettivo di amicizia e speranza.



23/04/26

BENEVENTO, 9 luglio - Lola Ponce, con "Anni luce" di Antonio Frascadore, apre il BCT


Saranno disponibili a partire da giovedì 23 aprile alle ore 15:00, sulla piattaforma Ticketone, i biglietti per “Anni Luce”, spettacolo di apertura della nuova edizione, la decima, del BCT, Benevento Cinema e Televisione, in programma il 9 luglio al Teatro Romano. Lo annuncia Antonio Frascadore, direttore artistico della rassegna, autore e regista dello spettacolo, che segna il ritorno in Italia della performer Lola Ponce, curatrice anche della direzione creativa, ed affiancata sul palco dal gruppo vocale Animeniacs Corp e dall’Orchestra Filarmonica di Benevento, diretta da Marco Attura. Gli arrangiamenti orchestrali portano la firma di Alessandro Verrillo, mentre quelli vocali sono curati da Sandro Macelloni. Le coreografie sono affidate a Mirella Limotta, Salvatore Iavarone e Alessia Russo.  La produzione è realizzata da BCT Produzione e 88Miglia Produzione.

Al centro dello spettacolo c’è un oggetto simbolico: una vecchia videocassetta VHS, che diventa il punto di partenza per un viaggio nel tempo. Questo espediente narrativo accompagna il pubblico in un percorso fatto di ricordi, immagini e musica, in cui la voce e la presenza scenica di Lola Ponce guidano lo spettatore tra le più celebri colonne sonore cinematografiche e le sigle televisive degli anni ’80 e ’90. Il risultato è un racconto coinvolgente che intreccia emozioni personali e memoria collettiva.

“Anni Luce” non si limita a essere uno spettacolo musicale, ma si configura come un’esperienza immersiva capace di riportare in vita un’epoca che ha segnato profondamente intere generazioni. Un invito a riscoprire sensazioni e suggestioni che, ancora oggi, restano vive e attuali.

Antonio Frascadore, alla sua seconda esperienza teatrale dopo il successo di “Tra Sogni e Desideri”, così commenta la produzione: "Era da tempo che desideravo portare in scena questo progetto. Dopo le grandi emozioni vissute con il teatro, ho scelto ancora una volta Benevento come punto di partenza. Sono particolarmente felice di collaborare con Lola Ponce, artista completa e vincitrice del Festival di Sanremo, che torna nel nostro Paese con un nuovo spettacolo dopo aver lasciato un segno importante nel musical “Notre Dame de Paris”. Insieme a lei, un cast di altissimo livello che contribuisce a rendere questo progetto unico.

Attraverso un linguaggio che unisce musica, teatro e racconto visivo, “Anni Luce” propone un omaggio al mondo del cinema e della televisione, ripercorrendo vent’anni di storia culturale tra film iconici, serie televisive e brani che hanno lasciato un’impronta indelebile nella cultura pop.

Il Festival BCT, dopo questa anteprima, proseguirà fino al 14 luglio, nel centro storico di Benevento. 



22/04/26

BENEVENTO, 24 aprile - Don Roberto Faccenda presenta “A(r)marsi con cinque ciottoli” ai Cappuccini


LIBRI
- Roberto Faccenda, sacerdote e direttore della Pastorale Giovanile di Salerno-Campagna-Acerno e cappellano della Salernitana, sarà a Benevento venerdì 24 aprile alle 19.30 presso la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù, parrocchia Padri Cappuccini in via Meomartini 14 a Benevento, per presentare il suo libro “A(r)marsi con cinque ciottoli”L’autore è diventato una figura di riferimento per molti giovani, grazie anche alla sua presenza reale e credibile sui social media. Con migliaia di visualizzazioni dei suoi sermoni e incontri con il pubblico ha raggiunto una grande notorietà offrendo ai fedeli, non solo armi convenzionali, ma atteggiamenti interiori. Silenzio, essenzialità, fiducia, gratuità e gioia, pur essendo cose piccole, come pietre di fiume, possono essere capaci di far cadere i giganti che spesso bloccano gli animi delle persone.

Faccenda unisce teologia e passione per il calcio, parlando ai giovani con uno stile autentico e diretto. Come nel suo libro, dove racconta la storia di Davide che avanza per affrontare Golia, non ha armatura, non ha spada. Davide ha solo cinque pietre lisce raccolte dal torrente, una fionda e una fiducia che viene da dentro di sé. È piccolo agli occhi del mondo, ma grande nella libertà di chi si affida a Dio. Da questa immagine semplice e potente prende vita il libro “A(r)marsi con cinque ciottoli”. Una proposta concreta di vita spirituale per chi, come Davide, ha anche oggi davanti a sé sfide grandi, e non vuole rinunciare ad affrontarle con il poco che ha: un cuore libero, occhi aperti e un’anima in ascolto. Il sacerdote non scrive per dare lezioni, ma per condividere un percorso. Le sue parole sono dirette, poetiche, disarmate. Il testo si rivolge prevalentemente ai giovani, a coloro che sono alla ricerca di pace, a chi si sente piccolo di fronte alla vita ma non vuole rinunciare alla speranza.

L’appuntamento rientra nella programmazione degli incontri con le famiglie della comunità curati da fra Gianluca Manganelli, parroco del Santuario Sacro Cuore di Gesì. 


21/04/26

BENEVENTO - Il Conservatorio aderisce a Confindustria: alta cultura, ricerca e innovazione al servizio del territorio


EVENTI
- Nicola Sala” di Benevento rende noto che il Consiglio di Presidenza di Confindustria Benevento, nella seduta del 14 aprile 2026, ha deliberato l’accoglimento della domanda di adesione dell’Istituzione, formalizzandone l’ingresso nel sistema associativo.

L’adesione si colloca all’interno di una strategia istituzionale orientata al rafforzamento delle relazioni tra il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) e il tessuto produttivo, con l’obiettivo di promuovere processi integrati di sviluppo culturale, economico e tecnologico del territorio.

Il Conservatorio “Nicola Sala”, istituzione pubblica di alta formazione afferente al Ministero dell’Università e della Ricerca ai sensi della Legge n. 508/1999, svolge funzioni di didattica superiore, produzione artistica e ricerca, configurandosi quale centro di alta cultura musicale e polo avanzato di sperimentazione e innovazione .

In tale prospettiva, l’Istituzione ha sviluppato negli anni un modello formativo e scientifico capace di coniugare tradizione musicale e nuove tecnologie, con particolare attenzione ai linguaggi contemporanei, alla digitalizzazione dei processi artistici e alla dimensione internazionale della ricerca.

L’ingresso in Confindustria Benevento consente al Conservatorio di inserirsi attivamente in una rete strutturata di servizi e opportunità, tra cui piattaforme di business matching, strumenti di innovazione e internazionalizzazione e percorsi di formazione avanzata , favorendo sinergie tra formazione artistica, ricerca applicata e sistema produttivo.

In questo quadro, assume particolare rilievo il progetto di sviluppo infrastrutturale dell’Istituzione, con riferimento al nuovo polo denominato “Il Molino”, recentemente acquisito e destinato a configurarsi quale centro di eccellenza a valenza europea. Tale struttura è concepita come spazio integrato per la ricerca musicale, la produzione artistica e l’ospitalità di studiosi e ricercatori provenienti da contesti internazionali, contribuendo a rafforzare il ruolo del Conservatorio quale hub culturale e scientifico di riferimento.

L’azione del Conservatorio si inserisce, pertanto, in una visione sistemica che riconosce alla cultura e alla ricerca musicale una funzione strategica per lo sviluppo territoriale, in termini di innovazione, attrattività internazionale e valorizzazione delle competenze.

Ha dichiarato il direttore Ilario: “L’adesione a Confindustria Benevento rappresenta un passaggio istituzionale di grande rilevanza per il Conservatorio ‘Nicola Sala’. In quanto centro di alta cultura musicale e di ricerca, intendiamo consolidare il dialogo con il sistema produttivo, sviluppando sinergie che valorizzino le competenze artistiche e tecnologiche dell’Istituzione. Il Conservatorio si configura oggi come realtà all’avanguardia nell’ambito delle nuove tecnologie applicate alla musica e alla didattica, capace di generare innovazione e di contribuire in modo concreto alla crescita culturale ed economica del territorio.”

“L’ingresso del Conservatorio nel sistema Confindustria, ha dichiarato il Presidente, Dott. Nazzareno Orlando: costituisce un’opportunità strategica per rafforzare il ruolo dell’Istituzione quale motore di sviluppo culturale e scientifico. In particolare, il progetto del polo ‘Il Molino’ rappresenta un investimento di rilievo europeo, destinato ad accogliere studiosi e ricercatori internazionali e a promuovere attività di ricerca avanzata. Il Conservatorio conferma così la propria vocazione di istituzione di eccellenza, capace di produrre ricadute significative sull’intero territorio in termini di innovazione, attrattività e crescita.”

Il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” ribadisce, attraverso tale adesione, il proprio impegno nel perseguire gli obiettivi istituzionali di alta formazione, ricerca e produzione artistica, in coerenza con le politiche del Ministero dell’Università e della Ricerca e con le dinamiche evolutive del sistema AFAM, contribuendo attivamente allo sviluppo culturale e socio-economico del territorio sannita e nazionale.