di Maria Ricca
Il "FaziOpen Theater" ha confermato, questa mattina, anche in conferenza stampa la sua vocazione di luogo aperto alla riflessione, "cittadella" dove il confronto è aperto e la discussione è strumento privilegiato di crescita costante. E infatti di rilievo sono stati gli interventi successivi al momento istituzionale di presentazione del cartellone 2026-2027, come sempre affidato al direttore artistico della rassegna, l'attore e regista Antonio Iavazzo, che ha accolto la stampa e gli appassionati del genere al Palazzo Fazio di Capua, sala Vinciguerra, luogo ormai dell'anima, oltre che ostello fisico della manifestazione, giunta quest'anno alla sua nona edizione. E c'è stato spazio, dunque, per ricordare gli sforzi compiuti dal nucleo guidato da Antonio Iavazzo, con l'organizzazione generale di Gianni Arciprete, forte sicuramente del patrocinio morale del Comune, che ne sostiene l' iniziativa artistica, ma totalmente indipendente ed operante con fondi autonomi. Resta la soddisfazione di aver fidelizzato negli anni numerosissimi appassionati grazie alle scelte mirate in ambito teatrale, danza ed arti performative, confermando, come ha sottolineato nella brochure di presentazione l'assessore comunale alla Cultura Corcione "l'importanza della cultura come catalizzatore sociale, capace di unire le persone attraverso l'arte e la creatività". Una ricchissima edizione quella del 2026-2027, ha confermato Iavazzo, che vede "in cartellone realtà artistiche dall'intera penisola ed un'eccellenza internazionale, la Compagnia Teatro Strappato (Spagna-Francia), che curerà il workshop sulla Commedia dell'Arte e presenterà in anteprima "Arepa & Polenta-Farina di Mais", domenica 20 dicembre." Selezionate, dunque, ed accolte, grazie alle proprie scelte indipendenti, "splendide anime di ricercatori" in ambito artistico.
In apertura l'intervento di Livio Marino di Capuanova, che ha presentato il progetto affiancato alla rassegna in ambito pittorico-figurativo, peraltro collegato anche al Carnevale di Capua, sul tema "Mascher/Arte linguaggi, linguacce, linguine".
Quindi l'intervento di Antonio Iavazzo, che ha illustrato nei dettagli il cartellone, come sempre diviso nelle sezioni "Teatro dell'Humour", "Teatro di Innovazione" (la più ricca), "Teatro dei Germogli", "Teatro Danza", questa curata e presentata da Annamaria Di Maio.
Nuovi spunti di riflessione sono giunti dal confronto conclusivo con i giornalisti presenti in sala, con l'attore Niko Mucci ed il regista Gianmarco Cesario, giunti a presentare i propri spettacoli, e con lo stesso Livio Marino, che ha consentito di evidenziare i numerosi nodi al pettine nel campo della produzione e della fruizione culturale oggi in Italia, Paese nel quale si destinano poche risorse statali al Teatro, privilegiando altri linguaggi più commerciali e progetti imprenditoriali, e dove i giovani che si accostano all'arte sono spesso alla ricerca solo di fama e fortuna immediate, per cui facilmente si demotivano. Ma bisogna continuare a "combattere", magari provando a lavorare in sinergia anche con altre realtà artistiche sul territorio, creando un circuito virtuoso.
Intanto continuano i contatti con il Napoli Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio, con la prospettiva di proporre ancora una produzione del "Colibrì" di Sant'Arpino di Antonio Iavazzo nel prossimo cartellone 2027.
Ed ecco una panoramica degli spettacoli.
La rassegna comincia domenica 11 ottobre, con "Noi, figli della cucchiarella".
Jury Monaco guarda con ironia e nostalgia a un passato fatto di famiglia, feste e rapporti più genuini, mettendolo a confronto con una contemporaneità dominata dai social e dalla perdita di semplicità.
Il 25 ottobre , spazio a "Radici".
Antonio Anzilotti De Nitto parte dalla metafora dell'albero per raccontare quanto le nostre origini, le memorie e le storie familiari continuino a vivere nel presente: " Più i tempi sono duri, piu bisogna essere romantici".
Il 22 novembre, torna "Le Dimore dell’Anima", il viaggio multidisciplinare di Antonio Iavazzo tra teatro, cinema, danza, musica e letteratura, nel segno dei grandi maestri che ne hanno alimentato l'immaginario artistico, con molte novità.
Il 29 novembre, "Mosaico… Frammenti di".
Akerusia Danza costruisce un mosaico coreografico nel quale linguaggi e individualità differenti si incontrano, facendo della diversità il valore dell'insieme. Poi "Mutande – Scomode intimità". Danza contemporanea e teatro fisico indagano il confine fra ciò che mostriamo agli altri e la nostra dimensione più intima, tra corpo, identità, desiderio e accettazione di sé.
Il 6 dicembre, " Dell’impossibilità di dire che Rosencrantz e Guildenstern sono morti".
Dall'universo di Shakespeare nasce una riflessione metateatrale sul fallimento, sulla rappresentazione e sul confine continuamente mobile fra finzione e realtà, condotta da Cristian Izzo ed ispirata alle teatralizzazioni di Carmelo Bene.
Il 20 dicembre, "Arepa&Polenta – Farina di Mais".
Due maschere e una moltitudine di personaggi danno vita a una commedia che, attraverso il divertimento, riflette anche sui piccoli e grandi meccanismi del potere. In scena anche gli attori formatisi allo stage che gli interpreti terranno nei giorni precedenti all'allestimento.
Il 10 gennaio 2027 , "Dovevo andare al mare".
Marco Bandiera intreccia memoria personale e storia collettiva, tornando ai drammatici giorni del G8 di Genova del 2001 e alla morte di Carlo Giuliani.
Il 17 gennaio, "DuetX". Due individui imprigionati in un'esistenza regolata e ripetitiva trovano nella danza una possibilità di libertà, relazione e riscoperta della creatività. In "Gocce" l'acqua diventa metafora della vita e della trasformazione: corpi che, come gocce, si incontrano, si separano e si ritrovano in un continuo fluire di relazioni.
Il 31 gennaio – "Pacchiello, venditore ambulante di taralli caldi e di guai neri".
Una favola amara ambientata in una Napoli senza tempo, nella quale ambizione, denaro e potere conducono il protagonista a un inevitabile confronto con se stesso.
Il 14 febbraio, "Circe: le origini". Il mito viene riletto dalla prospettiva della donna: prima della maga e della seduttrice c'è una Circe bambina che cresce, cambia e conquista progressivamente consapevolezza e potere.
Il 28 Febbraio, "Casa, dolce casa. La domotica delle relazioni". Un lavoro corale e satirico sui rapporti umani e sulla tentazione di trasformare persone e relazioni in qualcosa da possedere e controllare.
Il 14 marzo, "Varco". Sette corpi raccontano attraverso la danza la vulnerabilità e la possibilità di aprirsi all'altro, trasformando le fragilità individuali in uno spazio di fiducia condivisa. Poi "Street Tale / Racconto di strada".
Un uomo, una giacca e un bicchiere diventano gli strumenti di un gioco teatrale che invita a recuperare l'immaginazione, la libertà e lo sguardo dell'infanzia.
Il 21 marzo, "Il nemico al mio fianco".
Niko Mucci concentra in un inquietante gioco psicologico l'eterno conflitto tra vittima e carnefice, in un continuo rovesciamento delle parti: identità e responsabilità si fanno ambigue e chi sembra vittima può trasformarsi in persecutore, mentre nell'essere umano convivono crudeltà e fragilità, bellezza e ferocia.
Il 4 aprile, "Giulia e Jean: il confine della violenza"
Gianmarco Cesario rilegge "La signorina Julie" di Strindberg, alla luce delle tensioni contemporanee, tra disuguaglianze sociali, ambizione e paura del fallimento. Lo spettacolo assume inoltre il valore di un ricordo di Gianni Sallustro, regista e drammaturgo recentemente scomparso, mantenendone viva la presenza nel segno del teatro.
Il 18 aprile, "Delirio a due". Da Ionesco, il libero adattamento di Antonio Iavazzo e Gianni Arciprete, quest'ultimo in scena con Licia Iovine, in una girandola di situazioni assurde e grottesche nella quale comicità e tragedia convivono, trasformando il rapporto di coppia in un paradossale specchio dell'esistenza. Il linguaggio usato, italiano e napoletano, varrà a rendere più realistico il contesto.
Il 9 maggio, "Lampi". Daniela Cenciotti attraversa l'universo femminile e le sue molte identità, facendo dialogare mito, memoria e contemporaneità e trasformando la vulnerabilità in forza.
Il 23 maggio, "Giovanna, la Pulzella d’Orléans"
La vicenda di Giovanna d'Arco supera la semplice ricostruzione storica per diventare simbolo della lotta contro l'ingiustizia, dell'emancipazione e della fedeltà alle proprie convinzioni.






















