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29/05/26

BENEVENTO - "La magia del noce di Benevento", successo per lo spettacolo del De La Salle, fra tradizione, cultura e messaggi di pace


TEATRO
 SCOLASTICO - Successo per lo spettacolo “La Magia del Noce di Benevento” realizzato dagli alunni della scuola primaria del De La Salle, protagonisti di una rappresentazione che ha saputo unire tradizione, storia e temi di forte valore sociale.

Nel corso dell'allestimento, i bambini hanno accompagnato il pubblico in un viaggio attraverso i luoghi simbolo e le tradizioni della città di Benevento, partendo dalla figura delle Janare, elemento centrale della cultura popolare beneventana. Da questo simbolo, legato al significato di “porta” e apertura verso il mondo, è nato un percorso artistico che ha affrontato temi attuali come la pace e il contrasto alla violenza sulle donne.

Particolarmente significativo il messaggio lanciato dagli alunni delle classi quinte, che hanno evidenziato come anche una realtà scolastica profondamente radicata nel territorio possa diventare strumento di dialogo, cultura e promozione dei valori della pace.

Importante il riconoscimento ricevuto dall’Amministrazione comunale di Benevento. Il sindaco Clemente Mastella, l’assessora alla Cultura Antonella Tartaglia Polcini e la consigliera comunale Rosetta De Stasio hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto dagli studenti, definiti autentici ambasciatori della cultura cittadina.

A chiudere un anno scolastico ricco di soddisfazioni è arrivata anche la menzione speciale per l’originalità ottenuta al GEF, il festival internazionale di Sanremo dedicato ai giovani talenti.

Lo spettacolo ha riscosso grande partecipazione e consenso da parte del pubblico, confermando il valore educativo e culturale di un progetto capace di coniugare arte, identità territoriale e impegno sociale.


S. GIORGIO A CREMANO - Progetto "Nerd", premi nazionale e regionale per le studentesse del Liceo "Urbani"


Ancora una volta il Liceo Statale “Carlo Urbani” di San Giorgio a Cremano si conferma una delle realtà scolastiche più dinamiche e innovative del panorama nazionale. Nell’edizione 2025/2026 del progetto “NERD? – Non È Roba per Donne?”, promosso da IBM con il sostegno di Generali, Enel e Intesa Sanpaolo, le studentesse dell’istituto hanno conquistato risultati straordinari, portando a casa un primo premio nazionale ex aequo, un primo premio territoriale per la Campania e due prestigiosi premi speciali.
Il progetto, nato per avvicinare le giovani alle discipline STEM e alle nuove tecnologie, quest’anno ha coinvolto oltre 5.400 studentesse provenienti da tutta Italia, con più di mille progetti presentati. Tra questi, soltanto 133 hanno superato la selezione preliminare, e ben quattro portano la firma delle ragazze del "Carlo Urbani".
A salire sul gradino più alto del podio nazionale è stato il team "Fact4You", composto da Mariagrazia Marchese (5S, capitana), Eleonora Pisano (3G), Natalia Russo (3A) e Giulia Viola (3I), grazie al chatbot NOESIS.
Il nome richiama il concetto greco di conoscenza e pensiero, e non è una scelta casuale. Il progetto è stato ideato per aiutare i giovani a orientarsi nella complessità del mondo contemporaneo, affrontando temi delicati come i conflitti internazionali, i diritti umani e il diritto internazionale. Attraverso il dialogo con il chatbot, gli utenti imparano a distinguere fatti, opinioni e propaganda, sviluppando una maggiore consapevolezza nei confronti della disinformazione e della polarizzazione.
La giuria ha particolarmente apprezzato il coraggio di affrontare una tematica così attuale e complessa, valorizzando anche il coinvolgimento dell’intera comunità scolastica nella realizzazione dei contenuti multimediali di supporto.
Il primo premio territoriale per la Campania è stato assegnato a "MyBot", realizzato da Tiziana Romano (4G, capitana), Chiara Muzzillo (4A) e Giulia Simeoli (3G).
Il chatbot nasce dall’esigenza di offrire ai ragazzi uno spazio sicuro di ascolto e confronto, affrontando problematiche tipiche dell’età adolescenziale: il rapporto con il proprio corpo, la pressione sociale, le difficoltà scolastiche e i conflitti relazionali.
Secondo la commissione esaminatrice, il progetto si distingue per la forte empatia che riesce a trasmettere e per il messaggio positivo che promuove: ascoltare il disagio giovanile e favorire la prevenzione di situazioni più complesse attraverso il dialogo e il supporto.
Tra i riconoscimenti speciali spicca il Premio “Sostenibilità”, assegnato al team "The GreenGenius", formato da Alice Tammaro (4G, capitana), Claudia Bovio (3G), Alessandra Corvino (3I) e Francesca Pelliccia (3I).
Il loro chatbot, HARMONIA, accompagna l’utente in una città immaginaria progettata per coniugare sviluppo urbano e tutela ambientale. Attraverso conversazioni interattive vengono affrontati temi come il risparmio energetico, la gestione delle risorse idriche, la mobilità sostenibile, il riciclo e la valorizzazione degli spazi verdi.
La giuria ha premiato la capacità del progetto di trasformare concetti spesso astratti in esempi concreti e facilmente comprensibili, mostrando come le scelte quotidiane possano contribuire alla costruzione di un futuro più sostenibile.
Il Premio speciale “Healthness” è stato invece conquistato da Sara Silvano (5S, capitana), Ludovica Conte (5S) e Chiara Rabboni (5B) con il chatbot HERMES.
L’obiettivo del progetto è avvicinare le persone all’attività fisica, in particolare alla corsa, superando paure, insicurezze e blocchi emotivi che spesso impediscono di iniziare. HERMES offre consigli pratici e motivazionali, accompagnando gli utenti nella definizione di obiettivi realistici e promuovendo una visione dello sport orientata al benessere e alla cura di sé, piuttosto che alla sola performance.
La commissione ha sottolineato come il progetto restituisca allo sport il suo significato più autentico: stare bene. Apprezzata anche l’attenzione all’accessibilità, garantita dall’utilizzo dei sottotitoli nel video di presentazione.
Un successo che parla di innovazione e cittadinanza
I risultati ottenuti dal Liceo Carlo Urbani rappresentano molto più di una semplice vittoria in una competizione nazionale. Essi testimoniano la capacità della scuola di coniugare innovazione tecnologica, creatività, sensibilità sociale e formazione civica, offrendo alle studentesse opportunità concrete per sviluppare competenze digitali e affrontare le sfide del futuro.
Le quattro premiazioni ottenute confermano il valore di una didattica che mette al centro le persone e le loro idee, trasformando la tecnologia in uno strumento di crescita, inclusione e partecipazione attiva.


28/05/26

S. GIORGIO A CREMANO - Maurizio De Giovanni e "Il tempo dell'orologiaio": romanzo intenso, fra azione e riflessione storico-politica


di Maria Ricca

Torna a San Giorgio a Cremano Maurizio De Giovanni e stavolta per presentare "Il tempo dell'orologiaio", edizioni Feltrinelli "Narratori Noir", il nuovo capitolo della serie di recente sua produzione, seguito ideale de "L'orologiaio di Brest". 

Incontro intenso, coinvolgente, quello che si è svolto alla Biblioteca Comunale “Sac. Giovanni Alagi”, promosso dal Comune, con "La Bittega delle Parole". A dialogare con lo scrittore è stato l'autore partenopeo Martin Rua, in un confronto ricco di spunti sulla memoria, sul tempo e sulle ferite ancora aperte della storia italiana.

Ad aprire il pomeriggio, i saluti istituzionali della consigliera comunale Raffaella Iuliano, che ha introdotto gli ospiti ed il "confronto dialogante" fra loro, a chiuderlo il neo-sindaco della cittadina vesuviana Michele Carbone. 


Fin dall’inizio Martin Rua ha evidenziato uno degli aspetti più affascinanti del libro: il tempo. Un tempo che nel romanzo, come nella vita vera, non è uguale per tutti, ma cambia volto e velocità. Un tempo interiore, più che cronologico, una convenzione capace però di cambiare completamente il senso della vita prima e dopo certi eventi. Ha parlato di momenti storici che trasformano il “colore” dell’esistenza collettiva e ha indicato gli anni Ottanta, in particolare la data della strage alla stazione di Bologna, come simbolica, quella in cui l’Italia perde definitivamente la propria innocenza.

Gran parte del dialogo si è concentrata sugli anni del terrorismo e delle lotte armate, tema centrale del romanzo. Lo scrittore ha ricordato quanto oggi sia difficile far comprendere ai ragazzi il clima di quegli anni: un Paese spaccato, attraversato dalla paura, dove si moriva per ideologie e appartenenze politiche.

“Gli effetti di quel periodo sono ancora presenti”, ha detto De Giovanni, sottolineando come molte persone di allora oggi siano uomini e donne comuni: giornalisti, nonni, professionisti, ex detenuti, persone che hanno cambiato vita o tradito ideali. Eppure quelle vicende continuano a lasciare tracce profonde nell'attualità.

Molto forte anche il passaggio dedicato al personaggio di Sara, nome che richiama volutamente quello di battaglia di Barbara Balzerani. Sollecitato da Martin Rua, De Giovanni ha spiegato di aver cercato di raccontare quel mondo senza semplificazioni. Le idee di cambiamento che animavano molti giovani di quegli anni potevano anche nascere da esigenze reali; ciò che si rivelò tragicamente sbagliato fu il metodo scelto per portarle avanti.

Secondo lo scrittore, quegli anni  furono segnati da un nemico spesso invisibile, difficile da identificare, perché immerso nella stessa società civile. Una situazione molto diversa da quella delle mafie, dove l'avversario appare più riconoscibile. Ed è proprio questa ambiguità ad aver reso quella stagione così drammatica.

Nel romanzo trova spazio anche l'unico grande potere che attraversa, sempre uguale a se stesso, la storia italiana, capace di sopravvivere agli anni e influenzare governi, opposizioni e servizi segreti: quello legato al Vaticano. Un riferimento che inevitabilmente richiama misteri italiani mai davvero risolti, come il caso di Emanuela Orlandi.

Martin Rua ha poi definito il libro “molto cinematografico”, anticipando che dal romanzo nascerà una serie televisiva. E in effetti, ascoltando De Giovanni parlare dei personaggi e delle atmosfere, era facile immaginare quelle scene prendere vita sullo schermo.

Bellissima anche la riflessione finale sui luoghi. Pur ambientando quasi tutti i suoi romanzi a Napoli, de Giovanni non nomina mai esplicitamente la città. “Non ce n’è bisogno”, ha spiegato sorridendo. “Basta dire il Rettifilo, il Museo, la Ferrovia. Sono i nomi con cui noi li chiamiamo davvero”.

A chiudere l’incontro, una considerazione molto lucida sul ruolo della narrativa: uno scrittore non deve dare sentenze storiche, ma raccontare esseri umani, contraddizioni, illusioni e fallimenti. 

Un pomeriggio di letteratura vero, arricchito dalle letture dal libro di Antonio e Cristina del Centro Teatro Spazio, che hanno accompagnato il pubblico dentro l’atmosfera del romanzo con  interventi molto suggestivi. Un'opera che lascia molti spazi aperti di riflessione e il desiderio di continuare a discutere all'infinito. 

26/05/26

DANZA - 16 borse di studio agli allievi della Benart per l'Art Village di Luciano Cannito in Roma


Si sono tenuti presso il Teatro Libertà di Benevento gli esami finali dei corsi di danza per l’anno accademico 2025/2026. Le lezioni, tenute durante l’anno dai maestri e direttori artistici Odette Marucci e Hassan Eltabie, sotto la direzione di Carmen Castiello, hanno portato le allieve ad affrontare in modo esemplare la commissione d’esame. I professori che hanno valutato la preparazione delle ballerine sono stati artisti di levatura internazionale: Riccardo Riccardi - maestro e ballerino professionista di danza classica, e Nicola Marino, docente di danza contemporanea e coreografo.

I più meritevoli tra gli allievi hanno ottenuto le borse di studio per accedere all’Art Village di Roma, diretta da Luciano Cannito, che rappresenta l’esclusivo polo italiano del dipartimento di Performing Arts presso la University of the West of Scotland. Il polo didattico di 3000 mq propone un approccio all’avanguardia che intreccia formazione teorica e pratica nel campo della danza e della recitazione, tra musical theatre, cinema e spettacolo dal vivo.

La BenArt -residenze artistiche che ha in gestione il piccolo teatro situato a via Santa Colomba a Benevento da un anno, è riuscita a creare un centro di cultura e socializzazione, approfondendo l’arte della danza attraverso laboratori, workshop e iniziative mirate alla crescita tecnica dei giovani.

Come sottolineato dai due insegnanti: “Questo anno accademico è stato un anno molto intenso, ricco di lavoro, responsabilità, crescita e emozioni. Gli esami hanno rappresentato non soltanto una verifica tecnica, ma soprattutto un momento importante di maturazione personale e artistica.”

La danza è disciplina, continuità, rispetto degli impegni e capacità di superare i propri limiti. Per questo motivo gli esami assumono un valore che va ben oltre il risultato finale rappresentando il frutto dei sacrifici quotidiani, della costanza e dell’amore che ogni ballerino sceglie di dedicare a quest’arte.

È tanta, infatti, la soddisfazione dei maestri che, nell’annunciare le borse di studio per alcune allievi, confermano che “il lavoro di quest’anno è solo l’inizio di un percorso attraverso il quale potranno seminare una parte della loro esperienza artistica e professionale da danzatori, appresa attraverso esperienze di studio, palcoscenico, sacrificio e formazione continua.”

L’obiettivo, dunque, non è soltanto formare delle ballerine tecnicamente preparate, ma artiste consapevoli.

Le borse di studio di quest’anno vanno alle danzatrici di età dai 12 ai 17 anni: Anna Lepore, Nicole Caruso, Emma Izzo e Elisa Izzo (1°/2° corso); Rebecca Bozzella e Lucia Vernillo (3°/4° corso); Maria Abbellito, Paola Auciello, Rebecca Ruggiero e Noemi Ruggiero (5°/°6 corso); Benedetta Marro, Valentina Feleppa, Luigia Sanginario, Silvia Florimo, Alessia Iarriccio, Alessia Pacilio (7°/8° corso).



25/05/26

CEPPALONI, Capitale della Lettura - Successo per la Festa del Libro

 


Si chiude con un bilancio estremamente positivo la terza edizione della Festa del Libro di Ceppaloni,  che dal 22 al 24 maggio ha animato il Castello Medievale e il borgo sannita. Tre giorni di incontri, letture, laboratori e momenti di confronto hanno reso Ceppaloni un autentico punto di riferimento culturale, coinvolgendo scuole, famiglie, giovani e visitatori provenienti anche da fuori provincia.

“Dal labirinto si esce leggendo” è stato il filo conduttore che ha accompagnato tutti gli appuntamenti della manifestazione, affrontando temi di grande attualità: il rapporto tra verità e disinformazione, l’influenza dei social network, il disagio giovanile, la memoria storica, il valore delle relazioni umane e la libertà di pensiero.

Ad aprire il festival sono stati Giovanni Mari e Walter Veltroni. Mari ha sottolineato l’importanza della libertà d’informazione e i rischi di una comunicazione sempre più superficiale e immediata. Veltroni ha invece affrontato il tema del disagio psicologico degli adolescenti, aggravato dall’isolamento sociale e dall’eccessiva dipendenza dal mondo digitale, ribadendo l’importanza fondamentale della scuola, dell’ascolto e della cultura nella crescita delle nuove generazioni.

Grande attenzione hanno suscitato gli interventi del direttore artistico Daniele Aristarco, protagonista di momenti di confronto dedicati al valore civile della letteratura e alla necessità di educare al pensiero critico. Aristarco ha sottolineato come la cultura rappresenti uno strumento indispensabile per orientarsi nella complessità del presente e contrastare le semplificazioni che alimentano paure e divisioni.

Molto partecipati gli incontri con Vanessa Roghi sui falsi stereotipi legati ai giovani, il reading “Ma io ho deciso. Storia di Lia Pipitone” con Anna De Giovanni e Daniele Aristarco, oltre ai laboratori dedicati ai bambini.

La giornata conclusiva, dedicata al tema “Geografie vicine”, ha visto protagonisti:



Alfredo Rossi, con la presentazione del libro I confini del territorio pontificio di Benevento, in dialogo con Marika Porcaro;

Pasquale Rosati, autore de L’ultima Janara, in dialogo con Aurora Pugliese;

Nicola Sguera, con Euthymios, il medico greco che incontrò Yeshua, in dialogo con Marika Pinto;

Susanna Mattiangeli, con Non sempre la realtà è come sembra, in dialogo con Daniele Aristarco ed Elvira Feleppa;

Giuseppe Catozzella, con Correre, partire, ritornare e restare, in dialogo con Maddalena Viglietti, Marika Pinto, Jean Luc Mpazayino e Raffaella Morone.

Gli interventi hanno offerto importanti riflessioni sul territorio, sulle narrazioni contemporanee e sul rapporto tra realtà e immaginazione.

Una menzione particolare merita la ricerca storica svolta da Alfredo Rossi che, nel volume I confini del territorio pontificio di Benevento, ricostruisce antiche frontiere e vicende del territorio beneventano attraverso fonti rare e spesso trascurate, restituendo alla comunità un tassello significativo della propria identità storica e culturale.

A chiudere la rassegna, “Vulim’ – suoni, canti e racconti”, appuntamento curato da Alessandro Parente con la partecipazione della piccola orchestra di organetti “Il Respiro dell’Anima”, che ha unito musica e tradizione.

Il Festival del Libro, organizzato dal Comune di Ceppaloni insieme alla libreria Ubik LiberiTutti di Benevento, in collaborazione con l’associazione Parole in Circolo, la Biblioteca Comunale e il Patto per la Lettura di Ceppaloni, conferma la propria crescita e la capacità di riportare al centro il valore della lettura, del confronto e della riflessione in un tempo segnato dalla velocità dell’informazione e dalla crisi del pensiero critico.

23/05/26

PORTICI, fino al 7 giugno - "Raccontami una tavola", quattro monologhi d'autore, fra verità e gustosi paradossi


di Maria Ricca

TEATRO - Quattro piccole, gustose vicende umane, unite dall'elemento comune del cibo, che si fa, di volta in volta, appagamento insperato del palato, esasperato bisogno dettato dalla cieca fame infantile, unico sostegno ad un pugile disperato ed infine subdolo strumento di seduzione, nella forma del calice di vino, per vendicarsi di un amante violento. 

E così, "Raccontami una tavola" , testo in scena nei "Racconti per ricominciare", teatro al tramonto nei luoghi storici della Campania, ha offerto al pubblico dell'Area Mascabruno della Reggia di Portici  pillole di prosa d'autore, tratte da Cechov, Lamb, Poe e London. Gustoso l'alternarsi in scena di Carlo Caracciolo, Renato De Simone, Sara Missaglia e Domenico Moccia, diretti da Claudio Di Palma, in monologhi tra italiano e partenopeo, pieni di insoliti spunti, mirati a stupire e a divertire, tra verità e paradosso. 

Dal cuoco che celebra in napoletano il gusto del maialino arrosto, scoperto per caso, dopo un "provvidenziale" incendio della fattoria si passa al bimbo affamato, che immagina di cibarsi delle aristocratiche ostriche, superando il disgusto in nome della fame. Quindi il folle "crescendo" criminale della donna umiliata che "mura" vivo il fedifrago amante, complice un vino da far girar la testa e infine la delusione del pugile d'età, ormai in disgrazia e affamato di bistecche, unico sostegno per una carriera che serve a mandar avanti la famiglia più che a collezionare allori. 

Molto bravi gli attori a dar corpo e vita, di volta in volta, all'incredulità, alla follia e alla disperazione. Felice la scelta di un allestimento essenziale, sul quale perfettamente risaltano soprattutto volti e voci. 

L'opera va in scena ancora il 24 maggio ed il 5,6,7 giugno. 

IL RICORDO - Enzo Gravina, l'eredità che vive oltre il tempo: la commozione della famiglia e degli Altieri


«Coloro che amiamo e che abbiamo perduto non sono più dove erano ma sono ovunque noi siamo» diceva Sant'Agostino.

A distanza di quasi tre anni dalla Sua scomparsa ed in occasione del Suo compleanno (24 maggio) avvertiamo il bisogno e quasi il dovere morale di ricordare Enzo Gravina.

Scrittore, giornalista, fotografo ed intellettuale per passione, tra i massimi esperti di storia e tradizioni locali, ricercatore, accumulatore seriale e non collezionista, come amava definirsi, e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Punto di riferimento culturale della nostra città, ha fatto della curiosità la scintilla per conoscere sempre di più ed in profondità, con dovizia di particolari.

Impossibile stilare un elenco delle attività che lo hanno visto protagonista nella sua vita ma proviamo a ricordarne alcune: nel 2007, alla Biblioteca provinciale ‘Mellusi’, ha curato la mostra “Bombardamenti a Benevento – testimonianze”; nel 2011 il format ‘Wine, Food and Photo’, ideato e realizzato con Ernesto Pietrantonio e con la partnership dell’associazione Sanniopress Onlus. Tra i massimi conoscitori e ricercatori del periodo Longobardo della nostra città.

Suo il libro “Streghe e Magia”, edito nel 2014. Proprio sulle janare è stato tra i massimi esperti, partecipando ad eventi, convegni, rassegne culturali. Era stato anche tra gli autori del libro “La morte di Manfredi re di Sicilia”.

Negli anni Novanta, insieme con l’avvocato Ciccio Romano, fece parte del comitato ‘Giù le mani’ che si adoperò per salvare l’area archeologica di Cellarulo. Coordinatore della ‘Banca della memoria’ della B.B.T. (Biblioteche, Beni culturali e Territorio) di Benevento, rivolta a chiunque avesse voglia di condividere lettere, foto e racconti del proprio passato. Era stato eletto Presidente dell’Archeoclub di Baselice lo scorso gennaio 2023. Protagonista in numerosi ed interessanti format proposti da emittenti televisive locali.

Noi non dimentichiamo.

Avevamo pensato a diverse iniziative per tenere vivo il suo ricordo ma fino ad oggi non è stato possibile. Ci impegneremo affinché possa realizzarsi questo piccolo sogno.

Auguri Enzo, ovunque tu sia.

I fratelli Altieri e la Tua famiglia.

L'INTERVISTA - Amerigo Ciervo presenta "Marginali esistenze", in scena dal 3 al 7 giugno con la Solot, nei "Racconti per Ricominciare"


TEATRO - I "Racconti per Ricominciare" a Benevento hanno il volto dell'opera "Marginali esistenze", scritta da Amerigo Ciervo in programma nei giorni  3-4-5-6-7 giugno, al Mulino Pacifico.

Il Festival di teatro al tramonto nei luoghi storici della Campania di Vesuvioteatro presenta in città l'omonimo allestimento a cura di Viviana Altieri, con Michelangelo Fetto, Antonio Intorcia, Nicola Nicchi, produzione Solot

Ricostruendo le vicende di un ceppo familiare, dal XVII secolo alla prima metà del XX, e cogliendo la marginalità di persone e di luoghi, l’Autore definisce l’esigenza morale di restituire alla storia i nomi di uomini e di donne comuni e delle loro vicende, oscurate e rimosse dalla Grande Storia, ma fondamentali per comprendere quanto le nostre esistenze siano collegate le une alle altre e come si influenzino a vicenda.

Ne parliamo con Amerigo Ciervo, musicista, scrittore e docente, autore appunto del libro da cui è tratta la pièce, per i tipi delle edizioni Guida. 


- Nel testo sembra emergere con forza il tema della memoria come forma di resistenza all’oblio: da dove nasce l’esigenza personale e artistica di dare voce a queste “Marginali esistenze”?

La memoria per me è vita.  Ho sempre lavorato con questo concetto, con la rivalutazione del passato, sin dall'inizio con "iMusicalia". Adesso quello che è stato rivive anche  nella mia scrittura. La scelta di dar voce alle "Marginali esistenze" anche in scena nasce da un'idea di Michelangelo Fetto ed Antonio Intorcia della Solot, che hanno subito amato il libro e poi immaginato di darne una lettura teatrale. E ho molto apprezzato che la scelta di curare l'allestimento sia stata da loro affidata alla sensibilità femminile dell'attrice e regista Viviana Altieri, perché nella mia narrazione un ruolo fondamentale è rivestito appunto dalle donne. 

- La ricostruzione attraversa decenni di storia familiare e collettiva: quanto c’è di documentazione storica reale e quanto invece di invenzione teatrale nella scrittura?

Molta è la documentazione storica e reale dalla quale ho attinto, andando a ricercare elementi negli archivi comunali e parrocchiali. L'idea fondante è che noi non siamo certo il frutto solo di noi stessi, ma anche di mondi precedenti a noi, che non abbiamo potuto conoscere per ragioni anagrafiche, ma a cui dobbiamo certamente qualcosa. E poi, sicuramente, conservando lo sfondo storico, ho anche lavorato sui personaggi, magari inventando, costruendo personalità, sempre però secondo un filo logico e seguendone l'evoluzione anche socio-culturale, come in un romanzo storico, appunto. Mi sono fermato agli anni Cinquanta. 

- Nelle vicende i luoghi marginali sembrano avere la stessa importanza dei personaggi: che ruolo ha il territorio nella costruzione dell’identità e della memoria?

Certamente anche i luoghi hanno la loro importanza, non solo il mio paese, Moiano che però, volutamente, non nomino mai, ma anche Montesarchio, Airola e quella nostra Valle Caudina che ha sempre avuto un rapporto forte con la vicina Napoli (senza dimenticare Caserta) con cui, più che con Benevento, condividiamo molto quanto a mentalità. 

- Teatro e letteratura non sono, dunque, luoghi di consolazione, ma di “resistenza militante”: quindi oggi il Teatro ha ancora una funzione civile e politica forte?

La funzione del Teatro è fondamentale, specie in questo periodo storico in cui la televisione, sia pubblica che privata, e per certi versi anche un cinema che fatica a premiare chi esprime sinceramente le proprie posizioni e le proprie idee, sono praticamente in mano al potere. Il Teatro resta il luogo nel quale si può ancora commentare, dibattere, confrontarsi e dove, proprio a livello corporale, avverti proprio il respiro delle persone. Un po' come accadeva nel mondo greco. E Benevento è luogo privilegiato in questo ed infatti è proprio al  Mulino Pacifico che quest'anno abbiamo voluto celebrare il 25 aprile, giorno di memoria e liberazione, con la presentazione in tema di "YDLAM" dei TEKCIERVO, in collaborazione con l'ANPI. 

- Dopo questo viaggio tra vite dimenticate e frammenti di umanità, quale riflessione o emozione desideri lasciare nello spettatore all'uscita del teatro?

Vorrei lasciare l'idea che non è possibile restare appiattiti sul presente, come accade oggi, e che non siamo "figli di noi stessi", ma che abbiamo un profondo debito verso che ci ha preceduto. La memoria è vita, come dicevo, e chi non ha memoria è morto. Questo, però, non vuol dire assolversi ed assolvere figure e prese di posizione  discutibili, come spesso accade in questo Paese, dove abbiamo un cattivo rapporto con la memoria, ma piuttosto acquisire reale consapevolezza di ciò che è stato. E in questo senso il mio può dirsi un libro politico. 







BENEVENTO, 3 giugno -Premio Strega, i finalisti al Teatro Romano. Ritiro inviti al Comunale il 27 maggio


EVENTI
- Anche quest’anno la conduzione della “Presentazione dei candidati e proclamazione dei Finalisti al Premio Strega 2026” sarà condotta da Stefano Coletta, Direttore Coordinamento Generi Rai, per la regia di Renato Giordano.

Il Premio Strega è promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Strega Alberti Benevento, con il sostegno di Roma Capitale, Biblioteche di Roma e Camera di Commercio di Roma, partner BPER Banca, in collaborazione con Persol, Eni e La Camera Nazionle della Moda Italiana, media partner Rai, sponsor tecnico Feltrinelli librerie e SYGLA.

L’evento è organizzato dal Comune di Benevento e Fondazione Benevento Città Spettacolo.

I partner tecnici dell’appuntamento di Benevento sono Strega Foyer - Zullo Viaggi e Turismo - Arte e Passione Event - Lexus Napoli

L’organizzazione di Fondazione Benevento Città Spettacolo informa che mercoledì 27 maggio, dalle ore 18:00, saranno disponibili gli inviti al pubblico per assistere all’evento in programma il 3 giugno alle ore 18:30.

Gli inviti gratuiti saranno disponibili presso il Teatro Comunale “V. Emmanuele” - Corso Garibaldi, 82100 Benevento BN.

Per il rilascio degli inviti non è consentito effettuare prenotazioni. Saranno rilasciati fino ad un massimo di due inviti per persona. Disponibilità inviti fino ad esaurimento posti disponibili.


BENEVENTO - Applausi per la serata "magica" dedicata a Califano dalla Salzano Band con la Nexus


Ieri sera il palco del Teatro Comunale di Benevento ha ospitato il nuovo appuntamento con la musica d’autore firmato Nexus Editoria ed Eventisi, una serata ‘magica’, nata per omaggiare il grandissimo Franco Califano, un artista unico, tra i più grandi cantautori e parolieri italiani, un poeta che ha raccontato la vita, l’amore e la strada come nessun altro saprà mai fare.

Ed il pubblico ha come sempre partecipato con grande entusiasmo emotivo, ripercorrendo - uno dopo l’altro - i brani più significativi di un artista unico nel suo genere, capace nella sua carriera di scrivere più di mille opere oltre a numerosi testi per altri artisti, molti dei quali diventati vere e proprie hit.

Al “Comunale” è andato in scena un autentico tributo-documentario, che ha saputo raccontare la vita artistica e personale del ‘califfo’, anche attraverso le testimonianze in video di tante stelle del firmamento musicale italiano: un evento dunque capace di celebrare la poesia e l'inconfondibile stile di Califano con brani storici, aneddoti e musica dal vivo.

Magnifici interpreti della serata Enrico Salzano (che ha curato anche la direzione artistica) alle percussioni, Alfredo Salzano alla batteria, Pino Tiso alle tastiere e al piano, Giuseppe Marlon Salzano al basso e contrabbasso, Jack Corona alle chitarre e in voce, la voce di Vilma Racioppi, Valerio Russo alla fisarmonica, Attilio Pecora alle chitarre, e Marcellino Aversano, voce narrante.

Special guest della serata la giovanissima artista sannita Maria Rosaria Rondina, finalista al talk “The Voice Kids” su Rai1, che ha magistralmente cantato due capolavori della musica d’autore italiana di Mia Martina ed Ornella Vanoni. Molto apprezzate le coreografie delle allieve della Modern Dance Academy di Enzo Mercurio.


22/05/26

CAPUA, 24 maggio - Al FaziOpen Theater approda la Danza d'autore, con "Dannatamente" e "Sustraiak"


DANZA
- La Rassegna Nazionale di Teatro - Danza - Arti Performative FaziOpen Theater, diretta dal regista ed autore Antonio Iavazzo, con l'organizzazione generale di Gianni Arciprete presenta domenica 24 maggio alle 19, uno spettacolo di danza articolato in due quadri.

Nel Primo Quadro si esibirà la  “ARB DANCE COMPANY" di Capua (CE),che con il sostegno del MIC e della Regione Campania presenta "DANNATAMENTE". Coreografia Raffaele IORIO.  Danzatori Monica CRISTIANO - Carmine OLIVAZZI. Direzione artistica Annamaria DI MAIO. 

Ispirato al racconto di Paolo e Francesca di Dante, il lavoro coreografico analizzerà la storia dei due amanti vittime di omicidio e femminicidio, una storia antica, ma anche così drammaticamente attuale. Il coreografo ha voluto, tramite un linguaggio dinamico e allo stesso tempo gestuale, dar vita ad un amore crudo ed eterno, che va al di là della vita terrena.

Come scenografia un tavolo segno di unione e riunione e tre sedie che incarneranno gli interpreti nella loro totale posizione.

Nel Secondo Quadro, la “Borderlinedanza" di Pontecagnano (SA), con il sostegno del MIC e della Regione Campania, presenta "SUSTRAIAK". Autori - Interpreti: Alessandro ESPOSITO - Maite Rogers GASTAKA. Nel deserto della società moderna, arido sotto il profilo della spontaneità dell’ essere, SUSTRAIAK si ripropone di esplorare il manifestarsi della natura, che con il suo movimento, si riappropria istintivamente di ciò che le appartiene, arrivando ad affondare le sue radici sino allo spirito dell’essere umano, che tanto cerca di sradicarle.



CEPPALONI - Veltroni e Mari aprono il Festival del Libro: la verità nell'epoca dei social


LIBRI
- Dopo i saluti istituzionali del sindaco Claudio Cataudo, ha preso il via la terza edizione del Festival del Libro di Ceppaloni.

Tra i protagonisti della giornata il giornalista Giovanni Mari e Walter Veltroni, che hanno guidato il pubblico attraverso temi centrali del nostro tempo: libertà di stampa, crisi del pensiero critico, social network, disagio giovanile, educazione, memoria storica e bisogno di ascolto.


Nel suo intervento, Giovanni Mari ha soffermato la sua attenzione sulla libertà di espressione, partendo dalla storia italiana e dal progressivo smantellamento della stampa durante il fascismo. Ricordando il delitto Matteotti e la scelta del regime di distruggere il pluralismo dell’informazione, Mari ha sottolineato che la libertà di stampa non muore mai da sola, ma viene indebolita quando chi dovrebbe difenderla sceglie di voltarsi dall’altra parte.

Una riflessione che si è poi spostata sull’attualità, con un’analisi della crisi del giornalismo e del ruolo sempre più dominante dei social network. Secondo Mari, oggi i poteri politici, economici e finanziari puntano a eliminare il filtro del pensiero critico e dell’informazione professionale, parlando direttamente ai cittadini attraverso strumenti sempre più rapidi e privi di mediazione.


«I social sembrano amici, ma rischiano di diventare un veleno molto pericoloso», ha spiegato, denunciando una comunicazione costruita sempre più sugli slogan e sempre meno sulla comprensione reale dei problemi. Da qui il richiamo allo slogan del Festival “Dal labirinto si esce leggendo”, indicato come una risposta concreta alla superficialità del dibattito contemporaneo.

Mari ha inoltre invitato a recuperare forme di partecipazione dal basso, ricordando come le grandi resistenze del Novecento siano nate anche attraverso strumenti semplici come i volantini clandestini distribuiti nelle fabbriche e nei luoghi pubblici. «Oggi non possiamo abbandonare il campo dei social, ma dobbiamo smettere di fare gli influencer e tornare a essere informatori», ha concluso, ribadendo l’importanza di continuare a fare domande per difendere la democrazia.

Grande attenzione anche per l’incontro con Walter Veltroni, che ha affrontato il tema del disagio giovanile e della fragilità sociale contemporanea partendo dal personaggio di Buonvino, protagonista della fortunata saga letteraria ideata dallo stesso Veltroni.

Veltroni ha definito il disagio psicologico degli adolescenti «una grande emergenza sociale troppo spesso ignorata», ricordando dati allarmanti cresciuti soprattutto dopo il Covid. Ha citato l’aumento delle richieste di intervento nei pronto soccorso pediatrici e il crescente senso di solitudine che colpisce i più giovani in una società dominata dalla pressione dei risultati, dalla competitività e dalla paura di fallire.

Particolarmente toccanti i riferimenti a episodi di cronaca che raccontano il peso delle aspettative sulle nuove generazioni, in un contesto che spesso valuta i ragazzi soltanto in base ai risultati e non alla loro condizione emotiva.

Al centro del dialogo anche il tema dell’ascolto, indicato da Veltroni come la vera “investigazione” di cui la società avrebbe bisogno oggi. «I ragazzi devono poter parlare, raccontarsi, essere ascoltati», ha spiegato, denunciando una società che tende invece a isolare le persone e a sostituire le relazioni umane con la dipendenza tecnologica.

Ampia la riflessione sull’impatto degli smartphone e dei social network, descritti come strumenti che hanno progressivamente sottratto tempo, concentrazione e autonomia alle persone. «Quel telefono si è preso la nostra vita», ha affermato, sottolineando come la continua connessione abbia ridotto la capacità di leggere, concentrarsi e vivere relazioni autentiche.

Veltroni ha poi ricordato il trauma collettivo della pandemia, parlando della didattica a distanza come di una “contraddizione in termini”, perché educare significa guardarsi negli occhi, condividere esperienze, vivere la socialità e non restare isolati davanti a uno schermo.

Nel corso dell’incontro si è discusso anche del rapporto tra genitori e figli. Veltroni ha osservato come molti genitori contemporanei tendano a essere troppo protettivi e poco autorevoli, cercando di eliminare ogni conflitto, mentre la conflittualità rappresenta spesso un passaggio naturale verso l’autonomia personale.

Spazio infine a una riflessione sulla speranza e la memoria storica. Di fronte alle paure del presente, Veltroni ha invitato a non abituarsi mai alla barbarie, all’indifferenza e alla semplificazione del pensiero, ricordando come l’Italia abbia saputo rialzarsi anche dopo le tragedie del Novecento grazie all’impegno civile, culturale e sociale di intere generazioni.

La giornata inaugurale del Festival del Libro di Ceppaloni si è così trasformata in un grande momento di confronto, rilanciando il valore della cultura, della lettura e del pensiero critico come strumenti indispensabili per comprendere il presente e costruire il futuro.

Il Festival prosegue sabato 23 maggio con una nuova giornata di incontri e appuntamenti dedicati soprattutto ai giovani e al racconto della realtà contemporanea. Tra gli ospiti Vanessa Roghi, Daniele Aristarco e Anna De Giovanni.

BENEVENTO, 23 maggio - "Incanto al Tramonto" alla Rocca dei Rettori: riapre il Giardino Storico


La Provincia di Benevento con Sannio Europa comunica la riapertura del Giardino Storico della Rocca dei Rettori con l’evento Incanto al Tramonto, in programma il 23 maggio 2026 alle ore 18.30 presso la Rocca dei Rettori di Benevento.

L’iniziativa rappresenta un momento simbolico di restituzione alla comunità, dopo oltre vent’anni, di uno dei luoghi più suggestivi e identitari della città, riportato a nuova vita grazie a un attento intervento di recupero e riqualificazione curato da Sannio Europa con l’arch. Giuliana Esposito, realizzato nel pieno rispetto della storia, dell’anima e dell’identità del luogo.

L’incontro sarà moderato dalla giornalista Mara Franzese e vedrà gli interventi del Presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi; dell’Amministratore Unico di Sannio Europa,Raffaele Del Vecchio; del Soprintendente SABAP per le province di Caserta e Benevento, Mariano Nuzzo; del Sindaco di Benevento, Clemente Mastella; di S.E. il Prefetto di Benevento Raffaela Moscarella.

La serata sarà accompagnata dalle note del Quartetto OFB e proseguirà con un percorso di degustazione curato da Sannio Consorzio Tutela Vini, AIS Benevento, GAIOGIN e Istituto Alberghiero “Le Streghe”.

Nel fascino sospeso della Golden Hour, il giardino storico tornerà ad accogliere cittadini e ospiti in un’atmosfera di luce, musica e convivialità, pensata per valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico della Rocca dei Rettori attraverso un’esperienza immersiva ed elegante.

L’evento intende celebrare non soltanto la riapertura di uno spazio restituito alla collettività, ma anche una nuova visione di fruizione culturale capace di coniugare memoria, bellezza e contemporaneità.







21/05/26

CAMPANIA, dal 22 maggio - "Racconti per Ricominciare": la settima edizione del teatro al tramonto nei luoghi storici della regione


Dal 22 maggio al 7 giugno 2026, sedici tra i più prestigiosi siti storici, artistici e paesaggistici della Campania si trasformano in palcoscenico naturale, di teatro diffuso e itinerante, con la settima edizione di Racconti per Ricominciare. Ideato e realizzato da Vesuvioteatro, con la direzione artistica di Claudio Di Palma e la consulenza di Giulio Baffi, il festival tesse una trama artistica che intreccia la memoria di Annibale Ruccello, nel settantennale della nascita, e l’eredità umana di Eduardo De Filippo con le voci della grande letteratura internazionale, da Virginia Woolf a Christoph Ransmayr, fino alle autrici canadesi Alice Munro e Anne-Marie Olivier.

‘A dare corpo e voce a questo viaggio tra luoghi e parole – sottolineano gli organizzatori Dora De Martino e Geppi Liguoro – sarà un collettivo di cinquantasei attori a cui sono affidati i 20 appuntamenti site-specific di quest’anno, pensati per fondersi con la suggestiva atmosfera dell’imbrunire, così da unire alla bellezza dei luoghi la potenza della parola recitata’.

Una nuova stagione resa possibile dal sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania, ai quali si aggiunge una vasta rete di ulteriori partner pubblici e privati, come il Teatro Pubblico Campano, Fondazione Nazionale delle Comunicazioni, Forum Austriaco di Cultura, Delegazione del Québec in Italia, Sannio Europa s.c.a.r.l fino ai Comuni di Portici, San Giorgio a Cremano, Castellammare di Stabia, Capri ed Anacapri, tra i tanti.

Nato nel giugno 2020 come segnale di ripartenza post-pandemia, il festival ha consolidato un’identità precisa fondata sulla relazione diretta tra attori, luoghi e spettatori. ‘Il nostro ‘ricominciare’ – spiega il direttore artistico Claudio Di Palma – si traduce in un atto creativo continuo: un lavoro volto a dare forma a un inizio ‘sempre nuovo’. Un processo di rigenerazione che individua nel ‘racconto’ il metodo per realizzarsi e trova concretezza nell’interazione tra la parola, i corpi e i luoghi’. Quest’anno la rassegna offre una proposta artistica eterogenea e ricca coinvolgendo una costellazione di luoghi straordinari che spaziano tra Portici, San Giorgio a Cremano, Ercolano, Castellammare di Stabia, Lettere, Capri, Anacapri, Summonte, Caserta e Benevento.

‘Racconti per ricominciare – aggiunge Giulio Baffi - è una realtà che produce e si fa spazio valorizzando il territorio e ripetendo, anno dopo anno, il successo di un incontro che si moltiplica. Festival diffuso, festival a impatto zero, festival di emozioni, festival creativo, festival colto, festival divertente, festival di scoperte, di luoghi, di storia e di scrittura, di nuovi talenti e di quelli più solidi, consolidati nel tempo’.

Gli spettacoli

Dalla Reggia di Portici dove si alterneranno le visioni degli autori under 25 nello spettacolo ‘Mutanti” (dal 22, nel frutteto), le suggestioni conviviali di ‘Raccontami una tavola’ (dal 22 nell’Area Mascabruno), l'omaggio coreografico a Virginia Woolf in ‘Una stanza tutta per sé’ (dal 29 nell’Aula Bosco) e, infine, uno sguardo inedito di Fabio Pisano sul privato di Eduardo De Filippo ne ‘Eduardo per amore del gelo’ (1 e 2 giugno, Area Mascabruno). Ancora a Portici, il Parco Urbano del Granatello ospiterà le visioni apocalittiche di ‘Fuoco su Napoli’ di Ruggero Cappuccio per la regia di Nadia Baldi (dal 22), mentre Villa Fernandes accoglierà l’ironia di ‘Statue Unite’ di Eduardo Tartaglia (dal 22). A San Giorgio a Cremano, Villa Vannucchi farà da cornice a ‘Luci sull’Atlante’ che Claudio di Palma trae da ‘Atlante di un uomo irrequieto’ di Christoph Ransmayr (dal 22) e alla cruda umanità dei testi di Erri De Luca in ‘Il contrario di uno’ a cura di Manuel Di Martino (dal 5 al 7 giugno).

Si prosegue a Ercolano, dove il giardino di Villa Campolieto diventerà il labirinto onirico di ‘Alice nel giardino delle meraviglie’ (per i bambini, dal 22, ore 17) e la scena di un’indagine del Commissario Buonvino nel reading ‘C’è un cadavere al bioparco’ che Rosario Sparno trae dall’omonimo romanzo di Walter Veltroni (dal 29). Castellammare di Stabia riscoprirà la magia delle ‘Fiabe di Annibale Ruccello’, nella doppia ricorrenza dei 70 anni dalla nascita e i 40 dalla morte del drammaturgo stabiese, con un allestimento curato da Luciano Melchionna – a partire dall’adattamento teatrale di Monica Citarella - in due chiese del Centro Antico (dal 22). Benevento animerà il Complesso Monumentale di Santa Sofia con le storie di potere e resistenza di Erri De Luca in ‘Il contrario di uno’ (dal 22), con ‘Eduardo per amore del gelo’ (il 29 e 30) e l’antica Rocca dei Rettori con ‘Le voci della Rocca’ di Antonio Marfella (1 e 2 giugno). Ancora a Benevento il Giardino del Mulino Pacifico si apre alla memoria militante di ‘Marginali esistenze’ di Amerigo Ciervo nell’allestimento curato da Viviana Altieri (dal 3 al 7 giugno).

Il Real Belvedere di San Leucio a Caserta sarà invece il luogo di ‘Quasi felicità" dedica alla scrittrice canadese Alice Munro di Manuel Di Martino (dal 30) mentre il Complesso Castellare di Summonte (Avellino) esplorerà l’eros e il desiderio nei racconti di Anne-Marie Olivier in ‘Faire l’amour’ (dal 4 al 7 giugno). A questi appuntamenti si aggiungono alcuni eventi speciali a ingresso gratuito, come l’incontro ‘Racconta il tuo libro’ al Castello di Lettere (il 29 maggio, ore 18) con Maurizio de Giovanni, Giulio Baffi, Aldo Putignano e Valentina de Giovanni e le repliche straordinarie di spettacoli a Villa Lysis a Capri (il 31 maggio) e Villa Rosa ad Anacapri (il 2 giugno).

Il cast

In scena nei diversi allestimenti attrici ed attori di più generazioni: Viviana Altieri, Pasquale Aprile, Chiara Baffi, Alessandro Balletta, Renato Bisogni, Carlo Caracciolo, Francesca Cercola, Sara D'Aiello, Andrea de Goyzueta, Rossella De Martino, Renato De Simone, Carlo Di Maro, Manuel Di Martino, Emanuele D’Errico, Antonio Elia, Fabiana Fazio, Michelangelo Fetto, Ludovica Franco, Simona Fredella, Rebecca Furfaro, Luciano Giugliano, Irene Grasso, Lia Gusein-Zadé, Luca Iervolino, Pako Ioffredo, Antonio Intorcia, Irene Isolani, Barbara Lauletta, Ivana Maione, Antonio Marfella, Riccardo Marotta, Valentina Martiniello, Veronica Mazza, Mario Meles, Gioia Miale, Peppe Miale, Sara Missaglia, Domenico Moccia, Anita Mosca, Sabrina Nastri, Nicola Nicchi, Ettore Nigro, Domenico Palmiero, Gaia Parlato, Julia Primicile Carafa, Dario Rea, Ciro Riccardi, Francesco Roccasecca, Fabio Rossi, Piera Russo, Ingrid Sansone, Federico Siano, Elena Starace, Eduardo Tartaglia, Antonio Turco, Chiara Vitiello. 

Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 18.45, ove non diversamente specificato. Biglietti: intero euro 12, ridotto euro 10 (under 25 / over 65, convenzioni); bambini (gratis fino a 3 anni) da 4 a 10 anni, euro 5. Prevendite: www.azzurroservice.net. Info e prenotazioni: www.vesuvioteatro.org, tel. 0812514145, whatsapp 338 4065894 email: info@vesuvioteatro.org


 


 


 


 



 


 


 


 


 







 

19/05/26

BENEVENTO, 22 maggio - La Salzano band, con Nexus, rende omaggio a Franco Califano.


Nuovo appuntamento con la musica d’autore firmato Nexus Editoria ed Eventi: il riferimento è al tributo al maestro Franco Califano, in programma venerdì 22 maggio alle 20.30 al Teatro Comunale Vittorio Emmanuele di Benevento.

Quello proposto da Nexus è un omaggio della “Salzano band” ad un artista unico nel suo genere, che in tanti stanno riscoprendo soltanto negli ultimi anni successivi alla sua scomparsa.

Franco Califano, cantautore, produttore discografico, attore, compositore e poeta italiano, soprannominato Il Califfo, durante la sua carriera ha scritto complessivamente, tra poesie e canzoni, oltre 1.000 opere oltre a numerosi testi per altri artisti, molti dei quali diventati vere e proprie hit.

In oltre cinquant’anni di attività musicale, Califano ha collaborato con numerosi artisti come Bruno Martino, Fred Bongusto, Mia Martini, Patty Pravo, Mina, Iva Zanicchi, Ornella Vanoni, Edoardo Vianello, Amedeo Minghi, Peppino di Capri, Ricchi e Poveri, Renato Zero, Loretta Goggi e Toto Cutugno.

Appuntamento dunque a venerdì 22 maggio alle 20.30 al Teatro Comunale Vittorio Emmanuele di BN.

Disponibili gli ultimissimi biglietti al costo di € 15,00 online sulla piattaforma di i-ticket.


18/05/26

BENEVENTO, dal 22 maggio al 7 giugno - "Racconti per Ricominciare" torna in città. La Solot in scena a giugno


La sesta edizione del Green Festival di teatro al tramonto anima il Complesso di Santa Sofia, la Rocca dei Rettori e il Giardino del Mulino Pacifico

Benevento, 18 maggio 2026 – Riparte da Benevento la sesta edizione di “Racconti per Ricominciare”, il Green Festival di teatro al tramonto ideato e realizzato da Vesuvioteatro, con la direzione artistica di Claudio Di Palma e il coordinamento artistico di Giulio Baffi. Dal 22 maggio al 7 giugno 2026, il festival porterà in città quattro produzioni teatrali in alcuni dei luoghi più suggestivi del patrimonio storico e artistico sannita.

L’iniziativa, riconosciuta e sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Campania, coinvolge a Benevento il Complesso Monumentale di Santa Sofia, la Rocca dei Rettori e il Giardino del Mulino Pacifico. L’edizione beneventana è realizzata in collaborazione con la Provincia di Benevento e Sannio Europa, società in house che cura la gestione e la promozione della rete museale provinciale.

Il programma a Benevento:

Complesso Monumentale di Santa Sofia

22 e 23 maggio 2026, ore 18.45 – IL CONTRARIO DI UNO di Erri De Luca. A cura di Manuel Di Martino, con Emanuele D’Errico, Manuel Di Martino, Antonio Elia. Produzione Teatro Augusteo.

29 e 30 maggio 2026, ore 18.45 – EDUARDO PER AMORE DEL GELO di Fabio Pisano. A cura di Claudio Di Palma, con Chiara Baffi, Luciano Giugliano, Luca Iervolino, Ciro Riccardi. Produzione Ente Teatro Cronaca.

Rocca dei Rettori

1 e 2 giugno 2026, ore 18.45 – LE VOCI DELLA ROCCA di Antonio Marfella. A cura di Claudio Di Palma, con Antonio Marfella, Valentina Martiniello, Domenico Palmiero. Produzione Ente Teatro Cronaca.

Giardino del Mulino Pacifico

3, 4, 5, 6 e 7 giugno 2026, ore 18.45 – MARGINALI ESISTENZE di Amerigo Ciervo. A cura di Viviana Altieri, con Viviana Altieri, Michelangelo Fetto, Antonio Intorcia, Nicola Nicchi. Produzione Solot.

Le dichiarazioni:

“Siamo davvero lieti di collaborare anche quest’anno con un festival di livello nazionale come ‘Racconti per Ricominciare’. È un progetto che unisce il linguaggio contemporaneo del teatro alla valorizzazione dei nostri luoghi identitari, creando un’esperienza culturale capace di parlare a pubblici diversi”, dichiarano il Presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi, e l’Amministratore Unico di Sannio Europa, Raffaele Del Vecchio.

“Per noi l’obiettivo è duplice: da un lato offrire ai cittadini e ai visitatori un cartellone artistico di qualità, dall’altro mettere a sistema il patrimonio storico e monumentale della Provincia attraverso una fruizione viva e contemporanea. Il teatro al tramonto trasforma Santa Sofia, la Rocca dei Rettori e il Mulino Pacifico in palcoscenici naturali, restituendoli alla comunità in una chiave nuova. È questa la direzione in cui stiamo lavorando: fare rete tra istituzioni culturali, sostenere le produzioni artistiche e generare occasioni di attrazione turistica che valorizzino il Sannio come destinazione culturale. Ringraziamo Vesuvioteatro, la direzione artistica e tutti gli artisti per aver scelto nuovamente Benevento come tappa di questo percorso”.


17/05/26

LICOLA, 29 maggio - "Celebration Summer Party", solidarietà e spettacolo sul litorale flegreo


La terza edizione dell'evento charity vedrà protagonisti Gianni Sperti, Franco Ricciardi e Daniela De Vita. Il ricavato a favore della Onlus ‘A Voce d’’e creature’ di Don Luigi Merola.

Il connubio tra grande intrattenimento e impegno civile torna a illuminare la costa campana. Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno consolidato l’evento come uno degli appuntamenti più attesi del panorama charity regionale, il Toma Beach si accende nuovamente il 29 Maggio 2026, per la terza edizione del “Celebration Summer Party”.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare una serata di gala in un motore di cambiamento concreto: l’intero ricavato dell’evento sarà infatti devoluto alla Fondazione ‘A Voce d’’e creature’, la Onlus guidata da Don Luigi Merola impegnata nel recupero sociale e nell'educazione dei minori a rischio nel quartiere Arenaccia di Napoli.

L’appuntamento è per il 29 Maggio 2026 a partire dalle ore 19.00 presso il Toma Beach (Viale Sibilla – Lido di Licola – NA). Ingresso su invito. Media Partner dell’evento: “La Gazzetta dello Spettacolo”.

La conduzione della serata sarà affidata all’attrice di “Un Posto al Sole”, Daniela De Vita, che insieme con quello che ormai è il “padrino della kermesse”, Gianni Sperti, volto storico del piccolo schermo, accompagnerà il pubblico attraverso i momenti salienti dell’evento. Il programma artistico punta all'eccellenza territoriale con le performance di Franco Ricciardi, icona della musica crossover napoletana, e soprattutto una popolare guest star del panorama dello spettacolo italiano, che l’organizzazione ha voluto tenere segreta per sorprendere gli ospiti della serata. Inoltre quest’anno, l’organizzazione si è riservata di portare sul palco dell’evento un ospite a sorpresa. Già nelle passate edizioni, il Celebration Summer Party ha ospitato tanti volti illustri dello spettacolo come: Biagio Izzo, Valentina Stella, Andrea Sannino, gli Arteteca, confermando quindi, quanto lo spettacolo e la solidarietà siano sempre più un binomio perfetto.

L’evento nasce dalla sinergia tra professionalità diverse, unite dalla volontà di restituire valore al territorio. "Il Celebration Summer Party non è solo una festa, ma un impegno che rinnoviamo con orgoglio." dichiara il Dott. Antonio Savanelli, chirurgo estetico e proprietario del Toma Beach. "Vogliamo che la nostra struttura, per questo evento, torni ad essere il luogo di aggregazione che sappia guardare oltre il divertimento, sostenendo attivamente il lavoro immenso che Don Luigi Merola svolge per i ragazzi della nostra città".

Un concetto ribadito da Raffaele Marra (Luxury Service Merolla): "La bellezza e il prestigio dei mezzi di lusso che trattiamo ogni giorno acquistano un significato nuovo quando si mettono al servizio di una causa nobile. Partecipare all'organizzazione di questo evento significa investire nel futuro del nostro tessuto sociale".

Inoltre, cosa fondamentale, ha permesso di finanziare laboratori didattici e attività sportive per centinaia di bambini, dimostrando come la collaborazione tra il settore dell'imprenditoria, dello spettacolo e il terzo settore possa generare risultati tangibili e trasparenti.



16/05/26

IL RICONOSCIMENTO, 30 giugno - Il Conservatorio di Benevento laurea Sal da Vinci in Canto Pop


MUSICA
- Il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento comunica che, a seguito dei contatti intercorsi con l’artista Sal Da Vinci, è stata individuata nella data del 30 giugno 2026 la prima finestra utile per lo svolgimento della cerimonia di conferimento del Diploma Accademico Honoris Causa in Canto Pop.


Nelle prossime settimane, al rientro dell’artista dagli impegni internazionali legati all’Eurovision Festival, saranno definiti e comunicati ufficialmente i dettagli istituzionali, organizzativi e artistici dell’evento.

La decisione del Conservatorio nasce dalla volontà di riconoscere il valore artistico, umano e professionale di un interprete che, nel corso degli anni, ha saputo rappresentare con autenticità la musica italiana, mantenendo un forte legame con il pubblico e con la dimensione culturale e popolare della canzone contemporanea.

Il Direttore del Conservatorio, M° Giuseppe Ilario, dichiara:

«L’arte merita rispetto sempre. Al di là delle mode, delle polemiche e delle dinamiche dei social network, resta il valore umano del percorso artistico, dello studio, della dedizione e del lavoro che ogni artista porta con sé. Il Conservatorio “Nicola Sala” intende riaffermare il ruolo delle istituzioni accademiche come luoghi di cultura, dialogo e riconoscimento del merito artistico e umano.»

Il Presidente del Conservatorio, Dott. Nazzareno Orlando, aggiunge:

«Il conferimento del Diploma Accademico Honoris Causa a Sal Da Vinci rappresenta un momento di grande significato istituzionale per il nostro Conservatorio. È un riconoscimento che vuole valorizzare non soltanto il percorso artistico dell’interprete, ma anche il contributo che la musica popolare e contemporanea continua a offrire alla crescita culturale e sociale del nostro Paese.»

Il Conservatorio provvederà a comunicare ufficialmente il programma della cerimonia e gli eventuali eventi collegati attraverso i propri canali istituzionali.
Il 15 luglio, poi, com'è noto,  Sal da Vinci terrà un concerto a Benevento nell'ambito del Bct Music Festival. 


15/05/26

CEPPALONI, 22-24 maggio - Presentata la terza edizione del festival del libro. Apre Veltroni


EVENTI
- Il Comune di Ceppaloni, insieme alla libreria UbikLiberiTutti di Benevento, in collaborazione con l’Associazione Parole in Circolo, la Biblioteca Comunale e il Patto per la Lettura di Ceppaloni, ha presentato la terza edizione di "Fe.Li.Ce – Festival del Libro di Ceppaloni", rassegna ormai consolidata nel panorama culturale sannita. L’edizione 2026 si terrà dal 22 al 24 maggio e proporrà tre giornate di incontri, laboratori, presentazioni, panel tematici e momenti musicali. Tutti gli eventi si svolgeranno nel Castello Medievale di Ceppaloni, che per l’occasione diventerà la cittadella del libro e il cuore pulsante della manifestazione. La conferenza stampa si è tenuta presso la libreria UbikLiberiTutti di Benevento, partner fondativo del festival e luogo simbolico della sua nascita.

Il sindaco di Ceppaloni, Claudio Cataudo, ha illustrato il tema dell’edizione, “Vero o falso? Dal labirinto si esce leggendo”, dedicato al rapporto tra lettura, informazione e capacità critica. «Laddove c’è cultura possiamo ragionare con la nostra mente ed essere più liberi nelle scelte», ha dichiarato, richiamando la necessità di strumenti di orientamento in un’epoca segnata da disinformazione e sovraccarico comunicativo. L’apertura del 22 maggio sarà affidata a Walter Veltroni, presenza che conferma la crescita della rassegna e la sua capacità di attrarre figure di primo piano del panorama culturale nazionale.

La fondatrice della libreria, Ornella, ha ricordato come il festival sia cresciuto insieme alla UbikLiberiTutti, chiarendo l’idea che ha guidato fin dall’inizio il progetto: «Volevo creare qualcosa per i ragazzi, e a Ceppaloni ho trovato una collaborazione immediata e concreta». Ha spiegato che il suo desiderio sarebbe quello di costruire nel tempo un vero polo culturale giovanile, un luogo capace di diventare per il territorio ciò che Giffoni rappresenta per il cinema e la creatività dei più giovani. La direzione artistica dell’edizione è affidata a Daniele Aristarco, scrittore, che ha coordinato un percorso annuale di avvicinamento alla lettura con quattro giornate di formazione per oltre cento docenti, incontri con più di mille studenti.

La mascotte del festival è firmata dall’illustratrice nazionale Erika Di Piero: un giovane lettore che trova la via d’uscita dal labirinto grazie alla luce dei libri.

Tra gli interventi anche quello di Marika, rappresentante dei giovani coinvolti nell’organizzazione: «È un evento a cui noi giovani partecipiamo attivamente e ci permette di trasformare le idee in realtà». 

Il sindaco Cataudo, inoltre, ha anticipato alcune iniziative che accompagneranno la comunità nei mesi successivi: attività dedicate alla scuola, due giornate sul mito delle streghe e il ritorno dei Mercatini di Natale, che nell’ultima edizione hanno registrato un forte afflusso di visitatori.

14/05/26

POZZUOLI, 16 e 17 maggio - "Fare Teatro...Oltre lo Sguardo" di Muricena presenta "Invisibile"


EVENTI
- "Fare Teatro… oltre lo sguardo", a cura di Murìcena Teatro: il laboratorio teatrale permanente rivolto a persone non vedenti e ipovedenti approda al Teatro Sala Molière di Pozzuoli con lo spettacolo "Invisibile".

In scena sabato 16 maggio 2026 alle ore 21:00 e domenica 17 maggio 2026 alle ore 19::00, "Invisibile" è la sintesi di un intero percorso di ricerca sulle tematiche di devozione, diversità e sogno, elaborate nelle fasi del laboratorio permanente. È il risultato più maturo - e più coraggioso - di ciò che "Fare Teatro… oltre lo sguardo" ha costruito nel tempo.

Quello di "Muricena Teatro" è un teatro che non ha bisogno degli occhi per esistere. Che si costruisce con il corpo, con la voce, con il coraggio di abitare uno spazio sconosciuto. L'Associazione culturale e compagnia napoletana dal 2017 porta avanti questo progetto di teatro sociale e formazione artistica rivolto a persone non vedenti e ipovedenti, oggi punto di riferimento nel panorama del teatro di inclusione in Campania, con il sostegno del Ministero della Cultura, in collaborazione con Manovalanza ETS, Baracca Dei buffoni e con la cura artistica della Scuola Elementare del Teatro diretta da Davide Iodice.

Nato presso il teatro dell'Istituto per non vedenti e ipovedenti "P. Colosimo" di Napoli, "Fare Teatro… oltre lo sguardo" è molto più di un laboratorio: è un percorso permanente di crescita artistica e umana, crocevia tra azione artistica, vocazione sociale e ricerca pedagogica.

L'obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: offrire ai partecipanti non vedenti e ipovedenti - gli strumenti per intraprendere un autentico percorso formativo nelle arti sceniche. Non come terapia, non come intrattenimento compensativo. Come arte, a tutto tondo. Il percorso formativo è professionalizzante e abbraccia recitazione e scrittura scenica, spazio e movimento, improvvisazione e gioco teatrale, drammatizzazione della voce, espressione corporea.

Per chi non vede, il palcoscenico è un enigma da risolvere ogni volta. Murìcena Teatro lo sa, e ha costruito una metodologia specifica: linguaggi descrittivi, evocativi e anticipatori per orientarsi nello spazio; lavoro sulla corporeità e sulla gestualità sociale - quella che chi vede acquisisce spontaneamente e chi non vede deve invece costruire consapevolmente. La drammatizzazione diventa così non solo strumento artistico, ma percorso di scoperta di sé e del gruppo.

Nel suo percorso, il progetto è stato selezionato dal Ministero della Cultura tra i 12 vincitori a livello nazionale del bando dedicato agli organismi di spettacolo che impiegano professionalmente artisti con disabilità (gennaio 2026), riconoscimento che ne ha certificato l'unicità nel panorama italiano. Dal laboratorio sono nati diversi spettacoli, tra cui "Buio" andato in scena al Teatro Nuovo di Napoli nell'ambito della rassegna Quartieri di Vita promossa dalla Fondazione Campania dei Festival, e "Invisibile", l'ultimo lavoro, già presentato al Teatro San Ferdinando di Napoli nell'ambito del Festival delle Persone promosso dalla Scuola Elementare del Teatro e Teatro di Napoli, e al Campania Teatro Festival 2025. La drammaturgia e la regia sono di Raffaele Parisi; un nuovo spettacolo è in preparazione e sarà presentato prossimamente.

"Invisibile", nato con la cura artistica di Scuola Elementare del Teatro, vede al centro della Rosaria: una donna che vive il quotidiano ad occhi chiusi, e ad occhi aperti abita i suoi sogni. Affetta da una retinopatia progressiva, nel giorno del suo matrimonio si guarda allo specchio e si accorge di non vedere quasi più. In preda allo sconforto, decide di non sposarsi e di fuggire. Vuole riuscire a guardare il mare un'ultima volta - ma affrontare la città al buio non è semplice. Come un'Alice di Carroll che non riesce ad adattarsi al mondo che la circonda, Rosaria è catapultata in un universo surreale, dove le cose e le persone non sono ciò che sembrano. Un labirinto in cui trovare l'uscita significherà trovare una nuova consapevolezza.

La drammaturgia inedita è arricchita da parole, sogni, incursioni sonore, proiezioni di luce, immagini suggestive e musica dal vivo. Un'enorme illusione capace di immergere il pubblico in un autentico percorso sensoriale nel miracoloso mondo dell'invisibile. Invisibile è un viaggio onirico. È un sogno senza luce. È teatro che sfida ogni sguardo.

Per info e prenotazioni: chiamare +39 377 088 8569 o scrivere a salamoliere@libero.it

Contatti Murìcena Teatro: muricena.teatro@gmail.com