PARLIAMO DI...


12/05/22

TEATRO – “Cuòre, sostantivo maschile”: storia di donne libere, tra sofferenza e disincanto

 

Daniela Giovanetti e Alvia Reale.
Nel riquadro l'autrice Angela Di Maso

di Maria Ricca

NAPOLI - Buio. Poi la vita. Quella fatta di fasi drammatiche, a volte tragicomiche, dolorose anziché no, intense tutte, di sicuro. 

E’ la “Storia di Alvia e Daniela”, quella che si racconta in queste sere al Ridotto del Mercadante, in “Cuòre: sostantivo maschile” di Angela Di Maso, drammaturga e musicista. Un percorso incredibilmente coinvolgente per lo spettatore, lo snodarsi delle vite delle due interpreti, che raccontano in maniera struggente i propri rispettivi passi attraverso l’esistenza. Da Alvia Reale, che inizia brandendo metaforicamente una motosega, con la quale vorrebbe aver ragione di chi le ha fatto del male, di un mondo dello spettacolo superficiale, che premia noiosamente anche chi non merita e dove la gioia della maternità diventa una iattura, per chi crede di non poter fare più affidamento su di te, attrice brillante, perché “aspetti”. Ma del resto, al giorno d’oggi, “un paio di scarpe costa più di un attore”. 

E’ la volta di Daniela Giovanetti, che dà parola alla sofferenza attraverso una fisicità estrema, salendo e scendendo metaforicamente dalle montagne russe dell'esistenza, scivolando lentamente  dal successo alla sofferenza e poi riprovando di nuovo il successo, sia pure in tono minore. 

E tornano i ricordi. Protagonista, stavolta, la madre di Alvia, dolorosamente abbandonata a se stessa, con la responsabilità di una figlia, che, però, le resta accanto fino all’ultimo, secondo una triste ritualità, rappresentata da un trionfo di centrini di filo, a ricordare la laboriosità antica e i sacrifici, per nulla ripagati dall’attenzione altrui, nemmeno al solitario funerale. 

Il doloroso destino di un padre tanto amato e tanto infelice è al centro della storia successiva  di Daniela, che Alvia accompagna con un fragoroso rompere di piatti e con l’illusione degli specchi, che riflettono una realtà deformata e dunque un “Pensiero stupendo” , aperto ad ogni interpretazione. 

E poi il sesso, di cui le protagoniste sembrano  riempire la propria solitudine Ma essere troppo sottomessi, troppo fedeli non conviene. Lo sa bene il cane in cui Alvia si trasforma, in attesa perenne di una padrona che non tornerà mai a riprenderselo, mentre più saggio e più indipendente è il gatto interpretato da Daniela, che basta a se stesso ed è orgogliosamente autonomo.

E’ tempo, infine, di uscire dagli inganni. Da quello principale, soprattutto, che è il teatro stesso, dove, come si suol dire,  “tutto è finto, ma niente è falso”. Purché non sia virtuale, però, come in tempo di Covid, in cui ci si è ostinati, addirittura, a rappresentare, recitando on line,  perfino i classici dalla propria cucina, “sporchi di ragù”. 

E’ tempo di ripartire? Ci saranno i ristori? Si uscirà dal tunnel? Chissà…”Parole, parole, parole…”, per le protagoniste e l'autrice, premiate da molti e meritati applausi,  che hanno davvero regalato al pubblico una parte di sé, lanciandosi  “senza rete", fra sofferenza e disincanto. 

10/05/22

LIBRI - Bruno Menna racconta come parlano i beneventani, "Signore, mai peggio" da Barbarossa

 


BENEVENTO- gli incontri del venerdì organizzati da Culture e Letture aps, alla libreria Barbarossa, il prossimo 13 maggio alle 18:30, l’appuntamento è con Bruno Menna che ci parlerà di ​ “Signore, mai peggio” (Aesse Grafica),viaggio a più mani nella lingua, negli usi e nella filosofia di vita dei beneventani.

Una quarta edizione edita a distanza di dieci anni dalla precedente e che come afferma lo stesso Menna nell’introduzione “non è un manuale, né un abbecedario. E neanche un contest, in cui vince chi conosce più termini, più espressioni vernacolari e più modi di dire. È, piuttosto, un omaggio alla nostra e a tutte le lingue di minoranza, menomate ma sopravvissute alla dialettofobia della scuola e della famiglia”.
Con Bruno Menna, saranno presenti all’incontro Elide Apice, vicepresidente di Culture e Letture e i Lettori Itineranti.

09/05/22

TEATRO - L'Associazione "Il Colibrì" porta in scena "Sconosciuti", tra vizi privati e pubbliche virtù

 


Al "FaziOpen Theater", diretto da Antonio Iavazzo

di Maria Ricca

CAPUA - Mariti e mogli. Compagni di una vita, allietata e responsabilizzata dalla nascita di figli,  o appena uniti in matrimonio, dopo mille incertezze, confluite poi nella decisione di legarsi “per sempre”, vivendo poi felici e contenti…Che la famiglia del Mulino Bianco sia solo una fantasia tra le più ingannevoli (e perciò perfide!)  della storia recente non è più un mistero per nessuno, ma che si possa vivere e coltivare vizi e virtù all’insaputa della propria metà, continuando in superficie a vivere come se nulla fosse, sembra irragionevole a più. E di fatto lo è. Ma basta una scatoletta nera, alias smartphone, a rivelare,  nemmeno tanto freudianamente, la nostra vera natura, attraverso messaggi, messaggini e telefonate che ci tormentano e deliziano ad ogni ora del giorno e della notte.


E così, con molto coraggio e consapevolezza, l’ Associazione “Il Colibrì” di Sant’Arpino, ha riletto trama e temi del del film che nel 2016 sbancò il botteghino, quel “Perfetti sconosciuti”, a firma di Paolo Virzì, illuminante per  le menti sui rischi del lasciare alla mercè degli altri il proprio cellulare, come dire la propria “coscienza”, con tutte le conseguenze del caso. Titolo dell’allestimento “SCONOSCIUTI” - Io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato”, sulla scia dei versi della canzone di Lucio Dalla, proposto nell’ambito della rassegna “FaziOpenTheater”, al Palazzo Fazio di Capua, diretta dall’autore e regista Antonio Iavazzo e promossa dalla stessa Associazione.

La storia ruota attorno alle vicende che si susseguono durante una cena tra amici apparentemente tranquilla, che si anima quando si decide di ascoltare e leggere ogni messaggio o telefonata che arrivi durante il pasto, per sconfessare l’assunto che ogni coppia “scoppierebbe” se conoscesse i contenuti del cellulare dell’altro. E, invece,  “scoppiano” tutti.

In scena Luigi De Sanctis, che ha firmato anche l’adattamento e la regia dell’opera, Angela Setaro, Alessia Tescione, Chiara Russo, Vincenzo Di Marco, Antonio Geniale, Mario Di Fraia. Partecipazione amichevole di  Pino L'Abbate,  Pierpaolo Esposito,  Rosalba Ciliento,  Fabiana Vinciguerra,  Giuseppe Greco,  Gianni Arciprete, Giulietta Setaro,  Bartolomeo Setaro. 

Una regia accorta e molto consapevole delle dinamiche spaziali e delle giuste interazioni fra i personaggi ha offerto una gustosa reinterpretazione del successo cinematografico, senza cedere a cali di ritmo e andando più a fondo, grazie alle caratteristiche proprie del mezzo teatrale, nell’animo dei personaggi rappresentati. Studiati, peraltro, dagli attori in scena, fin nei minimi dettagli, per rendere di volta in volta il dramma della gelosia, che sottende a tutte le relazioni e la complicità tra sessi, che non è immune,  però, ai pregiudizi, quando si paventa la possibilità che uno dei protagonisti sia gay, alla faccia di tutte la liberalità dimostrata a parole. Un’abilità nel calarsi nelle diverse personalità, che ha sfiorato l’identificarsi davvero in esse (volutamente si sono conservati i nomi degli attori per i personaggi, e campani, come i protagonisti, sono tutti i luoghi citati), offrendo verità alla rappresentazione, nei gesti, nelle risate, nelle espressioni del volto, nella modulazione della vocalità e degli scambi intensi di battute.  Tecniche per tenere col fiato sospeso gli spettatori fino all’ultimo, senza favorire cali di interesse o noia, fino a quando si comprende che è stato tutto un immaginare ed un immaginarsi in determinate situazioni, e che di vero, probabilmente, non c’è mai stato niente.  

Uno spettacolo che ha richiesto un anno intenso di incontri per l’allestimento, e che è costato non pochi sacrifici, pronto a spiccare il volo per altri palcoscenici, forte degli applausi e del consenso ricevuti, culminati nel confronto positivo tra attori e spettatori, seguito alla performance, in un faccia a faccia, emozionante per  gli stessi interpreti e per il pubblico.  Segno distintivo di una rassegna, giunta ormai all’undicesima edizione, che ha resistito in periodo di Covid e di conseguenti difficoltà organizzative, per l’entusiasmo dei promotori e per la voglia di continuare a trasmettere emozioni e cultura, attraverso il mezzo più immediato di confronto con la platea, che è e resta il teatro.

06/05/22

TEATRO - Angela Di Maso racconta le storie di Alvia e Daniela in "Cuòre: sostantivo maschile"


NAPOLI - (m.r.) La  Rassegna "Innesti" al Ridotto del Mercadante presenta dal'11 al 15 maggio, l'opera di Angela Di Maso "Cuòre: sostantivo maschile". Alvia Reale e Daniela Giovanetti portano in scena un testo appassionante, nato durante la pandemia. "Dopo questo anno drammatico - dice la Reale - il pensiero di tornare a lavorare nello stesso modo, con un regista che sceglie per te il testo, con un teatro che sceglie per te i compagni di lavoro e le modalità, ci è parso non sopportabile. Ci siamo prese quindi la responsabilità di fare una scelta in autonomia.  Abbiamo azzardato: Perché non parlare di noi? “Non c’è agonia più grande che tenere una storia non raccontata dentro di sé” - E così Alvia e Daniela hanno chiesto ad Angela Di Maso, drammaturga, regista teatrale e musicista di grande sensibilità e spessore di scrivere la loro storia, rendendo materia poetica e teatrale i loro racconti  e di trattare anche le "zone d'ombra", quelle storie di "odio, di dolore, di inimicizie e di delusioni". Un sintesi autobiografica narrata con pochi elementi sulla scena con umiltà, forza e nostalgia.  “In fondo, come scrive Karen Blixen «Tutti i dolori possono essere sopportati se vengono messi in un racconto, o se si narra, su di essi, un racconto». Lo spazio scenico, le luci, le immagini sono di Francesco Calcagnini, i costumi di Sandra Cardini, l'assistente alla regia è Ilaria Iuozzo. La produzione è del gruppo della Creta. 

IL FESTIVAL - BN Città Spettacolo 2022, all'insegna delle "Realtà Rappresentate"

 


Il direttore Renato Giordano comunica che "Realtà Rappresentate" sarà il tema della 43^ edizione del Festival “Benevento Città Spettacolo”, che si terrà dal 25 al 31 agosto 2022. "Realtà Rappresentate", soggettive percezioni delle Realtà declinate in ogni forma d’Arte. La rappresentazione di un punto di vista che alimenta il grande dilemma esistenziale: vero o falso. Realtà o rappresentazione. Dove finisce la vita, quando entra in scena la Realtà? 

“Così è (se vi pare)”.

“io sono colei che mi si crede”.

L’Arte, lente d’ingrandimento dell’universale.

Il Manifesto della nuova edizione di Città Spettacolo è realizzato da Paola Serino:

Piccole forme colorate che si completano a vicenda fino a creare un unico mosaico. Rappresentazione di una realtà - quella che vede il festival compiere 43 anni - costruita anno dopo anno, tassello dopo tassello, in cui l'individuo diventa collettività.

Il Cartellone di eventi della 43^ edizione del Festival sarà reso noto prossimamente.


29/04/22

TEATRO - Al "“FaziOpenTheater”, l'Associazione "Il Colibrì" presenta "Sconosciuti", il 6-7 e 8 maggio


CAPUA 
- Nuovo appuntamento con la rassegna 
“FaziOpenTheater”, al Palazzo Fazio di Capua.  L' Associazione “IL COLIBRI’ ” di Sant’Arpino (CE), venerdì 6, sabato 7 e domenica 8 maggio, presenta “SCONOSCIUTI” - Io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato, regia di Luigi De Sanctis, decimo spettacolo (Sez. Teatro) in programma a Capua per la rassegna "FaziOpenTheater". Si tratta di una produzione “interna”, realizzata dalla stessa Associazione che promuove la rassegna . E' al suo debutto assoluto ed è un libero e inedito adattamento teatrale dell’omonimo film che ha suscitato tanti consensi. Quindi un’operazione davvero speciale e intrigante. Adattamento e Regia sono di Luigi DE SANCTIS. Interpreti Angela SETARO - Alessia TESCIONE - Chiara RUSSO - Luigi DE SANCTIS  Vincenzo DI MARCO - Antonio GENIALE - Mario DI FRAIA. Partecipazione amichevole di  Pino L'Abbate - Pierpaolo Esposito - Rosalba Ciliento - Fabiana Vinciguerra Giuseppe Greco - Gianni Arciprete - Giulietta Setaro - Bartolomeo Setaro. Lo spettacolo è liberamente ispirato al famoso e fortunato film dal titolo omonimo.

PREMIO STREGA - Sarà Stefano Coletta, direttore di Rai Uno, a presentare l'appuntamento con i finalisti l'8 giugno



BENEVENTO- giugno sarà Stefano Coletta, direttore dell'intrattenimento "Prime Time Rai" a condurre l'appuntamento con la presentazione dei Dodici Candidati e la  Proclamazione dei Finalisti alla LXXVI edizione del Premio Strega a Benevento. Lo ha annunciato il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, l’assessore alla cultura, Antonella Tartaglia Polcini, ed il coordinatore artistico e regista dell'evento, Renato Giordano. La manifestazione si terrà l’8 Giugno 2022 presso il Teatro Romano con ingresso su invito, le cui modalità di ritiro saranno comunicate prossimamente. Nel corso della serata saranno presentati i 12 titoli candidati al Premio Strega 2022, promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e Liquore Strega, in collaborazione con Camera di Commercio di Roma e BPER Banca, e saranno annunciati i finalisti che concorreranno al Premio il cui vincitore sarà eletto giovedì 7 luglio al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.  La dozzina sarà letta e votata da una giuria composta da 660 aventi diritto. Ai voti degli Amici della domenica si aggiungono quelli espressi da studiosi, traduttori e appassionati della nostra lingua e letteratura selezionati dagli Istituti italiani di cultura all’estero, lettori forti scelti da librerie indipendenti distribuite in tutta Italia, voti collettivi espressi da scuole, università e gruppi di lettura, tra i quali i circoli istituiti dalle Biblioteche di Roma.

LA MANIFESTAZIONE- "Maggio dei libri 2022", "Letture a Palazzo" Paolo V


BENEVENTO - Anche il Comune di Benevento ha aderito alla manifestazione
 “Maggio dei libri 2022”, con la rassegna letteraria “Letture a Palazzo”, giunta quest’anno alla III° edizione. La rassegna si svolgerà presso la sede di Palazzo Paolo V, organizzata dalla Biblioteca Comunale, in collaborazione con le seguenti associazioni aderenti al Patto per la lettura (associazioni che hanno risposto all’invito inviato via Pec a tutte le aderenti): Centro Studi Carmen Castiello, A.p.s. Tanto per… gioco, Edizioni Primavera, Fa.b.a. (Associazione famiglie bambini autistici) e Comitato insieme per…

Ecco il programma: 

 - 5 maggio alle ore 15 presso la Sala Antico Teatro,Lettura e presentazione del libro «TABUK» di Daniela Facchiano.A cura del «Comitato insieme per…»;  

- 10 maggio alle ore 15  presso la Biblioteca Comunale. Lettura di letteratura teatrale rivolta a bambini. A cura di Edizioni Primavera

-12 maggio alle ore 15 presso la Biblioteca Comunale. Laboratorio di lettura in simboli CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) e percorsi sensoriali. A cura della dell’associazione FA.B.A.

17 maggio alle ore 15 Sala Antico TeatroLettura poesie «Sensazioni emozioni ricordi» di Giuseppe De Gennaro. A cura del “Comitato insieme per…”

19 maggio alle ore 16 presso la Sala Antico Teatro. O’ cunto e Manfredi: la battaglia di Benevento A cura di « A.p.s. Tanto per gioco…»

31 maggio alle ore 15 presso la Sala Antico Teatro. Dal libro alla danza. A cura del “Centro studi Carmen Castiello”


27/04/22

MUSICA - Moni Ovadia e i Rom Arab Beat sabato 30 a S.Agostino

 


BENEVENTO - Manca ormai pochissimo all’eccezionale appuntamento con Moni Ovadia, protagonista con l’ensemble Rom Arab Beat, del concerto, "Il Magreb incontra i Balcani", evento atteso dal pubblico dell’Auditorium Sant’Agostino di Benevento, per sabato 30 aprile alle ore 20, all’interno della Stagione Concertistica 2022, proposta da Accademia di Santa Sofia in sinergia con l’Università degli Studi del Sannio, sotto la direzione artistica di Filippo Zigante e Marcella Parziale e la consulenza scientifica di Massimo Squillante, Marcello Rotili e Aglaia McClintock. 

Al concerto è abbinata l’iniziativa filantropica “La scuola della pace”, progetto della Comunità di Sant'Egidio Benevento, volto a fornire aiuti concreti ai bambini del quartiere cittadino di Santa Maria degli Angeli, per l’integrazione e l’inserimento scolastico. Il ricavato dei biglietti, acquistabili a un prezzo simbolico di 10 euro, sarà interamente devoluto alla causa benefica. Per l’acquisto del biglietto ci si può rivolgere dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00, alla biglietteria All Net Service, Lungocalore Manfredi di Svevia n°25, Benevento, tel. 0824 42711. 

Il preludio di presentazione al concerto dal titolo Arte della scienza: omaggio a Moni Ovadia, sarà curato dall’ economista Emiliano Brancaccio. 

L'APPUNTAMENTO - "Sapori DiVini" al "Sapori Ristorante" del Triggio, dal 3 maggio per gustare vini e piatti sanniti della tradizione


BENEVENTO
- Si chiama"Sapori DiVini" ed è il titolo della rassegna del gusto che prenderà il via il 3 maggio prossimo al "Sapori Ristorante" di Fabiola e Matteo Pastore, chef, con un appuntamento in collaborazione con Cantina Ocone Euvitis. Verrà proposto un menù dedicato,  in abbinamento ai vini del percorso degustativo. 

Cittadini e turisti, dunque, che vogliano godersi l' opportunità di gustare deliziosi piatti della tradizione sannita, rivisitata ai giorni nostri,  possono dunque fermarsi al "𝐒𝐚𝐩𝐨𝐫𝐢 𝐑𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞", che nasce nel quartiere più antico di Benevento, il Triggio. I titolari fondano il loro ristorante su dei principi cardine 👉 accoglienza, qualità, territorio, creatività. Alla base della cucina ci sono i prodotti 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢, il Sannio ne offre tante​ tipologie, in termini enogastronomici 🍷🧀. Locale piccolo, 30 posti a sedere, dove il cliente deve essere a proprio agio e godersi la serata, un piacere per gli occhi e per il palato.

"Sapori Ristorante" nasce dalla voglia di far riscoprire i sapori di un tempo, quelli tramandati dalle madri e dalle nonne che con la loro genuinità e semplicità mettevano a tavola piatti sani e gustosi 🍽


Prossimi appuntamenti con  "Sapori DiVini" giovedì 19 maggio, in collaborazione con Fontanavecchia, martedì 31 maggio, in collaborazione con Nifo Sarrapochiello, martedì 14 giugno in collaborazione con Cantina Ca' stelle. Start ore 20,30. 

LIBRI - "Signore, mai peggio. Come parlano i Beneventani", giovedì 28 aprile alla Rocca


BENEVENTO  - il patrocinio morale della Provincia di Benevento, Auser Uselte odv BN  presenta "Signore, mai peggio, Come parlano i Beneventani", di Bruno Menna, il prossimo giovedì 28 aprile 2022 ore 17, Sala Consiliare della Rocca dei Rettori. Introduce Adriana Pedicini, presidente Auser Uselte. Interviene Bruno Menna, giornalista. Letture di Dodo Gagliarde, attore.

                                                          

                                           


TEATRO - Gli "amici ritrovati" Lino D'Angiò e Alan de Luca in "E che Teatro!" applauditi all'Augusteo


di Maria Ricca

Gli amici ritrovati. Due anni di pandemia e 40 di carriera, Alan De Luca e Lino d'Angiò hanno affrontato ieri, in prima, e saranno in scena fino a domenica 1 maggio, il pubblico dell'Augusteo. Offrendo alla platea, in cui spiccava l'attore e regista Alessandro Siani,  un puzzle coinvolgente di musica, canzoni, pezzi di cabaret antico e moderno e  cucendo insieme, in una sfilata di personaggi, interpretazioni che ben si sono fuse tra loro, per dare il senso della Napoli che fu e della Napoli che è, dove le antiche "macchiette" possono trovare oggi una felice attualizzazione. 

"E che Teatro" è cominciato così "in marcia", dopo un'introduzione dedicata al bentrovato dopo la pandemia, alla necessità di liberarsi della mascherina, purché le autorità preposte lo concedano, naturalmente, una su tutte lo "sceriffo", massimo esponente della regione, magistralmente interpretato da Lino d'Angiò, al termine di una carrellata dei suoi più famosi cavalli di battaglia, le imitazioni dei sindaci Bassolino, Iervolino, de Magistris, Manfredi. 


Un "social club" che non può prescindere da una cantante blues,  accompagnata da una significativa band, che introduce lo spettacolo, cuce insieme i pezzi, accompagna le esibizioni. È Helen Tesfazghi, con gli Afroblue: Roberto D’Aquino (Basso); Maurizio Fiordiliso (Chitarra); Paolo Sessa (Tastiere); Paolo Forlini (Batteria)

Sfilano via via sul palco la presentatrice prima donna, Claudia Federica Petrella, che vorrebbe dare un tono al dialetto napoletano, e parla dunque in vernacolo ..."vomerese",  suscitando l'ilarità degli altri, diventa poi una buffa Marylin e infine si veste da ..."abat jour". E poi il  maturo Giorgio Gallo Coccobello, che odia gli anziani e le malattie, il giovane Ciro Salatino,  che rilegge in chiave moderna la famosissima "E allora..." ed è un brillante rapper, la cantante parte-nopea e parte-brasiliana, Morena Chiara, in visita a Napoli,  la nuova maschera dell'artista di strada, Piermacchiè, che suona il "manviolino", fino alla seducente "sciantosa", Elena Vittoria, investita della missione di rianimare il pubblico con la "mossa" e le mosse tipiche del cafè chantant alla napoletana.  Su tutti l'applauditissimo sedicente Magnifico Rettore di un' improbabile Università Campana, Amedeo Colella,  che trae spunto dalle macchiette per sottolineare le corrispondenze del dialetto napoletano con altrettanti spunti linguistici greci, latini e persino turchi. Infine Alan De Luca, travolgente nella sua "tammurriata" del Cinquecento, interpretata alla maniera di  Peppe Barra, storia di un furto moderno di autoradio, in cui riesce ad infilare una serie esilarante di sfottò e doppi sensi, con la spalla forte del collega d'Angiò 

Si chiude tutti insieme quando platea e palcoscenico si uniscono in coro e in applausi a tempo nel liberatorio "I wanna dance with somebody", che coinvolge pubblico e attori in atmosfera da discoteca, evocando un futuro migliore per tutti, finalmente "Liberi"da restrizioni. 



26/04/22

LA PRESENTAZIONE - Al via il 10 giugno il Campania Teatro Festival di Ruggero Cappuccio: la cultura come "ecologia" e "attrattore pulito"


"Ferito a morte" di La Capria, spettacolo-evento

Presentata questa mattina, presso la Sala Giunta della Regione, la quindicesima edizione del Campania Teatro Festival, diretta anche per questo 2022 da Ruggero Cappuccio, scrittore, regista, autore teatrale, interprete. 145 eventi, 52 debutti assoluti e 11 debutti nazionali in cartellone.  Fra le presenze più rilevanti, quella di Charlotte Rampling e Danieul Auteil, Alessandro Baricco, Paolo Hendel, Elio Germano, Serena Senigaglia, Lello Arena, Remo Girone, Vinicio Marchioni. Programma completo su www.campaniateatrofestival.it. 

A Ruggero Cappuccio, naturalmente,  il compito di presentare nei dettagli l’iniziativa complessa, ambiziosa e di straordinario livello culturale che partirà il 10 gugno con lo spettacolo di Lina Sastri  nel cortile della Reggia di Capodimonte e terminerà il 12 luglio:  “Sarebbe stato davvero facile arretrare in questi anni di pandemia – ha sottolineato il direttore Cappuccio – ma abbiamo resistito, laddove altri Festival in questi anni hanno dovuto segnare il passo, come Edimburgo e Avignone, e  in Italia poco o niente c’è del genere. Questo per il Sud è qualcosa che va al di là del concetto record. E’ importante – ha ribadito – continuare a realizzare questo Festival perché dà lavoro a 1800 persone, perché i Festival nello Stivale sono tutti in crisi e solo qui le compagnie di teatro in Italia hanno la possibilità di andare in scena, di debuttare. E’ importante perché la cultura è “attrattore pulito” con 10 mila presenze turistiche qualificate ed educate, che lo frequentano, è un Festival che metterà l’ ecologia al centro, in tutti i sensi, a partire dalla carta su cui sono stampati i biglietti (popolarissimi i prezzi di ingresso), ai mezzi di locomozione elettrica. Si chiamerà,  infatti, "Fifteen is green". Partner saranno Rai 5 e Radio tre, e il Festival si estenderà a   Pompei, Salerno, Caserta, Pietrelcina, e in altri luoghi della città di Napoli, da Ponticelli alla Sanità”. Il Campania Teatro Festival è apprezzato in Italia, ma anche all’estero, con presenza di Tv e giornalisti stranieri e conterà quest’anno l’ 85% delle  messinscene fondato su autori contemporanei, diventando  luogo di esercizio per nuovi drammaturghi. “Un Festival che vuole essere con il teatro – ha concluso Cappuccio - l’ultimo “inferno” di cui disponiamo, l’unico strumento, l’ultima guida verso la libertà di pensiero. Ma bisogna avere la capacità di lasciarsi trasportare e di abbandonarsi con coraggio al “naufragio della ragione”, nel segno delle dinamiche dell’arte e del  teatro, per risalire la china.”

L’amministratore unico della Fondazione Campania dei Festival Alessandro Barbano ha in apertura ricordato come la rassegna abbia difeso il suo diritto-dovere di parlare durante la stagione cupa della pandemia per volontà politica della Regione, ribadendo che il “valore della cultura è terapeutico, risveglia le coscienze e la comunità operante. La funzione del Teatro è proclamare la verità nel rapporto tra parola e memoria e la cultura consente di affrontare ciò che accade, con maggiore consapevolezza. La Fondazione lavora con una “chimica virtuosa”, fatta di operatori generosi che tengono il fuoco dell’arte sempre acceso”.

Il Direttore del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger, nel cui Bosco si terranno gli eventi principali del Festival, ha a sua volta ricordato come all’inizio la collaborazione con la rassegna fosse un sogno, poi sia diventata una sfida e quest’anno sia ormai tradizione. Un matrimonio naturale per un evento che riempie di orgoglio culturale.

Roberto Andò, regista, autore e direttore del Mercadante,  ha sottolineato la straordinaria collaborazione con Cappuccio, con il quale di volta in volta  si è trovato l’accordo per tenere alta l’asticella e le ambizioni del Festival con progetti internazionali . Da ricordare quello che vedrà la luce in settembre con la presentazione in versione teatrale di “Ferito a morte”, il romanzo di Raffaele La Capria, che in autunno compirà cento anni, in uno  sguardo europeo che parte da Napoli,  perché nel suo intreccio di voci rappresenta la città  come metafora del mondo, dissipando lo spettro della grande “occasione mancata”.

Infine il presidente della Regione Vincenzo De Luca, che ha ribadito la determinazione politica della Regione Campania, perché ha voluto, in questi anni, conservare l’attenzione alle politiche sociali e al capitolo della cultura, finanziando un Festival che è “motivo di orgoglio e distinzione per il suo programmma vasto e per la sua multidisciplinarietà e diffusione territoriale, un po’ la griglia che raccorda tutto quello che si muove nel campo della cultura della nostra regione.”

TEATRO - "Obiettivo T" della Solot chiude con Enrico Bonavera il 29 aprile


BENEVENTO- Venerdì 29 aprile, alle ore 20.30, al Mulino Pacifico, Enrico Bonavera chiuderà “Obiettivo T”, la storica stagione teatrale della Solot, con lo spettacolo “Il vino e suo figlio”, liberamente tratto da un testo scritto nel 1982 da Mario Brelich, ‘Il Navigatore del Diluvio’.

Enrico Bonavera è oggi l’Arlecchino del ‘Servitore di due padroni’ del Piccolo Teatro di Milano, spettacolo con cui, negli ultimi vent’anni, ha girato praticamente tutto il mondo. Oltre al virtuosismo nella recitazione con le Maschere della Commedia dell’Arte, Bonavera ha studiato le tecniche di narrazione popolare, sviluppando doti di affabulatore che ha saputo sapientemente coniugare con quelle di mimo ed attore gestuale.

In “Il vino e suo figlio” protagonista assoluto è – come da titolo – il vino, il suo valore ‘mitico e sacro’, la sua paradossale congiunzione tra ‘basso corporeo’ e filosofia del palato e della vita.

Quando un giovane diventa uomo? Nella nostra società sono ormai assenti i riti di trasformazione dall’adolescenza all’età adulta, quelli che venivano chiamati ‘riti di iniziazione’; ma il primo bicchiere di vino è ancora oggi testimonianza di una prova di passaggio: il fanciullo passa progressivamente dal latte materno, all’acqua, alla bevanda dei ‘grandi’.

Il monologo, liberamente tratto da un testo scritto nel 1982 da Mario Brelich – ‘Il Navigatore del Diluvio’ – ripercorre, attraverso il racconto di Sem, figlio primogenito, le tappe misteriose della scoperta del vino da parte di Noè e, tramite quello, del suo rapporto strettamente personale con Dio, un Javhè molto complice e ‘umano’. Attraverso lo sguardo del figlio, seguiamo la progressiva e comica evoluzione del vecchio Patriarca dall’entusiasmo del primo sorso, a una gioiosa ebbrezza, per infine trovarlo trasformato dalle numerose libagioni in una esaltata e danzante preghiera di ringraziamento verso l’Altissimo, per lo scampato pericolo del Diluvio. Figlio di un ‘vecchio alpino’, anche Bonavera stesso trova lo spazio, in una specie di ‘intervallo comico’, per raccontare la propria personale e prima ‘rivelazione alcoolica’.

Il costo del biglietto per la visione dello spettacolo è di € 10. La biglietteria sarà attiva a partire dalle ore 18.00 del giorno dell’evento presso il botteghino del Mulino Pacifico. È vivamente consigliato prenotare la propria poltrona ai numeri 0824/47037 - 3381457688.

Ricordiamo, inoltre, che l’ingresso in struttura sarà consentito esclusivamente agli spettatori muniti di green pass rafforzato e mascherina ffp2.


25/04/22

MUSICA - Nino d'Angelo infiamma Bari e sabato 30 sarà al Gesualdo di Avellino

 


di Emilio Spiniello

BARI - “Il  Poeta che non sa parlare”, il tour di Nino D'Angelo (prodotto dalla Di.Elle.O. e distribuito dalla Stefano Francioni Produzioni) ha fatto tappa sabato scorso, 23 aprile, al teatro Team di Bari. Un’accoglienza calorosissima  del pubblico pugliese, con diverse incursioni sul palco da parte di fans desiderosi di un selfie. Una storia lunga 40anni, da San Pietro a Patierno ai grandi palcoscenici, lì dove è avvenuta la metamorfosi musicale ed esistenziale. Per diverse volte ha espresso il suo amore e il suo affetto nei confronti del “popolo delle mie canzoni”, regalando baci proponendo le hit più note.Toccante il momento della struggente dedica all’ex capitano del Napoli, Maradona e la canzone dedicata all’odio verso le guerre, perché “la guerra fa schifo”, con riferimento al conflitto in Ucraina. Tanti aneddoti e curiosità sulle origini di alcuni brani di successo hanno suscitato interesse nel mentre D’Angelo ripercorreva tutta la sua carriera musicale.”Nu jeans e ‘na maglietta”, “Chiara”, ”Pop corn e patatine’, ”Maledetto treno” e quelli della successiva svolta musicale ”Senza giacca e cravatta”, “'A storia 'e nisciuno”,  ”Jesce sole”, ”O pate”, tra i pezzi più acclamati. Un viaggio di ricordi in presenza di una platea scatenata che ha “abbracciato” e sostenuto il cantante partenopeo durante il concerto. D’Angelo è anche sceso dal palco per salutare gli amici diversamente abili, firmare autografi e scattare foto. Spazio anche al suo ultimo  album ‘Il Poeta che non sa parlare’, uscito lo scorso ottobre, come ”Voglio parlà sulo d’ammore”, ”Cattivo penziero” e ”Sultanto si perdesse a te”. Un lavoro che comprende un libro, un album-raccolta con qualche inedito e uno spettacolo di teatro canzone.La semplicità e l’umiltà sono la ricetta vincente di D’Angelo che dal 1976 ad oggi ha saputo conquistarsi il pubblico, che rimane legato al mitico caschetto biondo e alle sue evoluzioni artistiche e musicali. Il tour sta toccando tutta Italia e lo vedrà tornare nella sua Campania, ad Avellino, sabato 30 aprile, presso il teatro Gesualdo.

23/04/22

TEATRO E NON SOLO - "Dallo spazio scenico al luogo teatrale", dal 26 aprile all'Accademia


NAPOLI - Prenderà il via martedì 26 aprile 2022 alle ore 11.00 "Dallo spazio scenico al luogo teatrale", progetto speciale promosso dall'Accademia di Belle Arti di Napoli, sotto la Presidenza della Dott.ssa Rosita Marchese e la Direzione del Prof. Renato Lori, coordinato dalla Scuola di Scenografia, sotto la guida del Prof. Antonio di Ronza, ideato e realizzato dal Maestro Aurelio Gatti, coreografo, regista e coordinatore della Rete Nazionale dei Teatri di Pietra.

Nove giorni, oltre cinquanta ore di approfondimenti, testimonianze di "teatro fuori dal teatro" attraverso l'esperienza di studiosi, sovrintendenti, artisti e responsabili di aree monumentali, laboratori e performance, fino a venerdì 6 maggio, durante i quali l’Accademia delle Belle Arti di Napoli si conferma luogo speciale, generatore di visioni inedite dove esprimere la verità poetica, sede di una nuova relazione fra interprete, scena e pubblico.

L’obiettivo del progetto, attraverso un percorso formativo, performativo ed esperienziale, è l’approfondimento della figura e il ruolo dello scenografo nell’attuale mutamento dell’idea di spazio scenico e di luogo teatrale. 

Il teatro fuori dall’edificio teatrale, la diffusione di attività performative dello spettacolo incentrate sul site-specific, le contaminazioni tra arti e codici espressivi diversi, rappresentano la sollecitazione principale dell’intero progetto.

La scienza e la tecnologia, dal cinema al digitale, hanno trasformato in modo decisivo i rapporti con lo spazio e il tempo, elementi fondanti del teatro e l’azione drammatica. 

Il mutamento innescato da questa trasformazione incide sulle caratteristiche delle arti, e la loro interconnessione porta alla nascita di nuova “arte dello spazio”, che, per il teatro, è la scenografia.

Il luogo teatrale è, e rimane, sempre un luogo concreto, e, come tale, governato dalle leggi della fisica. 

Lo spazio scenico diventa, esso stesso, il linguaggio della drammaturgia, sede di una nuova relazione fra attore, scena e pubblico: uno spazio speciale, un luogo generatore di relazioni inedite, dove si esprime la verità poetica. 

In questa prospettiva, il coinvolgimento di tutti gli straordinari ambienti del complesso di San Giovanni Battista delle Monache, sede dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, rappresenteranno l’occasione per una visione altra del luogo del teatro, come incontro concreto e tangibile, tra spazio mentale, spazio pittorico e spazio scenografico.


TEATRO - "Atti insensati", vanno in scena gli allievi "senior" della Solot


BENEVENTO - Martedì 26 aprile, alle ore 20.30, presso il Mulino Pacifico, andrà in scena “Atti insensati”, il saggio spettacolo di fine anno accademico degli allievi del corso “TeatroStudio over 26”, diretto da Michelangelo Fetto.

In scena quattro attrici e quattro attori per quattro piccoli atti unici che teatralmente rappresentano gli italiani colti nella esibizione dei propri vizi privati e pubbliche virtù. Un’altalena di piccoli drammi che alternano squarci di esilarante commedia messi in scena da Raffaele De Bellis, Miriam Frattolillo, Luigi Massimo Martone, Alessandra Ragni, Filomena Rizzo, Cosimo Servodio, Giuliana Tesauro, Giuseppe Pastore.

TeatroStudio, Scuola di recitazione della città di Benevento, fondata dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento nel 1992, sotto la direzione artistica di Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia, è da sempre attivo riferimento di formazione, produzione di spettacoli e collaborazioni artistiche. Tutti i corsi si basano sulle seguenti aree di pratica: il corpo, la voce, l’azione performativa, la messa in scena, che vengono sperimentate e potenziate in una dimensione sempre ludica, dinamica e accogliente. La scuola di recitazione si compone di più sezioni: TeatroStudio Ragazzi, laboratorio teatrale per bambini e ragazzi dagli 8 agli 11 anni e dai 12 ai 15 anni; TeatroStudio, corso triennale di teatro per giovani dai 16 ai 26 anni; TeatroStudio over 26, laboratorio teatrale per adulti dai 26 anni in su.

Il costo del biglietto per la visione dello spettacolo è di € 5. La biglietteria sarà attiva a partire dalle ore 18.00 del giorno dello spettacolo presso il botteghino del Mulino Pacifico, sito in via Appio Claudio, 17.  

Ricordiamo, inoltre, che l’ingresso in struttura sarà consentito esclusivamente ai possessori di green pass rafforzato.


22/04/22

RASSEGNE - "Sopra le righe", libri, film e cortometraggi al San Vittorino, dal 28 aprile al 30 giugno. Martedì 26 la presentazione


BENEVENTO
- Si chiamerà "Sopra le righe" e sarà in programma dal 28 aprile al 30 giugno, grazie all'Associazione culturale "Sabba de nuce". La rassegna prevede la presentazione di libri  film e cortometraggi che trattano tematiche di carattere sociale, attualità e musica. Interverranno noti personaggi del panorama artistico e letterario italiano che illustreranno i loro lavori nel corso di una discussione al termine della quale ci saranno gli interventi musicali che vedranno coinvolti docenti e studenti del Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento. La kermesse gode del patrocinio di diverse istituzioni pubbliche e di varie fondazioni e sarà presentata martedì prossimo, 26 aprile, alle 11, nell'atrio di Palazzo Paolo V dalla madrina della rassegna, Paola Mariana Cabrera, dal  il presidente del Conservatorio, Antonio Verga, dal  il direttore artistico Antonio Parciasepe, dall'attrice Marika Nappi, dalla regista Michela Ottobre.I diciotto eventi previsti nel cartellone, si terranno al Teatro San Vittorino, nella tenuta della Fondazione "Ciccio Romano", alla Libreria Masone e nell'atrio di Palazzo Paolo V.

21/04/22

L'EVENTO - Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale. Le iniziative dell'Unisannio per il 26 aprile

 

BENEVENTO - Per 
la Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale, in programma il 26 aprile, l'Università del Sannio ha organizzato un incontro a più voci, alle ore 11, nell’Aula Magna di Via delle Puglie, nel quale poter affrontare molteplici aspetti relativi alla valorizzazione della creatività dei giovani ed al ruolo della proprietà intellettuale, con la partecipazione di relatori con diverse competenze, tutte funzionali al raggiungimento dell’obiettivo della Giornata Mondiale del 2022, sintetizzato nel titolo: “IP and Youth: Innovating for a Better Future”. Hanno aderito, come relatori: Prof. Francesco Longobucco, Università degli Studi di Roma Tre; Dott. Vincenzo Durante, Responsabile Area Occupazione Incentivi e Innovazione di Invitalia; Prof.ssa Gilda Antonelli, Università degli Studi del Sannio; Prof. Pasquale Vito, Università degli Studi del Sannio; Prof. Serena Serravalle, Università degli Studi di Salerno. Modera: Prof.ssa Roberta Mongillo, Università degli Studi del Sannio. Organizzazione: cattedra di Diritto Privato, CdS Economia Aziendale ed Economia Bancaria e Finanziaria del DEMM (Roberta Mongillo) Comitato scientifico: Roberta Mongillo, Università degli Studi del Sannio; Serena Serravalle, Università degli Studi di Salerno; Maria Assunta Icolari, Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma; Francesco Longobucco, Università degli Studi Roma Tre. L’iniziativa è inserita nell’offerta formativa del Dottorato di ricerca Persona Mercato Istituzioni del DEMM.

"Giornata mondiale della Terra" il 22 aprile allo zoo di Napoli l

 


NAPOLI - La Giornata Mondiale della Terra, risale a più di 50 anni fa, quando nel 1969 John McConnell, attivista per la pace, propose all’assemblea UNESCO una ricorrenza per celebrare la Terra, l’ambiente e la salvaguardia del nostro pianeta. Ma a quei tempi McConnell non aveva minimamente idea di quanto fosse necessaria e importante, alla luce della sofferenza in cui verte da anni la terra, chiedendo un passo indietro per rigenerarsi. Ma tant’è che da allora il 22 aprile è conosciuto globalmente come “Earth Day”, la Giornata Mondiale della Terra. E per sostenerla come si deve, non si fa mai abbastanza, perchè l’attenzione dovrebbe essere a tutti i livelli, ovvero partire dall’alto, ma coinvolgere sempre più ogni singolo individuo, nessuno è esonerato, in un cambiamento di rotta  possibile. 

Tematiche importanti che lo Zoo di Napoli sostiene da sempre, come principi fondanti del Parco e condivisi il 22 aprile per questa importante giornata, in collaborazione con Leonardo Immobiliare, che sostiene l’iniziativa a conferma dell’impegno intrapreso a favore della resilienza e sostenibilità, nei suoi ambienti di lavoro e nel rapporto con il pubblico, come auspica l’agenda 2030 dell’ONU, una guida imprescindibile per fare presto e bene. Parliamo infatti di tematiche fondamentali come l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, la distruzione degli ecosistemi e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili, ma non mancano possibili soluzioni come il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali, la protezione delle specie minacciate, etc. 

E’ cosi che venerdi 22 aprile, lo Zoo di Napoli farà conoscere al proprio pubblico la Giornata Mondiale della Terra, e la sua importanza, con una immersione nei temi principali, grazie a percorsi dedicati, tra ambiente circostante e salvaguardia del pianeta. Un mix ben congeniato dei suoi tanti laboratori per portare a casa un messaggio, un seme di quanto si può fare, nella speranza che la pianta porti frutti nelle generazioni di domani. Da sempre infatti lo Zoo di Napoli tratta tematiche importanti, per far conoscere, le specie animali minacciate dall’estinzione, i segreti e le virtù delle piante, ma anche le buone pratiche da applicare nella vita di tutti i giorni, con la raccolta differenziata per riciclare ciò che è possibile e salvaguardare l’ambiente. I punti cardine dell’Agenda 2030, sono alla base dei laboratori didattici e dei tour guidati incentrati sullo sviluppo sostenibile e la conservazione della biodiversità per un pianeta ed una società più sana, come la Giornata Mondiale della Terra si auspica in tutto il mondo. Non a caso conosciuta globalmente come “Earth Day”, è uno degli eventi che unisce più persone in tutto il mondo, coinvolgendo ogni anno circa un miliardo di persone di 193 paesi diversi.