PARLIAMO DI...


19/09/26

S. GIORGIO DEL S., 20 settembre - Alla Terrazza Marzani “L’Angelo bianco – Anna Maria Ortese” di Adelia Battista


LIBRI
- Un incontro dedicato alla letteratura e alla memoria di una delle voci più originali del Novecento italiano animerà la serata di domenica 20 settembre 2026, alle 18.30, alla Terrazza Marzani di San Giorgio del Sannio.

Nell’ambito della rassegna “Incontri d’estate”, promossa dall’Associazione Campania Europa Mediterraneo, sarà presentato il romanzo “L’Angelo bianco – Anna Maria Ortese” della scrittrice e giornalista Adelia Battista, pubblicato da Dante & Descartes.

Al centro dell’appuntamento la figura di Anna Maria Ortese, scrittrice appartata e insieme profondamente partecipe delle inquietudini del proprio tempo, la cui opera continua a interrogare il lettore attraverso uno sguardo personalissimo sulla realtà, capace di attraversare il confine tra concretezza e immaginazione, dolore e meraviglia.

A dialogare con Adelia Battista sarà la scrittrice Floriana Coppola, mentre le letture saranno affidate a Giusy Nazzaro. Il saluto introduttivo sarà portato da Enzo Parziale, presidente dell’Associazione Campania Europa Mediterraneo.

La parola letteraria incontrerà inoltre la musica grazie all'intervento di Antonio Fusco, che interpreterà al violino Niccolò Paganini, con brani tratti dai 24 Capricci op. 1.

Un appuntamento che intreccia dunque letteratura, lettura e musica, restituendo alla presentazione del libro la dimensione di un piccolo evento culturale corale e offrendo al pubblico l’occasione per avvicinarsi, attraverso lo sguardo di Adelia Battista, alla complessa e affascinante personalità di Anna Maria Ortese.


S. GIORGIO A CR. - Gala d'apertura del "Cremano Film Festival 2026", attori e registi premiati. Nunzia Schiano, madrina. Per Mariano Rigillo, premio alla carriera


Gala di apertura a Villa Vannucchi per la quarta edizione della rassegna. 

di Maria Ricca

Cinema, memoria, nuove generazioni e uno sguardo rivolto alle trasformazioni tecnologiche. Sono le direttrici lungo le quali si muove la quarta edizione del "Cremano Film Festival", inaugurata venerdì 18 settembre con il Gala ospitato nella suggestiva cornice di Villa Vannucchi, a San Giorgio a Cremano, condotto da Enzo Agliardi e Roberta "Proxi" Riccio. L'organizzazione, guidata dal direttore artistico Massimo De Matteo, attore e regista, ha scelto di accogliere il parterre di ospiti, tutti provenienti a vario titolo dal mondo della settima arte, proprio nel luogo in cui Massimo Troisi decise di ambientare la prima scena del suo "Ricomincio da Tre". 

Nato da un'idea di Pietro De Martino, il Festival prosegue un percorso avviato durante l'amministrazione di Giorgio Zinno e oggi portato avanti dal sindaco Michele Carbone, nel segno della continuità ma anche della volontà di costruire nuovi orizzonti.

Proprio i giovani sono al centro dell'edizione 2026, invitati a non lasciarsi sopraffare dal continuo flusso di informazioni, ma a interrogarsi sui fatti, confrontarsi e cercare di guardare oltre. Un messaggio particolarmente significativo in un presente segnato da guerre, violenza e crudeltà, di fronte alle quali il rischio è quello dell'assuefazione e dell'immobilità.

Accanto all'empatia, parola chiave della manifestazione, entra inevitabilmente nel dibattito l'Intelligenza Artificiale, ormai presente anche nel settore audiovisivo. 

Non una contrapposizione semplicistica tra vecchio e nuovo, dunque, ma un terreno ancora tutto da esplorare, attraverso incontri, corsi, masterclass e dibattiti. Anche i concorsi dedicati ai cortometraggi, che fanno parte del programma di questo Festival, seguiranno tale doppia direzione, con un filone tradizionale e uno aperto alle opere realizzate attraverso l'impiego dell'IA.

Madrina della quarta edizione è Nunzia Schiano, che sul palco ha ripercorso alcuni momenti significativi della propria carriera. Alla domanda su quale forma d'arte occupi un posto speciale nel suo cuore, l'attrice non ha avuto dubbi: il teatro. Nel racconto sono riaffiorati anche incontri e collaborazioni, da Renato Carpentieri ad Alessandro D'Alatri nell'esperienza de "Il commissario Ricciardi".

Tra gli ospiti anche Marianna Fontana, interprete capace negli anni di emozionare il pubblico attraverso personaggi intensi e complessi.


Sul palco i rappresentanti delle istituzioni hanno ribadito il legame profondo tra San Giorgio a Cremano e la settima arte. «San Giorgio è città del cinema», ha ricordato il sindaco Michele Carbone, sottolineando come questa identità derivi tanto dagli artisti nati sul territorio quanto dalle numerose location cinematografiche presenti in città. Un'identità culturale «impegnativa», da custodire e sviluppare, fondata su cinema, teatro, arte e televisione.

Carbone ha inoltre ringraziato la Regione Campania per il sostegno alla manifestazione e richiamato l'imminente Premio Massimo Troisi, che nella nuova edizione, dal 24 al 26 settembre,  continuerà a riservare particolare attenzione ai giovani, nello spirito dell'uomo e dell'artista cui è dedicato.

Il vicesindaco Pietro De Martino ha ricordato invece il percorso iniziato con Giorgio Zinno per ottenere il riconoscimento di San Giorgio a Cremano come città del cinema e oggi proseguito con l'amministrazione Carbone, ringraziando quanti negli anni hanno contribuito al progetto, tra cui appunto Massimo De Matteo e poi Gianni Parisi e l'Osservatorio Cinematografico Vesuviano.

Tra i ricordi più suggestivi, quello del pozzo di Villa Vannucchi ricostruito per "Ricomincio da tre", che sarà nuovamente realizzato grazie alla collaborazione con la Soprintendenza. Un'immagine che riporta alla celebre scena iniziale del film e a una stagione cinematografica rimasta profondamente impressa nella memoria collettiva. Luogo iconico, ormai, e pieno di ricordi, come quelli riportati alla mente dai suoi compagni di scena, uno su tutti Patrizio Rispo, attore televisivo e popolarissimo, che sul palco ha espresso, con gli altri colleghi, il rimpianto per la perdita prematura di Troisi, "che negli anni sarebbe diventato un prezioso interprete, autore e drammaturgo" e ne ha ricordato la straordinaria capacità di anticipare i tempi: "il comico autentico - ha osservato - è proprio colui che riesce a vedere prima degli altri."


Il rapporto tra San Giorgio e il cinema passa inoltre attraverso i suoi luoghi. Villa Pignatelli di Montecalvo, utilizzata negli anni come location di diverse produzioni, è oggi al centro dell'iniziativa “Salviamo Villa Pignatelli”, finalizzata alla tutela di un patrimonio che appartiene alla storia culturale della città.

In questa prospettiva si inserisce anche il protocollo sottoscritto tra il Comune e la Film Commission Regione Campania, pensato per rendere San Giorgio una città sempre più film friendly: procedure e facilitazioni destinate a rendere più agevoli gli aspetti logistici, organizzativi e artistici delle produzioni che sceglieranno il territorio come set.

La serata inaugurale ha intrecciato cinema e musica. Il riferimento agli effetti speciali e alla saga di 007 ha introdotto l'esibizione di Federica Raimo, interprete di "Skyfall".


Spazio anche alla memoria delle eccellenze sangiorgesi, con il ricordo di Vincenzo Canzanella, costumista e scenografo che ha vestito grandi protagonisti dello spettacolo italiano. Dal 5 dicembre Villa Bruno ospiterà una mostra dedicata ai suoi costumi.

Le masterclass, curate da Alfonso Postiglione, rappresentano un altro dei punti qualificanti dell'edizione, rafforzando quella vocazione formativa che attraversa l'intero Festival.

Tra memoria e futuro, il Cremano Film Festival conferma così la propria identità: raccontare il cinema senza trasformarlo in qualcosa di immobile, mettendo in relazione tradizione e innovazione. Perché il confronto tra cinema realizzato con gli strumenti tradizionali e cinema che sperimenta l'Intelligenza Artificiale è già cominciato. E proprio la settima arte può diventare uno dei luoghi privilegiati nei quali comprenderne possibilità, limiti e implicazioni, senza perdere di vista ciò che resta insostituibilmente umano: l'empatia.

Tra le opere e gli appuntamenti annunciati figurano anche le proiezioni dei film  "Avemmaria", con Mario Di Leva,"Da cosa nasce cosa", con Gino Rivieccio,  "Strike" di , "Notte fonda" di Giuseppe Miale Di Mauro, con Francesco Di Leva e "La salita" di Massimiliano Gallo. Premiati sul palco gli interpreti dei suddetti film, fra cui Antonio Milo, indimenticabile "Maione" nel "Commissario Ricciardi" e la straordinaria Dalia Frediani, interpete teatrale e cinematografica, a cui il premio del Festival è stato consegnato sul palco dall'attrice Veronica Mazza.


Completano il percorso le iniziative dedicate ai giovani e i concorsi di cortometraggi sul tema dell'empatia, articolati tra cinema tradizionale e produzioni che utilizzano l'Intelligenza Artificiale. Modalità di partecipazione e programma completo sono disponibili sul sito ufficiale del Cremano Film Festival. Interessante la collaborazione con il Fantasy Day Film Festival.


Il Festival ha inoltre ricordato la figura di Fiorenza Marchegiani,  indimenticabile "Marta", fidanzata di Troisi in "Ricomincio da tre", recentemente scomparsa. 


In chiusura l'assegnazione del Premio alla Carriera, per i suoi sessant'anni di attore e regista al carismatico Mariano Rigillo, celebrato dal Festival ed interprete del ruolo di Eduardo De Filippo nel film "La salita". 



18/09/26

BENEVENTO, 22 settembre - Giornate Europee del Patrimonio, si presenta "Dove il vento incontra la terra", progetto di Carmen Castiello


Martedì 22 settembre alle ore 10,00 presso il Teatro Romano di Benevento si terrà la conferenza stampa di presentazione della VII Edizione di ETERNITÀ - “Dove il vento incontra la terra”, progetto ideato da Carmen Castiello e realizzato in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Campania – Teatro Romano di Benevento, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2026.

Il viaggio nel tempo si terrà dal tramonto del 26 settembre all’alba del 27, tra la parola di Grazia Deledda, la musica di Pino Daniele, il fascino della danza e la bellezza del paesaggio.

Saranno presenti all’incontro: Antonella Tartaglia Polcini, Assessore alla Cultura del Comune di Benevento; Giustina Anna Gerarda Mazza, Dirigente del Liceo Statale “G. Guacci”; Carmen Castiello, ideatrice dell’evento; Ferdinando Creta, già direttore del Teatro Romano; Debora Capitanio, docente del Liceo Musicale “G. Guacci” e direttrice del progetto sonoro; Linda Ocone, curatrice dei testi.

L’evento rientrando nelle Giornate Europee del Patrimonio 2026, prevede un biglietto d’ingresso di  € 1,00.

TEATRO, 25 e 26 settembre - "Benevento svelata", passeggiata teatralizzata della Solot al Triggio, alla riscoperta del mito


Primo appuntamento in agenda, ed anteprima della stagione "Obiettivo T" della Solot al teatro Mulino Pacifico, il 25 e il 26 settembre 2026 con “Benevento svelata”. Una passeggiata teatralizzata nel quartiere Triggio, tra storia, miti e leggende. Uno spettacolo itinerante che unisce il potere del teatro con il fascino della scoperta reale, dove un attore-guida condurrà gli spettatori in un percorso emozionante attraverso il Triggio di Benevento, il cuore più antico e misterioso della città.

Ogni tappa del cammino  (il Teatro Romano, il Ponte Leproso, i vicoli e le pietre parlanti del centro storico) diventerà occasione per una narrazione: favole antiche si intrecceranno con miti beneventani, creature dimenticate, episodi storici e simboli arcaici.

Grazie a una mappa teatrale personalizzata, ogni spettatore seguirà il percorso come un esploratore della memoria e dell’immaginazione.
Il risultato sarà un’esperienza immersiva che accenderà la fantasia e rafforzerà il legame con il territorio, la natura e le radici del nostro tempo.

Un dialogo tra passato e presente, il palcoscenico sarà la città di Benevento e di scena saranno le sue pietre silenziose. Il pubblico non sarà semplice spettatore, ma camminerà dentro la narrazione. “Benevento svelata” è a cura di Viviana Altieri, con Viviana Altieri, Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia, una produzione Solot Compagnia Stabile di Benevento.

Doppio appuntamento, dunque, il 25 e il 26 settembre con partenza dal Teatro Mulino Pacifico alle 17.30.

Ticket acquistabili in teatro al costo di 10 euro.

17/09/26

BENEVENTO, 22 settembre - Accademia di Santa Sofia, all'Ubik la presentazione della nuova stagione

L’Accademia di Santa Sofia presenta la nuova Stagione Artistica 2026/2027, un percorso culturale che accompagnerà Benevento da ottobre a maggio con un variegato calendario di appuntamenti dedicati alla musica, al teatro e alla danza. La presentazione ufficiale è in programma martedì 22 settembre, alle ore 11, presso la Libreria Ubik LiberiTutti, in via Lungosabato Bacchelli 10, a Benevento. Nel corso della conferenza stampa saranno illustrati il programma e le principali novità della nuova stagione, pensata per consolidare il ruolo dell’Accademia di Santa Sofia nel panorama culturale cittadino. All’incontro interverranno il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, il direttore del Conservatorio “Nicola Sala”, Giuseppe Ilario, il presidente del Conservatorio “Nicola Sala”, Nazzareno Orlando, la rettrice dell’Università degli Studi del Sannio, Maria Moreno e il commissario della Camera di Commercio, Girolamo Pettrone. Saranno inoltre presenti il presidente dell’Accademia di Santa Sofia, Salvatore Palladino, la direttrice artistica, Marcella Parziale, la consulente scientifica, Aglaia McClintock, e la presidente dell’associazione Amici dell’Accademia, Maria Buonaguro, che modererà la conferenza. Al termine della conferenza stampa sarà possibile acquistare gli abbonamenti alla Stagione Artistica 2026/2027 direttamente presso la Libreria Ubik LiberiTutti. Gli abbonamenti saranno inoltre disponibili online sulla piattaforma Clappit. La stampa e la cittadinanza sono invitate a partecipare.

 

BENEVENTO, 17 ottobre - Il Farewell Tour dei fratelli Assad fa tappa all’Autunno Chitarristico

 


Un appuntamento di prestigio internazionale arricchisce il Festival Autunno Chitarristico del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento. Sabato 17 ottobre 2026, all’Auditorium di San Vittorino, saranno protagonisti Sérgio e Odair Assad, celebre duo brasiliano di chitarra classica, impegnato nel Farewell Tour che celebra sessant’anni di straordinaria carriera.

Virtuosismo, sensibilità interpretativa e una rara sintonia musicale hanno reso i fratelli Assad un punto di riferimento della scena chitarristica mondiale. La tappa beneventana assume dunque un significato particolare, offrendo al pubblico l’occasione di ascoltarli dal vivo nel momento del loro commiato dalle platee internazionali.

Al concerto si affiancherà anche un importante momento dedicato alla formazione: domenica 18 ottobre Sérgio e Odair Assad terranno infatti una masterclass presso il complesso di San Vittorino, incontrando gli studenti e mettendo a disposizione delle nuove generazioni la loro lunga esperienza artistica e interpretativa.

Un doppio appuntamento che, come sottolinea il direttore del Conservatorio Giuseppe Ilario, conferma la volontà del “Nicola Sala” di creare un dialogo concreto tra alta formazione, grandi interpreti e territorio.

Il concerto di sabato 17 ottobre, presso l’Auditorium di San Vittorino a Benevento, sarà a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.


16/09/26

SAN GIORGIO A CREMANO, dal 24 al 26 settembre - Premio Massimo Troisi, tre serate a Villa Bruno. Presiede Peppe Iodice. Ospiti Clementino Rovazzi, Leo Gassmann, Aurora Leone


Dal 24 al 26 settembre 2026 torna a San Giorgio a Cremano il Premio Massimo Troisi – Osservatorio sulla comicità, giunto alla XXVI edizione. Tre serate a Villa Bruno dedicate alla comicità, alla musica e alla valorizzazione di nuovi talenti. Sul palco arriveranno, tra gli altri, Clementino, Fabio Rovazzi, Leo Gassmann, Ciro Giustiniani, e con la partecipazione straordinaria di Peppe Iodice. Nel corso della serata di Gala sarà inoltre conferito il Premio Speciale Massimo Troisi ad Aurora Leone e sarà dedicato un omaggio alla memoria di Fiorenza Marchegiani. Cuore della manifestazione restano i concorsi, articolati nelle sezioni Miglior Attore Comico, Miglior Cortometraggio, Migliore Scrittura Comica – opera inedita e Migliore Scrittura Comica – opera edita, attraverso i quali il Premio continua a promuovere nuovi linguaggi e nuove espressioni dell'arte comica. Presidente della giuria per la sezione “comici” per la prima volta sarà l’attore Peppe Iodice. 

L'ingresso è gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per tutte le info, c'è la pagina Premio Massimo Troisi - Osservatorio sulla Comicità

15/09/26

BENEVENTO, 26 novembre - Si presenta la 20a edizione del "Natale sul ghiaccio" in Piazza Roma


Il Natale beneventano si prepara a vivere una svolta. Importanti e piacevoli novità stanno per essere rivelate sulla ventesima edizione della pista di pattinaggio sul ghiaccio di Piazza Roma, uno degli eventi simbolo delle festività nel Sannio. L’appuntamento per scoprirle è fissato al 26 novembre 2026, con la presentazione ufficiale.

Dopo settimane di lavoro dietro le quinte, l’organizzazione è pronta a svelare i dettagli di un progetto rinnovato, pensato per stupire residenti e visitatori. La presentazione del 26 novembre ha l’obiettivo di accendere l’attenzione sulla città e sulle iniziative invernali.

Tra le anticipazioni, ci saranno novità e soluzioni pensate per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente per famiglie, giovani e turisti. Gli organizzatori preferiscono mantenere il massimo riserbo sui contenuti, per lasciare spazio alla curiosità e all’effetto sorpresa.

Dal 16 novembre 2026 al 10 gennaio 2027, Piazza Roma tornerà a trasformarsi in una suggestiva arena sul ghiaccio. 

Vent’anni di storia rendono questo appuntamento un fiore all’occhiello del calendario cittadino, capace di attirare ogni anno migliaia di persone da tutta la provincia e dalle regioni limitrofe.

L’evento, promosso dalla società Wake Up Srls e patrocinato dal Comune di Benevento, è ormai un motore di vivacità economica e sociale, in grado di animare il centro storico e sostenere le attività commerciali della zona.

Un appuntamento atteso da cittadini, commercianti e appassionati, che vogliono scoprire come Benevento intende vivere il proprio Natale 2026-2027.

14/09/26

BENEVENTO, il 24 settembre - Si presenta "La Traviata", in scena il 27 settembre per la "Lirica al Teatro Romano"



Si terrà il 24 settembre 2026, alle ore 10.30, presso Palazzo Paolo V, la conferenza stampa di presentazione della sesta edizione di “Lirica al Teatro Romano”, rassegna dedicata alla grande opera nella cornice del Teatro Romano.

L’incontro con la stampa sarà l’occasione per presentare il programma, i protagonisti, i contenuti artistici e gli aspetti organizzativi dell’appuntamento previsto per domenica 27 settembre 2026 alle ore 20.30, quando andrà in scena “La Traviata” di Giuseppe Verdi.

La nuova edizione della rassegna è inserita nelle iniziative dedicate al 125° anniversario della dipartita di Giuseppe Verdi, ricorrenza che cade nel 2026. La direzione artistica è affidata a Ferdinando Creta; sul podio ci sarà Veaceslav Quadrini Ceaicovschi, maestro direttore e concertatore, mentre la regia sarà curata da Alessio Rizzitiello.

La produzione coinvolgerà l’Orchestra Internazionale della Campania, il Coro G. Verdi di Roma, il Coro Opera Festival Bitonto e il Balletto Cotroneo Danza, con coreografie di Saveria Cotroneo.

Alla conferenza stampa prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni, dell’organizzazione e della compagnia artistica.

La stampa, gli operatori dell’informazione e gli interessati sono invitati a partecipare.

BENEVENTO, 3 ottobre - "Suoni e Ritmi del Sud”, al Comunale le grandi melodie della tradizione napoletana


di Maria Ricca

Ancora disponibili per sabato 3 ottobre alle 20,30, i biglietti  per il Teatro Comunale di "Suoni e Ritmi del Sud – ’E voci ’e Napule”, appuntamento dedicato ad uno dei patrimoni musicali più riconoscibili e amati della cultura italiana. Infoline e prevendita 3383711994-3405376589.

L'iniziativa rappresenta ancora una volta una preziosa incursione nella musica d'autore da parte della Salzano Band, direttore artistico il M° Enrico Salzano, è promossa dall’Associazione Samnit’Arte, e si propone come un viaggio nella memoria musicale partenopea, ma anche come occasione per restituire vitalità ad un repertorio che ha saputo attraversare epoche e generazioni, superando ampiamente i confini regionali e nazionali. Musicisti, accanto al direttore artistico, saranno Giuseppe Marlon Salzano, Alfredo Salzano, Vilma Racioppi, Pino Tiso, Attilio Pecora, Jack Corona, Ivan Barbieri, Antonio Anzovino, Valerio Russo, Alfredo Rondina, Daniele Piro.

“Suoni e Ritmi del Sud” punta dunque a riportare al centro dell'ascolto il patrimonio della musica partenopea, affidandosi alla suggestione delle voci e delle melodie che hanno contribuito a costruire nel tempo l'immaginario musicale di Napoli. Non soltanto, quindi, un'operazione legata al ricordo, ma un'occasione per verificare ancora una volta quanto queste composizioni riescano a parlare anche al pubblico contemporaneo. L'appuntamento si inserisce inoltre nel contesto de “La Notte delle Streghe – XXV edizione”, creando un ulteriore collegamento tra spettacolo, territorio e promozione culturale.

Un evento che si annuncia dunque come una serata all'insegna della musica, dell'emozione e della memoria, nella quale il fascino della tradizione napoletana potrà ritrovare la dimensione che più le appartiene: quella dell'incontro diretto con il pubblico.


12/09/26

CAPUA, dall'11 ottobre - Torna il "FaziOpen Theater", diretto da Antonio Iavazzo. Si riflette sulle relazioni umane, alla riscoperta di nuove identità


di Maria Ricca

Il "FaziOpen Theater" ha confermato, questa mattina, anche in conferenza stampa la sua vocazione di luogo aperto alla riflessione, "cittadella" dove il confronto è aperto e la discussione è strumento privilegiato di crescita costante. E infatti di rilievo sono stati gli interventi successivi al momento istituzionale di presentazione del cartellone 2026-2027, come sempre affidato al direttore artistico della rassegna, l'attore e regista Antonio Iavazzo, che ha accolto la stampa e gli appassionati del genere al Palazzo Fazio di Capua, sala Vinciguerra, luogo ormai dell'anima, oltre che ostello fisico della manifestazione, giunta quest'anno alla sua nona edizione. E c'è stato spazio, dunque, per ricordare gli sforzi compiuti dal nucleo guidato da Antonio Iavazzo, con l'organizzazione generale di Gianni Arciprete, forte sicuramente del patrocinio morale del Comune, che ne sostiene l' iniziativa artistica, ma totalmente indipendente ed operante con fondi autonomi. Resta la soddisfazione di aver fidelizzato negli anni numerosissimi appassionati grazie alle scelte mirate in ambito teatrale, danza ed arti performative, confermando, come ha sottolineato nella brochure di presentazione l'assessore comunale alla Cultura Corcione "l'importanza della cultura come catalizzatore sociale, capace di unire le persone attraverso l'arte e la creatività". Una ricchissima edizione quella del 2026-2027, ha confermato Iavazzo, che vede "in cartellone realtà artistiche dall'intera penisola ed un'eccellenza internazionale, la Compagnia Teatro Strappato (Spagna-Francia), che curerà il workshop sulla Commedia dell'Arte e presenterà in anteprima "Arepa & Polenta-Farina di Mais", domenica 20 dicembre." Selezionate, dunque, ed accolte, grazie alle proprie scelte indipendenti, "splendide anime di ricercatori" in ambito artistico. 

In apertura l'intervento di Livio Marino di Capuanova, che ha presentato il progetto affiancato alla rassegna in ambito pittorico-figurativo, peraltro collegato anche al Carnevale di Capua, sul tema "Mascher/Arte linguaggi, linguacce, linguine". 

Quindi l'intervento di Antonio Iavazzo, che ha illustrato nei dettagli il cartellone, come sempre diviso nelle sezioni "Teatro dell'Humour", "Teatro di Innovazione" (la più ricca), "Teatro dei Germogli", "Teatro Danza", questa curata e presentata da Annamaria Di Maio. 

Nuovi spunti di riflessione sono giunti dal confronto conclusivo con i giornalisti presenti in sala, con l'attore Niko Mucci ed il regista Gianmarco Cesario, giunti a presentare i propri spettacoli, e con lo stesso Livio Marino, che ha consentito di evidenziare i numerosi nodi al pettine nel campo della produzione e della fruizione culturale oggi in Italia, Paese nel quale si destinano poche risorse statali al Teatro, privilegiando altri linguaggi più commerciali e progetti imprenditoriali, e dove i giovani che si accostano all'arte sono spesso alla ricerca solo di fama e fortuna immediate, per cui facilmente si demotivano. Ma bisogna continuare a "combattere", magari provando a lavorare in sinergia anche con altre realtà artistiche sul territorio, creando un circuito virtuoso. 

Intanto continuano i contatti con il Napoli Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio, con la prospettiva di proporre ancora una produzione del "Colibrì" di Sant'Arpino di Antonio Iavazzo nel prossimo cartellone 2027.

Ed ecco una panoramica degli spettacoli. 

La rassegna comincia domenica 11 ottobre, con "Noi, figli della cucchiarella". 

Jury Monaco guarda con ironia e nostalgia a un passato fatto di famiglia, feste e rapporti più genuini, mettendolo a confronto con una contemporaneità dominata dai social e dalla perdita di semplicità.

Il 25 ottobre , spazio a "Radici". 

Antonio Anzilotti De Nitto parte dalla metafora dell'albero per raccontare quanto le nostre origini, le memorie e le storie familiari continuino a vivere nel presente: " Più i tempi sono duri, piu bisogna essere romantici". 

Il 22 novembre, torna "Le Dimore dell’Anima", il viaggio multidisciplinare di Antonio Iavazzo tra teatro, cinema, danza, musica e letteratura, nel segno dei grandi maestri che ne hanno alimentato l'immaginario artistico, con molte novità.

Il 29 novembre, "Mosaico… Frammenti di". 

Akerusia Danza costruisce un mosaico coreografico nel quale linguaggi e individualità differenti si incontrano, facendo della diversità il valore dell'insieme. Poi "Mutande – Scomode intimità". Danza contemporanea e teatro fisico indagano il confine fra ciò che mostriamo agli altri e la nostra dimensione più intima, tra corpo, identità, desiderio e accettazione di sé.

Il 6 dicembre, " Dell’impossibilità di dire che Rosencrantz e Guildenstern sono morti". 

Dall'universo di Shakespeare nasce una riflessione metateatrale sul fallimento, sulla rappresentazione e sul confine continuamente mobile fra finzione e realtà, condotta da Cristian Izzo ed ispirata alle teatralizzazioni di Carmelo Bene.

Il 20 dicembre, "Arepa&Polenta – Farina di Mais". 

Due maschere e una moltitudine di personaggi danno vita a una commedia che, attraverso il divertimento, riflette anche sui piccoli e grandi meccanismi del potere. In scena anche gli attori formatisi allo stage che gli interpreti terranno nei giorni precedenti all'allestimento. 

Il 10 gennaio 2027 , "Dovevo andare al mare".

Marco Bandiera intreccia memoria personale e storia collettiva, tornando ai drammatici giorni del G8 di Genova del 2001 e alla morte di Carlo Giuliani.

Il 17 gennaio, "DuetX". Due individui imprigionati in un'esistenza regolata e ripetitiva trovano nella danza una possibilità di libertà, relazione e riscoperta della creatività. In "Gocce" l'acqua diventa metafora della vita e della trasformazione: corpi che, come gocce, si incontrano, si separano e si ritrovano in un continuo fluire di relazioni.

Il 31 gennaio – "Pacchiello, venditore ambulante di taralli caldi e di guai neri". 

Una favola amara ambientata in una Napoli senza tempo, nella quale ambizione, denaro e potere conducono il protagonista a un inevitabile confronto con se stesso.

Il 14 febbraio, "Circe: le origini". Il mito viene riletto dalla prospettiva della donna: prima della maga e della seduttrice c'è una Circe bambina che cresce, cambia e conquista progressivamente consapevolezza e potere.

Il 28 Febbraio, "Casa, dolce casa. La domotica delle relazioni". Un lavoro corale e satirico sui rapporti umani e sulla tentazione di trasformare persone e relazioni in qualcosa da possedere e controllare.

Il 14 marzo, "Varco". Sette corpi raccontano attraverso la danza la vulnerabilità e la possibilità di aprirsi all'altro, trasformando le fragilità individuali in uno spazio di fiducia condivisa. Poi "Street Tale / Racconto di strada".

Un uomo, una giacca e un bicchiere diventano gli strumenti di un gioco teatrale che invita a recuperare l'immaginazione, la libertà e lo sguardo dell'infanzia.

Il 21 marzo, "Il nemico al mio fianco". 

Niko Mucci concentra in un inquietante gioco psicologico l'eterno conflitto tra vittima e carnefice, in un continuo rovesciamento delle parti: identità e responsabilità si fanno ambigue e chi sembra vittima può trasformarsi in persecutore, mentre nell'essere umano convivono crudeltà e fragilità, bellezza e ferocia. 

Il 4 aprile, "Giulia e Jean: il confine della violenza"

Gianmarco Cesario rilegge "La signorina Julie" di Strindberg, alla luce delle tensioni contemporanee, tra disuguaglianze sociali, ambizione e paura del fallimento. Lo spettacolo assume inoltre il valore di un ricordo di Gianni Sallustro, regista e drammaturgo recentemente scomparso, mantenendone viva la presenza nel segno del teatro.

Il 18 aprile, "Delirio a due". Da Ionesco, il libero adattamento di Antonio Iavazzo e Gianni Arciprete, quest'ultimo in scena con Licia Iovine, in una girandola di situazioni assurde e grottesche nella quale comicità e tragedia convivono, trasformando il rapporto di coppia in un paradossale specchio dell'esistenza. Il linguaggio usato, italiano e napoletano, varrà a rendere più realistico il contesto. 

Il 9 maggio, "Lampi". Daniela Cenciotti attraversa l'universo femminile e le sue molte identità, facendo dialogare mito, memoria e contemporaneità e trasformando la vulnerabilità in forza.

Il 23 maggio, "Giovanna, la Pulzella d’Orléans"

La vicenda di Giovanna d'Arco supera la semplice ricostruzione storica per diventare simbolo della lotta contro l'ingiustizia, dell'emancipazione e della fedeltà alle proprie convinzioni.






11/09/26

BENEVENTO, dal 14 ottobre - Torna "Obiettivo T" della Solot: quando il teatro racconta l'uomo, la memoria e il nostro presente


di Maria Ricca

Presentato questa mattina al Mulino Pacifico di Benevento il cartellone teatrale 2026/2027,  strutturato e promosso dalla Compagnia Solot. Dieci appuntamenti, da ottobre a marzo, per attraversare attraverso il teatro le inquietudini, le contraddizioni e le fragilità del nostro tempo. La stagione Obiettivo T 2026/2027 costruisce un percorso nel quale la scena diventa luogo di osservazione dell’essere umano: la famiglia e i suoi conflitti, il passare degli anni, la memoria, la guerra, la solitudine, il rapporto con il denaro e con la tecnologia, ma anche la capacità di sorridere delle nostre nevrosi e delle piccole ossessioni quotidiane.

Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 20.30, con un costo del biglietto di 15 euro.


Prima dell'apertura ufficiale del cartellone, il 25 ed il 26 settembre, spazio a "Benevento svelata", passeggiata spettacolo nel quartiere Triggio,  tra miti, storie e leggende, a cura di Viviana Altieri, con Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia. 

Ad aprire il cartellone ufficiale, invece,  il 14 ottobre, sarà “Signorotte”, scritto e diretto da Massimo Odierna, con Viviana Altieri, Elisabetta Mandalari e Sara Putignano, produzione Solot Compagnia Stabile di Benevento. Tre amiche, Ada, Ida e Beta, ormai oltre i cinquant’anni, si ritrovano dopo molto tempo in occasione di un funerale. Quello che potrebbe essere soltanto un incontro con il passato diventa progressivamente la riapertura di ferite, promesse e ricordi oscuri. Un affresco cinico e dissacrante sulla condizione femminile e, più ampiamente, sulla brutalità dell’essere umano alle prese con i propri fantasmi.

Il 6 novembre sarà la volta di “La cara dei vecchi”, con drammaturgia di Elvira Buonocore e regia di Pino Carbone, interpretato da Anna Carla Broegg. Teatro e cinema convivono per raccontare la quotidianità di una giovane donna che vive con i due nonni e vede la propria esistenza scandita dall’accudimento. La cura diventa amore e responsabilità, ma anche peso, frustrazione e possibile gabbia. Al centro una domanda profondamente contemporanea: fino a che punto il carico di una generazione può ricadere sulle spalle di quella successiva?

Ancora il rapporto fra età diverse, ma osservato attraverso la lente amara del denaro, anima “L’alienazione del bene”, scritto e diretto da Carmine Borrino, in programma il 20 novembre. Un giovane studente acquista la nuda proprietà dell’appartamento nel quale continua a vivere l’anziano Attilio. Il primo aspetta il futuro, il secondo difende ostinatamente il proprio presente. La casa diventa così il terreno di una paradossale trattativa sul tempo e sull’esistenza, in una commedia cinica che mette a nudo l’imbarazzo di vivere sapendo che qualcun altro, in qualche modo, sta aspettando la nostra fine.

Di memoria, ma questa volta segnata dalla guerra, parla “Sarajevo”, scritto da Biagio Di Carlo e Mario Gelardi, in scena l’11 dicembre con Giovanna Sannino, Francesco Ferrante e Roberto Caccioppoli. Tre fratelli tornano a confrontarsi dopo una lunga distanza, portando con sé silenzi, rancori e ferite. Su tutti incombe l’ombra della madre, fotografa di guerra, e di una Sarajevo che non è soltanto un luogo geografico, ma il simbolo di un trauma che continua a vivere in chi è sopravvissuto. La guerra esterna diventa guerra interiore e familiare, interrogando identità, appartenenza e possibilità di liberarsi da un dolore ereditato.

Il clima cambia il 19 dicembre con “Maledette feste”, di e con Isabella Pedicini, produzione Solot Compagnia Stabile di Benevento. Sotto la lente ironica finiscono le festività natalizie, diventate quasi una lunghissima stagione nazionale che da Halloween arriva fino a Sanremo: brindisi, regali, messaggi, cibo, entusiasmo obbligatorio e inevitabili nervosismi. Un'occasione per sorridere di riti e manie nei quali è facile riconoscersi.

Il nuovo anno si aprirà l’8 gennaio 2027 con un grande classico: “L’Avaro”, nella drammaturgia e regia di Mario Autore, a partire dall’opera di Molière. Con Mario Autore, Chiara Vitiello e Franco Nappi, torna sulla scena Arpagone, l’uomo che pone il denaro al di sopra degli affetti e tenta di decidere persino il destino matrimoniale dei figli. Una storia secolare la cui forza comica continua a poggiare su debolezze umane tutt’altro che scomparse.

Il 22 gennaio, Antimo Casertano porta in scena con Daniela Ioia “Facimm ’e cunti”, tratto dalle novelle del Cunto de li cunti di Giambattista Basile. Tutto comincia da due genitori esausti e da un bambino che non vuole saperne di dormire. La soluzione è raccontargli una favola, poi un’altra e un’altra ancora, finché il gioco si trasforma in una sfida fra narratori e spalanca le porte dell'universo fantastico e popolare di Basile, tra orchi, fate, animali parlanti e personaggi stravaganti.

Di tutt’altro registro “Luci della città”, di Pino Carbone e Francesca De Nicolais, in programma il 5 febbraio. Lo spettacolo, interpretato da Francesca De Nicolais e diretto da Carbone, prende le mosse dalla vicenda di Stefano Cucchi e immagina le ultime ore della sua vita. La figura di Charlot accompagna un racconto che intreccia teatro, memoria e atti processuali, mettendo al centro la vulnerabilità dell'individuo di fronte a un potere enormemente più forte.

Con “Caduta nella rete”, il 19 febbraio, la stagione guarda invece a uno dei temi più vicini alla nostra quotidianità: la dipendenza dal mondo digitale. Nel testo di Ester Chica, diretto da Gigliola De Feo ed Ersilia Saffiotti, una disconnessione totale mette improvvisamente fuori uso Internet sull’intero pianeta. Una misteriosa entità, “il Sistema”, promette di restituirlo agli uomini chiedendo però un prezzo altissimo: rinunciare alla propria umanità. Tra atmosfere orwelliane e ironia, lo spettacolo non demonizza la tecnologia, ma invita a interrogarsi sulle priorità e sulla libertà di scegliere chi vogliamo essere.

A chiudere il cartellone, il 5 marzo, sarà “Rainbow”, di e con Francesco Rivieccio, spettacolo vincitore del Roma Fringe Festival 2025. Al centro una storia vera e intima, quella del nonno dell'autore, che tra il 1940 e il 1945, ancora giovanissimo, viene strappato a un campo di calcio e arruolato su un sommergibile. Occorreranno cinque anni perché possa tornare a casa. La vicenda individuale incontra così la grande Storia e la Seconda guerra mondiale viene osservata attraverso gli occhi di una persona comune, tra perdita dell’innocenza, paura, morte e sopravvivenza.

Un cartellone eterogeneo nei linguaggi e nei registri, ma attraversato da un filo riconoscibile: l’uomo posto di fronte a qualcosa che lo supera. Il tempo, la famiglia, la guerra, il denaro, la tecnologia, il passato. Tra comicità e dramma, classici rivisitati e nuova drammaturgia, memoria privata e storia collettiva, Obiettivo T 2026/2027 affida ancora una volta al palcoscenico il compito più autentico del teatro: raccontare le nostre vite mentre, attraverso quelle degli altri, proviamo a comprenderle.

Il 2 aprile, in sinergia con l'Associazione Culture e Letture, andrà in scena nel giardino del Mulino Pacifico uno spettacolo di Mariarosaria Selo e Gabriella Vitiello, "Doppio zero" .





Presentato stamattina anche il progetto Solot Scuola, Stagione Teatrale per le scuole, nato per offrire ai giovani un medium agile, quale è appunto il Teatro, per la trasmissione della memoria e della conoscenza ai giovanissimi, costruito sull'elemento fondamentale che è il senso del comico. Molte le novità di quest'anno, fra cui testi tratti da Shakespeare e curati da Nicola Nicchi. Vi sarà poi uno spettacolo, tratto dal libro di Emilia Tartaglia Polcini, dedicato ad "Asia. La ligure che approdò nel Sannio", regia di Viviana Altieri.


Allo stesso tempo, ripartiranno gli stages di Teatro Studio, con ben 6 corsi, rivolti ad ogni età. Si parte da quello per piccolissimi , dai 3 ai 5 anni, sezione "baby", novità assoluta, per poi proseguire con i corsi "junior", "ragazzi", "giovani", "adulti" e "over". 


10/09/26

BENEVENTO, 13 Settembre - "Ponti sonori", l'Accademia Santa Sofia protagonista con Anderson e Khomik di un appuntamento internazionale


La musica torna a farsi ponte tra culture, Paesi e tradizioni con un nuovo appuntamento di “Ponti Sonori – Global Musical Journeys”, il progetto internazionale dell’Accademia di Santa Sofia che porta a Benevento artisti e realtà musicali provenienti da importanti contesti internazionali.

Domenica 13 settembre alle ore 20, all’Auditorium Sant’Agostino di Benevento, sarà protagonista l’Orchestra Accademia di Santa Sofia, impegnata in un concerto di particolare rilievo insieme a due solisti di caratura internazionale: Dean Anderson alla viola e Myroslawa Khomik al violino.

Una serata che nasce nell’ambito della collaborazione con La Sierra University di Riverside, California, importante realtà universitaria statunitense con un consolidato dipartimento di musica e una significativa attività orchestrale. La sua orchestra universitaria, riconosciuta come una delle principali formazioni universitarie dell’area di Riverside, riunisce studenti di musica e musicisti provenienti dalla comunità, con un repertorio che spazia dalla grande tradizione sinfonica alla musica da camera.

Dean Anderson, direttore degli studi orchestrali della La Sierra University dal 2013, è musicista dalla lunga esperienza internazionale, con attività come direttore e strumentista negli Stati Uniti, in Europa, Asia e Sud America. Myroslawa Khomik, violinista e violista ucraina, è docente e Artist-in-Residence presso la stessa Università e vanta un’intensa attività concertistica internazionale, oltre a un importante impegno nella promozione della musica contemporanea e della cultura ucraina.

Sul palco dell’Auditorium Sant’Agostino sarà dunque l’Orchestra Accademia di Santa Sofia a rappresentare il cuore della serata al fianco di questi eccellenti solisti, in un programma che attraversa epoche e linguaggi differenti.

Il concerto propone infatti musiche di Georg Philipp Telemann, Antonio Vivaldi, Astor Piazzolla e Nino Rota, in un affascinante percorso che unisce il Settecento europeo, la tradizione del concerto barocco, il tango nuevo argentino e la grande musica italiana del Novecento. In programma il Concerto per viola e archi in sol maggiore di Telemann, Verano Porteño di Piazzolla, l’“Estate” dalle Quattro Stagioni di Vivaldi e il Concerto per archi di Nino Rota.

L’appuntamento rappresenta una nuova tappa del viaggio di Ponti Sonori – Global Musical Journeys, un percorso con il coordinamento artistico del M° Salvatore Orlando, che nel corso del 2026-2027 collega Benevento a importanti realtà internazionali, tra cui Podgorica, Helsinki, Budapest, Trzebnica, Los Angeles e Cluj-Napoca.

Un progetto nel quale l’Accademia di Santa Sofia interpreta pienamente la propria vocazione: fare della musica uno spazio di incontro, di scambio e di conoscenza, creando occasioni di collaborazione tra musicisti e istituzioni appartenenti a Paesi e culture differenti.

Per questa serie di appuntamenti l’Accademia rendere omaggio al proprio pubblico: il concerto sarà infatti completamente gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili. Una scelta che vuole essere soprattutto ringraziamento al pubblico dell’Accademia di Santa Sofia, ma anche un invito aperto a tutta la città e al territorio a vivere una serata di grande musica e di respiro internazionale.


S. GIORGIO A CR., 18 settembre - Parte il "Cremano Film Festival", dedicato all'I.A. . Premio alla carriera a Mariano Rigillo. Fra gli ospiti Massimiliano Gallo e Patrizio Rispo. Direzione Massimo De Matteo


Il cinema incontra l’Intelligenza Artificiale e San Giorgio a Cremano diventa laboratorio del cinema di domani. È questa la grande novità della 4° edizione del Cremano Film Festival, la manifestazione cinematografica che dal 18 settembre all’8 novembre 2026 porterà nella città di Massimo Troisi proiezioni di opere prime e cortometraggi, incontri con grandi protagonisti del cinema, masterclass e percorsi di formazione dedicati soprattutto alle nuove generazioni.

Diretto da Massimo De Matteo, il Festival rinnova il proprio legame con la tradizione cinematografica della città, ma compie quest’anno un deciso passo verso il futuro: per la prima volta il programma dedica infatti un ruolo centrale al rapporto tra cinema tradizionale e Intelligenza Artificiale, riflettendo sulle opportunità creative offerte dalle nuove tecnologie, le trasformazioni nel lavoro audiovisivo e le questioni etiche che accompagnano questa rivoluzione.

Il tutto a partire da una parola chiave: empatia. Non soltanto un tema cinematografico, ma una vera lente attraverso cui leggere la società contemporanea e il rapporto con l’altro.

Il Cremano Film Festival è finanziato con fondi messi a disposizione dalla Regione Campania, con la Legge regionale n. 6 del 30 luglio 2026, relativa all'Assestamento del Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028 e variazione di Bilancio.


IL FESTIVAL CAMBIA PASSO: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ENTRA NEL CINEMA

Il Festival vuole interrogarsi su come cambierà il modo di scrivere, girare, montare e produrre un film e, soprattutto, su quale spazio resterà alla sensibilità e alla creatività umana.

È proprio per questo che l’IA sarà affrontata attraverso masterclass “Live Action vs A.I.?” rivolta ai giovani fra i 18 e i 40 anni e una quota di partecipanti sarà riservata agli studenti delle scuole superiori. La masterclass è gratuita previa prenotazione ed è finanziata dalla L.R. 14/2002 relativa al Premio Massimo Troisi. Si articolerà in tre incontri, dal 26 al 28 ottobre e i partecipanti diventeranno protagonisti di un percorso che attraverserà tutti i passaggi della creazione cinematografica. 

Il 26 ottobre, con il laboratorio curato da Federico Luglio, regista produttore e fondatore di AI Movie Awards – AIMA, gli studenti lavoreranno alla creazione audiovisiva attraverso l’Intelligenza Artificiale, partecipando a un vero hackathon creativo.

Il 27 ottobre, grazie alla collaborazione con Pigrecoemme, scuola napoletana di cinema diretta da Rosario Gallone, i ragazzi entreranno invece in un vero set cinematografico e realizzeranno un breve film attraverso le tecniche tradizionali.

Il 28 ottobre sarà il momento del confronto: un panel metterà faccia a faccia cinema tradizionale e cinema realizzato con l’IA. La stessa giornata ospiterà la premiazione dei migliori cortometraggi delle due sezioni del concorso, tradizionale e IA. A decidere, questa volta, saranno proprio gli studenti, chiamati a esprimere il proprio voto.

Un modo concreto per trasformare il pubblico più giovane da semplice spettatore a autore, osservatore critico e protagonista del dibattito sul futuro dell’audiovisivo.

IL 18 SETTEMBRE GRAN GALA’ DI APERTURA NEL LUOGO SIMBOLO DI “RICOMINCIO DA TRE”

Il sipario sulla quarta edizione si alzerà venerdì 18 settembre 2026, nel suggestivo cortile settecentesco di Villa Vannucchi, luogo particolarmente significativo per la storia cinematografica della città, legato alla prima scena di Ricomincio da tre di Massimo Troisi. Qui sarà apposta una targa ricordo di quella scena iconica dell’opera prima di Troisi, mentre Lello Arena, dal vivo, rievocherà quel momento. Con lui anche il gruppo di amici di Massimo: Patrizio Rispo, Carmine Faraco e Peppe Borrelli.  

Momento centrale della serata sarà poi il Premio alla Carriera al Maestro Mariano Rigillo, che sarà consegnato dall’attore Massimiliano Gallo. Sarà presentata anche la madrina ormai consolidata del Festival, Nunzia Schiano e saranno presenti attori, registi, sceneggiatori e produttori. 

Ad accompagnare la serata le musiche dal vivo del pianista Giuseppe Ganzerli e del violinista Vincenzo Bilo. La conduzione sarà affidata al giornalista Enzo Agliardi e a Roberta “Proxy” Ricci, mentre la regia sarà curata da Gianni Parisi. 

DAL 24 OTTOBRE ALL’8 NOVEMBRE, PROIEZIONI GRATUITE DI CINQUE OPERE PRIME, IN VILLA BRUNO.

• 24 ottobre ore 20.30 – Avemmaria, di Fortunato Cerlino;

• 25 ottobre ore 20.30 – Da cosa nasce cosa, di Gino Rivieccio;

• 5 novembre ore 20.30 – Strike – Figlio di un’era sbagliata, di Gabriele Berti;

• 6 novembre ore 20.30 – Notte fonda, di Giuseppe Miale di Mauro;

• 7 novembre ore 20.30 – La Salita, di Massimiliano Gallo;

Saranno presenti in sala attori, registi e produttori delle opere in rassegna. 

L’8 NOVEMBRE ALLE ORE 20.30 IN VILLA VANNUCCHI, SERATA CONCLUSIVA DEL CREMANO FILM FESTIVAL CON LE PREMIAZIONI DEI CORTI IN CONCORSO. 

“San Giorgio a Cremano ha costruito una parte importante della propria identità intorno al cinema – dichiara il Sindaco di San Giorgio a Cremano, Michele Carbone – Oggi abbiamo il dovere di custodire questa memoria, ma anche di guardare avanti. Il Cremano Film Festival rappresenta proprio questo: la capacità di trasformare la nostra storia in un’opportunità per il futuro. Portare l’Intelligenza Artificiale dentro il Festival e coinvolgere direttamente i giovani significa offrire loro gli strumenti per comprendere una trasformazione che riguarderà profondamente il futuro professionale e culturale”.

«Questa edizione rappresenta un’evoluzione importante del progetto – afferma il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Pietro De Martino – Abbiamo voluto costruire un Festival capace di tenere insieme la grande tradizione cinematografica della nostra città, la valorizzazione dei talenti e una riflessione concreta sulle trasformazioni che stanno attraversando il mondo dell’audiovisivo. L’attenzione ai giovani e all’Intelligenza Artificiale è una scelta precisa: vogliamo che San Giorgio a Cremano sia un luogo nel quale si produce cultura, si fa formazione e si costruiscono nuove opportunità».

«Il cinema è sempre stato tecnologia, innovazione e capacità di interpretare il proprio tempo – spiega il direttore artistico Massimo De Matteo – Oggi l’Intelligenza Artificiale rappresenta una trasformazione che non possiamo ignorare. Il nostro compito non è stabilire se sia buona o cattiva, ma capire come può essere utilizzata, quali opportunità offre e quali interrogativi pone. Per questo abbiamo voluto che fossero soprattutto i ragazzi a confrontarsi con essa. Il Festival diventa così un laboratorio nel quale tradizione e innovazione non si combattono, ma dialogano».

Tra le collaborazioni del Festival figurano Giffoni Film Festival, Procida Film Festival, Fantasy Day, College of Charleston. Sponsor tecnico: Pepsi. 







RICONOSCIMENTI - Doppio appuntamento musicale in Germania per il M°Antonio Caporaso, organista sannita


Doppio appuntamento in Germania per l’organista Antonio Caporaso. La scorsa settimana il maestro sannita si è esibito presso la Johanniskirche di Dessau, città del Land Sassonia-Anhalt che dal 1925 al 1932 ospitò la Bauhaus, e presso la Evangelische Friedrichstadtkirche di Berlino, simbolo della comunità degli ugonotti, i protestanti francesi di fede calvinista. In entrambe le chiese sono custoditi due strumenti di pregevole fattura costruiti dalla ditta Hermann Eule die Bautzen. Oltre a brani di Mendelssohn, Brahms e J.S. Bach, Antonio Caporaso ha eseguito a Berlino, in prima assoluta, Ave Maria
Linea Generationis Substantiæ di Tonino Battista, direttore stabile del PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble, l’ensemble residente del Parco della Musica di Roma, con cui collabora con i maggiori compositori viventi e interpreta opere del repertorio moderno e contemporaneo. Il brano è dedicato al maestro Antonio Caporaso. 

05/09/26

L'EVENTO Accademia delle Opere - La "Rino Gaetano band" e i brani dell'artista immortale, tra professionalità, entusiasmo ed amarcord


di Maria Ricca

La vitalità e la sensibilità di Rino Gaetano, rimaste intatte attraverso i decenni, hanno illuminato e coinvolto appassionatamente il Teatro Romano. Energia senza tempo ha attraversato la platea, che ha cantato, sorriso, ballato ed applaudito la Rino Gaetano Band, guidata da Alessandro Gaetano, nella performance promossa dall'Accademia delle Opere, alla riscoperta dei brani immortali del cantautore, i cui testi restano straordinariamente profondi ed attuali.

All' inizio, l'omaggio dell'eco-atelier di Franco Francesca, con la sorella Imma,  all'abbigliamento estroso del cantautore calabro-romano, che sul palco di Sanremo e non solo si presentò con l'iconico cilindro e con compagni di scena vestiti in maniera coloratissima. Un'occasione, sulle note di  “Metà Africa metà Europa”, per ribadire l'importanza della libertà di espressione e dell'inclusione (modelli e modelle di ogni Paese fra coloro che hanno sfilato), ma anche della necessità dell'artista di essere libero, come lo era Rino Gaetano, e di avere il coraggio di schierarsi e prendere posizione per le proprie idee.

Spigliata e simpatica Raffaella Preziosi, sul palco ad accogliere gli ospiti, nel doppio ruolo di presentatrice ed addetto stampa dell'associazione promotrice, ed intenso l'intervento del presidente dell'Accademia delle Opere APS, Francesco Tuzio, che ha ricordato lo sforzo collettivo per la realizzazione dell'evento, seguito a molti altri già promossi con successo insieme al  gruppo che dirige, ed il contributo essenziale alla manifestazione del consulente musicale e responsabile marketing Yuri Di Gioia. Già presentati, per il prossimo inverno, il cartellone teatrale del S. Marco, alla  cui definizione l'Accademia ha collaborato, ed il progetto con Fondazione di Comunità di Angelo Moretti.    

Dopo il saluto del sindaco Mastella e gli interventi di Pasquale Orlando della Cesvolab ed in video del regista RAI Giorgio Verdelli, l'avvio della performance, attraverso cui la band ha toccato tutti i brani più rappresentativi di Rino Gaetano, senza trascurare però anche le sue canzoni meno conosciute ed egualmente significative, con la voglia di restituire loro quanto più possibile il colore originale.

La dimensione del concerto ha imposto naturalmente alla performance una ritmica energica ed un efficace intreccio di chitarre e di tastiere, che sono valsi a trasmettere anche ai più giovani la miscela vincente di rock, canzone d'autore e leggerezza popolare, che erano la cifra personale dell'artista celebrato. Fedeltà all'originale, dunque, ma non immobilismo, per arrivare a tutte le generazioni.

La voce e la chitarra di Alessandro Gaetano, che a tratti ha mostrato al pubblico le immagini di Rino, nei momenti più significativi delle canzoni, ed immortalato con lo smartphone lo splendido colpo d'occhio offerto dal pubblico del Teatro Romano, con le torce dei cellulari accese ed entusiasmo a mille, sono stati il tramite di una memoria familiare e artistica che, tra energia e lirismo, commuove e convince. Intorno a lui il gruppo di artisti sopraffini, su tutti Ivan Almadori (voce e chitarra acustica), e i validissimi Fabio Fraschini (basso), Michele Amadori (pianoforte, tastiere e voce/cori), Alberto Lombardi (chitarra elettrica e voce/cori), Marco Rovinelli (batteria),  ha suonato con compattezza e affiatamento. Applausi e coinvolgimento per gli spettatori, che, tra commozione, allegria e rimpianto per quanto Rino Gaetano avrebbe ancora potuto dare al mondo artistico, se non fosse prematuramente scomparso , si sono  lasciati trasportare appassionatamente dal ritmo e dal ricordo.


01/09/26

BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO- Applausi e riconoscimenti per "Mater Mediterranea" di TeSt-TeatroStage, diretto da Monica Carbini, con l'Academy-Ballet di Simona Palazzi


Fra gli appuntamenti che hanno riscosso maggior successo di pubblico e applausi  nella rassegna "Benevento Città Spettacolo", recentemente conclusasi, vi è stato “Mater Mediterranea” lo spettacolo di TeSt - TeatroStage andato in scena per Benevento Città Spettacolo, venerdì sera, al teatro Comunale Vittorio Emmanuele di Benevento, e realizzato in collaborazione artistica con ACADEMY-Ballet, Musical and Fitness diretto da Simona Palazzi.

La proposta scenica ha visto la partecipazione straordinaria anche in veste di attrice, della stessa regista Monica Carbini, direttrice, fondatrice e docente di Test TeatroStage e, come ospite speciale che ha stregato il pubblico, del collega docente, attore e doppiatore beneventano Maurizio Tomaciello, entrambi protagonisti di performance potenti ed emozionanti.

Sorprendente, emozionante, toccante e seducente è stata la altrettanto straordinaria ed eccezionale partecipazione di Simona Palazzi, in triplice veste di coreografa e affascinante e ipnotica danzatrice e attrice.

Seppure molto apprezzato, “Mater Mediterranea” nella sua durata è un lavoro in divenire e certamente da raffinare, con alcune parti ancora in fase di studio.

Si sviluppa attraverso un viaggio commovente e suggestivo, intenso e coinvolgente, nelle diverse declinazioni della figura femminile nella storia, nella cultura mediterranea e nel mito primigenio figlio delle civiltà mediterranee. Un viaggio che è anche eterna ricerca della libertà, dell’autodeterminazione e della conoscenza da parte dell’umanità, intesa come uomini e donne alla ricerca del loro posto nel mondo, incarnati, fin dall’inizio, dalle figure universali di Lilith e di Ulisse e poi da infinite altre.

Attraverso una personale e contemporanea rilettura del mito anche il Minotauro fa capolino sul finale e lo fa con la potenza evocativa e materica di una maschera arcaica e magnetica realizzata apposta per lo spettacolo da una bravissima artigiana della maschera, Alessandra Verusio, artista beneventana che, con l’associazione “Tanto...per gioco”, produce bellissimi spettacoli e laboratori con burattini di cartapesta e pasta di legno, pupazzi di gommapiuma, marottes, ecc..

Dopo un inizio dedicato agli albori della civiltà e alla nascita dei miti ad essa collegati la rappresentazione procede con testi originali, bellissimi e potenti, ispirati agli archetipi dell’identità mediterranea, verso l’evoluzione della figura femminile, dalle epoche e dai contesti culturali più arcaici fino alle contraddizioni dei giorni nostri e dell’attualità più toccante, controversa o provocante, navigando liberamente e creativamente nelle sue simbologie ed evoluzioni sempre legate al bacino del Mediterraneo e alle strutture sociali che ne sono derivate.

Nonostante le imperversanti temperature tropicali di questi giorni, l’affettuoso e appassionato pubblico ha sottolineato ogni momento con grandi applausi e costanti commenti calorosi, dimostrando in ogni passaggio grande partecipazione e coinvolgimento nelle vicende narrate e sentita empatia con i personaggi.

L’intrigante proposta drammaturgica e coreografica, corredata da una struggente colonna sonora, coprotagonista a tutti gli effetti della narrazione, è stata interpretata dalle ottime attrici di Monica Carbini: Maria Giulia Fabozzi, Sofia Di Lorenzo, Antonella La Frazia, Marialuisa Russo e Anna Spiezia e dalle bravissime danzatrici dirette da Simona Palazzi: Noella Bisarco, Annachiara Bovio, Federica Della Rocca, Silvia Rita DeNicola, Alida Gaudiello, Lucrezia Mottola, Ana Peralta, Emanuela Petito.

Cosi come il giovanissimo corpo di ballo ha dato eccellente prova di coesione, sensibilità, talento e maturità artistica anche grazie al lavoro coreografico di Simona Palazzi di Academy Ballet, così le interpreti attrici, seppur appartenenti a generazioni molto diverse e con percorsi formativi decisamente eterogenei, sono state sempre perfettamente a fuoco nelle loro parti e hanno dato grande prova di sensibilità e talento, preparazione e professionalità, dimostrando tutte una grande capacità di crescita e maturazione nel percorso laboratoriale intrapreso con Monica Carbini e Test TeatroStage.

Molto apprezzati anche i testi elaborati da Monica Carbini, Antonella La Frazia, Marialuisa Russo e Anna Spiezia in gran parte originali, autobiografici o in versioni totalmente sovvertite di storiche pietre miliari della letteratura mondiale.

Doverosi e sentiti i ringraziamenti all’organizzazione tutta di Benevento Città Spettacolo e al Direttore Renato Giordano.

31/08/26

BENEVENTO - Presentato il concerto della "Rino Gaetano band". Appuntamento il 4 settembre al Teatro Romano


di Emilio Spiniello

 A oltre quarant’anni dalla scomparsa del geniale cantautore calabro-romano, la musica e le parole di Rino Gaetano continuano ad emozionare e divertire. Benevento lo ricorderà il 4 settembre 2026, alle 20.30, presso il Teatro Romano  con l’evento della “Rino Gaetano band”, presentato oggi al Caffè delle Streghe. A moderare l’incontro la giornalista Raffaella Preziosi.

Presenti all’incontro con la stampa: Antonella Tartaglia Polcini, Assessore alla Cultura e Biblioteche del Comune di Benevento; Francesco Tuzio, Presidente Accademia delle Opera Aps; Yuri Di Gioia, Marketing Manager; Franco Francesca, designer dell’Eco-atelier di Alta Moda Sartoriale.

L’organizzatore Francesco Tuzio, dopo diversi eventi di successo al teatro romano,  propone una serata di qualità ricordando Gaetano che ci lasciò 45 anni fa. “Trasgressivo e trasversale”, lo definisce  Francesco Tuzio, presidente dell’Accademia delle Opere Aps, ricordando le difficoltà avute con le case discografiche dell’epoca.

Secondo l’assessore Antonella Tartaglia Polcini, “Rino Gaetano è sempre stata una figura di particolare contrasto, sempre in bilico tra una gioia sfrenata ed una profonda malinconia: le contraddizioni dell’esistenza”. Ha continuato: “ Aveva una tendenza a contrapporsi a tutti i tipi di establishment. Il suo successo è quello di aver vissuto, attraverso la musica,  le corde dell’umanità più profonda”.

Yuri Di Gioia, resposabile marketing dell’Accademia delle Opere, ha confessato di non essere mai riuscito a fare una serata dedicata al Maestro che ha vissuto davvero poco. 

“Agli inizi della carriera – ha proseguito - non aveva manco il coraggio di farsi chiamare col suo vero nome, tipicamente calabrese. 

Un cantante che portava qualcosa di molto diverso dagli altri, il più politico dei cantautori dell’epoca”, ha aggiunto Di Gioia.

Franco Francesca ha invece espresso il suo ruolo all’i della serata, promuovendo valori fondanti dell’Atelier che dirige.

Sul palco la band guidata da Alessandro Gaetano, nipote del cantautore, impegnato da anni nel mantenere viva e autentica l’eredità musicale dello zio.

Insieme ad Alessandro (voce, chitarra, piccole percussioni), ci sono Ivan Almadori (voce, chitarra), Fabio Fraschini (basso), Michele Amadori (tastiere, cori), Alberto Lombardi (chitarra elettrica, cori) e Marco Rovinelli (batteria).

Dal vivo saranno proposti brani indimenticabili come “Ma il cielo è sempre più blu” e “Gianna”, fino a “Aida” e “Nuntereggae più”.

Info e prenotazione biglietti: 377 2762653

Prevendita biglietti

anche con Carta del Docente

Accademia delle Opere

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BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO - Christian Poggioni celebra il grammelot di Dario Fo e chiude all'Hortus lo spazio drammaturgico del Festival


di Emilio Spiniello 

Con l’attore  Christian Poggioni una serata dedicata alla figura di San Francesco D’Assisi per l’ultima del festival “Benevento Città Spettacolo” 2026.

In scena all’Hortus conclusus, lo spettacolo  “Lu santo jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame, dove il pubblico si è cimentato con la comprensione del ‘grammelot’, la non lingua fatta di gesti, dialetti e suoni che rese popolare nel mondo il teatro di Dario Fo, nato 100 anni fa.

Incisiva la forte connotazione mimetico-espressiva per questo testo “giullaresco” dedicato a San Francesco, che si autodefiniva “giullare di Dio”.

Poggioni ne esplora l'importanza storica e il messaggio attuale alternando fonti storiche e fioretti,  attraverso le varie fasi della sua vita: il lupo di Gubbio, la predica agli uccelli, l’incontro con Papa Innocenzo III, la composizione del Cantico delle Creature e altri episodi notevoli. 

Christian Poggioni, che ha ottenuto l’autorizzazione della famiglia di Dario Fo ,ci restituisce l’immagine di satira, poesia e spiritualità del santo patrono d'Italia, simbolo universale di povertà, pace e amore per la natura, fondatore dell'Ordine dei Frati Minori e modello di vita evangelica.


Le vicende del Poverello di Assisi vengono raccontante con  un grammelot fatto di gesti e suoni onomatopeici combinati con dialetti dell’Italia settentrionale, come il lombardo, il veneto e il piemontese, come pensò Fo.

In scena c’è un solo attore, ma davanti allo spettatore prende forma un affresco brulicante di corpi, personaggi, accenti. Il monologo teatrale diretto ed interpretato da Poggioni, ci parla di chi trattò con gli ultimi, scegliendo l’estrema povertà e  predicando in strada: il giullare e l’uomo di fede sono la stessa persona che 800 anni fa lasciò questo mondo con un profondo messaggio universale.

29/08/26

BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO - Ingrid Sansone è Luisa Sanfelice, fra emozione, verità e tormento


di Emilio Spiniello 

Potente interpretazione di Ingrid Sansone in scena all’hortus conclusus di Benevento, in occasione del festival Città Spettacolo con «La verità di Luisa Sanfelice». Uno spettacolo intenso che restituisce umanità a una delle figure più controverse della Repubblica Napoletana, la nobildonna Luisa Molina Sanfelice.

Quest’ultima, dall’animo tormentato, si confessa a cuore aperto raccontando le sue verità, le sue vere intenzioni oltre le malelingue dell’epoca che la vedevano come traditrice, condannata a morte per aver involontariamente rivelato una congiura monarchica.

Donna di elevata bellezza, sposò il duca Andrea Sanfelice: un matrimonio decisamente infelice. Emergono le contraddizioni di una donna animata dal pathos in tutte le sue relazioni, infatti il suo consorte la giudica come “sbandata” e lei stessa confessandosi in preghiera rivela il vero interesse per l’”amore carnale”, sua strada maestra. In sottofondo ascoltiamo le musiche e i canti della rivoluzione napoletana, come ad esempio il “Canto dei Sanfedisti”, simbolo del variegato movimento controrivoluzionario.  


Lei sembra ignorare che la strada dei sentimenti, innamorata del suo amante repubblicano Ferdinando Ferri, la porterà dritta alla morte in un climax drammatico. Un’altra figura a lei vicina, Eleonora Pimentel Fonseca, elogiandola sul Monitore Napoletano(periodico dell'epoca), la fece additare come principale artefice del fallimento della cospirazione borbonica. Nelle parole di Luisa luci ed ombre, aggressività e timidezza. Con la caduta della Repubblica Napoletana e il ritorno di Ferdinando IV sul trono, però, la vendetta dei Borbone fu implacabile. Coloro che avevano sostenuto la repubblica furono catturati, processati e giustiziati. Lei rimase incinta nella prigione, però suo figlio nacque morto. In quella prigione incontrò altri carcerati di spessore, come Mario Pagano, Domenico Cirillo, Serra di Cassano e Francesco Caracciolo, tutti martiri,  esponenti della Repubblica Napoletana del 1799. 

Fu giustiziata L’11 settembre 1800 a piazza Mercato.

Lo spettacolo scritto da Roberto Russo e diretto da Francesco Saponaro restituisce al pubblico la storia di una donna che la storia ha trasformato in mito.

Al violoncello Marco Di Palo, ai canti e tammorra Federica Totaro.