PARLIAMO DI...


10/07/26

BENEVENTO, 15 luglio - Riqualificazione e ristrutturazione del San Marco: si presenta il progetto


Mercoledì 15 luglio alle ore 10,30, presso Palazzo Mosti Saletta Conferenze a Benevento, sarà presentato alla stampa il Progetto di riqualificazione e ristrutturazione del Teatro San Marco, realizzato dalla Teama s.rl. con il patrocinio morale del Comune di Benevento. 

All’incontro parteciperanno: Clemente Mastella, Sindaco della città; Antonella Tartaglia Polcini, Assessore alla Cultura e alle Biblioteche del Comune di Benevento. Inoltre, interverranno i soci della Teama s.r.l.: Alfredo Chiariotti, Amministratore delegato Teama.; Marco Dell’Era, Direttore Artistico, Marketing e Comunicazione; Emilio Atorino, Direttore commerciale.

Sarà raccontata nel dettaglio la storica location della città e i motivi che hanno portato a sviluppare l’importante progetto. L’iniziativa, oltre alla riqualificazione strutturale, prevede anche una Stagione Teatrale e numerosi momenti culturali dedicati, affinché la grande struttura diventi polo essenziale per l’arte, lo spettacolo e la crescita della città.

L’obiettivo, inoltre, della pianificazione dell’elaborato lavoro mira a voler rafforzare il rapporto tra comunicazione e promozione delle aziende del territorio che, in questo modo, potranno avvalersi della pianificazione culturale del Teatro San Marco come strumento di promozione e identità comunitaria, fondamentali per il territorio. La cittadinanza tutta è invitata. 




07/07/26

BENEVENTO, dal 25 al 30 agosto - Città Spettacolo diventa "Mediterraneo", incontro e confronto fra sensibilità differenti


La presidente di Fondazione Benevento Città Spettacolo, Rossella Del Prete, il direttore, Renato Giordano, e tutto il CdA presentano il logo ufficiale della 47ª edizione del Festival Benevento Città Spettacolo, in programma dal 25 al 30 agosto 2026.

Il tema della nuova edizione sarà “Mediterraneo”, proposto da Maurizio De Giovanni, consigliere del Comitato di indirizzo della Fondazione, che sarà protagonista della serata inaugurale con un suo spettacolo.

Il Mediterraneo rappresenta da sempre un luogo di incontro, di dialogo e di contaminazione tra popoli, culture e tradizioni. Un mare che unisce e che racconta storie attraverso la musica, il teatro, l’arte, la letteratura, i sapori, le lingue e le identità che da secoli convivono sulle sue sponde. Sarà proprio questo il cuore della 47ª edizione del Festival: celebrare una cultura capace di creare ponti, valorizzando la ricchezza delle differenze e il patrimonio comune che lega i popoli del Mediterraneo.

«Il Mediterraneo – sottolinea Renato Giordano – è il simbolo di una cultura aperta, inclusiva e in continua evoluzione. Attraverso questo tema vogliamo costruire un cartellone che sappia raccontare la nostra identità, mettendo in dialogo spettacolo, arte, musica, tradizioni e nuove visioni. Benevento diventerà ancora una volta un luogo di incontro e di confronto tra linguaggi e sensibilità differenti».

Ad accompagnare il tema scelto è il nuovo logo ufficiale del Festival, realizzato da Paola Serino, che interpreta visivamente l’anima del Mediterraneo e che spiega così:

Benevento è un mosaico di Mediterranei. Punto di incontro tra culture, storie e identità diverse del Mediterraneo. 
Come un mosaico, la città è composta da tessere differenti che, unite, formano un’immagine unica e riconoscibile. La variazione tipografica richiama le diverse scritture e culture che nei secoli hanno abitato Benevento, evocando stratificazioni storiche e linguistiche che hanno contribuito a costruire l’identità della città. Il logo della 47ˆ edizione racconta una Benevento luogo di incontro e dialogo tra culture mediterranee.
Intrecciando storia, arte e contemporaneità dà vita a nuove forme di espressione.

La 47^ edizione del Festival “Benevento Città Spettacolo, finanziata nell'ambito dell'Accordo per la Coesione della Regione Campania, è organizzata dal Comune di Benevento e da Fondazione Benevento Città Spettacolo.

Il programma della 47^ edizione del Festival “Benevento Città Spettacolo” sarà presentato prossimamente. 

POMPEI, 18 luglio - Gli allievi del Conservatorio di Benevento nella "Cherubini" del M° Muti


Il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento conferma il proprio ruolo tra le eccellenze del sistema nazionale dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica con la prestigiosa partecipazione di nove studenti al concerto che si terrà il 18 luglio 2026 presso lo straordinario scenario dell'Anfiteatro degli Scavi di Pompei, sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti, alla guida dell'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.

L'organico definitivo predisposto dalla Fondazione Orchestra Giovanile Luigi Cherubini testimonia il significativo contributo del Conservatorio beneventano, che sarà rappresentato da studenti selezionati nei diversi settori orchestrali.

Gli allievi del Conservatorio "Nicola Sala" impegnati nell'esecuzione del concerto saranno:

Lucia Romeo – Violino I
Nicole Agata Nicoletti – Violino II e Violino I (a seconda del repertorio)
Filomena Gambardella – Violoncello
Pio Cosimo Ferraro – Contrabbasso
Emanuel Liparullo – Fagotto (raddoppio)
Salvatore Ruggiero – Oboe/Corno inglese (raddoppio)
Manuel Ciccaglione – Violoncello
Antonio Manicardi – Violoncello
Debora Bovino – Violino I
La presenza di un numero così significativo di studenti del Conservatorio di Benevento in una produzione diretta dal Maestro Riccardo Muti costituisce un riconoscimento di assoluto prestigio per il livello qualitativo raggiunto dall'Istituzione sannita e per il percorso formativo che essa offre ai giovani musicisti.

L'iniziativa assume un valore ancora più rilevante considerando che i giovani artisti saranno chiamati ad eseguire alcune tra le pagine più rappresentative del patrimonio sinfonico-operistico italiano, condividendo il palcoscenico con l'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini in uno dei luoghi simbolo della cultura mondiale.

La dichiarazione del Direttore Giuseppe Ilario

«La selezione di ben nove nostri studenti rappresenta un motivo di straordinario orgoglio per l'intera comunità accademica del Conservatorio "Nicola Sala". È il riconoscimento concreto della qualità della formazione che la nostra Istituzione è oggi in grado di offrire e dell'impegno quotidiano dei nostri docenti nel coltivare talenti destinati a confrontarsi con i più elevati contesti artistici internazionali.

Suonare sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti significa entrare in contatto con una delle più alte espressioni della tradizione interpretativa italiana. Esperienze come questa costituiscono il completamento naturale del percorso di Alta Formazione: non soltanto un traguardo artistico, ma una straordinaria occasione di crescita professionale, culturale e umana. Il Conservatorio di Benevento continuerà a lavorare affinché i propri studenti possano essere protagonisti nei più prestigiosi palcoscenici nazionali e internazionali.»

La dichiarazione del Presidente Nazzareno Orlando

«La partecipazione del Conservatorio "Nicola Sala" a questo prestigioso progetto artistico rappresenta un risultato di grande rilievo istituzionale. Essa conferma il ruolo che il nostro Conservatorio ha assunto nel panorama AFAM italiano, quale luogo di formazione di eccellenza, capace di instaurare rapporti di collaborazione con le più autorevoli realtà musicali del Paese.

L'invito della Fondazione Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e la presenza di un numero così importante di nostri studenti nell'organico definitivo costituiscono un riconoscimento del lavoro svolto dall'intera Istituzione. È motivo di orgoglio per il Conservatorio, per la città di Benevento e per tutto il territorio, che vede i propri giovani talenti chiamati a rappresentare l'eccellenza musicale italiana in un evento di assoluto prestigio internazionale.»

Il Conservatorio Statale di Musica "Nicola Sala" rinnova il proprio ringraziamento al Maestro Riccardo Muti e alla Fondazione Orchestra Giovanile Luigi Cherubini per la fiducia accordata, confermando la piena disponibilità a collaborare alla riuscita dell'iniziativa, anche attraverso il supporto logistico già offerto con la messa a disposizione della nuova struttura Housing "Il Molino" e dei servizi organizzativi del Conservatorio.

L'appuntamento del 18 luglio 2026 rappresenterà non solo un evento musicale di altissimo profilo, ma anche una significativa testimonianza del valore della formazione AFAM italiana e della capacità dei Conservatori di preparare musicisti pronti ad affrontare le più prestigiose esperienze professionali.

PIETRELCINA (BN), dal 27 al 30 luglio - Torna il "Jazz sotto le stelle", con "Note narranti". Fra gli ospiti Paolo Fresu e Lorenzo Hengeller


Si svolgerà dal 27 al 30 luglio 2026 la 22ᵃ edizione del
Jazz sotto le stelle Pietrelcina festival. La manifestazione ha il patrocinio del Comune di Pietrelcina, l’organizzazione della Cooperativa di Comunità ILEX e la direzione artistica di Giovanni Russo. Il tema scelto è Note narranti ovvero la capacità dei musicisti di suonare storie autentiche da ascoltare che nel jazz è esaltata dall’improvvisazione.

Anche nel 2026 il programma è davvero prestigioso. Nella suggestiva cornice del Parco Colesanti si alterneranno: il trio della bravissima cantante Valentina Fedullo con Lello Petrarca al pianoforte e Aldo Vigorito al contrabbasso, 2 Maestri assoluti come Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura, il geniale pianista e cantante Lorenzo Hengeller (prima in un superlativo quartetto con Gianfranco Campagnoli alla tromba, Gabriele Evangelista al contrabbasso e Bernardo Guerra alla batteria) e poi in duo con la vulcanica cantante Simona Boo. I concerti saranno gratuiti, in caso di maltempo si svolgeranno presso il Palavetro. Ogni sera, a partire dalle ore 20,30 sarà possibile degustare alcune eccellenze enogastronomiche sannite e non solo a cura di Alimenta Bistrot di Benevento.

La scenografia del concerto del 28 luglio sarà impreziosita da alcune opere del Maestro sannita Leonildo Bocchino tratte dalla sua collezione Legacy ispirata dall’omonimo disco inciso da Paolo Fresu nel 2024.

Per il 3° anno sarà conferito il Premio Pietrelcina in Jazz, opera in ceramica dipinta a mano dalla talentuosa artista sannita Sabrina De Ieso, ad uno degli artisti invitati.

Come sempre, Angelo Masone renderà visibile il suono del jazz grazie alla sua immensa arte fotografica.  

 

 

06/07/26

NAPOLI - Rosaria De Cicco ne "L'eleganza del riccio" accende i "Brividi d'estate" all'Orto Botanico


di Maria Ricca

Interpretazione suggestiva ed emozionante, quella che Rosaria De Cicco ha offerto in questo giorni al pubblico di "Brividi d'estate", la rassegna estiva de 'Il Pozzo e il Pendolo" all'Orto Botanico di Napoli. La sua rilettura della figura di Mme Michel, nella celebre opera "L'eleganza del riccio" di Muriel Barbéry, è apparsa caratterizzata da una consapevolezza dolente, che ha dato più smalto all'interpretazione e ha catturato sin da subito la scena, ipnotizzando la platea. Non è stato difficile, dunque, identificarsi nel suo personaggio, per chi da sempre combatte con la differenza tra la propria vera essenza e l'immagine esterna che siamo costretti a dare di noi, per sopravvivere e per non "inquietare" il prossimo, il quale, in genere, ragiona per stereotipi e dunque non capirebbe un "cambio di programma", arrivando alla derisione. E così Renée, per tutta la vita condannata ad accontentarsi, perché non ritenuta mai "abbastanza" in tutti i sensi, come spesso accade a chi, profondamente intelligente, studia ed osserva dall'esterno, ma non immagina di poter spiccare il volo, è la portinaia affabile, gentile, intuitiva e sensibile di un elegante palazzo di Parigi. Una vedovanza serena da un marito che lei ha curato ed assistito con devozione fino all'ultimo completa il quadro di una donna speciale e disincantata, a cui fa da contraltare l'intelligente Paloma (Sabrina Bruno), adolescente critica verso tutto il mondo, specie quello familiare, che ama sperimentare e conoscere, pur dandosi come limite il proprio stesso suicidio, di lì a breve, di cui parla con leggerezza, come fosse una delle tante avventure che le si prospettano dinanzi. 

Che Renée abbia chiamato il suo gatto Lev (come Tolstoj), rivelando involontariamente la sua "eleganza", pur restando un prezioso "riccio", chiuso in sé, se ne accorgerà solo Monsieur Ozu (Nico Ciliberti), che saprà, con delicatezza, sfogliare, ad uno ad uno, gli strati sotto i quali si nasconde Reneé e rivelarne le qualità. Confermando che la vera sapienza è custodire la propria bellezza interiore, senza ostentarla, aspettando qualcuno capace di riconoscerla. 

Tutto questo fin quando la tragedia, maledettamente, irrompe, proprio un attimo prima del riscatto di Renée, togliendole la vita, costringendo chi resta ad affrontare una verità che non fa sconti. Se Ozu rimpiange l'occasione mancata di condividere il proprio cammino con una donna straordinaria e ritrovare con lei il senso di tutto, Paloma comprende che le opportunità offerte dall'esistenza vanno trattate con rispetto, che non si scherza con la vita ed il suo significato, che la filosofia e l'ironia nulla possono dinanzi alla sua imprevedibilità. 

Gli echi pirandelliani nel racconto ci sono tutti, qui declinati attraverso un sapiente gioco di luci ed ombre che ha saputo sfruttare gli archi delle finestre del Castello del Real Orto Botanico, a riproporre in maniera sfalsata gli spazi del condominio parigino in cui si son mossi gli interpreti, trasformandolo in un luogo dell'anima, sospeso tra realtà e memoria, evocato dalla scenografia curata da Giorgia Lauro. 

La regia di Annamaria Russo ha saputo dare giusto risalto ai momenti fondamentali dell'opera, scegliendo di individuare frasi chiave e parole essenziali per delineare le caratteristiche dei diversi personaggi e rivelarne l'anima. 

02/07/26

BENEVENTO - Successo per gli attori di TeSt Teatro Stage di Monica Carbini nello spettacolo dell'Academy di Simona Palazzi


TEATRO  - TeSt - Teatro Stage: successo per i bravissimi attori in scena martedì sera al Teatro Comunale di Benevento con Ibride Incursioni Inebriate di Brindisi diretto da Monica Carbini.

Le Intrusioni Teatrali di Test Teatro Stage sempre sotto l’accurata regia di Monica Carbini hanno intervallato con intensità e grande professionalità, anche degli allievi più piccoli, le innumerevoli esibizioni dello spettacolo di fine anno della scuola di danza Academy- Ballet, Musical and Fitness diretta da Simona Palazzi che ha introdotto l’esibizione con la sua voce fuori campo.

Gli straordinari attori e attrici di TeSt - Teatro Stage hanno contrappuntato con monologhi bellissimi ed emozionanti il variegato Show, intitolato The Dream – Mondi Magici, ideato dalla scuola di danza Academy con le decine di ballerine coordinate e preparate dalle insegnanti Sara Diglio, Sara Romano e Antonella Frangiosa.

Le intense e coinvolgenti performance teatrali si sono dipanate con grande emozione e coinvolgimento sempre sotto l’attenta e appassionata regia di Monica Carbini che quest’anno era affiancata nel suo lavoro registico e formativo dall’attore e doppiatore beneventano Maurizio Tomaciello, curatore anche del corso di teatro-bimbi e dall’attrice Francesca Parziale che è stata straordinaria ospite e protagonista anche in scena.  

Lo spettacolo, all’insegna della magia, della fantasia e della vibrante vitalità, ha avuto inizio con la prima parte dedicata esclusivamente alla danza classica con l’esibizione delle bravissime piccole danzatrici e dei bravissimi piccoli attori nei loro meravigliosi mondi fatati ispirati al Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare.

I piccoli interpreti, Andrea Cassero, Francesco De Marco, Giulia De Nunzio, Elisabetta Parrella, Antonio Scognamiglio e Maria Francesca Stefanelli, hanno fatto divertire il pubblico con grande maturità e concentrazione frutto dell’intenso lavoro nei mesi del loro laboratorio diretto da Maurizio Tomaciello coadiuvato da Francesca Parziale. I testi erano di Monica Carbini.

La seconda parte si è aperta poi ai mondi marini e al fascino irresistibile di sirene incantatrici con le straordinarie evoluzioni della danza aerea, per passare poi alle ambientazioni del deserto magico e seducente dell’origine della vita, popolato da creature misteriose e ammaliatrici, e successivamente alla frenesia di città futuristiche rappresentate da scatenate e irrefrenabili danzatrici.

In questi mondi hanno preso vita i fantastici e magici personaggi incarnati perfettamente dagli attori adulti di Test Teatro Stage, Mariapia Boffa, Sofia Di Lorenzo, Giampiero Ferrara, Antonella La Frazia, Francesco Pagano, Francesca Parziale, Giovanna Rossi e Anna Spiezia, con i testi ideati e curati sempre da Monica Carbini che si è lasciata ispirare principalmente dalle pagine immortali del Faust di Wolfgang Goethe o dalla Storia Infinita di Michael Ende o dal film La La Land. Mentre altri bellissimi monologhi sono stati elaborati da Simona Palazzi e da Francesca Parziale.

Test Teatro Stage desidera ringraziare Simona Palazzi e tutto lo staff di Academy- Ballet, Musical and Fitness, comprese tutte le fantastiche danzatrici, per l’accoglienza nei loro spazi in questo breve percorso comune compiuto in pochi ma intensi mesi, per la proposta artistica ricevuta, folle come solo gli artisti a volte sanno e possono fare, di un progetto insieme e per questa esperienza, finale e conclusiva della collaborazione, portata a compimento con entusiasmo, caparbietà, grandissima professionalità, fatica e sacrificio da entrambe le parti. 

30/06/26

BENEVENTO - Sal da Vinci si laurea "honoris causa" al Conservatorio "Sala": il valore del "percorso" e della dignità artistica

di Maria Ricca


L'uomo e l'artista. Binomio inscindibile di suggestiva umanità. Sal da Vinci ha conquistato il pubblico, che lo segue con passione, ed il mondo accademico, che gli riconosce il valore del sacrificio, conferendogli autorevolezza espressiva ed il diritto di cittadinanza artistica.  È per questo che c'è stato molto di più di una semplice cerimonia nella serata che il Conservatorio "Nicola Sala" di Benevento ha dedicato all'artista partenopeo per il conferimento del diploma accademico di II livello, honoris causa,  in canto pop-rock. 

È stata una riflessione sul valore della musica, del talento coltivato con pazienza e della perseveranza, espressa da chi non ha mai dimenticato le proprie radici e continua a guardare con attenzione alle nuove generazioni. 


Particolarmente significativa la considerazione sul senso stesso della laurea honoris causa: "Questo riconoscimento - ha affermato Sal da Vinci - unisce due mondi solo apparentemente separati: quello istituzionale del Conservatorio e quello vivo e viscerale del palco." Un ponte tra formazione accademica ed esperienza artistica, tra studio e palcoscenico, che trova proprio nella musica il suo punto d'incontro.


Prima del conferimento del titolo, negli spazi dell'ex Hotel Il Molino, Sal Da Vinci ha incontrato i giornalisti e poi i docenti del corso di canto pop, con i quali ha condiviso un intenso momento di confronto, ripercorrendo il proprio cammino umano e professionale.

"Ricordo i miei esordi, la mia gavetta. La parola d'ordine è percorso, molto più dell'arrivo", ha detto il musicista, spiegando come ogni esperienza, anche la più faticosa, contribuisca alla costruzione dell'identità artistica.

Il suo pensiero è poi tornato inevitabilmente a Napoli, città con la quale mantiene un legame profondo e indissolubile. "Napoli per me è donna, madre e maestra, malinconia e gioia", ha ricordato, sintetizzando in poche parole tutto l'amore per una terra che continua a ispirare la sua musica.

Non sono mancati i consigli rivolti agli studenti, ai quali Sal Da Vinci ha parlato con il linguaggio semplice di chi conosce bene sacrifici e attese: "Seguo molto i giovani, li vedo, li rincuoro e mi riconosco in loro. Nessuna strada offre garanzie. Se scegli di fare l'artista, scegli di investire energie senza avere certezze."

Un messaggio di speranza, ma anche di realismo: "So cosa significa convivere con l'incertezza. Non abbiate paura, se ci vuole tempo per affermarsi. La maturità artistica ha i suoi tempi." E ancora: "Se oggi sono qui è perché non ho mai smesso di credere nella musica. Il lavoro mi fa sentire vivo."

Parole che hanno assunto un significato ancora più personale quando ha voluto condividere questo importante traguardo con la propria famiglia, rivolgendo un pensiero affettuoso alla moglie, alla quale ha detto di essere profondamente legato.

Il suo invito finale ai giovani è stato: "Tutto ciò che arriva con il sudore nessuno ve lo porterà via. Le cose più belle arrivano se si sa aspettare."


L'incontro è proseguito con le domande dei docenti, offrendo l'occasione per ripercorrere alcune delle tappe più significative della sua formazione. Dall'insegnamento del maestro Roberto De Simone, alla passione per Pino Daniele, fino all'esperienza nel musical "Scugnizzi" di Claudio Mattone, spettacolo che gli regalò grande popolarità, raccontando la Napoli più autentica e quella realtà dei quartieri popolari che ancora oggi rappresenta una componente fondamentale della sua identità artistica.


A sorprendere tutti è stato poi il momento musicale. Seduto al pianoforte, Sal Da Vinci ha interpretato alcune delle sue canzoni più amate, proponendole in una veste essenziale e intensa, quasi confidenziale, che ha creato un'atmosfera di grande partecipazione emotiva.

La serata si è conclusa, appunto, con il momento più solenne: il conferimento della laurea honoris causa. Dopo la lettura delle motivazioni da parte del direttore Giuseppe Ilario, il presidente del Conservatorio, Nazzareno Orlando, ha posto sul capo dell'artista la tradizionale corona d'alloro. Visibilmente emozionato, Sal Da Vinci ha accolto il riconoscimento con quella sensibilità che ha caratterizzato l'intera sua presenza in città. Disponibile, appassionato e mai retorico, il cantante, che tornerà in concerto a Benevento il 15 luglio, per il BCT Music Festival, ha dialogato con studenti, docenti e giornalisti con spontaneità, lasciando emergere il volto di un artista che, nonostante una carriera ricca di successi, continua a considerare la musica prima di tutto un atto d'amore e di condivisione.

PIETRELCINA - All'hair stylist Maddalena Forgione conferita Pergamena di merito, per i suoi 40 anni di professionalità e dedizione al lavoro


di Maria Ricca

Quarant'anni di stimata attività, un traguardo raggiunto con forza e determinazione, grazie alla sue doti professionali e alle sue qualità personali, quali gentilezza, attenzione e disponibilità umane, esempio nei decenni di costante impegno e dedizione nel lavoro.

Questa la motivazione con la quale il Comune di Pietrelcina ha conferito alla parrucchiera ed hair stylist Maddalena Forgione una meritata Pergamena di merito, accompagnata da uno splendido bouquet di fiori. L'iniziativa, subito accolta dal Sindaco Salvatore Mazzone e dall'Amministrazione, è nata su proposta dell'Assessore alle Pari Opportunità e Politiche Sanitarie Milena Masone, sempre attenta a promuovere il valore delle donne che lavorano nel nostro territorio. La Consulta delle Donne, con la Presidente Stefania Glielmo, ha condiviso la gioia del traguardo raggiunto dalla Forgione, augurandole ancora tanti anni di successo e soddisfazioni.


Commossa e felice, la Forgione ha accolto con gioia il riconoscimento di tanti anni di lavoro.

- Maddalena, lei oggi festeggia un traguardo importante: 40 anni di attività. Che effetto le fa ricevere questo riconoscimento dal suo paese?
"Quando mi è arrivata  la convocazione, ho pianto di conmozione, non me lo aspettavo. Ho iniziato da piccola, con tanti sacrifici, quarant'anni fa, prendendo il pullman per venire a Benevento, dove ho iniziato a far pratica e poi a lavorare. Con tanta pazienza ho costruito poi, nel tempo, la mia attivitàa Pietrelcina, stando in negozio dalla mattina alla sera inoltrata, affidando le mie bimbe ai nonni. Ho dovuto sempre conciliare famiglia ed attività. Adesso le figlie sono adulte, lavorano fuori, sono realizzate e vado a trovarle, nel rispetto loro e dei miei impegni lavorativi, che provo sempre a conciliare.  È questo, infatti, un lavoro che devi amare davvero tanto, da affrontare con il sorriso ogni giorno, lasciando i problemi a casa e costruendo armonia."
- Se ripensa al primo giorno in cui ha aperto il suo salone, quale ricordo le viene subito in mente?
"Sicuramente il bellissimo rapporto costruito con le clienti storiche, alcune in particolare, che ho pettinato nelle occasioni importanti della loro esistenza, dalla promessa di matrimonio alla cerimonia nuziale, dalla Comunione alla festa di laurea, passando di madre in figlia."
- Qual è il segreto per costruire un rapporto così duraturo con le persone?
"Passione ed amore per il proprio lavoro. Se c'è questo, la giornata passa velocemente e si costruisce un vero e proprio rapporto umano con le signore, che si affezionano e ti sono anche vicine quando magari hai qualche problema personale o qualche difficoltà. Il segreto è entrare in sintonia con loro e mettersi sempre a disposizione, quando è possibile."
- Questo riconoscimento arriva anche come simbolo del valore del lavoro femminile. Che messaggio vorrebbe dare alle giovani donne che sognano di mettersi in proprio?
"Io dico sempre alle mie collaboratrici, che sicuramente continueranno il mio lavoro quando, da anziana, mi ritirerò, di impegnarsi, di aggiornarsi continuamente, come anche io continuo a fare, per stare al passo con i tempi, in un lavoro che oggi è cambiato, che affronta una clientela sempre più esigente e che deve confrontarsi anche con quanto viene pubblicato sui social. Gli alti e i bassi vi saranno sempre, dico loro. Ma ne vale, ne varrà sempre la pena."


27/06/26

BENEVENTO, 30 giugno - "The Dream-Mondi Magici", con l'Academy-Ballet, Musical and Fitness e gli attori di TeSt - Teatro Stage di Monica Carbini


Danza e teatro si incontrano in un unico grande racconto fatto di sogni, magia e fantasia. Sarà il Teatro Comunale di Benevento a ospitare, martedì 30 giugno, lo spettacolo di fine anno dell'Academy – Ballet, Musical and Fitness, intitolato "The Dream – Mondi Magici", un evento che vedrà intrecciarsi il linguaggio del corpo e quello della parola in una coinvolgente esperienza scenica.

Accanto alle numerose allieve della scuola di danza, guidate dalla direttrice Simona Palazzi insieme alle insegnanti Sara Diglio, Sara Romano e Antonella Frangiosa, saliranno sul palco anche le attrici e gli attori di TeSt – Teatro Stage, diretti da Monica Carbini.

Per l'edizione di quest'anno, il percorso teatrale si è arricchito della collaborazione dell'attore e doppiatore beneventano Maurizio Tomaciello, docente e regista del corso dedicato agli adulti e responsabile anche del laboratorio di teatro per bambini, affiancato dall'attrice e aiuto regista Francesca Parziale, che sarà presente anche in scena.

Lo spettacolo prenderà il via alle 18.30 con una prima parte interamente dedicata alla danza classica. Protagoniste saranno le più piccole danzatrici, affiancate dai giovani attori, impegnati in un viaggio attraverso mondi incantati ispirati principalmente al "Sogno di una notte di mezza estate" di William Shakespeare, accompagnati dalle celebri musiche di Felix Mendelssohn.

Dalle 20.30 il sipario si aprirà invece su atmosfere completamente diverse. La seconda parte condurrà il pubblico in un universo popolato da creature fantastiche, personaggi misteriosi e seducenti, figure tratte da romanzi, miti, leggende e grandi racconti della letteratura, in un susseguirsi di suggestioni che alterneranno poesia, energia, ironia e mistero.

Le coreografie attraverseranno linguaggi diversi – dalla danza aerea al modern jazz, passando per urban e k-pop – mentre gli allievi attori daranno voce e corpo ai protagonisti di una narrazione capace di spaziare tra realtà contemporanea, dimensioni senza tempo e scenari immaginari.

I testi teatrali, curati da Monica Carbini, attingono ad alcune delle opere più significative della letteratura e del cinema, dal "Faust" di Goethe alla "Storia Infinita" di Michael Ende, fino alle suggestioni del film "La La Land". Altri monologhi portano invece la firma di Simona Palazzi e Francesca Parziale, contribuendo ad arricchire uno spettacolo che si presenta come un mosaico di emozioni e linguaggi artistici.

A interpretare la parte teatrale saranno Mariapia Boffa, Sofia Di Lorenzo, Giampiero Ferrara, Antonella La Frazia, Francesco Pagano, Francesca Parziale, Giovanna Rossi e Anna Spiezia, chiamati a dialogare con la danza in un allestimento che promette di trasformare il palcoscenico del Comunale in un luogo dove immaginazione e spettacolo si fondono in un'unica, coinvolgente esperienza.

PIETRELCINA - Il prof. Riccardo Valli e "La trappola di Tucidide": docente ed ex allievi a confronto su dinamiche antiche e moderne


di Maria Ricca

C'è un'espressione che, negli ultimi anni, è uscita dalle aule universitarie per entrare stabilmente nel lessico della geopolitica mondiale: "la trappola di Tucidide". La si ritrova nei saggi degli analisti, nei dibattiti televisivi, perfino nei discorsi dei grandi leader internazionali. Non è un caso che anche il presidente cinese Xi Jinping vi abbia fatto riferimento, mettendo in guardia dal rischio che il confronto tra una potenza dominante e una potenza emergente possa trasformarsi, quasi inevitabilmente, in un conflitto.

È stato proprio questo il filo conduttore dell'incontro-seminario "La trappola di Tucidide", aperto a tutti, e tenuto dal professor Riccardo Valli presso la sede dell'Archeoclub di Pietrelcina. Il docente,  a confronto soprattutto con i propri ex allievi, ormai affermati professionisti, fra cui l'Assessore comunale alla Sanità e alle Pari Opportunità Milena Masone, promotrice dell'incontro, ha inteso dimostrare quanto il mondo antico continui a fornire preziose chiavi di lettura per comprendere l'attualità.

Il punto di partenza è stato naturalmente la Guerra del Peloponneso, narrata da Tucidide, storico ateniese e, nello stesso tempo, testimone contemporaneo degli eventi che racconta.

Da un lato vi era Sparta, potenza terrestre, forte di una società costruita attorno al ceto militare e al controllo del Peloponneso. Dall'altro Atene, che aveva invece fatto del mare la propria forza.

Ma il predominio ateniese non nacque per caso.

All'inizio del V secolo avanti Cristo le città greche dovettero affrontare la minaccia persiana. Comprendendo di non poter competere sul terreno, gli Ateniesi decisero di affidarsi alla superiorità navale. Celebre rimane il responso dell'Oracolo di Delfi sulle misteriose "mura di legno", interpretate come le navi della flotta ateniese. Fu una scelta destinata a cambiare la storia. La vittoria nella battaglia di Salamina e la successiva sconfitta della Persia consegnarono ad Atene un prestigio enorme.

Fu allora che nacque la Lega di Delo. Le città greche, riconoscenti verso Atene, contribuirono economicamente alla difesa comune. Con quelle risorse Pericle trasformò la città nel centro politico, economico e culturale della Grecia, avviando anche la costruzione del Partenone, simbolo ancora oggi della civiltà classica.

Tra il 480 e il 479 avanti Cristo il potere ateniese crebbe rapidamente. Per qualche tempo sembrò possibile mantenere un equilibrio, ma le tensioni iniziarono ad aumentare. Alcuni alleati, come Corinto, contestarono l'espansione ateniese. Sparta, osservando la crescita continua della rivale, cominciò a percepire il proprio declino.

Ed è qui che Tucidide individua la causa profonda della guerra.

Non furono soltanto i singoli episodi diplomatici o militari a provocare il conflitto, ma il timore della potenza consolidata nei confronti di quella emergente. In altre parole, l'ascesa di Atene rese la guerra quasi inevitabile perché alimentò la paura di Sparta.

È questa la celebre "trappola di Tucidide", un'intuizione che, secoli dopo, sarà ripresa anche dal filosofo David Hume e che oggi continua a essere richiamata dagli studiosi delle relazioni internazionali.

Il riferimento all'attualità è quasi spontaneo. Molti osservatori vedono infatti nella competizione tra Stati Uniti e Cina dinamiche non troppo diverse da quelle descritte oltre duemila anni fa. Da qui anche gli appelli di Xi Jinping a evitare che la rivalità tra le due superpotenze precipiti in uno scontro aperto, sottolineando come nessuno possa permettersi di cadere nella "trappola di Tucidide".

Naturalmente la storia non si ripete mai nello stesso modo. Ogni epoca possiede caratteristiche proprie e i rapporti internazionali del XXI secolo sono infinitamente più complessi rispetto al mondo greco. Tuttavia, come ha ricordato il professor Valli, la storia continua a offrirci strumenti preziosi per interpretare il presente.

È forse questo il fascino intramontabile dei classici: non quello di fornire risposte definitive, ma di insegnarci a leggere il nostro tempo con maggiore consapevolezza. E, in un'epoca attraversata da guerre, tensioni e nuovi equilibri globali, la lezione di Tucidide appare sorprendentemente attuale: spesso non sono l'odio o l'ambizione a rendere inevitabili i conflitti, bensì la paura che nasce quando cambia l'equilibrio del potere. Una riflessione antica di venticinque secoli che continua a interrogare, con inquietante lucidità, il mondo contemporaneo.

26/06/26

PESCO SANNITA - "Piccoli e Grandi Artisti sotto le Stelle”: 18a edizione, promossa da "Fare Musica", per "Le forme dell'amore"


Si è svolta con grande partecipazione, ieri sera, la 18ª edizione di “Piccoli e Grandi Artisti sotto le Stelle” a Pesco Sannita. L’evento, promosso dall’Associazione Fare Musica sotto la direzione artistica della M° Simona De Palma, ha visto una piazza gremita di pubblico.

Protagonisti assoluti della manifestazione sono stati i maestri e gli allievi dell’Associazione Fare Musica, cuore pulsante del progetto, che ogni anno trasforma lo studio della musica in un’esperienza di crescita, condivisione e relazione.

Il tema scelto per questa edizione, “Le forme dell’amore”, ha guidato l’intero spettacolo attraverso un percorso di emozioni e linguaggi diversi: dall’amore nei sogni a quello nei legami familiari, dalla memoria ai rapporti umani, fino alle emozioni più intime e universali.

La musica, alternando momenti solistici e d’insieme, ha offerto ai giovani esecutori la possibilità di esprimersi valorizzando ascolto, sensibilità e capacità di costruire armonia collettiva.


Il percorso artistico dei ragazzi è stato guidato dai maestri dell’Associazione Fare Musica: Gabriele Ciani, Andrea Orlando, Nadia Khomutova e Maria Nilo, sotto la direzione artistica della M° Simona De Palma, punto di riferimento costante del progetto.

Sul palco anche il contributo musicale del basso di Fiore Girardi, presente con discrezione a sostegno nelle esecuzioni.

Importante la presenza del coro degli ex allievi dell’associazione formato da Chiara Vetere, Chiara Uglia, Mariapia D’Apollonio e Luca Di Martino, testimonianza concreta di un percorso che continua nel tempo e unisce generazioni diverse attraverso la musica.

A presentare la serata con naturalezza e grande coinvolgimento è stato Luigi Giova, che ha accompagnato il pubblico lungo tutto lo spettacolo, dando ritmo e continuità all’evento. Nel corso della serata si è alternato un momento dedicato alla grande musica italiana, con un ricordo discreto e sentito di Gino Paoli e Ornella Vanoni, interpreti che hanno saputo raccontare l’amore con autenticità ed eleganza, lasciando un segno indelebile nella storia della canzone d’autore.

Uno spazio significativo è stato, invece, riservato a un tema di forte attualità sociale: la violenza. Attraverso un monologo intenso e l’interpretazione del brano “Sally”, il momento ha offerto una riflessione profonda su fragilità, consapevolezza e rispetto, sottolineando il ruolo della musica e dell’arte come strumenti di sensibilizzazione e dialogo. L’iniziativa ha visto, inoltre, il sostegno dell’Amministrazione comunale e delle realtà del territorio, insieme al patrocinio della Pro Loco, che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento attraverso collaborazione e supporto organizzativo, confermando l’importanza della rete tra istituzioni e associazioni culturali.

“Piccoli e Grandi Artisti sotto le Stelle” si conferma così un appuntamento di forte valore educativo e artistico, capace di unire formazione, emozione e comunità in un’unica grande esperienza condivisa.


STORIE - Marika, il sogno coronato: il "sì" civile della figlia dell'artista Fortuna Cestari


Un amore difficile, attraversato da ostacoli e insidie, ha trovato finalmente la forza di vincere. Marika, figlia dell’artista Fortuna Cestari, insieme al suo sposo Antonio, dopo oltre vent’anni vissuti tra le mura dell’ospedale, ha coronato il suo sogno con un matrimonio civile che segna il primo passo verso un “sì” per sempre, anche spirituale.

Ci sono storie che non chiedono soltanto di essere raccontate, ma di essere ascoltate con il cuore. Quella di Marika è una di queste: una giovane donna che ha sfidato la vita giorno dopo giorno, trasformando il dolore, l’attesa e la fragilità in una promessa d’amore capace di superare ogni confine.

Figlia dell’artista Fortuna Cestari, Marika vive da oltre vent’anni una realtà segnata dall’ospedale, dai limiti imposti dalla malattia e da prove che avrebbero potuto spezzare qualsiasi sogno. Eppure, proprio tra quelle mura, ha custodito una speranza luminosa: amare ed essere amata, fino al giorno in cui quel desiderio è diventato realtà



Il primo “sì”: una promessa civile che guarda al cielo

Il matrimonio civile celebrato da Marika e Antonio non è stato soltanto un atto formale. È stato il primo passo di un cammino più grande, il percorso del “sì” che desidera diventare per sempre anche nella sua dimensione spirituale. In Italia, il matrimonio civile ha pieno valore legale ed è celebrato davanti a un ufficiale di stato civile, mentre il rito religioso aggiunge una dimensione sacramentale e spirituale alla scelta degli sposi.

Per Marika, quel “sì” ha avuto il sapore della conquista. Non una semplice cerimonia, ma una vittoria intima e pubblica, un gesto capace di dire che l’amore, quando è autentico, non si arrende davanti alle attese, alle paure, alle distanze e alle prove più dure.

Le sette catene spezzate dall’amore

Nel racconto di questa unione, l’immagine delle sette catene spezzate dall’amore diventa simbolo potente: le catene della sofferenza, della paura, dell’attesa, dell’incertezza, della solitudine, degli ostacoli e dei giudizi. Una dopo l’altra, Marika le ha affrontate, non da sola, ma con la forza di un sentimento che ha saputo resistere.

Il loro amore è stato difficile, intrappolato tra insidie e prove quotidiane, ma non è mai stato sconfitto. Marika e Antonio hanno camminato lentamente, a volte in silenzio, altre volte tra lacrime e speranze, fino a raggiungere il momento in cui due vite hanno potuto riconoscersi davanti alla legge e davanti a chi ha creduto nella loro storia.

Fortuna Cestari, madre e artista davanti al trionfo della vita

Per Fortuna Cestari, madre e artista, questo giorno rappresenta molto più di una festa familiare. È il compimento di un sogno custodito nel tempo, il riscatto della vita sulla sofferenza, la conferma che anche nei luoghi più duri può nascere una bellezza inattesa.

Lo sguardo di una madre conosce le battaglie invisibili, le notti lunghe, le domande senza risposta. Ma conosce anche la forza dei piccoli miracoli quotidiani. Il matrimonio di Marika è uno di questi: un segno di speranza che parla a tutte le famiglie che vivono la malattia, la fragilità e l’attesa senza smettere di credere nel domani.

Quando l’amore vince nonostante tutto

La storia di Marika non è soltanto la cronaca di un matrimonio. È il racconto di un amore che ha dovuto conquistare ogni centimetro di felicità, di una donna che ha sfidato la vita senza rinunciare al diritto di sognare, di una promessa che oggi diventa luce.

Tra le mura dell’ospedale, dove spesso il tempo sembra fermarsi, Marika ha dimostrato che il cuore può continuare a camminare. E quel “sì” civile pronunciato con Antonio, primo passo verso un “sì” spirituale e definitivo, diventa il simbolo di una vittoria: l’amore, anche quando è ferito, può spezzare le catene e vincere nonostante tutto.

25/06/26

PIANO DI SORRENTO, dal 10 luglio - "Note di stelle a Villa Fondi", diretta da Fiorenza Calogero


Torna “Note di Stelle a Villa Fondi”: quattro appuntamenti tra le Musiche Migranti nella magia della Penisola Sorrentina

La musica come ponte tra popoli, culture e tradizioni. È questa l'anima della terza edizione di "Note di Stelle a Villa Fondi", la rassegna ideata e diretta da Fiorenza Calogero, che dal 10 luglio al 15 agosto 2026 animerà la suggestiva Villa Fondi de Sangro di Piano di Sorrento.

Affacciata sul Golfo di Napoli, con una vista spettacolare sul Vesuvio e sull'intera costa sorrentina, Villa Fondi torna a essere uno dei luoghi simbolo dell'estate culturale campana. Un palcoscenico naturale dove il paesaggio si fonde con la musica, regalando al pubblico un'esperienza capace di coniugare arte, storia e bellezza.

Il filo conduttore dell'edizione 2026 è "Musiche Migranti", un tema che invita a percorrere idealmente le rotte del Mediterraneo, luogo di incontri, contaminazioni e scambi culturali. Proprio come i popoli, anche i suoni viaggiano, si trasformano e si arricchiscono, mantenendo vivo il legame con le proprie radici e diventando uno straordinario linguaggio universale.

Il programma

Ad aprire la rassegna, giovedì 10 luglio alle ore 21, sarà "Carthage Mosaik", il progetto del compositore e virtuoso dell'oud Ziad Trabelsi, che proporrà un raffinato dialogo tra tradizione musicale araba, jazz e sonorità contemporanee.

Il 17 luglio, sempre alle 21, spazio alle atmosfere brasiliane con Rosalia De Souza, protagonista dello spettacolo "Saudade da Bossa", accompagnata da Antonio De Luise al pianoforte e Sandro Deidda al sax. Un concerto che promette eleganza, ritmo e tutta la poesia della bossa nova.

Il 7 agosto sarà invece la volta della direttrice artistica Fiorenza Calogero, che salirà sul palco con "Fioreincanto", spettacolo diretto da Gennaro Monti e impreziosito dalle coreografie di Massimo De Rogatis. Un appuntamento speciale con cui l'artista celebra i vent'anni dalla pubblicazione del suo primo album da solista, regalando questo concerto al pubblico della rassegna.

Gran finale nella notte tra il 14 e il 15 agosto, quando alle 4.30 del mattino il pubblico sarà accolto dal tradizionale concerto all'alba. Protagonisti saranno FLO e il Coro Polifonico Kore della Sirena, diretto dalla stessa artista, con la regia di Massimo Luconi. Un evento dal forte impatto emotivo, pensato per accompagnare il sorgere del sole attraverso la forza evocativa delle voci, della musica e della narrazione.

Cultura e territorio

"Note di Stelle a Villa Fondi" è realizzata con il contributo della Città Metropolitana di Napoli ed è inserita nel cartellone di "Estate Blu" del Comune di Piano di Sorrento.

L'iniziativa è sostenuta dall'Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Salvatore Cappiello e dal vicesindaco e assessore alla Cultura Giovanni Iaccarino, che confermano il proprio impegno nella promozione della cultura come strumento di crescita e valorizzazione del territorio.

La produzione tecnica è affidata a SoundFly di Bruno Savino, mentre la produzione artistica è curata da Migrazioni Sonore di Fiorenza Calogero.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili, offrendo così a cittadini e turisti l'opportunità di vivere quattro serate di grande musica in una delle cornici più affascinanti della Costiera Sorrentina.

BENEVENTO, conferenza stampa - Al BCT Festival 2026 Can Yaman, Raoul Bova, Elio Germano, Elena Sofia Ricci, Rocco Siffredi, la Gialappa's e il cast di "Un posto al sole"


di Maria Ricca

Presentata questo pomeriggio in conferenza stampa al Museo del Sannio di Benevento, la decima edizione del BCT - Festival, in programma dal 9 al 13 luglio . Dopo il saluto del Sindaco Mastella, l'intervento del direttore artistico Antonio Frascadore, che con commozione ed entusiasmo ha ricordato come l'aver tagliato il decimo traguardo della manifestazione alla quale ogni anno si avvicendano i nomi più noti del panorama televisivo e cinematografico italiano ed internazionale rappresenti una scommessa vinta. E questo nonostante le difficoltà anche logistiche del dover organizzare una manifestazione come questa in una citta ricca di storia e di cultura, ma non ancora propriamente turistica, nonostante la sua vocazione, come altre nel Paese. Il festival taglia un traguardo importante dopo nove edizioni che hanno registrato numeri di assoluto rilievo: oltre 600 eventi, più di 1.700 proiezioni (di cui circa 1.000 anteprime nazionali), 550.000 presenze, 600 ospiti, 79 Paesi coinvolti nei concorsi ufficiali e dodici location cittadine. Il BCT Festival è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Campania, della Film Commission Regione Campania, Cinecittà, Università degli Studi del Sannio, Comune e Provincia di Benevento, insieme a numerosi partner tra cui Rai, Warner Bros. Discovery, Sky, Indigo Film, Vision Distribution e Italian International Film. 

Dall'edizione 2026  quindi anche la Rai diventa partner dell'evento e dunque diversi sono i protagonisti delle fiction della tv pubblica che si alterneranno sui palcoscenici cittadini di piazza Roma, piazza S. Sofia e piazza Torre.

In sei giorni il centro storico si trasformerà in un grande palcoscenico con anteprime, incontri, spettacoli, proiezioni ed eventi dedicati al cinema, alla televisione e ai nuovi linguaggi dell'intrattenimento. 

Quasi tutti gli eventi sono a ingresso gratuito. Fa eccezione lo spettacolo inaugurale "Anni Luce", per il quale è previsto l'acquisto del biglietto. Per partecipare agli incontri in Piazza Roma sarà invece necessario ritirare o prenotare gratuitamente i tagliandi secondo le modalità indicate dall'organizzazione.

Ad aprire il festival, il 9 luglio al Teatro Romano, sarà lo spettacolo "Anni Luce", che segna il ritorno in Italia di Lola Ponce. Il concert show unirà musica, teatro e memoria attraverso le più celebri colonne sonore del cinema e le sigle televisive degli anni Ottanta e Novanta, accompagnato dall'Orchestra Filarmonica di Benevento e da un ricco cast artistico. 

Di seguito il programma, giorno per giorno.

Venerdì 10 luglio

Il festival entra nel vivo con eventi distribuiti tra Piazza Roma, Piazza Santa Sofia e Piazza Federico Torre.

Tra gli appuntamenti principali:

incontro con il regista Matteo Garrone, seguito dalla proiezione di Io Capitano;

spettacoli comici con Ubaldo Pantani e Federico Basso;

presentazione del libro di Fabio Balsamo;

incontri con Barbara Foria e Fabio Esposito dedicati a comicità ed enogastronomia. 

Sabato 11 luglio

Tra gli ospiti più attesi figura Can Yaman, protagonista di un incontro dedicato alla sua carriera e ai nuovi progetti.

La giornata propone inoltre:

presentazione del libro di Lucio Presta;

incontro con Giulia Salemi sul mondo della televisione, dei social e della comunicazione digitale;

conversazione con Nek;

appuntamenti con Irene Maiorino, Paolo Conticini (dedicato a Cash or Trash) e Bianca Guaccero. 

Domenica 12 luglio

Grande spazio alla comicità con Pio e Amedeo, che ripercorreranno la loro carriera prima della proiezione del film Oi vita mia.

In programma anche:

anteprima della serie One of Us con Raoul Bova;

incontro con la Gialappa's Band e parte del cast del Gialappa's Show, seguito dalla proiezione del best of di Sensualità a corte – Il film;

spettacolo teatrale e incontro con Sara Drago;

ritorno televisivo di Enzo Miccio e Carla Gozzi con Ma Come Ti Vesti?!;

presentazione del romanzo Volevo salvare i colori di Aurora Ruffino presso la Libreria Ubik. 

Lunedì 13 luglio

In Piazza Roma andrà in scena "La prima volta", spettacolo teatrale con Valeria Bruni Tedeschi dedicato agli ottant'anni del primo voto alle donne in Italia.

Tra gli altri appuntamenti:

incontro con Elio Germano e il regista Francesco Cordio, preceduto dalla proiezione del documentario Ritorno al tratturo;

celebrazione dei 30 anni di "Un posto al sole" con il cast della storica soap Rai;

incontro con Damiano Gavino sulla serie Un Professore;

spettacolo di Peppe Iodice;

proiezione del film Mi batte il corazon;

conferimento del Premio Donatella Raffai per la TV alla giornalista Tiziana Panella. 

Martedì 14 luglio

La serata conclusiva vedrà protagonista Elena Sofia Ricci, che presenterà i nuovi sviluppi della serie I casi di Teresa Battaglia, con la proiezione in anteprima del primo episodio della nuova stagione.

Completano il programma:

incontro con il creator Mandrake sui nuovi linguaggi digitali;

presentazione del film Blue con Rocco Siffredi, Alexia Cozzi, Shaen Barletta, la regista Eleonora Puglia e il produttore Roberto Cipullo;

incontro con Marco D'Amore dedicato a Gomorra – Le origini;

presentazione del libro Benvenuti a Black Mansion di Leutum;

cerimonia finale di premiazione delle opere in concorso con Giovanna Sannino. 

I concorsi

Ogni pomeriggio, dal 9 al 13 luglio, la Sala Proiezioni BCT di Vico Santo Stefano ospiterà le opere in concorso, tra cortometraggi, lungometraggi indipendenti e documentari.

La giuria dei documentari, per il Premio Valentina Pedicini, sarà presieduta dai registi Fabio e Damiano D'Innocenzo, mentre il presidente della giuria principale sarà il produttore premio Oscar Nicola Giuliano. 

Con la sezione BCT Music, il festival proseguirà anche dopo la conclusione della manifestazione principale con due concerti in Piazza Cardinal Pacca:

15 luglio: Sal Da Vinci;

16 luglio: Alfa.

Entrambi gli eventi sono sostenuti dalla Regione Campania con la collaborazione della Provincia e del Comune di Benevento. 

 

24/06/26

SALERNO, 25 giugno - Limen Salerno Festival 2026: al via la settima edizione tra musica, arte e libertà di scegliere


L'attesa è terminata: domani, 25 giugno, si alzerà ufficialmente il sipario sul Limen Salerno Festival 2026, la manifestazione che da sette anni anima l'Arena Ghirelli del Parco dell'Irno trasformandola in un luogo di incontro, creatività e partecipazione.

Per tre giorni Salerno diventerà il punto di riferimento per chi ama la musica, l'arte contemporanea e il confronto culturale. Il tema scelto per questa edizione è la Scelta, racchiuso nel claim provocatorio e diretto "Fai come ti pare", un invito a vivere il festival seguendo il proprio percorso e le proprie passioni.

La prima giornata prenderà il via alle ore 18 con l'apertura degli spazi del festival. I visitatori potranno esplorare Oculucis, l'installazione immersiva dell'artista internazionale Hermes Mangialardo, visitare il Limen Expo, conoscere le realtà associative del territorio e partecipare alle numerose attività diffuse nell'arena.

Non mancheranno momenti dedicati alla creatività e alla riflessione. Alle 18 spazio al laboratorio di serigrafia curato da Sciglio, mentre alle 19 sarà protagonista Filosofia Coatta, il progetto che ha conquistato migliaia di giovani sui social grazie alla capacità di raccontare la filosofia attraverso meme, ironia e linguaggi contemporanei.

Dalle 20 la scena passerà alla musica con gli opening act Nori e Asakaira, che introdurranno due degli appuntamenti più attesi della serata. Sul palco saliranno infatti Murubutu & Moon Jazz Band, protagonisti di uno spettacolo che unisce rap, jazz e letteratura, e successivamente Rancore, artista tra i più originali e apprezzati del panorama musicale italiano, capace di mescolare filosofia, immaginazione e osservazione della realtà in un linguaggio unico.

A chiudere la prima notte del festival sarà un Secret DJ Set che accompagnerà il pubblico oltre la mezzanotte, dando ufficialmente il via a un intenso weekend di eventi.

Il Limen Festival si conferma così molto più di una semplice rassegna musicale: un'esperienza collettiva dove concerti, arte, laboratori e incontri si intrecciano per offrire a ciascuno la possibilità di costruire il proprio percorso e vivere il festival secondo la propria sensibilità.

L'appuntamento è dunque per domani, dalle ore 18, all'Arena Ghirelli del Parco dell'Irno. Tre giorni per scegliere, scoprire e lasciarsi sorprendere.

BENEVENTO, 25 giugno - Teatro Studio Solot chiude l'anno accademico con due saggi-spettacolo


Si conclude con successo un altro anno accademico di TeatroStudio, la scuola di teatro della Solot Compagnia Stabile di Benevento. L'appuntamento finale è fissato per il 25 giugno alle ore 20.00 presso il teatro di via Appio Claudio, dove andranno in scena i tradizionali saggi-spettacolo degli allievi.

Ad aprire la serata saranno i giovani interpreti di TeatroStudio Junior con “Il giardino di mezzo”, spettacolo curato da Katiuscia Romano. La rappresentazione affronta, con sensibilità e immediatezza, il tema delle divisioni e dei conflitti: un semplice parco giochi si trasforma simbolicamente in un campo di battaglia, mostrando come incomprensioni, false notizie e desiderio di possesso possano generare contrasti anche tra i più piccoli.

A seguire sarà la volta degli allievi di TeatroStudio Ragazzi, protagonisti di “Ragazzi in gamba”, con la regia di Paola Fetto. Lo spettacolo racconta una divertente e coinvolgente indagine nata dalla misteriosa morte di un gattino. Tra equivoci, colpi di scena e momenti di comicità, i giovani protagonisti mettono alla prova spirito di osservazione, capacità di collaborazione e senso di responsabilità, dando vita a un percorso teatrale che celebra l'immaginazione, il lavoro di squadra e la creatività dell'adolescenza.

L'evento rappresenta il momento conclusivo di un anno di formazione artistica e crescita personale per tutti gli allievi della scuola, offrendo al pubblico l'occasione di apprezzarne talento, impegno e passione.

Il biglietto d'ingresso ha un costo di 5 euro e sarà acquistabile direttamente al botteghino la sera degli spettacoli.

La direzione artistica è affidata a Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia, con la segreteria di Alessandra D'Alessandro e l'ufficio stampa curato da Annalisa Ucci.

BENEVENTO, 4 luglio - “Adriano – I Segreti dell'Imperatore di Roma”: al Teatro Romano storia, arte e spettacolo si incontrano


Benevento si prepara ad accogliere uno degli eventi culturali più attesi dell'estate 2026. Il prossimo 4 luglio, alle ore 21:30, la suggestiva cornice del Teatro Romano ospiterà “Adriano – I Segreti dell'Imperatore di Roma”, nuova produzione della Nestor Theater Company APS guidata da Kevin Arduini.

Lo spettacolo sarà presentato ufficialmente nel corso di una conferenza stampa in programma il 30 giugno presso lo stesso Teatro Romano, luogo simbolico scelto non a caso: il monumento fu infatti inaugurato nel 126 d.C. proprio dall'imperatore Adriano, protagonista della rappresentazione.

Scritto, diretto e coreografato da Kevin Arduini, lo spettacolo conduce il pubblico nella Roma del II secolo, all'epoca della massima espansione dell'Impero. Attraverso le vicende di Adriano, dell'imperatrice Sabina e del giovane Antinoo, la narrazione esplora passioni, intrighi di corte, fragilità umane e segreti nascosti dietro il potere imperiale.

Liberamente ispirata al celebre romanzo Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, l'opera rappresenta la decima produzione della compagnia e conferma la sua vocazione a fondere differenti linguaggi artistici. Recitazione, danza, canto e musica si intrecciano infatti in un'unica esperienza scenica capace di coinvolgere ed emozionare il pubblico.

Tra gli elementi di maggiore interesse vi è la partecipazione dello stesso Kevin Arduini nel ruolo danzato di Antinoo. Accanto a lui, un cast composto da attori, danzatori, musicisti e cantanti, con la presenza anche di giovani talenti del territorio sannita, a testimonianza del forte legame tra la produzione e la realtà culturale locale.

L'iniziativa nasce dalla collaborazione con il Teatro Romano di Benevento e gode del supporto della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, della Direzione Regionale Musei Nazionali Campania, della rete Musei Italiani, nonché del patrocinio del Comune di Benevento e del Conservatorio cittadino.

La scelta del Teatro Romano come palcoscenico assume un valore altamente simbolico: portare in scena la figura di Adriano proprio nel luogo che porta ancora oggi la sua impronta storica crea un suggestivo dialogo tra passato e presente, tra memoria e arte contemporanea.

Con la sua combinazione di ricerca storica, spettacolarità e valorizzazione del patrimonio culturale, “Adriano – I Segreti dell'Imperatore di Roma” si candida a essere uno degli appuntamenti più significativi dell'estate beneventana, offrendo al pubblico un viaggio emozionante nel cuore dell'antica Roma.

23/06/26

RICONOSCIMENTI - Midora Teatro al Festival dei Poeti di Nettuno, con “Dive, Divine e Divinità” di Anna Hurkmans


Dopo il meritato successo conseguito nella Rassegna del Teatro Petrolini di Roma “Dialogando e Monologando”, Midora Teatro APS Associazione Culturale diretta da Doriano Rautnik, attiva da anni nella valle Caudina e con base operativa a Bucciano (BN), è stata inserita nella VII edizione del “Festival dei Poeti” della Associazione Poeti Estinti di Nettuno (RM) con lo spettacolo teatrale “DIVE, DIVINE e DIVINITA’” di Anna Hurkmans, che vedrà in scena la stessa Anna Hurkmans, Miriam Iuliucci, Doriano Rautnik ed Emanuele Troisi

Lo spettacolo si apre con una intervista impossibile ad una figura del Mito: Arianna, che a proposito del labirinto, del Minotauro, Teseo e Bacco (o Diòniso che dir si voglia) svelerà delle verità insospettabili ed anche molti retroscena e pettegolezzi piccanti. Ma… sarà tutto vero? Ognuno sceglierà liberamente la verità che preferisce. Entreranno poi in scena tre V.I.P., che più V.I.P. non si può, che si rivolgono ad uno psicanalista per tentare di sciogliere i nodi delle ansie che li tormentano da molto… molto tempo…  Sembrerebbero casi impossibili da curare, ma i “pazienti”, interrompendo bruscamente la seduta, faranno intendere di aver trovato da soli la strada della guarigione. Ma… quanto durerà questo sollievo? Chissà… forse, nuovamente, molto… moltissimo tempo. 

Sabato 27 giugno ore 17.30 a Forte Sangallo (Nettuno) 

INGRESSO GRATUITO

POETI ESTINTI:  https://www.facebook.com/groups/705878347414373/about

MIDORA TEATRO: https://www.facebook.com/profile.php?id=61553021026346

FORTE SANGALLO:  Via Antonio Gramsci 5, Nettuno (RM)

21/06/26

CAMPANIA TEATRO FESTIVAL - Antonio Iavazzo e l' "Atto senza parole" di Beckett: rilettura efficace, tra grottesco ed ironia


di Maria Ricca

TEATRO – Un'esistenza vissuta come una continua ricerca di equilibrio, sospesa tra tentativi, cadute ed inevitabili ritorni al punto di partenza. È questa una delle suggestioni che emergono dall'originale rilettura di "Atto senza parole" di Samuel Beckett, realizzata dall'autore e regista Antonio Iavazzo. L'opera è stata scelta ed inserita nel cartellone del Campania Teatro Festival, direzione Ruggero Cappuccio, che domenica 21 ha fatto tappa al Palazzo Fazio di Capua. Folto ed interessato il pubblico di spettatori, fra cui l'assessore comunale alla Cultura Vincenzo Corcione e diversi rappresentanti della stampa regionale.   


Lo spettacolo ha scelto una via ancora più essenziale rispetto alla già scarna drammaturgia beckettiana. In scena, Gianni Arciprete e Gennaro Marino hanno dato vita a due figure isolate, quasi cellule autonome dell'esistenza, impegnate ciascuna in una personale lotta contro le difficoltà del vivere. Niente dialoghi: solo il corpo, il gesto e il movimento, deputati a raccontare il disagio, la fatica e il desiderio di trovare un senso all'interno di una realtà spesso sfuggente.

I due personaggi sembravano emergere da una sorta di involucro primordiale, una "placenta", simbolo di protezione e origine della vita. Da quel rifugio sono stati costretti ad uscire per confrontarsi con il mondo esterno, rappresentato scenicamente da pochi elementi essenziali, tra cui il consueto albero solitario, immagine ricorrente dell'universo beckettiano e metafora di una realtà nuda, spoglia di certezze.

Il lavoro degli interpreti si è distinto per una recitazione costruita "per sottrazione". Arciprete e Marino hanno delineato così due differenti atteggiamenti nei confronti dell'esistenza. Da una parte chi fatica ad adattarsi alla realtà, simboleggiata dall'impossibilità di trattenere su di sé gli abiti che continuamente scivolano via; dall'altra chi tenta di controllare il caos attraverso una ricerca quasi ossessiva della precisione, affidandosi a rituali e gesti minuziosamente regolati.

Si tratta di due archetipi umani, due strategie opposte, ma ugualmente fragili per affrontare il percorso della vita. Entrambi cercano un punto fermo a cui aggrapparsi: per uno è il rosario, per l'altro l'orologio da tasca. Oggetti diversi che assolvono alla stessa funzione, quella di offrire un orientamento in un cammino spesso incerto e privo di risposte definitive.

Il regista ed autore Iavazzo ha dunque posto l'accento su una delle caratteristiche più affascinanti della poetica di Beckett, ribadendo, peraltro, che le sue opere non si prestano ad una sola interpretazione. Possono essere lette come una riflessione profondamente amara sulla condizione umana, ma anche come una rappresentazione ironica e talvolta clownesca dell'assurdità dell'esistenza. Il tragico e il comico convivono continuamente, dando vita ad un universo grottesco in cui l'uomo procede a tentoni, senza mai raggiungere verità assolute. La vita appare allora come un enigma insolubile, affrontato con ostinazione, ironia e una punta di disarmata tenerezza.

La colonna sonora ha contribuito efficacemente a questa visione. Il ritmico cadere di una goccia scandiva in scena il tempo delle azioni quotidiane, suggerendo la ripetitività dell'esperienza umana, mentre improvvise aperture musicali hanno accompagnato i momenti conclusivi del percorso dei protagonisti. Un percorso che ha condotto entrambi verso il medesimo destino: il ritorno al luogo d'origine, quel "guscio" iniziale che da simbolo di nascita si è poi trasformato inevitabilmente in sepolcro.

In chiusura il consueto confronto fra artisti e spettatori, che ha consentito di cogliere soprattutto gli aspetti più dolorosi e disillusi della riflessione beckettiana ed il sorriso malinconico dell'autore, rivolto alla condizione umana.