PARLIAMO DI...


22/02/24

BENEVENTO - La Transizione Ecologica della Solot, al via il progetto con il Ministero della Cultura


IL PROGETTO - La"Transizione ecologica: organismi culturali e creativi" è stata al centro questa mattina della conferenza di presentazione del progetto ideato dalla Solot Compagnia Stabile di Benevento, con  Michelangelo Fetto ed Antonio Intorcia, principali referenti della cooperativa. Fondamentale il tema dell'ambiente, coniugato all'aspetto culturale e teatrale in un percorso che la Solot avvierà, grazie anche alla misura promossa dal Ministero della Cultura. In sostanza verranno realizzati degli allestimenti teatrali in particolar modo rivolti a scuole e famiglie, relativi alla sfera ambientale, con l'attivazione di laboratori ecosostenibili e tre video cartoon, incentivando inoltre la mobilità ad emissione zero, con plauso a coloro che si recheranno agli spettacoli in bicicletta. 
Inoltre lo scopo finale sarebbe riuscire ad ottenere l’autosufficienza energetica dello stabile, dopo anni in cui la Solot si è impegnata ad arrivare ad un adeguamento in prospettiva "green" della struttura del Mulino.
Auspicabile, hanno detto i referenti,  sarebbe il coinvolgimento ed il sostegno degli imprenditori del territorio, magari con la misura dell' "art-bonus", dato che la stessa Solot investirà delle risorse proprie nel progetto, autotassandosi, giacché il progetto è co-finanziato. 

20/02/24

CAPUANOVA - Antonio Iavazzo presenta "L'Incontro", "estasi mistica" di un amore perduto, che si fa coralità universale


di Maria Ricca

TEATRO - Una coppia “scoppiata”. La voglia di rivedersi, di comprendere i perché di una sconfitta, in un’analisi impietosa che approfondisce il solco della tremenda frattura. Perché dunque infliggersi questa tortura, se non vale a ricostituire l’armonia fra due persone che hanno immaginato di poter percorrere  la propria strada insieme? E’ un male “necessario”, probabilmente, per chiudere i conti con il passato, nel modo più doloroso, ma più efficace. Sono i temi de “L’incontro” di Antonio Iavazzo, nuova interessante produzione dell’autore e regista campano (aiuto regista Chiara Russo, organizzazione generale di Gianni Arciprete, Audio e Luci a cura di Giovanni Guarino e Antonio Ferraro), a Palazzo Fazio di Capua, dove è in corso, col patrocinio del Comune,  la rassegna nazionale di teatro, danza, arti performative,  “FaziOpen Theater”, com’è noto, promossa in maniera indipendente.

Liberamente tratto da “La cerimonia” di Giuseppe Manfridi, il testo ha piuttosto il sapore di una vera e propria reinterpretazione della “folié a deux” degli amanti in scena, che qui  si moltiplica in volti e voci nella pluralità degli interpreti, di diverse età e nazionalità, mescolati tra il pubblico a rappresentare l’universalità della vicenda trattata. Tutti molto ispirati ed eleganti (si trattava di “Una cerimonia”, dopotutto) gli attori Rosalba Ciliento, Giulio De Riso, Mario Di Fraia, Valeria Giove, Licia Iovine, Gennaro Marino, Giusy Petrone, Chiara Russo, Elio Vagliviello, Antonio Villano, Salvatore Zappulo e Daniela Ziello.

Un effetto stereofonico, quello delle sonorità intrecciate dagli interpreti, che, dopo un primo momento di voluto spaesamento, trasforma l’iter narrativo in una sorta di dramma radiofonico, quando il pubblico rinuncia a concentrarsi sulla fisicità dei personaggi, per lasciarsi catturare dalle spire del racconto. Un “singhiozzo” collettivo, alternato al grottesco di una storia dai toni acuti ed insopportabilmente amari, che si addolcisce solo un po’ quando i due, per un attimo, sembrano ritrovare l’intesa perduta. Ma il loro rinnovato idillio è solo l’ennesimo, ultimo atto del percorso perverso che compiono insieme: i due si chiudono nella propria gabbia dorata e chiudono il  mondo fuori, smettendo di uscire, di incontrare chiunque, persino il fratello di lei, ammalato e nevrotico, avvolgendosi in una sorta di estasi mistica, che prevede il buio e la mancanza d’acqua e di cibo, avendo smesso di pagare le bollette, per cibarsi, in sostanza.. di se stessi.

Una partita a due, in cui la realtà supera la fantasia, e si avvicina, infatti, incredibilmente, a certi episodi di cronaca anche recente,  e che non può che concludersi, simbolicamente, in un ultimo, drammatico lancio di dadi. Tutto è deciso, tutto deve compiersi. Resta solo da capire a chi toccherà per primo por fine alla storia. Ed è lei, quindi, che per mano di lui, come nel più classico degli omicidi-suicidi, si lascerà avvolgere intorno al collo un simbolico cappio rosso, per sciogliere nel sangue il proprio tormento. Lui la seguirà a breve…Oppure no?

Alla fine della due giorni di prime rappresentazioni, come sempre, il regista Iavazzo ha risposto alle domande degli spettatori, nel consueto, proficuo dibattito di fine performance che vale a chiarirne i temi, ma anche a ripercorrere insieme le emozioni provate.

05/02/24

CAPUANOVA - Il duello “Edison-vs-Tesla – La luce e l’oblìo” della Red Roger: scienza e coscienza al "FaziOpenTheatre”



di Maria Ricca

TEATRO - L’insolito e forse inaspettato “duello all’ Ok Corral” tra Edison e Tesla, la sfida a colpi alti (e bassi!) tra i due geni delle potenzialità della  “conduzione elettrica” è stato al centro della performance andata in scena nell’ambito del cartellone “FaziOpenTheater”, rassegna Nazionale di Teatro, Danza e Arti Performative, sezione teatri di innovazione, con l'ideazione e la direzione artistica di Antonio Iavazzo e l'organizzazione generale di Gianni Arciprete.  

“Le magnifiche sorti e progressive” del mondo, grazie agli ingegni di “Edison vs Tesla – La luce e l’oblio”, si sono rivelate fra splendori e miserie nella pièce della compagnia Red Roger di Benevento. Arrampicati su una scenografia volutamente essenziale quanto aspra, costruita su tubi e reti, a significare la complessità degli incroci elettrici e le difficoltà di tenere tutto sotto controllo, Pier Paolo Palma, autore del testo (il calcolatore e spregiudicato Edison)  ed  Eugenio Delli Veneri (il visionario ed arguto Tesla) hanno combattuto senza esclusione di colpi la lotta della vita per entrambi. Una recitazione “plastica” e molto fisica la loro, sorretta da una preparazione attoriale certosina. La regia impeccabile ed acuta di  Georgia de’ Conno, sottolineata dalle indovinate scelte musicali del compositore Massimo Varchione, ha raccontato lo scontro tra titani, avvalendosi di brillanti soluzioni sceniche, una su tutte quella delle corde in movimento, ad indicare correnti continue ed alternate, ma anche  testardaggine e caparbietà contro brillante ingegno innovatore, doti tese a portare “non la Scienza nelle case, ma la magia”. Un contrasto tutt’altro che poetico, però, quello portato in scena, ma anzi piuttosto condizionato dall’ambizione, dalla voglia di primeggiare e di arricchirsi anche a discapito della verità dei fatti e con  l’ausilio di esperimenti orrendi e grotteschi. Fino all’invenzione più macabra di tutte, quella “sedia elettrica” che nelle intenzioni avrebbe dovuto dare “più umanità” all’esecuzione, rivelatasi invece,  naturalmente, il supplizio più atroce.

 “Scienziati” o “assassini” ci si chiede in chiusura di pièce? Domanda legittima o forse no, che rimanda, però, ancora una volta al libero arbitrio, alla piena responsabilità umana sulle scelte rispetto ai frutti dell’intelligenza umana.

Dopo lo spettacolo, il consueto dibattito con gli attori, trasformatosi in un piacevole e vivace  scambio di battute fra il pubblico e gli ironici , validissimi interpreti, che con la regista e l’autore delle musiche hanno illustrato i perché di una scelta teatrale, presentata, all’esordio, a Benevento Città Spettacolo d'inverno,  e che certo non sfigurerebbe anche come proposta didattica per le scuole, per far riscoprire agli studenti l’unicità delle due figure rappresentate, illustrando certi meccanismi, sia fisici che economici.

Prossimo appuntamento con il “FaziOpenTheater”, sezione “Teatri dei Germogli”,  domenica 18 e lunedì 19 febbraio, con “L’Incontro” di Antonio Iavazzo, liberamente ispirato al testo “La Cerimonia” di Giuseppe Manfridi. In scena l’Associazione “Il Colibrì” di Sant’Arpino (CE).

04/02/24

BN CITTÀ SPETTACOLO D'INVERNO - "I due Papi" Rigillo e Colangeli reinterpretano gli umori di Ratzinger e Bergoglio


di Emilio Spiniello

TEATRO - Due grandi attori navigati come Mariano Rigillo e Giorgio Colangeli sono approdati al teatro comunale di Benevento per lo spettacolo “I Due Papi”,  scritto da Anthony MacCarten, nell’ambito della  Stagione Invernale del festival Benevento Città Spettacolo. La versione italiana, diretta da Giancarlo Nicoletti, si sofferma sulle “vite parallele” di due uomini straordinari, tormentati da dubbi ed inquietudini. Un fatto che tutti ricordiamo, unico nel suo genere: dopo 700 anni da un simile evento, Papa Benedetto XVI, nel febbraio 2013,  annunciò al mondo le sue dimissioni sentendosi non più adeguato. Come due vecchi amici si incontrano nei giardini Vaticani, l’uno chiede soltanto una firma di dimissioni dal suo ruolo di arcivescovo di Buenos Aires, l’altro, Pontefice in carica, gli sta per confessare la sua intenzione di dimettersi dal soglio pontificio. 


 Le riflessioni del “pastore tedesco” Papa Benedetto XVI le ritroviamo all’inizio della pièce quando in un dialogo con suor Brigitta nella sua Baviera, ammette che non riesce più a sostenere il peso di guidare la Chiesa.  Suor Brigitta (Anna Teresa Rossini) è sconvolta da tale pensiero. Parallelamente, l’allora cardinale  Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, lo ritroviamo a dire messa nei barrios argentini: tra gli ultimi, tra i disperati in modo semplice e sostenuto nel suo agire da una religiosa venezuelana, suor Sofia (Ira Fronten).   Ratzinger e Bergoglio si incontrano poi a Roma nella Cappella Sistina in una sorta di amichevole confessione: due uomini che si rivelano ammirando  il Giudizio Universale di Michelangelo. Mettono a nudo i propri peccati, le proprie preoccupazioni future. Vengono fuori i due mondi nettamente differenti: uno conservatore, l’altro progressista e riformatore, anche nel quotidiano. Benedetto legge libri, suona il piano ed appare come un Papa freddo e burocrate; il futuro Francesco invece, ama il calcio, il tango e sa parlare ai giovani. Eppure in quell’incontro intimo, ognuno lascia qualcosa di sé all’altro, tra ironia, battute e dialoghi leggeri. Arriviamo al giorno del Concistoro, dove, come sperava in cuor suo il Papa tedesco, viene eletto Pontefice l’amico Bergoglio, così diversi, eppure protagonisti di  una spiazzante unione. I media internazionali annunciano la fumata bianca: ecco il nuovo Vescovo di Roma. A fine spettacolo entrambi si scambiano due sciarpe delle rispettive nazionali di calcio.

31/01/24

BENEVENTO- Al Cesvolab, l'Uselte Auser parla della "Butterfly"


Giovedì 1 febbraio 2024, dalle ore 17:00 alle ore 19:00, nell’Auditorium del Cesvolab, viale Mellusi 68, palazzo del volontariato, l’Associazione di volontariato Uselte Auser (Università della terza età) proseguendo negli appuntamenti musicali, presenterà il primo atto di Madama Butterfly di Giacomo Puccini, a cura di Mario Pedicini. Successivamente saranno presentati il secondo e terzo atto.

25/01/24

AVELLINO - Al Gesualdo, l'arringa di Marco Travaglio, ne "I migliori danni..."


di Emilio Spiniello

Giunto al teatro Gesualdo di Avellino il direttore de Il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, il quale ha portato in scena il suo spettacolo “I migliori danni della nostra vita”. Un racconto sugli ultimi 10 anni di governi italiani, tra ribaltoni, gaffe, satira. Il tutto manovrato dai poteri marci europei e dai bombardamenti dei mass media schierati, che di volta in volta hanno caratterizzato precisi periodi politici del nostro Paese, per far cadere quello o quell’altro Governo. L’Armata BrancaMeloni, l’ha definita, iniziano con stile satirico ad analizzare tutti i “cognati” d’Italia, in riferimento alla famiglia Meloni e ai posti di potere: ognuno ha avuto il suo posto di lavoro. Arianna Meloni, la sorella coordinatrice del paritto, il cognato Francesco Lollobrigida nominato Ministro dell’Agricoltura, passando per tanti altri nomi a lei vicini.

Travaglio ha distinto i Governi in due tipologie: quelli col pilota automatico di Bruxelles e quelli senza di esso. Giuseppe Conte, invece, ha rappresentanto il Buon Governo, messo poi fuori dalle dinamiche internazionali e dalle correnti europee atlantiste. In seguito ha scannerizzato, uno ad uno, tutti i Ministri dell’Esecutivo. Manco a dirlo, ognuno protagonista di storie ridicole, figuracce sulla Stampa, eventi imbarazzanti. Spazio ampio ai giornali e giornalisti italiani, buoni ad infangare in base ai posizionamenti ed ai momenti storici. Con Travaglio si ride dei tecnocrati, dei finti-progressisti e dei nuovi fasci. Non perdona la politica estera attuale piegata ai voleri dei falchi europei e degli Stati Uniti, che ci portano a guerre e conflitti che non ci riguardano, come l’Ucraina, la Russia, Israele, Hamas e la Cina. Fa un bilancio degli ultimi cinque anni di Governo italiano: da Letta a Gentiloni da Conte a Draghi, per finire con la Meloni. Prende spunto dalla canzone di Renato Zero “ I Migliori Anni Della Nostra Vita” per commentare la cronaca politica italiana in modo sicuramente raffinato, non risparmiando nessuno.

BENEVENTO - A S. Giorgio del S. "La Trasferta" del Teatro Eidos per la "Giornata della Memoria". In città "Don Chisciotte" per "Il Paese dei Sogni"


TEATRO
Doppio appuntamento per il Teatro Eidos, in questo fine settimana.

In concomitanza con la giornata della memoria, si apre, infatti, la seconda parte della stagione teatrale presso lo Spazio Eidos in Via dei Sanniti a San Giorgio del Sannio con il primo appuntamento che si terrà sabato 27 gennaio alle ore 20,30 con lo spettacolo “LA TRASFERTA”, della stessa Compagnia Teatro Eidos, scritto e diretto da Virginio De Matteo. Dalle note di regia: “Non è, questo ispirato a Peter Weiss e a Primo Levi, un testo teatrale vero e proprio, ma la testimonianza di una delle più immani tragedie dell’umanità. Perciò è un testo così simile, per molti aspetti, a una tragedia greca: anzitutto nella sua straordinaria universalità, un richiamo che va al di là del tempo e dello spazio, capace di parlare agli esseri umani di ogni epoca.”


Prosegue, invece, con il quarto appuntamento la ventesima edizione de “Il paese dei sogni”, la storica rassegna dedicata ai più piccini organizzata dalla compagnia Teatro Eidos, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Benevento, che domenica 28 gennaio alle ore 17,00, presso il Teatro San Nicola, vedrà in scena la Compagnia La Baracca dei Buffoni di Arzano (NA) in “DON CHISCIOTTE… il teatro non si chiude”, di Orazio De Rosa, Raffaele Parisi e Antonio Perna per la regia di Orazio De Rosa. Dalle note di regia: “Lo spettacolo è ambientato in un teatro che rischia la chiusura, dove Alfonso, il giovane custode, è rinchiuso da mesi in segno di protesta per evitare che ciò accada. Carlo, il proprietario del teatro, ha intenzione di venderlo per trasformarlo in un grande supermercato.  Ma deve fare i conti con Alfonso che, a seguito di una colluttazione tra i due, sviene. Al suo risveglio crede o finge di essere Don Chisciotte della Mancia. Carlo e la sua collaboratrice Antonia, pur di uscirne vivi, decidono di assecondare Alfonso e di partecipare alle valorose gesta che il cavaliere errante fa apparire ai loro occhi. Così, per illusione o grazie alla magia del teatro, prendono vita alcune tra le più celebri avventure de “el Ingenioso hidalgo”. Alla fine, dopo aver combattuto contro i mulini a vento, Alfonso, lascia a Carlo l’ultima parola sul destino del loro teatro. Lo spettatore sarà catapultato, travolto e coinvolto in un mondo irreale, teatrale, magico, clownesco e cavalleresco; un mondo fatto di immagini, musiche dal vivo e travestimenti.

 

È consigliata la prenotazione.

Per informazioni e prenotazioni

Tel.: 0824.58474 / 335.413060 - www.teatroeidos.it - info@teatroeidos.it

 


13/01/24

BENEVENTO - Al Magnifico Visbaal Teatro, Nello Provenzano presenta "Gaetano, favola anarchica", sabato 13

TEATRO - Va in scena questa sera nello spazio del Magnifico Visbaal Teatro in via Fimbrio,  Nello Provenzano, con lo spettacolo "Gaetano, favola anarchica", che racconta la storia di Gaetano Bresci, l’anarchico regicida che il 29 luglio 1900 colpì a morte Umberto I, re d’Italia e ne racconta la vita attraverso la scelta di un linguaggio favolistico. La vicenda infatti si intreccia con “A toccare il naso del re”, racconto breve di Gianni Rodari, ed è proprio attraverso la dimensione del gioco che Gaetano arriva a determinare la sua crescita umana e politica. Toccare i nasi dei grandi prima, e dei potenti dopo, diventa il “piccolo atto rivoluzionario” attraverso il quale Gaetano, ancora giovanissimo, sente di poter annullare ogni distinzione di classe, in quanto sfiorare la carne altrui sottolinea quanto le differenze tra gli uomini non hanno ragione di esistere. A poco a poco scopriamo che Gaetano è sì un rivoluzionario, ma atipico, e alla ricerca costante di un equilibrio che possa conciliare i “dogmi” politici con la sua straripante passionalità.La storia di Bresci, l’anarchico che uccise il re, è sviluppata come un flusso di autocoscienza dall'attore Provenzano, diretto da Riccardo Pisani, che riesce a restituire integrità al personaggio e al racconto anche in silenzio, rivelando una mimica di grande impatto. 

12/01/24

BENEVENTO - "Giufà e il Mare", viaggio nel Mediterraneo per "Il Paese dei Sogni", il 14 gennaio


TEATRO - Dopo la pausa festiva, riprende la programmazione della ventesima edizione de “Il paese dei sogni”, la storica rassegna dedicata ai più piccini organizzata dalla compagnia Teatro Eidos, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Benevento. Il terzo appuntamento è, infatti, per domenica 14 gennaio 2024 alle ore 17,00 presso il Teatro San Nicola, con lo spettacolo della Compagnia Centro RAT di Cosenza “GIUFA’ E IL MARE”, scritto e diretto da Antonello Antonante, con Maurizio Stammati e Alessandro Parente, con le musiche di Ambrogio Sparagna. Dalle note di regia: “Un racconto nel racconto. Il cantastorie gioca con il percorso narrativo come con gli oggetti e gli elementi scenografici attraverso un viaggio nel mediterraneo, dove con dialetti e lingue diverse, colori e suoni, attori e personaggi, racconti e aneddoti, miti di un tempo e cose reali, identità e tradizioni, incontra e conosce tante persone sempre diverse tra loro. Ma non è solo un viaggio attraverso il mare nostrum, è anche un viaggio attraverso il teatro, dove il gioco della finzione si cela e si svela repentinamente e dove i modi e le tecniche si fondono e si confondono in un continuo fluire. Lo spettacolo realizzato con tecnica mista (teatro d’attore, teatro musicale, teatro di figura) riesce ad incantare trasversalmente tutte le generazioni, e si pone al di sopra di ogni categoria, offrendo agli spettatori, molteplici livelli di lettura. Le musiche, composte da Ambrogio Sparagna, musicista ed etnomusicologo tra i più noti ed affermati in Italia, eseguite per organetto, completano la dimensione del viaggio, attraverso le suggestive contaminazioni musicali.

Per informazioni e prenotazioni 

Tel.: 0824.58474 / 335.413060



N.B.: I biglietti potranno essere prenotati via mail. L’acquisto potrà avvenire on line sul sito del Teatro Eidos alla sezione Ticket oppure il giorno dello spettacolo presso il Teatro San Nicola dalle ore 16,00. Posto unico: € 8,00.


10/01/24

NAPOLI - "So' Pep sempre di più" , l'elettroshow di Peppe Iodice approda all'Augusteo


TEATRO
- Peppe Iodice sarà in scena, da venerdì 19 a domenica 28 gennaio al teatro Augusteo (Napoli - Piazzetta duca D’Aosta 263), con “So’ Pep …sempre di più”, elettroshow di Peppe Iodice scritto con Francesco Burzo e Marco Critelli, con la regia e ‘terapia’ di Francesco Mastrandrea: “Tutto il mondo sta provando a venire fuori da un periodo estremamente complesso: guerra, pandemia, crisi economica hanno cambiato le regole del gioco, e per gli artisti non ha fatto differenza, così quando nella scorsa stagione abbiamo pensato al nuovo spettacolo insieme a Peppe Iodice, ci siamo detti che forse ci avrebbe fatto bene usare questo nuovo show come un’occasione per liberarci dalle nostre paure, preoccupazioni, perplessità, e dove farlo se non in teatro? Da sempre nostro luogo preferito per esprimere emozioni. Abbiamo così deciso di condividere con gli spettatori le riflessioni, i pensieri e la personalissima visione comica della realtà che ha reso Peppe un beniamino del pubblico.

La versione aggiornata di questo show è sempre più attuale, sempre più irriverente e sincera, sempre più vicina al ritratto di Peppe Iodice, uomo e artista, sempre di più Pep! Insieme al pubblico proveremo a dare vita a una terapia di gruppo, alla nostra maniera, e vi sveleremo i nostri segreti, liberamente e senza filtri, tanto alla fine ‘resta tra noi’”.


05/01/24

TEATRO - Domenico Iannacone racconta e si racconta, tra intime riflessioni e potenti denunce

di Emilio Spiniello

 

BENEVENTO - Un viaggio in quella che dovrebbe essere la normalità, una straziante ed emozionante umanità che dovrebbe avvolgere le nostre vite, in un tempo in cui non incrociamo più lo sguardo dell’altro, non ci relazioniamo davvero con il prossimo. Il giornalista molisano Domenico Iannacone, volto di Rai 3, si cala nel teatro di narrazione trasformando il racconto televisivo in uno spazio intimo di riflessione e denuncia. Lo spettacolo "Che ci faccio qui... in scena", prodotto da TeatroDelLoto-TeatriMolisani, è stato protagonista di un nuovo appuntamento di "Obiettivo T", la stagione teatrale promossa dalla Solot - Compagnia Stabile di Benevento. Nel suo tour teatrale, ricco di date, porta alla luce quello che la televisione non può comunicare, per limiti suoi. Ha ripreso le storie più intense ed intime, già raccontate in tv, immergendosi ed estrapolando da esse la grandezza dell’insegnamento.

 

 


Iannacone abbatte la quarta parete, condividendo con la platea le emozioni vissute nei suoi tanti incontri con persone disagiate e sofferenti. Torna alla sua infanzia e alla formazione artistico/professionale grazie all’incontro con la poetessa Amelia Rosselli, morta suicida, ed i grandi esponenti della poesia italiana del ‘900. Un mondo di ingiustizie, tante come quella l’uomo separato senza lavoro che vive in auto; la fine dell’ex fabbrica farmaceutiche Leo, oggi covo di sbandati e drogati, stesso destino per la Scampia degli anni ’90 popolata da zombie succubi della droga. Senza tralasciare i disastri ambientali a Terzigno e nella Terra dei Fuochi.

 

 


Momenti anche più positivi e speranzosi come le attività di Linea d'Ombra ODV, una organizzazione di volontariato nata a Trieste nel 2019 per sostenere le popolazioni migranti lungo la rotta balcanica oppure il giusto riconoscimento del vitalizio all’artista Fausto Delle Chiaie, in condizione di disagio economico ma di empatica grandezza umana. Nella sua Campobasso, l’emozionante cammino di uomo affetto da sindrome di down che si prende cura della mamma malata di Alzheimer: due fragilità che si uniscono. Ed ancora il museo degli oggetti del collezionista Domenico Agostinelli ed il “campo dei miracoli” di calcio nel quartiere Corviale di Roma: una luce per i giovani del rione nella bruttezza del luogo. La rivalsa di un’azienda della provincia di Vicenza che ha ripreso quota producendo telai con tessuti cinesi, salvando tantissime persone dal licenziamento. Ad accompagnarlo sul palco, le musiche live di Francesco Santalucia, le installazioni video di Raffaele Fiorella, il coordinamento tecnico di Eva Sabelli ed artistico di Stefano Sabelli. Sperando di rivedere Iannacone sul piccolo schermo: abbiamo bisogno del suo sguardo attento ed accurato sul mondo.

 

21/12/23

L'INTERVISTA - Enrico Torzillo, autore e regista: una carriera in ascesa, dai "Fuochi" di Yourcenar a prestigiose collaborazioni artistiche

 

di Maria Ricca

TEATRO - Emergono lentamente dall’oscurità, muovendosi in maniera sinuosa, ma decisa, desiderosi di portare all’attenzione di chi guarda ciascuno la propria verità, le proprie ragioni, quelle di chi ha amato troppo , di chi non si è risparmiato, di chi ha pagato amaramente le proprie scelte. Sono i ”Fuochi” di Marguerite Yourcenar, nella versione scelta per la scena da parte di Enrico Torzillo, giovane regista, attore ed autore di origini beneventane, formatosi all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, come gli attori Paolo Madonna, Vincenzo Palladio e Maria Grazia Trombino, da lui diretti,  e già all’attivo numerose esperienze di prestigio, l’ultima in ordine di tempo, con Gabriele Lavia, e prima ancora con Michele Monetta, al Festival dei Due Mondi di Spoleto, oltre a tantissime occasioni di formazione in Italia, tra seminari condotti da prestigiosi registi, anche per la recitazione in lingua Inglese.

In questi giorni a Benevento, rassegna Solot “Obiettivo T”, nella Scuola da cui è partito con il primo diploma di Teatro, Enrico Torzillo ha affascinato il pubblico con la riproposizione del testo scritto dall’autrice francese nel 1936. Delle nove figure immaginate dalla Yourcenar, che seppe raccontare l’amore “come malattia e come vocazione, come un complesso miscuglio di sentimenti e circostanze, punto di partenza del canto”, Enrico Torzillo ne ha scelte tre fra le più significative, per aprire agli occhi del lettore tematiche diverse e panoramiche conseguenziali. 

Sono Clitemnestra dell’universo del mito, Maria Maddalena, del mondo giudaico-cristiano e Faone, amante della poetessa Saffo, il personaggio più riscritto in chiave contemporanea. Tutti testi originariamente epistolari e dal regista sannita Torzillo riproposti e riscritti in chiave teatrale, con una sapienza artistica già matura ed un piglio esperto, che rivelano grande sensibilità e talento. A breve l’allestimento sarà riproposto a Roma e poi girerà l’Italia.

-Come si costruisce una regia teatrale? Quali aspetti valorizzi dei testi che scegli?

“Ho scoperto con piacere questo testo, che mi ha subito appassionato, e mi è sembrato giusto collocare nell’Oltretomba i tre personaggi, ciascuno dei quali propone la propria arringa di fronte ad una giuria popolare, colpevole solo di aver amato forse all’eccesso. Quale luogo migliore che l’Inferno, tra suoni e grida, in un contesto di sofferenze, per farli muovere nella loro disperazione? A livello tecnico,  poi, mi piace muovermi, sperimentando molto sul linguaggio ed ispirandomi a quello che è il teatro di Luca Ronconi, di Carmelo Bene…”

-Come si coniugano in un uomo di spettacolo tecnica e talento?

“Domanda interessante. Io sono fermo all’assunto che il talento, senza la tecnica, serve a poco. Occorre affinare gli strumenti particolari che ogni forma d’arte ha in sé, perché quello che funziona in un contesto non può funzionare in un altro, quello che va bene per il teatro può non andar bene per il cinema e meno che mai per la televisione. Insomma, il talento va assolutamente canalizzato e bisogna saper operare correttamente, altrimenti si finisce per “uccidere” metaforicamente l’anima del testo rappresentato.”

-Hai scelto di dedicarti alla regia, dopo un primo inizio da interprete…Sei entrato in contatto con Gabriele Lavia ed è almeno un anno che hai modo di collaborare con lui. Dev’essere un’esperienza straordinaria avere l’opportunità di apprendere da uno dei grandi maestri del teatro italiano….

“Lo è, senza ombra di dubbio. Mi ritengo molto fortunato ad aver avuto l’opportunità di poter avvicinare una tale personalità, patrimonio Unesco, direi quasi, che ha intuito la mia vocazione alla regia e mi ha consentito di acquisire tanto. Spero per il futuro di poter continuare in questa collaborazione dalla quale c’è soltanto da imparare.”

-Dove sarà “Fuochi” dopo l’esperienza beneventana? Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

“A febbraio vi sarà il debutto romano. Nel frattempo comincerò a lavorare per “Il Mercante di Venezia”, che rappresenterà il mio saggio conclusivo all’Accademia e poi continuerò a collaborare con la Solot, con i laboratori, curando anche lo spettacolo di diploma degli allievi di Teatro Studio. Successivamente ancora tanti impegni, ma sempre, sicuramente, nel segno dell’impegno, della cultura e della passione.”

20/12/23

BENEVENTO - Peppe Barra riporta "La Cantata dei Pastori" in scena, con passione ed emozione

di Emilio Spiniello

TEATRO - Un classico del Natale al teatro comunale di Benevento. Per la rassegna teatrale invernale è tornato in città il noto attore napoletano Peppe Barra nel ruolo dello scrivano Razzullo, mentre Lalla Esposito ha vestito i panni del goffo Sarchiapone. Una rappresentazione artistica popolare e molto poetica.
“La Cantata dei Pastori” è il racconto settecentesco del filone tradizionale, con l’aggiunta di nuove musiche, nuovi costumi e nuovi allestimenti scenografici per un messaggio di amore e di pace, nell’eterna lotta tra Bene e Male.
 
Insieme a Lamberto Lambertini, una nuovissima edizione, in cui, oltre ai due personaggi, troviamo la sacra coppia Giuseppe e la Vergine Maria i quali vagano in cerca di alloggio per far nascere Gesù. I due genitori sono però minacciati da un gruppo di Diavoli, mandati da Lucifero sulla terra.
Racchiude in due ore, un mondo variegato colto e popolare, comico e sacro, profondo e leggero, commovente e divertente. Barra lo ha definito “un presepe in movimento”, immergendosi completamente nella napoletanità e l’unicità di Napoli.
Il pubblico si è lasciato andare con risate e fragorosi applausi.

07/12/23

BUCCIANO (BN) - Maria Callas, "vissi d'arte, cercando l'amore": domenica 10 in scena i tormenti della "Divina"


di Maria Ricca

TEATRO - La più grande di tutte, la meravigliosa, la "Divina". Ritorna in scena, idealmente, nel testo pluripremiato di Anna Hurkmans, "Maria Callas. Vissi d'arte, cercando l'amore" L'interpretazione è di Doriano Rautnik e Miriam Iuliucci, MIDORA Teatro, in programma nella sala teatrale I.C. De Sanctis di Bucciano, domenica 10 dicembre alle 18, e la rappresentazione si svolge in forma di intervista. Nella finzione, l'artista si è  ritirata nella sua casa di Parigi e ormai vive di ricordi. Invita pertanto un giornalista con l’intenzione di scrivere la sua autobiografia. Maria Callas ricorda la sua infanzia da emigrata greca  in America; il periodo di studi al Conservatorio e i primi passi sulla scena operistica in Grecia; i primi anni in Italia dove incontra Giovan Battista Meneghini che diventerà il suo manager e marito; la splendida carriera internazionale fino a diventare la regina della Scala di Milano; il fatale incontro con Onassis che le spezzerà il cuore; il desiderio di maternità non realizzato; l’amore impossibile per Pier Paolo Pasolini durante le riprese di “Medea”; infine  la lunga tournée e la contrastata relazione con il tenore Giuseppe di Stefano.

Il Leitmotiv della sua vita è il Destino, il “Fato” inesorabile nel quale, da vera Greca, crede fermamente. Tutte le gioie e più ancora i dolori delle eroine del suo repertorio sono vissuti dalla Callas stessa in prima persona, che si immedesima con esse, non solo sulla scena. 

Ma nonostante tutto, Lei, “è” e sarà “per sempre, immortale”.

L'autrice Hurkmans ha vinto, per questo testo, premi importanti, portando sulla scena, con il vissuto della Callas, molto anche di sé, cantante, attrice scrittrice, di origini olandesi, ma molto legata all'Italia, che ha girato in lungo e in largo, ottenendo grande riconoscimenti per racconti, opere teatrali, sceneggiature, testi di canzoni. 

01/12/23

CAPACCIO-PAESTUM (SA) - "Il Carnevale dello Scardone" di Pietrelcina alla Prima Rassegna del Patrimonio Immateriale della Campania

 

di Maria Ricca


L'EVENTO - Sarà la dottoressa Filomena Masone, assessora alla Salute e alle Pari Opportunità del Comune di Pietrelcina, a rappresentare le specificità della sua comunità, ma anche, idealmente e più in generale, le risorse del nostro territorio, per delega del Sindaco Mazzone  e dell’amministrazione tutta, nell’ambito della Prima Rassegna del Patrimonio Immateriale della Campania, in programma dall’1 al 3 dicembre al NEXT (Nuova Esposizione Ex Tabacchificio) di Capaccio Paestum, promossa dalla Regione Campania ed organizzata in collaborazione con la Scabec – Società Campana Beni Culturali, in partnership con il Comune ospitante ed il progetto Canta, suona e cammina e campania>artecard.


Si tratta di un evento di tre giorni
 per conoscere, attraverso stand espositivi, dibattiti, incontri, laboratori, dimostrazioni e performance il patrimonio culturale immateriale campano con le sue pratiche tradizionali connesse ai saperi (produzioni artistiche e artigianali), alle celebrazioni (riti e feste), alle espressioni (musiche, mezzi espressivi, performance artistiche) e alla cultura agro-alimentare (pratiche rurali, gastronomiche ed enologiche) che rendono straordinaria la regione Campania.


L’intervento dell’assessora Masone, è dunque previsto nell’ambito dell’incontro di sabato 2, alle ore 10:00,  nella terza sessione della manifestazione, sul tema  Verso nuove candidature UNESCO”, tavola rotonda Patrimonio culturale e festività dei Carnevali storici in Campania.

 

Già nel 2018, infatti, Filomena Masone, aveva proposto di  candidare lo storico Carnevale dello “Scardone” di Pietrelcina, al patrimonio dei beni immateriali della Regione Campania. Grande soddisfazione, quindi, oggi, vedere quella che è una ricchezza acclarata della comunità, ottenere finalmente l’interesse che merita. Il Carnevale pietrelcinese  - come si legge nel volume di  Mario De Tommasi - Luigi Giova - Maria Scarinzi - Reportage fotografico: Generoso Marra, “Carnevale si chiama “Scardone”, Ideas edizioni,  “si colloca in quel mondo di sguardi , di gesti, di suoni e di danze, che si è tramandato di generazione in generazione e che rappresenta il legame indistruttibile tra passato e presente. Pur essendo l’abolizione provvisoria di regole, esso non si realizza al di fuori della volontà del

Creato, ma anzi, essendo collocato cronologicamente al principio della Primavera, è anche la festa della natura nuova. Il tempo di Carnevale è quello, dunque,
 in cui l’ordine cosmico è soppresso, in cui tutto è morto, per risorgere, un’occasione di recupero periodico delle origini, in cui la comunità rifonda se stessa e recupera la propria identità. Nelle società tradizionali, alla fine dell’inverno, quando il cerchio del tempo della natura si concludeva, bisognava celebrare il passaggio vita-morte-vita. l’esperienza magico-religiosa nei vari tempi, e presso i popoli più disparati lo si è celebrato in diversi modi.”
Ed uno di questi è appunto lo Scardone, dal nome della celebre maschera pietrelcinese. Collaborano sempre all’organizzazione del Carnevale tutte le associazioni vive nel Paese, l’Archeoclub, la Proloco, le bande musicali e i cittadini tutti.

Il convegno del 2 dicembre sarà introdotto da Nadia Murolo, Dirigente Ufficio Promozione e Valorizzazione dei Beni Culturali della Regione Campania. Interverranno i docenti del DiARC Federico II di Napoli e i sindaci e i rappresentanti delle comunità dei Carnevali storici della Campania iscritti nell’Inventario IPIC. Con l’assessora Masone di Pietrelcina, parteciperanno Pasquale De Toro, Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Urbanistica “Alberto Calza Bini” - Università degli Studi di Napoli Federico II, Teresa Colletta, professore in Storia dell’urbanistica - Università degli Studi di Napoli Federico II, Aniello Nunziata, consigliere di Palma Campania, Beniamino Palmieri, sindaco di Montemarano, Cristoforo Villano, sindaco di Castel Morrone, Mario Cerchione, referente Associazione La Zeza di Mercogliano.  Conclude l’Assessore al Turismo e alla Semplificazione Amministrativa della Regione Campania, Felice  Casucci.

Nella rassegna di Capaccio – Paestum è attivo in questi giorni, inoltre, anche uno Stand – spazio espositivo n. 106 IPIC – Inventario del patrimonio immateriale della Campania, dedicato proprio al Carnevale di Pietrelcina.

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BENEVENTO - "Io ci sono": le emozioni dell'adozione in un recital de "La Casa di Giuseppe", il 2 dicembre ai Cappuccini"


TEATRO - Sabato 2 dicembre alle ore 20, presso il Santuario Sacro Cuore di Gesù – parrocchia Padri Cappuccini di Benevento - si terrà il recital  “Io ci sono”, emozioni di un viaggio chiamato adozione, regia di Mariarosaria Preziosi.

L’evento è organizzato dall’Associazione Famiglie Adottive la Casa di Giuseppe, impegnata da più di dieci anni nella cultura dell’adozione e contro ogni forma di razzismo e violenza. 

Il testo è un breve excursus nel mondo familiare adottivo e non solo, che affronta il tema della coppia e della nascita di una famiglia e dell’evolversi del rapporto genitore / figlio.

È nato da un’idea di Raffaella Preziosi che ha scritto ed elaborato insieme ai suoi testi anche quelli di altri genitori e nonni, Graziella Salierno e Enzo Armenio, riuscendo a creare una storia attraverso tante altre realtà. 

La compagnia amatoriale si è cimentata in una nuova elaborazione teatrale con impegno e dedizione, confrontandosi con emozioni forti e rielaborando le proprie storie attraverso il vissuto di altri. 

Il teatro così diventa momento propizio per stare insieme ma anche per condividere. 

“Io Ci Sono” non è una storia, ma tante storie vissute che, intrecciate tra loro, formano un unico movimento proiettato al bene, all'amore, alla unicità della famiglia.  

Individui, rari e preziosi, insieme hanno desiderato di condividere i loro percorsi, costruendo un unico corpo per riuscire a portare il messaggio più grande: nascere e crescere in un nucleo solidale e indivisibile.

Insieme è, infatti, la parola che si addice a i tutti quadri che si sviluppano nel racconto, quello di una bambina adottata. La giovane donna che cresce con i suoi genitori, scegliendo l'amore. 

Come in un viaggio le valige diventano il bagaglio sentimentale della vita di ognuno, memorie radicate nell'anima. Tutto si trasforma e si evolve per incontrarsi sempre al tavolo di famiglia, casa delle case, luogo protetto e accogliente che ristora di ogni fatica.  Alla fine si torna sempre a Casa, contenitore emotivo e ristoro di ogni dolore, uno accanto all'altro per raccontarsi e ascoltarsi in assoluta semplicità. 

La Chiesa, Casa di tutti, è il “palcoscenico” sacro, dove ogni emozione diventa messaggio vero e solidale.

In scena: Natascia Fetto - Roberto De Toma - Maria Campese - Walter Mastropaolo - Virginia Ricciardi - Camilla Aversano - Grazia Liguori - Graziella Salierno - Enzo Armenio - Antonio Viola – Antonella De Figlio; con la partecipazione straordinaria dei piccoli: Sena Cipollone - Samuele Furno - Ginevra Maria Massaro - Nicolò Coduti;  musica a cura di Carlo Furno – aiuto regia Raffaella Preziosi – regia Mariarosaria Preziosi.

L’ingresso è gratuito. Lo spettacolo è adatto a tutti.


30/11/23

BENEVENTO - La parabola umana ed artistica di Libero Bovio, giovedì 30 all'Uselte. Parla Antonio Parente.


CONVEGNO - Giovedì 30 novembre, dalle 16 alle 19, nell'Auditorium del Cesvolab, viale Mellusi 68,palazzo del volontariato, l'associazione di volontariato Uselte (Università della Terza Età) ospiterà Antonio Parente, amico e socio, che presenterà un excursus nella musica napoletana d'autore, a partoreda Libero Bovio, poeta, scrittore, drammaturgo, giornalista, rappresentante dell'epoca d'oro della canzone in lingua napoletana insieme a Salvatore Di Giacomo, E.A. Mario, Ernesto Murolo. Saranno utilizzate foto e video d'archivio. 

28/11/23

NAPOLI - OrientiAMOCI le chiavi del nostro futuro, l'iniziativa di James La Motta, per il sociale, contro ogni violenza"

 


CONVEGNO - Il giorno 24 Novembre 2023 presso l’I.C. Massimo Troisi di Pianura quartiere di Napoli si e’ tenuto il convegno dal titolo "OrientiAMOCI le chiavi del nostro futuro" organizzato dalla Source Of Emotions di James La Motta in collaborazione con l’Associazione Partenope della professoressa Loredana Pulito e Onda Web Radio di Francesco Palmieri e Rosanna Bennardo. 


La mattina si e’ aperta con il video dal titolo "Abused Child" del regista La Motta, che ha subito catturato con il suo freeze l’attenzione dei ragazzi protagonisti assoluti della manifestazione che gli stessi hanno preparato,  con video, balli e canti lasciando tutti a bocca aperta. L’evento ha alternato gli interventi delle Istituzioni, presidente della Municipalitá ’ Andrea Saggiomo, e della Consigliera Teresa De Giulio, ideatrice di tantissime iniziative per il sociale e sempre in prima linea per i più giovani. A proseguire è intervenuta la professoressa Pulito che ha preso l’attenzione, raccontando le iniziative della sua Associazione e portando con sé due vestititi rappresentativi contro la violenza, di cui uno indossato dalla padrona di casa la Dirigente Scolastica Vera Brancatelli, sempre attenta ai suoi alunni e alle iniziative per lasciare un segno nella loro vita da bambini per un futuro da adulti migliore. Questo l'obiettivo del convegno e come dal suo titolo: orientare i ragazzi ad un futuro con coscienza fornendo loro le chiavi giuste per affrontarlo….

25/11/23

25 NOVEMBRE- Dedicato a Giulia e a chi, come lei, è caduta sul campo...Perché finalmente tutto cambi

 


di Mario Ascione, docente e scrittore

"A Giulia...

Mi sono innamorata di te, del tuo sguardo di ragazzo per bene, dagli occhi timidi...

Mi sono innamorata di te che sembravi sempre schivo alle immagini e alle folle...

Ho amato le passeggiate nel verde, nei pressi dei Colli Euganei, già tanto cantati dai poeti, che hanno ispirato le più belle storie d'amore letterarie. 

Mi sono innamorata di te, il ragazzo della porta accanto, che volevi amarmi chiamandomi "mio amore".

Ed è così che abbiamo camminato insieme verso i percorsi universitari sognando le più belle e innovative scoperte biomediche...

Volevo imparare ad essere "servizio" ai bisogni degli altri ed è per questo che davo spazio ai tuoi bisogni...lasciandoti invadere i miei giorni, le mie ore, i miei tempi...

Ti ho amato anche quando mi dicevi "tu sei mia" e volevi frenare gli slanci dei voli e degli entusiasmi...anche quando ho capito che il tuo sguardo si faceva più cupo.

Ho cercato di curare i tuoi crucci e i tuoi silenzi...quella voglia di possedermi e, anche quando le tue mani, pesanti, pesavano sulla fragilità del mio corpo non ho urlato ma, solo, ho cercato di accogliere la tua rabbia che in me si è fatta dolore...ferita.

Ho sperato che si trasformasse in crisalide di rinascita ogni lacrima e che il tempo...il tempo...solo il tempo ti avesse aiutato a capire per illuminare quella chiaroveggenza della verità.

Così non mi sono sottratta o negata, mai, ma c'ero...c'ero sempre per te, per accompagnarti...per dirti di andare oltre...per continuare a sognare. Aprire la gabbia di questa prigione.

E invece tu hai voluto strappare ogni seme di possibilità...ogni scintilla di stella cadente...ogni alba o aurora di luce. 

E nel tramonto di un giorno qualunque mi hai finito come una qualunque...perché diventasse tutto buio, tutto tenebra, tutto sangue, tutto dolore dietro il luccichio di una lama...

Perché?

Mi ero solo innamorata di te e volevo amare...

Mi ero solo innamorata di te e volevo vivere..."



BUCCIANO (BN) - Le "Baruffe garbate" di una coppia d'età: in scena "cannonate" in punta di fioretto, domenica 26 novembre


TEATRO
- Si intitola "Baruffe garbate" il testo che la compagnia Midora porta in scena domenica 26 novembre a Bucciano, nella sala dell'ex Municipio, in via Provinciale. Doriano Rautnik e Miriam Iuliucci danno vita ai contrasti quotidiani di una coppia di mezza età, che riesce a litigare sul nulla, dicendosi cose impronunciabili se proferite con un diverso vocabolario. Difetti eterni di ogni coppia, anche attuale, ma che il garbo e l’educazione di altri tempi trasformano, volgendo la loro “tenzone” verbale da uno scambio di cannonate ad un incontro di fioretto. Inutile anticipare chi, nel confronto, risulterà sempre e comunque perdente. Avviene ancora ai giorni nostri.