PARLIAMO DI...


22/05/26

BENEVENTO, 23 maggio - "Incanto al Tramonto" alla Rocca dei Rettori: riapre il Giardino Storico


La Provincia di Benevento con Sannio Europa comunica la riapertura del Giardino Storico della Rocca dei Rettori con l’evento Incanto al Tramonto, in programma il 23 maggio 2026 alle ore 18.30 presso la Rocca dei Rettori di Benevento.

L’iniziativa rappresenta un momento simbolico di restituzione alla comunità, dopo oltre vent’anni, di uno dei luoghi più suggestivi e identitari della città, riportato a nuova vita grazie a un attento intervento di recupero e riqualificazione curato da Sannio Europa con l’arch. Giuliana Esposito, realizzato nel pieno rispetto della storia, dell’anima e dell’identità del luogo.

L’incontro sarà moderato dalla giornalista Mara Franzese e vedrà gli interventi del Presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi; dell’Amministratore Unico di Sannio Europa,Raffaele Del Vecchio; del Soprintendente SABAP per le province di Caserta e Benevento, Mariano Nuzzo; del Sindaco di Benevento, Clemente Mastella; di S.E. il Prefetto di Benevento Raffaela Moscarella.

La serata sarà accompagnata dalle note del Quartetto OFB e proseguirà con un percorso di degustazione curato da Sannio Consorzio Tutela Vini, AIS Benevento, GAIOGIN e Istituto Alberghiero “Le Streghe”.

Nel fascino sospeso della Golden Hour, il giardino storico tornerà ad accogliere cittadini e ospiti in un’atmosfera di luce, musica e convivialità, pensata per valorizzare il patrimonio culturale e paesaggistico della Rocca dei Rettori attraverso un’esperienza immersiva ed elegante.

L’evento intende celebrare non soltanto la riapertura di uno spazio restituito alla collettività, ma anche una nuova visione di fruizione culturale capace di coniugare memoria, bellezza e contemporaneità.







21/05/26

CAMPANIA, dal 22 maggio - "Racconti per Ricominciare": la settima edizione del teatro al tramonto nei luoghi storici della regione


Dal 22 maggio al 7 giugno 2026, sedici tra i più prestigiosi siti storici, artistici e paesaggistici della Campania si trasformano in palcoscenico naturale, di teatro diffuso e itinerante, con la settima edizione di Racconti per Ricominciare. Ideato e realizzato da Vesuvioteatro, con la direzione artistica di Claudio Di Palma e la consulenza di Giulio Baffi, il festival tesse una trama artistica che intreccia la memoria di Annibale Ruccello, nel settantennale della nascita, e l’eredità umana di Eduardo De Filippo con le voci della grande letteratura internazionale, da Virginia Woolf a Christoph Ransmayr, fino alle autrici canadesi Alice Munro e Anne-Marie Olivier.

‘A dare corpo e voce a questo viaggio tra luoghi e parole – sottolineano gli organizzatori Dora De Martino e Geppi Liguoro – sarà un collettivo di cinquantasei attori a cui sono affidati i 20 appuntamenti site-specific di quest’anno, pensati per fondersi con la suggestiva atmosfera dell’imbrunire, così da unire alla bellezza dei luoghi la potenza della parola recitata’.

Una nuova stagione resa possibile dal sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania, ai quali si aggiunge una vasta rete di ulteriori partner pubblici e privati, come il Teatro Pubblico Campano, Fondazione Nazionale delle Comunicazioni, Forum Austriaco di Cultura, Delegazione del Québec in Italia, Sannio Europa s.c.a.r.l fino ai Comuni di Portici, San Giorgio a Cremano, Castellammare di Stabia, Capri ed Anacapri, tra i tanti.

Nato nel giugno 2020 come segnale di ripartenza post-pandemia, il festival ha consolidato un’identità precisa fondata sulla relazione diretta tra attori, luoghi e spettatori. ‘Il nostro ‘ricominciare’ – spiega il direttore artistico Claudio Di Palma – si traduce in un atto creativo continuo: un lavoro volto a dare forma a un inizio ‘sempre nuovo’. Un processo di rigenerazione che individua nel ‘racconto’ il metodo per realizzarsi e trova concretezza nell’interazione tra la parola, i corpi e i luoghi’. Quest’anno la rassegna offre una proposta artistica eterogenea e ricca coinvolgendo una costellazione di luoghi straordinari che spaziano tra Portici, San Giorgio a Cremano, Ercolano, Castellammare di Stabia, Lettere, Capri, Anacapri, Summonte, Caserta e Benevento.

‘Racconti per ricominciare – aggiunge Giulio Baffi - è una realtà che produce e si fa spazio valorizzando il territorio e ripetendo, anno dopo anno, il successo di un incontro che si moltiplica. Festival diffuso, festival a impatto zero, festival di emozioni, festival creativo, festival colto, festival divertente, festival di scoperte, di luoghi, di storia e di scrittura, di nuovi talenti e di quelli più solidi, consolidati nel tempo’.

Gli spettacoli

Dalla Reggia di Portici dove si alterneranno le visioni degli autori under 25 nello spettacolo ‘Mutanti” (dal 22, nel frutteto), le suggestioni conviviali di ‘Raccontami una tavola’ (dal 22 nell’Area Mascabruno), l'omaggio coreografico a Virginia Woolf in ‘Una stanza tutta per sé’ (dal 29 nell’Aula Bosco) e, infine, uno sguardo inedito di Fabio Pisano sul privato di Eduardo De Filippo ne ‘Eduardo per amore del gelo’ (1 e 2 giugno, Area Mascabruno). Ancora a Portici, il Parco Urbano del Granatello ospiterà le visioni apocalittiche di ‘Fuoco su Napoli’ di Ruggero Cappuccio per la regia di Nadia Baldi (dal 22), mentre Villa Fernandes accoglierà l’ironia di ‘Statue Unite’ di Eduardo Tartaglia (dal 22). A San Giorgio a Cremano, Villa Vannucchi farà da cornice a ‘Luci sull’Atlante’ che Claudio di Palma trae da ‘Atlante di un uomo irrequieto’ di Christoph Ransmayr (dal 22) e alla cruda umanità dei testi di Erri De Luca in ‘Il contrario di uno’ a cura di Manuel Di Martino (dal 5 al 7 giugno).

Si prosegue a Ercolano, dove il giardino di Villa Campolieto diventerà il labirinto onirico di ‘Alice nel giardino delle meraviglie’ (per i bambini, dal 22, ore 17) e la scena di un’indagine del Commissario Buonvino nel reading ‘C’è un cadavere al bioparco’ che Rosario Sparno trae dall’omonimo romanzo di Walter Veltroni (dal 29). Castellammare di Stabia riscoprirà la magia delle ‘Fiabe di Annibale Ruccello’, nella doppia ricorrenza dei 70 anni dalla nascita e i 40 dalla morte del drammaturgo stabiese, con un allestimento curato da Luciano Melchionna – a partire dall’adattamento teatrale di Monica Citarella - in due chiese del Centro Antico (dal 22). Benevento animerà il Complesso Monumentale di Santa Sofia con le storie di potere e resistenza di Erri De Luca in ‘Il contrario di uno’ (dal 22), con ‘Eduardo per amore del gelo’ (il 29 e 30) e l’antica Rocca dei Rettori con ‘Le voci della Rocca’ di Antonio Marfella (1 e 2 giugno). Ancora a Benevento il Giardino del Mulino Pacifico si apre alla memoria militante di ‘Marginali esistenze’ di Amerigo Ciervo nell’allestimento curato da Viviana Altieri (dal 3 al 7 giugno).

Il Real Belvedere di San Leucio a Caserta sarà invece il luogo di ‘Quasi felicità" dedica alla scrittrice canadese Alice Munro di Manuel Di Martino (dal 30) mentre il Complesso Castellare di Summonte (Avellino) esplorerà l’eros e il desiderio nei racconti di Anne-Marie Olivier in ‘Faire l’amour’ (dal 4 al 7 giugno). A questi appuntamenti si aggiungono alcuni eventi speciali a ingresso gratuito, come l’incontro ‘Racconta il tuo libro’ al Castello di Lettere (il 29 maggio, ore 18) con Maurizio de Giovanni, Giulio Baffi, Aldo Putignano e Valentina de Giovanni e le repliche straordinarie di spettacoli a Villa Lysis a Capri (il 31 maggio) e Villa Rosa ad Anacapri (il 2 giugno).

Il cast

In scena nei diversi allestimenti attrici ed attori di più generazioni: Viviana Altieri, Pasquale Aprile, Chiara Baffi, Alessandro Balletta, Renato Bisogni, Carlo Caracciolo, Francesca Cercola, Sara D'Aiello, Andrea de Goyzueta, Rossella De Martino, Renato De Simone, Carlo Di Maro, Manuel Di Martino, Emanuele D’Errico, Antonio Elia, Fabiana Fazio, Michelangelo Fetto, Ludovica Franco, Simona Fredella, Rebecca Furfaro, Luciano Giugliano, Irene Grasso, Lia Gusein-Zadé, Luca Iervolino, Pako Ioffredo, Antonio Intorcia, Irene Isolani, Barbara Lauletta, Ivana Maione, Antonio Marfella, Riccardo Marotta, Valentina Martiniello, Veronica Mazza, Mario Meles, Gioia Miale, Peppe Miale, Sara Missaglia, Domenico Moccia, Anita Mosca, Sabrina Nastri, Nicola Nicchi, Ettore Nigro, Domenico Palmiero, Gaia Parlato, Julia Primicile Carafa, Dario Rea, Ciro Riccardi, Francesco Roccasecca, Fabio Rossi, Piera Russo, Ingrid Sansone, Federico Siano, Elena Starace, Eduardo Tartaglia, Antonio Turco, Chiara Vitiello. 

Tutti gli spettacoli iniziano alle ore 18.45, ove non diversamente specificato. Biglietti: intero euro 12, ridotto euro 10 (under 25 / over 65, convenzioni); bambini (gratis fino a 3 anni) da 4 a 10 anni, euro 5. Prevendite: www.azzurroservice.net. Info e prenotazioni: www.vesuvioteatro.org, tel. 0812514145, whatsapp 338 4065894 email: info@vesuvioteatro.org


 


 


 


 



 


 


 


 


 







 

19/05/26

BENEVENTO, 22 maggio - La Salzano band, con Nexus, rende omaggio a Franco Califano.


Nuovo appuntamento con la musica d’autore firmato Nexus Editoria ed Eventi: il riferimento è al tributo al maestro Franco Califano, in programma venerdì 22 maggio alle 20.30 al Teatro Comunale Vittorio Emmanuele di Benevento.

Quello proposto da Nexus è un omaggio della “Salzano band” ad un artista unico nel suo genere, che in tanti stanno riscoprendo soltanto negli ultimi anni successivi alla sua scomparsa.

Franco Califano, cantautore, produttore discografico, attore, compositore e poeta italiano, soprannominato Il Califfo, durante la sua carriera ha scritto complessivamente, tra poesie e canzoni, oltre 1.000 opere oltre a numerosi testi per altri artisti, molti dei quali diventati vere e proprie hit.

In oltre cinquant’anni di attività musicale, Califano ha collaborato con numerosi artisti come Bruno Martino, Fred Bongusto, Mia Martini, Patty Pravo, Mina, Iva Zanicchi, Ornella Vanoni, Edoardo Vianello, Amedeo Minghi, Peppino di Capri, Ricchi e Poveri, Renato Zero, Loretta Goggi e Toto Cutugno.

Appuntamento dunque a venerdì 22 maggio alle 20.30 al Teatro Comunale Vittorio Emmanuele di BN.

Disponibili gli ultimissimi biglietti al costo di € 15,00 online sulla piattaforma di i-ticket.


18/05/26

BENEVENTO, dal 22 maggio al 7 giugno - "Racconti per Ricominciare" torna in città. La Solot in scena a giugno


La sesta edizione del Green Festival di teatro al tramonto anima il Complesso di Santa Sofia, la Rocca dei Rettori e il Giardino del Mulino Pacifico

Benevento, 18 maggio 2026 – Riparte da Benevento la sesta edizione di “Racconti per Ricominciare”, il Green Festival di teatro al tramonto ideato e realizzato da Vesuvioteatro, con la direzione artistica di Claudio Di Palma e il coordinamento artistico di Giulio Baffi. Dal 22 maggio al 7 giugno 2026, il festival porterà in città quattro produzioni teatrali in alcuni dei luoghi più suggestivi del patrimonio storico e artistico sannita.

L’iniziativa, riconosciuta e sostenuta dal Ministero della Cultura e dalla Regione Campania, coinvolge a Benevento il Complesso Monumentale di Santa Sofia, la Rocca dei Rettori e il Giardino del Mulino Pacifico. L’edizione beneventana è realizzata in collaborazione con la Provincia di Benevento e Sannio Europa, società in house che cura la gestione e la promozione della rete museale provinciale.

Il programma a Benevento:

Complesso Monumentale di Santa Sofia

22 e 23 maggio 2026, ore 18.45 – IL CONTRARIO DI UNO di Erri De Luca. A cura di Manuel Di Martino, con Emanuele D’Errico, Manuel Di Martino, Antonio Elia. Produzione Teatro Augusteo.

29 e 30 maggio 2026, ore 18.45 – EDUARDO PER AMORE DEL GELO di Fabio Pisano. A cura di Claudio Di Palma, con Chiara Baffi, Luciano Giugliano, Luca Iervolino, Ciro Riccardi. Produzione Ente Teatro Cronaca.

Rocca dei Rettori

1 e 2 giugno 2026, ore 18.45 – LE VOCI DELLA ROCCA di Antonio Marfella. A cura di Claudio Di Palma, con Antonio Marfella, Valentina Martiniello, Domenico Palmiero. Produzione Ente Teatro Cronaca.

Giardino del Mulino Pacifico

3, 4, 5, 6 e 7 giugno 2026, ore 18.45 – MARGINALI ESISTENZE di Amerigo Ciervo. A cura di Viviana Altieri, con Viviana Altieri, Michelangelo Fetto, Antonio Intorcia, Nicola Nicchi. Produzione Solot.

Le dichiarazioni:

“Siamo davvero lieti di collaborare anche quest’anno con un festival di livello nazionale come ‘Racconti per Ricominciare’. È un progetto che unisce il linguaggio contemporaneo del teatro alla valorizzazione dei nostri luoghi identitari, creando un’esperienza culturale capace di parlare a pubblici diversi”, dichiarano il Presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi, e l’Amministratore Unico di Sannio Europa, Raffaele Del Vecchio.

“Per noi l’obiettivo è duplice: da un lato offrire ai cittadini e ai visitatori un cartellone artistico di qualità, dall’altro mettere a sistema il patrimonio storico e monumentale della Provincia attraverso una fruizione viva e contemporanea. Il teatro al tramonto trasforma Santa Sofia, la Rocca dei Rettori e il Mulino Pacifico in palcoscenici naturali, restituendoli alla comunità in una chiave nuova. È questa la direzione in cui stiamo lavorando: fare rete tra istituzioni culturali, sostenere le produzioni artistiche e generare occasioni di attrazione turistica che valorizzino il Sannio come destinazione culturale. Ringraziamo Vesuvioteatro, la direzione artistica e tutti gli artisti per aver scelto nuovamente Benevento come tappa di questo percorso”.


17/05/26

LICOLA, 29 maggio - "Celebration Summer Party", solidarietà e spettacolo sul litorale flegreo


La terza edizione dell'evento charity vedrà protagonisti Gianni Sperti, Franco Ricciardi e Daniela De Vita. Il ricavato a favore della Onlus ‘A Voce d’’e creature’ di Don Luigi Merola.

Il connubio tra grande intrattenimento e impegno civile torna a illuminare la costa campana. Dopo il successo delle prime due edizioni, che hanno consolidato l’evento come uno degli appuntamenti più attesi del panorama charity regionale, il Toma Beach si accende nuovamente il 29 Maggio 2026, per la terza edizione del “Celebration Summer Party”.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare una serata di gala in un motore di cambiamento concreto: l’intero ricavato dell’evento sarà infatti devoluto alla Fondazione ‘A Voce d’’e creature’, la Onlus guidata da Don Luigi Merola impegnata nel recupero sociale e nell'educazione dei minori a rischio nel quartiere Arenaccia di Napoli.

L’appuntamento è per il 29 Maggio 2026 a partire dalle ore 19.00 presso il Toma Beach (Viale Sibilla – Lido di Licola – NA). Ingresso su invito. Media Partner dell’evento: “La Gazzetta dello Spettacolo”.

La conduzione della serata sarà affidata all’attrice di “Un Posto al Sole”, Daniela De Vita, che insieme con quello che ormai è il “padrino della kermesse”, Gianni Sperti, volto storico del piccolo schermo, accompagnerà il pubblico attraverso i momenti salienti dell’evento. Il programma artistico punta all'eccellenza territoriale con le performance di Franco Ricciardi, icona della musica crossover napoletana, e soprattutto una popolare guest star del panorama dello spettacolo italiano, che l’organizzazione ha voluto tenere segreta per sorprendere gli ospiti della serata. Inoltre quest’anno, l’organizzazione si è riservata di portare sul palco dell’evento un ospite a sorpresa. Già nelle passate edizioni, il Celebration Summer Party ha ospitato tanti volti illustri dello spettacolo come: Biagio Izzo, Valentina Stella, Andrea Sannino, gli Arteteca, confermando quindi, quanto lo spettacolo e la solidarietà siano sempre più un binomio perfetto.

L’evento nasce dalla sinergia tra professionalità diverse, unite dalla volontà di restituire valore al territorio. "Il Celebration Summer Party non è solo una festa, ma un impegno che rinnoviamo con orgoglio." dichiara il Dott. Antonio Savanelli, chirurgo estetico e proprietario del Toma Beach. "Vogliamo che la nostra struttura, per questo evento, torni ad essere il luogo di aggregazione che sappia guardare oltre il divertimento, sostenendo attivamente il lavoro immenso che Don Luigi Merola svolge per i ragazzi della nostra città".

Un concetto ribadito da Raffaele Marra (Luxury Service Merolla): "La bellezza e il prestigio dei mezzi di lusso che trattiamo ogni giorno acquistano un significato nuovo quando si mettono al servizio di una causa nobile. Partecipare all'organizzazione di questo evento significa investire nel futuro del nostro tessuto sociale".

Inoltre, cosa fondamentale, ha permesso di finanziare laboratori didattici e attività sportive per centinaia di bambini, dimostrando come la collaborazione tra il settore dell'imprenditoria, dello spettacolo e il terzo settore possa generare risultati tangibili e trasparenti.



16/05/26

IL RICONOSCIMENTO, 30 giugno - Il Conservatorio di Benevento laurea Sal da Vinci in Canto Pop


MUSICA
- Il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento comunica che, a seguito dei contatti intercorsi con l’artista Sal Da Vinci, è stata individuata nella data del 30 giugno 2026 la prima finestra utile per lo svolgimento della cerimonia di conferimento del Diploma Accademico Honoris Causa in Canto Pop.


Nelle prossime settimane, al rientro dell’artista dagli impegni internazionali legati all’Eurovision Festival, saranno definiti e comunicati ufficialmente i dettagli istituzionali, organizzativi e artistici dell’evento.

La decisione del Conservatorio nasce dalla volontà di riconoscere il valore artistico, umano e professionale di un interprete che, nel corso degli anni, ha saputo rappresentare con autenticità la musica italiana, mantenendo un forte legame con il pubblico e con la dimensione culturale e popolare della canzone contemporanea.

Il Direttore del Conservatorio, M° Giuseppe Ilario, dichiara:

«L’arte merita rispetto sempre. Al di là delle mode, delle polemiche e delle dinamiche dei social network, resta il valore umano del percorso artistico, dello studio, della dedizione e del lavoro che ogni artista porta con sé. Il Conservatorio “Nicola Sala” intende riaffermare il ruolo delle istituzioni accademiche come luoghi di cultura, dialogo e riconoscimento del merito artistico e umano.»

Il Presidente del Conservatorio, Dott. Nazzareno Orlando, aggiunge:

«Il conferimento del Diploma Accademico Honoris Causa a Sal Da Vinci rappresenta un momento di grande significato istituzionale per il nostro Conservatorio. È un riconoscimento che vuole valorizzare non soltanto il percorso artistico dell’interprete, ma anche il contributo che la musica popolare e contemporanea continua a offrire alla crescita culturale e sociale del nostro Paese.»

Il Conservatorio provvederà a comunicare ufficialmente il programma della cerimonia e gli eventuali eventi collegati attraverso i propri canali istituzionali.
Il 15 luglio, poi, com'è noto,  Sal da Vinci terrà un concerto a Benevento nell'ambito del Bct Music Festival. 


15/05/26

CEPPALONI, 22-24 maggio - Presentata la terza edizione del festival del libro. Apre Veltroni


EVENTI
- Il Comune di Ceppaloni, insieme alla libreria UbikLiberiTutti di Benevento, in collaborazione con l’Associazione Parole in Circolo, la Biblioteca Comunale e il Patto per la Lettura di Ceppaloni, ha presentato la terza edizione di "Fe.Li.Ce – Festival del Libro di Ceppaloni", rassegna ormai consolidata nel panorama culturale sannita. L’edizione 2026 si terrà dal 22 al 24 maggio e proporrà tre giornate di incontri, laboratori, presentazioni, panel tematici e momenti musicali. Tutti gli eventi si svolgeranno nel Castello Medievale di Ceppaloni, che per l’occasione diventerà la cittadella del libro e il cuore pulsante della manifestazione. La conferenza stampa si è tenuta presso la libreria UbikLiberiTutti di Benevento, partner fondativo del festival e luogo simbolico della sua nascita.

Il sindaco di Ceppaloni, Claudio Cataudo, ha illustrato il tema dell’edizione, “Vero o falso? Dal labirinto si esce leggendo”, dedicato al rapporto tra lettura, informazione e capacità critica. «Laddove c’è cultura possiamo ragionare con la nostra mente ed essere più liberi nelle scelte», ha dichiarato, richiamando la necessità di strumenti di orientamento in un’epoca segnata da disinformazione e sovraccarico comunicativo. L’apertura del 22 maggio sarà affidata a Walter Veltroni, presenza che conferma la crescita della rassegna e la sua capacità di attrarre figure di primo piano del panorama culturale nazionale.

La fondatrice della libreria, Ornella, ha ricordato come il festival sia cresciuto insieme alla UbikLiberiTutti, chiarendo l’idea che ha guidato fin dall’inizio il progetto: «Volevo creare qualcosa per i ragazzi, e a Ceppaloni ho trovato una collaborazione immediata e concreta». Ha spiegato che il suo desiderio sarebbe quello di costruire nel tempo un vero polo culturale giovanile, un luogo capace di diventare per il territorio ciò che Giffoni rappresenta per il cinema e la creatività dei più giovani. La direzione artistica dell’edizione è affidata a Daniele Aristarco, scrittore, che ha coordinato un percorso annuale di avvicinamento alla lettura con quattro giornate di formazione per oltre cento docenti, incontri con più di mille studenti.

La mascotte del festival è firmata dall’illustratrice nazionale Erika Di Piero: un giovane lettore che trova la via d’uscita dal labirinto grazie alla luce dei libri.

Tra gli interventi anche quello di Marika, rappresentante dei giovani coinvolti nell’organizzazione: «È un evento a cui noi giovani partecipiamo attivamente e ci permette di trasformare le idee in realtà». 

Il sindaco Cataudo, inoltre, ha anticipato alcune iniziative che accompagneranno la comunità nei mesi successivi: attività dedicate alla scuola, due giornate sul mito delle streghe e il ritorno dei Mercatini di Natale, che nell’ultima edizione hanno registrato un forte afflusso di visitatori.

14/05/26

POZZUOLI, 16 e 17 maggio - "Fare Teatro...Oltre lo Sguardo" di Muricena presenta "Invisibile"


EVENTI
- "Fare Teatro… oltre lo sguardo", a cura di Murìcena Teatro: il laboratorio teatrale permanente rivolto a persone non vedenti e ipovedenti approda al Teatro Sala Molière di Pozzuoli con lo spettacolo "Invisibile".

In scena sabato 16 maggio 2026 alle ore 21:00 e domenica 17 maggio 2026 alle ore 19::00, "Invisibile" è la sintesi di un intero percorso di ricerca sulle tematiche di devozione, diversità e sogno, elaborate nelle fasi del laboratorio permanente. È il risultato più maturo - e più coraggioso - di ciò che "Fare Teatro… oltre lo sguardo" ha costruito nel tempo.

Quello di "Muricena Teatro" è un teatro che non ha bisogno degli occhi per esistere. Che si costruisce con il corpo, con la voce, con il coraggio di abitare uno spazio sconosciuto. L'Associazione culturale e compagnia napoletana dal 2017 porta avanti questo progetto di teatro sociale e formazione artistica rivolto a persone non vedenti e ipovedenti, oggi punto di riferimento nel panorama del teatro di inclusione in Campania, con il sostegno del Ministero della Cultura, in collaborazione con Manovalanza ETS, Baracca Dei buffoni e con la cura artistica della Scuola Elementare del Teatro diretta da Davide Iodice.

Nato presso il teatro dell'Istituto per non vedenti e ipovedenti "P. Colosimo" di Napoli, "Fare Teatro… oltre lo sguardo" è molto più di un laboratorio: è un percorso permanente di crescita artistica e umana, crocevia tra azione artistica, vocazione sociale e ricerca pedagogica.

L'obiettivo è tanto semplice quanto ambizioso: offrire ai partecipanti non vedenti e ipovedenti - gli strumenti per intraprendere un autentico percorso formativo nelle arti sceniche. Non come terapia, non come intrattenimento compensativo. Come arte, a tutto tondo. Il percorso formativo è professionalizzante e abbraccia recitazione e scrittura scenica, spazio e movimento, improvvisazione e gioco teatrale, drammatizzazione della voce, espressione corporea.

Per chi non vede, il palcoscenico è un enigma da risolvere ogni volta. Murìcena Teatro lo sa, e ha costruito una metodologia specifica: linguaggi descrittivi, evocativi e anticipatori per orientarsi nello spazio; lavoro sulla corporeità e sulla gestualità sociale - quella che chi vede acquisisce spontaneamente e chi non vede deve invece costruire consapevolmente. La drammatizzazione diventa così non solo strumento artistico, ma percorso di scoperta di sé e del gruppo.

Nel suo percorso, il progetto è stato selezionato dal Ministero della Cultura tra i 12 vincitori a livello nazionale del bando dedicato agli organismi di spettacolo che impiegano professionalmente artisti con disabilità (gennaio 2026), riconoscimento che ne ha certificato l'unicità nel panorama italiano. Dal laboratorio sono nati diversi spettacoli, tra cui "Buio" andato in scena al Teatro Nuovo di Napoli nell'ambito della rassegna Quartieri di Vita promossa dalla Fondazione Campania dei Festival, e "Invisibile", l'ultimo lavoro, già presentato al Teatro San Ferdinando di Napoli nell'ambito del Festival delle Persone promosso dalla Scuola Elementare del Teatro e Teatro di Napoli, e al Campania Teatro Festival 2025. La drammaturgia e la regia sono di Raffaele Parisi; un nuovo spettacolo è in preparazione e sarà presentato prossimamente.

"Invisibile", nato con la cura artistica di Scuola Elementare del Teatro, vede al centro della Rosaria: una donna che vive il quotidiano ad occhi chiusi, e ad occhi aperti abita i suoi sogni. Affetta da una retinopatia progressiva, nel giorno del suo matrimonio si guarda allo specchio e si accorge di non vedere quasi più. In preda allo sconforto, decide di non sposarsi e di fuggire. Vuole riuscire a guardare il mare un'ultima volta - ma affrontare la città al buio non è semplice. Come un'Alice di Carroll che non riesce ad adattarsi al mondo che la circonda, Rosaria è catapultata in un universo surreale, dove le cose e le persone non sono ciò che sembrano. Un labirinto in cui trovare l'uscita significherà trovare una nuova consapevolezza.

La drammaturgia inedita è arricchita da parole, sogni, incursioni sonore, proiezioni di luce, immagini suggestive e musica dal vivo. Un'enorme illusione capace di immergere il pubblico in un autentico percorso sensoriale nel miracoloso mondo dell'invisibile. Invisibile è un viaggio onirico. È un sogno senza luce. È teatro che sfida ogni sguardo.

Per info e prenotazioni: chiamare +39 377 088 8569 o scrivere a salamoliere@libero.it

Contatti Murìcena Teatro: muricena.teatro@gmail.com



12/05/26

BENEVENTO - "IVA Inclusa", dall'11 al 14 maggio le riprese del corto di Sartore e Rotondaro





A partire da lunedì 11 maggio e fino al 14 maggio, in diversi luoghi di Benevento, si terranno le riprese del cortometraggio "IVA Inclusa" ideato e diretto da Marianna Sartore e Mariella Rotondaro, prodotto da Libero Teatro.

Una storia di partecipazione e riscatto che si snoda tra i vicoli della città e location d’eccezione, come la sede dell’AIPD, l’Officine Lombardi Music Wine Drink e il Teatro San Nicola. Il progetto mette al centro il talento dei ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down, che reciteranno insieme agli attori delle Officine in Scena di Nola e di Libero Teatro. Attraverso una narrazione ironica e profonda, il corto esplora il tema dell'abbattimento delle barriere, trasformando questi spazi quotidiani in un set dove l’inclusione diventa la vera protagonista della scena. Per le riprese di alcune scene, si cercano ragazze e ragazzi di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Per info contattare i numeri 324 633 5766 - 329 063 4308


BENEVENTO, 14 e 15 maggio - Alla "Giustino Fortunato", studiosi a confronto sul tema della stregoneria, in ambito storico ed antropologico

 


CONVEGNIL’Università Giustino Fortunato di Benevento si prepara a diventare per due giorni il centro mondiale della riflessione storica e antropologica sulla stregoneria. 

Il 14 e 15 maggio 2026 l’Università Giustino Fortunato ospiterà a Benevento il convegno internazionale “Sopra l’acqua e sopra il vento, portami al noce di Benevento”, primo appuntamento scientifico interamente dedicato al fenomeno del volo delle streghe, dalla tarda antichità all’età moderna. 

L’evento è organizzato dal Laboratorio di Ateneo intitolato all’insigne studioso siciliano “Giuseppe Bonomo” – unico centro di ricerca in Italia esclusivamente dedicato allo studio storico della stregoneria e della caccia alle streghe –. Le sessioni si svolgeranno in presenza e online, con partecipazione gratuita previa iscrizione all’indirizzo eventi@unifortunato.eu.


Il convegno parte dalla leggenda del noce maledetto, intorno al quale – tra longobardi, miti e riti notturni – si è costruita una delle più potenti radici europee della credenza nella strega volante. L’obiettivo è restituire rigore scientifico a un fenomeno spesso ridotto a folklore, esplorandone le fonti classiche, medievali e moderne, il rapporto con teologia, genere, sostanze psicoattive, e persino i legami con la proto-scienza e la successiva storia dell’aviazione.

Al convegno internazionale di Benevento è prevista la partecipazione di alcuni tra i più autorevoli studiosi della materia a livello globale. Tra questi spiccano:

·       Rita Voltmer (Universität Trier, Germania): storica tra le massime esperte europee di caccia alle streghe e giustizia penale nella prima età moderna, presidente della Friedrich Spee Society e vincitrice del Premio Caspar Olevian. Terrà la keynote lecture inaugurale sul volo sabatico in area germanica.

·       Marina Montesano (Università di Messina): professoressa ordinaria di Storia medievale, nota per gli studi sul folklore, la magia e la costruzione culturale della figura della strega. Autrice di volumi come Caccia alle streghe e Andare per i luoghi della stregoneria, interverrà con una lectio dal titolo Il volo prima della caccia alle streghe.

·       Matteo Duni: insegna Storia del Rinascimento e Storia della caccia alle streghe per la Syracuse University e la New York University nelle loro sedi italiane. Le sue ricerche si concentrano su storia intellettuale e religiosa della prima età moderna, con un focus particolare sulla caccia alle streghe, l'Inquisizione romana, magia e stregoneria tra tardo Medioevo e prima età moderna. Claudia Santi (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”): ordinaria di Storia delle religioni, formatasi alla scuola storico-religiosa romana. Studiosa del simbolismo del volo nelle religioni del mondo classico e in area norrena, interverrà su Il simbolismo del volo nella religione norrena.

·       Fabrizio Conti (John Cabot University, Roma): specialista di storia medievale e della stregoneria, autore per Brepols della monografia Witchcraft, Superstition, and Observant Franciscan Preachers. Il suo intervento esplorerà la realtà del volo stregonico tra predicatori e inquisitori nel XV secolo.

·       Luigi Canetti (Università di Bologna): ordinario di Storia del cristianesimo, direttore del Dipartimento di Beni Culturali (Ravenna), noto per gli studi su agiografia, culto dei santi e memoria rituale. 

·       Alessandro Testa (Charles University, Praga e UC Berkeley): antropologo ed etnologo europeo, professore associato a Praga e visiting professor a Berkeley (2025). Studioso dei fenomeni religiosi e identitari nell’Europa contemporanea

·       Paolo Portone (coordinatore del Laboratorio “Giuseppe Bonomo” – Unifortunato): storico dell’Inquisizione e della repressione della secta strigiarum, direttore scientifico del CI-RE e ideatore del Museo Etnostorico della Stregoneria di Triora, prima esposizione permanente in Italia sul tema. Tra le sue pubblicazioni principali il recente Montagne stregate (2024) pubblicato insieme a Valerio Giorgetta per la WriteUp di Roma. 

·       Debora Moretti (University of Hertfordshire – University of York): storica e archeologa, ricercatrice per il progetto ESRC ‘Alternative Healers’ con Owen Davies, specializzata in medicina popolare, magia folklorica e interazione tra fonti scritte ed evidenze archeologiche.

·       Vincenzo Tedesco (Università di Messina): assegnista di Storia medievale, già fellow dell’Institute for Advanced Study (CEU Budapest), allievo di Adriano Prosperi. Autore di Inquisizione, eresia e magia nel tardo Medioevo e L’anima di Traiano tra inferno e paradiso.


Oltre alle sessioni accademiche che vedranno due lezioni magistrali affidate a Rita Voltmer e Marina Montesano, il convegno offre una visita guidata a Benevento “città delle streghe” e un’escursione allo Stretto di Barba. La partecipazione è gratuita sia in presenza sia online, previa iscrizione a eventi@unifortunato.eu. Per informazioni: laboratoriobonomo@unifortunato.eu.

L’iniziativa restituisce a Benevento non solo il suo mito, ma il ruolo di crocevia epistemologico tra folklore, storia e metodo, confermando il Laboratorio “Giuseppe Bonomo” come centro di riferimento unico in Italia per lo studio della stregoneria come fenomeno storico totale.

10/05/26

CAPUA (CE) , fino al 10 maggio - Al FaziOpen Theatre, il viaggio onirico e suggestivo di Antonio Iavazzo, attraverso "Le dimore dell'anima"


di Maria Ricca

TEATRO - Dare un corpo alle proprie suggestioni culturali, catturandone l'essenza più vera per indurre in chi guarda riflessione e  riconoscimento del sé è una sfida complessa e affascinante. Che Antonio Iavazzo raccoglie e vince, conducendo per mano gli spettatori del FaziOpen Theater di Capua attraverso "Le dimore dell'anima", di cui è ideatore e regista, in scena fino a stasera, 10 maggio, ore 19, nella rassegna di prosa in programma nella sala "Andrea Vinciguerra". Interpreti, per  l'Associazione "Il Colibrì" di Sant'Arpino (CE), Stefania Aulicino, Daniele Cardone, Mario Di Fraia, Raffaele Di Raffaele, Licia Iovine, Gennaro Marino, Annamaria Renna, Chiara Russo, Eliodoro Vagliviello, Antonio Villano. Special guest la danzatrice Giada Tibaldi. Assistenti alla regia Elena Patrizia Scialla, Angelica De Maio e Simona Caruso. Audio e luci di Vincenzo Pece. Organizzazione generale di Gianni Arciprete.

E così il pubblico accetta di disporsi in cerchio, "perché il cerchio è la forma dell'amore" e di lasciarsi avvolgere dalle suggestioni evocate dallo spirito guida, che, novello Caronte, lo conduce in un percorso che tocca ogni riferimento letterario, teatrale e cinematografico dell'autore e che non può non tradursi poi in emozione profonda per chi recita e per chi guarda. Quindi l'avvio, con le parole del viaggiatore avido di sapere per eccellenza, l'Ulisse omerico, ma anche dantesco, nell'orizzonte di quella terra, che è approdo necessario ed ineludibile per tutti e per cui tutti hanno il diritto di combattere, non sapendo se ne usciranno vivi, come enigmaticamente ricorda la Sibilla: "Ibis redibis...". 

È un attimo, però, e il viaggio prosegue per archetipi, individuando in primis l'amore come punto di riferimento. E quale amore, però, se non quello che unisce Dracula a Mina, immortale e disperato attraverso i secoli, ma anche delicato come quello che solo il cinematografo, "l'ottava meraviglia del mondo", può raccontare, un po' surreale un po' naif, attraverso  la storia del vagabondo Charlot e della sua fioraia cieca, che alla fine apre gli occhi sul mondo. Proprio come l'angelo volontariamente caduto de "Il Cielo sopra Berlino", che sceglie di diventare umano, accogliendo gioie e sofferenze di questa condizione, impagabile balsamo rispetto alla neutralità della sua natura eterea, solo apparentemente privilegiata. 


Perché la vita è un viaggio, ma anche un combattere infinito, spesso contro i mulini a vento, in nome di una giustizia negata. È Cervantes ed il suo don Chisciotte, sognatore romantico, contro ogni ragionevole dubbio,  il riferimento culturale imprescindibile del quadro successivo, in compagnia e del suo pragmatico Sancho Panza e dell'incredula Dulcinea. Un anelito all'ideale che drammaticamente si scontra con la crudezza della realtà e si trasforma nella sofferenza profondamente umana del Cristo della Pietà michelangiolesca e della lirica di Quasimodo, figura dell' "Uomo del mio tempo",  ineluttabile richiamo alla verità delle divisioni, dei conflitti, delle sofferenze, pane quotidiano della vita, oltre ogni epoca e ragionevolezza. 

Ma non si puo rinunciare a sperare e non lo fa Ipazia, filosofa ed astronoma,  donna di scienza e martire della libertà di pensiero, che fino allo spasimo proclama l'indipendenza da ogni pregiudizio, pagando però con la vita il proprio slancio, in odore di stregoneria.  


Il  viaggio onirico a tappe fra le "Dimore dell'Anima" non può non condurre ad un approdo che è insieme intimo, personale, ma talmente condivisibile da divenire poi corale e dunque ad un racconto, spoglio da ogni sovrastruttura, in cui ciascuno fa riferimento alla scomparsa di una persona amata,  importante in maniera diversa per colui o colei che resta. In sottofondo non solo il rimpianto, il ricordo, ma anche la consapevolezza, la voglia di farcela, ripartendo da quelle suggestioni. 


Un valzer liberatorio, sull'onda emotiva delle impressioni cinematografiche che vanno da Fellini ad Ozpetek, chiude idealmente l'opera, con l'idea di un finale aperto, mai consolatorio, ma piuttosto consapevole e resiliente.  

08/05/26

TEATRO - Torna "Racconti per ricominciare". Al Mulino Pacifico di Benevento, "Marginali esistenze" di Amerigo Ciervo. In scena la Solot


TEATRO
- Dal 22 maggio al 7 giugno torna #Racconti per Ricominciare, il green festival di teatro diffuso nei tesori della Campania. Giardini, palazzi, sentieri, cortili e paesaggi si trasformano ancora una volta in luoghi di incontro tra pubblico, natura e drammaturgia. "Anche quest’anno - spiegano i promotori di Vesuvioteatro e Geppi Liguoro, con direzione artistica di Claudio Di Palma, consulenza artistica di Giulio Baffi, organizzazione di Dora De Martino,  -  attraverseremo il territorio al tramonto - con spettacoli itineranti, voci internazionali, nuove scritture e artisti capaci di raccontare il presente attraverso il teatro."  Spazio a spettacoli in ville e comuni vesuviani, ma anche a Caserta, e ad eventi speciali a Summonte, Lettere, Capri e Anacapri ed in particolare a Benevento, che ospita 4 diversi interessanti appuntamenti. Protagonista la Rocca dei Rettori ed il Mulino Pacifico, con lo spettacolo della Solot "Marginali esistenze" di Amerigo Ciervo, a cura di Michelangelo Fetto, anche interprete, dal 3 al 7 giugno, con Viviana Altieri, Antonio Intorcia e Nicola Nicchi. Il programma è online e su www.raccontiperricominciare.com. 



07/05/26

S. GIORGIO DEL SANNIO, 8 maggio - La Dante Alighieri ricorda Giuseppe Tomaciello, presentando "Vita scolastica_Cronache di un maestro del 1950" di M.Teresa De Angelis


LIBRI 
- Il giorno 8 maggio 2026, alle ore 17.00, presso l’aula magna della Scuola dell’Infanzia “S. Agnese” di S. Giorgio del Sannio, la Società Dante Alighieri comitato di Benevento e il Comune di S. Giorgio del Sannio, con il supporto dell’Università degli Studi del Sannio e della sede centrale della Società Dante Alighieri, presentano il libro “Vita scolastica_ Cronache di un maestro del 1950” di Giuseppe Tomaciello, curato dalla professoressa Maria Teresa De Angelis.

Il libro è pubblicato dal comitato nell’ambito del progetto “Libertà va cercando”, nella collana Biblioteca LA REGINA DEL SANNIO istituita proprio dal compianto preside Tomaciello, rifondatore della Dante di Benevento negli anni ’90.

Le Cronache sono il diario di bordo dell’esperienza didattica e metodologica ispirata al metodo Freinet, che il giovane maestro Tomaciello sperimentava in una prima elementare di S. Giorgio.

Ai saluti istituzionali della Dirigente scolastica Anna Polito, del Sindaco Giuseppe Ricci, dell’Assessore alla Cultura Gianluca Melillo , seguiranno la relazione di Maria Teresa De Angelis e le testimonianze di Giorgio Nardone ( alunno), Sandro D’Alessandro ( medico personale) Mario Pedicini ( già Provveditore agli Studi di Benevento).



06/05/26

CEPPALONI, 22-23-24 maggio - FeLiCe 2026: il Festival del Libro cresce. Il sindaco Cataudo: “La cultura rende liberi”


IL FESTIVAL
  - Il Comune di Ceppaloni, insieme alla libreria UbikLiberitutti di Benevento, in collaborazione con l’Associazione Parole in Circolo, la Biblioteca Comunale e il Patto per la Lettura di Ceppaloni, presenta la terza edizione di FeLiCe – Festival del Libro di Ceppaloni, la rassegna dedicata alla promozione della lettura, alla creatività e al dialogo con autori, studiosi e protagonisti della cultura contemporanea.

L’edizione 2026 propone tre giornate (22-23-24 maggio) di incontri, laboratori, presentazioni e momenti musicali, con un programma pensato per coinvolgere lettori di tutte le età e valorizzare il patrimonio culturale, sociale e identitario del territorio.

Il sindaco Claudio Cataudo evidenzia come la rassegna abbia ormai superato i confini comunali, attirando interesse da tutta la Campania e anche da fuori regione. Un risultato che, secondo il primo cittadino, produce ricadute positive economiche, sociali e culturali, rafforzando l’immagine del territorio.  

Cataudo sottolinea che l’amministrazione ha puntato fin dall’inizio sulla cultura come strumento di crescita collettiva: “Una comunità che cresce culturalmente è più aperta, più libera e capace di confrontarsi”.  

Il festival coinvolge soprattutto le scuole ed i più giovani, con attività dedicate alle diverse fasce d’età. Per il sindaco, questo è un punto decisivo: “La cultura rende liberi mentalmente. I ragazzi devono essere in grado di scegliere senza farsi influenzare da messaggi distorti che arrivano dai media”.

Accanto al Festival del Libro, l’amministrazione lancia un secondo progetto culturale di grande rilievo: due fine settimana di eventi nel mese di giugno dedicati alle Janare, figura centrale della tradizione ceppalonese.  

Cataudo ricorda che il mito delle Janare nasce proprio a Ceppaloni, nello Stretto di Barba, e che merita di essere valorizzato con rigore storico: “Non parliamo di streghe folkloristiche. Le Janare sono parte della nostra identità e vanno raccontate con serietà, attraverso storia, antropologia e memoria”.

Il percorso prevede dibattiti, incontri, ricostruzioni storiche e il coinvolgimento diretto dei giovani, chiamati a riscoprire e promuovere le proprie radici. L’obiettivo è costruire una rete stabile tra istituzioni, associazioni e realtà locali, trasformando le ricchezze culturali del territorio in leve di sviluppo e attrattività.

Di seguito il programma completo. 


22 MAGGIO

Ore 17:00 — Presentazione del libro Fascistissima  

• Autore: Giovanni Mari  

• Interviene: Mario Cataudo  

Ore 18:00 — Tavola rotonda “La prova dei fatti / La verità dei fatti”  

• Ospite: Walter Veltroni  

• Interviene: Zerihun Tranfa  

23 MAGGIO 

Ore 10:30  

- Laboratorio di scrittura creativa "Il labirinto delle storie" (8–10 anni) su prenotazione, a cura di Zaira Marinella  

- Laboratorio di lettura dialogica 0–6 anni, a cura dell’Associazione Semi di Storie  

Ore 11:00  

- Tavola rotonda sulla creatività circolare, promossa da Geotecnic S.r.l. con la partecipazione degli alunni dell’I.C. Settembrini  

  A seguire, premiazione dei ragazzi che hanno partecipato al concorso  

Modera Margherita De Blasio  

Ore 16:00  

- Evento itinerante nel borgo storico: Passeggiando fra storia e leggende, a cura dell’Associazione Parole in Circolo  

Ore 17:00  

- Incontro con Vanessa Roghi: Smontare i falsi racconti sui giovani  

    dialoga con Raffaella Morone

Ore 18:30  

- Reading teatrale: Ma io ho deciso. Storia di Lia Pipitone  

     Con Daniele Aristarco  e Anna De Giovanni  

 Introduzione a cura dei giovani lettori e lettrici del libro Storia di Lia  

24 MAGGIO

Ore 11:00  

- Presentazione del volume I confini del territorio pontificio di Benevento. Di Alfredo Rossi, dialoga con Marika Porcaro

Ore 12:00  

- Presentazione del romanzo L’ultima Janara di Pasquale Rosati in dialogo con Aurora Pugliese  

Ore 16:00  

- Presentazione di Euthymios, il medico greco che incontrò Yeshua di Nicola Sguera  in dialogo con Marika Pinto  

Ore 17:30  

- Incontro con Susanna Mattiangeli sul libro La casa di Lea  

  Ore 20:00  

- Concerto dei Vulim’, con la partecipazione della piccola orchestra di organetti Il Respiro dell’anima

05/05/26

FILM INDIPENDENTE - "Ho visto un sogno": Carlo Della Volpe e Naomi Posillipo raccontano la boxe come metafora, tra sconfitte e rinascite


CINEMA – Un ring, una caduta, e poi il buio. Ma soprattutto una scelta: arrendersi o ricominciare. È da qui che prende forma “Ho visto un sogno”, il nuovo film indipendente diretto da Carlo Della Volpe e Naomi Posillipo, un’opera intensa che parte dalla boxe ma va ben oltre lo sport.

Al centro della storia c’è Daniele Di Maio, un giovane cresciuto in un contesto difficile, segnato dal peso di un passato familiare complicato. Per lui la boxe non è solo una disciplina, ma una via di fuga, una possibilità concreta di riscatto. Tutto cambia dopo un incontro truccato che gli costa la vista: da quel momento il film abbandona i confini del racconto sportivo per diventare un viaggio interiore profondo e doloroso.

A sostenere la narrazione è un cast corale che unisce esperienza e autenticità: Gianluca Di Gennaro e Gianni Parisi guidano un gruppo di interpreti composto da Giuseppe Cascella, Gigi Attrice, Rossella Ianniello, Giovanni Esposito e Davide Aiello. Personaggi veri, segnati da fragilità e scelte difficili, che restituiscono sullo schermo una realtà senza filtri.

La regia di Carlo Della Volpe e Naomi Posillipo sceglie uno stile diretto, essenziale, capace di valorizzare silenzi e sguardi più delle parole. Un approccio rafforzato dal lavoro dell’aiuto regia Swami Di Giovanni, che contribuisce alla costruzione di un racconto coerente e immersivo.

Fondamentale anche il comparto sonoro: le musiche di Solo2025, artista dalla voce intensa e riconoscibile, accompagnano emotivamente il percorso del protagonista, mentre le colonne sonore firmate da Aldo Pacifici amplificano la tensione e la profondità delle scene.

Girato con un forte legame con il territorio, il film coinvolge realtà locali e location significative, tra cui Villa Oro Bianco Eventi, la palestra Boxe Gladiator Giugliano e il Palazzetto dello Sport, teatro della scena finale.

“Ho visto un sogno” non offre scorciatoie né illusioni. Racconta la caduta, il dolore e la possibilità di rialzarsi quando tutto sembra perduto. Un film che parla ai giovani, ma non solo, a chiunque abbia dovuto affrontare una battaglia interiore.

Perché, come suggerisce il titolo, i sogni non si guardano soltanto. Si combattono.

04/05/26

BUCCIANO (BN), 9 e 10 maggio - Midora Teatro con Doriano Rautnik presenta "Trittico" (divinità, streghe e altre storie)


TEATRO - Va in scena sabato 9 e domenica 10 maggio alle ore 19 alla Sala Teatro Midora di Bucciano l'ultimo lavoro di Midora Teatro in anteprima Nazionale. È “TRITTICO” di Anna Hurkmans (divinità, streghe e altre storie), autrice olandese pluripremiata, la regia è di Doriano Rautnik, in scena con Nunzia Campanile, Miriam Iuliucci, Clemente Rossi, Emanuele Troisi, Clemente Vairo.


La storia è singolare e accattivante, ricca di spunti ironici e di riflessione. Dalle note di regia: "Tre V.I.P., che più V.I.P. non si può, si rivolgono ad uno psicanalista per tentare di sciogliere i nodi delle ansie che li tormentano da molto… molto tempo… anzi, da “un’eternita”! Sembrerebbero casi impossibili da curare e il povero medico, sopraffatto dall’importanza dei personaggi, osa proferire solo qualche sporadica parola mentre i “pazienti”, interrompendo la seduta, sembrano – a modo loro – aver trovato da soli l’agognato beneficio e la strada della guarigione. Ma… quanto durerà questo sollievo? Chissà… forse, nuovamente molto… moltissimo tempo. E quanto può durare la definizione di “strega”, per una donna che non ha mai barattato la sua reale e genuina  integrità interiore, ma solo adeguato l’aspetto esteriore, risultando poi molto simile a tante altre donne? Quindi, perché "strega"? E come fa un barista, benché molto perspicace, a leggere così bene il passato e prevedere il futuro della vita dei suoi avventori? E soprattutto, questa “dote”… porta bene? Tutti questi ”misteri” alla fine si risolveranno ma, come spesso capita, si confonderanno tra una riflessione ed un sorriso. Ed un finale a sorpresa."

Info e prenotazioni 334.1277400 


PROFILI - Fortuna Cestari, tra impegno letterario e sociale con il libro "La Mia Cucina è Poesia" e l'Associazione Aps "Una vita sospesa", di sostegno a chi soffre



LIBRI
- Torna ad appassionare i propri lettori, con un nuovo viaggio letterario Fortuna Cestari, figura poliedrica , che coniuga  sensibilità artistica, rigore intellettuale ed impegno sociale, attraverso i propri ruoli di attrice con interessanti qualità introspettive, formatasi tra Roma e Napoli, docente di recitazione cinematografica, scrittrice e dottoressa. 

Tra fede, tradizione e filosofia, nasce, infatti,  "La Mia Cucina è Poesia", un vero e proprio inno d’amore verso la terra natia dell’autrice, Pietrelcina, il paese di Padre Pio, oggi luogo che l’accoglie e la ispira quotidianamente. Con la sua terza opera letteraria, Fortuna Cestari  invita i lettori a compiere un viaggio unico tra i sapori e le emozioni che solo la cucina può regalare, intessendo una narrazione in cui la fede, la tradizione e la filosofia si fondono armoniosamente. 


“La Mia Cucina è Poesia” rappresenta un autentico canzoniere gastronomico che si snoda tra i profumi e i colori della costiera napoletana, le atmosfere sognanti delle isole partenopee, e la profondità delle radici sannite di Benevento. Ogni ricetta e ogni racconto sono il risultato di un incontro tra culture, storie di famiglia e memorie personali, come un filo rosso che unisce il mare e la collina, la sacralità della tradizione e la leggerezza della poesia.


Attraverso la cucina, Fortuna Cestari mostra come il cibo possa essere non solo nutrimento per il corpo, ma anche per l’anima. In ogni pagina, si respira la spiritualità dei luoghi, il calore delle case di Napoli, l’incanto delle isole, già esplorato nel suo primo volume di poesie, "Femmena 'e curaggio", e poi la forza della terra beneventana e l’intensa religiosità di Pietrelcina. L’autrice si “perde” ancora una volta tra vicoli, antiche ricette e ricordi, regalando ai lettori un’opera che è molto più di un semplice ricettario: è una dichiarazione d’amore verso la vita, la memoria e la fede. “La Mia Cucina è Poesia” è, dunque, un invito a sedersi attorno a una tavola imbandita di storie, sapori e riflessioni. Un libro che profuma di pane appena sfornato, di mare e di basilico, e che insegna che, come dice un antico proverbio napoletano, “’A tavula nun s’invecchia mai”. Un’opera che fa bene al cuore, all’anima e al palato: il perfetto connubio tra passato e presente, tra Napoli e il Sannio, tra la poesia della cucina e la filosofia della vita.


Accanto alla sua produzione letteraria, Fortuna Cestari, grazie anche alla propria formazione accademica e alla sua determinazione nello studio, guida, poi, con perseveranza e determinazione le attività della associazione APS “Una Vita Sospesa”, nome ispirato al suo secondo libro, nel quale affrontava con realismo narrativo e consapevolezza sociale non comuni le ripercussioni psicologiche della pandemia. Questa associazione, da lei presieduta e fondata con l’obiettivo di offrire sostegno concreto alle persone affette da malattie rare, genetiche e non, oltre che a chi combatte contro patologie gravi come leucemia, cancro, malattie renali, urologiche ed epilessia, da anni si distingue per il suo impegno nel promuovere la ricerca, sensibilizzare l’opinione pubblica e creare una rete di supporto per famiglie e pazienti spesso lasciati ai margini della società.

“Una vita Sospesa”, dunque, non rappresenta solo un punto di riferimento per chi affronta quotidianamente la difficoltà di una diagnosi rara o complessa, ma è anche una voce autorevole nella difesa dei diritti e nell’inclusione sociale. 

L’associazione organizza incontri, campagne informative, eventi di raccolta fondi e supporto psicologico, regalando speranza e strumenti pratici a chi vive una realtà sospesa tra incertezza e coraggio, affinché nessuno si senta solo di fronte a una malattia. Perché, come recita un noto proverbio italiano, “la speranza è l’ultima a morire”. APS “Una vita Sospesa” è la prova quindi che, insieme, si può costruire un futuro migliore, anche nelle situazioni più difficili.






CAPUA, 8-9-10 maggio - Al FaziOpenTheater, le "Dimore dell'Anima", viaggio emotivo di Antonio Iavazzo fra "stupore" e suggestioni di generi, stili e linguaggi artistici


TEATRO - Nasce come un omaggio devoto e grato dell'autore e regista Antonio Iavazzo a precisi riferimenti e miti artistici nei vari campi della creatività, il nuovo spettacolo del direttore artistico della rassegna internazionale di teatro ed arti figurative "FaziOpen Theater", in questi mesi in programma a Capua, presso la sala "Vinciguerra" dello storico palazzo Fazio. Parliamo de "Le Dimore dell'Anima", che andrà in scena venerdì 8 e sabato 9 maggio, alle 20, e domenica 10 maggio alle 19. Una pièce, racconta l'autore Iavazzo che è "un' immersione, extra ordinaria, multisensoriale, tra visioni, suoni, che narrano di sensi smarriti e che anelano al sogno, all’armonia. Un viaggio tra generi e stili attraverso linguaggi multipli (cinema, teatro, danza, poesia, letteratura, arti figurative, ecc.) che esortano all’epoché, ad una sospensione di giudizio che lasci spazio allo stupore. Un invito a rendersi vulnerabili alla poesia e a tutto ciò che, nella nostra caducità, può rendere il nostro transito, immortale. Se non noi, l'attimo. Fosse anche solo per una lacrima, un riverbero di nostalgia, un sorriso compiaciuto, una risonanza emozionale, uno squarcio al cuore. I magnifici spazi e le location di Palazzo Fazio accoglieranno i nostri sguardi." Iavazzo è profondamente ispirato in quest'opera dalle sue suggestioni culturali, il  "Dracula" di F.F. Coppola, a "Il cielo sopra Berlino" di Wenders, e poi Chaplin, Keaton e il cinema muto, Don Chisciotte, la Commedia dell'Arte, Artaud, Barba, Carmelo Bene, Beckett, il mondo onirico, poetico e trasfigurato delle installazioni di Bill Viola, Kavafis, Eluard, Pessoa, Borges, Gibran, Desnos, Schiller, "e tanti altri miei amati poeti, Lao Tzu e i miei aneliti taoisti. Ed ancora la musica classica, Ivano Fossati, Karaindrou, Kate Bush, il blues. E il mio adorante amore per la Danza e per Pina Bausch." In scena andrà l' Associazione "Il Colibrì" di Sant'Arpino (CE), con Stefania Aulicino, Daniele Cardone, Mario Di Fraia, Raffaele Di Raffaele, Licia Iovine, Gennaro Marino, Annamaria Renna, Chiara Russo, Eliodoro Vagliviello, Antonio Villano. Special guest la danzatrice Giada Tibaldi. Assistenti alla regia Elena Patrizia Scialla, Angelica De Maio e Simona Caruso. Audio e luci di Vincenzo Pece. Organizzazione generale di Gianni Arciprete

01/05/26

LIBRI - Marinella Sorrentino e "La nostra imperfetta umanità", drammatico ed agrodolce affresco narrativo, nel segno dei diritti al femminile

 


di Maria Ricca

Sceglie di tornare a raccontare l'animo femminile Marinella Sorrentino, nel suo nuovo romanzo "La nostra imperfetta umanità", Guida Editori, presentato alla Biblioteca "Alagi" di Villa Bruno, con Myriam Gison della "Bottega delle Parole" e la giornalista Floriana Narciso. E lo fa stavolta non affidandosi alle atmosfere di un passato remoto, ma piuttosto rievocando le suggestioni di un'epoca così lontana, eppure così vicina, come quella degli Anni Ottanta del 1900, che l'hanno vista adolescente, proprio come la protagonista del romanzo, Alice Salemi. "Cambia il periodo storico – ha ricordato la Gison, che segue la produzione della Sorrentino sin dall'inizio – ma resta la sua capacità di narrazione, attraverso i decenni rappresentati, del bisogno di emanciparsi di una donna." Ricostruire la "contemporaneità" nella quale si svolge il romanzo e i rapidi progressi tecnologici che hanno caratterizzato l'ultima era, con l'avvento del cellulare e di Internet, non è stato tuttavia meno facile delle ricerche storiche compiute in passato per rendere credibile lo sfondo dei suoi romanzi precedenti, ambientati in altre epoche. A sottolineare l'intensità delle tematiche del romanzo, le emozionanti interpretazioni canore del Maestro Faenza e di Silvia Lanci, su musiche della tradizione e della contemporaneità.

Alice Salemi, donna ormai matura, torna a Napoli dopo un lungo periodo a Londra ed una "psicoterapia che non è servita ad alleviare il dolore che si porta dentro", per fare i conti con i propri fantasmi. Ma l'atmosfera non è di quelle tristi, anzi. Si direbbe piuttosto che, riavvolgendo il filo dei ricordi, la protagonista rilegga con (tragica?) ironia i rapporti intrattenuti con le figure principali della sua vita. L'azione si sposta così dagli anni Duemila agli anni Ottanta e nel racconto tornano le figure della madre intransigente, iperprotettiva e, suo malgrado, tiranna nei confronti della prole, del padre, succube della moglie, lavoratore, ma a suo modo libertino, come se "divertirsi" fuori dalle mura domestiche fosse un suo diritto, il compenso per una vita dedicata al lavoro e alla famiglia. Un contesto domestico tutto italiano, stereotipato, tipico degli anni Ottanta, soprattutto in provincia. E poi gli insegnanti, dall'incattivita professoressa Palladino, che però rinasce a nuova vita dopo la vedovanza da un uomo meschino, probabilmente da lei stessa provocata, alla giovane supplente sognatrice e dunque ingenua preda di chiunque, fino al professor Martinelli, docente "predatore", troppo incline a lasciarsi sedurre dalle grazie delle studentesse, una sorta di "orco" in pectore, pronto ad approfittare delle loro fragilità.

Scrive, dunque, in maniera estremamente attrattiva Mariella Sorrentino, come ha sottolineato Myriam Gison, offrendo un brillante "incipit in media res", che cattura immediatamente l'attenzione del lettore".

Il libro nasce per raccontare anche il difficile percorso compiuto dalle donne nel tempo, attraverso la sofferenza delle discriminazioni, delle violenze pure oggi spesso taciute per timore o per convenienza e per difendere le nostre figlie, perché le giovani non abbassino mai la guardia, continuino a combattere per i diritti, senza mai darli per scontati, in un periodo in cui i femminicidi si susseguono, a testimonianza della difficoltà di certi uomini di accettare l'emancipazione delle proprie donne. In sala, come in ogni presentazione dei libri di Marinella Sorrentino, è tornata ad esserci una sedia solo apparentemente vuota, un "posto occupato", idealmente destinato ad una vittima di femminicidio, in linea con l'omonima campagna di sensibilizzazione sociale, virale e gratuita contro la violenza sulle donne.

Per Floriana Narciso, il libro della Sorrentino è un romanzo corale di formazione, nella quale Alice sembra essere, in qualche modo, la rappresentazione di tutti i tipi di donna raccontati, comprese le due amiche londinesi libere e "liberate", ciascuno dei quali, attraverso varie fasi, trova la sua indipendenza. L'indole di Alice, però, fuggita a Londra, in un "altrove" che sa di rinnovata consapevolezza dei propri diritti, è diversa da loro e saprà non perdere la sua nobiltà d'animo e, infine, risorgerà. E' lei una figura nella quale identificarsi sembra fin troppo facile. La Sorrentino, del resto, ha la capacità, come hanno sottolineato le relatrici, di saper avvicinare alla lettura i non-lettori, quelli che non aprono abitualmente un libro, poiché scrive di getto, vivendo ella stessa le vicende dei suoi personaggi, mentre produce, partendo da uno spunto e poi lasciandosi trascinare dal filo del racconto. E così ogni lettore, ciascuno di noi, ha il diritto di accogliere dalla storia, riflettendoci su, le emozioni che vuole, nella legittime reciproche differenze, e nel segno della propria "imperfetta umanità".