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10/09/26

BENEVENTO, 13 Settembre - "Ponti sonori", l'Accademia Santa Sofia protagonista con Anderson e Khomik di un appuntamento internazionale


La musica torna a farsi ponte tra culture, Paesi e tradizioni con un nuovo appuntamento di “Ponti Sonori – Global Musical Journeys”, il progetto internazionale dell’Accademia di Santa Sofia che porta a Benevento artisti e realtà musicali provenienti da importanti contesti internazionali.

Domenica 13 settembre alle ore 20, all’Auditorium Sant’Agostino di Benevento, sarà protagonista l’Orchestra Accademia di Santa Sofia, impegnata in un concerto di particolare rilievo insieme a due solisti di caratura internazionale: Dean Anderson alla viola e Myroslawa Khomik al violino.

Una serata che nasce nell’ambito della collaborazione con La Sierra University di Riverside, California, importante realtà universitaria statunitense con un consolidato dipartimento di musica e una significativa attività orchestrale. La sua orchestra universitaria, riconosciuta come una delle principali formazioni universitarie dell’area di Riverside, riunisce studenti di musica e musicisti provenienti dalla comunità, con un repertorio che spazia dalla grande tradizione sinfonica alla musica da camera.

Dean Anderson, direttore degli studi orchestrali della La Sierra University dal 2013, è musicista dalla lunga esperienza internazionale, con attività come direttore e strumentista negli Stati Uniti, in Europa, Asia e Sud America. Myroslawa Khomik, violinista e violista ucraina, è docente e Artist-in-Residence presso la stessa Università e vanta un’intensa attività concertistica internazionale, oltre a un importante impegno nella promozione della musica contemporanea e della cultura ucraina.

Sul palco dell’Auditorium Sant’Agostino sarà dunque l’Orchestra Accademia di Santa Sofia a rappresentare il cuore della serata al fianco di questi eccellenti solisti, in un programma che attraversa epoche e linguaggi differenti.

Il concerto propone infatti musiche di Georg Philipp Telemann, Antonio Vivaldi, Astor Piazzolla e Nino Rota, in un affascinante percorso che unisce il Settecento europeo, la tradizione del concerto barocco, il tango nuevo argentino e la grande musica italiana del Novecento. In programma il Concerto per viola e archi in sol maggiore di Telemann, Verano Porteño di Piazzolla, l’“Estate” dalle Quattro Stagioni di Vivaldi e il Concerto per archi di Nino Rota.

L’appuntamento rappresenta una nuova tappa del viaggio di Ponti Sonori – Global Musical Journeys, un percorso con il coordinamento artistico del M° Salvatore Orlando, che nel corso del 2026-2027 collega Benevento a importanti realtà internazionali, tra cui Podgorica, Helsinki, Budapest, Trzebnica, Los Angeles e Cluj-Napoca.

Un progetto nel quale l’Accademia di Santa Sofia interpreta pienamente la propria vocazione: fare della musica uno spazio di incontro, di scambio e di conoscenza, creando occasioni di collaborazione tra musicisti e istituzioni appartenenti a Paesi e culture differenti.

Per questa serie di appuntamenti l’Accademia rendere omaggio al proprio pubblico: il concerto sarà infatti completamente gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili. Una scelta che vuole essere soprattutto ringraziamento al pubblico dell’Accademia di Santa Sofia, ma anche un invito aperto a tutta la città e al territorio a vivere una serata di grande musica e di respiro internazionale.


S. GIORGIO A CR., 18 settembre - Parte il "Cremano Film Festival", dedicato all'I.A. . Premio alla carriera a Mariano Rigillo. Fra gli ospiti Massimiliano Gallo e Patrizio Rispo. Direzione Massimo De Matteo


Il cinema incontra l’Intelligenza Artificiale e San Giorgio a Cremano diventa laboratorio del cinema di domani. È questa la grande novità della 4° edizione del Cremano Film Festival, la manifestazione cinematografica che dal 18 settembre all’8 novembre 2026 porterà nella città di Massimo Troisi proiezioni di opere prime e cortometraggi, incontri con grandi protagonisti del cinema, masterclass e percorsi di formazione dedicati soprattutto alle nuove generazioni.

Diretto da Massimo De Matteo, il Festival rinnova il proprio legame con la tradizione cinematografica della città, ma compie quest’anno un deciso passo verso il futuro: per la prima volta il programma dedica infatti un ruolo centrale al rapporto tra cinema tradizionale e Intelligenza Artificiale, riflettendo sulle opportunità creative offerte dalle nuove tecnologie, le trasformazioni nel lavoro audiovisivo e le questioni etiche che accompagnano questa rivoluzione.

Il tutto a partire da una parola chiave: empatia. Non soltanto un tema cinematografico, ma una vera lente attraverso cui leggere la società contemporanea e il rapporto con l’altro.

Il Cremano Film Festival è finanziato con fondi messi a disposizione dalla Regione Campania, con la Legge regionale n. 6 del 30 luglio 2026, relativa all'Assestamento del Bilancio di previsione finanziario per il triennio 2026-2028 e variazione di Bilancio.


IL FESTIVAL CAMBIA PASSO: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ENTRA NEL CINEMA

Il Festival vuole interrogarsi su come cambierà il modo di scrivere, girare, montare e produrre un film e, soprattutto, su quale spazio resterà alla sensibilità e alla creatività umana.

È proprio per questo che l’IA sarà affrontata attraverso masterclass “Live Action vs A.I.?” rivolta ai giovani fra i 18 e i 40 anni e una quota di partecipanti sarà riservata agli studenti delle scuole superiori. La masterclass è gratuita previa prenotazione ed è finanziata dalla L.R. 14/2002 relativa al Premio Massimo Troisi. Si articolerà in tre incontri, dal 26 al 28 ottobre e i partecipanti diventeranno protagonisti di un percorso che attraverserà tutti i passaggi della creazione cinematografica. 

Il 26 ottobre, con il laboratorio curato da Federico Luglio, regista produttore e fondatore di AI Movie Awards – AIMA, gli studenti lavoreranno alla creazione audiovisiva attraverso l’Intelligenza Artificiale, partecipando a un vero hackathon creativo.

Il 27 ottobre, grazie alla collaborazione con Pigrecoemme, scuola napoletana di cinema diretta da Rosario Gallone, i ragazzi entreranno invece in un vero set cinematografico e realizzeranno un breve film attraverso le tecniche tradizionali.

Il 28 ottobre sarà il momento del confronto: un panel metterà faccia a faccia cinema tradizionale e cinema realizzato con l’IA. La stessa giornata ospiterà la premiazione dei migliori cortometraggi delle due sezioni del concorso, tradizionale e IA. A decidere, questa volta, saranno proprio gli studenti, chiamati a esprimere il proprio voto.

Un modo concreto per trasformare il pubblico più giovane da semplice spettatore a autore, osservatore critico e protagonista del dibattito sul futuro dell’audiovisivo.

IL 18 SETTEMBRE GRAN GALA’ DI APERTURA NEL LUOGO SIMBOLO DI “RICOMINCIO DA TRE”

Il sipario sulla quarta edizione si alzerà venerdì 18 settembre 2026, nel suggestivo cortile settecentesco di Villa Vannucchi, luogo particolarmente significativo per la storia cinematografica della città, legato alla prima scena di Ricomincio da tre di Massimo Troisi. Qui sarà apposta una targa ricordo di quella scena iconica dell’opera prima di Troisi, mentre Lello Arena, dal vivo, rievocherà quel momento. Con lui anche il gruppo di amici di Massimo: Patrizio Rispo, Carmine Faraco e Peppe Borrelli.  

Momento centrale della serata sarà poi il Premio alla Carriera al Maestro Mariano Rigillo, che sarà consegnato dall’attore Massimiliano Gallo. Sarà presentata anche la madrina ormai consolidata del Festival, Nunzia Schiano e saranno presenti attori, registi, sceneggiatori e produttori. 

Ad accompagnare la serata le musiche dal vivo del pianista Giuseppe Ganzerli e del violinista Vincenzo Bilo. La conduzione sarà affidata al giornalista Enzo Agliardi e a Roberta “Proxy” Ricci, mentre la regia sarà curata da Gianni Parisi. 

DAL 24 OTTOBRE ALL’8 NOVEMBRE, PROIEZIONI GRATUITE DI CINQUE OPERE PRIME, IN VILLA BRUNO.

• 24 ottobre ore 20.30 – Avemmaria, di Fortunato Cerlino;

• 25 ottobre ore 20.30 – Da cosa nasce cosa, di Gino Rivieccio;

• 5 novembre ore 20.30 – Strike – Figlio di un’era sbagliata, di Gabriele Berti;

• 6 novembre ore 20.30 – Notte fonda, di Giuseppe Miale di Mauro;

• 7 novembre ore 20.30 – La Salita, di Massimiliano Gallo;

Saranno presenti in sala attori, registi e produttori delle opere in rassegna. 

L’8 NOVEMBRE ALLE ORE 20.30 IN VILLA VANNUCCHI, SERATA CONCLUSIVA DEL CREMANO FILM FESTIVAL CON LE PREMIAZIONI DEI CORTI IN CONCORSO. 

“San Giorgio a Cremano ha costruito una parte importante della propria identità intorno al cinema – dichiara il Sindaco di San Giorgio a Cremano, Michele Carbone – Oggi abbiamo il dovere di custodire questa memoria, ma anche di guardare avanti. Il Cremano Film Festival rappresenta proprio questo: la capacità di trasformare la nostra storia in un’opportunità per il futuro. Portare l’Intelligenza Artificiale dentro il Festival e coinvolgere direttamente i giovani significa offrire loro gli strumenti per comprendere una trasformazione che riguarderà profondamente il futuro professionale e culturale”.

«Questa edizione rappresenta un’evoluzione importante del progetto – afferma il Vicesindaco e Assessore alla Cultura Pietro De Martino – Abbiamo voluto costruire un Festival capace di tenere insieme la grande tradizione cinematografica della nostra città, la valorizzazione dei talenti e una riflessione concreta sulle trasformazioni che stanno attraversando il mondo dell’audiovisivo. L’attenzione ai giovani e all’Intelligenza Artificiale è una scelta precisa: vogliamo che San Giorgio a Cremano sia un luogo nel quale si produce cultura, si fa formazione e si costruiscono nuove opportunità».

«Il cinema è sempre stato tecnologia, innovazione e capacità di interpretare il proprio tempo – spiega il direttore artistico Massimo De Matteo – Oggi l’Intelligenza Artificiale rappresenta una trasformazione che non possiamo ignorare. Il nostro compito non è stabilire se sia buona o cattiva, ma capire come può essere utilizzata, quali opportunità offre e quali interrogativi pone. Per questo abbiamo voluto che fossero soprattutto i ragazzi a confrontarsi con essa. Il Festival diventa così un laboratorio nel quale tradizione e innovazione non si combattono, ma dialogano».

Tra le collaborazioni del Festival figurano Giffoni Film Festival, Procida Film Festival, Fantasy Day, College of Charleston. Sponsor tecnico: Pepsi. 







RICONOSCIMENTI - Doppio appuntamento musicale in Germania per il M°Antonio Caporaso, organista sannita


Doppio appuntamento in Germania per l’organista Antonio Caporaso. La scorsa settimana il maestro sannita si è esibito presso la Johanniskirche di Dessau, città del Land Sassonia-Anhalt che dal 1925 al 1932 ospitò la Bauhaus, e presso la Evangelische Friedrichstadtkirche di Berlino, simbolo della comunità degli ugonotti, i protestanti francesi di fede calvinista. In entrambe le chiese sono custoditi due strumenti di pregevole fattura costruiti dalla ditta Hermann Eule die Bautzen. Oltre a brani di Mendelssohn, Brahms e J.S. Bach, Antonio Caporaso ha eseguito a Berlino, in prima assoluta, Ave Maria
Linea Generationis Substantiæ di Tonino Battista, direttore stabile del PMCE – Parco della Musica Contemporanea Ensemble, l’ensemble residente del Parco della Musica di Roma, con cui collabora con i maggiori compositori viventi e interpreta opere del repertorio moderno e contemporaneo. Il brano è dedicato al maestro Antonio Caporaso. 

05/09/26

L'EVENTO Accademia delle Opere - La "Rino Gaetano band" e i brani dell'artista immortale, tra professionalità, entusiasmo ed amarcord


di Maria Ricca

La vitalità e la sensibilità di Rino Gaetano, rimaste intatte attraverso i decenni, hanno illuminato e coinvolto appassionatamente il Teatro Romano. Energia senza tempo ha attraversato la platea, che ha cantato, sorriso, ballato ed applaudito la Rino Gaetano Band, guidata da Alessandro Gaetano, nella performance promossa dall'Accademia delle Opere, alla riscoperta dei brani immortali del cantautore, i cui testi restano straordinariamente profondi ed attuali.

All' inizio, l'omaggio dell'eco-atelier di Franco Francesca, con la sorella Imma,  all'abbigliamento estroso del cantautore calabro-romano, che sul palco di Sanremo e non solo si presentò con l'iconico cilindro e con compagni di scena vestiti in maniera coloratissima. Un'occasione, sulle note di  “Metà Africa metà Europa”, per ribadire l'importanza della libertà di espressione e dell'inclusione (modelli e modelle di ogni Paese fra coloro che hanno sfilato), ma anche della necessità dell'artista di essere libero, come lo era Rino Gaetano, e di avere il coraggio di schierarsi e prendere posizione per le proprie idee.

Spigliata e simpatica Raffaella Preziosi, sul palco ad accogliere gli ospiti, nel doppio ruolo di presentatrice ed addetto stampa dell'associazione promotrice, ed intenso l'intervento del presidente dell'Accademia delle Opere APS, Francesco Tuzio, che ha ricordato lo sforzo collettivo per la realizzazione dell'evento, seguito a molti altri già promossi con successo insieme al  gruppo che dirige, ed il contributo essenziale alla manifestazione del consulente musicale e responsabile marketing Yuri Di Gioia. Già presentati, per il prossimo inverno, il cartellone teatrale del S. Marco, alla  cui definizione l'Accademia ha collaborato, ed il progetto con Fondazione di Comunità di Angelo Moretti.    

Dopo il saluto del sindaco Mastella e gli interventi di Pasquale Orlando della Cesvolab ed in video del regista RAI Giorgio Verdelli, l'avvio della performance, attraverso cui la band ha toccato tutti i brani più rappresentativi di Rino Gaetano, senza trascurare però anche le sue canzoni meno conosciute ed egualmente significative, con la voglia di restituire loro quanto più possibile il colore originale.

La dimensione del concerto ha imposto naturalmente alla performance una ritmica energica ed un efficace intreccio di chitarre e di tastiere, che sono valsi a trasmettere anche ai più giovani la miscela vincente di rock, canzone d'autore e leggerezza popolare, che erano la cifra personale dell'artista celebrato. Fedeltà all'originale, dunque, ma non immobilismo, per arrivare a tutte le generazioni.

La voce e la chitarra di Alessandro Gaetano, che a tratti ha mostrato al pubblico le immagini di Rino, nei momenti più significativi delle canzoni, ed immortalato con lo smartphone lo splendido colpo d'occhio offerto dal pubblico del Teatro Romano, con le torce dei cellulari accese ed entusiasmo a mille, sono stati il tramite di una memoria familiare e artistica che, tra energia e lirismo, commuove e convince. Intorno a lui il gruppo di artisti sopraffini, su tutti Ivan Almadori (voce e chitarra acustica), e i validissimi Fabio Fraschini (basso), Michele Amadori (pianoforte, tastiere e voce/cori), Alberto Lombardi (chitarra elettrica e voce/cori), Marco Rovinelli (batteria),  ha suonato con compattezza e affiatamento. Applausi e coinvolgimento per gli spettatori, che, tra commozione, allegria e rimpianto per quanto Rino Gaetano avrebbe ancora potuto dare al mondo artistico, se non fosse prematuramente scomparso , si sono  lasciati trasportare appassionatamente dal ritmo e dal ricordo.


01/09/26

BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO- Applausi e riconoscimenti per "Mater Mediterranea" di TeSt-TeatroStage, diretto da Monica Carbini, con l'Academy-Ballet di Simona Palazzi


Fra gli appuntamenti che hanno riscosso maggior successo di pubblico e applausi  nella rassegna "Benevento Città Spettacolo", recentemente conclusasi, vi è stato “Mater Mediterranea” lo spettacolo di TeSt - TeatroStage andato in scena per Benevento Città Spettacolo, venerdì sera, al teatro Comunale Vittorio Emmanuele di Benevento, e realizzato in collaborazione artistica con ACADEMY-Ballet, Musical and Fitness diretto da Simona Palazzi.

La proposta scenica ha visto la partecipazione straordinaria anche in veste di attrice, della stessa regista Monica Carbini, direttrice, fondatrice e docente di Test TeatroStage e, come ospite speciale che ha stregato il pubblico, del collega docente, attore e doppiatore beneventano Maurizio Tomaciello, entrambi protagonisti di performance potenti ed emozionanti.

Sorprendente, emozionante, toccante e seducente è stata la altrettanto straordinaria ed eccezionale partecipazione di Simona Palazzi, in triplice veste di coreografa e affascinante e ipnotica danzatrice e attrice.

Seppure molto apprezzato, “Mater Mediterranea” nella sua durata è un lavoro in divenire e certamente da raffinare, con alcune parti ancora in fase di studio.

Si sviluppa attraverso un viaggio commovente e suggestivo, intenso e coinvolgente, nelle diverse declinazioni della figura femminile nella storia, nella cultura mediterranea e nel mito primigenio figlio delle civiltà mediterranee. Un viaggio che è anche eterna ricerca della libertà, dell’autodeterminazione e della conoscenza da parte dell’umanità, intesa come uomini e donne alla ricerca del loro posto nel mondo, incarnati, fin dall’inizio, dalle figure universali di Lilith e di Ulisse e poi da infinite altre.

Attraverso una personale e contemporanea rilettura del mito anche il Minotauro fa capolino sul finale e lo fa con la potenza evocativa e materica di una maschera arcaica e magnetica realizzata apposta per lo spettacolo da una bravissima artigiana della maschera, Alessandra Verusio, artista beneventana che, con l’associazione “Tanto...per gioco”, produce bellissimi spettacoli e laboratori con burattini di cartapesta e pasta di legno, pupazzi di gommapiuma, marottes, ecc..

Dopo un inizio dedicato agli albori della civiltà e alla nascita dei miti ad essa collegati la rappresentazione procede con testi originali, bellissimi e potenti, ispirati agli archetipi dell’identità mediterranea, verso l’evoluzione della figura femminile, dalle epoche e dai contesti culturali più arcaici fino alle contraddizioni dei giorni nostri e dell’attualità più toccante, controversa o provocante, navigando liberamente e creativamente nelle sue simbologie ed evoluzioni sempre legate al bacino del Mediterraneo e alle strutture sociali che ne sono derivate.

Nonostante le imperversanti temperature tropicali di questi giorni, l’affettuoso e appassionato pubblico ha sottolineato ogni momento con grandi applausi e costanti commenti calorosi, dimostrando in ogni passaggio grande partecipazione e coinvolgimento nelle vicende narrate e sentita empatia con i personaggi.

L’intrigante proposta drammaturgica e coreografica, corredata da una struggente colonna sonora, coprotagonista a tutti gli effetti della narrazione, è stata interpretata dalle ottime attrici di Monica Carbini: Maria Giulia Fabozzi, Sofia Di Lorenzo, Antonella La Frazia, Marialuisa Russo e Anna Spiezia e dalle bravissime danzatrici dirette da Simona Palazzi: Noella Bisarco, Annachiara Bovio, Federica Della Rocca, Silvia Rita DeNicola, Alida Gaudiello, Lucrezia Mottola, Ana Peralta, Emanuela Petito.

Cosi come il giovanissimo corpo di ballo ha dato eccellente prova di coesione, sensibilità, talento e maturità artistica anche grazie al lavoro coreografico di Simona Palazzi di Academy Ballet, così le interpreti attrici, seppur appartenenti a generazioni molto diverse e con percorsi formativi decisamente eterogenei, sono state sempre perfettamente a fuoco nelle loro parti e hanno dato grande prova di sensibilità e talento, preparazione e professionalità, dimostrando tutte una grande capacità di crescita e maturazione nel percorso laboratoriale intrapreso con Monica Carbini e Test TeatroStage.

Molto apprezzati anche i testi elaborati da Monica Carbini, Antonella La Frazia, Marialuisa Russo e Anna Spiezia in gran parte originali, autobiografici o in versioni totalmente sovvertite di storiche pietre miliari della letteratura mondiale.

Doverosi e sentiti i ringraziamenti all’organizzazione tutta di Benevento Città Spettacolo e al Direttore Renato Giordano.

31/08/26

BENEVENTO - Presentato il concerto della "Rino Gaetano band". Appuntamento il 4 settembre al Teatro Romano


di Emilio Spiniello

 A oltre quarant’anni dalla scomparsa del geniale cantautore calabro-romano, la musica e le parole di Rino Gaetano continuano ad emozionare e divertire. Benevento lo ricorderà il 4 settembre 2026, alle 20.30, presso il Teatro Romano  con l’evento della “Rino Gaetano band”, presentato oggi al Caffè delle Streghe. A moderare l’incontro la giornalista Raffaella Preziosi.

Presenti all’incontro con la stampa: Antonella Tartaglia Polcini, Assessore alla Cultura e Biblioteche del Comune di Benevento; Francesco Tuzio, Presidente Accademia delle Opera Aps; Yuri Di Gioia, Marketing Manager; Franco Francesca, designer dell’Eco-atelier di Alta Moda Sartoriale.

L’organizzatore Francesco Tuzio, dopo diversi eventi di successo al teatro romano,  propone una serata di qualità ricordando Gaetano che ci lasciò 45 anni fa. “Trasgressivo e trasversale”, lo definisce  Francesco Tuzio, presidente dell’Accademia delle Opere Aps, ricordando le difficoltà avute con le case discografiche dell’epoca.

Secondo l’assessore Antonella Tartaglia Polcini, “Rino Gaetano è sempre stata una figura di particolare contrasto, sempre in bilico tra una gioia sfrenata ed una profonda malinconia: le contraddizioni dell’esistenza”. Ha continuato: “ Aveva una tendenza a contrapporsi a tutti i tipi di establishment. Il suo successo è quello di aver vissuto, attraverso la musica,  le corde dell’umanità più profonda”.

Yuri Di Gioia, resposabile marketing dell’Accademia delle Opere, ha confessato di non essere mai riuscito a fare una serata dedicata al Maestro che ha vissuto davvero poco. 

“Agli inizi della carriera – ha proseguito - non aveva manco il coraggio di farsi chiamare col suo vero nome, tipicamente calabrese. 

Un cantante che portava qualcosa di molto diverso dagli altri, il più politico dei cantautori dell’epoca”, ha aggiunto Di Gioia.

Franco Francesca ha invece espresso il suo ruolo all’i della serata, promuovendo valori fondanti dell’Atelier che dirige.

Sul palco la band guidata da Alessandro Gaetano, nipote del cantautore, impegnato da anni nel mantenere viva e autentica l’eredità musicale dello zio.

Insieme ad Alessandro (voce, chitarra, piccole percussioni), ci sono Ivan Almadori (voce, chitarra), Fabio Fraschini (basso), Michele Amadori (tastiere, cori), Alberto Lombardi (chitarra elettrica, cori) e Marco Rovinelli (batteria).

Dal vivo saranno proposti brani indimenticabili come “Ma il cielo è sempre più blu” e “Gianna”, fino a “Aida” e “Nuntereggae più”.

Info e prenotazione biglietti: 377 2762653

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Accademia delle Opere

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BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO - Christian Poggioni celebra il grammelot di Dario Fo e chiude all'Hortus lo spazio drammaturgico del Festival


di Emilio Spiniello 

Con l’attore  Christian Poggioni una serata dedicata alla figura di San Francesco D’Assisi per l’ultima del festival “Benevento Città Spettacolo” 2026.

In scena all’Hortus conclusus, lo spettacolo  “Lu santo jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame, dove il pubblico si è cimentato con la comprensione del ‘grammelot’, la non lingua fatta di gesti, dialetti e suoni che rese popolare nel mondo il teatro di Dario Fo, nato 100 anni fa.

Incisiva la forte connotazione mimetico-espressiva per questo testo “giullaresco” dedicato a San Francesco, che si autodefiniva “giullare di Dio”.

Poggioni ne esplora l'importanza storica e il messaggio attuale alternando fonti storiche e fioretti,  attraverso le varie fasi della sua vita: il lupo di Gubbio, la predica agli uccelli, l’incontro con Papa Innocenzo III, la composizione del Cantico delle Creature e altri episodi notevoli. 

Christian Poggioni, che ha ottenuto l’autorizzazione della famiglia di Dario Fo ,ci restituisce l’immagine di satira, poesia e spiritualità del santo patrono d'Italia, simbolo universale di povertà, pace e amore per la natura, fondatore dell'Ordine dei Frati Minori e modello di vita evangelica.


Le vicende del Poverello di Assisi vengono raccontante con  un grammelot fatto di gesti e suoni onomatopeici combinati con dialetti dell’Italia settentrionale, come il lombardo, il veneto e il piemontese, come pensò Fo.

In scena c’è un solo attore, ma davanti allo spettatore prende forma un affresco brulicante di corpi, personaggi, accenti. Il monologo teatrale diretto ed interpretato da Poggioni, ci parla di chi trattò con gli ultimi, scegliendo l’estrema povertà e  predicando in strada: il giullare e l’uomo di fede sono la stessa persona che 800 anni fa lasciò questo mondo con un profondo messaggio universale.

29/08/26

BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO - Ingrid Sansone è Luisa Sanfelice, fra emozione, verità e tormento


di Emilio Spiniello 

Potente interpretazione di Ingrid Sansone in scena all’hortus conclusus di Benevento, in occasione del festival Città Spettacolo con «La verità di Luisa Sanfelice». Uno spettacolo intenso che restituisce umanità a una delle figure più controverse della Repubblica Napoletana, la nobildonna Luisa Molina Sanfelice.

Quest’ultima, dall’animo tormentato, si confessa a cuore aperto raccontando le sue verità, le sue vere intenzioni oltre le malelingue dell’epoca che la vedevano come traditrice, condannata a morte per aver involontariamente rivelato una congiura monarchica.

Donna di elevata bellezza, sposò il duca Andrea Sanfelice: un matrimonio decisamente infelice. Emergono le contraddizioni di una donna animata dal pathos in tutte le sue relazioni, infatti il suo consorte la giudica come “sbandata” e lei stessa confessandosi in preghiera rivela il vero interesse per l’”amore carnale”, sua strada maestra. In sottofondo ascoltiamo le musiche e i canti della rivoluzione napoletana, come ad esempio il “Canto dei Sanfedisti”, simbolo del variegato movimento controrivoluzionario.  


Lei sembra ignorare che la strada dei sentimenti, innamorata del suo amante repubblicano Ferdinando Ferri, la porterà dritta alla morte in un climax drammatico. Un’altra figura a lei vicina, Eleonora Pimentel Fonseca, elogiandola sul Monitore Napoletano(periodico dell'epoca), la fece additare come principale artefice del fallimento della cospirazione borbonica. Nelle parole di Luisa luci ed ombre, aggressività e timidezza. Con la caduta della Repubblica Napoletana e il ritorno di Ferdinando IV sul trono, però, la vendetta dei Borbone fu implacabile. Coloro che avevano sostenuto la repubblica furono catturati, processati e giustiziati. Lei rimase incinta nella prigione, però suo figlio nacque morto. In quella prigione incontrò altri carcerati di spessore, come Mario Pagano, Domenico Cirillo, Serra di Cassano e Francesco Caracciolo, tutti martiri,  esponenti della Repubblica Napoletana del 1799. 

Fu giustiziata L’11 settembre 1800 a piazza Mercato.

Lo spettacolo scritto da Roberto Russo e diretto da Francesco Saponaro restituisce al pubblico la storia di una donna che la storia ha trasformato in mito.

Al violoncello Marco Di Palo, ai canti e tammorra Federica Totaro.

27/08/26

BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO - Roberto D'Alessandro, "Brigante si muore", scuote le coscienze nel segno del "risveglio meridionale"


di Emilio Spiniello 

Un meridionalista sul palco. L’attore calabrese Roberto D’Alessandro, amico di Benevento, in scena al teatro De La Salle, per il festival Città Spettacolo. Un racconto diverso del Sud, sempre visto come piagnone e sprecone. “Brigante si muore” è la storia di un regista impegnato a scrivere un copione dal titolo “Sud con due esse”. Poi, un giorno, arriva la chiamata, tramite l’amico Pasquale, di una certa Ermengarda Brambilla, la quale lo vuole candidare nel partito del Nord.

In famiglia parte lo scontro: chi lo appoggia e chi lo avversa. Uno come lui come potrebbe candidarsi mai nel partito che si oppone al Meridione? Uno come lui che stende all’aperto il vessillo dei Borbone.


Una candidatura al Parlamento, con una elezione quasi certa, può mettere in discussione convinzioni costruite in una vita?


Si indaga sull’eterno rapporto Nord-Sud e sulle motivazioni ataviche di un certo “ronzìo” che giustifica ed elogia il Settentrione, ma nel contempo accusa e condanna il Meridione.

Eppure i dati Svimez sulla distribuzione della ricchezza pro capite parlano chiaro. Le indagini statistiche su criminalità e corruzione, ad esempio, vedono in cima la regione Lombardia.

Addirittura quelli del Sud vengono convinti ad accusare il Sud stesso descritto come arretrato e stagnante su molti settori come sanità, trasporti, scuola e servizi.

Per fortuna che la gatta Misha funge da coscienza viva di un ideale che irrompe continuamente e costantemente nella sua vita.

Decide infine di candidarsi, ma il momento topico arriva quando deve mettere nero su bianco il copione del suo comizio elettorale, scene scandite dalla potente voce di Giuseppe Coppola.

Nel pieno di un uragano emotivo, gli appare in sogno Giorgio Gaber,  il quale esprime tutta la sua amarezza per la scelta di tradire il Sud candidandosi con il partito separatista.

Attraverso il sorriso e la leggerezza, D’Alessandro ci scuote, ci invita a non farci abbindolare dal solito racconto di parte, fomentato da una informazione spesso serva e funzionale al potere che non ha mai dato il giusto spazio alle vessazioni subìte dal Sud e dalle scelte e decisioni della politica.

La questione meridionale, chiaramente, rimane un problema insoluto che D’Alessandro affronta da diversi anni invitando ad un “risveglio meridionale”, sottolineando poi che le sue opere teatrali sono frutto di studi e ricerche documentaristiche.

BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO - Salemme conquista ancora il pubblico con "E fuori nevica" e riceve targa celebrativa


di
Emilio Spiniello

“Lo spettacolo della mia vita – 50 anni di teatro”, cosi il noto attore napoletano Vincenzo Salemme ha descritto il suo spettacolo “…E fuori nevica”, nella cornice di piazza Cardinal Pacca per la seconda serata della 47/a edizione del festival"'Benevento Città Spettacolo", diretto da Renato Giordano.  Simpatia e grandiosità per una delle commedie più apprezzate dal pubblico.

Il testo scritto, diretto ed interpretato da Vincenzo Salemme racconta di tre fratelli ,ognuno con caratteristiche diverse: Cico, Enzo e Stefano. Tre personaggi difficili che si ritrovano a convivere nella stessa casa, facendo emergere contraddizioni, vita vissuta e realtà crudele.

La comicità è davvero irresistibile preservando quella verve dopo 30 anni dalla prima messa in scena, dove si affronta il tema della patologia mentale vista come unicum, unicità dell’essere umano in un mondo di omologati.  La fragilità dei fratelli si cela dietro le loro riflessioni e i loro problemi. Ci si interroga sul concetto di normalità.

Dall’emozione delle tematiche legate alla famiglia, all’affetto, si passa al buonumore dei fratelli Righi, i quali per intascare l’eredità della defunta mamma dovranno sostenersi a vicenda, fra tenerezza e scene esilaranti. "Nevica! Nevica!" è l’esclamazione di Cico, eterno immaturo,  per esprimere e dimostrare gioia ed è l’”arma” attraverso cui nutre il legame con i suoi fratelli. E’ un prodotto teatrale che parla di disagi, in quanto tutti i personaggi sono disagiati ed alla fine, quello meno disagiato risulta essere proprio Cico.  Si riesce a far ridere senza ricorrere ad un umorismo basso e volgare. Con questo spettacolo Salemme celebra il passato e i suoi 50 anni di carriera attraverso il teatro nazionale. 

Con Salemme sul palco, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero, Stefano Sarcinelli per una commedia del 1995 ancora attuale. A fine serata il sindaco Mastella e il direttore Giordano hanno consegnato una targa celebrativa del Festival a Salemme e alla sua squadra.

26/08/26

BENEVENTO, 4 settembre - Alessandro Gaetano, in concerto con la "Rino Gaetano band", al Teatro Romano: "Portiamo la storia dell'artista nei luoghi della Storia"


IL NUOVO GRANDE EVENTO DI ACCADEMIA DELLE OPERE APS

di Maria Ricca

(Ufficio stampa "Rino Gaetano band": 

Miranda Shkurtaj)

Il 4 settembre, alle 20.30, il Teatro Romano di Benevento si prepara ad accogliere la Rino Gaetano Band, protagonista del nuovo appuntamento promosso dall’Accademia delle Opere APS, presieduta da Francesco Tuzio, (ufficio stampa Lella Preziosi), nel segno dei grandi autori della musica italiana.

A oltre quarant’anni dalla sua scomparsa, l’universo artistico di Rino Gaetano conserva intatta la sua forza: canzoni capaci di divertire, emozionare e raccontare con ironia e lucidità contraddizioni che parlano ancora al nostro presente. A custodirne e portarne avanti l’eredità artistica è anche Alessandro Gaetano, nipote del cantautore, che con la Rino Gaetano Band ne ripropone dal vivo i grandi successi, insieme a brani meno conosciuti e pubblicati postumi.

In attesa del concerto beneventano, lo abbiamo incontrato, per parlare di Rino, della sua musica e di un’eredità artistica che continua a sorprendere generazioni diverse.

-Alessandro, sono trascorsi più di quarantacinque anni dalla scomparsa di Rino Gaetano, eppure le sue canzoni sembrano non invecchiare. Secondo te, sono i giovani a riscoprire Rino o è Rino che, con i suoi testi, continua in qualche modo a raccontare anche i giovani di oggi?

Secondo me sono vere entrambe le cose. I giovani riscoprono Rino, ma quando lo ascoltano si accorgono che, in qualche modo, Rino aveva già raccontato qualcosa che appartiene anche a loro. Anche perchè ha creato moltissimi brani tra i 16 e i 30 anni, il suo punto di vista e la sua voce arrivano molto ai coetanei di oggi. Poi scriveva canzoni senza mettersi in cattedra, usando l'ironia, la provocazione, il gioco delle parole. Inoltre non cercava di piacere a tutti. Aveva una sua libertà, anche artistica, molto forte.

- Ironia, paradosso e apparente leggerezza erano appunto gli strumenti con cui Rino raccontava un’Italia fatta di contraddizioni, disuguaglianze e conformismi. Se potesse osservare l’Italia del 2026, quali temi  finirebbero immediatamente dentro una sua canzone?


"Credo che avrebbe parecchio materiale!

Rino aveva la capacità di osservare la realtà e trovare immediatamente le contraddizioni. Oggi si troverebbe davanti un mondo ancora altrettanto complesso: la politica, il rapporto con il potere, le disuguaglianze sociali ed economiche, la precarietà dei giovani, il lavoro, la solitudine, ma anche il modo in cui viviamo attraverso i social e l'immagine che continuamente costruiamo di noi stessi.

Ma non saprei dire esattamente cosa scriverebbe. E forse è proprio questo il bello: non bisogna provare a scrivere una canzone al posto di Rino. Possiamo soltanto immaginare cosa avrebbe osservato."


- Sei un musicista e da anni sali sul palco con la Rino Gaetano Band. Come si trova l'equilibrio tra il dovere affettivo di custodire un'eredità così importante e il bisogno di esprimere una propria identità artistica?


"È una domanda che mi sono posto tante volte. C’è un legame affettivo profondo prima ancora che artistico. Non ho mai imitato mio zio.

Il nostro compito con mia madre Anna e la Rino Gaetano Band è custodire le sue canzoni, farle arrivare al pubblico e rispettarne lo spirito, non provare ad interpretarle.

Suonare le sue canzoni oggi significa anche permettere a quelle canzoni di continuare a vivere, di incontrare persone nuove e di assumere significati nuovi. Nonostante questo, continuo a coltivare anche un percorso personale  tra fotografia e progetti di sound design."


- La Rino Gaetano Band non propone soltanto i brani che tutti conoscono, ma recupera anche canzoni meno note e materiali pubblicati postumi. C'è un “altro Rino”, meno conosciuto dal grande pubblico, che vorresti emergesse maggiormente? E quale sua canzone consiglieresti di ascoltare a chi pensa di conoscerlo soltanto attraverso i grandi successi?


"Assolutamente sì. Rino è molto più grande dei brani che sono diventati il suo manifesto.

Ci sono canzoni che devono ancora essere scoperte e che appartengono al futuro, ma che raccontano benissimo la sua capacità di scrivere, di sperimentare e anche di cambiare registro.

Se dovessi consigliare un ascolto a chi pensa di conoscere già Rino, direi di andare a cercare “Sfiorivano le viole”, “Fabbricando case”, “Supponiamo un amore”, “I tuoi occhi sono pieni di sale”… Brani che permettono di entrare in una dimensione diversa del suo mondo e di capire quanto fosse raffinato il suo modo di scrivere.

E poi inviterei ad ascoltare gli album nella loro interezza, non soltanto le singole canzoni. È lì che si scopre davvero quanto fosse articolato l'universo di Rino."


- Dopo tanti anni trascorsi a raccontare Rino agli altri, c'è qualcosa che ha scoperto di lui solo recentemente e che ha cambiato anche il suo modo di guardarlo come uomo, prima ancora che come artista?


"Più che una scoperta precisa, nel tempo ho imparato a guardarlo sempre meno soltanto come “Rino Gaetano” e sempre più come zio Rino, una persona che aveva una vita, delle fragilità, delle passioni e delle contraddizioni.

Quando sei bambino, una persona può sembrarti semplicemente quella che la famiglia ti racconta. Crescendo, invece, inizi a mettere insieme i ricordi, le testimonianze degli altri, le fotografie, le registrazioni e tutto quello che rimane.

E scopri che dietro l'artista che conoscono tutti c'era un ragazzo molto curioso, sensibile, ironico, con una grande voglia di vivere e di confrontarsi con il mondo.

Forse la cosa che cambia nel tempo è proprio questa: Rino diventa sempre meno un personaggio e sempre più una persona."


- Negli anni Rino Gaetano è stato spesso definito surreale, irriverente, persino “cantante del nonsense”, un'etichetta che tu stesso hai contestato. Qual è, secondo te, l'equivoco più grande che ancora oggi accompagna la sua figura e la sua musica?


"Ce ne sono diversi, tra questi anche l'idea che Rino fosse semplicemente un cantante “surreale” o del nonsense.

Rino utilizzava l'assurdo, il paradosso e l’ironia come strumenti per veicolare l’attenzione su temi urgenti. Il nonsense, quando c'è, è uno strumento. Non è il fine.

Rino poteva mettere insieme immagini apparentemente impossibili, giocare con le parole, ma lo faceva per spiazzare l'ascoltatore e costringerlo a pensare. Era un modo per parlare della realtà senza raccontarla in maniera didascalica."


- Il 4 settembre porterete le canzoni di Rino in un luogo carico di storia come il Teatro Romano di Benevento. Che spettacolo deve aspettarsi il pubblico e, soprattutto, con quale emozione o con quale pensiero vorresti che uscisse dal teatro alla fine del concerto?


"Portare Rino in un luogo come il Teatro Romano di Benevento ha per noi un significato particolare. È uno spazio con una storia enorme e ci piace pensare che, per una sera, dialogherà con la storia di un artista che continua a essere presente attraverso le sue canzoni.

Il pubblico troverà naturalmente i brani più conosciuti, quelli che tutti aspettano e cantano insieme a noi, ma anche un percorso attraverso il repertorio di Rino che permette di scoprire aspetti meno conosciuti della sua musica.

Non vorrei però che fosse semplicemente un concerto “nostalgico”. Rino non appartiene soltanto al passato. Proprio come la nostra storia.

Mi piacerebbe che alla fine del concerto qualcuno uscisse dal Teatro Romano con la voglia di riascoltare una sua canzone, magari una che non conosceva, e soprattutto con una domanda in testa.

Perché alcune canzoni, come un antico teatro con le sue storie e il suo fascino, possono far sorridere, arrabbiare, emozionare e soprattutto far riflettere."


Biglietti in vendita su etes.it per info: 3772762653 accademiadelleopere.it .-

BENEVENTO - Maurizio de Giovanni riceve il Premio "Gregoretti" ed incanta il pubblico dell'Hortus. Ed è subito davvero Città Spettacolo

di Maria Ricca

Piccoli intensi microcosmi, bozzetti di un'umanità talora allegra, il più delle volte sofferente, amori non corrisposti, amori iniziati e mai finiti, legami passionali ed appassionati, la voglia di vivere intensamente e di amare senza riserve, la guerra che incombe, la vita che urla e si prende a morsi quello che le spetta, non senza sofferenze. È l'umanità tragica ed appassionata dei personaggi del Commissario Ricciardi, che incontra i protagonisti di una realtà sorprendente e dolente insieme. Il teatro della vita, dunque, che però è più sfaccettato ed imprevedibile dei sogni che il palcoscenico che li rappresenta regala. Il sipario si chiude al momento giusto, separando la finzione dalla realtà, ma quella ritorna, non abbandonando mai la scena.

Maurizio de Giovanni, con Mariarita Carfora, che ha splendidamente interpretato i grandi classici della canzone napoletana, contrappunto agli eventi narrati, il sassofonista Marco Zurzolo e i musicisti Rocco Zaccagnino (fisarmonica) e Giacinto Piracci (chitarra), hanno incantato il pubblico dell'Hortus Conclusus nella serata di apertura di Benevento Città Spettacolo 2026, senza risparmiarsi mai, in una lettura profondamente drammatizzata dello stesso scrittore di alcuni fra i suoi testi migliori, collegati alle vicende del commissario visionario e profondamente umano. Uno spettacolo che ha restituito il senso vero alla rassegna che da sempre amiamo, da beneventani, e che per questo vorremmo ogni volta più focalizzata soprattutto su appuntamenti di questo tipo, che ne esaltano il senso e la qualità.

Prima della performance, a Maurizio de Giovanni è stato conferito il Premio Ugo Gregoretti per il Teatro, nel nome del primo direttore del Festival, oggi diretto da Renato Giordano, che ha accolto gli ospiti, con il sindaco Mastella e la moglie Sandra, insieme alla famiglia del compianto brillante regista e scrittore. Sul palco la figlia Orsetta e il nipotino omonimo Ugo, che ha premiato lo scrittore, in platea la vedova Fausta, nel segno della continuità di un progetto giunto quest'anno alla quarantasettesima edizione.

Nelle altre piazze, l'arguzia vocale e musicale di Peppe Servillo con Costanza Alegiani e la serietà compassata e consapevole di Michele Mari, vincitore del Premio Strega con "I convitati di pietra". Sempre emozionante ritrovare i protagonisti del Premio Salzano alla Carriera, in piazza Torre. 

Grande la partecipazione del pubblico, dunque, all'esordio della nuova edizione di Benevento Città Spettacolo, che nei prossimi giorni attende, fra gli altri, Vincenzo Salemme, Alessandro Siani, Serena Bortone, Pappi Corsicato, l'omaggio a Peppino Di Capri, alla cui memoria andrà il Premio Casa Rummo, con Lina Sastri ed Enzo Gragnaniello, monsignor Vincenzo Paglia, l'omaggio ad Annibale Ruccello ed il rapper Kid Yugi, per un'edizione definita "spumeggiante" dal direttore Giordano, nell'Aperifestival di presentazione.

24/08/26

BENEVENTO, 29 agosto - A Città Spettacolo, le "Seasons emotions" di Ben Art, a cura di Carmen Castiello


Il 29 agosto alle ore 20.30 presso l’Arco del Sacramento di Benevento, nell’ambito della 47esima edizione del Festival Città Spettacolo, andrà in scena SEASONS EMOTIONS, produzione Ben Art, a cura di Carmen Castiello. Le coreografie sono realizzate da Odette Marucci, Hassan Awad e Giselle Marucci. I testi sono a cura di Odette Marucci, con Viviana Altieri e Nicola Nicchi.

Protagonisti dello spettacolo saranno anche i giovani danzatori dei corsi professionali del Piccolo Teatro Libertà, con Hassan Eltabie e Angelo Egarese, danzatori professionisti. Le proiezioni scenografiche sono realizzate su disegni originali di Bruno Marucci e i costumi sono di Danzapiù. 


Il Balletto in atto unico è un viaggio delle emozioni attraverso le stagioni della vita e dell’amore. Dalla primavera dell’innamoramento all’inverno della rinascita interiore, ogni stagione racconta l’evoluzione dei sentimenti, dei legami e della scoperta di sé. Un percorso ciclico in cui la danza diventa espressione della continua possibilità di rinascere, cambiare e amare.

L’evento artistico vuole essere la narrazione di un percorso di formazione, quello dei giovani danzatori beneventani che, attraverso lo studio, la disciplina e l’esperienza del palcoscenico, costruiscono la propria identità artistica e professionale.

Protagonisti dello spettacolo sono, infatti, i danzatori dei corsi professionali del Piccolo Teatro Libertà, accompagnati da Hassan Eltabie e Angelo Egarese. Giovani talenti che attraverso la formazione stanno ponendo le basi per un progetto ancora più ambizioso: la nascita della compagnia “Balletto di Benevento”. Una realtà concreta per offrire ai ballerini del territorio la possibilità di continuare a crescere, confrontarsi e vivere l’esperienza straordinaria della scena.

In questo percorso il Piccolo Teatro Libertà assume un significato speciale. Il piccolo teatro storico di Benevento, infatti, diventa molto più di una sede. È location di studio, incontro, prove e conquiste ma, soprattutto, uno spazio capace di nutrire l’immaginazione dei giovani artisti. Le sue atmosfere, la sua storia e la sua dimensione intima diventano parte stessa della formazione, offrendo ai danzatori la possibilità di misurarsi con il palcoscenico e di imparare a considerare il teatro non soltanto luogo dello spettacolo, ma anche luogo di vita e crescita.

È proprio da questi spazi che può nascere una nuova generazione di artisti e artiste, consapevoli delle proprie radici e aperti al confronto con il mondo della danza nazionale e internazionale.

L’evento diventa, dunque, un momento importante per il cammino degli allievi che esibendosi sul palcoscenico di Benevento Città Spettacolo potranno restituire al pubblico il frutto di un percorso fatto di studio, passione e dedizione.

 

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23/08/26

PROFILI - Lorenzo D’Amelio, dal cinema alle “ricette”: il regista beneventano apre una nuova finestra su YouTube

 


Sul canale “Lorenzo non sa cucinare” cinema, cucina, racconti e curiosità. Tra i prossimi appuntamenti anche la Première su YouTube del film “L’EVENTO”

 Una nuova avventura, questa volta sul web, per Lorenzo D’Amelio, regista beneventano, che sceglie YouTube per raccontarsi e condividere con il pubblico passioni, esperienze e, naturalmente, cinema.

Il nome del suo canale, “Lorenzo non sa cucinare”, potrebbe far pensare a uno spazio interamente dedicato ai fornelli. In realtà la cucina è soltanto uno degli ingredienti di un contenitore volutamente aperto e curioso, nel quale D’Amelio mette insieme ricette, cinema, ricordi, incontri, riflessioni e piccoli racconti di vita.

Una sorta di laboratorio personale in cui il regista abbandona, almeno apparentemente, la distanza della macchina da presa per rivolgersi direttamente agli spettatori, con un linguaggio semplice e informale. Le “ricette”, dunque, diventano anche un pretesto per parlare d’altro e per costruire, puntata dopo puntata, un rapporto più immediato con chi segue il canale, come nelle serie “Pizza, Cinema e Amici” dove ha avuto come ospite Donatella Baglivo, regista, biografa e compagna del poeta del cinema Andrej Tarkovskij e “Pizza, Musica e Amici” dove con il pretesto di una pizza dedicata all'artista ospite, apre ai suoi spettatori la loro arte con musica dal vivo rigorosamente originale o proiezione di cortometraggi.

Ma il cinema resta inevitabilmente al centro dell’universo di D’Amelio. E proprio il suo canale  YouTube ospiterà uno degli appuntamenti più significativi di questa nuova esperienza: la pubblicazione in modalità Première (gratuita e senza interruzioni pubblicitarie) del film “L’EVENTO”, thriller psicologico del 2014, da lui scritto e diretto, offrendo agli spettatori iscritti al canale la possibilità di ritrovarsi virtualmente davanti allo schermo per assistere insieme alla proiezione.

Un modo diverso di riportare un’opera cinematografica al pubblico, sfruttando le possibilità offerte dalla rete e trasformando la visione del film in un vero e proprio appuntamento condiviso.

Con “Lorenzo non sa cucinare”, Lorenzo D’Amelio sperimenta così una formula che sfugge alle classificazioni: non soltanto un canale di cucina o di pizza, non esclusivamente uno spazio dedicato al cinema, ma “un po’ di tutto”, filtrato attraverso lo sguardo e la personalità di chi da sempre è abituato a osservare la realtà attraverso un obiettivo.

E forse è proprio questa la ricetta principale del nuovo progetto: mescolare linguaggi, passioni e storie, lasciando che ogni video possa diventare l’occasione per scoprire qualcosa di nuovo.

Intanto, dopo “M-Sono solo un ragazzo” del 2019, D’Amelio si appresta ad una nuova operazione cinematografica, stavolta costruita appunto con la possibilità di una distribuzione totalmente innovativa e diretta al pubblico tramite il canale YouTube, un’avventura che si va definendo giorno dopo giorno e che suscita molto interesse e curiosità nell’ambiente artistico.

22/08/26

CALITRI (AV) - I "Sancto Ianne" in concerto allo Sponz Fest di Vinicio Capossela


I Sancto Ianne, gruppo sannita di neo-folk d'autore nato nel 1992 a San Giovanni di Ceppaloni (BN), si esibiranno All’edizione dello SPONZ FEST - SPONZ IN BOSCK 2026 – che si terrà a Calitri in Alta Irpinia dal 26 al 30 agosto con la direzione artistica di Vinicio Capossela.

Una partecipazione importante che cade in prossimità della pubblicazione del quinto lavoro discografico dei S.I. “AMNESIA” che sarà presentato al pubblico e alla stampa in autunno. I Sancto Ianne si esibiranno a Calitri il 27 agosto sul palco Ballodromo con inizio alle 00:00. 

Lo SPONZ FEST è il festival musicale e culturale nato nel 2013, ideato e diretto dal cantautore Vinicio Capossela. Si svolge ogni anno alla fine di agosto in Alta Irpinia, in particolare a Calitri e nei paesi vicini. Il nome deriva da "sponzare", un dialettismo che significa inzupparsi o ammollarsi, per indicare l'immersione totale nella musica, nei racconti e nella vita della comunità locale. 

Formazione Sancto Ianne: Valerio Mola, Basso elettrico - Antonio Pasquariello, Chitarre - Gianni Principe, Voce - Roberto Polcino, Fisarmonica - Ciro Maria Schettino, plettri e fiati - Raffaele Tiseo, violino - Sandro Verlingieri, Percussioni.


06/08/26

BENEVENTO - Teatro San Marco, al via la campagna abbonamenti per la stagione invernale


È ufficialmente partita la campagna abbonamenti per la nuova stagione teatrale del Teatro San Marco di Benevento, in programma dal 4 dicembre 2026 al 23 aprile 2027. Il cartellone propone nove spettacoli che vedranno alternarsi sul palco alcuni tra i più apprezzati protagonisti del panorama teatrale e musicale italiano.

Gli abbonamenti possono essere acquistati online sul sito del Teatro San Marco oppure presso la sede di Accademia delle Opere, in via Piermarini 46 a Benevento. Per informazioni è possibile contattare i numeri 0824 043048 e 375 1204538.

La nuova stagione segna la piena riapertura della struttura, rinnovata grazie a un piano di rigenerazione urbana finalizzato alla creazione di un nuovo polo di sviluppo culturale, progetto curato da Teama S.r.l..

L'inaugurazione è fissata per il 4 dicembre con un'anteprima nazionale: protagonista sarà Peppe Lanzetta con "Parole Stonate", uno spettacolo che accompagna il pubblico in un intenso viaggio teatrale, sospeso tra ironia e riflessione, attraverso pensieri, racconti e frammenti di vita.

L'11 dicembre spazio a "Musica da Vedere", un percorso emozionale ideato dal maestro Lucio Caputo insieme alla sua orchestra, che unisce musica e immagini in uno spettacolo di forte impatto scenico.

Il 18 dicembre andrà invece in scena "Delitto per Due", un originale giallo musicale capace di mescolare suspense, comicità e ritmo.

A chiudere il mese, il 28 dicembre, sarà "Frozen – La magia di Elsa", musical tributo live ispirato al celebre film d'animazione "Frozen - Il Regno di Ghiaccio", pensato per coinvolgere grandi e piccoli.

Il nuovo anno si aprirà il 22 gennaio con il ritorno a Benevento di Area Medina – Sciò Live, il concerto tributo dedicato a Pino Daniele, formazione che sta ottenendo un notevole successo in tutta Italia.

Il 5 febbraio salirà sul palco Marisa Laurito con "Madre per Sempre", intenso e delicato testo di Marta Barceló che affronta il tema della maternità e della costruzione dei legami familiari.

Il cartellone proseguirà il 3 marzo con Paolo Caiazzo protagonista della commedia "Quasi quasi ci ritento", che racconta con ironia il desiderio di tornare indietro nel tempo a qualunque costo.

Il 26 marzo sarà la volta di Ciro Cerruti con "Non tutti i mali vengono per nuocere", spettacolo che ripercorre con lucidità e umorismo uno dei periodi più complessi della storia recente.

La stagione si concluderà il 23 aprile con Biagio Izzo in "L'Arte della Truffa", una messinscena dai toni paradossali che vede il popolare attore napoletano protagonista.

Il piano abbonamenti parte da un prezzo speciale di 148 euro. Sono inoltre previste ulteriori agevolazioni per over 65 e studenti universitari, riservate a chi acquisterà l'abbonamento presso la sede di Accademia delle Opere, in via Piermarini 46 a Benevento.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi agli uffici del Teatro San Marco o contattare Accademia delle Opere ai numeri 0824 043048 e 375 1204538.

04/08/26

GUARDIA SANFRAMONDI (BN), 5 agosto - Vinalia ospita incontri letterari, yoga, musica e show cooking


Dopo il successo dell'apertura, Vinalia entra nel vivo con una seconda giornata, mercoledì 5 agosto, ricca di appuntamenti che intrecciano vino, cultura, arte, benessere, gastronomia e musica. La 33ª edizione della rassegna enogastronomica di Guardia Sanframondi proporrà un itinerario capace di valorizzare le eccellenze del Sannio attraverso linguaggi diversi, dalla letteratura all'arte contemporanea, dalle esperienze dedicate ai bambini all'alta cucina.

Letteratura e memoria con Giuseppe Leone

Alle 18.30, nella suggestiva Chiesa dell'Ave Maria Gratia Plena, sarà presentato il volume "I giorni della clessidra. O la libertà del cuore" di Giuseppe Leone, pubblicato da Guida Editori.

L'incontro si aprirà con i saluti del sindaco di Guardia Sanframondi, Raffaele Di Lonardo, e della responsabile del Comitato Vinalia, Titina Pigna. Seguiranno gli interventi di Elvio Falato, presidente dell'ARCI Guardia Sanframondi, di Armida Filippelli, già assessora alla Formazione della Regione Campania, dell'editore Diego Guida e di Azzurra Immediato, curatrice del volume.

L'appuntamento offrirà l'occasione di incontrare Giuseppe Leone, ideatore e direttore artistico di VinArte, protagonista di un percorso artistico e culturale improntato alla libertà del pensiero. Un'opera che, come sottolinea Marco Bussagli, «nasce dalla stessa materia viva dell'albero: quella linfa che, trasformandosi in carta, continua ancora oggi a nutrire la memoria, l'arte e la coscienza dell'uomo».

Vinalia Kids tra ambiente e benessere

Prenderà il via anche Vinalia Kids, il percorso sensoriale dedicato ai più piccoli.

Alle 17.00, nel giardino del castello medievale, spazio al laboratorio "Custodi della Vite, Custodi della Terra", organizzato dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di San Lorenzello. L'iniziativa, intitolata "Tra Piccoli Custodi e Benessere Rurale", propone cinque missioni pensate per avvicinare i bambini al rispetto dell'ambiente in modo coinvolgente e divertente. Informazioni e prenotazioni al 345 0457090.

Yoga, respirazione e aperitivo rurale

Dalle 18.00 sarà la volta di Connessioni Rurali, esperienza dedicata a Yoga, Respirazione e Bollicine, guidata dal maestro Lorenzo Stabile in collaborazione con l'Associazione Sapori Sanniti.

L'iniziativa si concluderà con un suggestivo aperitivo rurale. Anche in questo caso è possibile prenotare chiamando il 345 0457090.

Lo show cooking di Agape

Tra gli appuntamenti più attesi della giornata figura lo show cooking dedicato all'esperienza gastronomica del ristorante Agape di Sant'Agata de' Goti.

Protagonisti saranno i fratelli Gabriele e Gianna Piscitelli, interpreti di un progetto nato da un lungo percorso condiviso che ha trasformato il legame familiare in un'armoniosa sintesi di cucina, cantina e accoglienza.

Il menu della serata prevede un carpaccio di manzo con gateau di patate come antipasto, seguito da un sartù scomposto. Il secondo sarà un lingotto di faraona con fichi, mentre il dessert proporrà un sorbetto al limone con crumble all'alloro.

In abbinamento saranno serviti i vini della Cantina La Guardiense-Janare e della Tenuta Erbagil.

Per partecipare è possibile prenotare al 327 2297948.

VinArte e la musica nel borgo

Prosegue anche il percorso espositivo di VinArte, con mostre di pittura, scultura, installazioni e fotografia ospitate nei luoghi simbolo del centro storico: la Chiesa dell'Ave Gratia Plena, il Monte dei Pegni e Palazzo Marotta-Romano.

La serata si concluderà con la musica dell'Agrirock Festival. Dalle 22.00, in Piazza Mercato, salirà sul palco La Tresca, seguita dal Dj Set di Luca Petraccaro con la voce di Georgiana. Alla stessa ora, in Piazza Fabio Golino, si esibirà l'Alessandro Tedesco Trio.

La 33ª edizione di Vinalia è patrocinata dalla Regione Campania, dalla Provincia di Benevento e dal Comune di Guardia Sanframondi, con il contributo della Camera di Commercio Irpinia Sannio e del GAL Titerno.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.vinalia.it e la pagina Facebook ufficiale Vinalia. 

BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO, 25 agosto - Il M° Enrico Salzano dirige la XX edizione del "Premio alla Carriera"


di Maria Ricca

Sarà una serata dedicata alla musica, ai suoi protagonisti e alla memoria di chi ha lasciato un segno nel panorama artistico quella di martedì 25 agosto 2026, quando, alle ore 21.30, Piazza Torre ospiterà la ventesima edizione del Premio alla Carriera "La Musica a Benevento", nell'ambito del cartellone del Festival Benevento Città Spettacolo.

Ideato e curato dal Maestro Enrico Salzano, storico e critico musicale, il Premio festeggia il prestigioso traguardo della ventesima edizione, confermandosi tra i più autorevoli riconoscimenti dedicati ai protagonisti del panorama musicale e culturale. Nel corso degli anni ha infatti valorizzato artisti, musicisti, operatori culturali, giornalisti e personalità che, con il proprio lavoro, hanno contribuito alla crescita e alla diffusione della cultura musicale.

A ricevere il riconoscimento quest'anno saranno Lello Orso, International Media Consultant; Marco Minelli, direttore artistico; Valerio Vestoso, regista; Fabrizio Miracolo, presidente della Fondazione Puccini; Giovanni Zanone, musicista; Attilio Pecora, chitarrista; Antonio De Cristofaro, giornalista e produttore artistico; Anna Izzo, musicista; e Coky Ricciolino, showman. A consegnare i premi sarà lo stesso Enrico Salzano, ideatore della manifestazione.

L'albo d'oro del Premio testimonia l'importanza raggiunta dalla manifestazione. Nelle precedenti edizioni sono stati insigniti del riconoscimento numerosi protagonisti del mondo della musica e dello spettacolo, tra cui Gianluca Podio, Davide Luciano, Antonio Iasevoli, Gigi Giuliano con il BENgio Festival, Leo Giannola, Angelo Del Vecchio, Sergio Casale, Jacopo Cerulo, Raffaele Tiseo, Alessandro Tedesco, Luigi Ottaiano, Giuseppe Timbro, Marcella Parziale, Vincenzo Saetta, Sergio Fanelli, Giuseppe Ilario, Caterina Meglio, Giancarlo Sabbatini, Maria Cristina Costanzo, Michele Pietrovito, Antonio Sorgente, Mario Collarile, Ferdinando Creta, Romolo Fiore, Luca Aquino, Federico Califano, OFB, Claudio Citarella, l'Istituto De La Salle, Carmen Cirillo, Carlo Mazzarella, oltre a numerose altre personalità che hanno lasciato un'impronta significativa nel panorama musicale italiano.

La serata sarà anche un momento di ricordo con l'assegnazione di due Premi alla Memoria, dedicati ad Armando Salzano, cantante e chitarrista, e a Mario Lamparelli, cantante e musicista, figure che hanno contribuito in maniera significativa alla storia musicale del territorio.

Alla manifestazione prenderanno parte le massime autorità cittadine. La conduzione sarà affidata al giornalista Alfredo Salzano e a Mariagiulia Romano.

Al termine della cerimonia di premiazione, intorno alle 22.30, il pubblico potrà assistere al concerto della Salzano Band con "Yes I Know – Tribute Band", progetto nato nel 2015 e dedicato all'indimenticabile repertorio di Pino Daniele.

Sul palco si esibiranno Enrico Salzano alle percussioni, Giovanni Gentile alle chitarre, Giuseppe Marlon Salzano al basso, contrabbasso elettrico e voce, Antonello Palomba al pianoforte e voce, Jack Corona al mandolino e Guitar Synth e Alfredo Salzano alla batteria.

La ventesima edizione del Premio alla Carriera "La Musica a Benevento" si conferma così un appuntamento di grande valore culturale, capace di celebrare il talento, custodire la memoria e valorizzare l'impegno di quanti, con passione e professionalità, contribuiscono ogni giorno a promuovere la musica come patrimonio condiviso e motore di crescita civile e sociale.