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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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18/05/14

BENEVENTO - “Salviamo l’ultima lenticchia”, con l’accattivante simpatia del Teatro Eidos


di Maria Ricca

Splendidi costumi, una trama semplice, ma innovativa,  invenzioni sceniche accattivanti. Tutto questo e molto altro, nel gradevole “Salviamo l’ultima lenticchia”, lo spettacolo che la compagnia Teatro Eidos ha realizzato per il Forum Internazionale delle Culture, dedicato alla dieta mediterranea, in scena sabato 17 e domenica 18, al De Simone di Benevento.
C’è da salvare il proprio stomaco e soprattutto la propria salute e nel 2078 il cibo non è altro che qualcosa di “plastico” preparato a tavolino. Proteine, carboidrati, fibre e vitamine sono contenute in un gel maleodorante che, inserito in apposite macchine, si trasforma nell’aspetto, nel sapore e nell’odore, in materiale commestibile:  in cibo, insomma,  dalla forma  molto invitante, ma dal contenuto poco nutriente. Tutta colpa delle piogge acide che hanno distrutto la vegetazione.
Impossibile resistere. La giovane Rocchetta (Martina Iorio) scappa, in giovanissima età,  dalla città di Nuova Speranza per raggiungere un altro pianeta, ma poi torna a salvare la mamma Lenticchia (Raffaella Mirra), rimasta al servizio del cattivo padrone Scuro Raspo  (Mimmo Soricelli), con l’insperato sostegno del Robot “X19-7.4” (Vincenzo De Matteo). Sarà lui, alla fine ad avere ragione del signore che li tiene prigionieri, con il rimedio più vecchio del mondo: un brindisi…lassativo, che lo terrà impegnato per un bel po’. Il tempo che le due donne fuggano, non senza una piantina di lenticchia, sul Pianeta Terra, dove potranno ricominciare tutto daccapo, coltivando cibo sano e naturale.
Una recitazione volutamente esasperata, dai toni grotteschi è valsa allo scopo di sottolineare i concetti essenziali, ovvero la  salvaguardia dell’ambiente per una sana ed equilibrata alimentazione, che gli attori hanno inteso trasmettere al giovane pubblico, attraverso l’opera firmata da Virginio De Matteo. Efficace la scelta dei costumi, disegnati da Nico Celli, e la sottolineatura all’azione, offerta dalle scene di Claudio Mirra.