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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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12/09/14

BENEVENTO - Mariano Rigillo presenta "Napoli nella tempesta", domani, 13 settembre. Nel pomeriggio il vincitore dello Strega Piccolo all'Hortus

In scena al Teatro Massimo,  appuntamento imperdibile con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini in “Napoli nella tempesta”. In scena anche Madeline  Alonso, Chiara Baffi, Lalla Esposito, Lello Giulivo e Antonio Murro diretti da Bruno Garofalo. La pièce è tratta da “La Tempesta” di Eduardo De Filippo, traduzione in napoletano arcaico dell’omonimo dramma di Shakespeare. Un’opera-concerto che propone le musiche e le canzoni scritte da Antonio Sinagra. Le musiche si inframmezzano con alcuni brani recitati, che rappresentano i passi principali della personalità del vecchio Prospero, che accoglie sulla sua Isola i naufraghi reduci dalla Tempesta. E ancora le sue affascinanti interlocuzioni con Ariel, il folletto dell’aria che lo segue in tutte le sue azioni, con Calibano, suo schiavo, e con Miranda, luce degli occhi del vecchio Mago, voce della sua coscienza e oggetto di tutto l’amore di cui un essere umano può disporre.
All’interno di “Raccontami Benevento” in evidenza lo spettacolo “Quelli del ‘76” di e con Claudio Di Palma che ricorda la promozione in serie B della Polisportiva Benevento. Lo spettacolo è allestito alle ore 17.30 presso lo spogliatoio dello stadio Comunale Ciro Vigorito.
Presso l’Hortus Conclusus, alle ore 18.30, si tiene l'incontro letterario “Letture stregate”. Protagonista Francesco Piccolo, vincitore del Premio Strega 2014 con “Il desiderio di essere come tutti” (edito da Einaudi). Francesco Piccolo è intervistato per l'occasione dal direttore artistico di Città Spettacolo, Giulio Baffi. Segue un reading di letture tratte dai libri dello scrittore a cura del popolare attore Valerio Aprea.
Dalle ore 19.00 in poi, al Teatro De Simone l’omaggio originale all’opera shakespeariana da parte della The Hats Company. In scena Arturo Muselli, Margherita Romeo e Alessio Sica propongono “Don’t say the name, please’’ (intro a Macbeth) e “Wrong play, my lord!’’ (da Amleto). La lingua inglese seicentesca è tradotta ora in italiano, ora in napoletano, ora in un inglese del tutto ‘personale’. La regia è curata da  Ludovica Rambelli.