Si
è tenuta stamattina a Palazzo Paolo V la conferenza stampa di chiusura della XXXV edizione del Festival
Benevento Città Spettacolo. Dopo i saluti di Marcello Palladino, presidente
della Commissione Cultura, che ha parlato di un Festival di grande qualità, la parola al direttore artistico Giulio Baffi,
riconfermato nel ruolo anche per l’edizione del 2015. “E’ stato un bel festival
- la sua considerazione – bello dal punto di vista dello spettatore e soddisfacente
dal punto di vista della direzione artistica. Ci sono stati applausi del
pubblico per i giovani e per i vecchi artisti che hanno partecipato con la
consapevolezza di far parte di un festival di grande rilievo. Sostanzialmente abbiamo mantenuto la media di
spettatori delle edizioni precedenti nonostante siamo stati fortemente
condizionati dal mal tempo dei primi due weekend. Un altro bel risultato è, ancora una volta, la
sinergia con il territorio, in particolare con il Conservatorio Nicola Sala, oltre che con le compagnie teatrali e di danza
locali cui si aggiunge il bel risultato, al quale abbiamo lavorato per diversi
mesi, di riuscire a portare a Benevento l’Accademia Nazionale di Arte
Drammatica Silvio D’Amico . Positive e
costruttive, inoltre, le sinergie con il
Ravello Festival, per quanto riguarda lo spettacolo di Isa Danieli e Danilo Rea
“Amati fogli sparsi” e con il Forum delle Culture per quanto riguarda lo
spettacolo di Mariano Rigillo “Napoli nella tempesta” , che ci hanno dato la
possibilità di economie. Abbiamo realizzato
un Festival non di tendenza, ma di ampio respiro che ha offerto alla città poetiche differenti
e possibilmente divergenti in maniera tale da accontentare i molteplici gusti
”. “Questa è stata un’edizione da ‘salti
mortali’ - così l’Assessore alla Cultura Raffaele Del Vecchio riferendosi alle
difficoltà affrontate e superate con la collaborazione di tutti - il progetto
era stato presentato alla Regione Campania già nel novembre del 2013, ma il
decreto di finanziamento è arrivato solo il 1° settembre, a ridosso del
Festival, impedendoci di fatto una efficace comunicazione e ponendo la
direzione artistica in seria difficoltà. Fin quando permarrà questo stato di cose,
purtroppo, vivremo gli stessi problemi e ci troveremo ancora nella difficoltà
di una programmazione e di un contrattualizzazione delle compagnie secondo i giusti tempi. Per quanto riguarda
la comunicazione, questa è certamente necessaria,
ma dobbiamo essere messi in condizione di poter agire con largo margine di
tempo rispetto all’inizio del festival”. L’assessore Del Vecchio, ha comunque ravvisato
la necessità di operare un cambio in seno al format Città Spettacolo, fermo
restando la necessità del suo contenuto in termini culturali. “Sono disposto al dialogo con i membri della
consulta degli operatori culturali (che verrà convocato nelle prossime ore) –
ha concluso Del Vecchio - e ad accogliere proposte che possano essere
indicative su come vogliamo che sia la prossima Città Spettacolo”
PARLIAMO DI...
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23/09/14
21/09/14
BENEVENTO - VideoVarietà, vince l’ironia di Vincenzo De Matteo
![]() |
| Vincenzo De Matteo |
Alla fine il piccolo dramma di vivere in una famiglia di attori ha permesso a Vincenzo De Matteo di avere la meglio sugli altri nove finalisti di VideoVarietà, concorso evento che, ieri sera, nella bella cornice della corte di Palazzo Paolo V, ha celebrato la serata finale con la scelta del video vincitore. Un premio di mille euro che la giuria, formata da Gianluca Guidi, Cristina Donadio, Pietro Montone e presieduta da Giulio Baffi ha assegnato al giovane video maker di San Giorgio del Sannio per la divertente idea, ripresa nello spot “Vivere il teatro”, di immortalare la quotidiana sofferenza di un figlio costretto a vivere con un padre attore, nella perenne confusione tra la rappresentazione sul palcoscenico e quella in un comune salotto di una esistenza continuamente invasa dall’esigenza di prosa.
BENEVENTO - Gianluca Guidi, sapiente e frenetico “Oscar” Wilde, infelice e disincantato
di Maria Ricca
Il dandy e l’uomo. La brillante arguzia e le miserie umane.
Ironia amara e senso del grottesco disegnano efficacemente la
parabola esistenziale di Oscar Wilde in “Oscar”, in scena nell’ultimo week-end
di Città Spettacolo, al De Simone. Del difficile compito di restituire al
pubblico intatta l’anima e l’essenza più vera del drammaturgo inglese che
scandalizzò la bigotta società vittoriana, si è incaricato Gianluca Guidi. E lo ha fatto su testi di Masolino D'Amico, regia Massimo Popolizio e musiche di Germano Mazzocchetti, senza
risparmiarsi un attimo, in una frenesìa interpretativa che gli è derivata dal
suo nascere attor brillante e che ha saputo profondere tutta nella difficile impresa. Restando ancora sulla scia di papà Dorelli, ma finalmente libero dall’etichetta di “figlio
d’arte”, per meriti acquisiti in tanti anni sul palcoscenico e quindi abile nel far rivivere successi e disgrazie di colui che
più di ogni altro seppe smascherare e mettere alla berlina i vizi di certa
società “bene”, che non gli perdonerà poi tanta disinvoltura e disincanto.
Non può che cominciare dalla fine, quindi, il racconto della
vita e delle opere del drammaturgo inglese, riavvolgendo in un certo qual modo
la pellicola di quello che, in effetti, per ambientazione e regia, ha le
caratteristiche di un film muto. “Oscar Wilde è morto”, strilla il titolo del
più famoso giornale dell'epoca, mentre l’interprete Guidi, già tutt’uno col
personaggio, racconta di se stesso e del suo desiderio di vivere l’eccesso in
ogni campo, perché “solo lo straordinario sopravvive”. Atteggiamento che lo rese popolarissimo ed apprezzato nella
prima fase della sua esistenza, l’ “idolo di Londra”, con le sue brillanti ed
ingegnose commedie. Un successo dopo l’altro, che Wilde seppe godersi, senza
riserve. Furono gli anni delle conferenze americane, degli abiti eleganti, dei
fazzoletti colorati, delle battute argute e spiazzanti, del gioco con “la
venerabile arte della menzogna”. E le scelte di regia hanno tutto restituito al pubblico con la recitazione
serrata di Guidi, che, fra l’altro, ha cantato
disinvoltamente in inglese, sottolineando ogni passaggio emotivo, abile nel
muoversi in scena, grazie anche alla padronanza dei mezzi e degli arredi,
abilmente costruiti per raccontare il personaggio. Un sistema semovente di
binari gli ha consentito di cambiare
ambientazione ogni volta ed altrettanto hanno fatto le proiezioni scenografiche
dei quadri “animati” alle spalle, di cui lo stesso Guidi è stato protagonista.
Come nella migliore delle interpretazioni freudiane, il
principio di ogni disagio sentimental-sessuale non può che essere la madre,
incombente, che avrebbe desiderato una bambina e che come tale, quindi, nei
primi anni educa Oscar. Il drammaturgo ingaggia con lei, sempre altera e sprezzante,
enorme ai suoi occhi, anche fisicamente, una “singolar tenzone”, nella quale soccombe.
C’è spazio anche per l’amore e la tenerezza nella prima vita
di Oscar Wilde. La trova in quel l’Alfred Douglas, che incanta, per la sua
giovinezza ed innocenza, lui, ormai
maturo e consapevole.
Sono amanti, chissà…Ma certo sono uniti da un sentimento
fortissimo di attrazione e di reciproca devozione, per motivi diversi. Tutto
inutile: “Guilty”, “Colpevole” , sentenzia
il giudice che lo condannerà dopo un
processo infamante ed umiliante, solenne accusatore il terribile padre dell’amato,
in cui gli sarà rinfacciato di tutto e
la sua vita sarà scandagliata in ogni più intimo dettaglio. Ce n’è abbastanza
per condannarlo ed imprigionarlo in una condizione miserevole in cui Wilde si
ammala nel corpo e nello spirito.
Il carcere, la perdita della libertà e della salute, mai
della dignità, però, nonostante le
privazioni, la delusione di aver perso tutto, le allucinazioni e la splendida
fiaba allegorica del gigante, Guidi le ha proposte al pubblico, con una rara felicità interpretativa.
Gli ultimi anni Wilde li trascorre in un sordido hotel di
Parigi, abbandonato da tutti, ma in compagnia del suo brandy, perché comunque
sia, “sto morendo al di sopra delle mie
possibilità”, dice. E la classe non è acqua, appunto.
Fino al funerale solitario (“Appena tredici persone, incluso
il prete, esclusa la salma.”) e niente riabilitazione. Fino a quando sarà
riesumato per essere sepolto nel cimitero di Père Lachaise a Parigi, ancora
intatto, nonostante il tempo.
Un “occhiolino” finale al pubblico, dal ritratto “post mortem”, suggella ancora
una volta con ironia un percorso irripetibile e speciale. Perché, in fondo, dice Wilde, ne è valsa la pena. Applausi per Guidi, stanchissimo ed
emozionato, alla fine, "felice – ha detto –
di essere stato ancora una volta invitato a questo Festival."
18/09/14
BENEVENTO - "L'infinita ombra del vero", il Magnifico Visbaal porta in scena "Il sogno onirico" con l'UOCSM cittadino
Un attraversamento teatrale dell’esperienza più intima e misteriosa che ogni essere umano porta dentro se: “il sogno onirico”. Un disegno ambizioso che assume una tensione maggiore se gli attori in scena sono gli utenti dell'U.O.C.S.M di Benevento che ha deciso di mettere a disposizione le proprie strutture e personale per produrre questo progetto artistico. Lo spettacolo andrà in scena alle 21, all'Arco del Sacramento, domenica 21 settembre, per la rassegna "Città Spettacolo".
Non un racconto, non una storia, non un protagonista, ma come sempre accade nel mondo onirico, una serie di azioni apparentemente disconnesse tra loro, immagini deformi, grottesche, amplificate alla massima potenza o ridotte al minimo. Un lavoro che utilizza esclusivamente materiale prodotto dagli utenti durante il percorso di realizzazione, una messa in scena che sarà un’orchestrazione di linguaggi fisici, sonori e supporti video, che accompagnerà lo spettatore in un viaggio al confine, toccando corde sensibili, evocando sensazioni recondite, dando vita ad una esperienza basata su suggestioni e scambi emotivi. Lo spazio scenico sarà un contenitore, una fessura dalla quale viene proiettata in maniera caleidoscopica le fantasie e gli incubi di ognuno di noi.
La produzione è a cura dell'Unità Operativa Complessa Salute Mentale di Benevento e del Magnifico Visbaal Teatro. In scena gli utenti-attori dell' U.O.C.S.M. di Benevento, Adele Calicchio, Adriano Tiso, Alberico Villanacci, Carmela De Nicola, Elio Caporale, Nadia Cavallin, Rita Penna, Silvana Musollino e gli operatori Fulvio Cusani, Licia Caporaso, Sandra Saba. Regia e drammaturgia di Peppe Fonzo, assistente alla regia Katiuscia Romano. In caso di pioggia lo spettacolo si terrà al Teatro De Simone.
BENEVENTO - Ultimo fine settimana di Città Spettacolo, con Gianluca Guidi, Maura Minicozzi, Carmen Castiello, Mariella De Libero e Peppe Fonzo
Ultimo
week end di grandi appuntamenti del XXXV Festival Città Spettacolo di
Benevento, tra teatro, danza, musica leggera e classica, arte, sperimentazione,
dibattito. Venerdì, sabato e domenica, alle ore 16.30, appuntamento alla
Cattedrale per “Raccontami Benevento”, con una nuova performance ispirata alla
storia della città e dei suoi abitanti. Si propone “San Gennaro” di
Rosario Sparno con Loredana Piedimonte. Si racconta come, una mattina dell’anno
831, il duca Sicone, principe di Benevento, vada a Napoli, prenda le ossa di
San Gennaro dalle catacombe di Capodimonte e le porti a Benevento… Al termine
della performance ci sarà una breve visita alla Cripta della Cattedrale. Nuove
repliche di “Do not disturb” alla ricerca di una nuova verità scenica
con le stanze d’albergo che diventano palcoscenici. Gli appuntamenti sono
venerdi, alle ore 18.00, all’UNA Hotel, sabato e domenica, alle ore 17.00,
all’Hotel Villa Traiano. Venerdì 19, alle ore 20.00, al Teatro De Simone, va in
scena, in prima nazionale assoluta, “Onora il padre” scritto e diretto
da Giuseppe Miale di Mauro, con Nicola Di Pinto, Tina Femiano, Gennaro Maresca,
Fabiana Martone, Peppe Miale, Lorenza Sorino, Ricordi e tormenti “di famiglia”.
Per una commedia che “prova a spalancare una delle tante porte dietro le quali
si nascondono orrori, disagi profondi che riguardano uomini e donne
apparentemente normali”. Un destino che pare non lasciare alcuna via di scampo,
in cui le vittime sembrano non conoscere altro mondo all’infuori di quello
immorale della propria famiglia Sempre venerdì, alle ore 21.30, all’Arco del
Sacramento si propone “Omnia vincit amor” di e con Maura Minicozzi e la
Compagnia Balletto di Benevento diretta da Carmen Castiello. Un
“canto/controcanto” per voce recitante, voce cantate e corpo di ballo per un
percorso tra le canzoni più belle di un’epoca, ideato per analizzare il
“ventennio” con il desiderio di confrontarsi criticamente con gli ultimi anni
della storia italiana. La regia è di Mariella De Libero.Sabato 20 settembre, alle ore
19.00, un One man show al Teatro De Simone di Gianluca Guidi in “Oscar”
di Masolino d’Amico. La vita di
Oscar Wilde “in prima persona” che è la storia dell’uomo dall'intelletto
sopraffino, del dandy e del suo “British sense of wit” che lo rese immortale,
della sua sofferenza, dell'intolleranza che discrimina, dell'ipocrisia del
mondo che lo circondava.
Al Teatro romano, sempre sabato, alle ore 21.30, il
concerto di Chiara Civello intitolato “Canzoni” come il suo ultimo album
di successo, con una serie di canzoni, dagli anni ’60 ad oggi, che l’hanno
segnata, coinvolta. Con un occhio al passato ed uno al futuro dell’Italia.
A
Palazzo Paolo V, sabato, alle ore 22.30, si tiene la premiazione di Videovarietà, il concorso-evento che ha visto impegnati i
giovani videomaker che hanno realizzato spot ispirati al tema scelto per la
nuova edizione di Città Spettacolo.
Domenica 21 settembre, alle ore 20,00, al
Teatro Romano è in programma il Concerto
sinfonico dell'Orchestra
del Conservatorio Statale Nicola Sala di Benevento. Direttore M° Francesco Ivan
Ciampa. Alle ore 21,00, all’ Arco del Sacramento si rappresenta “L’infinita
ombra del vero”, con gli utenti attori dell' UOCSM (responsabile: dott.
Lucio Luciani) di Benevento. Un
attraversamento teatrale dell’esperienza più intima e misteriosa che ogni
essere umano porta dentro se: “il sogno onirico”. Un disegno ambizioso che
assume una tensione maggiore se gli attori in scena sono gli utenti del Centro
di Salute Mentale di Benevento che ha messo a disposizione le proprie strutture
ed il personale per produrre questo progetto. La drammaturgia e la regia sono
di Peppe Fonzo.
BENEVENTO - A "Città Spettacolo", ultimo week end con gli specialisti a confronto sulla psicanalisi
Il Centro Napoletano di
Psicoanalisi e la Società Psicoanalitica Italiana hanno organizzato, nell’ambito
della XXXV edizione del Festival Città Spettacolo,
due convegni sul tema “ Memorie ConFuse” curati da Marialuisa Califano,
psicologa, membro associato SPI e IPA, membro ordinario SIPP, psicologo
dirigente II livello ASL Bn e Rossella Pozzi, psichiatra, dottore di ricerca,
psicoanalista, membro ordinario SPI e IPA.
Il primo incontro si terrà venerdì, 19
settembre, alle ore 16.00, presso Palazzo Paolo V, sul tema “Confusioni e condivisioni tra linguaggio e
memoria – Parole e Silenzi”. Parteciperanno Lucio Russo, psicoanalista (La
scomparsa delle parole); Carlo Sini, filosofo (Limiti e virtù del silenzio);
Giuseppe Miale Di Mauro, autore, attore e regista (Onora il padre). Modererà
Paolo Cotrufo, Presidente CNP.
Il secondo incontro si terrà sabato,
20 settembre, alle ore 10.00, presso Palazzo Paolo V, sul tema “Il linguaggio
ed il suo doppio”. Interverranno Florinda Cambria, filosofa (Di che parla il
linguaggio); Riccardo Galliani, psicoanalista (A lezione da Gradiva); Mario
Gelardi, autore e regista (Do not diturb). Modererà Gemma Zontini, Segretario
Scientifico CNP.
Al termine degli incontri verrà
rilasciato un attestato di partecipazione su richiesta degli interessati.
15/09/14
BENEVENTO - "Sognando Gershwin", magia struggente e suggestiva al Teatro Romano
“Some day he'll come along, The man I love. And he'll
be big and strong, The man I love.
And when he comes my way, I'll do my best to make him stay…”. Semplici ed intense le parole di una canzone
fra le più belle mai scritte. D’atmosfera la melodia che le accompagna. George
Gershwin, l’autore.
E’ toccato a
Tosca D’Aquino, in nero lungo e sciarpa color arancio, la voce arrochita al
punto giusto, introdurre il pubblico alla magia del ricordo di uno fra i più
grandi compositori mai vissuti. Magia
allo stato puro, dunque, anche qui per
Città
Spettacolo che, domenica 14 settembre, al Teatro Romano, ha
offerto la sua “prima” mancata, quella del giorno 5, saltata
per colpa della pioggia. Ma i volenterosi spettatori di quella sera,
hanno potuto ben assaporare, domenica, l’atmosfera creatasi in scena per
“Sognando Gershwin”, l’opera musical-teatrale che ha inteso ricostruire la parabola esistenziale
dell’artista newyorkese, a partire dagli esordi, passando per l’affermazione
internazionale, fino alla prematura ed imprevedibile sua scomparsa, nel 1937.
![]() |
| Il pubblico |
Musica,
soprattutto musica, naturalmente, quindi, a far da protagonista al Teatro
Romano, con la splendida orchestra del Conservatorio, che ha saputo ricreare
alla perfezione l’atmosfera dei ruggenti Anni Venti. A partire dal primo
capolavoro , la “Rapsodia in blu”, su arrangiamento di Aldo Bassi, direttore e
tromba solista, perfettamente eseguita da un ensemble di veri professionisti
che è un orgoglio sapere provenienti dal nostro Conservatorio. La melodia fu
suggerita all’Autore, incredibilmente, dal frastuono e dai suoni metallici del
treno, ricomposti in una perfetta alchimia, esaltata dalla versione jazz
offerta dai musicisti in scena.
In platea, nella
cavea, sul palco, a dar vita ai personaggi evocati dalle melodie di Gershwin, i
giovani attori dell’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” che, di volta in volta, sono stati
protagonisti delle melodie, interpretate dalle cantanti in scena, fino a
diventare, fra l’altro, Porgy e Bess dell’ambizioso melodramma di Gershwin,
considerato l’opera americana più importante del XX secolo.
“Summertime”,
l’aria più famosa eseguita, su testo di Ira Gershwin, il talentuoso
fratello del musicista, che contribuì in maniera importante al successo di
quest’ultimo. Determinato, peraltro, dalla trasversalità delle sue
composizioni, apprezzate per le tecniche classiche, fra cui fughe e cambi di
tonalità, mescolate appunto alle sonorità della musica jazz.
Finale
coinvolgente con “I got Rhythm” e le voci soliste di Marianna Scrima e Katia
Cioffi, che hanno brillantemente suggellato una serata di grandi emozioni,
preparata con cura e professionalità. Una perfetta, seppur mancata per un
soffio, “ouverture” di qualità , per
l’esordio di un Festival che, se messo in scena in quella data, avrebbe
probabilmente ben predisposto spettatori e critica anche per gli appuntamenti
successivi, e che ha confermato la voglia di sperimentare e di crescere, nel
segno della qualità, del Conserva torio sannita. Applausi infine per tutti e il
ringraziamento affettuoso di Tosca D’Aquino alla città ospite della rassegna.
BENEVENTO – Per “Videovarietà”: “Use your confusion” di V. D’Argenio e “Vivere il teatro” di Vincenzo De Matteo
Ancora due spot per il concorso-evento “Videovarietà”, relativo a “Città Spettacolo” 2014. Sono “Use your Confusion” di Vincenzo D’Argenio e “Vivere il teatro”, di Vincenzo De Matteo. La serata finale del concorso è in programma sabato 20 settembre, alle ore 22,30, a Palazzo Paolo V.
Atmosfera pulp per "Use Your Confusion" ."Un muro metafora di popolo, burocrazia e difficoltà. Un uomo ostinato, provato e confuso metafora delle discipline artistiche. Si scontrano in uno spazio bianco pronto ad essere tela su cui poter modellare qualsiasi cosa, ma l'ostinazione lascia solo il segno, un segno di sangue. Rossa passione per il ricordo di un amore che sfida il tempo e lo spazio, giungendo ferito alla XXXV edizione senza mai arrendersi. Benevento. Città. Spettacolo".
Artista visuale, classe '82, beneventano. Vincenzo D'Argenio alias LAST22 sin da giovanissimo si appassiona alle arti visive pur essendo autodidatta. Si occupa di comunicazione, grafica e pittura.
Ecco lo spot realizzato da Vincenzo D'Argenio:
https://www.youtube.com/watch?v=7iwa0CGsF5c
Vincenzo De Matteo, laureato in arte e scienze dello spettacolo,
all’università La Sapienza di Roma, ha, negli anni, fatto esperienza
realizzando (scrivendo, dirigendo e montando) diversi cortometraggi, videoclip
e riprese di spettacoli teatrali per vari festival e concorsi, partecipando ad
anche ad alcuni cortometraggi realizzati da ragazzi del centro sperimentale di
cinematografia”.
Ecco di seguito lo spot di Vincenzo De
Matteo: https://www.youtube.com/watch?v=nfnHSmcDYhA
14/09/14
BENEVENTO - Mariano Rigillo, ieratico ed ispirato, rende omaggio ad Eduardo, in "Napoli nella tempesta"
di Maria Ricca
Ieratico, ispirato, spirituale,
si direbbe, Mariano Rigillo ha offerto ancora una volta una performance suggestiva ed elegante sabato 13, al Teatro Romano,
ennesimo suo appuntamento con “Benevento Città Spettacolo”. Un destino lo
unisce al Festival, che lo ha visto interpretare i copioni ed i personaggi più
disparati, attraversando le diverse direzioni artistiche fino ad assumerne una
sua propria, nel lontano 1994, in un progetto non dimenticato, con giovani
attori provenienti soprattutto dalla Campania.
All’omaggio al Maestro Eduardo, a trent’anni dalla sua
morte, non si è sottratto, quindi, l’artista partenopeo, che, infatti, ha
presentato, dopo l’esordio a Napoli della settimana scorsa, la sua versione di “Napoli
nella tempesta”, l’opera che il già anziano drammaturgo volle presentare,
parafrasando Shakespeare in una lingua antica e forte, piena di splendide
sonorità.
Un’orchestra di musicisti ed interpreti sopraffini ha
accompagnato Mariano Rigillo nel suo percorso di letture drammatizzate, attraverso
le vicende del Mago Prospero, che determina, attraverso lo spiritello Ariel, la “Tempesta” in cui naufragano i nobili che
anni prima lo allontanarono da Milano. Fra loro il bel principe di Napoli Ferdinando,
che nella versione shakespeariana poi sposerà Miranda, l’adorata figlia del
Mago.
Ma tutte le vicende narrate
dal drammaturgo inglese sono rimaste qui solo sullo sfondo, appena appena
accennate. Su tutto, invece, accanto all’interpretazione di Rigillo, diretto da Bruno Garofalo, la straordinaria
performance dell’orchestra e soprattutto delle sue voci, nell’esecuzione delle
musiche di Antonio Sinagra.
Buoni comprimari, il fosco Calibano, il mostro , l’esuberante
Ariel, la dolcissima Miranda. Interpreti, accanto a Rigillo, Madeline Alonso, Chiara
Baffi, Lalla Esposito, Lello Giulivo e Antonio Murro
In apertura la voce di Anna Teresa Rossini, a ricordare le
parole di Eduardo, il 15 settembre 1984 (morirà un mese e mezzo dopo), al Teatro di Taormina, in un
dichiarazione-testamento sulla vita di sacrifici e di gelo dedicata al Teatro,
supremo trono dell’arte, che è festa, è cuore
che batte, è passione infinita, trasmessa e condivisa dall’amatissimo
figlio Luca.
In chiusura, è lo stesso Rigillo, naturalmente, a ricordare,
con le parole del Bardo, riprese dal drammaturgo partenopeo, il senso vero dell’arte
del palcoscenico, incanto che ogni volta nasce e muore e poi si rinnova.
Giacché i personaggi delle storie, si sa, “sono fatti della stessa materia di cui sono fatti i
sogni..”
12/09/14
BENEVENTO - “Sonetto n.4”, i versi di Shakespeare nel terzo spot di Benevento Città Spettacolo di F. Scotto
Sono i versi di William Shakespeare a fare da sfondo, e a dare il titolo, a “Sonetto N.4”, video realizzato da Francesco Scotto, drammaturgo e regista teatrale di Baiano (NA), per la XXXV edizione di Benevento Città Spettacolo. Lo spot è finalista a VideoVarietà, concorso-evento dedicato a talenti indipendenti del videomaking. La serata finale del concorso è in programma sabato 20 settembre, alle ore 22,30, a Palazzo Paolo V.
“Un’attrice si veste dei panni di scena, cammina per le strade di Benevento mentre la sua voce invita la città, la bellezza a mostrarsi al mondo, a non essere isolata, alla fine si inchina per l’applauso, sorride: lo spettacolo è la città”.
Francesco Scotto: Drammaturgo, Regista teatrale, sceneggiatore cinematografico, trainer teatrale, è stato segnalato I.D.I nel 1994, vincitore di “Enzimi ‘98”. Si è formato con Sinisterra, Micheline Wandor, Michele Monetta. Ha partecipato a stage con Peter Brook e Marco De Marinis. Ama profondamente, per motivi diversi, tre drammaturghi, tre Maestri assoluti: Shakespeare, Eduardo, Beckett.
Ecco di seguito lo spot “Sonetto N.4” di Francesco Scotto per Benevento Città Spettacolo XXXV, finalista a VideoVarietà 2014:
BENEVENTO - Mariano Rigillo presenta "Napoli nella tempesta", domani, 13 settembre. Nel pomeriggio il vincitore dello Strega Piccolo all'Hortus
In scena al Teatro Massimo, appuntamento imperdibile con Mariano
Rigillo e Anna Teresa Rossini in
“Napoli
nella tempesta”. In scena anche Madeline Alonso, Chiara Baffi, Lalla Esposito, Lello
Giulivo e Antonio Murro diretti da Bruno
Garofalo. La pièce è tratta da
“La Tempesta” di Eduardo De Filippo, traduzione in napoletano arcaico
dell’omonimo dramma di Shakespeare. Un’opera-concerto che propone le musiche e
le canzoni scritte da Antonio Sinagra. Le musiche si inframmezzano
con alcuni brani recitati, che rappresentano i passi principali della
personalità del vecchio Prospero, che accoglie sulla sua Isola i naufraghi
reduci dalla Tempesta. E ancora le sue affascinanti interlocuzioni con Ariel,
il folletto dell’aria che lo segue in tutte le sue azioni, con Calibano, suo
schiavo, e con Miranda, luce degli occhi del vecchio Mago, voce della sua
coscienza e oggetto di tutto l’amore di cui un essere umano può disporre.
All’interno di “Raccontami Benevento” in evidenza lo
spettacolo “Quelli del ‘76” di e con
Claudio Di Palma che ricorda la
promozione in serie B della Polisportiva Benevento. Lo spettacolo è allestito
alle ore 17.30 presso lo spogliatoio dello stadio Comunale Ciro Vigorito.
Presso l’Hortus
Conclusus, alle ore 18.30, si tiene l'incontro letterario “Letture stregate”.
Protagonista Francesco Piccolo,
vincitore del Premio Strega 2014 con “Il desiderio di essere come tutti” (edito
da Einaudi). Francesco Piccolo è intervistato per l'occasione dal direttore
artistico di Città Spettacolo, Giulio Baffi. Segue un reading di letture tratte
dai libri dello scrittore a cura del popolare attore Valerio Aprea.
Dalle ore 19.00
in poi, al Teatro De Simone l’omaggio originale all’opera shakespeariana da
parte della The Hats Company. In
scena Arturo Muselli, Margherita Romeo e Alessio Sica propongono “Don’t
say the name, please’’ (intro a Macbeth)
e “Wrong
play, my lord!’’ (da Amleto).
La lingua inglese seicentesca è tradotta ora in italiano, ora in napoletano,
ora in un inglese del tutto ‘personale’. La regia è curata da Ludovica
Rambelli.
11/09/14
BENEVENTO - “Siamo tutti SpettAutori”, lo spettacolo della città nel secondo spot del Festival "Città Spettacolo"
E’ “Siamo
tutti SpettAutori” il secondo video ufficiale della XXXV edizione di Benevento
Città Spettacolo, finalista a VideoVarietà, concorso-evento dedicato a talenti
indipendenti del videomaking. La serata finale del concorso è in programma
sabato 20 settembre, alle ore 22,30, a Palazzo Paolo V.
“Siamo tutti SpettAutori” è stato
realizzato da Claudio Russo, Francesco Giuseppe Nappi e Riccardo Maria Falato.
“Un uomo in pigiama – descrivono gli
autori dello spot - consuma la colazione sul palco di un teatro. Nel mentre, viene
investito da voci fuori campo che, con citazioni storiche, rielaborano la
grandezza sannita. All’improvviso il sogno viene bruscamente spezzato da un
addetto ai lavori che richiama l’uomo alla realtà, invitandolo a prender posto
insieme al pubblico in platea”.
Qual è il significato dello spot?
“Ciascun sannita vive e osserva lo spettacolo della città”.
Ecco di seguito lo spot di Claudio
Russo, Francesco Giuseppe Nappi e Riccardo Maria Falato per Benevento Città
Spettacolo XXXV, finalista a VideoVarietà 2014:
BENEVENTO - A Città Spettacolo, comincia il secondo week-end. In scena il dramma dell'Ilva e le "Statue Unite" di Tartaglia
Inizia un nuovo weekend all’insegna del teatro
all’interno della Rassegna Città Spettacolo
di Benevento. In programma, nella giornata di venerdì 12 settembre, due
prime nazionali. Uno sguardo sull’attualità e il dramma dell’Ilva con la pièce
“Capatosta”, la rappresentazione disincantata di Napoli in “Statue Unite” con i
popolari attori Veronica Mazza e Peppe Lanzetta. E poi il voyeurismo teatrale
di “Do not disturb”, la particolare mostra “Sensoltre” e il ricordo di Eduardo
a cura di Giulio Baffi.
In occasione
della ricorrenza dei trent'anni dalla morte di Eduardo sarà presentato, alle ore
19.00, al Palazzo Paolo V, il volume “Sik-sik
l'artefice magico” a lui dedicato, a cura di Giulio Baffi (Guida
Editore), nell’ambito dell’evento “La
voce di Eduardo e la magia di Sik Sik”.
10/09/14
BENEVENTO - “Cartolina”, ecco il primo spot “ufficiale”della XXXV edizione di Benevento Città Spettacolo
Il video è finalista a “VideoVarietà”, il
concorso-evento in programma il prossimo 20 settembre
Benevento,
10 settembre 2014 – S’intitola “Cartolina” ed è stato realizzato da Paola
Serino e Simona Curcio, il primo dei dieci spot “ufficiali” della XXXV edizione
di Benevento Città Spettacolo. Il video, selezionato attraverso “VideoVarietà”,
il concorso-evento dedicato a talenti indipendenti del videomaking, parteciperà
alla serata finale in programma sabato 20 settembre, alle ore 22,30, a Palazzo
Paolo V. Nel corso dell’appuntamento saranno proiettati tutti i 10 video spot
finalisti e sarà proclamato il vincitore del concorso.
Perché il
titolo “Cartolina”? Perché, spiegano le autrici è: "Una cartolina sulla
storia della città, sviluppata in una dimensione fantastica in cui si fondono
le maschere (teatrali?), i volti delle culture che hanno fatto la memoria di
Benevento."
Ecco di
seguito lo spot di Paola Serino e Simona Curcio per Benevento Città Spettacolo
XXXV, finalista di VideoVarietà 2014: https://www.youtube.com/watch?v=XNdNpN40pNs
Paola Serino, 32 anni, vive a Benevento, si definisce
una "grafica freelance", è insegnante di laboratorio alle scuole
superiori e "dedica la sua vita al colore".
Simona Curcio, 35 anni, vive a San Nicola Manfredi,
studia Comunicazione, dedicandosi anche alla grafica ed all'insegnamento.
09/09/14
BENEVENTO - "Sensoltre", percorso artistico multisensoriale: venerdì 12 conferenza di presentazione
Conferenza stampa di presentazione, venerdì 12 settembre, alle 10, a Palazzo Paolo V, della mostra "Sensoltre", compresa nella rassegna Città Spettacolo.
Dopo
il successo della prima edizione a Bari lo scorso dicembre, Sensoltre, percorso multisensoriale al
buio tra quadri tattili, diventa nel 2014 una mostra itinerante con prima tappa
Benevento in collaborazione con lo staff ISF (Informatici Senza Frontiere)
locale. La mostra, si terrà nei giorni 12, 13 e 14 Settembre presso Palazzo
Paolo V sito al corso Garibaldi e rientra nel quadro di eventi di Benevento
Città Spettacolo.
Sensoltre
(http://www.sensoltre.org)
nasce per sensibilizzare al tema della disabilità e divulgare un nuovo
approccio sinergico tra tecnologia, arte e musica. I quadri esposti per essere toccati
ed ascoltati, sono realizzati da Giovanni Pedote, in arte
GIOPE che definisce queste particolari opere come “Pittoscultura”, ovvero
composizioni di colore e materia.
Visitatori,
vedenti e non vedenti, riceveranno uno smartphone con tecnologia NFC( near
field communication) ed una cuffia con i quali seguire il percorso audio
contenente descrizione e musica selezionata per ciascun lavoro tattile. Ai
vedenti sarà data, inoltre, una benda per seguire il percorso al buio.
Sarà possibile, in alcuni orari della mostra, fare il percorso in due con una
guida non vedente, per imparare a conoscere le sensazioni oltre la vista.
Progetto
ideato e promosso da Informatici Senza Frontiere Onlus che, da sempre in prima linea per
ridurre il digital divide, in Italia e nel mondo, ha come obiettivo l’utilizzo
di strumenti informatici per agevolare
concretamente quei soggetti che vivono in situazioni di emarginazione e
difficoltà.
BENEVENTO - VideoVarietà, i 10 spot della XXXV edizione di Benevento Città Spettacolo
Ecco i video selezionati per il concorso-evento dedicato a talenti indipendenti del videomaking
Sono
dieci i video selezionati che parteciperanno alla serata finale di “VideoVarietà”,
il concorso-evento dedicato a talenti indipendenti del videomaking, in
programma sabato 20 settembre, alle ore 22,30, a Palazzo Paolo V. Nel corso
dell’appuntamento saranno proiettati i video spot finalisti e sarà proclamato
il vincitore.
Nei prossimi giorni, in maniera
cadenzata, saranno lanciati i 10 video selezionati. Così come programmato,
infatti, tutti i lavori finalisti saranno diffusi come spot ufficiali per
Benevento Città Spettacolo 2014 e contribuiranno alla promozione della XXXV
edizione della kermesse. L’idea è infatti quella di avere non uno ma 10 spot
che interpretano la rassegna di quest’anno in maniera differente, dando voce
alle anime di un festival da sempre in equilibrio dinamico tra radicamento
territoriale e sperimentazione artistica. Una pluralità di “visioni” su
un’unica tematica: “Memorie Con-fuse”. La memoria come canto nostalgico o
ferita sulla carne. Tra ironia, poesia e sangue i video in concorso schivano la
facile retorica storicistica spalmando con gusto sul presente le concrezioni
del tempo, senza invocare lifting o rinfrescate d'intonaco".
Questi
i lavori selezionati:
“Sonetto N.4” di Francesco Scotto;
“Kontakt” di Livio Ascione;
“Siamo tutti SpettAutori” di Claudio
Russo;
“Cartolina” di Paola Serino;
“Confini Confusi” di Giustino Pennino;
“Aprite!” di Associazione Culturale
LabUs;
“Use your confusion” di Vincenzo
D’Argenio;
“Vivere il teatro” di Vincenzo De
Matteo;
“Rumore bianco” di Ursula Iannone;
“Night & day” di Alina Gnerre;
All’indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=naklsk5TQ5o
è possibile visionare lo spot “teaser” realizzato con stralci dei 10 video
finalisti del contest "VideoVarietà 2014".
08/09/14
BENEVENTO - La "magia pura" di Isa Danieli, nella sua "jam session" fra pianoforte e voce al Teatro Romano
Magia pura, quella che ha
coinvolto gli spettatori, finalmente al Teatro Romano, per “Amati fogli sparsi – Eduardo in parole e musica ”, interprete Isa Danieli, che, nell’antico emiciclo, domenica 6 settembre, ha restituito intatte al pubblico sensazioni, emozioni, suggestioni ispirate
dal drammaturgo, fra i più grandi del Novecento italiano, di straordinaria
influenza sui cuori e le menti di tutti.
In scena da sola, la Danieli, poliedrica
attrice, è apparsa a proprio agio in
ciascun registro, da quello più elevato a quello più umile, toccando ogni corda
espressiva.
Via via le pagine eduardiane
sono infatti sfilate dinanzi agli occhi degli spettatori, dalle poesie più note
agli immortali pezzi d’Autore, uno su tutti il monologo de “ ‘A Madonna d’ ‘e
rrose”, da “Filumena Marturano”, per l’occasione reso in espressione musicale e
cantata, con la complicità dell’ottimo Danilo Rea, pianista sopraffino, autore
di arrangiamenti splendidi delle canzoni classiche napoletane, reinterpretate in
maniera originalissima e speciale.
“Riconoscenza
e gratitudine ad un’ officina che mi fece donna e attrice, che mi fu casa e
giardino di sapienza e affetto, talvolta di amarezza”, Così la Danieli ha voluto illustrare i perché
della scelta drammaturgica che l’ha vista protagonista infine di ben tre bis,
uno su tutti “Uocchie c’ ‘arraggiunate!””, canzone amatissima da Eduardo e riproposta
con una sensibilità ed una sapienza rare. Quelle della grande attrice che
davvero ha reso omaggio al suo maestro prediletto, in una “sorta di jam session per pianoforte e voce – come si legge nelle note
di regia - affettuosa ed eclettica.”
Indubbiamente un connubio splendido e giustamente applaudito fra due esponenti
della tradizione classica, Eduardo ed Isa Danieli, e che di certo è valso ad
ottenere un puntuale, sicuro, legittimo riconoscimento di pubblico, pur senza
sperimentazioni di sorta e perciò senza sorprese.
07/09/14
BENEVENTO CITTA' SPETTACOLO - "Do not disturb", l'intimità consapevole diventa specchio dei drammi dell'esistenza
Pubblico appassionato “voyeur”, per l’apprezzata performance dei giovani attori al Festival
di Maria Ricca
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| Foto tratta dalla pagina Facebook della rassegna |
Più difficile, per gli spettatori, accettare l’ambiguo
rapporto fra Aldo e Luca, che incontrano e si incontrano in un’altra camera
dell’Una Hotel. Il diaframma che separa i protagonisti dal pubblico, inizialmente sconcertato dalla presunta
relazione omosessuale a pagamento fra i due, lascia il posto alla dolorosa
consapevolezza che non di quello si tratta, ma del dramma di un uomo sterile
che paga uno sconosciuto perché gli venda il proprio “seme”, quello sì, oggetto
vero del desiderio del professionista pignolo ed infelice.
Sua moglie, in apparenza illuminata e
consenziente, lo attende nella hall dell’albergo,
dove si consuma l’ultimo atto dei tre. Bella ed elegante, intimamente
sconvolta, vorrebbe cedere per
ribellione alla corte dello sconosciuto steward dell’hotel, fino alla più logica delle conclusioni. Che è
assolutamente illogica, però, dato che la donna vorrebbe da lui, amante occasionale,
quello che dal marito non riesce ad ottenere: un figlio. Non se ne farà nulla,
però, ma solo per la prudenza del giovane, che lascia intravedere ogni più
terribile e losca conseguenza dell’abbandono di un attimo. Applausi convinti e i complimenti del direttore artistico Giulio Baffi agli attori hanno premiato l’originale
idea.
BENEVENTO CITTA' SPETTACOLO - Iaia Forte "en travesti" e il delirio grottesco dell'eccentrico Tony Pagoda
Dalle pagine di Sorrentino al palcoscenico del De Simone, l’interpretazione della poliedrica artista
di Maria Ricca
Il delirio di Tony Pagoda, reinterpretato da Iaia Forte “en
travesti” è un' irresistibile iniezione di energia che cattura gli spettatori di
Benevento Città Spettacolo, trentacinquesima edizione, al Teatro De Simone per
vivere la prima vera inaugurazione del Festival, dopo la delusione inflitta
dalla pioggia che ha fermato la prima serata della rassegna, al Teatro Romano.
Non ci sono preamboli. Sul palcoscenico, nel lungo monologo, tratto dal testo
di Sorrentino “Hanno tutti ragione”, di cui la Forte si è innamorata e che ha
voluto portare in scena, tagliato e ritagliato, sotto forma di emozioni, Tony
Pagoda è la trasfigurazione di ogni artista messo a confronto con l’occasione
della sua vita. L’attesa di entrare al Radio Music Hall è fatta di palpiti e di
angosce, ma l’amor proprio e la sfida con se stesso e la voglia di dimostrare a
tutti di essereall’altezza costituiscono quella sferzata di adrenalina, di
energia, che lo porta al successo. Sono applausi per lui, che non sfugge, ma
ricerca il confronto con il mitico
Frank (Sinatra). Una stretta di mani, entrambe
adornate di preziosi di valore molto differente, l’uno acquistato al la Fifth
Avenue, l’altro alla via Marina, a Napoli, una strizzata d’occhi e poi via. Basta così. E Pagoda rimane solo con i propri pensieri, lui che aveva immaginato lunghe
serate in compagnia di Sinatra, distesi sui divani di appartamenti eleganti,
arredati alla Billy Wilder. "Ma le celbrità - conclude - sono sempre altrove"...Non c’è posto, però, per lo scoramento, nell’eccentrico, presuntuoso, donnaiolo, cocainomane Tony, che anzi decide di concludere la serata in compagnia di tre prostitute, raccattate a caso. Lo soddisferanno, ma lo deruberanno, alla fine, proprio mentre è al telefono con la petulante moglie e l’innocente figliola. Nessun senso di colpa in lui,tuttavia, né dubbi, solo insofferenza e stanchezza.
Lo ritroviamo, nel secondo atto, protagonista di uno squallido concerto di fine anno, in provincia, ad Ascoli Piceno. Anche qui un’avventura sessuale, riuscita a metà, con la corista Antonella, emiliana di belle forme, tornita e disponibile, ma nemmeno tanto, che alla fine si fa prendere da una serie di scrupoli. Quelli che Tony, che nel frattempo tiene al divertito pubblico, una stravagante e grottesca lezione di seduzione, non avrà mai. In lui resterà solo tanta stanchezza, l'unica condizione che, però, restituisce la libertà di dire anche no, quando non si intende fare qualcosa. Applausi convinti, alla fine, per Iaia Forte, che non si è risparmiata nell’interpretazione del singolare personaggio, risultando credibile in panni maschili, per modi, atteggiamenti ed espressioni spesso coloritissime, volutamente esasperate, per rendere a pieno l’identità del personaggio.
05/09/14
BENEVENTO - "Sognando Gershwin" spostato al 14 settembre, al Teatro Romano, causa pioggia
ULTIM'ORA - Lo spettacolo di apertura di "Benevento Città Spettacolo" sognando Gershwin, è spostato al 14 settembre, sempre al Teatro Romano, alla stessa ora, a causa della pioggia, che sta affliggendo la città in queste ore.
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