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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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29/12/14

BENEVENTO - Le "Note di Natale" del Conservatorio sannita, domani al CNR di Roma

Appuntamento di rilievo quello che vedrà coinvolti l’Orchestra e il Coro Jazz del Conservatorio di Benevento nel concerto previsto per martedì 30 dicembre 2014, alle ore 15.00, presso la Sala Convegni del CNR a Roma. 
Le «Note di Natale», la rassegna artistica promossa dall’Istituzione sannita di Alta Formazione Artistica e Musicale, espandono la loro eco musicale fino ad approdare nella capitale, presso la prestigiosa Sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche: tutto ciò  è frutto di un intenso ed efficace impegno che la governance sta mettendo in campo nel  realizzare collaborazioni  con enti di ricerca e istituti universitari al fine di garantire ai propri studenti livelli di formazione di alto e qualificato profilo.
Per l’evento musicale del 30 dicembre saranno protagonisti i docenti del Conservatorio, Aldo Bassi, tromba, Alessandro Bravo, pianoforte, Elisabetta Antonini, voce solista insieme agli studenti Ettore Patrevita, sax tenore, Vincenzo Di Gregorio, chitarra elettrica, Rosario Perlingieri, basso elettrico, Mattia Faresebatteria;  il Coro Jazz Nicola Sala è costituito da Katia Cioffi, Alessandra Bene, Olga Pierri, Rosa Bove, Rossella Esposito, Elena Furno, Angela Ilario, Carla Gentile, Maura Salierno, Luigi Fragnito, Antonio Cappelluzzo, Lorenzo De Michele, Giovanni Bruno, Valentina Fedullo.
Con questo concerto, la combo e l’ensemble vocale del Conservatorio di Benevento, cresciuti all’interno del Corso di Musica Jazz, presentano alcune delle song americane più conosciute e tipicamente eseguite in omaggio al Natale e parte ormai del repertorio jazzistico.
Santa Claus is Coming to Town, The Christmas Song e Let it Snow, scritte tra gli anni ’30 e ’50 ed interpretate dai più grandi protagonisti della musica e del cinema Americano, tra cui Frank Sinatra, Bing Crosby, Ella Fitzgerald, Perry Como e Judy Garland, descrivono in modo poetico e colorito le bellezze del Natale, gli scenari invernali più tipici e l’immancabile trepidazione dei bambini all’arrivo dei doni tanto desiderati.
Due brani tratti dal songbook di George e Ira Gershwin, A Foggy Day e I Loves You Porgy, vengono qui riarrangiati e proposti, sebbene non siano stati scritti per il Natale, poiché si muovono sulla stessa cifra stilistica e conservano lo  stesso lirismo delle melodie natalizie.
Accanto a questi classici più tipicamente jazz, il programma include Happy Xmas (War is Over), il celebre brano scritto da John Lennon e Yoko Ono nei primi anni ’70, un potente e suggestivo inno pacifista che invita a cogliere lo spirito più profondo del Natale e a rifiutare gli orrori della guerra.
Nobody Knows When You're Down and Out, Down by the Riverside, Oh When the Saints Go Marchin’ in e Oh Happy Day, delle composizioni dei primi anni ’20 di natura più gospel e spiritual, conservano anche nella rilettura jazzistica un carattere bluesy, drammatico e corale e regalano, sia per l’immaginario suggerito, sia per il carattere musicale e stilistico, il sapore antico tipico del canto religioso afroamericano. 
Al fianco di un ensemble che implica la sezione ritmica di pianoforte, contrabbasso, batteria e chitarra, una sezione fiati (tromba, sassofono contralto e tenore) e un coro composto da bassi, tenori, contralti e soprani, sul palco si avvicenderanno vari solisti, per la maggior parte allievi del Conservatorio, oltre i docenti che hanno curato l’allestimento e la direzione artistica dello spettacolo, Aldo Bassi alla tromba, Alessandro Bravo al pianoforte ed Elisabetta Antonini alla voce. 
«Il nostro impegno comune – sottolineano il presidente Caterina Meglio e il direttore Giuseppe Ilario - dovrà mirare a sensibilizzare i giovani sull'importanza di fare ricerca e innovazione, far toccare con mano il valore della ricerca, condividere il patrimonio di risorse e conoscenze che le Università, le Accademie, i Conservatori e i soggetti imprenditoriali e di produzione possono mettere al servizio dei territori, delle comunità e del loro sviluppo e dell’internazionalizzazione delle eccellenze italiane».