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a cura di MARIA RICCA, giornalista*

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25/04/15

TEATRO_LA RECENSIONE_Se la "cultura è lotta": l'impegno dei Teatri della Viscosa, in "No-TAVevo detto", contro l'Alta Velocità e gli interessi economici bi-partisan

di Maria Ricca

Uno spettacolo politico, di forte denuncia contro i mali della TAV, ha chiuso la rassegna “Obiettivo T” della Solot, al Mulino Pacifico.  Laura Pece e Stefano Greco, compagnia “Teatri della Viscosa”, fra commedia dell’arte e monologhi di grande impatto drammatico, hanno raccontato una storia di disagi e violenze sui territori e le popolazioni delle diverse regioni italiane coinvolte nel progetto dell’Alta Velocità, che grava economicamente sulle spalle dei cittadini e nega i loro bisogni, in nome di interessi politici “bi-partisan”. E non si sono risparmiati  i due interpreti, attingendo a piene mani dalla propria esperienza artistica  nella commedia dell’arte. Una formula alla quale sono più avvezzi per gusto e formazione e che meglio ha espresso, con le caratterizzazioni fra l’ironico ed il grottesco che le sono proprie, le piccole e grandi tragedie che sono andati via via raccontando e rappresentando simbolicamente, attraverso immagini di grande impatto sul pubblico.
 “In Italia c’è una ferrovia storica che potrebbe essere ristrutturata e non viene  fatto – dicono gli attori -  Per fare questo narriamo scelte di vita, della quotidianità. In modo che ognuno possa farsi un’opinione personale sulla questione.”
Al centro dello spettacolo c’è infatti la storia di Maria, ragazza della periferia romana, tanti sogni in testa e, infine, la sospirata assunzione nelle ferrovie, a farsi interprete disincantata delle “magnifiche sorti e progressive”, che promettono alta velocità e grandi opere in generale (“Possiamo mai restare fuori dall’Europa?”;  “Quanta gente lavora, grazie alla TAV  e alle grandi opere…”),  ma anche dei disagi che quelle provocano,  nell’immediato, ai territori che attraversano.” La protagonista è una donna, “anche perché proprio le donne sono state le protagoniste delle battaglie più vere in tal senso, come le “Mamme di Marco”, nel Brennero, in Val di Susa, Brescia, le donne di Alessandria, le donne cattoliche…Quanto al progresso, beh, se ci si confronta sul web con dati di ricerca anche provenienti da altri Paesi, ci si rende presto conto che nelle altre nazioni non c’è tutto questo interesse per la realizzazione di grandi opere come questa e che forse il fantastico passante, di cui si favoleggia,  da Kiev a Lisbona, non lo faranno mai.” In ogni caso, scopo della performance di questi attori e registi, che girano l’Italia intera, a bordo del proprio camper per portare avanti la propria riflessione, è “far pensare”, perché “la cultura è lotta e prima che essere attori siamo cittadini. Siamo al servizio della collettività. Per fare questo spettacolo abbiamo innanzitutto ascoltato la voce della gente, poi letto libri e giornali, cercato di dare spunti di riflessione. E non è stato facile portare questa denuncia in giro:  comitati di partito che gestiscono teatri, ad esempio,  ci hanno impedito di svolgere lo spettacolo, censurandoci. Accade anche questo.”
Un modo per farsi sentire, che passerà, da parte degli attori dei Teatri della Viscosa,  anche attraverso trasmissioni e programmi radiofonici su emittenti locali e nazionali.
In avvio di serata, per affinità di temi,  l’appello del Coordinamento No Triv Sannio, che ha portato la propria testimonianza di lotta contro il progetto di estrazione degli idrocarburi nel nostro territorio e le iniziative del prossimo 29 aprile, fra cui la marcia  da Santa Croce del Sannio a Benevento ed il presidio di volantinaggio.