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15/01/26

PONTECAGNANO F. (SA) - In scena "Dal Sottosuolo / Underground", esperimento di teatro "espanso"


TEATRO
- Questo fine settimana, al Teatro Mascheranova, arriva lo spettacolo targato Il Mulino di Amleto e AMA Factory: in scena il 17 e il 18 Gennaio “Dal Sottosuolo / Underground”, nato dal progetto Fahrenheit 2020 #ArtNeedsTime ideato da Il Mulino Di Amleto, prodotto da AMA Factory in coproduzione con Teatro Libero di Palermo.

Un esperimento di teatro espanso che sprofonda nel sottosuolo dei pensieri, del cinismo, del tormento e del nero, un gioco in cui le cui parole di Dostoevskij emergono in tutta la loro violenza e gli spettatori, affrontando scelte di carattere etico ed emotivo, diventano i veri protagonisti dello spettacolo. Lo spettacolo è composto da due performance autonome ispirate a “Delitto e Castigo” e “Il Grande Inquisitore” che indagano temi come solitudine, scelte etiche, dolore e rinascita.

Un lavoro che a partire da Dostoevskij ci fa viaggiare nel torbido e nella fragilità della nostra umanità, ma attraversando il dolore si riemerge alla luce, grazie all'arte e alla musica elettronica:

un po’ gioco interattivo, un po’ visual art, un po’ djset; un viaggio emotivo ed etico.

In scena Barbara Mazzi e Francesco Gargiulo consulenza artistica Marco Lorenzi,

consulenza drammaturgica Enrico Pastore e con musiche originali di Elio D’Alessandro.

Appuntamento Sabato 17 Gennaio ore 20.30, e Domenica 18 Gennaio ore 19.00, al Teatro Mascheranova (Pontecagnano Faiano, via Isonzo n° 6-10) Per info e prenotazioni: 331 2288792 o consultare il sito www.mascheranova.it e le pagine social.

di e con Barbara Mazzi e Francesco Gargiulo

consulenza artistica Marco Lorenzi

consulenza drammaturgica Enrico Pastore

consulenza tecnica Adriano Antonucci, Massimiliano Bressan, Giorgio Tedesco

musiche originali Elio D’Alessandro

produzione A.M.A Factory in coproduzione con Teatro Libero di Palermo

dal progetto Fahrenheit 2020 #ArtNeedsTime ideato da Il Mulino Di Amleto

Sinossi

Primo atto - “Uccideresti l’uomo grasso? con Francesco Gargiulo La struttura della performance è quella di un gioco-show basato sul paradosso filosofico del Trolley Problem in cui due concorrenti, ignari della posta in gioco e guidati dal presentatore-performer, scelgono di volta in volta chi o cosa porre sul proprio binario cercando di convincere il pubblico in sala a far passare il treno sul binario dell’altro concorrente. A quel punto gli spettatori, in veste di giudici-conducenti del treno impazzito, si trovano nella scomoda posizione di dover scegliere chi salvare e chi sacrificare. Si sprofonda nel sottosuolo dei pensieri, del cinismo, del tormento e del nero, in un gioco apparentemente divertente e grottesco capace di spiazzare e mettere in difficoltà, aprendo domande sui principi che ci guidano nel compiere scelte eticamente complesse.

Secondo atto - “G.I. - Grande Inquisitore?” con Barbara Mazzi La performance, partendo dalla domanda “Felicità o Libertà?” dà vita a un documentario partecipato

a ritmo di musica elettronica. Un montaggio live di articoli di giornale, estratti di saggi e interviste fatte alla cittadinanza si intreccia con un playlist musicale gestita in diretta come un vero e proprio dj set creando una connessione simbolica tra immagini e musica. A conclusione una coreografia della performer per esorcizzare il dolore individuale e metaforicamente quello di tutti e per tornare a comunicare liberamente con noi stessi e con gli altri.

NOTE DI REGIA La drammaturgia originale, dal forte carattere autoriale, richiede agli spettatori di diventare i veri protagonisti dello spettacolo e affrontare scelte di carattere etico ed emotivo: sono chiamati a rispondere a una serie di domande che li pongono in una posizione scomoda, prima come comunità, poi come singoli individui, sentendosi partecipi di un’esperienza collettiva che dal loro personale sottosuolo li farà riemergere alla luce. Tutto ciò è realizzato grazie a dispositivi ludici ideati dai performer (un gioco interattivo e un dj set con visual art e musica elettronica), elementi lontanissimi dalla drammaturgia classica, ma uniti da un fil rouge: l’umanità. I due aspetti dell’anima, il bianco e il nero, sono portati in scena ed esposti, creando per il pubblico un percorso dal nichilismo all’empatia. Dal dolore alla rinascita.