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23/03/26

BENEVENTO, fino al 28 marzo - Il "Cristo Morto" di Gino Rispoli in esposizione alla Parrocchia dei Cappuccini


EVENTI - Il Santuario Sacro Cuore di Gesù, parrocchia dei padri Cappuccini di Benevento, ospita fino al 28 marzo l’opera marmorea “Cristo Morto” di Gino Rispoli.

L’iniziativa rientra nella programmazione di eventi organizzati in occasione dell’Anno Giubilare Francescano, proclamato da Papa Leone XIV per l’800esimo anniversario del Transito del Santo di Assisi.

Il parroco Fra Gianluca Manganelli, nell’ambito degli eventi realizzati durante l’anno, ha fortemente voluto la presenza dell’importante scultura, che sarà posta ai piedi dell’altare maggiore e potrà essere visitata dai fedeli nelle ore di apertura della Chiesa. Inoltre. saranno organizzati momenti di preghiera e di approfondimento inerenti alla scultura.

Dopo l'installazione nello scorso fine settimana, il programma prevede quanto segue: 

  • Martedì 24 marzo alle ore 19.00 si terrà il Convegno “Il più bello tra i figli degli uomini. Immagini di Cristo nell’arte” a cura di fra Gianluca Manganelli e del professore Maurizio Cimino.

  • Mercoledì 25 marzo alle ore 10.30 Incontro con gli Istituti Scolastici Superiori coordinato dal professore Maurizio Cimino. Mentre alle ore 17.00 inizierà la Liturgia Penitenziale. Tutto il pomeriggio sarà dedicato alle confessioni fino alle 20. Inoltre, si terrà una catechesi sulla penitenza e, a seguire, esame di coscienza comunitario, Santo Rosario con Messa conclusiva.

  • Giovedì 26 marzo dalle ore 20.30 Adorazione Eucaristica.

  • Venerdì 27 marzo dalle ore 17.00 pia pratica della Via Crucis.

  • Sabato 28 marzo dalle ore 8.30 Celebrazione Eucaristica con saluto al “Cristo morto”.

Gino Rispoli, autore della scultura è anche pittore e restauratore. La sua passione per l’arte, nata in tenera età, si è trasformata in talento. Le sue creazioni combinano tecnica magistrale e profonda spiritualità. I suoi lavori, realizzati sempre con passione e umiltà, diventano patrimonio di coloro che le osservano e che ne traggono ispirazione per la loro vita di fede, nella riconoscenza della bellezza perpetua suscitata anche attraverso la visione di una grande opera.