TEATRO - Antonella Morea è la protagonista dello spettacolo Cortile di donna, scritto e diretto da Renato Giordano, che debutta nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo mercoledì 11 marzo alle ore 21.00. La consulenza musicale e le musiche eseguite dal vivo sono di Cristina Vetrone, i costumi di Benedetta Palomba.
Repliche fino al 22 marzo.
Prodotto dal Teatro Biondo in collaborazione con l’Associazione Sipario Rosso Sipario, Cortile di donna è una favola visionaria nella quale sogno e realtà si intrecciano come avviene spesso anche nella vita, impedendoci di distinguere cosa sia frutto dell’immaginazione e cosa sia veritiero: «Viviamo una realtà immaginaria – spiega Renato Giordano – una verità illusoria, fatta di preconcetti e suggestioni, risultando vittime e carnefici di noi stessi, come la protagonista di questa pièce ispirata a Luisella Viviani, sorella del grande Raffaele, che con la sua forza e la sua debolezza, la caparbietà e la remissività, la fantasia e la pragmaticità, racconta la storia di un grande uomo dal punto di vista di una grande donna».
Lo spettacolo rievoca il legame tra Luisella e Raffaele, li seguiamo con tenerezza lungo il percorso della loro vita. Quante sono le donne vissute da Luisella? Chi sono gli uomini di Raffaele? E perché siamo così attratti dal loro modo di essere? Da queste domande nasce il desiderio di portare in scena Cortile di donna, un lavoro sulle parole, sulle suggestioni e sulle sonorità della lingua di Viviani, con radici che affondano in un tempo lontano. Ma è soprattutto un omaggio alle donne, a tutte le incantevoli sfumature di donna.
Antonella Morea, talentuosa interprete di numerosi spettacoli legati al repertorio napoletano, tra cui La gatta Cenerentola di Roberto De Simone e diverse opere di Eduardo De Filippo, dà voce a tantissimi personaggi prendendo a prestito le parole, le musiche, i suoni di Viviani. Realtà e fantasia si rincorrono continuamente, così come la vita e il teatro, rendendo difficile distinguere tra immaginazione e realtà, proprio come sul palcoscenico, dove tutto è finto ma nulla è falso.
