di Maria Ricca
TEATRO - Quattro piccole, gustose vicende umane, unite dall'elemento comune del cibo, che si fa, di volta in volta, appagamento insperato del palato, esasperato bisogno dettato dalla cieca fame infantile, unico sostegno ad un pugile disperato ed infine subdolo strumento di seduzione, nella forma del calice di vino, per vendicarsi di un amante violento.
E così, "Raccontami una tavola" , testo in scena nei "Racconti per ricominciare", teatro al tramonto nei luoghi storici della Campania, ha offerto al pubblico dell'Area Mascabruno della Reggia di Portici pillole di prosa d'autore, tratte da Cechov, Lamb, Poe e London. Gustoso l'alternarsi in scena di Carlo Caracciolo, Renato De Simone, Sara Missaglia e Domenico Moccia, diretti da Claudio Di Palma, in monologhi tra italiano e partenopeo, pieni di insoliti spunti, mirati a stupire e a divertire, tra verità e paradosso.
Dal cuoco che celebra in napoletano il gusto del maialino arrosto, scoperto per caso, dopo un "provvidenziale" incendio della fattoria si passa al bimbo affamato, che immagina di cibarsi delle aristocratiche ostriche, superando il disgusto in nome della fame. Quindi il folle "crescendo" criminale della donna umiliata che "mura" vivo il fedifrago amante, complice un vino da far girar la testa e infine la delusione del pugile d'età, ormai in disgrazia e affamato di bistecche, unico sostegno per una carriera che serve a mandar avanti la famiglia più che a collezionare allori.
Molto bravi gli attori a dar corpo e vita, di volta in volta, all'incredulità, alla follia e alla disperazione. Felice la scelta di un allestimento essenziale, sul quale perfettamente risaltano soprattutto volti e voci.
L'opera va in scena ancora il 24 maggio ed il 5,6,7 giugno.
