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27/08/26

BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO - Roberto D'Alessandro, "Brigante si muore", scuote le coscienze nel segno del "risveglio meridionale"


di Emilio Spiniello 

Un meridionalista sul palco. L’attore calabrese Roberto D’Alessandro, amico di Benevento, in scena al teatro De La Salle, per il festival Città Spettacolo. Un racconto diverso del Sud, sempre visto come piagnone e sprecone. “Brigante si muore” è la storia di un regista impegnato a scrivere un copione dal titolo “Sud con due esse”. Poi, un giorno, arriva la chiamata, tramite l’amico Pasquale, di una certa Ermengarda Brambilla, la quale lo vuole candidare nel partito del Nord.

In famiglia parte lo scontro: chi lo appoggia e chi lo avversa. Uno come lui come potrebbe candidarsi mai nel partito che si oppone al Meridione? Uno come lui che stende all’aperto il vessillo dei Borbone.


Una candidatura al Parlamento, con una elezione quasi certa, può mettere in discussione convinzioni costruite in una vita?


Si indaga sull’eterno rapporto Nord-Sud e sulle motivazioni ataviche di un certo “ronzìo” che giustifica ed elogia il Settentrione, ma nel contempo accusa e condanna il Meridione.

Eppure i dati Svimez sulla distribuzione della ricchezza pro capite parlano chiaro. Le indagini statistiche su criminalità e corruzione, ad esempio, vedono in cima la regione Lombardia.

Addirittura quelli del Sud vengono convinti ad accusare il Sud stesso descritto come arretrato e stagnante su molti settori come sanità, trasporti, scuola e servizi.

Per fortuna che la gatta Misha funge da coscienza viva di un ideale che irrompe continuamente e costantemente nella sua vita.

Decide infine di candidarsi, ma il momento topico arriva quando deve mettere nero su bianco il copione del suo comizio elettorale, scene scandite dalla potente voce di Giuseppe Coppola.

Nel pieno di un uragano emotivo, gli appare in sogno Giorgio Gaber,  il quale esprime tutta la sua amarezza per la scelta di tradire il Sud candidandosi con il partito separatista.

Attraverso il sorriso e la leggerezza, D’Alessandro ci scuote, ci invita a non farci abbindolare dal solito racconto di parte, fomentato da una informazione spesso serva e funzionale al potere che non ha mai dato il giusto spazio alle vessazioni subìte dal Sud e dalle scelte e decisioni della politica.

La questione meridionale, chiaramente, rimane un problema insoluto che D’Alessandro affronta da diversi anni invitando ad un “risveglio meridionale”, sottolineando poi che le sue opere teatrali sono frutto di studi e ricerche documentaristiche.