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20/10/26

CAPUA, 25 ottobre - Al FaziOpen Theater, le "Radici" di Antonio Anzilotti De Nitto: riflessione storica sulla "diversità"


Torna l'appuntamento al Palazzo Fazio di Capua, sala "A. Vinciguerra", con la rassegna "FAZIOPENTHEATER 2025 -2026", Rassegna Nazionale di Teatro - Danza - Arti Performative, nona edizione. La direzione artistica dell'autore e regista Antonio Iavazzo,  con l'organizzazione generale di Gianni Arciprete, patrocinio morale del Comune di Capua, propone domenica 25 ottobre "Radici", di e con Antonio ANZILOTTI DE NITTO. Spettacolo pluripremiato ( Roma Fringe Festival 19 – Menzione Speciale della Stampa:  “Per meriti storici e culturali”;Calabria Teatro Festival 19– Premio del Pubblico; Festival Palco Errante 24 – Premio del Pubblico & Miglior Attore;  Roma Comic Off 24– Miglior Monologo, Regia, Attore, Testo; Catania Fringe Festival 24 - Premio dello Staff; Selezionato al Praga Fringe Festival 25/26), tratta della "diversità" . 

Per raccontarla viene utilizzato un punto di vista estremo, tipico di un periodo storico in cui la diversità è stata oggetto di ghettizzazione, deportazione e sterminio. Nei campi di concentramento nazisti la stella di Davide (due triangoli gialli sovrapposti) è stata il simbolo e lo stigma, per eccellenza, della diversità, intesa come inferiorità. Ogni sua colore rappresentava una determinata categoria di persone: giallo per gli ebrei, marrone per gli zingari, rosa per gli omosessuali, blu per gli emigrati, nero per gli asociali (tra cui vagabondi, etilisti, malati di mente, prostitute, lesbiche, ecc), rosso per i prigionieri politici, verde per i criminali, viola per i testimoni di Geova e ancor prima l'operazione T4 che prevedeva la soppressione dei soggetti adulti e bambini con disabilità e disordini psichici perché ritenuti non produttivi per il paese. Allo stesso modo anche qui si declinerà la diversità attraverso una serie di monologhi che si susseguiranno offrendo ogni volta un punto di vista differente e portando alla luce storie spesso dimenticate dello sterminio. Un' opera che ha un intento divulgativo rispetto ad un passato che fatica a passare e che vuole recuperare storie ormai dimenticate ma ancora capaci di generare una riflessione su quanto è accaduto e quanto accade. Cercando, in ultima analisi, una connessioni con il razzismo presente e svelare l’umano nei suoi aspetti più comuni e sostanziali come la paura, la rabbia, l’amore, il coraggio, le speranze, i desideri, la famiglia, l'amicizia, i legami. I legami affettivi che vengono narrati nell’opera fanno da ponte tra passato e presente conducendoci in un “non-tempo”. Quel tempo scandito dall’eterno conflitto “amore-odio” e che da secoli, per quanto il contesto possa cambiare, resta il motore primario del mondo.

Info - Prenotazioni (anche Whatsapp), al 3389924524  3343638451