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13/07/20

MUSICA - Beatrice Rana e Carlo Rizzari, "complice" Beethoven, riaccendono la "fiammella" dell'arte al Teatro Romano


Qualità ed eleganza per la riapertura della Stagione estiva  dell'Orchestra Filarmonica di Benevento 




di Maria Ricca

BENEVENTO - Vince su tutto l’amore. Per l’arte, ma anche per la vita. Non si può fermare a lungo quella voglia di rinascita, tormentata, certo,  dalle notizie di piccoli focolai, sparsi qua e là, di rinnovati contagi. Il virus nemico è subdolo e attende dietro l’angolo, ma, con circospezione, si tenta di eluderlo e di ripartire. Dalla bellezza, naturalmente, e dalla musica d’autore.
Fa “sold out”, infatti, considerando la ridotta capienza della struttura, per normativa di emergenza Covid, il primo dei concerti della VI Stagione estiva dell’Orchestra Filarmonica di Benevento, direttore onorario il M° Antonio Pappano.
Il Teatro Romano si riempie delle note bellissime e suggestive di Beethoven, celebrato nei 250 anni dalla nascita dalla sapiente direzione di Carlo Rizzari, più volte al vertice dell'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia e di consimili compagini musicali italiane ed estere, da Montreal a Graz, dalla Svizzera, alla Toscana, fino al San Carlo, e dall’ineffabile ed intensa interpretazione di Beatrice Rana, giovane pianista salentina di fama mondiale, celebrata dal New Yok Times e dalla BBC, come artista di nuova generazione, “tecnica “feroce” ed intelligenza musicale, animo antico e genialità moderna.
Madrina della ripartenza, professionale ed appassionata , la giornalista Melania Petriello, sempre emozionata conduttrice delle serate dell’Ofb, che intepreta in pochi, efficaci tratti, lo spirito della serata, ringraziando i musicisti ed innanzitutto il pubblico, per non aver rinunciato a tenere accesa la “fiammella” dell’arte e della cultura, prendendo posto fra gli spalti del Teatro: “Distanziati – dice – ma siamo tornati. Siamo stati costretti a “riperimetrare” il nostro percorso, ma abbiamo ricominciato a programmare, a produrre. C’è straniamento, dunque, ma non estraneità. Perché gli artisti, fra le categorie più colpite, in assoluto, dalla necessità di fermarsi per combattere il virus, continuano con talento e sacrificio, nel segno della bellezza, a portare avanti la propria favola, la propria narrazione.”
Poi subito musica e la scintilla d’energia del Beethoven che non ti aspetti e che ispira gioia e desiderio di affrontare a viso aperto la realtà.
Prossimo appuntamento il 16 luglio, alle 21 e alle 23, con “Let’s jazz”, Luca Aquino e Paolo Fresu, special guests. Dirige l’orchestra il M° Raffaele Tiseo, autore degli arrangiamenti.