di Emilio Spiniello
Con l’attore Christian Poggioni una serata dedicata alla figura di San Francesco D’Assisi per l’ultima del festival “Benevento Città Spettacolo” 2026.
In scena all’Hortus conclusus, lo spettacolo “Lu santo jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame, dove il pubblico si è cimentato con la comprensione del ‘grammelot’, la non lingua fatta di gesti, dialetti e suoni che rese popolare nel mondo il teatro di Dario Fo, nato 100 anni fa.
Incisiva la forte connotazione mimetico-espressiva per questo testo “giullaresco” dedicato a San Francesco, che si autodefiniva “giullare di Dio”.
Poggioni ne esplora l'importanza storica e il messaggio attuale alternando fonti storiche e fioretti, attraverso le varie fasi della sua vita: il lupo di Gubbio, la predica agli uccelli, l’incontro con Papa Innocenzo III, la composizione del Cantico delle Creature e altri episodi notevoli.
Christian Poggioni, che ha ottenuto l’autorizzazione della famiglia di Dario Fo ,ci restituisce l’immagine di satira, poesia e spiritualità del santo patrono d'Italia, simbolo universale di povertà, pace e amore per la natura, fondatore dell'Ordine dei Frati Minori e modello di vita evangelica.
Le vicende del Poverello di Assisi vengono raccontante con un grammelot fatto di gesti e suoni onomatopeici combinati con dialetti dell’Italia settentrionale, come il lombardo, il veneto e il piemontese, come pensò Fo.
In scena c’è un solo attore, ma davanti allo spettatore prende forma un affresco brulicante di corpi, personaggi, accenti. Il monologo teatrale diretto ed interpretato da Poggioni, ci parla di chi trattò con gli ultimi, scegliendo l’estrema povertà e predicando in strada: il giullare e l’uomo di fede sono la stessa persona che 800 anni fa lasciò questo mondo con un profondo messaggio universale.

