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29/08/26

BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO - Ingrid Sansone è Luisa Sanfelice, fra emozione, verità e tormento


di Emilio Spiniello 

Potente interpretazione di Ingrid Sansone in scena all’hortus conclusus di Benevento, in occasione del festival Città Spettacolo con «La verità di Luisa Sanfelice». Uno spettacolo intenso che restituisce umanità a una delle figure più controverse della Repubblica Napoletana, la nobildonna Luisa Molina Sanfelice.

Quest’ultima, dall’animo tormentato, si confessa a cuore aperto raccontando le sue verità, le sue vere intenzioni oltre le malelingue dell’epoca che la vedevano come traditrice, condannata a morte per aver involontariamente rivelato una congiura monarchica.

Donna di elevata bellezza, sposò il duca Andrea Sanfelice: un matrimonio decisamente infelice. Emergono le contraddizioni di una donna animata dal pathos in tutte le sue relazioni, infatti il suo consorte la giudica come “sbandata” e lei stessa confessandosi in preghiera rivela il vero interesse per l’”amore carnale”, sua strada maestra. In sottofondo ascoltiamo le musiche e i canti della rivoluzione napoletana, come ad esempio il “Canto dei Sanfedisti”, simbolo del variegato movimento controrivoluzionario.  


Lei sembra ignorare che la strada dei sentimenti, innamorata del suo amante repubblicano Ferdinando Ferri, la porterà dritta alla morte in un climax drammatico. Un’altra figura a lei vicina, Eleonora Pimentel Fonseca, elogiandola sul Monitore Napoletano(periodico dell'epoca), la fece additare come principale artefice del fallimento della cospirazione borbonica. Nelle parole di Luisa luci ed ombre, aggressività e timidezza. Con la caduta della Repubblica Napoletana e il ritorno di Ferdinando IV sul trono, però, la vendetta dei Borbone fu implacabile. Coloro che avevano sostenuto la repubblica furono catturati, processati e giustiziati. Lei rimase incinta nella prigione, però suo figlio nacque morto. In quella prigione incontrò altri carcerati di spessore, come Mario Pagano, Domenico Cirillo, Serra di Cassano e Francesco Caracciolo, tutti martiri,  esponenti della Repubblica Napoletana del 1799. 

Fu giustiziata L’11 settembre 1800 a piazza Mercato.

Lo spettacolo scritto da Roberto Russo e diretto da Francesco Saponaro restituisce al pubblico la storia di una donna che la storia ha trasformato in mito.

Al violoncello Marco Di Palo, ai canti e tammorra Federica Totaro.