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05/09/26

L'EVENTO Accademia delle Opere - La "Rino Gaetano band" e i brani dell'artista immortale, tra professionalità, entusiasmo ed amarcord


di Maria Ricca

La vitalità e la sensibilità di Rino Gaetano, rimaste intatte attraverso i decenni, hanno illuminato e coinvolto appassionatamente il Teatro Romano. Energia senza tempo ha attraversato la platea, che ha cantato, sorriso, ballato ed applaudito la Rino Gaetano Band, guidata da Alessandro Gaetano, nella performance promossa dall'Accademia delle Opere, alla riscoperta dei brani immortali del cantautore, i cui testi restano straordinariamente profondi ed attuali.

All' inizio, l'omaggio dell'eco-atelier di Franco Francesca, con la sorella Imma,  all'abbigliamento estroso del cantautore calabro-romano, che sul palco di Sanremo e non solo si presentò con l'iconico cilindro e con compagni di scena vestiti in maniera coloratissima. Un'occasione, sulle note di  “Metà Africa metà Europa”, per ribadire l'importanza della libertà di espressione e dell'inclusione (modelli e modelle di ogni Paese fra coloro che hanno sfilato), ma anche della necessità dell'artista di essere libero, come lo era Rino Gaetano, e di avere il coraggio di schierarsi e prendere posizione per le proprie idee.

Spigliata e simpatica Raffaella Preziosi, sul palco ad accogliere gli ospiti, nel doppio ruolo di presentatrice ed addetto stampa dell'associazione promotrice, ed intenso l'intervento del presidente dell'Accademia delle Opere APS, Francesco Tuzio, che ha ricordato lo sforzo collettivo per la realizzazione dell'evento, seguito a molti altri già promossi con successo insieme al  gruppo che dirige, ed il contributo essenziale alla manifestazione del consulente musicale e responsabile marketing Yuri Di Gioia. Già presentati, per il prossimo inverno, il cartellone teatrale del S. Marco, alla  cui definizione l'Accademia ha collaborato, ed il progetto con Fondazione di Comunità di Angelo Moretti.    

Dopo il saluto del sindaco Mastella e gli interventi di Pasquale Orlando della Cesvolab ed in video del regista RAI Giorgio Verdelli, l'avvio della performance, attraverso cui la band ha toccato tutti i brani più rappresentativi di Rino Gaetano, senza trascurare però anche le sue canzoni meno conosciute ed egualmente significative, con la voglia di restituire loro quanto più possibile il colore originale.

La dimensione del concerto ha imposto naturalmente alla performance una ritmica energica ed un efficace intreccio di chitarre e di tastiere, che sono valsi a trasmettere anche ai più giovani la miscela vincente di rock, canzone d'autore e leggerezza popolare, che erano la cifra personale dell'artista celebrato. Fedeltà all'originale, dunque, ma non immobilismo, per arrivare a tutte le generazioni.

La voce e la chitarra di Alessandro Gaetano, che a tratti ha mostrato al pubblico le immagini di Rino, nei momenti più significativi delle canzoni, ed immortalato con lo smartphone lo splendido colpo d'occhio offerto dal pubblico del Teatro Romano, con le torce dei cellulari accese ed entusiasmo a mille, sono stati il tramite di una memoria familiare e artistica che, tra energia e lirismo, commuove e convince. Intorno a lui il gruppo di artisti sopraffini, su tutti Ivan Almadori (voce e chitarra acustica), e i validissimi Fabio Fraschini (basso), Michele Amadori (pianoforte, tastiere e voce/cori), Alberto Lombardi (chitarra elettrica e voce/cori), Marco Rovinelli (batteria),  ha suonato con compattezza e affiatamento. Applausi e coinvolgimento per gli spettatori, che, tra commozione, allegria e rimpianto per quanto Rino Gaetano avrebbe ancora potuto dare al mondo artistico, se non fosse prematuramente scomparso , si sono  lasciati trasportare appassionatamente dal ritmo e dal ricordo.