Gala di apertura a Villa Vannucchi per la quarta edizione della rassegna.
di Maria Ricca
Cinema, memoria, nuove generazioni e uno sguardo rivolto alle trasformazioni tecnologiche. Sono le direttrici lungo le quali si muove la quarta edizione del "Cremano Film Festival", inaugurata venerdì 18 settembre con il Gala ospitato nella suggestiva cornice di Villa Vannucchi, a San Giorgio a Cremano, condotto da Enzo Agliardi e Roberta "Proxi" Riccio. L'organizzazione, guidata dal direttore artistico Massimo De Matteo, attore e regista, ha scelto di accogliere il parterre di ospiti, tutti provenienti a vario titolo dal mondo della settima arte, proprio nel luogo in cui Massimo Troisi decise di ambientare la prima scena del suo "Ricomincio da Tre".
Nato da un'idea di Pietro De Martino, il Festival prosegue un percorso avviato durante l'amministrazione di Giorgio Zinno e oggi portato avanti dal sindaco Michele Carbone, nel segno della continuità ma anche della volontà di costruire nuovi orizzonti.
Proprio i giovani sono al centro dell'edizione 2026, invitati a non lasciarsi sopraffare dal continuo flusso di informazioni, ma a interrogarsi sui fatti, confrontarsi e cercare di guardare oltre. Un messaggio particolarmente significativo in un presente segnato da guerre, violenza e crudeltà, di fronte alle quali il rischio è quello dell'assuefazione e dell'immobilità.
Accanto all'empatia, parola chiave della manifestazione, entra inevitabilmente nel dibattito l'Intelligenza Artificiale, ormai presente anche nel settore audiovisivo.
Non una contrapposizione semplicistica tra vecchio e nuovo, dunque, ma un terreno ancora tutto da esplorare, attraverso incontri, corsi, masterclass e dibattiti. Anche i concorsi dedicati ai cortometraggi, che fanno parte del programma di questo Festival, seguiranno tale doppia direzione, con un filone tradizionale e uno aperto alle opere realizzate attraverso l'impiego dell'IA.
Madrina della quarta edizione è Nunzia Schiano, che sul palco ha ripercorso alcuni momenti significativi della propria carriera. Alla domanda su quale forma d'arte occupi un posto speciale nel suo cuore, l'attrice non ha avuto dubbi: il teatro. Nel racconto sono riaffiorati anche incontri e collaborazioni, da Renato Carpentieri ad Alessandro D'Alatri nell'esperienza de "Il commissario Ricciardi".
Tra gli ospiti anche Marianna Fontana, interprete capace negli anni di emozionare il pubblico attraverso personaggi intensi e complessi.
Sul palco i rappresentanti delle istituzioni hanno ribadito il legame profondo tra San Giorgio a Cremano e la settima arte. «San Giorgio è città del cinema», ha ricordato il sindaco Michele Carbone, sottolineando come questa identità derivi tanto dagli artisti nati sul territorio quanto dalle numerose location cinematografiche presenti in città. Un'identità culturale «impegnativa», da custodire e sviluppare, fondata su cinema, teatro, arte e televisione.
Carbone ha inoltre ringraziato la Regione Campania per il sostegno alla manifestazione e richiamato l'imminente Premio Massimo Troisi, che nella nuova edizione, dal 24 al 26 settembre, continuerà a riservare particolare attenzione ai giovani, nello spirito dell'uomo e dell'artista cui è dedicato.
Il vicesindaco Pietro De Martino ha ricordato invece il percorso iniziato con Giorgio Zinno per ottenere il riconoscimento di San Giorgio a Cremano come città del cinema e oggi proseguito con l'amministrazione Carbone, ringraziando quanti negli anni hanno contribuito al progetto, tra cui appunto Massimo De Matteo e poi Gianni Parisi e l'Osservatorio Cinematografico Vesuviano.
Tra i ricordi più suggestivi, quello del pozzo di Villa Vannucchi ricostruito per "Ricomincio da tre", che sarà nuovamente realizzato grazie alla collaborazione con la Soprintendenza. Un'immagine che riporta alla celebre scena iniziale del film e a una stagione cinematografica rimasta profondamente impressa nella memoria collettiva. Luogo iconico, ormai, e pieno di ricordi, come quelli riportati alla mente dai suoi compagni di scena, uno su tutti Patrizio Rispo, attore televisivo e popolarissimo, che sul palco ha espresso, con gli altri colleghi, il rimpianto per la perdita prematura di Troisi, "che negli anni sarebbe diventato un prezioso interprete, autore e drammaturgo" e ne ha ricordato la straordinaria capacità di anticipare i tempi: "il comico autentico - ha osservato - è proprio colui che riesce a vedere prima degli altri."
Il rapporto tra San Giorgio e il cinema passa inoltre attraverso i suoi luoghi. Villa Pignatelli di Montecalvo, utilizzata negli anni come location di diverse produzioni, è oggi al centro dell'iniziativa “Salviamo Villa Pignatelli”, finalizzata alla tutela di un patrimonio che appartiene alla storia culturale della città.
In questa prospettiva si inserisce anche il protocollo sottoscritto tra il Comune e la Film Commission Regione Campania, pensato per rendere San Giorgio una città sempre più film friendly: procedure e facilitazioni destinate a rendere più agevoli gli aspetti logistici, organizzativi e artistici delle produzioni che sceglieranno il territorio come set.
La serata inaugurale ha intrecciato cinema e musica. Il riferimento agli effetti speciali e alla saga di 007 ha introdotto l'esibizione di Federica Raimo, interprete di "Skyfall".
Spazio anche alla memoria delle eccellenze sangiorgesi, con il ricordo di Vincenzo Canzanella, costumista e scenografo che ha vestito grandi protagonisti dello spettacolo italiano. Dal 5 dicembre Villa Bruno ospiterà una mostra dedicata ai suoi costumi.
Le masterclass, curate da Alfonso Postiglione, rappresentano un altro dei punti qualificanti dell'edizione, rafforzando quella vocazione formativa che attraversa l'intero Festival.
Tra memoria e futuro, il Cremano Film Festival conferma così la propria identità: raccontare il cinema senza trasformarlo in qualcosa di immobile, mettendo in relazione tradizione e innovazione. Perché il confronto tra cinema realizzato con gli strumenti tradizionali e cinema che sperimenta l'Intelligenza Artificiale è già cominciato. E proprio la settima arte può diventare uno dei luoghi privilegiati nei quali comprenderne possibilità, limiti e implicazioni, senza perdere di vista ciò che resta insostituibilmente umano: l'empatia.
Tra le opere e gli appuntamenti annunciati figurano anche le proiezioni dei film "Avemmaria", con Mario Di Leva,"Da cosa nasce cosa", con Gino Rivieccio, "Strike" di , "Notte fonda" di Giuseppe Miale Di Mauro, con Francesco Di Leva e "La salita" di Massimiliano Gallo. Premiati sul palco gli interpreti dei suddetti film, fra cui Antonio Milo, indimenticabile "Maione" nel "Commissario Ricciardi" e la straordinaria Dalia Frediani, interpete teatrale e cinematografica, a cui il premio del Festival è stato consegnato sul palco dall'attrice Veronica Mazza.
Completano il percorso le iniziative dedicate ai giovani e i concorsi di cortometraggi sul tema dell'empatia, articolati tra cinema tradizionale e produzioni che utilizzano l'Intelligenza Artificiale. Modalità di partecipazione e programma completo sono disponibili sul sito ufficiale del Cremano Film Festival. Interessante la collaborazione con il Fantasy Day Film Festival.
Il Festival ha inoltre ricordato la figura di Fiorenza Marchegiani, indimenticabile "Marta", fidanzata di Troisi in "Ricomincio da tre", recentemente scomparsa.
In chiusura l'assegnazione del Premio alla Carriera, per i suoi sessant'anni di attore e regista al carismatico Mariano Rigillo, celebrato dal Festival ed interprete del ruolo di Eduardo De Filippo nel film "La salita".






