di Maria Ricca
La vulcanica energia di Daniela Ioia trova perfetta materializzazione nelle tre figure femminili affrontate in “Mamma mà” di Massimo Andrei, per la regia di Gennaro Silvestro, in scena fino a stasera, domenica 8 novembre, presso “Il Siparietto”, teatro di San Giorgio a Cremano.
Un'espressione tipica del nostro dialetto, quella del titolo, per indicare una forte presa di distanza da cose che non si possono concepire come accettabili o, semplicemente, la meraviglia e l'incredulità di fronte agli eventi della vita.
E la vita, in effetti, è presente con forza e nel suo retrogusto dolceamaro nelle tre irresistibili figure di donne interpretate a Daniela Ioia e nel cui mondo entri con un misto di inevitabile ironia, ma anche di malcelata sofferenza, proprio come quella che si manifesta nello studio di uno psicologo (figura invisibile e sottintesa sul palco), quando finalmente decidi di vuotare il sacco e di affidare le tue pene a lui, sperando che ti aiuti a risolverle. Insomma, quando decidi che “Hê 'a sfugà”, “Devi sfogarti!”.
Vanno in scena, così, l'aspirante madre, che le ha provate tutte, ma proprio tutte, per concepire, per poi comprendere che il problema è del partner e non suo, la donna del popolo, pronta a spiegarti com'è la vita, ad accettarne i “duluri” come inevitabili, ma anche a saper cogliere il lato, a suo modo divertente, delle disavventure che le capitano, fino alla “milf” in salsa partenopea, tutta palestra, silicone, moine e una vita sentimentale e sessuale disastrata, madre a suo modo preoccupata di due figli, per riflesso timidi e imbranati. Tre personaggi che potrebbero facilmente scivolare nella caricatura e che, invece, grazie alla straordinaria capacità interpretativa di Daniela Ioia, acquistano una loro precisa identità, fatta di gesti, inflessioni, atteggiamenti e fragilità e condita da quell'irresistibile capacità di sorridere delle proprie disavventure che appartiene profondamente alla cultura partenopea.
I cambiamenti di registro e la capacità di cavalcare gli stereotipi da parte dell'attrice, immergendosi quasi alla Stanislavskij nei personaggi interpretati, fanno dell'interpretazione della Ioia uno degli one woman show più riusciti delle ultime stagioni.
Perché, in fondo, dietro le esuberanze, le nevrosi e le stravaganze di queste tre donne, si nasconde un bisogno universale: quello di essere ascoltati, compresi e, magari, perdonati per le nostre inevitabili debolezze.
La versatilità della Ioia, che è possibile apprezzare in anche in pièces drammatiche teatrali e nelle sue popolari e diverse interpretazioni televisive, premia il suo modo di stare in scena, regalando agli spettatori performances che coinvolgono emotivamente e, insieme, fanno ridere e pensare.
