PARLIAMO DI...


Visualizzazione post con etichetta danza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta danza. Mostra tutti i post

21/10/26

BENEVENTO - Per le allieve del Piccolo Teatro Libertà formazione all'Art Village di Roma


Le allieve del Piccolo Teatro Libertà di Benevento hanno preso parte, dal 12 al 18 ottobre 2026, a un percorso di formazione presso l’Art Village di Roma, prestigioso centro dedicato alla danza e alle arti performative diretto da Raffaele Paganini. 

L’opportunità è arrivata in occasione degli esami di fine anno svoltisi presso il Teatro Libertà, durante i quali 14 giovani danzatrici si sono distinte per l’elevato livello tecnico e artistico, ottenendo una borsa di studio che ha consentito loro di accedere a questa significativa esperienza formativa. Il riconoscimento al merito delle danzatrici ha dato loro l’opportunità di vivere un’esperienza di alto profilo come occasione di crescita artistica e professionale.

Nel corso della settimana romana, le allieve hanno avuto la possibilità di confrontarsi con numerosi docenti, artisti e altri allievi, esplorando molteplici ambiti della danza e arricchendo il proprio bagaglio tecnico, espressivo e culturale. Un’occasione preziosa per misurarsi con differenti approcci didattici e sensibilità artistiche, in un contesto dinamico e stimolante, nel quale il confronto diventa parte integrante della crescita di ogni giovane artista.

Il valore di questa esperienza va oltre il riconoscimento ottenuto: testimonia come la qualità della preparazione, la dedizione e la costanza possano condurre a risultati significativi anche nelle realtà territoriali più piccole, dimostrando che il talento, se sostenuto da una formazione rigorosa, può trovare spazio in contesti di prestigio nazionale.

Un risultato che valorizza anche il lavoro dei maestri Odette Marucci e Hassan Awad, danzatori di esperienza che, attraverso competenza, professionalità e passione, accompagnano le allieve nel loro percorso di crescita, contribuendo allo sviluppo delle capacità tecniche ed espressive e alla costruzione di una solida identità artistica.

Le borse di studio rappresentano, dunque, un importante riconoscimento per le giovani protagoniste e un motivo di orgoglio per il Piccolo Teatro Libertà e per l’intera comunità. Un traguardo che conferma il ruolo fondamentale della formazione coreutica nella valorizzazione delle nuove generazioni e nella costruzione di opportunità concrete per chi sceglie di investire nella danza con impegno e determinazione.

Da una realtà locale a un prestigioso centro di formazione romano, il percorso delle allieve del Piccolo Teatro Libertà testimonia che la qualità dell’insegnamento, unita al talento e alla dedizione, può aprire orizzonti importanti e trasformare una borsa di studio in un’occasione concreta di crescita e di futuro.

       


22/09/26

BENEVENTO, 26 e 27 settembre - "Dove il vento incontra la terra" di Carmen Castiello. Presentato oggi l'evento

 


Il Teatro Romano di Benevento il 26 dalle 18.30 e il 27 settembre dalle 5,45 accoglierà la VII edizione di ETERNITÀ. Il progetto ideato da Carmen Castiello è realizzato in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Campania – Teatro Romano di Benevento, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2026.

Il programma è stato presentato questa mattina presso il Teatro Romano in una conferenza stampa che ha visto i protagonisti e organizzatori raccontare nei particolari l’evento.

Ferdinando Creta, già direttore del teatro, ha sottolineato l’importanza della collaborazione consolidata negli anni con Carmen Castiello: “C’era bisogno di creare un progetto artistico di valore e spessore e Carmen Castiello ha costruito un’idea straordinaria. La manifestazione è cresciuta negli anni donando a quest’area archeologica fascino attraverso l’arte coreutica, rilevanza culturale con le diverse sinergie artistiche messe in campo e interesse da parte del pubblico che segue ogni manifestazione.”

Ha poi preso la parola Carmen Castiello, ideatrice del progetto che ha voluto evidenziare i sette anni di vita della manifestazione: “Eternità nasce da una riflessione sul tempo, sulla memoria, sulla trasformazione e capacità dell’arte di attraversare gli anni senza perdere la propria identità. In questi anni abbiamo imparato anche cosa significa resistenza: continuare a creare anche quando non è semplice che il lavoro venga riconosciuto. Ma l’impegno diventa essenziale per difendere uno spazio a favore la cultura, la danza, la musica e la parola.”

In scena 60 giovani tra danzatori e musicisti in sinergia con il Teatro Libertà e il Liceo Musicale “G. Guacci” di Benevento.  Presente all’incontro la Maestra d’orchestra Debora Capitanio, curatrice del progetto musicale, che ha voluto ricordare i numerosi eventi realizzati in sodalizio con Carmen Castiello: “Abbiamo fatto un lavoro profondo insieme agli allievi per conoscere Pino Daniele attraverso la sua vita e la sua musica. L’Orchestra del Guacci affronterà brani come “Napule è” o “Terra mia”. Importante la collaborazione di professionisti come i Maestri Flavia Civico al violino, Vincenzo Saetta al sax e Giancarlo Sabbatini alla batteria e alle percussioni, che si sono interfacciati con gli alunni mostrando generosità e conoscenza. A completare il percorso saranno il Gruppo Pop del Liceo Musicale Guacci di Benevento e la Janara Band, con Alex Racioppi e Paola Trotta alle voci.”

Infine Linda Ocone, curatrice dei testi, ha spiegato la scelta dei versi che compongono “Dove il vento incontra la terra”: “Il racconto è una fusione tra due terre, due culture e due voci apparentemente lontane, ma unite da un unico mare. Da una parte la Sardegna di Grazia Deledda, con la sua terra, le sue radici, il destino, la memoria e quel vento che attraversa le vite dei suoi personaggi. Dall’altra la Napoli di Pino Daniele, con la musica, la malinconia, l’amore, la contaminazione e la capacità di trasformare una storia profondamente personale in una voce universale. Perché siamo noi il patrimonio che all’infinito si moltiplica e diventa Eternità. Il Mediterraneo, con il suo patrimonio di storie, migrazioni, incontri e contaminazioni, diventa il filo invisibile di connessioni necessarie, presidi di panorami futuri costruiti a piccoli passi.”

Il viaggio inizierà alle 18.30, mentre il giorno comincerà lentamente a spegnersi, con “La terra e il ricordo”. Il tramonto sarà il tempo della memoria, delle radici, del distacco e del desiderio di trattenere ciò che sta per scomparire. Sarà La Casa di Suoni e Racconti a portare in scena il suo lavoro dedicato al celebre testo della Deledda di cui ricorre quest’anno il centesimo anniversario dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura e il novantesimo anniversario della morte. L’opera “Canne al Vento” è un caposaldo della letteratura sarda, ancora attualissimo, sospeso tra dramma e fede. In scena, l’attrice-cantante Elisa Zedda, l’attore e performer Antonio Luciano e il chitarrista Andrea Congia, daranno voce e musica al racconto delle vicende del servo Efix e delle Dame Pintor, simboli dell’Umanità piegata dal Destino ma mai completamente sottomessa. A impreziosire lo spettacolo le videoscenografie a cura di William Lenti e Andrea Congia.

Poi, quando l’ultimo chiarore dell’imbrunire lascerà spazio al buio, il Teatro Romano cambierà dimensione e il racconto entrerà nella sua parte più intima. Il viaggio proseguirà con “Il vento della memoria” e musica di Pino Daniele, dove le canzoni diventeranno materia per la danza, per la parola e per il ricordo.

Quando il buio comincerà lentamente a ritirarsi, alle 5.45, l’orizzonte cambierà ancora una volta e arriverà “La speranza e la prima luce” con il Concerto all’Alba. Dopo avere attraversato la memoria, il pubblico sarà accompagnato verso un nuovo giorno. È il tempo della rinascita, della possibilità, della speranza. È una luce nuova capace di restituire un significato all’indimenticabile viaggio appena compiuto.

Le coreografie sono di Giselle Marucci, Ilaria Mandato, Sara Scuderi, Maria Chiara Tedesco e Francesca Grimieri, con le allieve del Piccolo Teatro Libertà e del Centro Studi Danza Castiello e la partecipazione straordinaria di Hassan Awad, professional ballet dancer.

Biglietto d’ingresso Euro 1.

18/09/26

BENEVENTO, 22 settembre - Giornate Europee del Patrimonio, si presenta "Dove il vento incontra la terra", progetto di Carmen Castiello


Martedì 22 settembre alle ore 10,00 presso il Teatro Romano di Benevento si terrà la conferenza stampa di presentazione della VII Edizione di ETERNITÀ - “Dove il vento incontra la terra”, progetto ideato da Carmen Castiello e realizzato in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Campania – Teatro Romano di Benevento, nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2026.

Il viaggio nel tempo si terrà dal tramonto del 26 settembre all’alba del 27, tra la parola di Grazia Deledda, la musica di Pino Daniele, il fascino della danza e la bellezza del paesaggio.

Saranno presenti all’incontro: Antonella Tartaglia Polcini, Assessore alla Cultura del Comune di Benevento; Giustina Anna Gerarda Mazza, Dirigente del Liceo Statale “G. Guacci”; Carmen Castiello, ideatrice dell’evento; Ferdinando Creta, già direttore del Teatro Romano; Debora Capitanio, docente del Liceo Musicale “G. Guacci” e direttrice del progetto sonoro; Linda Ocone, curatrice dei testi.

L’evento rientrando nelle Giornate Europee del Patrimonio 2026, prevede un biglietto d’ingresso di  € 1,00.

24/08/26

BENEVENTO, 29 agosto - A Città Spettacolo, le "Seasons emotions" di Ben Art, a cura di Carmen Castiello


Il 29 agosto alle ore 20.30 presso l’Arco del Sacramento di Benevento, nell’ambito della 47esima edizione del Festival Città Spettacolo, andrà in scena SEASONS EMOTIONS, produzione Ben Art, a cura di Carmen Castiello. Le coreografie sono realizzate da Odette Marucci, Hassan Awad e Giselle Marucci. I testi sono a cura di Odette Marucci, con Viviana Altieri e Nicola Nicchi.

Protagonisti dello spettacolo saranno anche i giovani danzatori dei corsi professionali del Piccolo Teatro Libertà, con Hassan Eltabie e Angelo Egarese, danzatori professionisti. Le proiezioni scenografiche sono realizzate su disegni originali di Bruno Marucci e i costumi sono di Danzapiù. 


Il Balletto in atto unico è un viaggio delle emozioni attraverso le stagioni della vita e dell’amore. Dalla primavera dell’innamoramento all’inverno della rinascita interiore, ogni stagione racconta l’evoluzione dei sentimenti, dei legami e della scoperta di sé. Un percorso ciclico in cui la danza diventa espressione della continua possibilità di rinascere, cambiare e amare.

L’evento artistico vuole essere la narrazione di un percorso di formazione, quello dei giovani danzatori beneventani che, attraverso lo studio, la disciplina e l’esperienza del palcoscenico, costruiscono la propria identità artistica e professionale.

Protagonisti dello spettacolo sono, infatti, i danzatori dei corsi professionali del Piccolo Teatro Libertà, accompagnati da Hassan Eltabie e Angelo Egarese. Giovani talenti che attraverso la formazione stanno ponendo le basi per un progetto ancora più ambizioso: la nascita della compagnia “Balletto di Benevento”. Una realtà concreta per offrire ai ballerini del territorio la possibilità di continuare a crescere, confrontarsi e vivere l’esperienza straordinaria della scena.

In questo percorso il Piccolo Teatro Libertà assume un significato speciale. Il piccolo teatro storico di Benevento, infatti, diventa molto più di una sede. È location di studio, incontro, prove e conquiste ma, soprattutto, uno spazio capace di nutrire l’immaginazione dei giovani artisti. Le sue atmosfere, la sua storia e la sua dimensione intima diventano parte stessa della formazione, offrendo ai danzatori la possibilità di misurarsi con il palcoscenico e di imparare a considerare il teatro non soltanto luogo dello spettacolo, ma anche luogo di vita e crescita.

È proprio da questi spazi che può nascere una nuova generazione di artisti e artiste, consapevoli delle proprie radici e aperti al confronto con il mondo della danza nazionale e internazionale.

L’evento diventa, dunque, un momento importante per il cammino degli allievi che esibendosi sul palcoscenico di Benevento Città Spettacolo potranno restituire al pubblico il frutto di un percorso fatto di studio, passione e dedizione.

 

m

26/05/26

DANZA - 16 borse di studio agli allievi della Benart per l'Art Village di Luciano Cannito in Roma


Si sono tenuti presso il Teatro Libertà di Benevento gli esami finali dei corsi di danza per l’anno accademico 2025/2026. Le lezioni, tenute durante l’anno dai maestri e direttori artistici Odette Marucci e Hassan Eltabie, sotto la direzione di Carmen Castiello, hanno portato le allieve ad affrontare in modo esemplare la commissione d’esame. I professori che hanno valutato la preparazione delle ballerine sono stati artisti di levatura internazionale: Riccardo Riccardi - maestro e ballerino professionista di danza classica, e Nicola Marino, docente di danza contemporanea e coreografo.

I più meritevoli tra gli allievi hanno ottenuto le borse di studio per accedere all’Art Village di Roma, diretta da Luciano Cannito, che rappresenta l’esclusivo polo italiano del dipartimento di Performing Arts presso la University of the West of Scotland. Il polo didattico di 3000 mq propone un approccio all’avanguardia che intreccia formazione teorica e pratica nel campo della danza e della recitazione, tra musical theatre, cinema e spettacolo dal vivo.

La BenArt -residenze artistiche che ha in gestione il piccolo teatro situato a via Santa Colomba a Benevento da un anno, è riuscita a creare un centro di cultura e socializzazione, approfondendo l’arte della danza attraverso laboratori, workshop e iniziative mirate alla crescita tecnica dei giovani.

Come sottolineato dai due insegnanti: “Questo anno accademico è stato un anno molto intenso, ricco di lavoro, responsabilità, crescita e emozioni. Gli esami hanno rappresentato non soltanto una verifica tecnica, ma soprattutto un momento importante di maturazione personale e artistica.”

La danza è disciplina, continuità, rispetto degli impegni e capacità di superare i propri limiti. Per questo motivo gli esami assumono un valore che va ben oltre il risultato finale rappresentando il frutto dei sacrifici quotidiani, della costanza e dell’amore che ogni ballerino sceglie di dedicare a quest’arte.

È tanta, infatti, la soddisfazione dei maestri che, nell’annunciare le borse di studio per alcune allievi, confermano che “il lavoro di quest’anno è solo l’inizio di un percorso attraverso il quale potranno seminare una parte della loro esperienza artistica e professionale da danzatori, appresa attraverso esperienze di studio, palcoscenico, sacrificio e formazione continua.”

L’obiettivo, dunque, non è soltanto formare delle ballerine tecnicamente preparate, ma artiste consapevoli.

Le borse di studio di quest’anno vanno alle danzatrici di età dai 12 ai 17 anni: Anna Lepore, Nicole Caruso, Emma Izzo e Elisa Izzo (1°/2° corso); Rebecca Bozzella e Lucia Vernillo (3°/4° corso); Maria Abbellito, Paola Auciello, Rebecca Ruggiero e Noemi Ruggiero (5°/°6 corso); Benedetta Marro, Valentina Feleppa, Luigia Sanginario, Silvia Florimo, Alessia Iarriccio, Alessia Pacilio (7°/8° corso).



22/05/26

CAPUA, 24 maggio - Al FaziOpen Theater approda la Danza d'autore, con "Dannatamente" e "Sustraiak"


DANZA
- La Rassegna Nazionale di Teatro - Danza - Arti Performative FaziOpen Theater, diretta dal regista ed autore Antonio Iavazzo, con l'organizzazione generale di Gianni Arciprete presenta domenica 24 maggio alle 19, uno spettacolo di danza articolato in due quadri.

Nel Primo Quadro si esibirà la  “ARB DANCE COMPANY" di Capua (CE),che con il sostegno del MIC e della Regione Campania presenta "DANNATAMENTE". Coreografia Raffaele IORIO.  Danzatori Monica CRISTIANO - Carmine OLIVAZZI. Direzione artistica Annamaria DI MAIO. 

Ispirato al racconto di Paolo e Francesca di Dante, il lavoro coreografico analizzerà la storia dei due amanti vittime di omicidio e femminicidio, una storia antica, ma anche così drammaticamente attuale. Il coreografo ha voluto, tramite un linguaggio dinamico e allo stesso tempo gestuale, dar vita ad un amore crudo ed eterno, che va al di là della vita terrena.

Come scenografia un tavolo segno di unione e riunione e tre sedie che incarneranno gli interpreti nella loro totale posizione.

Nel Secondo Quadro, la “Borderlinedanza" di Pontecagnano (SA), con il sostegno del MIC e della Regione Campania, presenta "SUSTRAIAK". Autori - Interpreti: Alessandro ESPOSITO - Maite Rogers GASTAKA. Nel deserto della società moderna, arido sotto il profilo della spontaneità dell’ essere, SUSTRAIAK si ripropone di esplorare il manifestarsi della natura, che con il suo movimento, si riappropria istintivamente di ciò che le appartiene, arrivando ad affondare le sue radici sino allo spirito dell’essere umano, che tanto cerca di sradicarle.



30/04/26

L'INTERVISTA - "Festival di Primavera", la direttrice Carmen Castiello: "Cultura è investimento a lungo termine per la crescita del territorio"


di Maria Ricca

L'INTERVISTA - Il "Festival di Primavera - Una Finestra sulla Danza", in svolgimento in questi giorni a Benevento, offre l'occasione di svolgere alcune riflessioni sulle opportunità offerte dall'evento in relazione a nuove prospettive culturali e formative.  Ne parliamo con Carmen Castiello (nella foto), direttrice artistica del Festival, con il suo Centro Studi, BenArt e Balletto di Benevento, presso il Teatro Libertà, da sempre promotrice nel Sannio di preziosi eventi culturali.


- Diciannove anni di festival: che bilancio tracci oggi di "Una Finestra sulla Danza" e cosa è cambiato rispetto alla prima edizione? 

"Diciannove anni di festival rappresentano un traguardo importante. Il bilancio è sicuramente molto positivo: nel tempo la manifestazione è cresciuta sia in termini di qualità artistica sia di partecipazione del pubblico. Siamo riusciti a coinvolgere tanti giovani, a ospitare artisti di valore e a rendere la danza un elemento centrale della nostra proposta culturale. Questo risultato è frutto di un grande lavoro di squadra e ci spinge a guardare al futuro con entusiasmo, puntando a migliorare ancora e a offrire nuove opportunità di crescita e confronto. Quando è nato il festival nel 2007 si investiva di più nella danza come forma d’arte. Oggi il contesto è cambiato, ma questo ci ha spinto a reinventarci e a continuare a valorizzarla con ancora più determinazione."

- A Benevento il festival si propone come spazio di dialogo tra danza e cultura: il pubblico ha risposto a questa visione?

"Il nostro Festival è, per vocazione, uno spazio di dialogo profondo tra la danza e la cultura. In questi anni abbiamo compiuto un importante lavoro di ‘alfabetizzazione’: abbiamo cercato di ‘educare’ il pubblico a comprendere la complessità dei linguaggi coreutici, ricevendo una risposta straordinaria in termini di partecipazione intellettuale ed emotiva.

Oggi viviamo in città abituate a grandi eventi , dominati dalla logica dei grandi numeri. Tuttavia, una manifestazione come la nostra non cerca il riscontro statistico a ogni costo, perché la cultura non è un bene di consumo rapido, ma un investimento a lungo termine sulla sensibilità delle persone.

Proprio per questo, ritengo sia urgente orientare l’attenzione verso iniziative che valorizzino la città nella sua essenza più autentica. Musica, danza e teatro non sono semplici intrattenimenti, ma strade fondamentali per riscoprire l’identità di un territorio. La nostra sfida è sostituire la quantità con l’intensità: non puntiamo a riempire solo le piazze, ma a nutrire la consapevolezza dei cittadini, convinti che il rispetto della bellezza e dell'arte sia l'unico vero motore per una crescita sociale sostenibile."


- Oltre 300 allievi e numerosi insegnanti coinvolti: quanto pesa oggi la "formazione" nella crescita del movimento coreutico?

"La formazione nel linguaggio coreutico è fondamentale. L’improvvisazione e una conoscenza superficiale della disciplina possono avere effetti negativi sull’educazione del corpo: si rischia di confondere i giovani danzatori e di portarli a utilizzare il corpo in modo non corretto. Oggi, con l’influenza di ciò che si vede sul web e in televisione, è ancora più importante offrire riferimenti solidi, competenza e qualità."

-Il programma dedica ampio spazio alla pedagogia e alla danza per l’infanzia: è questa la chiave per il futuro della danza?

"Credo fermamente che l’educazione all’infanzia sia la vera chiave di volta per il successo della società di domani. Ma per aprire questa porta, dobbiamo partire dalla formazione di chi educa: formare i docenti a una didattica e a una pedagogia della danza corretta non è solo una questione tecnica, è un atto di responsabilità civile.

Insegnare danza correttamente significa, innanzitutto, creare danzatori consapevoli che sanno abitare il proprio corpo con rispetto e dignità. Tuttavia, il nostro obiettivo va ben oltre il palcoscenico: attraverso il rigore e la grazia, formiamo cittadini capaci di trasferire quel senso di equilibrio e di ascolto nella vita quotidiana. La sala danza diventa così una palestra di democrazia e di umanità.

Quando un insegnante sa trasmettere l’essenza profonda del movimento, educa il giovane alla bellezza e, di riflesso, al rispetto per tutto ciò che è arte e cultura. In un mondo che spesso corre verso la superficialità, noi abbiamo il compito di difendere la centralità dell'essere umano. In ultima analisi, educare alla danza significa seminare bellezza per raccogliere una società più consapevole, sensibile e, soprattutto, capace di riconoscere e proteggere il valore della vita in ogni sua forma."

- Il convegno finale parla di “urgenza della danza contemporanea”: qual è, oggi, questa urgenza secondo te?

"Oggi l’urgenza della danza non è più solo estetica, ma profondamente etica  e sociale.In un mondo sempre più virtuale e frammentato, la danza contemporanea, e non solo,ha  il compito vitale di riportarci alla verità del corpo e alla concretezza del presente. Avere ospiti ricercatrici e storiche della danza come Francesca Falcone del Teatro dell’Opera di Roma e Maria Venuso dell’Università Federico II ci aiuterà a comprendere la strada da percorrere."

-Guardando avanti: quale sarà il prossimo passo del Festival di Primavera?

"Per le prossime edizioni continuerò a cercare coloro che possono indirizzarci verso un compito importante: difendere l’essenza dell’essere umano. Quando un bambino impara a danzare con consapevolezza, impara a riconoscere la bellezza e la fragilità della vita. Ecco perché investire nella formazione coreutica di qualità è un atto politico: significa seminare oggi quel senso di empatia, rigore e armonia che sono le uniche basi possibili per la società del futuro."

29/04/26

BENEVENTO - Presentato il "Festival di Primavera - Una Finestra sulla Danza", "linguaggio universale" dice Carmen Castiello, direttrice artistica


DANZA
 - Si è tenuta stamattina presso il Teatro Libertà di Benevento,  l’inaugurazione del Festival di Primavera Una Finestra sulla Danza con la direzione artistica di Carmen Castiello.

Con 300 allievi iscritti e tanti insegnanti da tutta la regione per i corsi di formazione, l’evento è nato come uno spazio di dialogo tra la danza e la cultura.

Carmen Castiello accogliendo il pubblico ha sottolineato “i 19 anni di storia della manifestazione iniziata nel 2007. L’appuntamento si è così consolidato negli anni con ospiti di spessore come Luciana Savignano, Rossella Brescia, Raffaele Paganini solo per citarne alcuni – ha continuato la direttrice artistica. Dopo aver ringraziato il Comune di Benevento per aver concesso alla BenArt di occuparsi del Teatro Libertà, la coreografa ribadisce l’importanza di sostenere la danza come linguaggio universale da far conoscere a tutti. Il Teatro Libertà è diventato, infatti, un punto di riferimento per la città e per tutti coloro che amano l’arte tersicorea.”

Ha poi preso la parola l’architetta Giovanna Panarese che ha ristrutturato la location, evidenziando “la storia dell’antico edificio e la bellezza del progetto della Castiello nel rinnovo degli allestimenti all’interno della struttura. Ma non solo. Panarese ha confermato che l’idea vincente è sicuramente curare un bene anche dal punto di vista della vitalità come motore di sviluppo culturale, sociale e economico. La BenArt ha centrato in pieno l’idea originaria di Paolo Petti, scenografo tra i maggiori artisti e professionisti della cultura italiana che riportò il luogo alla vita, conservandone inalterato il suo valore architettonico.”

Felice di partecipare alla prestigiosa manifestazione di Benevento si è detta Elena Viti, docente all’Accademia Nazionale di Danza di Roma. “L’iniziativa sostiene e difende la danza concentrandosi sulla preparazione di insegnanti e allievi. Positivo anche l’approccio dell’Amministrazione comunale che appoggia la strada intrapresa dalla direttrice artistica.”

In conclusione Mara Franzese, presidente della Commissione Cultura di Benevento, portando i saluti del Sindaco Clemente Mastella, ha evidenziato “il fermento culturale che si vive in città ogni giorno. La Castiello con la sua opera mette in campo operatività e passione realizzando momenti culturali importanti. L’Amministrazione Comunale è felice di vedere che il Teatro Libertà è vivo e efficiente. Poi ribadisce che sarebbe importante per il futuro intercettare compagnie di balletto importanti da invitare a Benevento per poter creare uno spettacolo nel Sannio attraverso audizioni e collaborazioni in città.”

I corsi hanno avuto inizio presso il Teatro Libertà alle 11 con la lezione a cura di Elena Viti. Già docente di Metodologia e Tecnica della Propedeutica e della Danza Educativa all’Accademia Nazionale di Roma, la studiosa e ricercatrice si concentra sulla danza per l’infanzia e la pedagogia del movimento. Cura, inoltre, i tirocini e la formazione degli insegnanti. Nel pomeriggio, invece dalle 14.30 alle 16, il programma proseguirà con Riccardo Riccardi e il corso avanzato di danza classica tecnica Viganova. Il maestro di danza classica e pedagogo specializzato nel metodo Vaganova è diplomato maìtre de ballet presso l’Accademia Russa di Danza di San Pietroburgo.

Domani la seconda giornata al Teatro Libertà si aprirà alle 10 con il corso di formazione per insegnanti a cura di Elena Viti che terminerà alle 12. Le lezioni riprenderanno alle 16 fino alle 17.30 con il laboratorio di Danza Contemporanea – corso intermedio - a cura di Irma Cardano. L’insegnante ha collaborato con diverse istituzioni culturali, università e compagnie di danza in tutto il mondo. Nella sua carriera ha ricevuto oltre 200 premi ed è stata membro di giuria in prestigiosi concorsi nazionali e internazionali.

Sempre il 30 aprile al Teatro Comunale in centro storico dalle 16.30 alle 18.00, Francesca Grimieri curerà il laboratorio di Danza Contemporanea e improvvisazione. La danzatrice, insegnante e coreografa è specializzata in composizione e coreografia con particolare attenzione allo studio dell’improvvisazione.

Il festival si concluderà con il Convegno dal tema “L’urgenza della danza contemporanea di oggi tra linguaggi, forme e principi”, alle 18.30 al Teatro Comunale, con Francesca Falcone, già docente di Teoria della Danza presso l’Accademia Nazionale di Danza, attualmente insegna Storia della Danza presso la Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Interverranno all’incontro Elena Viti, docente di Metodologia e Tecnica della Propedeutica e della Danza Educativa all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e Maria Venuso, docente di Storia della Danza e del Mimo all’Università “Federico II” di Napoli.

L’evento è organizzato dal Centro Studi Carmen Castiello, BenArt e Balletto di Benevento.

Per info: Centro Studi Carmen Castiello, Via G. Piermarini, 32 – Benevento.


27/04/26

BENEVENTO, 29 e 30 aprile - Carmen Castiello dirige il "Festival di Primavera - Una Finestra sulla Danza"


DANZA
- In occasione della Giornata Internazionale della Danza il 29 e 30 aprile si terrà a Benevento la VII Edizione del "𝗙𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗱𝗶 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮𝘃𝗲𝗿𝗮 - 𝙐𝙣𝙖 𝙛𝙞𝙣𝙚𝙨𝙩𝙧𝙖 𝙨𝙪𝙡𝙡𝙖 𝙙𝙖𝙣𝙯𝙖".

L’evento, organizzato dal Centro Studi Carmen Castiello, BenArt e Balletto di Benevento vedrà la partecipazione di danzatori, professori e docenti che consentiranno di vivere un’occasione unica di confronto e approfondimento.

Il festival partirà mercoledì 29 aprile alle 10 con l’apertura ufficiale della manifestazione e la presentazione del programma della due giorni, presso il Teatro Libertà in via Santa Colomba, alla presenza di Clemente Mastella, Sindaco della città; sempre del Comune di Benevento interverranno: Antonella Tartaglia Polcini, assessore alla Cultura e Biblioteche; Carmen Coppola, assessore alle Politiche Sociali; Enzo Lauro, consigliere con delega allo Sport; Mara Franzese, presidente Commissione Cultura. Inoltre, relazioneranno: Carmen Castiello, direttrice artistica di “Una finestra sulla danza”; Giovanna Panarese, architetta che ha seguito la ristrutturazione del Teatro Libertà; Elena Viti, docente di Metodologia e Tecnica della Propedeutica e della Danza Educativa all’Accademia Nazionale di Danza di Roma e gli insegnanti che seguiranno i corsi di formazione durante il festival.

Dedicato all’arte coreutica che unisce formazione e riflessione, il programma propone lezioni, laboratori e convegni. Ha l’obiettivo di coinvolgere danzatori, coreografi e studiosi in un dialogo aperto tra pratica e teoria, valorizzando la danza come linguaggio contemporaneo e strumento culturale.

La manifestazione, infatti, si rivolge a professionisti, studenti e appassionati con l’obiettivo di creare uno spazio di incontro e crescita. Attraverso la sua offerta multidisciplinare, “Una Finestra sulla Danza” nel corso degli anni è diventato un punto di riferimento per il territorio, promuovendo la partecipazione e lo scambio artistico.

Per info: Centro Studi Carmen Castiello, Via G. Piermarini, 32 – Benevento.

      


19/12/25

BENEVENTO - Al Piccolo Teatro Libertà, "Lo Schiaccianoci" di Carmen Castiello e BEN ART ETS appassiona adulti e bimbi


Grande partecipazione per le attività educative e culturali sul balletto “Lo Schiaccianoci”

Domani ultimo appuntamento per le attività educative e culturali sul balletto “Lo Schiaccianoci” che si sono tenute con successo presso il Piccolo Teatro Libertà di Benevento.

Dal 29 novembre al 20 dicembre, infatti, l’Associazione BEN ART ETS in collaborazione con il CENTRO STUDI CARMEN CASTIELLO ha organizzato un viaggio nella magia del balletto natalizio più famoso al mondo. “Lo Schiaccianoci” di Pëtr Il’ič Čajkovskij, uno degli eventi più iconici legati al Natale è stato strumento per le attività che hanno coinvolto un pubblico di bambini tra i 5 e i 12 anni di età. Tutti i partecipanti hanno potuto vivere un’esperienza straordinaria entrando nel cuore e nell’essenza di un’opera senza tempo.


Numerose le sfaccettature del lavoro messo a disposizione dei bambini come i Laboratori Manuali e di Disegno, dove i danzatori hanno avuto l’opportunità di esplorare la bellezza del balletto attraverso il disegno e la realizzazione di opere ispirate ai personaggi e alle scene più suggestive de’ “Lo Schiaccianoci”. Durante i laboratori manuali, i piccini insieme agli adulti hanno creato piccole scenografie, costumi e accessori, riscoprendo i dettagli che rendono unico questo capolavoro. Le attività poi sono proseguite con l’Ascolto della Musica, un altro momento significativo per approfondire la celebre colonna sonora composta da Čajkovskij.

Le sessioni di ascolto, accompagnate da spiegazioni, hanno permesso ai partecipanti di scoprire la maestria del compositore, esplorando come la musica si intreccia perfettamente con la danza per creare un’atmosfera magica e incantata. Non poteva mancare il Laboratorio di Movimento che, in un’atmosfera di coinvolgimento attivo ha coinvolto i partecipanti guidati da esperti ballerini e insegnanti di danza, avvicinandosi ai principali passi e stili del balletto. Attraverso esercizi di danza e coreografie semplificate, i neo danzatori hanno avuto un assaggio della grazia e della tecnica che caratterizzano il balletto classico. Infine, la Visione del Balletto è stato uno dei momenti culminanti che ha visto proiettata la registrazione de’ “Lo Schiaccianoci”, andato in scena per la prima volta il 17 dicembre 1892. L’evento ha permesso a tutti di ammirare il fascino delle interpretazioni dei ballerini, immergendosi nelle atmosfere oniriche e festive del famoso racconto natalizio.

“Lo Schiaccianoci” continua ad essere un simbolo del Natale, capace di emozionare il pubblico con la sua storia di magia.Le attività organizzate hanno permesso a tutti di approfondire e vivere in modo immersivo l’essenza della straordinaria produzione, che ancora oggi incanta generazioni di spettatori.


Si ringrazia il Comune di Benevento Assessorato alla cultura; Odette Marucci e Hassan Eltabie, Direttori Artistici del Teatro Libertà, Bruno Marucci per i laboratori di disegno; Antonia De Martino per i laboratori di manualità; Linda Ocone per l’appassionante racconto e per aver accompagnato i bambini ad assistere al balletto; lo staff del Centro Studi Danza Castiello.


A tutti i partecipanti va uno speciale e sentito ringraziamento perché con la loro presenza hanno reso il ciclo di eventi un’esperienza unica e speciale. L’impegno dell’Associazione BEN ART ETS nella promozione della cultura e della danza prosegue con nuovi progetti che continueranno a stimolare creatività e passione per l’arte.


04/10/25

CAPUA (CE), dal 26 ottobre - Antonio Iavazzo presenta la rassegna "FaziOpen Theater" 2025-2026, viaggio nella drammaturgia moderna italiana ed internazionale

Gianni Arciprete, assessore Corcione, Antonio Iavazzo

di Maria Ricca

RASSEGNE  - “Un respiro di arte e bellezza”, ma sempre nel segno dell'autonomia e dell'indipendenza mentale ed economica, svincolata da circuiti, sovvenzioni e contributi, torna con l'edizione 2025-2026 la rassegna “FaziOpen Theater”, teatro di innovazione, ricerca, formazione, sotto la direzione artistica del regista ed autore Antonio Iavazzo e l'organizzazione generale di Gianni Arciprete.

Location tradizionale ad ospitare la rassegna è sempre Palazzo Fazio di Capua, con la propria sala teatro che da quest'anno verrà intitolata ad Andrea Vinciguerra, compianto presidente dell'Associazione Capuanova, riconoscimento doveroso all'uomo di cultura e all'esperto d'arte, punto di riferimento per la comunità civile.

Moltissime le proposte giunte dopo il bando emesso dall'organizzazione, difficile – ha sottolineato il direttore artistico Iavazzo – districarsi tra le richieste di partecipazione, tutte qualificatissime, in ambito italiano, ma anche internazionale. Le opere ospitate in cartellone rappresentano dunque davvero un interessante e qualificato spaccato della drammaturgia contemporanea. E non solo, poiché accanto alle sezioni dei Teatri “di inclusione” , “di innovazione” e “dei germogli”, i tre rami in cui sono divise le proposte, vi è quella denominata “Teatro danza”, diretta da Annamaria Di Maio, che, anno dopo anno, conquista sempre maggior attenzione di pubblico e di critica.

Annamaria Di Maio 


In apertura di conferenza stampa, l'intervento dell'Assessore Comunale Vincenzo Corcione che ha sottolineato il desiderio dell'Amministrazione di investire appunto in “cultura”, ramo di sua competenza, per senso di responsabilità, poiché il Teatro, soprattutto, rappresenta uno degli ultimi baluardi per smuovere le coscienze, nel segno dell'umanità e della coesione sociale. Corcione ha inoltre ricordato l'impegno amministrativo perché Capua diventi “Capitale del Libro 2027”, invitando al contempo le associazioni culturali ad aderire al “Patto per la Lettura”, L'obiettivo è rendere Capua polo attrattivo per l'intera provincia di Caserta.

Spazio, poi, alla descrizione di tutte le proposte in programma, nel segno dell' “Open Theater” - ha ribadito Iavazzo – come spazio multidisciplinare, aperto ai contributi culturali di tutti e caratterizzato tra l'altro da un momento conclusivo fondamentale, quello del dibattito di fine spettacolo tra attori e pubblico. Un feed-back importantissimo, che consente ad autore, regista ed interpreti di aprirsi ad altre prospettive e visioni dell'opera stessa, letta dagli spettatori alla luce delle proprie esperienze, della propria maturità, della propria vita. Accanto al programma degli spettacoli, come di consueto, spazio all'ospitalità ai grandi maestri e ai workshop internazionali, con la Compagnia “Teatro Strappato” (Francia-Spagna) e con “Teatro Segreto” di Ruggero Cappuccio, direttore del Campania Teatro Festival, e Nadia Ofelia Baldi, autrice e regista.

Quindi, di seguito, l'illustrazione nei particolari degli spettacoli in rassegna, alcuni introdotti direttamente dai propri interpreti, in presenza o in collegamento telefonico con la sala.

Gli appuntamenti si snoderanno da domenica 26 ottobre, con il debutto affidato a Yuri Monaco, poliedrico ed irresistibile autore, regista ed interprete, che l'anno scorso ha chiuso il cartellone con una personalissima rivisitazione della storia dell'Italia risorgimentale e che in “Assolo per solista solitario” ripercorrerà, in una “summa”, i propri 30 anni di carriera.

Domenica 9 novembre, “Abbasce le cape” con Maurizio Sarubbi, fusione reinterpretata di brani da Victor Hugo, “L'ultimo giorno di un condannato a morte” e “Strada Angiola” di Giuseppe Lorusso, un testo di grande impatto emotivo, affrontato, ha detto l'interprete pugliese, con la “mentalità del formatore” .

Maurizio Sarubbi

Domenica 23 novembre, primo appuntamento di Teatro Danza, con “Mosaico”, su coreografia di Elena Aguanno, un “work in progress – ha ricordato lei – su “pezzettini di niente” che si ricompongono nel quadro danzato”. 


Elena Aguanno


Domenica 23 novembre, Ricky Bonavita, coreografo e regista,, proporrà “Quadri 2025”, con la sua interpretazione di “Romeo e Giulietta” , che ha illustrato in conferenza, un nuovo punto di vista sulle relazioni rese immortali da Shakespeare, in nuove modalità espressive.


Ricky Bonavita


Domenica 7 dicembre, ecco “ 'A gravidanza...secondo me!”, drammaturgia semiseria di Giusy Freccia, presente in sala con marito e figlia, a cui è ispirata l'opera, un viaggio attraverso nove mesi tra stereotipi ed impegno, tra risate e riflessioni al femminile e al maschile sull'argomento.


Domenica 21 dicembre, il primo appuntamento internazionale con Cecilia Scrittore e Viene Vieitez, della Compagnia “Teatro Strappato” (Francia-Spagna), commedia visiva e musicale di due “vagamondi”, che approdano sulla scena, fra avventure ed incontri con personaggi di vario tipo, presentando il proprio spettacolo in collegamento telefonico da Parigi. Sul palco con loro anche gli stagisti del corso che terranno in quei giorni di rassegna.

Domenica 11 gennaio 2026, il nuovo anno si apre con la pièce di Caterina Scalaprice, con “Where have all the flowers gone?”, storia di una donna che, pur rapita, non vacilla nel testimoniare speranza ed amore nella vita, interpretata con tecnica sopraffina.

Domenica 25 gennaio, ancora danza, con “Harmless”, studio sulla classicità, nato per essere rappresentato in un Museo, coreografia sull'eternità e sul valore del silenzio.

Domenica 25 gennaio, nuovo appuntamento con l'arte tersicorea, per “Storie di carta. Viaggio nelle parole”, il simbolismo dei libri per preservare e reinventare la cultura.

Domenica 18 febbraio, la compagnia “Margine Comunicante” di Piedimonte Matese, definita la piccola “bottega teatrale” dalla stessa regista Claudia Orsino presenta una rielaborazione originale in chiave moderna dello shakespeariano “Sogno di una notte di mezza estate”.

Claudia Orsino


Domenica 22 febbraio, su ideazione e regia dello stesso Antonio Iavazzo, l'Associazione “Il Colibrì” di Sant'Arpino, proporrà “Divertissement et ça va comme ça”, tre divertentissimi quadri costruiti su meccanismi comici ed effetti teatrali, che pur nel loro brio e leggerezza hanno richiesto una ricerca assoluta e rigorosa. Divertire il pubblico, senza essere banali, oltre il pur intrattenimento “digestivo” dei media e dei social, diventa per Iavazzo e i suoi “un dovere e una missione, che si esalta in un impegno a rendere sacre le eterne leggi del teatro e della sua specificità”.

Domenica 8 marzo, ecco “Rumore bianco” di Danilo Napoli, viaggio attraverso la follia di un killer di donne transgender , tra dolore e sarcasmo.

Domenica 22 marzo, “Di mamma ce n'è una sola...e meno male”, presentata con brio da Daniela Cenciotti, drammaturgia sulla figura materna, spogliata, per una volta dalla sua angelica sanità, tra ironia e spietata sincerità. Ed è stata l'occasione per l'attrice e regista di ricordare il popolare attore Carlo Croccolo, suo marito, al quale lei ha dedicato, dopo la scomparsa, la realizzazione di un museo virtuale di ricordi, ancora in “fieri”, in attesa di una sede fisica in cui raccogliere tutto il materiale a lui appartenuto, ed un premio da destinare ai giovani attori.

Daniela Cenciotti


Domenica 5 aprile, giorno di Pasqua, andrà in scena “Rumore di fondo”, con Gea Martire, su regia dell'autrice Nadia Baldi. La produzione è di Teatro Segreto, il sodalizio che la drammaturga condivide da anni con Ruggero Cappuccio e che terrà appunto un interessante stage, collegato alla rassegna. “Uno spettacolo – ha ricordato la Martire, in collegamento telefonico – dedicato ad orfani speciali, quelli di femminicidio, sempre nel segno della speranza.”

Domenica 26 aprile, ecco “The Donkey Diaries”, viaggio teatrale tra contaminazioni e risate, con elementi di stand up comedy, per una rivisitazione moderna de “l'Asinaria” di Plauto.

Domenica 10 maggio, ancora un appuntamento con la drammaturgia di Antonio Iavazzo, “Le Dimore dell'Anima”, un inedito multisensoriale, proposto dal “Colibrì” di Sant'Arpino, quadri drammaturgici tra visioni e metafore, in cui tutti i linguaggi saranno utilizzati, figurativi e spaziali, per una ricognizione dell'anima “qui e ora”.

Ancora due appuntamenti con la danza, domenica 24 maggio, rispettivamente con “Boiling point” dell'Arb Dance Company di Capua e “Nullos movet aura capillos2, con la “Borderline danza” di salerno e l'associazione “Dejà donne” di Milano.

Si chiude domenica 7 giugno, con “Rainbow”, spettacolo vincitore del “ Roma Fringe Festival 2025”, così presentato da Francesco Rivieccio: “Una storia vera, quella di mio nonno, e di tanti giovani che la Seconda Guerra mondiale ha strappato alla propria vita di ragazzi e ai propri sogni, costringendoli ad affrontare da uomini maturi e a confrontarsi con morte, paura e disperazione.”



Prima di chiudere Livio Marino ha presentato il Progetto “Figure” 2025-206, ricerca sull'arte figurativa in Campania, attraverso le opere che verranno esposte a Palazzo fazio negli soazi dell'Associazione Capuanova.

A


Infine, l'intervento del multiartista filosofo Marco Palasciano, che ha presentato “spectrum mundi”, lezioni spettacolo sui colori del pensare e dell'agire umano, più laboratorio teatrale, già iniziate e che proseguiranno ogni domenica, fino al 26 ottobre, nella Chiesa di San Salvatore a Corte in Capua e culmineranno sabato 1 novembre, con il conferimento del Premio Palasciano-Bellofiore 2025 alla scrittrice Wanda Marasco.


23/09/25

BENEVENTO, 27 e 28 settembre - Carmen Castiello presenta "Eternità - Coreografia dell'assenza" per le Giornate Europee del Patrimonio


DANZA E TEATRO - Il 27 e 28 settembre nell’Area Archeologica del Teatro Romano di Benevento si terrà la VI edizione della manifestazione “ETERNITÀ”. Il progetto a cura di Carmen Castiello, rientra nelle Giornate Europee del Patrimonio, la manifestazione culturale promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea e coordinata per l’Italia dal Ministero della Cultura.

Il tema di quest’anno a Benevento è dedicato alla “Coreografia dell’assenza” e intende concentrarsi sul ritmo naturale del tempo: il tramonto, la notte e l’alba si confronteranno con la danza, la musica e la poesia in un viaggio, nella bellezza della natura e della storia.

Il programma prevede il 27 settembre alle 19.15 al tramonto: il concerto narrativo “Avrò Cura di Te”, nel ricordo di Adele Zotti. L’antropologa e mediatrice interculturale, scomparsa quest’anno, è stata simbolo di accoglienza sempre in prima linea per i diritti degli immigrati. La performance è stata realizzata in collaborazione con “Casa di Suoni e Racconti” e vede in scena Elisa Zedda (voce/giocattoli sonori) con Andrea Congia (chitarra classica/synth) e le danzatrici del centro studi Carmen Castiello. Il tramonto è il momento in cui la luce si ritira e il mondo sembra sospeso. In questo spazio liminale si colloca Michela Murgia, figura luminosa della cultura italiana, che nel suo pensiero ha saputo attraversare il confine tra vita e morte, tra femminile e politico, tra intimo e universale. Il tramonto rappresenta la consapevolezza della fine, ma anche la forza del pensiero che resta. La danza qui è riflessiva, evocativa, come un corpo che si congeda ma non scompare.

Il quadro notturno, invece, (ore 19.45) prende vita sul palco con le attrici: Miriana Viele, nel ruolo di Oriana Fallaci e Maria Rosaria Preziosi nei panni di Nilde Iotti. Lo spettacolo vede la partecipazione dell’Orchestra del Liceo Musicale Guacci diretta da Debora Capitanio, la voce di Carlotta Pinto e le danzatrici del centro studi Carmen Castiello. Con i testi di Alda Parrella e la regia di Linda Ocone, le donne in scena portano le loro storie indimenticabili e originali. Per giungere all’alba del 28 settembre (ore 6.15) annunciata dalle note del Bolero di Ravel su coreografia di Odette Marucci, dove la vita torna a battere, ostinata, collettiva e incessante. La notte è luogo del silenzio e dell’ombra, ma anche spazio delle donne, custodi di memorie, sognatrici, resistenti. La notte è femminile perché accoglie, protegge, cela e rivela. In questa parte, la danza si fa più intensa, frammentata o viscerale, come i corpi delle donne che portano dentro storie, battaglie, cure e misteri. Le donne diventano protagoniste dell’oscurità, non più temuta ma abitata, trasformata in spazio creativo. Il sole illumina le emozioni che diventano luce di speranza nei raggi caparbi del mattino.





01/09/25

BN CITTÀ SPETTACOLO - Il "Sacrum Hortum" delle coreografie di Carmen Castiello: il tersicoreo "giardino incantato" del Festival


DANZA
- È diventato un giardino incantato l’Hortus Conclusus, sabato scorso in occasione della 46esima edizione di Benevento Città Spettacolo, diretta da Renato Giordano, per lo spettacolo “Sacrum Hortum” con la regia di Carmen Castiello che ha ideato il progetto coreografico.
Il luogo (foto Ernesto Pietrantonio) si anima attraverso lo spazio disegnato dai danzatori e l’aria diventa satura della voce profonda e sincera di Roberto D’Alessandro.
Antonella Albano, Gioacchino Starace, primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano e Odette Marucci con Hassan Awad, primi ballerini del Teatro dell’Opera del Cairo consacrano il palco del festival in un connubio di eleganza e tecnica.
Come in un libro i capitoli di una storia immortale si srotolano innanzi agli spettatori coinvolgendoli emotivamente. Nell’ombra delle sculture straordinarie di Mimmo Paladino prendono vita i corpi nella danza assoluta dei respiri, degli abbracci, degli sguardi.
È poesia il dolce cullarsi nel ritmo di un’avventura musicale che come in un sogno, rapisce l’anima nella complicità tra parole e movimento.
Le coreografie di Odette Marucci “Aestas” e “Hiemis Tempore” che le interpreta insieme ad Hassan Awad, sono esplosione di vita. Le stagioni si susseguono in un tumulto di colori stampati sulla pietra secolare ricordando la resistenza del bronzo e l’omogeneità della roccia in un infinito ritmo di libertà. Nell’intensità dei movimenti vi è la ricerca della luce nell’impeto dell’estate, dove la ricchezza del chiarore alimenta i corpi donando loro una primitiva forza. Ma il giardino è fatto anche di ombre che si rincorrono nel freddo dell’inverno non dando tregua. Tutto sembra spezzarsi in un riposo forzato che non vince sul corpo dei danzatori illuminati nell’attesa di una primavera liberatoria.
Per “Hortus Conclusus”, invece la coreografia è di Antonella Albano, che affronta la scena accompagnata da Gioacchino Starace. L’intimo sentire è raffigurato in un abbraccio assoluto, nella necessaria ricerca di sé in un luogo che custodisce il silenzio della riflessione in un intenso bisogno di distacco dalla confusione del mondo. È la passione struggente del Sud, invece, a riaffiorare in “Stu Core Mio” del geniale coreografo Mauro Bigonzetti. Qui Antonella Albano e Gioacchino Starace interpretano la carnalità della passione meridionale che affiora ad ogni nota e si evolve in ogni gesto. La gioia, il tormento, l’esasperazione della gelosia è la danza che traduce inesorabilmente il messaggio esistenziale nella liberazione della tradizione.
I quattro protagonisti danzano in sinergia con il luogo, incarnandosi in esso e diventandone parte. Il cosmo dell’arte si intreccia e si dipana dimostrando che le diverse discipline possono senza incertezza assuefarsi l’una all’altra, in una convivenza spirituale di rispetto e abnegazione verso la legge della bellezza assoluta.
Il progetto di Carmen Castiello si conferma vincente e riesce a elaborare l’immaginario della regista che affronta con passione e professionalità la difficile realizzazione della performance, avvalendosi dell’intensa interpretazione di Roberto D’Alessandro. L’attore intraprende un percorso nel mondo poetico elargendo contenuti unici e straordinari tra questi un testo attribuito a Trilussa “Siamo ad agosto” proseguendo con “Supplica a mia madre” di Pier Paolo Pasolini o “Io ti amo” di Stefano Benni per passare a Eugenio Montale e la sua “Ho sceso dandoti il braccio”. È il racconto dell’amore attraverso versi immortali di Guido Gozzano in “Cocotte”. Ma anche l’ottusità e la malvagità umana de “Il rospo” di Victor Hugo. Esplode la profondità della esposizione nel 26iesimo canto dell’Inferno di Dante, dove sono punite le anime che hanno posto il loro ingegno a servizio della sopraffazione. Per finire con “Questo amore” di Roberto Lerici e Gigi Proietti, interpretato spesso dal mattatore della scena per eccellenza nei suoi spettacoli. Con grande emozione il testo è stato affrontato da D’Alessandro che ne ha saputo ritrovare gli accenti nel ricordo del suo grande maestro. “L’anima mia per questo si è ammalata…, non sogna più, e resta addormentata. Prima che il vuoto tutto ci divori, che venga, venga presto il tempo in cui ci si innamori.”. E il pubblico innamorato ha applaudito con sincero trasporto.

26/08/25

BN CITTÀ SPETTACOLO, 30 agosto - "Sacrum Hortum" , progetto coreografico di Carmen Castiello all' "Hortus Conclusus"


Il 30 Agosto alle 21 presso l’Hortus Conclusus a Benevento in occasione del Festival Città Spettacolo si terrà lo spettacolo “Sacrum Hortum”. La serata dedicata alla danza vedrà in scena i primi ballerini internazionali: Antonella Albano, Gioacchino Starace, Odette Marucci e Hassan Awad. La voce recitante vedrà impegnato l’attore Roberto D’Alessandro. La regia e il progetto coreografico è stato curato da Carmen Castiello che lo racconta con queste parole: “L’idea nasce dal desiderio di abitare uno spazio chiuso, protetto e al tempo stesso sacro, come lo era l’hortus medievale, con una danza che sappia ascoltare il luogo, accoglierne i ritmi, e rifletterne la poetica. Il corpo non invade ma si integra. La coreografia si sviluppa in relazione con la natura, non come sfondo ma come interlocutore. Le danzatrici e i danzatori si muovono come presenze silenziose che crescono, fioriscono e si dissolvono nello spazio, in un dialogo continuo tra immobilità e trasformazione, spiritualità e identità”.

La messa in scena dunque è un viaggio tra le emozioni che possono scaturire dall’abitare il luogo e ascoltare il silenzio.

I momenti coreografici saranno quattro e vedranno in scena: “Aestas”, coreografia di Odette Marucci, interpreti Odette Marucci e Hassan Awad. La luce estiva come rivelazione. In estate, la luce invade l’Hortus: i giochi di ombre nette e taglienti mettono in risalto le forme totemiche, i volti scavati, le superfici ruvide delle sculture. Le superfici in bronzo e pietra riflettono il sole, trasformando il giardino in una sorta di teatro solare, dove la materia sembra prendere vita: il calore, la sensualità, le emozioni intense e la passione…il culmine della vita .

Questa coreografia prende ispirazione dal simbolismo dell’estate nel giardino dell’Hortus, stagione in cui la natura esplode di vita, il sole domina il cielo e i corpi si muovono seguendo il ritmo del calore, della libertà e della passione. Attraverso una danza intensa e vibrante, gli interpreti raccontano l’energia primordiale che accompagna l’estate: il desiderio di espandersi, il bisogno di luce, la maturazione interiore.

“Hortus Conclusus”, coreografia di Antonella Albano, interpreti Antonella Albano e Gioacchino Starace. Il luogo segreto per la meditazione con i quattro angoli dell’universo, l’albero centralee la fonte d’acqua come sorgente della conoscenza hanno ispirato la coreografia che ha un chiaro riferimento alla meditazione: nel giardino segreto protetto dal mondo esterno, intimo, l’amore può svilupparsi lontano dalle passioni terrene e dalle distrazioni del mondo.

“Hiemis Tempore” coreografia Odette Marucci, interpreti Odette Marucci e Hassan Awad. Ogni parte dell’Hortus sembra evocare una stagione dell’anima: il visitatore può trovarsi in una fase di “primavera interiore” oppure attraversare “un inverno dello spirito”. Le zone in ombra, le sculture immobili come reliquie ispirano il tempo del freddo, del silenzio, del riposo della natura. La coreografia Hiems prende vita dall’immaginario profondo dell’inverno, stagione della sospensione, del silenzio e dell’attesa. Un tempo in cui la natura si ferma, il paesaggio si svuota e l’anima si raccoglie. La danza esplora questo vuoto attraverso movimenti essenziali, asciutti, a volte spezzati, i danzatori incarnano la freddezza, l’isolamento e la forza interiore che l’inverno richiede. Ma l’inverno non è solo chiusura: è anche intimità, ascolto, bellezza rarefatta di un luogo che evoca un tempo interrotto e stratificato.

“Stu Core Mio” coreografia di Mauro Bigonzetti, interpreti Antonella Albano e Gioacchino Starace. L’Hortus Conclusus, come giardino simbolico, riflette la ciclicità del tempo naturale e le stagioni della vita. Questo posto nel cuore di Benevento è stato trasformato in un luogo artistico, archetipico e identitario. Questo giardino non è solo una composizione estetica o spirituale, ma un vero e proprio discorso visivo sulla cultura, la storia, come spazio della memoria del Sud. Il Sud non come geografia, ma come condizione esistenziale. L’Hortus Conclusus non è solo una composizione estetica o spirituale, ma un vero e proprio discorso visivo sulla cultura, la storia e la memoria del Mezzogiorno d’Italia. La coreografia è un intenso omaggio alla tradizione culturale e musicale del Sud Italia, trasformato in una danza passionale e selvaggia archetipo di bellezza mediterranea.

Ingresso con biglietto Euro 5,00. Biglietteria Teatro Comunale “Vittorio Emmanuele” o I-ticket.it.

Compagnia Balletto di Benevento


15/03/25

CAPUA, 16 marzo - Nicoletta Severino in "Soliloquy": la "danza interiore" al FaziOpenTheater


TEATRO DANZA
- Domani, domenica 16 marzo, al FaziOpen Theater di Capua, va in scena "SOLILOQUY", su coreografie di Nicoletta Severino, interprete con la partecipazione di Sabrina Aurioso. 

Lo spettacolo è compreso nella più ampia rassegna nazionale di Teatro - Danza - Arti Performative, diretta da Antonio Iavazzo, con l'organizzazione generale di Gianni Arciprete, che si avvale, per questa sezione, della direzione artistica di Annamaria Di Maio. 

Si legge, nelle note di regia, "che succede nell’attimo in cui spegniamo la luce? Vengono a galla tutte le sensazioni represse, i pensieri reconditi, i desideri rimossi, le paure non dette, le emozioni profonde, i sentimenti sinceri, la dimensione infantile. "Soliloquy" porta in scena quello che prende vita quando spegniamo la luce, ci catapulta in un caos emotivo senza riserve, conducendoci in una dimensione estremante intima e profonda. La protagonista porta in scena l’interiorità del proprio vissuto dandogli forma esteriore, in una danza interiore in cui dialoga con se stessa, la propria interiorità, gli oggetti, lo spazio e il tempo; si guarda dentro e si guarda allo specchio, ride, piange, gioisce, soffre, vive. Con una colonna sonora tutta al femminile prende vita una danza viscerale, fatta di carne, che ci mostra la fatica del costruire e la facilità del distruggere, la profondità e la scanzonatezza, l’acutezza dei sensi, la forza e la fragilità, la spavalderia e la delicatezza; ci mostra quanto siamo persi e brancoliamo nel buio, quanto tentiamo, falliamo, riproviamo, quanto siamo performanti e quanto tocchiamo il fondo. Facciamo show quasi ogni giorno, ma in fondo quella è tutta estetica, la verità è nella nostra capacità immaginifica, nell’odore dello spirito adolescente forte e incosciente che torna a sollecitare il nostro olfatto, nell’entusiasmo e la purezza dei bambini che ci portiamo dentro. Allora, con quello sguardo rinnovato, ci guardiamo attorno con ritrovata meraviglia e ci sentiamo grati."



16/01/25

CAPUA (CE) - La "StraVAGANZA" con l'Arb Dance Company approda domenica 19 gennaio al "FaziOpen Theatre"

 


di Maria Ricca

DANZA - La "StraVAGANZA", spettacolo  della Compagnia "Arb Dance Company" di Capua, andrà in scena domenica prossima 19 gennaio, alle 19, al Palazzo Fazio di Capua, per la rassegna "FAZIOPENTHEATER 2024 - 2025", Teatro - Danza - Arti Performative, diretta da Antonio Iavazzo, organizzazione generale di Gianni Arciprete, mentre è Annamaria Di Maio la responsabile della Sezione TeatroDanza. La performance, interpretata da Roberta De Rosa, celebra il diritto alla stravaganza, esplorando la ricca diversità della vita e l’unicità di ogni individuo. La coreografia di Fernando Suels Mendoza va oltre la deviazione dalla norma, enfatizzando l’originalità e l’autenticità. Il movimento è presentato come espressione di identità libera ed esuberante, abbracciando la stravaganza come tratto distintivo positivo. La danza esplora l’eccentricità, l’abbondanza e la prodigalità, superando i limiti ragionevoli e celebrando la diversità. Ispirata anche alla geometria, la coreografia rappresenta l’unità nella varietà. La performance è un atto di resistenza alla normalità, invitando a entrare nel mondo del libero movimento e celebrando la libertà di espressione, l’autonomia individuale e il valore della stravaganza in un mondo che talvolta dimentica l’importanza della diversità e dell’originalità.


09/11/24

CAPUA (CE) - L'arte tersicorea antica e moderna, protagonista il 9 e il 10 novembre al "FaziOpen Theatre", con Akerusìa Danza

 


DANZA
- Due serate di grande danza in questo fine settimana per la rassegna “FaziOpen Theatre”, diretta da Antonio Iavazzo,  che riapre all’arte tersicorea. Due appuntamenti d’autore, con il coordinamento artistico di Elena D’Aguanno.

Questa sera, alle 20,30, spazio a "DIANARA", produzione Akerusìa Danza,  spettacolo di danza contemporanea volto alla ricerca della relazione ancestrale tra la donna e le fasi lunari, nato da una ricerca che affonda le sue radici in alcune credenze popolari dell’Italia meridionale. Lo spettacolo è incentrato sulla "Janara", strega del Beneventano, che ritroviamo con altri nomi in molte tradizioni dell’Italia e non. Le coreografie e la regia, su cui danzeranno Manuela Facelgi, Sonia Ferraro e Maria Rosaria Napolano, sono di Marcella Martusciello, la coregia di Maria Vittoria Barrella, il paesaggio sonoro di Julia Primicile Carafa.

Domani, dalle 19, il progetto si svilupperà in tre quadri. Il primo sarà “ "DEVIAZIONE DELLA RONDINE", sempre produzione Akerusìa, accordo tra corpo, voce e musica, autore, interprete, testi e voce Fabrizio Varriale, assistente alla coreografia Chiara Alborino, luci di Ciro Di Matteo. Il progetto, teatrale e performativo, indaga la dimensione onirica, la paura di cadere e il desiderio di volare, l’aspirazione dell’essere umano al sogno e la riconciliazione del giorno con la notte.
Il secondo quadro, “ALLURE”, sarà proposto, invece, dalla Compagnia “EXCURSUS" di Roma, che presenterà la figura della donna elegante, a confronto con un ambiente in una sorta di défilé, dove l’estetica e la dinamica del movimento del corpo nello spazio scenico si sposano con la drammaturgia del gesto per dar luogo ad una fusion di forte impatto visivo.

Del terzo quadro, "DOTS", saranno interpreti Francesca Schipani e Ricky Bonavita, quest’ultimo anche coreografo. Punti di vista, punti di riferimento, punti di partenza e di arrivo, punti d’incontro e di separazione, momenti di vissuto, quadri di una messa in scena, attimi che si susseguono in una drammaturgia dove i due personaggi danno luogo ad azioni sceniche in continuo divenire. I corpi si cercano, si incontrano, si amano, si sfidano, si rendono partecipi e protagonisti di azioni teatrali e danzate, dando luogo a situazioni a tratti più surreali, avvolte da un’aura onirica e di mistero, a tratti più drammatiche o realistiche.

 

 

16/10/24

NAPOLI - "Körper al Nuovo", rassegna di danza contemporanea, Dal 29 ottobre al 3 novembre. Si apre con "Night Stories"

 


La ricca programmazione di Körper continua al Teatro Nuovo di Napoli con una settimana da non perdere! Dal 29 ottobre al 3 novembre avrà luogo Körper al Nuovo, rassegna di danza contemporanea a cura di Körper, Centro Nazionale di Produzione della Danza attento alla sperimentazione e alle nuove proposte, con la direzione artistica di Gennaro Cimmino che anche quest’anno rinnova la proficua collaborazione col Teatro Pubblico Campano e le realtà culturali della città partenopea. Il 29 e 31 ottobre andranno in scena le produzioni della MM Contemporary Dance Company, compagnia di danza contemporanea diretta dal coreografo Michele Merola, nata nel 1999 con l’obiettivo di favorire scambi e alleanze fra artisti italiani e internazionali.

La serata Night Stories firmata da Michele Merola e Adriano Bolognino propone le performance Short Stories di Michele Merola (29 ottobre, ore 21:00), Skrik di Adriano Bolognino (29 ottobre, ore 21:00); prevista anche Ballade di Mauro Bigonzetti (31 ottobre, ore 21:00). Sul palcoscenico del Teatro Nuovo un fine settimana dedicato alle produzioni  Körper con MDMA di Gennaro Maione (2 novembre, ore 21:00), un lavoro ispirato all’immaginario cinematografico di Dario Argento, e il dittico Your body is a battleground e Gli Amanti di Adriano Bolognino (3 novembre, ore 21:00). Gli appuntamenti di ottobre continueranno allo Spazio Körper con la serata dall’altro lato della stanza del progetto Körper Young, a cura di Gennaro Cimmino e il coordinamento di Susanna Sastro e Flavio Ferruzzi; in scena le performance SILENZI ed AESTHETICA - esercizio n° 1 (27 ottobre, ore 18:00).

Il progetto Night Stories di MM Contemporary Dance Company racchiude le coreografie di Michele Merola e Adriano Bolognino. Short Stories di Michele Merola coinvolge i corpi danzanti in un disegno continuo, costruito su ripetizioni e differenze, momenti di assoli, duetti e partiture corali, un susseguirsi di quadri generati dal sound della musica live: Natalia Abbascià suonerà dal vivo ed eseguirà una colonna sonora che mette insieme suggestive parti liriche per violino e voce solista. I danzatori faranno perdere il senso del confine che separa pubblico e spazio scenico. I brani che compongono il lavoro si articoleranno come un paesaggio espressivo che lascerà alla soggettività del pubblico la lettura intima dei sentimenti che la danza e la musica suggeriscono (29 ottobre al Teatro Nuovo di Napoli, ore 21:00).

Skrik di Adriano Bolognino invece, si ispira al dipinto L’Urlo di Edvard Munch, opera che ha portato il coreografo a indagare il tema della tragedia, dell’angoscia e della piccolezza dell’uomo nell’immensità dell’universo. Spiega lo stesso coreografo: «Il grido sordo del quadro - di cui ho deciso di conservare il titolo norvegese “Skrik”, che fonicamente riporta ad un suono sgradevole, un urto, una scossa - sembra deformare il paesaggio donandoci instabilità e paura, conservando comunque la sua immensa bellezza. Aggrappandomi a questo dualismo che sento vicino, ho voluto creare un momento danzante che possa essere un accumulo senza fiato di tutto il malumore di questi ultimi anni, ma anche arrivare agli occhi del pubblico come una cascata rigeneratrice» (29 ottobre al Teatro Nuovo di Napoli, ore 21:00).

In scena anche Ballade, la nuova creazione di Mauro Bigonzetti per la MM Contemporary Dance Company, un omaggio, un racconto corale, un ritratto a tutto tondo degli anni Ottanta, decennio che ha ormai perso i suoi confini temporali per diventare simbolo di un’epoca. Una narrazione per immagini musicali che recupera le sensazioni di una generazione, un lavoro allestito senza artifici, interpretato dai danzatori della MMCDC e cucito su una drammaturgia musicale strutturata sulle tensioni e le visioni di quegli anni, che attinge da autori diversi protagonisti di quel periodo, da Prince all’anarchica genialità di Frank Zappa, alla poesia profonda di Leonard Cohen, sino all’estetica punk ed esistenziale dei CCCP (31 ottobre al Teatro Nuovo di Napoli, ore 21:00).

Gennaro Maione è un artista poliedrico molto attivo sulla scena campana che da anni collabora con il Centro di Produzione. Il coreografo napoletano presenterà MDMA, un omaggio al cinema di Dario Argento, una partitura coreografica in cui il corpo dei performer attraversa tutte le forme artistiche che caratterizzano l’estetica del regista: dal carattere mansueto e selvaggio, a quello di vittima e carnefice, avvolto dal piacere fisico e fiero nella sua nudità. Sulla scena dunque un’accurata descrizione di alcune deviazioni della mente umana raccontate nei film e trasportate nella realtà contemporanea. (2 novembre al Teatro Nuovo di Napoli, ore 19:00).

La rassegna si concluderà con il dittico di Adriano Bolognino. Gli Amanti prende spunto dal calco de Gli Amanti risalente al 79 d.C., portando alla luce un amore interrotto improvvisamente dalla forza prepotente della natura, ma custodito in eterno. L’abbraccio che li avvolge da circa 2.000 anni apre mondi e spazi di riflessione che vanno oltre la dimensione temporale, aprendo uno spiraglio di libertà attraverso il movimento dei corpi. Your body is a battleground si interroga inevece sulla valenza dei ruoli sociali: il titolo rimanda all’immagine in di Barbara Kruger, creata e diffusa per la marcia delle donne di Washington nel 1989, grande manifestazione in favore della libertà femminile di autodeterminazione sul proprio corpo e sull’aborto negli USA. (Il dittico sarà in scena il 3 novembre al Teatro Nuovo di Napoli, ore 18:00).

Previsti alcuni workshop con i coreografi ospiti della rassegna che si svolgeranno allo SpazioKörper:
Lunedì 28 ottobre | Michele Merola ore 15:30 – 17:30
Sabato 2 novembre | Gennaro Maione 15:00 – 16:30
Domenica 3 novembre | Adriano Bolognino 15:00 – 16:30

Fra gli appuntamenti di ottobre allo Spazio Körper anche l’evento dall’altro lato della stanza del progetto Körper Young, a cura di Gennaro Cimmino e il coordinamento di Susanna Sastro e Flavio Ferruzzi. Un nuovo gruppo di 6 giovani danzatrici è stato scelto dall’ultima audizione del 7 settembre ‘24 per entrare a far parte del percorso di formazione professionale Körper Young. dall’altro lato della stanza è il frutto della prima metà dell’intenso lavoro del programma nel quale le giovani danzatrici, condotte dalle domande e dai pensieri dei due autori, vivono la metafora della stanza come confine dei diversi luoghi in cui la natura umana indaga alcuni aspetti della società attuale.

La serata sarà contenitore di due performance, la prima affidata a Susanna Sastro con una nuova creazione nata con il giovane ensemble dal titolo SILENZI, mentre la seconda dedicata ad un celebre pezzo di repertorio della Compagnia Körper, AESTHETICA - esercizio n° 1 con le coreografie di Gennaro Cimmino e Gennaro Maione. Il progetto Körper Young di Gennaro Cimmino intende dare l’opportunità a giovani artisti del territorio campano di accrescere le loro abilità con il costante studio quotidiano, di perfezionarsi come possibili futuri interpreti della scena contemporanea e di acquisire esperienza sul palcoscenico.