PARLIAMO DI...


Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta libri. Mostra tutti i post

15/12/25

LIBRI - Guido Follo presenta "La trappola emotiva": dalla consapevolezza finanziaria alle scelte intelligenti per il proprio futuro


 di Maria Ricca

Può l’economia avere un’anima? Da cosa dipendono o devono dipendere le nostre scelte in materia di spese e di investimenti, anche quelli più semplici, legati all’agire nel quotidiano? Se lo chiede Guido Follo, consulente finanziario ed autore del bel volume “La trappola emotiva”, "il libro che trasforma emozioni, paure e scelte in consapevolezza finanziaria, presentato nei giorni scorsi in città ed a breve in giro in tutto il Sannio. 

Il volume, che si basa sulle teorie collegate alla finanza comportamentale della metà degli anni '70 1970, campo che integra psicologia ed economia per spiegare le decisioni finanziarie, sfidando l'idea di un investitore perfettamente razionale (homo economicus), indaga appunto le scelte istintive dell’uomo in ambiti tradizionalmente collegati alla razionalità, come sono le scelte di investimento. E questo accade appunto perché il cervello umano è progettato per rispondere in maniera veloce ed istintiva ai problemi, più che razionale, scegliendo spesso scorciatoie mentali per riuscire a conseguire il risultato desiderato.

“Nei nove capitoli del libro – sottolinea Guido Follo – ho evidenziato l’emotività delle persone nel porsi dinanzi a scelte finanziarie, persino quelle che possono definirsi non-scelte, come l’immobilismo, ad esempio, negli investimenti, che, lungi dall'essere un porto sicuro, può condurre, progressivamente, ad un lento consumarsi delle risorse sul conto corrente, assorbite dalle tasse e dai costi della vita. Sull’altra sponda ci sono coloro che invece si lasciano sedurre dall’ipotesi di facili guadagni ed investono in maniera azzardata, rischiando perdite colossali, per “over confidence”, euforia, sensazione di invincibilità, nel ricercare il profitto ad ogni costo.”

La strada è naturalmente quella di affidarsi a professionisti seri del settore che non possono altro che consigliare di investire in piani di accumulo nel tempo, lasciando le proprie somme libere, per così dire, di "fiorire". I “tools”, gli strumenti da adottare, sono avere metodo ed affidarsi a persone esperte, a consulenti finanziari, che possano strutturare per il cliente un portafoglio adatto, tenendo conto del suo orizzonte temporale, delle sue scelte di vita. Il volume ha dunque l'obiettivo di aiutare le persone a riconoscere le proprie emozioni e a prendere decisioni d'investimento più consapevoli e serene.

E ancora, sottolinea Guido Follo: “Il BIAS molto forte dei nostri tempi è la procrastinazione, l'abitudine a rimandare le scelte. Il cervello umano, infatti, spesso non riesce a vedere al di là del proprio naso, non essendo proiettato a pensare oltre un certo periodo e dunque rimanda. 

“Qual è, dunque, il messaggio finale? “Compiere delle scelte consapevoli e personalizzate in campo finanziario, guardarsi dentro e fidarsi degli esperti” - conclude Follo - “senza mai misurare le proprie scelte sulle esperienze altrui, sia di coloro che hanno sbagliato, ma anche di coloro che ce l’hanno fatta, perché sono fuorvianti.” La conoscenza del sé è la chiave di tutto, così come il capire perché certe scelte strategiche hanno funzionato ed altre meno, anche considerando altri campi (perché no?) come quello bellico ad esempio, e chiedendosi perché alcuni aerei, partiti per combattere durante la seconda guerra mondiale siano tornati e ad altri invece siano stati abbattuti, senza però esaminarne le parti difettose, ma comprendendo il perché della resistenza di quelle ben strutturate. 

Insomma, un capovolgimento totale dei punti di vista, che lascia comprendere come, in realtà, non sia il mercato di investimenti il campo di battaglia, ma piuttosto la mente, intuendo da dove derivino le storie di successo, magari sommerse, che però popolano il panorama economico attuale.

Prossima presentazione de "La trappola emotiva" il 19 dicembre, a Montesarchio, nella sala consiliare, alle 18,30. 

28/11/25

LIBRI - Emilia Tartaglia Polcini e "Asia, la ligure che approdò nel Sannio": fine meditazione narrativa sul senso dell'identità e della sopravvivenza


di Maria Ricca

Si legge tutto d'un fiato "Asia, la ligure che approdò nel Sannio" di Emilia Tartaglia Polcini, edizioni Graus. Lo si fa inseguendo il drammatico percorso della piccola protagonista, costretta a un dolorosissimo esodo forzato dalla propria terra e divenuta quasi magicamente Valeria una volta approdata a Roma, tra le braccia dell’affettuosa “Domina”, del generoso Marco Bebio Tanfilo, proconsole romano, e della solerte e insostituibile governante Livia, fino a diventare la felice sposa di Gaio Valerio Arsace.

La vicenda storica su cui il romanzo si innesta è nota agli studiosi e quasi sconosciuta al grande pubblico: tra il 181 e il 180 a.C. i Liguri Apuani furono deportati in massa nel Sannio romano. Oltre 47.000 persone — uomini, donne, bambini e anziani — vennero sradicate dalle loro montagne per essere reinsediate nel cuore dell’Appennino meridionale. Scegliendo di narrare la storia dal punto di vista di Asia, l’autrice trasforma questo episodio in un racconto commovente e drammatico, sostenuto da una ricostruzione storica minuziosa, frutto di una ricerca rigorosa ma sempre desiderosa di coinvolgere emotivamente il lettore.

Notevole la capacità descrittiva dell'Autrice, che rende la vicenda avvincente e ricca di colpi di scena, quasi un vero “romanzo di formazione”. Il ritmo concitato e cinematografico — non sfigurerebbe una trasposizione filmica — appassiona e commuove, restituendo alla storia un corpo vivo: mani che stringono altre mani, corpi spinti a marciare, occhi di bambini che registrano più di quanto comprendano. E soprattutto c’è il modo in cui la vita ricomincia, quasi sempre, nonostante tutto. L’opera, solidamente documentata, diventa così una meditazione narrativa sul senso dell’identità, della perdita e della sopravvivenza.

Impossibile non riconoscere, nella cornice contemporanea dominata dalla giovane archeologa Roberta, diversi elementi autobiografici dell’autrice: la passione diligente per lo studio, l’attenzione ai particolari, il riferimento alla famiglia d’origine come punto di partenza e stimolo continuo all’impegno. Il lettore finisce per immedesimarsi nei sogni e nelle speranze di Roberta, che, con il team guidato dal vecchio e pervicace archeologo Pat, scava nella località sannita di Macchia di Circello, chiedendosi ostinatamente cosa rimanga davvero di una vita quando tutto scompare, e se ciò che è stato sepolto abbia ancora qualcosa da raccontare.

La scoperta dello scrigno delle pergamene apre la porta al passato, permettendo al lettore di seguire trepidante il percorso affannato della piccola Asia, testimone involontaria di un trauma collettivo che diventa destino personale, segnato da mille sofferenze: un purgatorio infinito verso la salvezza. In mano i sassolini — uno in particolare, dono dell’amico d’infanzia — a mo’ di amuleto, simbolo di un legame indelebile con il passato. La scrittura procede con eleganza compositiva, trasformando i paesaggi descritti in paesaggi interiori.

Straordinario il finale, affidato all’inaspettato incontro con la sorella perduta e alle rune che testimoniano un’unica radice, ma anche l’appartenenza ad un popolo diverso da quello di Roma: un tema cruciale, vissuto da chi accoglie nel duplice atteggiamento — ostilità o ospitalità — tra arricchimento e rifiuto del diverso. Perché ogni migrazione forzata porta con sé dolore e resilienza, sradicamento e reinvenzione.




22/10/25

BENEVENTO - Giovanni Liccardo presenta "Storie insolite di uomini, luoghi e oggetti dei musei di Napoli", serata per la "Dante Alighieri"


LIBRI - Storie insolite di uomini, luoghi e oggetti dei musei di Napoli”. E a raccontarle è Giovanni Liccardo, dirigente scolastico dell'Istituto “Levi” di Portici, profondo conoscitore della storia partenopea e della affascinante, complessa realtà di Napoli.

Palazzo Paolo V a Benevento, in una serata promossa dal locale Comitato della “Dante Alighieri” , presieduto dalla prof.ssa Maria Felicia Crisci, ha accolto l'Autore, già dirigente scolastico dell' “Alberti”, e le sue riflessioni, in una conversazione colta con la Preside Maria Bonaguro. Un excursus storico accattivante che nasce come libro per celebrare i 25 anni dal conferimento a Giovanni Liccardo del Premio letterario “Campanile d'argento. Città di Cimitile, con un altro volume sulla “Vita quotidiana a Napoli, prima del Medioevo”, sempre edito per i tipi di Tempolungo, come quest'ultimo. Nel mezzo altre interessanti pubblicazioni storiche dell'Autore per le edizioni San Paolo, Skira, “Il Pozzo di Giacobbe”, Newton Compton.

Tra spigolature e curiosità – riferisce Giovanni Liccardo – questo volume intende avvicinare il lettore a luoghi come, ad esempio, il Museo Archeologico e quello di Capodimonte, che di fatto ospitano la maggior parte del patrimonio artistico della città, considerandone le opere significative ma, anche, perché no, aspetti meno conosciuti, come ad esempio i giardini, in cui si può sostare e riflettere su quanto si può ammirare in quei luoghi.”

Fra gli elementi custoditi nel Museo Archeologico, Giovanni Liccardo si sofferma su alcuni dei monumenti più interessanti della Collezione Farnese. Innanzitutto il Toro Farnese, di cui pochi conoscono la storia. Il gruppo scultoreo, inizialmente rinvenuto nelle Terme di Caracalla, racconta il supplizio di Dirce, la matrigna di Anfione e Zeto, figli di Antiope e di Zeus, legata dai figliastri all'animale selvaggio per punizione e da quello trascinata fino alla morte. Inizialmente esposto all'aperto, poi portato al Museo, l'imponente gruppo marmoreo fu considerato in primis addirittura una fontana.


Toro Farnese

La narrazione di Liccardo continua, considerando poi, tra le altre, l'opera più famosa di Masaccio, la “Crocifissione”, al Museo di Capodimonte, straordinaria per contenuti. “Particolare il modo di ritrarre la figura della Maddalena, ai piedi della Croce – sottolinea Liccardo – che dà le spalle a chi guarda ed ha lunghi capelli biondi, a sottolineare, nell'immaginario collettivo che così le rappresentava, il suo essere prostituta, seppur redenta.”

La Crocifissione di Masaccio

A Napoli esistono più di 60 musei”, conferma l'Autore, che si è divertito ad individuare gli oggetti più particolari e caratteristici in essi custoditi. “Nel Conservatorio di San Pietro a Maiella, ad esempio, è conservata una particolare “arpetta”, costruita da Antonio Stradivari (che non realizzava solo violini, dunque), un vero e proprio “unicum”. Sulla punta una sirena dalla coda attorcigliata e sulle sue spalle un “puttino”.”

L'arpa di Stradivari 

E ancora, l'attenzione di Giovanni Liccardo si sofferma sullo scheletro dell'Elefante, custodito nel Museo Archeologico: “L'animale fu donato a Carlo di Borbone, e tenuto nella Reggia di Portici da un caporale che lo mostrava a pagamento. Ma non visse a lungo, poiché non si sapeva bene come prendersene cura. Di qui, il detto: “Capurà, è muorto l'alifante!” per indicare in senso metaforico quelle situazioni in cui non c'è più nulla ormai da guadagnare..”.

Lo scheletro dell' "Alifante"  

Un libro prezioso, dunque, per rivivere storie di uomini curiosi e affascinanti, luoghi specialissimi e intriganti: non una "comune" guida descrittiva delle opere conservate, né un racconto dei musei come luoghi di esposizione; viceversa, un volume che sottolinea il valore della memoria delle loro trame storiche e delle loro raccolte. “I musei di Napoli sono tipologia molto complessa, ma è in questa differenza e ricchezza – conclude l'Autore – il loro forte legame con la città e il territorio in cui essi stessi s'innestano ed esplicano le loro attività.”

19/10/25

L'EVENTO - Successo per il libro “I Casalbore di Pago Veiano”, di Lucia Gangale


LIBRI
- Sabato 18 ottobre 2025, nello splendido e rinnovato salone delle feste del Ristorante “Talismano” a Pago Veiano ha avuto luogo la presentazione dell’ultimo libro della saggista e storica Lucia Gangale.

"I Casalbore di Pago Veiano. Storia di una grande famiglia", questo il titolo dell’ultima fatica di Gangale, che da ormai molti anni studia la storia di questo paese del Sannio, a cui ha già dedicato diverse pubblicazioni. In quest’ultimo lavoro, l’autrice ripercorre la storia dei suoi antenati, di parte materna. Una famiglia di illustri professionisti che ha profondamente inciso sul tessuto economico e culturale del paese.

Davanti ad un folto ed attentissimo pubblico, la serata è stata ottimamente condotta dalla docente e scrittrice Marialaura Simeone, mentre le letture di passi scelti dal libro sono state effettuate dall’attrice Francesca Castaldo, che ha letteralmente incantato i presenti, soprattutto durante la lettura ed interpretazione di alcune lettere d’amore scambiate tra Nazareno Casalbore e la sua fidanzata di origine pugliese, Maria Palmiotti, che poi divenne maestra a Pago Veiano.


Simeone ha sottolineato come raccontare una storia familiare significhi raccontare la storia di una nazione ed ha quindi condotto l’incontro attraverso domande sempre ben poste all’autrice. Lucia Gangale si è soffermata sul metodo di lavoro utilizzato, che l’ha portata a setacciare diversi archivi pubblici, soprattutto quello di Roma, dove ha trovato materiali di grande interesse e finora ancora completamente inediti, nonché archivi parrocchiali e carte di famiglia.

Emergono, dal racconto della famiglia Casalbore, vicende di emigrazione, di guerra e dopoguerra, del fascismo e del crollo dello stesso, nonché storie di emancipazione femminile. Spicca la modernità di questi personaggi, ed inoltre vengono rapidamente passate in rassegna altre figure dell’epoca dei Casalbore: il maestro Paolo Cecere, simpatico maestro di provincia e anche consulente giudiziario; i coniugi Caracciolo - de’ Girardi, di elevata nobiltà, con le loro vite complicate ed il crollo economico che li vide protagonisti; Nicola Polvere, il marchese dalla brillante carriera politica. Ma, soprattutto, emerge lo spaccato di un paese che ha perduto gran parte della bellezza che lo caratterizzava, con l’abbattimento del Palazzo marchesale, l’abbandono di Palazzo Polvere, oggi fatiscente, ed il discutibile lavoro di restauro dello stesso Palazzo Casalbore, la cui struttura originaria è gran parte scomparsa.


Marialaura Simeone ha poi chiesto all’autrice se, in futuro, ella voglia raccontare Pago Veiano attraverso un romanzo. Gangale ha risposto di non avere dimestichezza con il genere romanzesco, quanto piuttosto con quello saggistico, ma che ha già annunciato di volere raccontare il paese attraverso la realizzazione di un film, al quale è chiamato a partecipare tutto il popolo di Pago. A tale scopo, nei prossimi giorni si svolgeranno dei casting presso la sede dell’Associazione Artemide, che ha dato la sua disponibilità a questo genere di progetto.

Soprattutto, ha rimarcato Gangale, questo, come gli altri suoi libri, contengono il monito a non voler distruggere la storia di cui si dispone, perché il risultato è la disaffezione e la desertificazione dei luoghi, il che impedisce di progettare il futuro ed il rilancio degli stessi.

L’incontro si è aperto con un momento musicale a cura del duo Giorgio De Ieso e Nadia Khomutova, mentre in chiusura c’è stato il firmacopie ed un brindisi con i convenuti.

Una serata di grande raffinatezza e di gioiosa convivialità, trascorsa in un clima rilassato e amichevole, nella quale si sono affrontati temi storici e anche sociologici, con il costante richiamo alla coesione comunitaria, come motore dello sviluppo e della crescita di Pago Veiano.


15/10/25

PAGO VEIANO, 18 ottobre - Lucia Gangale presenta "I Casalbore di Pago Veiano". Relaziona Marialaura Simeone, letture di Francesca Castaldo


LIBRI
- “I Casalbore di Pago Veiano”. Nell’ultimo libro di Lucia Gangale un grande affresco familiare ed il racconto di un’epoca che fu. Il libro sarà presentato sabato 18 ottobre presso il ristorante “Talismano” nel ridente centro sannita. Musica, letture e riflessioni ad accompagnare un evento molto atteso in paese

La storia di una famiglia illustre, che ha dato al paese uno stuolo di professionisti di gran valore, con talenti diversi e vite anche avventurose. Ne racconta la storica sannita Lucia Gangale nel suo ultimo libro, I Casalbore di Pago Veiano. Storia di una grande famiglia, Edizioni Youcanprint, che sarà presentato sabato 18 ottobre alle ore 17.00 presso il Ristorante “Talismano”, sito alla Via Vittorio Veneto, a Pago Veiano (Bn). A presentare l’autrice ci sarà Marialaura Simeone, docente e scrittrice, mentre le letture saranno affidate all’attrice Francesca Castaldo. È prevista un’introduzione musicale a cura di Giorgio De Ieso e Nadia Khomutova.

I Casalbore hanno attraversato tutte le trasformazioni in cui è stato implicato il loro mondo e la loro epoca: l’emigrazione verso il nuovo continente, la tragedia delle due guerre mondiali, la dittatura fascista, il dopoguerra, le prime forme di emancipazione femminile in ambito lavorativo. Gangale ricostruisce pazientemente la storia di questa grande famiglia, oggi estinta, setacciando archivi pubblici e privati, ricostruendo alberi genealogici, scavando nei fogli matricolari, nelle lettere di imbarco verso il Nuovo Mondo, negli atti di matrimonio ed in quelli notarili, nonché nelle fonti ecclesiastiche. Come scrive la professoressa Adriana Pedicini, che ha curato la prefazione al volume: «Uno studio che non vuole solo mettere in luce, per elogiarli o condannarli, i tanti elementi che riconducono alla condotta degli antenati, ma tende a delineare il cammino dell’umanità attraverso i protagonisti del passato, sia che appartengano ai ceti superiori che a quelli inferiori, in quella suddivisione di classi che pur mascherata, esiste ancora oggi, e con molto stridore, tra ricchi e poveri». Ed ancora: «Un’opera davvero encomiabile, sia per l’affetto romantico per i propri avi, sia per la necessità di cercare ciò che è andato perduto e dimenticato, ingiustamente, perché parte integrante di ciascuno che abbia fatto parte, o ne faccia ancora parte, di quella comunità».

Lucia Gangale, giornalista, studiosa, prolifica scrittrice di saggi impegnati, ha ricostruito la storia di Pago Veiano anche in altri libri. Complessivamente sono sei i volumi che ha dedicato alla storia di questo comune del Sannio beneventano. Appuntamento, dunque, il 18 ottobre, per immergerci in un tempo lontano, attraverso la storia di una famiglia e di tanti personaggi coevi, appartenuti a quel “piccolo mondo antico” che ancora oggi ci parla ed è capace di emozionarci.


NAPOLI, 16 ottobre - Andrea De Simone presenta "Il tuo journal della felicità". Modera l'autore e regista James La Motta


Giovedì 16 ottobre, alle ore 18.30, presso la Libreria Mondadori MA nella Galleria Umberto I a Napoli, si terrà la presentazione del nuovo libro di Andrea De Simone, già autore del bestseller "Ti meriti la felicità".

Il volume, dal titolo “Il tuo journal della felicità”, propone un percorso pratico per liberarsi dalle dinamiche tossiche e imparare ad amarsi, offrendo strumenti concreti per migliorare il proprio benessere emotivo e personale.

L’incontro sarà moderato dal regista e attore James La Motta.

L’evento è promosso da Sperling & Kupfer e Mondadori Store ed è aperto al pubblico.

L’appuntamento sarà un’occasione per dialogare con l’autore e approfondire i temi del libro in un contesto accogliente nel cuore della città. La stampa è invitata a partecipare.

14/10/25

S. GIORGIO A CREMANO (NA) - Le emozioni e la sensibilità di Fortuna Cestari rivivono in "Una vita sospesa", da oggi anche associazione per le malattie rare


Presentato nella Biblioteca Alagi di San Giorgio a Cremano il bel libro di Fortuna Cestari "Una vita sospesa", Graus Edizioni. 
Ancora una serata in compagnia dell'attrice e scrittrice partenopea, che ha riproposto il romanzo nel quale narra a tutto tondo di sé, delle sue emozioni, di quelle di tutta la sua famiglia in uno dei periodi più drammatici ultimamente vissuti, quello del Covid 19. 
Un vero e proprio flusso di coscienza, reale ed appassionante, nel ricordo della drammatica esperienza del Covid e di come è stata vissuta dalla famiglia di Fortuna Cestari, immagine e figura di molte famiglie italiane, tra paura e voglia di sopravvivere, sia fisicamente che emotivamente. 
Ad accompagnare la scrittrice nel suo viaggio, la giornalista Maria Ricca, relatrice, e la cantante Mary Geron, che ha impreziosito la serata con la sua splendida voce e le sue interpretazioni del repertorio partenopeo antico.
Da qualche giorno "Una vita sospesa" è divenuto anche il nome dell'associazione dedicata alle malattie rare, presieduta dalla stessa Cestari, e a cui andranno devoluti i proventi della vendita del volume. 

19/09/25

BENEVENTO, dal 26 settembre - Torna "Stregonerie". Primo incontro con Concita De Gregorio


LIBRI
- Dopo il successo delle precedenti edizioni, torna a Benevento “Stregonerie - Premio Strega tutto l’anno”, la rassegna letteraria che, nella suggestiva cornice della fabbrica del liquore Strega, fa rivivere i libri del premio più ambito d’Italia attraverso le voci più interessanti della letteratura italiana contemporanea. Ideata da Isabella Pedicini e Melania Petriello con Aurora Lobina, e realizzata in sinergia con Strega Alberti e Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, la rassegna – giunta alla settima edizione – rinnova il suo impegno nella valorizzazione della cultura letteraria, della narrativa e del pensiero critico attraverso una serie di appuntamenti in programma da settembre a marzo. Ma “Stregonerie - Premio Strega tutto l’anno” è molto più di una semplice rassegna: è un incontro tra storie, voci e visioni che uniscono passato e presente, tradizione e innovazione. Un omaggio alla magia della parola scritta, ambientato in un luogo simbolo del Premio Strega, la storica fabbrica dove il celebre liquore nasce dal 1860. Anche quest’anno, autrici e autori tra i più apprezzati dal pubblico rileggeranno i capolavori premiati alternandosi in una serie di incontri aperti alla città tra reading, dialoghi e firmacopie. A condurre le serate, giornalisti, critici letterari e ospiti del mondo della cultura.

«Con passione e dedizione – dichiarano le curatrici Pedicini e Petriello – proseguiamo lungo la strada che porta la letteratura fuori dai canoni tradizionali, favorisce l’incontro diretto tra autori e lettori, rafforza una comunità di persone nel nome dello Strega, e cura la riscoperta del piacere della narrazione e della lettura collettiva in un contesto evocativo e ricco di storia».

Ad aprire l'edizione di quest'anno, un appuntamento speciale: l'incontro con Concita De Gregorio, venerdì 26 settembre, alle ore 18. Autrice del romanzo “Di Madre in figlia” (Feltrinelli), De Gregorio inaugura la stagione 2025-2026 raccontando la storia del suo ultimo libro. E con un omaggio a Elsa Morante e al capolavoro con cui la scrittrice si aggiudicò lo Strega nel 1957: “L’isola di Arturo”.

Il 17 ottobre, invece, sarà la volta di Annalena Benini, direttrice del Salone Internazionale del Libro di Torino, che rileggerà il libro di Lalla Romano – premiato nel 1969 – dal quale ha tratto il titolo per la scorsa edizione del SALTO, “Le parole tra noi leggere”.

Insieme a lei, Mirella Armiero, co-autrice di “Bagaglio leggero. Viaggio nei luoghi di Fabrizia Ramondino” (Nutrimenti).

In occasione della Settimana della Cultura d’Impresa, è in programma per il 22 novembre un incontro dedicato a “Canale Mussolini” di Antonio Pennacchi, Premio Strega 2010, con Antonio Franchini, autore de “Il fuoco che ti porti dentro” (Marsilio), Giuseppe Iannaccone, direttore del Centro per il libro e la lettura e con Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci. Sarà presente, inoltre, Mario Desiati, vincitore dello Strega nel 2022.

Con il nuovo anno, saranno in cartellone altri tre appuntamenti. Il 23 gennaio, Teresa Ciabatti, autrice di “Donnaregina” (Mondadori) racconterà “Lessico famigliare” di Natalia Ginzburg, Premio Strega 1963, mentre Mario Desiati, autore di “Malbianco” (Einaudi), rileggerà “La Memoria” di Giovanni Battista Angioletti, Premio Strega 1949.

Il 20 febbraio, Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, celebrerà gli ottant’anni anni del premio con un omaggio alla sua fondatrice, Maria Bellonci e al suo “Rinascimento Privato”, Premio Strega 1986.

A suggellare la chiusura della rassegna, il 7 marzo sarà Rosella Postorino, autrice di “Nei nervi e nel cuore” (Solferino), che condurrà lettrici e lettori tra le pagine di “Sillabario n.2” di Goffredo Parise, Premio Strega 1982.

Tutti gli eventi si terranno, alle ore 18, presso la ditta Strega Alberti in largo G. Alberti (già piazza V. Colonna) a Benevento. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail stregonerie@strega.it.

Per aggiornamenti sul calendario degli incontri e prenotazioni, è possibile consultare i canali ufficiali online di Strega Alberti Benevento.


08/06/25

BENEVENTO - Melania Petriello, giornalista e autrice Tv, ripercorre "La strada di casa", raccontando emozioni

di Maria Ricca


LIBRI - "La strada di casa" e le emozioni. Tantissime, tangibili, straordinarie quelle emerse nella serata speciale di riflessione e di condivisione, nel senso più puro della parola, dedicata al nuovo volume portato alle stampe, edizioni Fuori Rotta - Inchiesta, dalla giornalista ed autrice televisiva Melania Petriello. Sommersa da testimonianze di stima ed affetto sinceri alla Ubik di Benevento, l'autrice ha scelto di iniziare il lungo tour che la porterà in giro per l'Italia a proporre la propria fatica letteraria, nella propria città di origine, circondata dagli amici di sempre, la "famiglia" che si sceglie, giorno dopo giorno, condividendo gioie e difficoltà. 


Per lei, nella libreria beneventana, un bagno di folla e di affetto. E c'erano, infatti, proprio tutti, ma tutti davvero, vecchi giornalisti e nuove leve, appassionati di letteratura e frequentatori abituali degli eventi culturali ad accogliere la persona amica e l'intervistatrice di razza, giorno dopo giorno sempre più apprezzata nel mondo della stampa radiotelevisiva.

Con il consueto piglio e la disinvoltura che le appartengono, cuore in mano e commozione palpabile, Melania Petriello ha ricordato il desiderio che l'ha sempre mossa, sin dalla prima gioventù, di conoscere, indagare, raccontare storie, con la schiettezza e la semplicità di chi si considera "una femminista in cammino", proveniente da un retroterra familiare semplice ed onesto, di lavoratori, emigrati, antifascisti. E poi ha ripercorso i momenti che l'hanno condotta a scrivere "La strada di casa", storie di madri costrette dalla vita a lasciare ad altri le proprie creature, sempre alle prese con il senso di incompiutezza, e di figli che, pur grati alle famiglie adottive, instancabilmente le cercano, per ricostruire se stessi e la propria identità. Perché "c'è il diritto a lasciare, ma anche il d
iritto a cercare - ha sottolineato la scrittrice - perché noi abbiamo un patrimonio di cellule fisiche che però è anche
patrimonio culturale e morale. E dunque chi cerca le proprie radici lo fa, avvertendo distintamente di avere "un buco nel genoma". 

Attraverso le sue parole e quelle di Isabella Pedicini, scrittrice, Claudia Benassi, giornalista e Antonio Di Fede, giurista, che hanno introdotto e commentato il lavoro dell'Autrice, si è delineata in parole e forma l'impresa realizzata dalla Petriello, che ha saputo raccontare, con grazia e senza sbavature retoriche, le piccole, grandi vicende di chi ha voluto confidarle i tratti significativi di quelle, riuscendo a dare a loro centralità, intervistando le persone con la "generosità e la delicatezza - ha detto la Benassi - di chi sa ascoltare senza giudicare" e dando significato, ha confermato la Pedicini, alla domanda che al Sud forse ha più senso che altrove: "A chi appartieni?". E pensare che la scrittura del libro non è stata esente da incidenti di percorso, come il furto del cellulare della scrittrice e la conseguente perdita del materiale registrato, che però, divenuto escamotage narrativo,  le hanno consentito una ricostruzione quasi psicoanalitica, a memoria e dunque con la forza del sentimento, delle vicende da lei narrate.
Infine, al giurista Di Fede è toccato il compito di ricordare la legge che in Italia consente di lasciare in ospedale, senza riconoscerlo, il proprio figlio e di rivendicare il diritto all'oblio per cento anni dall'evento, dunque per una vita intera, con tutti gli annessi e connessi legislativi che la materia richiede. "È un tema, questo - ha detto - che dà la possibilità di interrogarci, e magari di offrire nuove istanze in merito al nostro Parlamento."
Infine, la lettura emozionante da parte della Benassi, di una delle vicende, narrate con l'unico metodo valido per un giornalista: ricercare la verità. E cercare di trarne insegnamento e speranza.

30/05/25

S. GIORGIO LA MOLARA, 31 maggio - "I Muscetta: genealogia e storia di una famiglia del Sud", la presentazione

Sabato 31 maggio, alle ore 10:00, la splendida cornice dell’ex Convento dei Domenicani di San Giorgio la Molara ospiterà la presentazione del volume "I Muscetta: genealogia e storia di una famiglia del Sud", scritto dall'ingegnere Paolo Muscetta. L'autore, napoletano e discendente di un'antica famiglia sannita, offrirà al pubblico un'immersione profonda nelle radici e nelle vicende di un lignaggio che affonda le sue origini nell'anno Mille.
Il libro è un affascinante percorso genealogico che, partendo da Ravello, segue l'espansione della famiglia Muscetta tra Napoli e il Principato Ultra, nelle attuali province di Benevento e Avellino. Frutto di un'attenta analisi di documenti storici e di meticolose ricerche d'archivio, l'opera riporta alla luce una moltitudine di figure significative: mercanti, rivoluzionari, garibaldini, notabili e artigiani. In linea con i precedenti lavori di Muscetta, è la "storia minore" – quella delle persone comuni e delle famiglie – a occupare il centro della scena, restituendo un quadro vivido della società attraverso i secoli.
Particolarmente suggestivo è il capitolo dedicato proprio a San Giorgio la Molara, paese al quale l'autore è profondamente legato da origini familiari e da importanti legami di amicizia. In queste pagine, riemergono le figure dei Muscetta che furono sindaci, notabili e carbonari, offrendo un prezioso spaccato della vita politica e sociale del borgo nei secoli passati.
L'incontro sarà coordinato dalla dott.ssa Tiziana Ambra Iazeolla e dalla prof.ssa Filomena Palazzi dell’Istituto Comprensivo statale “O. Fragnito”. L'evento si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco di San Giorgio la Molara, Dr. Nicola De Vizio, e di tutti i rappresentanti delle associazioni locali. Al termine della presentazione, Paolo Muscetta sarà accolto a Palazzo Muscetta, edificio che in passato fu anche sede del municipio e che oggi è un vivace centro per le associazioni culturali del territorio.

BENEVENTO - "Una vita sospesa" di Fortuna Cestari presentata in città da Culture e Letture Aps


LIBRI
  - Serata di emozioni e suggestioni letterarie quella di giovedì 29 maggio alla Libreria Barbarossa di Benevento. Protagonista ancora Fortuna Cestari, attrice e scrittrice partenopea, invitata dall'Associazione Culture e Letture Aps della giornalista ed operatrice culturale Elide Apice, a raccontare di "Una vita sospesa", titolo del bel romanzo, edito da Graus, nel quale l'autrice narra a tutto tondo di sè, delle sue emozioni, di quelle di tutta la sua famiglia in uno dei periodi più drammatici ultimamente vissuti, quello del Covid 19. 

Un vero e proprio flusso di coscienza venuto alla luce nel salotto letterario della libreria, in un incontro caratterizzato dal sapore dell'amicizia e della condivisione. Con l'autrice, a parlare dei suoi percorsi, la giornalista e docente Maria Ricca. La serata è stata introdotta da Elide Apice, che ha presentato Fortuna Cestari e poi ricordato le molte iniziative proposte da Culture e Letture Aps. 

Quindi, subito la conversazione a due voci, ampliatasi poi al pubblico presente, che ha seguito con interesse e passione il racconto della Cestari, che comincia alla fine del 2019 e prosegue poi attraverso il ricordo della drammatica esperienza del Covid e di come è stata vissuta dalla sua famiglia, immagine e figura di molte famiglie italiane, tra paura e voglia di sopravvivere, sia fisicamente che emotivamente. 


Attraverso le letture di Tina Cardone e Rita Martone, Fortuna Cestari ha ricordato con Maria Ricca e con gli spettatori la malattia della figlia, che però poi non vince sulla voglia della giovane Marika di vivere e di diventare mamma, nonostante una grave patologia ai reni, e il percorso dei figli maschi, divisi tra la lontananza forzata e la voglia di festeggiare un "diciottesimo" compleanno, malgrado i divieti imposti dalla pandemia. Tutto si trasforma però nell'opportunità di acquisire competenze per il proprio lavoro, imparando a cucinare e a suonare la chitarra, sullo sfondo di una Napoli silenziosa per la necessità dell'isolamento, ma vivace per le sue bellezze naturali, e ancora più bella nella quiete imposta dalla pandemia . E poi la devozione a Padre Pio e l'amore per Pietrelcina, in cui la protagonista compra finalmente ed inaspettatamente una casa, dopo averla tanto desiderata, e lì elegge il proprio luogo del cuore e di preghiera. Fino alla nascita del nipotino Biagio, al culmine di un percorso di sofferenza, che però si conclude nella gioia. 

Un percorso che ha dato poi modo a Fortuna Cestari anche di esprimere le proprie riflessioni sull'attualità drammatica di questi giorni e sulla triste vicenda della piccola Martina Carbonari di Afragola, un territorio così vicino al nostro, uccisa a 14 anni da chi diceva di amarla: "Il vero amore ti fa fiorire non ti uccide - ha detto l'autrice -  e non brucia i propri sogni anzi li illumina e fa’ di te una vera stella. Noi donne non siamo costrette a curare i problemi psichiatrici di un uomo: l’amore deve essere un frutto genuino, non marcio e malato da curare."



In chiusura, prima di un gustosissimo buffet,  il confronto e la condivisione delle esperienze di vita con il pubblico e l'omaggio a scrittrice e relatrice di due coloratissime "streghe" di cartapesta, realizzate da Alessandra Verusio ed offerte dall'associazione ospite, tramite  Angelo Miraglia. 



18/05/25

S. GIORGIO A CREMANO - Le emozioni di "Una vita sospesa" di Fortuna Cestari nella terra di Massimo Troisi


LIBRI
- Ancora una serata dedicata alle donne e alle loro emozioni a San Giorgio a Cremano, per la presentazione, in Sala Massimino - Villa Bruno, del libro di Fortuna Cestari, "Una vita sospesa", edizioni Graus. Un bel pubblico, attento e commosso, ha accolto l'autrice, attrice di cinema e teatro ed insegnante di recitazione, apprezzando molto il percorso di riflessione interiore, il "flusso di coscienza" condotto dalla Cestari, al tempo stesso scrittrice ed attrice degli eventi. L'incontro è stato promosso dalla Pro loco di San Giorgio a Cremano, con la presidente Maria Falbo, che ha introdotto il dibattito, ricordando che le serate letterarie promosse presso la sede di Villa Bruno sono tutte realizzate nello spirito che fu dello stesso Massimo Troisi, l'indimenticabile attore a cui la sala che le ospita è dedicata, ovvero la valorizzazione delle energie e dei talenti, come fu il suo, emersi dalla semplicità e dalla schiettezza. 


Quindi il dialogo tra la scrittrice e la giornalista e docente Maria Ricca, che ha ripercorso i punti essenziali del racconto di "Una vita sospesa", tra il desiderio di condurre un'esistenza normale, condita dal piacere dell'amicizia e dei traguardi culturali e letterari e la necessità di fronteggiare continuamente ostacoli collegati ai problemi di salute, uno su tutti il dramma del Covid, che ha reso tutto più difficile. E, ancora, l'incontro della protagonista con la cittadina di Pietrelcina, punto di riferimento e riparo, nella fede in Padre Pio, e, infine, la nascita tra mille difficoltà del nipotino Biagio, la gioia più grande.


La serata è stata caratterizzata dalla presenza della cantante Mary Geron, che ha proposto l'interpretazione commovente e suggestiva di brani musicali in linea con i temi proposti. 

In chiusura gli interventi del pubblico, incentrati anche sul ruolo dei social in epoca Covid, tra pro e contro, e l'anticipazione del prossimo lavoro letterario di Fortuna Cestari, in uscita fra qualche mese, ancora su argomenti particolarmente suggestivi. 

16/05/25

S.GIORGIO A CREMANO, 18 maggio - "Una vita sospesa" di Fortuna Cestari alla Sala Massimino di Villa Bruno

 


L'EVENTO -  "Una vita sospesa" è il titolo del libro che Fortuna Cestari, attrice e docente di teatro partenopea, presenterà il 18 maggio a Villa Bruno-Sala Massimino, ore 17, per iniziativa della Pro Loco, presieduta dalla professoressa Maria Falbo. Il libro narra di vita vissuta nel periodo Covid, nella particolarità e nella profondità delle esperienze condotte. Vite stravolte e grandi emozioni che poi, riportate su carta, hanno l’effetto detonatore e profondamente coinvolgente di chi ha imparato molto su di sé e sulla propria famiglia, divenendo punto di riferimento nel caos generatosi intorno.

Dialoga con l'autrice la giornalista e docente Maria Ricca. Interventi musicali affidati a Mery Geron, cantante ed interprete. 


12/04/25

S. GIORGIO A CR. (NA), 12 aprile - Marinella Sorrentino racconta "Anna. L'arte dello stare accanto", nel segno della forza delle donne


di Maria Ricca

LIBRI - La forza delle donne e la storia di Anna, che nella Napoli di un secolo fa non rinuncia ad affermare se stessa, nella vita come nella professione, per realizzare la propria vocazione all'impegno nella professione sanitaria. Medico non potrà diventare, per le convenzioni del tempo, ma ostetrica sì, e lo farà com fierezza e con dedizione. È la vicenda narrata da Marinella Sorrentino nel libro "Anna. L'arte dello stare accanto", edizioni Arpeggio Libero, volume presentato sabato 12 aprile nell'ambito della rassegna "Biblioteca d'Autore" , nella sala Alagi di Villa Bruno, a S. Giorgio a Cremano. 
Ed è stata l'occasione per un dibattito animato e proficuo sul ruolo femminile nella realtà odierna, ancora oggi condizionato da una società sostanzialmente patriarcale, ove non è inconsueto per una donna dover rinunciare alle gioie della maternità, per potersi dedicare al mondo del lavoro, in cui giovani uomini anche colti, universitari, non esitano ad aggredire e ad uccidere chi li respinge, accecati da un malinteso senso dell'onore e del possesso. Affidati i saluti istituzionali al vicesindaco Pietro De Martino, l'Autrice Marinella Sorrentino ha dialogato dapprima con Miryam Gison, scrittrice e prima curatrice della "Bottega delle Parole", libreria indipendente di San Giorgio a Cremano e poi con la professoressa Maria Falbo, presidente della Pro Loco cittadina. Un confronto interessante, partito dal commento della vicenda narrata nel volume, quella di una donna che combatte per affermarsi come persona e professionista, perché non vuole vivere una vita fra gli agi, ma sostanzialmente "inutile, come quella di mia madre", lei stessa dice, nella Napoli del primario santo degli Incurabili Giuseppe Moscati, "dribblando" matrimoni di convenienza per esercitare, con passione e nel segno del servizio agli altri, l'ostetricia, l'unica all'epoca, concessa alle donne in quel settore, sconfiggendo i tabù. Scrittrice e relatrici hanno quindi dialogato, confrontandosi sulla mentalità antica e moderna, sul ruolo delle donne, una volta solo mogli e madri o tutt'al più, per estensione, insegnanti, sull'essere considerate solo bocche da sfamare e dunque da maritare al più presto per sistemarle in qualche modo, sull'auspicio infelice ad ogni festa di nozze, quell' "auguri e figli maschi!", che ha segnato tanto le coscienze. 
La Falbo ha ricordato l'iniziativa del "posto occupato", in memoria delle donne che non ci sono più, per mano assassina, questa sera dedicato alla dolce e sfortunata  Giulia Cecchettin, e di come sia triste ancora oggi ricevere gli auguri per la "Festa della Donna", in nome di quelle pari opportunità che come tali dovrebbero esistere a prescindere dalla loro sottolineatura. E no, non basta, ha sottolineato la scrittrice Sorrentino, celebrare la giornata del 25 novembre, manifestando contro la violenza sulle donne: occorre fare ogni giorno di più. E i giovani, spesso apatici e viziati, poco inclini a dedicarsi agli altri, come invece accadeva una volta, quando fare volontariato era cosa spontanea, vanno sensibilizzati a queste tematiche.

Il dibattito sul libro, non rivolto solo alle donne, ha ribadito la Gison, ma a tutti i lettori, è stato impreziosito dalle splendide letture del testo condotte da Giuditta Pollice e Maria Rosaria Vardi, mentre il commento musicale è stato affidato ad Andrea Aymone

Il volume sarà presentato il prossimo 15 aprile alla Camera dei Deputati dall'Autrice e, fra gli altri relatori, dalla giornalista Rita Dalla Chiesa, Capogruppo in Commissione Parlamentare d'inchiesta sul Femminicidio. 


26/12/24

BENEVENTO - "Bookfair" targato ABE: successo per "Caruso, da Napoli a New York", di Enzo Altieri e Giuseppe Castrillo. Interventi musicali di Tony Cercola

 


di Maria Ricca

EVENTI - "Caruso, da Napoli a New York" ed è subito happening. La presentazione del bel volume di Enzo Altieri e Giuseppe Castrillo, per i tipi di Arturo Bascetta Editore, ha aperto il Benevento Book Fair 2024 di questa sera, a Palazzo Paolo V, arricchita dagli interventi musicali del M° Tony Cercola e del suo gruppo. 

Quattro serate, dal 26 al 29 dicembre, per accogliere gli autori che proporranno racconti, itinerari emozionali, vicende pubbliche e private ed elementi di storia del territorio sannita, fra reading e recensioni. Alla giornalista Maria Ricca il compito di introdurre il primo degli eventi, che ha riguardato appunto le vicende dell'immortale cantante e musicista d'opera Enrico Caruso, narrate nella tesi di laurea, divenuta romanzo nel volume edito da Bascetta, redatto dal M° Enzo Altieri, con la consulenza e l'inserimento di due racconti di qualità del preside Giuseppe Castrillo, per narrare,  anche simbolicamente, le vicende dell'artista che ebbe origini familiari da Piedimonte Matese, pur nato a Napoli, e lì viene celebrato e ricordato da chi ne conobbe la famiglia. "Il decotto di malva" e "La strada dei Caruso" sono appunto le piccole storie verosimili, create per sottolineare l'appartenenza del Maestro alla comunità irpina. Commenti del preside Castrillo e canzoni del M° Altieri, introdotte dagli interventi dell'attore Bruno Sisto, hanno costituito il Leitmotiv della serata, nella quale il M° Altieri ha eseguito le più belle melodie napoletane, interpretate da Caruso, dalla commovente "Fenesta ca lucive!" a "Core 'ngrato", da "' 'A vucchella" a  " 'O sole mio!".


Tony Cercola ha dato vita, con il sapiente alternare di ritmi, a versioni spiritose di melodie derivate dalla tradizione. Insomma un vero e proprio recital, che ha deliziato il pubblico. 

15/12/24

PIETRELCINA (BN) - "Una vita sospesa" di Fortuna Cestari, emozioni e riflessioni sull'esistenza, apre gli eventi del cartellone "Tra fede e tradizione"

 


L'EVENTO - Una presenza sensibile e carismatica ha animato la prima delle serate del percorso “Natale a Pietrelcina, tra fede e tradizione”, apertosi al centro sociale "Grazio Forgione", nella cittadina di San Pio, alle porte di Benevento, con il patrocinio del Comune, la collaborazione della Consulta delle Donne, sotto l'egida della Regione Campania. 

Fortuna Cestari, attrice e docente di teatro partenopea, ha raccontato “Una vita sospesa” simile a tante altre, eppure sua, nella particolarità e nella profondità delle esperienze vissute. Sullo sfondo l’era Covid, che ha condizionato profondamente la realtà, appena quattro anni fa, stravolgendo le nostre vite, ma producendo nelle menti più sensibili emozioni che poi, riportate su carta, hanno l’effetto detonatore e profondamente coinvolgente di chi, vivendo quell’esperienza, ha imparato molto su di sé e sulla propria famiglia, divenendo punto di riferimento nel caos generatosi intorno.


Dialogando con l’assessore alle pari opportunità Milena Masone e con la giornalista Maria Ricca, Fortuna Cestari ha ripercorso quel terribile periodo, emozionando il pubblico anche con l’interpretazione delle poesie che intervallano il racconto e lo rendono più significativo. 

E così, via via, procede la narrazione: la paura e lo smarrimento dell’annuncio dell’allora Presidente del Consiglio Conte, che dichiarava l’Italia zona rossa, la necessità di inventarsi ogni giorno qualcosa per sopravvivere, mettendo da parte la paura di non farcela e concentrandosi su quanto di positivo ancora c’era da godere e da gustare, senza pensare troppo al domani, ma al “qui ed ora”. 


Poi la descrizione della scelta di fermarsi a Pietrelcina, acquistando casa nel luogo dei ricordi d’infanzia, spinta dal desiderio di fermarsi spiritualmente a riflettere nella terra del Santo e a cercare ispirazione. Infine, in chiusura, la sorpresa e l’emozione più bella, quella di diventare nonna accogliendo, dopo le iniziali preoccupazioni, la gioia “primaverile” della nascita del piccolo Biagio, figlio di Marika, la sua “bambina” ormai divenuta mamma, in un abbraccio onnicomprensivo e meraviglioso, che ripaga ogni sofferenza . E la certezza che “se la vita è nu’ muorz’, s’adda sapé mangià!”.  

Il pubblico ha perfettamente recepito il messaggio di speranza e di fede, inviato da Fortuna Cestari, applaudendola sinceramente, con il desiderio di approfondire i contenuti del suo libro. Significative le conclusioni di Padre Carlo M. Laborde, soffermatosi sui concetti di coraggio e Fede, indispensabili strumenti per continuare ad affrontare le sfide importanti, consci del potere della Provvidenza, che guida le nostre vite. A lui il compito di benedire il Bambinello del Presepe del Centro Sociale, portato nella culla dall'autrice Cestari, su sottofondo di musiche e canti natalizi. 

23/10/24

GUARDIA SANFRAMONDI (BN): Cosimo Petretti presenta "L'oro di Guardia", sabato 26 ottobre alle 18 al Castello Medievale


L’appuntamento è per sabato 26 ottobre, alle ore 18, nella sala congressi del castello medievale di Guardia Sanframondi, per la presentazione del libro “L’oro di Guardia” di Cosimo Petretti.

All’incontro, introdotto e coordinato dal giornalista Sandro Tacinelli, oltre all’autore, interverranno: Raffaele Di Lonardo (Sindaco di Guardia Sanframondi); l’Onorevole Roberto CostanzoFilippo Liverini (Presidente della Mangimi Liverini SpA); Domizio Pigna (Presidente de La Guardiense) e Ildo Romano (Presidente del Circolo Viticoltori).

“Il mio non è altro che un omaggio – spiega l’autore -, un atto d’amore verso la cittadinanza di Guardia Sanframondi, evidenziando l’uva con 34 fotografie, da sempre prodotto di eccellenza dell’intero territorio.

“Con questa comunità e i suoi abitanti – aggiunge – ho uno splendido rapporto. Tutto iniziò negli anni Ottanta quando per due anni lavorai alla filiale guardiese della Banca Sannitica. Da allora, il legame negli anni si è consolidato anche attraverso collaborazioni di spessore, personali e del Circolo Fotografico Sannita, come gli Incontri Cinematografici con le Tradizioni popolari”.


18/05/24

S. GIORGIO A CREMANO - "Sinfonia a tre voci" di Esther Basile, nel segno di Maraini, Ortese e Morante, e della storia che si fa memoria


di
Maria Ricca

LIBRI - Dacia Maraini, Anna Maria Ortese, Elsa Morante, i capisaldi della letteratura del Novecento italiano, ma non solo. Parabole esistenziali appassionanti, di cui si è discusso nell'ambito dell'incontro culturale ospitato dalla Sala Massimino di San Giorgio a Cremano, grazie all'impegno della prof.ssa Maria Falbo,  vicepresidente della Pro Loco di San Giorgio a Cremano. Protagonista Esther Basile, con la sua “Sinfonia a tre voci”, riferite alle tre importanti scrittrici, presentata da Maria Cristina Orga.


Due ore piene di riflessioni, confronti, analisi e commenti, in cui la Basile, filosofa e collaboratrice dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli con la passione per la filosofia e la letteratura, giornalista, poetessa, scrittrice, promotrice di rassegne culturali di alto valore scientifico, ha ricordato le tre eccezionali figure letterarie, sottolineando in esse, ha spiegato,  “l’idea della narrazione, della storia che diventa memoria, della possibile società in trasformazione, attraverso naturalmente il linguaggio che non è soltanto poetico, ma è del romanzo del Novecento, in cui la psicanalisi, ma anche la narrazione interiore e l’attenzione all’altro sono profondamente coese.”

In un vivace scambio con l'Orga, anch’ella poetessa, scrittrice e giornalista, responsabile editoriale per Vocali Editrice, la Basile ha spiegato come lavori da trent’anni sulle donne, con un’attenzione particolare alle filosofe che hanno caratterizzato il nostro Novecento, “spesso dimenticate – ha detto – e poste al margine della nuova generazione.”

A proposito di quest’ultima - le abbiamo chiesto - quale figura vede importante oggi al centro delle riflessioni filosofiche? “Sicuramente quella di Michela Marzano, mentre dal punto di vista letterario sono sempre all’ascolto delle voci nuove. Sono convinta, però, che fare narrazione implichi una giusta attenzione, i giusti tempi tecnici, non si può scrivere come se si facesse sempre giornalismo.” Infine una riflessione sulla parabola di Michela Murgia, altra grande figura contemporanea: “L’ho conosciuta attraverso la “Società delle Letterate”… Credo che, comunque, noi dobbiamo prendere spunto sempre da donne del passato molto forti, molto incisive, ma che la Murgia, pur non avendo io  amato la spettacolarizzazione del suo male, abbia rappresentato per le nuove generazioni un interessante distaccamento da alcuni canoni e  da alcuni valori.”

12/05/24

SAVIANO (NA) - " 'O MAGGIO AL LIBRO", con Dacia Maraini, Lorenzo Tosa e Domenico Starnone. Attualità e mondo giovanile, per discuterne con studenti e adulti

LA RASSEGNA - L' " 'O MAGGIO AL LIBRO" del Comune di Saviano prosegue in questi giorni, dopo l'avvio splendido, il 7 maggio. 
Un fitto calendario di eventi coinvolgerà fino al 1 giugno gli studenti savianesi e non solo, che in questi giorni hanno l'opportunità di incontrare scrittori di fama nazionale o emergenti, con un'offerta varia, che parte dai bambini della scuola dell'infanzia, per arrivare ai ragazzi della primaria o delle secondarie di I e II grado, in tutti i plessi, dal centro alle periferie. Oltre 20 appuntamenti in cartellone, divisi fra "Incontri con gli autori" ed "Incontri speciali", fra cui quelli con Domenico Starnone, Lorenzo Tosa e Lorenzo Marone, e la partecipazione straordinaria della candidata al Nobel per la letteratura, Dacia Maraini, che interverrà alla rassegnappppppppp giovedì 16 maggio, a Palazzo Arnone, ore 19. Moltissimi i temi affrontati, da quelli relativi al mondo giovanile, alla questione dei disabili e dell'inclusione, al dramma delle vittime innocenti, ai problemi della criminalità. 
Vi saranno inoltre anche tanti autori che si distinguono per utilizzo intelligente e creativo dei social, di YouTube e del mondo digitale, noti soprattutto ai più giovani.
"L'obiettivo, sottolinea Leonardo Perretta,  assessore comunale alla Cultura e alla Pubblica Istruzione,  è trasmettere ai giovani - e a tutta la cittadinanza -che la cultura può dare un importante contributo alla costruzione di un futuro migliore." 
Il programma si integra con lo spettacolo "Nisciuno nasce 'mparato" di Amedeo Colella e i reading party ideati dalla Proloco "Il Campanile".
Il programma completo nella locandina. 


11/05/24

BENEVENTO - "Quintessenza" di Adriana Pedicini , il 13 maggio la presentazione a Palazzo Paolo V


POESIA
- Nell’ambito della rassegna "Maggio d’Autore 2024", organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Benevento, sarà presentata ufficialmente lunedì 13 maggio, alle ore 17, a Palazzo Paolo V nel “Teatro antico” del comune di Benevento, “Quintessenza”, la quinta raccolta di poesie Adriana Pedicini. Porterà i saluti istituzionali l’assessora alla Cultura Antonella Tartaglia Polcini, interverrà Angela De Nisco, Presidente della Consulta delle donne del comune di Benevento. Letture a cura di Doriano Rautnik. Concluderà l’autrice. L’evento sarà arricchito dal violino di Gianluigi Panarese che aprirà e chiuderà la serata con musiche di Bach.

"Quintessenza" di Adriana Pedicini, docente e scrittrice,  è una raccolta di poesie nude, essenziali, vere, come può essere vero quel vuoto che ci attanaglia dentro l’anima quando più insostenibile avvertiamo la nostra condizione di esseri viventi finiti, imperfetti, desiderosi sempre di qualcosa che ci completi, e, nel peggiore dei casi, di tentare fughe disperate, lontano dalla voragine che tenta di risucchiarci ostinatamente. Ma poi -occorre volontà e impegno- è proprio da lì che parte la rinascita, è proprio dall’accettare consapevolmente e “religiosamente”, come un personaggio sofocleo, quel che ci capita e ammantarlo di senso e scoprire che, se abbiamo occhi per guardare de ntro e fuori di noi con meraviglia e desiderio ogni cosa, sarà la serena bellezza ad accompagnarci, sarà la serena bellezza a dar vigore alle nostre speranze, sarà la serena bellezza a rendere brillante ogni opaco atomo del vuoto che ci opprime. 

Laureata in filologia classica, già docente di latino e greco nei Licei e referente di teatro classico, Adriana Pedicini ha pubblicato sia narrativa, "I luoghi della memoria" (Arduino Sacco ed. Roma2011), "I luoghi della memoria e altri racconti" (Il foglio ediz.2016), che poesia, "Noemàtia" (Linee infinite ed.2012), "Sazia di luce" (Il foglio 2013), "Il fiume di Eraclito" (Mnamon 2015), aggiudicandosi diversi primi primi premi in vari concorsi. Nel 2020 ha pubblicato un romanzo collettivo “Il tempo sospeso” Mnamon ed. e un’antologia di racconti, "Alimenta", Il Foglio, con altri autori. Ha curato “Da Europa all’Europa”, dispense didattiche sul teatro antico e sull’origine della civiltà occidentale. Nel 2021 ha pubblicato "Fiordalisi e papaveri", poesie, Il Foglio ed.

Collabora con diversi blog e siti letterari con recensioni e altro.