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18/05/24

S. GIORGIO A CREMANO - "Sinfonia a tre voci" di Esther Basile, nel segno di Maraini, Ortese e Morante, e della storia che si fa memoria


di
Maria Ricca

LIBRI - Dacia Maraini, Anna Maria Ortese, Elsa Morante, i capisaldi della letteratura del Novecento italiano, ma non solo. Parabole esistenziali appassionanti, di cui si è discusso nell'ambito dell'incontro culturale ospitato dalla Sala Massimino di San Giorgio a Cremano, grazie all'impegno della prof.ssa Maria Falbo,  vicepresidente della Pro Loco di San Giorgio a Cremano. Protagonista Esther Basile, con la sua “Sinfonia a tre voci”, riferite alle tre importanti scrittrici, presentata da Maria Cristina Orga.


Due ore piene di riflessioni, confronti, analisi e commenti, in cui la Basile, filosofa e collaboratrice dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli con la passione per la filosofia e la letteratura, giornalista, poetessa, scrittrice, promotrice di rassegne culturali di alto valore scientifico, ha ricordato le tre eccezionali figure letterarie, sottolineando in esse, ha spiegato,  “l’idea della narrazione, della storia che diventa memoria, della possibile società in trasformazione, attraverso naturalmente il linguaggio che non è soltanto poetico, ma è del romanzo del Novecento, in cui la psicanalisi, ma anche la narrazione interiore e l’attenzione all’altro sono profondamente coese.”

In un vivace scambio con l'Orga, anch’ella poetessa, scrittrice e giornalista, responsabile editoriale per Vocali Editrice, la Basile ha spiegato come lavori da trent’anni sulle donne, con un’attenzione particolare alle filosofe che hanno caratterizzato il nostro Novecento, “spesso dimenticate – ha detto – e poste al margine della nuova generazione.”

A proposito di quest’ultima - le abbiamo chiesto - quale figura vede importante oggi al centro delle riflessioni filosofiche? “Sicuramente quella di Michela Marzano, mentre dal punto di vista letterario sono sempre all’ascolto delle voci nuove. Sono convinta, però, che fare narrazione implichi una giusta attenzione, i giusti tempi tecnici, non si può scrivere come se si facesse sempre giornalismo.” Infine una riflessione sulla parabola di Michela Murgia, altra grande figura contemporanea: “L’ho conosciuta attraverso la “Società delle Letterate”… Credo che, comunque, noi dobbiamo prendere spunto sempre da donne del passato molto forti, molto incisive, ma che la Murgia, pur non avendo io  amato la spettacolarizzazione del suo male, abbia rappresentato per le nuove generazioni un interessante distaccamento da alcuni canoni e  da alcuni valori.”