TEATRO - Il mondo dell’informazione precaria, dei clickbait e della satira tagliente esce dallo schermo per salire sul palco. Per tre imperdibili date, Venerdì 6 (ore 21), Sabato 7 (ore 21) e Domenica 8 Febbraio (ore 18), il Teatro Totò di Napoli ospiterà lo spettacolo "Fakepage - Giornalisti disoccupati", un viaggio ironico e dissacrante nel dietro le quinte del giornalismo moderno, che parte dalla storia di una atipica redazione giornalistica in fallimento.
PARLIAMO DI...
01/02/26
NAPOLI, 6-7-8 febbraio - "Fakepage - Giornalisti disoccupati" in scena al Teatro Totò di Napoli
TEATRO - Il mondo dell’informazione precaria, dei clickbait e della satira tagliente esce dallo schermo per salire sul palco. Per tre imperdibili date, Venerdì 6 (ore 21), Sabato 7 (ore 21) e Domenica 8 Febbraio (ore 18), il Teatro Totò di Napoli ospiterà lo spettacolo "Fakepage - Giornalisti disoccupati", un viaggio ironico e dissacrante nel dietro le quinte del giornalismo moderno, che parte dalla storia di una atipica redazione giornalistica in fallimento.
31/01/26
L'EVENTO - Il Conservatorio di Benevento a Londra: serata di alta rappresentanza culturale e formativa
Il Conservatorio di Musica “Nicola Sala” di Presso la prestigiosa sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra, il 30 gennaio vi è stato un concerto del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento, realizzato su invito del Direttore dell’Istituto, dott. Francesco Bongarrà, nell’ambito delle attività di promozione della cultura musicale italiana all’estero.
La serata ha rappresentato un momento di particolare rilievo istituzionale e artistico, onorata dalla presenza di autorevoli rappresentanti delle istituzioni italiane, tra cui l’Ambasciatore d’Italia a Londra Inigo Lambertini e il dott. Ugo Zampetti, Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Italiana.
L’evento è stato introdotto e presentato dalla prof.ssa Daria D’Aloia, docente del Conservatorio, alla presenza del Direttore del Conservatorio, M. Giuseppe Ilario, e del Presidente, dott. Nazareno Orlando, a testimonianza dell’attenzione dell’Istituzione verso le opportunità di alta formazione e di proiezione internazionale offerte ai propri allievi.
Il programma musicale ha proposto un raffinato percorso attraverso la tradizione cameristica europea e italiana, con musiche di Domenico Gallo, Georg Friedrich Händel, Niccolò Paganini, Mario Castelnuovo-Tedesco e Ottorino Respighi, offrendo un significativo spaccato della ricchezza storica e stilistica del repertorio proposto.
Interpreti della serata sono stati gli studenti e i docenti del Conservatorio:
Giuseppe Corbo (violino), Filippo Piscitelli (violino), Michael Iadanza (viola), Gianluca Giganti (violoncello) e Giuseppina Coni (pianoforte), che hanno dato prova di elevata preparazione tecnica e maturità musicale, riscuotendo vivo apprezzamento da parte del pubblico e delle autorità presenti.
L’iniziativa si inserisce pienamente nella missione istituzionale del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, volta alla valorizzazione del merito, alla formazione artistica di eccellenza e alla promozione del talento delle nuove generazioni in contesti culturali di alto profilo internazionale.
Il Conservatorio esprime il proprio sentito ringraziamento all’Istituto Italiano di Cultura di Londra e al suo Direttore per l’attenzione e l’ospitalità riservate, confermando la volontà di proseguire e rafforzare il dialogo culturale e musicale tra l’Italia e il panorama internazionale.
27/01/26
BENEVENTO, 6 febbraio - "Obiettivo T" sul "Mare di ruggine" dell'Ilva, con Antimo Casertano e Daniela Ioia
TEATRO - Ancora un attesissimo appuntamento al Teatro Mulino Pacifico di Benevento, nell’ambito della rassegna Obiettivo T ideata e curata da Solot Compagnia Stabile di Benevento. Prossima fermata il 6 febbraio 2026 con MARE DI RUGGINE. LA FAVOLA DELL’ILVA 2.0, in scena alle 20,30. Testo e regia di Antimo Casertano, con Daniela Ioia, Antimo Casertano, Luigi Credendino e Francesca De Nicolais. Un progetto di Compagnia Teatro Insania.
Dalle note di regia
MARE DI RUGGINE è una favola, anche se una favola non è.
È la storia di un padre raccontata al figlio. Una storia familiare, lunga cinque generazioni,
che viaggia in parallelo con la storia dello stabilimento ex Ilva, poi Italsider di Bagnoli.
È il racconto dell’unica possibilità, l’unica alternativa che la fabbrica - ‘o cantiere - ha
rappresentato per la mia famiglia in particolare e per tante, tantissime altre famiglie; a
Napoli come a Taranto, a Genova come a Piombino.
È il racconto del diritto al lavoro e di come esso rappresenti l’unica certezza di esistenza
nella stessa società. Un racconto che non può non tenere conto del quadro politico, sociale,
ed economico del nostro paese. Il suo sviluppo, nel bene e nel male, le sue modifiche
nel tempo della storia attraverso la pelle dei protagonisti, il piano di deindustrializzazione
locale e nazionale. Ma è anche la volontà di raccontare della identità operaia, della voglia
di sentirsi orgogliosamente parte di quella classe, delle lotte e delle conquiste e soprattutto
della sua fine.
MARE DI RUGGINE è una favola, anche se una favola non è, contro l’abbandono perpetuo.
La voglia di riappropriarsi del bene comune, la lotta contro la privatizzazione e lo
sciacallaggio. Immagine, purtroppo, di un incubo ancora presente. Ma è anche un’indagine
sulla vita e la morte, amore e odio, promesse e compromessi, soprusi e tentativo di riscatto
sociale. Forse sono vecchio, eppure continuo a credere che le storie, quelle semplici,
conservano una potenza e una magia che non invecchia mai.
Una storia semplice come seme per il cambiamento, memoria di un periodo in cui l’unico
argomento di interesse pare essere sempre altrove, inafferrabile, da qualche altra parte.
La speranza che i nostri figli possano raccontare una storia diversa, una realtà nuova e
libera da mostri. In definitiva, è l’impegno morale di fare luce sulla vicenda dell’Italsider
che da tanti, troppi anni, giace dimenticata al suo stato di abbandono.
Musiche originali Paky Di Maio, disegno luci Paco Summonte, tecnico audio Angela Grimaldi,
costumi Pina Sorrentino, scenografie Flaviano Barbarisi, laboratorio scene Giovanni Sanniola,
organizzazione Napoleone Zavatto, comunicazione web Rosa Lo Monte.
MARE DI RUGGINE è vincitore di Premio ANCT 2025 (Premio Nazionale della Critica), Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022, Premio Fersen, Premio Antonio Conti di Pesaro, Premio Speciale Felicetta Confessore – Ritratti di territorio ed è Progetto finalista al Premio tuttoteatro.com
alle arti sceniche Dante Cappelletti.
I biglietti potranno essere acquistati su www.solot.it o presso i rivenditori autorizzati.
La serata proseguirà all’insegna del dopo teatro, una Light Dinner al costo di 10 euro. Un motivo culinario per trascorrere ancora qualche ora in compagnia, perché il teatro, si sa, è il nutrimento dell’anima. I posti sono limitati ed è obbligatoria la prenotazione chiamando in teatro dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,00 alle ore 12,00, ai seguenti numeri +39 0824 47 037 +39 338 145 76 88
23/01/26
BENEVENTO, 25 gennaio - Al "Paese dei Sogni" della Eidos arriva la "Cenerentola" di Alessandra Sciancalepre e dell'Arterie Teatro
TEATRO - Continua la programmazione della ventiduesima edizione de “Il paese dei sogni”, la storica rassegna dedicata ai più piccini organizzata dalla compagnia Teatro Eidos, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Benevento. Il terzo appuntamento ci sarà domenica 25 gennaio 2026 alle ore 17,00 presso il Teatro De La Salle, con lo spettacolo della Compagnia Arterie Teatro di Molfetta (BA) “CENERENTOLA… È IL TUO TEMPO”, scritto e diretto da Alessandra Sciancalepore.
Dalle note di regia: Nella storia di Cenerentola c’è un tempo per ogni cosa. Un tempo scandito da rintocchi che puntuali segnano i rituali di bellezza delle sorellastre, il tempo dell’attesa trepidante prima che accada qualcosa, fra lacrime e Cenere, il tempo magico della trasformazione, fra scintillii, carrozza e cavalli, il tempo della festa e di un ballo per innamorarsi, il tempo della fuga da palazzo e la prova di una scarpetta.
Ma cos'è il Tempo? Cenerentola è la Storia di un Tempo che è Cambiamento!
A raccontarcelo un’orologiaia! Fra lancette, orologi, meccanismi e figure ci condurrà nel magico mondo di Cenerentola, dove troveranno spazio spunti di riflessione sulla famiglia, sulla differenza di genere, sulla crescita e sul perdono.
È consigliata la prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni
Tel.: 0824.58474 / 335.413060
www.teatroeidos.it - info@teatroeidos.it
15/01/26
NAPOLI, 17 e 18 gennaio - Torna in scena " Le sedie": Antonio Iavazzo rilegge Ionesco, con Gianni Arciprete. In scena anche Licia Iovine
TEATRO - Torna in scena, il 17 e 18 gennaio, un classico del teatro contemporaneo: "𝑳𝒆 𝒔𝒆𝒅𝒊𝒆" di Ionesco sarà in scena a SCUGNIZZART di Napoli 𝐝𝐚𝐥 17 𝐚𝐥 18 Gennaio 2026 con la regia e l’adattamento di Antonio Iavazzo e Gianni Arciprete e, in scena, Gianni Arciprete e Licia Iovine. I due protagonisti, una coppia di anzianissimi sposi, qui rivisti in parte in termini “garbatamente” partenopei, nel loro struggente isolamento, come due clown gettati nel mondo fenomenico, si muovono sospesi e indaffarati. Tra attese e arrivi, dolci ricordi, e palesi menzogne, evocazioni, assurdi e paradossi, i due preparano un fantomatico messaggio all’umanità, da affidare ad un oratore che non arriverà mai
IN SCADENZA IL 16 FEBBRAIO - Bando di drammaturgia "Futuro passato", quinta edizione
È online sul sito www.ilsonar.it il bando teatrale della quinta edizione di “Futuro Passato”, che coniuga formazione, creazione e produzione, un progetto nell’ambito di FESTIL_Festival estivo del Litorale 2026 diretto da Tommaso Tuzzoli e Federico Bellini, rivolto a un numero massimo di 3 drammaturghi/e o autori/ici teatrali Under 40 e dedicato quest’anno al tema del “Purgatorio”. “Futuro Passato – Purgatorio” è a cura di Associazione Culturale Tinaos e realizzato con il contributo di MiC e Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con CSS Teatro stabile di innovazione del FVG. “Futuro Passato” gode anche quest’anno di un’ampia rete di partner: Comune di Udine, Casa del Contemporaneo - centro di produzione teatrale, Elsinor - centro di produzione teatrale, ERT FVG – Ente Regionale Teatrale Friuli Venezia Giulia, Fondazione Istituto Dramma Popolare San Miniato, Hystrio - Associazione per la diffusione della cultura teatrale, Pergine Festival, Sonar – Il digitale incontra la scena contemporanea, Verona L’Altro Teatro - Teatro Camploy di Verona, Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc, Rijeka / Dramma Italiano di Fiume (HR). Partner tecnico: B&B I personaggi Udine.
Il bando, sin dalla sua prima edizione, mira a sostenere la creazione di nuovi testi di drammaturgia contemporanea, proponendo ogni anno un tema diverso. Quest’anno il tema sarà il Purgatorio. Così il tutor del progetto Federico Bellini, drammaturgo, autore e traduttore dall’esperienza internazionale: «Come ci insegna Dante, il Purgatorio è il luogo e lo spazio dell’attesa. Osservando le atrocità dei tempi che stiamo vivendo, l’Inferno è alle porte, ma l’Occidente pare sospeso in una strana quanto terribile contemplazione; dopotutto il Purgatorio stesso è una punizione a tempo indeterminato. Le attività di quest’anno si concentreranno su questo termine divenuto archetipo di una sofferenza per così dire sorda, quasi silente, ma anche metafora di una condizione umana ambigua, in cui la colpa non è mai pienamente colpa e l’assoluzione avviene solo dopo l’espiazione della colpa stessa. Ma cosa nasconde, o meglio, cosa e chi ospita questa condizione purgatoriale, aldilà della parabola dantesca? La richiesta sottesa al bando di quest’anno è quindi quella di indagare un terreno liminare, né di là né di qua, che è forse il territorio dentro il quale muoviamo i passi incerti della nostra attuale quotidianità».
Ogni partecipante avrà libertà di scegliere il proprio territorio d’indagine rispetto al tema centrale, declinandolo sui propri interessi. Sarà imprescindibile mantenere uno stretto rapporto col territorio in cui si svolgerà la residenza creativa. La quinta edizione di “Futuro Passato” si svilupperà nel Comune di Udine (sede principale delle attività sarà uno degli spazi del CSS Teatro stabile di innovazione del FVG insieme alla sede operativa di Tinaos) e nei comuni limitrofi. La presenza dei/delle drammaturghi/e selezionati/e è obbligatoria ed è richiesta per il periodo compreso dal 9 al 24 aprile 2026 (con riserva da parte dell’organizzazione di eventuali slittamenti temporali), periodo durante il quale si avveleranno di un continuo confronto con enti e istituzioni, parteciperanno in maniera attiva ai laboratori che si attiveranno, affiancati da esperti del settore. I drammaturghi/e seguiti dal tutor in tutte le fasi del lavoro avranno anche la possibilità di interagire con una comunità virtuale per mezzo della piattaforma Sonar. Al termine di questo periodo il lavoro di scrittura continuerà sotto la supervisione del tutor per via telematica.
Il bando è articolato in quattro fasi, le cui modalità sono riportate e descritte in dettaglio sul sito www.ilsonar.it. L’applicazione va effettuata entro e non oltre le ore 12.00 del 16 febbraio 2026.
Entro il 2 marzo 2026 sarà pubblicata la rosa dei nomi dei/delle 10 drammaturghi/e semifinalisti selezionati su Sonar. E il 17 marzo 2026 ci sarà la pubblicazione dei nomi dei 3 drammaturghi/e vincitori selezionati su Sonar. In entrambi i casi farà fede unicamente il sito internet.
I/Le drammaturghi/e selezionati/e che parteciperanno alla fase 2 del progetto saranno scritturati per 16 giorni consecutivi dal soggetto capofila. Per ognuno è prevista una paga giornaliera per il periodo di residenza e l’alloggio in camera doppia in appartamento con uso cucina. Le spese di viaggio e vitto saranno a carico dei partecipanti. Gli spostamenti nei vari comuni per le attività d’indagine sul campo/laboratoriali saranno organizzati dall’ente capofila. I 3 drammaturghi/e selezionati avranno l’obbligo di segnalare in futuro con la seguente dicitura i propri lavori: “un testo creato per Futuro Passato nell’ambito di FESTIL26”. Le scelte della giuria sono insindacabili garantendo la massima tutela di tutti i partecipanti.La giuria, a suo insindacabile giudizio, assegnerà un premio produzione, che garantirà una prima rappresentazione in forma di studio al testo vincitore del bando tra i 3 testi prodotti. Gli altri testi saranno presentati in forma di lettura scenica. I testi potranno essere depositati per la tutela del diritto d’autore al minimo d’uso e non potranno avere vincoli tali da vietarne la produzione e la circuitazione. L’ente capofila si occuperà di definire il cast artistico e tecnico per la realizzazione dell’opera vincitrice. Tali scelte saranno insindacabili.
Per le modalità di partecipazione si rinvia esclusivamente al bando pubblicato integralmente sul sito www.ilsonar.it.
INFO: www.ilsonar.it
Ufficio Stampa
Renata Savo
Tel. +39 3201915523;
comunicazione.renatasavo@gmail.com
PONTECAGNANO F. (SA) - In scena "Dal Sottosuolo / Underground", esperimento di teatro "espanso"
TEATRO - Questo fine settimana, al Teatro Mascheranova, arriva lo spettacolo targato Il Mulino di Amleto e AMA Factory: in scena il 17 e il 18 Gennaio “Dal Sottosuolo / Underground”, nato dal progetto Fahrenheit 2020 #ArtNeedsTime ideato da Il Mulino Di Amleto, prodotto da AMA Factory in coproduzione con Teatro Libero di Palermo.
Un esperimento di teatro espanso che sprofonda nel sottosuolo dei pensieri, del cinismo, del tormento e del nero, un gioco in cui le cui parole di Dostoevskij emergono in tutta la loro violenza e gli spettatori, affrontando scelte di carattere etico ed emotivo, diventano i veri protagonisti dello spettacolo. Lo spettacolo è composto da due performance autonome ispirate a “Delitto e Castigo” e “Il Grande Inquisitore” che indagano temi come solitudine, scelte etiche, dolore e rinascita.
Un lavoro che a partire da Dostoevskij ci fa viaggiare nel torbido e nella fragilità della nostra umanità, ma attraversando il dolore si riemerge alla luce, grazie all'arte e alla musica elettronica:
un po’ gioco interattivo, un po’ visual art, un po’ djset; un viaggio emotivo ed etico.
In scena Barbara Mazzi e Francesco Gargiulo consulenza artistica Marco Lorenzi,
consulenza drammaturgica Enrico Pastore e con musiche originali di Elio D’Alessandro.
Appuntamento Sabato 17 Gennaio ore 20.30, e Domenica 18 Gennaio ore 19.00, al Teatro Mascheranova (Pontecagnano Faiano, via Isonzo n° 6-10) Per info e prenotazioni: 331 2288792 o consultare il sito www.mascheranova.it e le pagine social.
di e con Barbara Mazzi e Francesco Gargiulo
consulenza artistica Marco Lorenzi
consulenza drammaturgica Enrico Pastore
consulenza tecnica Adriano Antonucci, Massimiliano Bressan, Giorgio Tedesco
musiche originali Elio D’Alessandro
produzione A.M.A Factory in coproduzione con Teatro Libero di Palermo
dal progetto Fahrenheit 2020 #ArtNeedsTime ideato da Il Mulino Di Amleto
Sinossi
Primo atto - “Uccideresti l’uomo grasso? con Francesco Gargiulo La struttura della performance è quella di un gioco-show basato sul paradosso filosofico del Trolley Problem in cui due concorrenti, ignari della posta in gioco e guidati dal presentatore-performer, scelgono di volta in volta chi o cosa porre sul proprio binario cercando di convincere il pubblico in sala a far passare il treno sul binario dell’altro concorrente. A quel punto gli spettatori, in veste di giudici-conducenti del treno impazzito, si trovano nella scomoda posizione di dover scegliere chi salvare e chi sacrificare. Si sprofonda nel sottosuolo dei pensieri, del cinismo, del tormento e del nero, in un gioco apparentemente divertente e grottesco capace di spiazzare e mettere in difficoltà, aprendo domande sui principi che ci guidano nel compiere scelte eticamente complesse.
Secondo atto - “G.I. - Grande Inquisitore?” con Barbara Mazzi La performance, partendo dalla domanda “Felicità o Libertà?” dà vita a un documentario partecipato
a ritmo di musica elettronica. Un montaggio live di articoli di giornale, estratti di saggi e interviste fatte alla cittadinanza si intreccia con un playlist musicale gestita in diretta come un vero e proprio dj set creando una connessione simbolica tra immagini e musica. A conclusione una coreografia della performer per esorcizzare il dolore individuale e metaforicamente quello di tutti e per tornare a comunicare liberamente con noi stessi e con gli altri.
NOTE DI REGIA La drammaturgia originale, dal forte carattere autoriale, richiede agli spettatori di diventare i veri protagonisti dello spettacolo e affrontare scelte di carattere etico ed emotivo: sono chiamati a rispondere a una serie di domande che li pongono in una posizione scomoda, prima come comunità, poi come singoli individui, sentendosi partecipi di un’esperienza collettiva che dal loro personale sottosuolo li farà riemergere alla luce. Tutto ciò è realizzato grazie a dispositivi ludici ideati dai performer (un gioco interattivo e un dj set con visual art e musica elettronica), elementi lontanissimi dalla drammaturgia classica, ma uniti da un fil rouge: l’umanità. I due aspetti dell’anima, il bianco e il nero, sono portati in scena ed esposti, creando per il pubblico un percorso dal nichilismo all’empatia. Dal dolore alla rinascita.
14/01/26
BENEVENTO, 23 gennaio - "Obiettivo T" della Solot presenta "Il gioco sacro". Riccardo Festa rilegge Pierpaolo Pasolini
TEATRO - Prosegue la rassegna Obiettivo T, ideata e promossa da Solot Compagnia Stabile di Benevento, che vede il prossimo appuntamento il 23 gennaio 2026, alle ore 20,30 quando sul palco del Teatro Mulino Pacifico andrà in scena “Il gioco sacro. Oratorio per voce sola e coro da stadio” liberamente tratto da “Reportage sul Dio” di Pier Paolo Pasolini, testo The Holy Game di Albert Ostermaier, con Riccardo Festa che firma anche la regia e le musiche dal vivo eseguite da Francesco Forni.
Dalle note di regia:
Pasolini amava il calcio. Suona contraddittorio. Quasi blasfemo. Addirittura implausibile. Come se la levatura intellettuale del Poeta, il portato etico della sua scrittura e quello politico di un’ azione artistica mai disgiunta da quella civile, non potessero abbassarsi ad un piacere così triviale. Eppure a Pasolini il calcio piaceva proprio tanto. Giocava partite interminabili con un agonismo insospettabile, che fossero squadre di ragazzetti di borgata o sfide tra colleghi e amici. Era tifoso del Bologna. Commentava con competenza formazioni e moduli tattici. E, soprattutto, ne ragionava e ne scriveva. Immaginava storie e scenari, cercava intorno al fatto sportivo il suo episteme, la ragione di uno spazio che ne creasse i presupposti e gli esiti. Lo colpiva la dimensione collettiva e rituale, la danza tribale delle domeniche tra bar, stadio e radiocronache, l’eterna predisposizione del maschio a dividersi in tribù, a creare affiliazioni inattese e alleanze improbabili.
Coglieva del calcio la dimensione sacra, inscindibile dal gioco stesso, quella partecipazione collettiva che portava ad isterismi e passioni destinate solitamente al culto, una moderna religione, con santi e miracoli annessi. Impossibile da snobbare. Impossibile per Pier Paolo non calarsi nel gioco totalmente, con quella furia di vivere che lo ha sempre segnato.
E certo, c’erano i corpi. Giovani, forti, sudati nell’atto di compiere un gesto atletico destinato all’effimero ricordo di chi era presente, lì, allo stadio, la domenica. Eroi moderni di un’arena che non chiedeva sangue ma redenzione – collettiva, forse- e che invece stava già trasformandosi in un gigantesco supermercato globale che niente avrebbe conservato di sacro se non le effigi e la simbologia, in quello svuotamento secolare di qualsiasi religione che è il segno della modernità.
Ticket su www.solot.it o presso i rivenditori autorizzati.
NAPOLI, 15 gennaio - Il beneventano Vincenzo Maltempo interpreta Schumann e Brahms e apre il 2026 della "Scarlatti"
MUSICA - E’ dedicato a due giganti della musica tedesca, Robert Schumann e Johannes Brahms, il concerto del pianista Vincenzo Maltempo che inaugura a Napoli la programmazione 2026 dell’Associazione Alessandro Scarlatti presieduta da Oreste de Divitiis.
Definito dalla critica internazionale come “uno dei talenti più originali e tecnicamente dotati della sua generazione”, il pianista Vincenzo Maltempo (originario di Benevento, classe 1985) sarà il protagonista, giovedì 15 gennaio (ore 20.30) al Teatro Sannazaro, di un evento concertistico di rara intensità proponendo un percorso d'ascolto che affianca alla maestosità di grandi capolavori strutturali, la raffinatezza e il virtuosismo delle trascrizioni d’autore ad essi riferiti.
“Questo appuntamento – sottolinea Tommaso Rossi, direttore artistico della Scarlatti – accoglie a Napoli un interprete che ha saputo conquistare il pubblico e la critica grazie a un’identità artistica straordinaria, legata indissolubilmente al monumentale lavoro di riscoperta dell’opera di Charles-Valentin Alkan, ma anche alla sua originalità nell’affrontare opere di grandi compositori, da Liszt a Schumann, Dukas, Lyapunov e Skrjabin”.
Il programma presentato da Vincenzo Maltempo si apre con l’esecuzione di "Widmung" (letteralmente “dedica”), il primo Lied della raccolta “Myrthen op. 25”, composta da Schumann nel 1840 come dono nuziale per l’amata Clara Wieck. La versione proposta offre all’ascolto la preziosa trascrizione di Sergio Fiorentino, celebratissimo maestro ed insigne pianista napoletano che, contrariamente al virtuosismo della più celebre trascrizione di Listz, si distingue per una fedeltà poetica assoluta, restituendo sulla tastiera la purezza e la trasparenza della linea vocale originale.
Segue la “Grande Sonate op. 14 in F minor”, opera di Schumann(del 1853), nota storicamente con il titolo di "Concerto senza orchestra". “Pagine di lotta e di irrequietezza – aggiunge Tommaso Rossi – in cui la scrittura schumanniana sfida i limiti fisici dello strumento, cercando di evocare una massa sonora orchestrale attraverso una densità contrappuntistica e una sorprendente enfasi drammatica”. La seconda parte del programma si apre con i “6 Klavierstücke op. 118” di Johannes Brahms. Composti nel 1893 e dedicati a Clara Wieck Schumann, questi pezzi rappresentano il "tardo stile" di Brahms, dove il virtuosismo degli inizi scompare per lasciare spazio a una dimensione musicale scarna, quasi metafisica. Dal celebre “Intermezzo in La maggiore” alla tragica e spettrale “Ballata in Sol minore”, l'op. 118 è un viaggio tra ricordi e rassegnazione, filtrato da una sapienza armonica che preannuncia una tensione compositiva che avrà poi massima espressione nel Novecento. In chiusura viene proposta la celebre “Passacaglia” di Brahms, quarto movimento della “Sinfonia n. 4 op. 98”. Articolata in 30 variazioni su un tema ostinato (derivato da Bach), la Passacaglia rappresenta l'apice della forma architettonica brahmsiana. “Eseguire questo capolavoro al pianoforte – conclude Tommaso Rossi - è un'operazione di estremo interesse critico, specialmente nella trascrizione curata dallo stesso Vincenzo Maltempo che del tema originale offre, nella ricreazione della dinamica sinfonica, una nuova e vibrante prospettiva solistica”.
Biglietti da 12 a 30 euro (con altre riduzioni specifiche per enti convenzionati, under 30 e conservatori di musica). Informazioni: www.associazionescarlatti.it
09/01/26
BENEVENTO, 11 gennaio - Al "Paese dei sogni" della Eidos approdano "Biancaneve e i sette nani" de "I Guardiani dell'Oca"
Dopo la pausa festiva, riprende la programmazione della ventiduesima edizione de “Il paese dei sogni”, la storica rassegna dedicata ai più piccini organizzata dalla compagnia Teatro Eidos, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Benevento. Il secondo appuntamento è, infatti, per domenica 11 gennaio 2026 alle ore 17,00 presso il Teatro De La Salle, con lo spettacolo della Compagnia I Guardiani dell’Oca di Guardiagrele (CH) “BIANCANEVE E I SETTE NANI”, favola musicale scritta e diretta da Ada Umberto De Palma, con Eliana de Marinis, Tiziano Feola e Zenone Benedetto, con le musiche originali di Antonio Cericola.
Dalle note di regia: Vorrei una bambina bianca come la neve, rossa come il rubino e con i capelli neri, neri come la notte. Vorrei una bambina che sia degna figlia dal re e di sua madre la regina. Sarà dolce, sarà bella come una stella. Sarà forte e coraggiosa e non temerà alcuna selva tenebrosa. La sua voce risuonerà come canto di usignolo, in ogni luogo, in ogni dove, rendendo assai felici gli animi puri come è puro il suo candore.
Uno, due, tre e poi sette gli amici che incontrerà nel bosco nel quale si nasconderà. Strega maligna nulla potrai contro l’amore vero che tu non avrai…
Info per i biglietti www.teatroeidos.it.
07/01/26
CAPUA, 11 gennaio - Al FaziOpen Theater, Caterina Scalaprice con "Where have all the flowers gone?"
BENEVENTO, 10 gennaio - In scena "La Madama dei Quartieri" di Mariarosaria Preziosi, con il gruppo "Le famiglie della casa di Giuseppe"
La commedia in tre atti del gruppo di teatro amatoriale “Le famiglie della casa di Giuseppe” della Parrocchia Padri Cappuccini di Benevento, rientra nella mission che la compagnia ormai persegue da tredici anni: la solidarietà.
Questa volta la commedia offre visibilità all’Associazione A.M.A. Ceprano Odv che nata nel 2008, si occupa della prevenzione del suicidio giovanile, offre sostegno alle famiglie per l’elaborazione del lutto e realizza la formazione di volontari attraverso convegni e seminari. Inoltre, l’associazione organizza gruppi di auto mutuo aiuto collaborando attivamente con le istituzioni, gli istituti scolastici e le famiglie.
Come precisato dalla presidente Stefania Casavecchia “A.M.A. Ceprano è un'organizzazione di volontariato senza fini di lucro, che nasce con l’obiettivo di offrire ascolto, supporto e percorsi di condivisione alle persone colpite da un lutto particolarmente traumatico, creando spazi sicuri in cui esprimere dolore, fragilità e bisogno di comprensione”.
Il nostro impegno è dare voce a chi non riesce più a trovarne una e accompagnare chi soffre verso un nuovo equilibrio di vita — continua la vice presidente dell’Associazione Anna Rita Del Grosso — Da oltre diciassette anni operiamo per costruire reti di solidarietà, prevenire il disagio giovanile e promuovere consapevolezza su un tema spesso taciuto ma profondamente presente nella nostra società.”
L’associazione ha sede a Ceprano, in Piazza della Libertà, ed è attiva anche online sui principali canali social, dove diffonde aggiornamenti, eventi e materiali informativi dedicati alla prevenzione e al supporto.
La Commedia, ambientata nei primi anno 70, vede Emilia Balestrieri alle prese con il suo desiderio di evolversi, per lasciarsi alle spalle una vita di stenti trascorsa come ragazza madre in uno dei più popolosi rioni di Napoli. Ormai trasferita da tempo in un elegante quartiere della città partenopea, custodisce un segreto importante. Ha sempre mentito, infatti, sulla paternità dei suoi due bambini ormai adulti. In casa, dove vive con le anziane zie - Reparata e Crocifissa – e con il fratello Michele, Emilia ha in bella mostra una foto di un soldato disperso in guerra: Pasquale Saponaro. A Sisina e Umberto, che correggono ogni sua cacofonia nel pronunciare vocaboli sbagliati, ha raccontato che quello era il loro papà. Ma non ha fatto i conti con il suo vero amante - Augusto Ferrivecchi – che, ormai vedovo torna, a Napoli da Caracas con l’intento di riconoscere i figli della sua giovane amante. La donna si ritroverà, suo malgrado, “in mezzo” a due mariti; perché Saponaro, diventato venditore ambulante, per puro caso si ritroverà in casa di Emilia. Per l’ex pescivendola, comunque sarà dura mettersi alla pari con le famiglie bene del quartiere di Via dei Mille come l’elegante Vittoria Cecere e la sua miope figlia Carlotta.
Dopo varie peripezie che sfoceranno in situazioni singolari, con equivoci e sorprese esilaranti la famiglia si riunirà. Non prima di aver subito, però, un’inchiesta da parte del capitano dei carabinieri Giorgio Cantalamessa che, allertato da una denuncia fatta da Carolina, cameriera della signora Balestrieri per maltrattamenti, piomberà in casa scoprendo la verità.
Il passato torna sempre a mettere le cose in ordine dando spunto anche a momenti di riflessione sulla famiglia e sull’importanza dell’amore in tutte le sue forme.
Personaggi e interpreti, in ordine di apparizione: Zia Crocifissa - Camilla Aversano; Zia Reparata -Graziella Salierno; Sisina Balestrieri - Natascia Fetto; Emilia Balestrieri - Agata Pastore; Michele Balestrieri - Alessandro Verderosa; Carolina la cameriera - Raffaella Preziosi; Augusto Ferrivecchi -Enzo Armenio; Umberto Balestrieri - Roberto De Toma; Pasquale Saponaro - Mario Bosco; Claretta Cecere - Erminia Varricchio; Giorgio Cantalamessa - Giovanni Tufo; Vittoria Cecere - Elena Pepiciello; Giuseppe Truc Long Ciampi al violino e Cristiano Urbino al mandolino. Aiuto regia - Filomena Ciullo, regia Mariarosaria Preziosi.
Lo spettacolo è patrocinato da Comune di Benevento, Fondazione Città Spettacolo e sostenuto da Pasta Rummo, Asi Consorzio per l’area di sviluppo industriale della Provincia di Benevento, AD Marketing Servizi Pubblicitari, Buccirossi Servizi immobiliari, Vallone Onoranze Funebri, VisionOttica Lonardo, Nazzaro Autofficina, Centro Studi Benevento, Maison en Fleur.
03/01/26
BUCCIANO (BN), dal 10 gennaio - Per Midora Teatro con Doriano Rautnik, seconda sessione dei Laboratori Teatrali
Prende avvio la seconda sessione 2025/2026 dei Laboratori Teatrali di Doriano Rautnik al Midora Teatro di Bucciano (BN).
Finalità dei Laboratori è dare ad ogni partecipante – in un luogo protetto e di libertà, qual è lo spazio scenico – gli strumenti e la possibilità di scoprire ed esprimere le proprie qualità, ricevendo indicazioni professionali per riuscirci al meglio. Fornendo corrette Nozioni di Dizione, Movimento Scenico, Uso del Corpo, Controllo e Gestione del Respiro e Fonetica, lo scopo dei Laboratori è quello di guidare prima di tutto alla scoperta di “sé stessi” per poi applicare le proprie specifiche qualità umane nel porgere al pubblico – anche – personaggi che l’attore non aveva cognizione di possedere già nel suo intimo. Un risultato è sicuramente garantito: quello di divertirsi in amicizia per superare i propri blocchi emotivi e le ritrosie ad esibirsi in pubblico, mettere da parte le inibizioni relazionali ed esplorare sé stessi per conoscersi meglio attraverso l’analisi e la gestione delle emozioni. La prima lezione gratuita e conoscitiva sarà effettuata il 10 gennaio alle ore 17 presso la Sala Teatro di Bucciano (Via Provinciale – ex Municipio). Per informazioni si può contattare il 334.1277400 ovvero midorateatro@gmail.com. Vi aspettiamo anche per il solo piacere di conoscerci. Buon Teatro a tutti.
BENEVENTO, 11 gennaio - Chiude la Pista di Ghiaccio in piazza Roma. Successo confermato per la XIX edizione
EVENTI - Si avvia alla conclusione la XIX edizione di “A Benevento si pattina sul ghiaccio”, l’iniziativa che ha caratterizzato le festività natalizie nel cuore del capoluogo sannita. La struttura di 450 metri quadrati allestita in piazza Roma resterà operativa fino a domenica 11 gennaio, ultimo giorno utile per vivere l'attrazione invernale.
L’installazione, realizzata con il patrocinio del Comune di Benevento, ha registrato nelle ultime settimane un significativo flusso di presenze, confermando la piazza come punto di aggregazione non solo per i residenti ma anche per i visitatori provenienti dalla provincia e dal resto della regione.
Dal punto di vista organizzativo, il bilancio tracciato dai promotori (WakeUp)
è positivo: "Dopo diciannove anni — si legge in una nota — questa iniziativa si è consolidata come un appuntamento fisso del periodo festivo. La risposta, in termini di presenze, testimonia come la pista sia diventata parte integrante dell'offerta ricreativa cittadina".
L'iniziativa ha avuto ricadute anche sul tessuto economico circostante, in linea con l'obiettivo di stimolare l'indotto commerciale attraverso l'intrattenimento.
La pista rimarrà accessibile al pubblico con orario continuato fino alla chiusura prevista per il prossimo fine settimana, preludio all'organizzazione della ventesima edizione del prossimo anno.
02/01/26
BENEVENTO - Trionfo di emozioni ed armonia per la XXXIII edizione del Gran Concerto di Capodanno
MUSICA - C’è un momento, a Benevento, in cui il tempo sembra rallentare e il nuovo anno prende forma attraverso le note. È accaduto ancora una volta al Teatro Comunale "Vittorio Emmanuele", dove la XXXIII edizione del Gran Concerto di Capodanno ha trasformato la musica in un augurio collettivo, un abbraccio sonoro capace di unire emozioni, memoria e speranza.
L'evento, promosso da Musicainsieme – ente accreditato presso il Ministero della Cultura (MIC) – in collaborazione con la Fondazione Benevento Città Spettacolo e con il patrocinio del Comune di Benevento, ha confermato la sua natura di appuntamento imperdibile per la città.
Il teatro, colmo in ogni ordine di posti, ha accolto un pubblico partecipe, pronto ad affidarsi al linguaggio universale della grande musica.
A guidare gli spettatori in questo viaggio è stata la voce dell'avvocato Mario Collarile che, nelle vesti di presentatore, ha condotto il pubblico con estrema eleganza, introducendo ogni brano e svelandone l'anima con la sua consueta verve e profondità.
Sul palco, l'Orchestra Internazionale della Campania, guidata dal maestro–concertatore Veaceslav Quadrini Ceaicovschi, ha dato vita a un racconto musicale coinvolgente, reso ancor più prezioso dalle splendide coreografie del Centro Studi Danza Classica della maestra Saveria Cotroneo. La grazia dei movimenti dei danzatori ha saputo intrecciarsi perfettamente con il respiro orchestrale, regalando momenti di rara bellezza visiva.
L’inizio, affidato a Giuseppe Verdi, ha subito imposto un tono solenne e profondo. La Sinfonia del Nabucco e il Preludio della Traviata hanno evocato ideali, passioni, destini: musica che non si limita a essere ascoltata, ma che chiede di essere sentita.
L’Intermezzo da Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni ha poi sospeso il tempo, regalando alla sala un momento di intensa commozione, fatto di silenzi carichi e sguardi rapiti.
Con il procedere del concerto, la musica ha cambiato colore, aprendosi alla leggerezza e al sorriso. Il Valzer dei Pattinatori di Émile Waldteufel ha fatto danzare l’immaginazione, mentre il Valzer dei Fiori di Čajkovskij ha riportato tutti a quella dimensione sospesa tra sogno e meraviglia che appartiene all’infanzia e alle feste.
L’elegante ironia del Valzer n. 2 di Shostakovic ha introdotto il pubblico nel cuore più luminoso della serata, preparando il terreno alla festa finale firmata Strauss. Qui la musica si è fatta gioia pura, ritmo condiviso, gioco scenico: dal solenne Valzer Imperiale all’intramontabile Sul bel Danubio blu, fino alle polke che hanno acceso il teatro di energia e complicità.
Negli ultimi minuti, quando la Marcia di Radetzky ha coinvolto il pubblico, non c’era più distinzione tra palco e platea: tutti parte dello stesso rito, dello stesso augurio.
Ideato e curato da Giuseppe De Marco con l' ausilio del maestro Leonardo Quadrini, il Gran Concerto di Capodanno non è solo un evento musicale, ma un gesto d’amore verso la città, un appuntamento che ogni anno rinnova il legame tra Benevento e la sua identità culturale. A suggellare questo legame, l’omaggio al pubblico con la pubblicazione dedicata ai Musici Sanniti, realizzata in occasione dei 40 anni dalla fondazione della prima orchestra di Benevento, memoria viva di una storia che continua a suonare nel presente.
Così Benevento ha salutato il 2026: non con il rumore, ma con l’armonia; non con la fretta, ma con l’ascolto. Perché quando la musica diventa casa, il futuro fa meno paura e il nuovo anno inizia già con una promessa mantenuta.
01/01/26
BENEVENTO - Social Film Festival 2026, pubblicati i nuovi bandi di concorso edizione XVIII
Il tema della diciottesima edizione è “Eroi”. Cinque i bandi di concorso: School and University, Filmmaker, Divabili, Anteprime e Animazione.
Temi della sezione School and University: - I CARE - AMBIENTE E SOSTENIBILITA’: lavori ispirati alla necessità di tutela e salvaguardia dell’eco-sistema; CINELIBRIAMOCI: lavori ispirati ad opere della narrativa italiana e mondiale; L’OROLOGIO SULLE 20.30: buone pratiche per lo sviluppo sostenibile; EDUCAZIONE E “CURA”: lavori ispirati alla promozione di esperienze utili a stimolare la capacità di riflettere sull’affettività per combattere pregiudizi e stereotipi di genere.
Particolare attenzione sarà riservata alle opere realizzate dagli studenti con dispositivi mobili – smartphone, tablet, action camera, droni.
Il bando DivAbili, concorso esclusivo del Social Film Festival ArTelesia, è dedicato ai lavori realizzati da registi diversamente abili o che abbiano coinvolto attori diversamente abili, non necessariamente a tema disabilità. Questo nell’ottica di una reale inclusione delle persone diversamente abili nel mondo del cinema e dello spettacolo.
Per le altre sezioni i temi: IO MI APPARTENGO – rispetto della propria individualità, saper essere oltre ogni apparire, coltivare la propria libertà contro ogni dipendenza; INTEGRAZIONE – rispetto dell’identità etnica e culturale contro ogni forma di discriminazione: beyond cultural stereotypes; RADICI – scoperta e valorizzazione del patrimonio storico-artistico dei territori; ORTOMETRAGGIO
– storie di agricoltura sostenibile; LIBERO. Per tutte le categorie è comunque previsto il tema libero.
Il termine ultimo per l’invio dei lavori della sessione invernale è il 28 febbraio 2026.
E’ possibile scaricare i bandi e schede di iscrizione dal sito www.socialfilmfestivalartelesia.it.
Le modalità di preselezione e selezione delle opere, improntate a criteri di originalità, efficacia del tema trattato e qualità tecnica, sono esposte nel bando di concorso. Nel corso delle precedenti edizioni, sono stati premiati cortometraggi e lungometraggi di altissima qualità provenienti da diverse parti del mondo, in una kermesse che ha registrato un’affluenza e un favore sempre crescente da parte del pubblico. Il Festival, inoltre, si caratterizza anche per una serie di iniziative collaterali quali l’organizzazione di spettacoli teatrali e musicali, stage, convegni e incontri tra esperti del settore e studenti che desiderano avvicinarsi al mondo del cinema, mostre d’arte, spazi dedicati alla promozione del turismo e delle risorse del territorio con la presenza di qualificate aziende sannite.
29/12/25
BENEVENTO - "Janua. Museo delle Streghe”, un iter sempre vivo fra tradizioni, memoria e futuro
ARTE - “Janua. Museo delle Streghe di Benevento” prosegue il suo iter tra tradizioni, memoria e futuro con successo.
Tante le attività e i progetti che hanno scandito i giorni del 2025, unitamente ai visitatori. Un piccolo museo, nel cuore della città, che continua spedito nelle sue ricerche, in un lavoro capillare e certosino che ogni giorno apporta crescita e arricchimento nella ricostruzione di un Sannio tutto da conoscere e rivalutare. Attestati di merito e stima sono arrivati da tanti studiosi e soprattutto dagli avventori del museo che quest’anno sono giunti a 9.410. Ingressi importanti che attestano stima e fiducia nell’equipe di lavoro: “Si, decisamente un anno straordinario, ma puntiamo a fare sempre meglio e di più” afferma Mario de Tommasi, presidente della cooperativa Ideas, gestore unico di “Janua. Museo delle Streghe Benevento”. Tanti gli appuntamenti in calendario quest’anno, che hanno visto il coinvolgimento di realtà locali, lavorando sinergicamente per e con il territorio: “ Progetti ed eventi aperti ad adulti e bambini, il nostro futuro, a cui Janua dedica sempre una maggiore attenzione- afferma Maria Scarinizi, antropologa e responsabile della sezione didattica del museo- Abbiamo avuto turisti sempre più attenti così come un pubblico nutrito sempre più interessato. Piccoli e grandi”.
Il museo Janua riaprirà il 2 gennaio 2026 e si sta già lavorando a nuovi progetti, ai prossimi appuntamenti e alle novità che solo la ricerca costante e continua riesce a dare. “Non ci fermiamo mai! Uno studio perseverante e la voglia di cercare, ci offrono sempre ottimi stimoli per creare” affermano infine Cristina Corrado e Carmine Fusco, operatori culturali dell’equipe Janua.
La sede di Janua, ormai casa storica delle streghe beneventane, è al piano terra di Palazzo Paolo V, in corso Garibaldi e si prepara al nuovo anno per testimoniare ancora la memoria di un Sannio tutto da svelare, nei racconti delle aree interne, usi e costumi che potranno ancora resistere nel tempo e contribuire alla formazione di un futuro certamente migliore.
MORCONE (BN) , 1° gennaio - Per l'Accademia delle Opere Aps, Roberto Pambianchi interpreta Battisti
MUSICA - Accademia delle Opere Aps inizia l’anno nuovo con un evento straordinario: Roberto Pambianchi sul palco del Centro Universitas di Morcone, il 1 gennaio alle ore 19, canta Lucio Battisti. La qualità delle scelte artistiche del presidente dell’associazione Francesco Tuzio è stata condivisa dall’amministrazione comunale, in particolare il sindaco Luigino Ciarlo e Giulia Ocone, assessore alla cultura del Comune sannita. Dopo il grande successo al Teatro Romano di Benevento lo scorso mese di luglio, la band di Pambianchi torna nel Sannio. Sul palco i bravissimi musicisti: Davide Papaleo alle chitarre, David Forti alle tastiere; Alberto Biasin al basso; Gabriele Morcavallo alla batteria. Con la straordinaria voce del frontman Roberto Pambianchi, il gruppo propone un tributo appassionato al grande cantautore italiano. Roberto Pambianchi, riconosciuto da Mogol come interprete straordinario delle canzoni di Lucio Battisti, presenta infatti un concerto con i più grandi successi del repertorio battistiano.
Lo spettacolo omaggia l’eredità musicale di Lucio, una delle icone più amate della musica italiana. Attraverso una combinazione di performance dal vivo e narrazione avvincente, lo spettacolo offre un viaggio emozionante nella vita e nelle canzoni di questo leggendario artista. Gli spettatori saranno trasportati nel cuore della sua musica, rivivendo i successi indimenticabili che hanno definito un’intera generazione. L’appuntamento è solo un preludio alla produzione dell’Accademia delle Opere Aps, impegnata in altri numerosi eventi apprezzati dal pubblico come: “Magia in Musica”, “Area Medina”, “Squallor Forever”, “La stagione di Battiato” e “Sidùn” in tournée in tutta Italia.
27/12/25
BENEVENTO - La "Libertitudine" poetica di Elisa De Falco incanta e commuove al Caffè dell'Orto
In uno scambio delicato ed intenso fra intervistatrice ed autrice sono emersi i temi più significativi della "Libertitudine" di Elisa De Falco, per la quale la poesia non è mai mero esercizio di stile, ma piuttosto necessità vitale e sincerità emotiva.
Lettura, dopo lettura, si è delineato così il delicato universo della "Libertitudine" di Elisa De Falco, a partire dai ricordi di infanzia, con il ricordo struggente della figura femminile scomparsa a lei più cara, la nonna, a cui l'autrice ancora dedica pensieri e parole, riconoscendone l'eredità spirituale ed affettiva. La poesia diventa così, per Elisa De Falco, il rifugio dei pensieri, opponendosi al tempo "che scorre intrepido" , salvando i ricordi da custodire nella "valle del cuore' e liberando le emozioni trattenute troppo a lungo.
Quando il rifugio si apre improvvisamente, è tempo per l'autrice di dedicare i suoi versi al "Palcoscenico delle emozioni", il teatro, altra sua enorme passione, l’opposto del nascondimento, e proprio per questo luogo di libertà.
Salire sul palcoscenico, si legge nelle sue poesie, significa accettare il rischio, l’esposizione, lo sguardo dell’altro. La libertà, in questo testo, coincide con il coraggio di essere visti, di trasformare l’emozione in presenza.
Elisa De Falco è stata, infatti, allieva dei laboratori teatrali dell'attore e regista Peppe Fonzo, presente fra il pubblico in sala con l'artista e docente Vladia Villani ed altri amici ed esponenti culturali cittadini.
Ma la vita è per Elisa De Falco anche e soprattutto amore. A questo sentimento lei dedica alcune delle sue poesie più belle, come "Fiamme gemelle" e "A Giorgio" , in cui esplora sentimenti e sensazioni del cuore, affermando l'esistenza del riconoscimento reciproco. Ovvero la possibilità di non doversi spiegare, di “conoscersi dentro anche senza parlare”, di ritrovarsi come anime destinate le une alle altre, anche attraverso i secoli, senza parlare. C'è spazio anche per un piccolo momento di leggerezza, l'incontro casuale, ma intenso, con le persone semplici e sincere, al cui atteggiamento sempre sereno, anche in un semplice saluto, basta fare riferimento per cambiare l'umore di una giornata, come "Il signor Buonciù".
In chiusura d'incontro, spazio alle domande del pubblico, per chiarire alcuni aspetti fondamentali della poesia di Elisa De Falco, non solo genere letterario, ma gesto umano, nel suo fermarsi, guardare, ricordare, dare forma a ciò che altrimenti resterebbe muto. Ai lettori rimane il silenzio, dopo l'ultima parola, lo spazio raro in cui ciò che si ascolta continua a lavorare dentro di noi e trova finalmente ascolto.
BENEVENTO - Successo di pubblico e di critica della Salzano band e dell'organizzazione tutta "made in Sannio", per "L'anno che verrà".
MUSICA - La musica è uno strumento di vita capace come pochi di dare gioia, emozioni, adrenalina, speranza.
E ieri sera, al Teatro Comunale Vittorio Emmanuele, il concerto “L’anno che verrà” è riuscito con forza a trasmettere proprio tutte queste sensazioni, a suscitare profonde emozioni, ad evocare ricordi e immagini...
Il concerto di Santo Stefano, inserito dal direttore artistico Renato Giordano nella rassegna "InCanto di Natale 2025", organizzata dal Comune e dalla Fondazione Benevento Città Spettacolo, è stato prodotto da NEXUS Editoria, Comunicazione Eventi: uno show che rappresenta l’emblema e la sintesi della ‘politica culturale’ portata avanti da oltre tre anni, sempre centrata sulla “beneventanità” di tutte le iniziative: organizzazione sannita, artisti tutti sanniti, maestranze sannite.
Il doppio tributo ha permesso al pubblico di ascoltare le più belle canzoni di due colonne portanti della canzone italiana, i due 'Lucio nazionali', Battisti e Dalla, nati curiosamente a meno di ventiquattr'ore di distanza l'uno dall'altro, tra il 4 ed il 5 marzo del 1943.
Protagonisti della serata sono stati Enrico Salzano, percussioni e cori (a lui affidata anche la direzione artistica), Pino Tiso, piano e tastiere, Jack Corona, chitarra e voce, Giò Gentile, chitarra, Ivan Barbieri, voce, Giuseppe Marlon Salzano, basso e cori, Vilma Racioppi, voce e cori, Alfredo Salzano alla batteria. Sul palco anche tre special guest: Adelaide Varricchio, voce, Paola Trotta, voce, Leandro Fanelli, clarinetto: insieme hanno ridisegnato il meglio del repertorio di Lucio Dalla e Lucio Battisti, rigorosamente dal vivo, con videofilm e splendide coreografie a tema curate dalla 'Dance Art Academy' della maestra Valeria Salvatore.
Una serata magica che ha fatto registrare il quindicesimo sold-out consecutivo, segno tangibile dell’intima complicità che si è consolidata nel tempo tra la Band legata alla famiglia Salzano ed il pubblico, un rapporto reciproco di dare-avere, insomma un autentico e genuino rapporto di fiducia.
Ad “arricchire” ancor di più la serata, la presenza sul palco di Lino Volpe, autore teatrale, regista, docente presso il Conservatorio, studioso e ricercatore di storia del jazz, scrittore... la sintesi perfetta tra arte e cultura, una forte connessione tra teatro, musica e impegno civile...
Volpe ha consegnato nell’occasione ad Enrico Salzano il Premio “Scala Napoletana”, un riconoscimento culturale, giunto alla sua XI edizione, che celebra la cultura napoletana e l'eredità di Eduardo Scarpetta, premiando figure che promuovono la tradizione e l'identità locale attraverso teatro, cinema, radio e linguaggio contemporaneo. Enrico Salzano è stato premiato - si legge nella motivazione - per il suo impegno nella promozione della cultura locale e nella trasmissione dei valori identitari alle generazioni future, sottolineando lo spirito del progetto: dare voce a chi costruisce cultura per il territorio e per il domani.
La produzione - manco a dirlo - è intanto già al lavoro per fare in modo che nel 2026 si realizzino altri progetti, già in cantiere, per esaltare altre stelle del firmamento musicale italiano e, allo stesso tempo, offrire spettacoli improntati alla serenità, alla speranza e all’amore. E, orgogliosamente, alla beneventanità.
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